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Il dibattito nucleare e l'effetto Fukushima sulla rete
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Il disastro di Fukushima alimenta sulla rete la discussione sull’energia nucleare e, pur non modificando i rapporti di forza tra gli schieramenti, sposta l’attenzione degli italiani sulla sicurezza a discapito delle tematiche economiche e ambientali

Il dibattito nucleare e l’effetto Fukushima sulla rete

Franz Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

Il disastro di Fukushima alimenta sulla rete la discussione sull’energia nucleare e, pur non modificando i rapporti di forza tra gli schieramenti, sposta l’attenzione degli italiani sulla sicurezza a discapito delle tematiche economiche e ambientali

L’11 marzo ha segnato la storia con un terremoto in Giappone di 8,9 gradi della scala Richter (il settimo mai registrato in ordine di potenza sprigionata) cui è seguito uno tsunami che ha causato migliaia di morti e distruzione. Il già precario equilibrio del paese è stato ulteriormente compromesso dall’allarme per i danni provocati dallo tsunami nella centrale nucleare di Fukushima con il conseguente rischio di fughe radioattive. Nielsen ha analizzato con il servizio BuzzMetrics quanto e in che modo si è parlato di fonti di energia, e in particolare di nucleare, prima e dopo la linea di demarcazione rappresentata dall’11 marzo.

Nei primi tre mesi dell’anno e fino al 10 di marzo i messaggi diffusi sul web italiano riguardanti le diverse fonti di energia sono stati in media poco più di 800 al giorno. L’11 marzo le conversazioni sul nucleare sono aumentate di 500 volte rispetto al giorno precedente e hanno continuato a crescere nei giorni successivi fino al picco massimo raggiunto il 15 marzo con oltre 4.000 discussioni (+2.200% rispetto al 10 marzo) (Fig.1).

Dopo lo tsunami che ha colpito il Giappone, il 61% delle discussioni su tutte le fonti energetiche si concentra sul nucleare. Nonostante l’imminente referendum, prima del 10 Marzo il nucleare rappresentava solo il 18% dei messaggi.

Dopo il terremoto in Giappone e l’emergenza di Fukushima si scatena quindi un vero e proprio dibattito online, che alimenta lo scontro tra i due schieramenti di favorevoli e contrari, pur senza modificarne i rapporti di forza: il numero di messaggi con atteggiamento positivo verso il nucleare rimane un quarto rispetto a quelli con atteggiamento negativo, mentre si riduce di 13 punti percentuali la quota di messaggi neutri, che non esprimono un’opinione in uno o nell’altro senso. (Fig. 2)

La tragedia giapponese ha spostato l’argomento delle discussioni online da tematiche più astratte e di rilievo generale ad argomenti più funzionali e vicini agli interessi dei singoli – commenta Cristina Papini, responsabile Nielsen BuzzMetrics Italia – I temi della sicurezza e della radioattività prevalgono rispetto ad un più generale impatto ambientale di questa fonte di energia, con il 43% dei messaggi che esprime un atteggiamento negativo nei confronti del nucleare”.

Nelle discussioni online, l’attenzione degli utenti si concentra su problematiche inerenti la sicurezza dell’impianto di Fukushima e sui rischi connessi alle fughe di radioattività, per poi allargare il campo alle stesse tematiche in ambito nazionale (quanto sarebbe sicuro e quali potrebbero essere i rischi del nucleare in Italia).

Diminuiscono, invece, i riferimenti più generali all’impatto ambientale (soprattutto relativi allo stoccaggio scorie) e agli aspetti politico-economici del nucleare, argomenti maggiormente rappresentati nel dibattito pre tsunami. (Fig. 3)

In conclusione, dall’analisi Nielsen emerge che la grande portata emotiva degli eventi di Fukushima ha risvegliato l’attenzione degli italiani verso il nucleare con un vivace dibattito online centrato soprattutto sulla sicurezza degli impianti e sui rischi di fughe radioattive. Interessante notare che se da un lato il disastro della centrale nucleare giapponese ha portato una parte degli indecisi nel nostro Paese a prendere una posizione, dall’altro il rapporto di forza tra gli schieramenti dei favorevoli e dei contrari non varia, rimando uno a quattro. Per sapere se l’accresciuto interesse sarà sufficiente per il raggiungimento del quorum al referendum contro il nucleare dovremo aspettare il 13 giugno.

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