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Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?
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Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?

Francesca Ungaro

Webwriter e Content Manager. Psicologa Clinica.
Ho lavorato come Responsabile della Comunicazione Corporate. Psicologia e scrittura sono le realtà che si intrecciano da sempre nella mia vita.

Oggi non potremmo più fare a meno dei nostri device e delle piattaforme Social per ricordarci tutto. Siamo facilitati dai motori di ricerca e dalle notifiche. La nostra Memoria conserva, tuttavia, dei Ricordi che appartengono alla nostra Personalità: perdere questi sarebbe come smarrire la nostra Essenza Umana.

Se perdiamo il nostro cellulare, siamo persi noi.
Se non facciamo il back up dei dati del nostro pc e li perdiamo, perdiamo noi.
Non è nulla di nuovo.
Lavoriamo con la tecnologia e questa è la prima cosa da fare: salvaguardare gli strumenti che conservano il nostro lavoro e le informazioni della nostra vita.
Spostando il nostro lavoro e il nostro pensiero su device, computer, o molto più semplicemente su piattaforme Web, abbiamo sottoscritto un tacito accordo, moltissimo tempo fa.
Non abbiamo solo accettato di fornire i nostri dati personali.
Di più: abbiamo delegato alla Rete una delle funzioni più artistiche e intelligenti del nostro cervello.
La Memoria.

internet memoria social network

Quando è successo? Non potremmo dirlo.
Di sicuro progressivamente, giorno dopo giorno, ma comunque in un processo inesorabile.
E come sempre non si tratta di incolpare in qualche modo Internet o i Social Network, ma di essere consapevoli di quanto potenti siano questi mezzi di comunicazione e di usarli al meglio.

Il dibattito su quanto Internet faccia bene alla nostra Intelligenza, all’intelletto e alle emozioni – Intelligenza Razionale ed Emotiva – è sempre aperto.
E personalmente credo sia giusto che rimanga così. Aperto.
Perché solo parlandone e continuando a discuterne possiamo rimanere coscienti del Costo sociale e culturale, ma anche intellettivo ed emotivo, che stiamo pagando.
Un Costo decisamente alto.

Che cos’è la Memoria?
Secondo la definizione di Wikipedia si tratta della “capacità del nostro cervello di conservare informazioni.”
Una funzione psichica e mentale che ci permette di assimilare, ritenere e richiamare – sotto forma di ricordo – le informazioni apprese durante l’esperienza intellettiva e sensoriale.
Si tratta di un esercizio intellettivo, dunque, ma anche puramente psichico.
E’ questa conservazioni di nozioni e di emozioni che ci permetterà di formare nel tempo la nostra Esperienza, la nostra Cultura, le Associazioni Psichiche e, di fatto, la formazione della nostra Personalità.
Qui si aprono capitoli immensi di discussione, a partire dalle Teorie della Psicologia che posizionano intorno ai nostri 4 anni di età i primi ricordi che influenzano il nostro carattere.

Quello che su cui ci interessa fare chiarezza ora è che la Memoria si distingue in due tipi: a Breve e a Lungo Termine in base alla durata della ritenzione del ricordo.
Perché nel mondo sempre più veloce in cui viviamo, con un flusso di informazioni costante e continuo e un’overload di dati, ricorriamo a Internet proprio per salvaguardare la nostra funzione intellettiva.
Non potremmo mai ricordarci tutti i numeri di telefono dei nostri contatti.
Non potremmo mai ricordarci tutte le date dei compleanni e degli anniversari.
Non potremmo mai ricordarci come si scrivono tutte le parole difficili.
E gli indirizzi, la lista della spesa, l’agenda degli appuntamenti…
Deleghiamo il ricordo a motori di ricerca fenomenali, che in una manciata di secondi, recuperano l’informazione che vogliamo.

Certo, è tutto più semplice.
Io che non ho mai imparato a fare le divisioni ci metto un attimo a non fare figuracce.
Mia madre è mille volte più brava di me a ricordarsi i nomi delle persone, per non parlare delle parole crociate.
Una recente ricerca universitaria, per altro, conferma che più del 70% delle persone che quotidianamente usano Internet non conosce a memoria il numero di telefono del partner, mentre il 49% utilizza applicazioni e note sul device per ricordare password e numeri di sicurezza personali delle carte di credito e dei bancomat (PIN).

La Memoria a Breve Termine non ci serve più.
Abbiamo strumenti più affidabili del nostro stesso cervello per procedere nella vita quotidiana e nel lavoro quotidiano senza l’ansia di dover ricordare tutto.
Possiamo concederci di non ricordare, perché in ogni caso recuperiamo le informazioni utili in pochissimo tempo.

Grazie alla tecnologia oggi – e domani sempre di più con la Realtà Aumentata – si è realizzata un’Evoluzione culturale, sociale, intellettiva e psicologica che non avremmo mai raggiunto altrimenti.
Che è esattamente quel Costo di cui parlavamo.
L’altra faccia della medaglia, infatti, è che abbiamo progressivamente perso l’allenamento e la sensibilità che mantengono Umani i nostri Ricordi.
E Ricordo fa rima con Essere Umano.
Non con cercare su Google qualsiasi informazione che non ci torna in mente.
Non con il condividere l’Accadde Oggi di Facebook.

Ben altro discorso è parlare della Memoria a Lungo Termine.
Ecco, perdere quella sarebbe decisamente un Costo eccessivo.
Un Costo intellettivo e psicologico, ma anche sociale e culturale, che non ci possiamo assolutamente permettere.

Perché vorrebbe dire alterare l’Essenza Umana, i Ricordi della propria Vita e non essere più capaci di Crescere.
Perché solo grazie alla Memoria, ai processi di ritenzione e immagazzinamento delle informazioni vitali e ai processi di recupero e riconoscimento di queste informazioni, ognuno di noi nasce, cresce e costruisce Se Stesso.
Solo grazie alla Memoria siamo noi stessi, autentici e genuini proprio per i ricordi che abbiamo. 

Si tratta di quel passato che ha costruito il nostro presente, la nostra persona, la nostra realtà.

I ricordi della Memoria a Lungo Termine fanno parte di noi, sono la nostra ricchezza. Sono la nostra storia.
Perderla non equivale a perdere solamente un cellulare, ma a non riconoscere più se stessi.
Né dentro né fuori dal Web.

 

 

About Francesca Ungaro

Webwriter e Content Manager. Psicologa Clinica. Ho lavorato come Responsabile della Comunicazione Corporate. Psicologia e scrittura sono le realtà che si intrecciano da sempre nella mia vita.

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5 comments

  1. Lo chiedo nella condivisione su Adotta1Blogger e te lo chiedo anche qui Francy. Secondo te, per chi riesce a mantenere attiva la memoria a breve termine, potrebbe rivelarsi un vantaggio competitivo nei prossimi anni?

  2. Francesca Ungaro

    Assolutamente sì, Andre!
    Tenere allenata la Memoria a Breve Termine significa saper conservare la Concentrazione. E questo è già di per sé un vantaggio competitivo.
    In più, è nella Memoria a Breve Termine che spesso troviamo li spunti migliori per essere Creativi!
    Un abbraccio

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