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FreeRumble, nasce il primo social media audio
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FreeRumble è il primo social media audio della rete ed è tutto italiano. Si possono condividere i propri pensieri, i propri racconti sotto forma di file audio e condividerle con chi vuoi. Una novità assoluta nel panorama web.

FreeRumble, nasce il primo social media audio

Franz Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

FreeRumble è il primo social media audio della rete ed è tutto italiano. Si possono condividere i propri pensieri, i propri racconti sotto forma di file audio e condividerle con chi vuoi. Una novità assoluta nel panorama web.

Siamo ormai abituati a pensare ai social media, o social network, come luoghi attraverso i quali condividere parole scritte, immagini, video che ritraggono momenti che ci riguardano da vicino o meno. Ci capita quando vogliamo condividere un’immagine o un video particolare con una persona cara. Quell’immagine o video è al tempo stesso un messaggio. Ma avete mai pensato se fosse possibile condividere la voce? Se fosse possibile condividere un racconto, un’intervista o semplicemente sentire la voce di chi sta lontano? Ecco, FreeRumble permette tutto questo. E’ il primo vero social media attraverso il quale è possibile condividere file audio, di qualsiasi formato, in maniera rapida e veloce. Ideatrice e fondatrice di FreeRumble è Sonia Topazio, attrice, scrittrice, giornalista e Capo Ufficio Stampa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ci ha spiegato un pò come è nata questa idea.

L’occasione di pensare a FreeRumble nasce proprio da un’esigenza di lavoro“, ci spiega Sonia Topazio, “in occasione di una grossa eruzione di un vulcano in Indonesia, viste le molte richieste da parte dei colleghi stranieri di avere più notizie, decido di fare un comunicato stampa in formato audio e di inviarlo ad un collega attraverso la rete, non avendo altro tempo per scriverlo. In pochissimo tempo viene intercettato da tutti i media facendo scattare in me l’idea di realizzare appunto FreeRumble“.

Quando si dice l’utilità della rete. L’idea di Sonia è semplicemente straordinaria, come nel caso che lei stessa ci ha descritto essere stato alla base di tutto, ma anche per gli utilizzi che di uno strumento come questo si possono fare. Infatti appena arrivati sul sito, che si presenta in stile minimale ma in realtà è molto efficace, il messaggio di benvenuto vi invita a condividere i vostri pensieri, racconti, interviste, conferenze, insomma tutto quello che di audio vi può essere utile condividere. Basta registrarsi compilando un semplice form e da quel moomento in poi potete caricare file audio in qualsiasi formato. “Raccogliere, nel totale rispetto della riservatezza, esperienze personali relative al proprio vissuto o caricare in file audio, con il consenso degli interlocutori, interviste o qualsiasi file per la ricezione del suono», questa è la finalità di FreeRumble secondo sempre Sonia Topazio.

Finora gli utenti registrati sono diverse centinaia, va considerato che il sito è stato inaugurato in questi giorni, e provengono da tutto il mondo. I file finora caricati sono alcuni romantici, altri cruenti che raccontano storie di vita vissuta. Come nel caso della ragazza rumena arrivata in Calabria, a Locri, nel 2006 portata da alcuni rumeni per farla prostituire. Un racconto toccante, l’ho ascoltato, dove la ragazza racconta quel perido della sua vita. La cosa che appare subito evidente è che questa ragazza racconta questa sua storia nel più totale rispetto della privacy, infatti di questa ragazza non viene diffusa alcuna generalità. Ed è questo un altro aspetto interessante, un luogo in cui raccontare anche un aspetto della propria vita tragico come in questo caso, ma anche un momento felice, rispettando la privacy. E come ben sappiamo è proprio la privacy l’argomento principe che riguarda i social network, accusati , spesso a ragione, di scavlacarla senza troppi indugi, a sfavore degli utenti. FreeRumble questo problema lo risolve.

Il sito comprende al momento queste sezioni: Rumblesecret, attraverso un nickname potrete dividere i vostri messaggi in segretezza solo con la persona e alle quali darete la vostra password; Rumblepedia, una sorta di Wikipedia in audio dove trovare tante cose interessanti; Canali, in cui vengono raccolti file audio a seconda di un tema particolare.

Altro aspetto interessante che sviluppa FreeRumble è che questo potrà essere un validissimo strumento per i non vedenti. Oggi esistono degli standard sul web tali da poter permettere a chiunque di poter visualizzare una pagina web, ma le immagini e i video no. FreeRumble potrebbe funzionare come momento intermedio, ma fondamentale nell’utilizzo da parte di persone non vedenti, le quali attraverso questo strumento possono anche loro condividere senza alcun limite i propri file audio. E FreeRumble è stato anche sviluppato, sotto questo punto di vista, grazie alla collaborazione dell’Osi (Osservatorio Siti Internet) dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. “E’ un modo” ci dice Sonia Topazio, “anche per chi è non vedente di poter immaginare almeno immaginare un video o un’immagine. E’ un aspetto questo a cui tengo molto”.

Infatti, un aspetto che arricchisce ancora di più il valore di FreeRumble e che sarà sicuramente molto apprezzato. Come vedete sono tanti e molteplici gli ambienti in cui FreeRumble riesce a risultare assolutamente utile, così come lo abbiamo verificato nella nostra breve conversazione con Sonia Topazio, ma anche attraverso la verifica diretta del servizio.

Si apre la strada ad un nuovo modo di concepire i social media. Che si diffonderà proprio come un “tuono libero”!

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