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La difficoltà del Cambiamento, fuori e dentro il Web
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La difficoltà del Cambiamento, fuori e dentro il Web

Francesca Ungaro

Webwriter e Content Manager. Psicologa Clinica.
Ho lavorato come Responsabile della Comunicazione Corporate. Psicologia e scrittura sono le realtà che si intrecciano da sempre nella mia vita.

Con i propositi dell’Anno Nuovo, il Cambiamento diventa cruciale per molte delle nostre attività, sul Web come nella realtà. Cambiare è una delle azioni più difficili, perché è facilissimo trovare Soluzioni che, in realtà, creano ennesimi Problemi. E’ solo uscendo dal Sistema che potremo ottenere Cambiamenti vincenti.

Finisce un anno e, come tutti gli anni, è tempo di bilanci.
E non solo riguardo ai dati sul Web e sui Social Network, ma anche di bilanci nella nostra vita professionale e personale.
Con la domanda implicita che facciamo a noi stessi: “ho sbagliato qualcosa?”, “cosa potevo fare di più?”.
Non saremo sempre soddisfatti di noi, ma il bello è che ai bilanci seguono i propositi. Quelli dell’anno nuovo che verrà.
Lo aspettiamo con ansia, l’anno nuovo.
Perché è nell’anno nuovo che nella nostra vita avverrà quella svolta decisiva che aspettiamo da sempre e finalmente sarà tutto un successo.
Eppure dovremmo saperlo, ormai, che il Cambiamento può partire solo da dentro di noi.
Che non ci sono date, non ci sono ricorrenze, non ci sono successi se non siamo noi a voler dare un vero giro di volta alla nostra vita e diventare protagonisti.

cambiamento

Cambiare, tuttavia, è forse una delle azioni più difficili dell’essere umano, sia nei comportamenti in Rete che nella realtà.
E questo succede perché siamo bravissimi non solo a complicarci la vita, ma soprattutto a cercare Soluzioni là dove non possono esserci che altri Problemi.
E così accade che la Soluzione diventi il Problema, l’ennesimo problema, perché il comportamento umano è pieno di azzeccatissimi paradossi.

Sul comportamento paradossale e sulla difficoltà di cambiare prendo in prestito la maggior parte delle citazioni del grande psicologo e filosofo Paul Watzlawick (1921 – 2007) nel suo libro “Change, sulla formazione e la soluzione dei problemi”, che consiglio vivamente di leggere per l’arguzia e la competenza dell’autore.
Passare da un Problema ad un altro è la cosa più frequente che facciamo senza accorgercene.
E di storielle ce ne sono all’infinito.
Pensate ad un uomo che continua a battere le mani, implacabilmente, ogni dieci secondi. Interrogato da un estraneo sul perché di quel fanatico comportamento, risponde: <>
<<Elefanti? Ma qui non ci sono elefanti.>>
<<Appunto!>>
Ecco che il Problema che non esisteva si è creato da solo.

Un altro caso esemplare è quello dell’uomo che cerca le chiavi di casa perse di notte.
Le cerca sotto al lampione, in quel ristretto tondo di luce, e non le trova. Un passante gli consiglia di cercarle più in là… <>
In questo caso, la Soluzione più logica diventa proprio il rafforzamento stesso del Problema.

In entrambe le storie è, comunque, un’altra persona a suggerire la vera soluzione.
Dall’esterno, i passanti ci guardano e non capiscono il ripetersi dei nostri errori.
Sul Web, i lettori scuotono la testa di fronte ai nostri sbagli oppure ci spronano a dare di più.
E’ in ogni caso da fuori che il Problema può trovare una Soluzione.

Perché si ha una prospettiva diversa, perché può esserci oggettività, perché la lucidità di chi non è coinvolto – o smette di essere coinvolto – regala la possibilità di vedere i paradossi del nostro comportamento e, magari ridendone, riuscire a cambiarli.
Il Sistema si cambia solo fuori dal Sistema.
Questa è una legge comune, valida nelle nostre attività in Rete come nella vita quotidiana.
Per Cambiare bisogna uscire dal Sistema.
E’ così semplice che pare banale, ma è così difficile da realizzare che non ce la facciamo quasi mai da soli.

In certe circostanze, inoltre, i Problemi sorgono semplicemente perché tenta di cambiare una difficoltà esistente nel modo errato.
Pensate a due marinai su una piccola imbarcazione a vela.
Entrambi si sporgono all’indietro – ognuno dalla propria parte – per cercare di tenere in equilibrio la barca e renderla stabile. Quanto più uno si sporge fuoribordo, tanto più l’altro è costretto ad allungarsi dall’altra parte per compensare l’instabilità.
Eppure, ragionevolmente, la barca di per sé sarebbe perfettamente in equilibrio se gli sforzi acrobatici dei due marinai cessassero.
In questo caso, è necessario che uno dei due personaggi si renda conto che il Problema si è venuto a creare proprio mentre ci si affannava a trovare la Soluzione.
Comprendendo questo paradosso, si può uscire dal Problema, quindi smetterla semplicemente di tirare ciascuno dalla propria parte.
I due marinai potranno veleggiare in perfetta stabilità solo ponendo fine agli illogici sforzi.

Le Soluzioni che diventano Problemi sono generalmente di tre tipi.
Nel caso degli elefanti, ad esempio, si cerca di cambiare la realtà quando non ce n’è assolutamente bisogno.
Il Problema non c’è. Non serve una Soluzione e il Cambiamento non è necessario.
Eppure la si continua a cercare, reiteratamente, al punto tale che alla fine il problema si crea.

Nella storiella dell’uomo che cerca le chiavi sotto al lampione, invece, il Problema esiste eccome.
Al contrario del caso precedente, non si cerca, tuttavia, la Soluzione.
Si rimane chiusi dentro al Sistema e, da dentro il Sistema, non si può attuare alcun tipo di Cambiamento.

Infine, la storia dei due marinai dimostra come facilmente, rimanendo chiusi nel Sistema come in un circolo senza fine, ricorriamo alla Soluzione sbagliata, ovvero tirare gli opposti sempre di più.
Il Problema di stabilizzare la barca esiste, ma il Cambiamento è logico e facile appena si ritrova l’obiettività.

Il Sistema chiuso da cui bisogna uscire per trovare la Soluzione a un Problema viene chiamato, spesso, Comfort Zone.
E’ quell’area di azione in cui siamo perfettamente a nostro agio, talmente a nostro agio che ci comportiamo inconsciamente senza riflettere, in modo automatico, ripetendo quotidianamente gli stessi gesti.
Ma se la realtà cambia – e cambia sempre – i nostri gesti devono cambiare.
Se non lo fanno, nasceranno i problemi veri – di interazione, di comunicazione, di attività sul Web come nella realtà.

Il paradosso umano sta nella difficoltà a trovare le Soluzioni, quando spesso basterebbe uscire da quella Comfort Zone, provare a fare altri gesti, diversi dal solito, e osservarne le conseguenze.
Vale la pena di provare.
Soprattutto con l’arrivo del nuovo anno, perché i buoni propositi abbiano più probabilità di avverarsi e noi possiamo realmente convincerci che si può e si deve Cambiare.

Auguri cari a tutti, perché il Nuovo Anno sia pieno di felicissimi cambiamenti!

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