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giovedì, 18 dicembre, 2014
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Grande dibattito sulla rete a proposito della puntata di ieri di Report dedicata ai social network e alla rete. Direi, come tanti, un'occasione sprecata, soprattutto per l'approccio all'argomento

Report sui social network, occasione sprecata

Grande dibattito sulla rete a proposito della puntata di ieri di Report dedicata ai social network e alla rete. Direi, come tanti, un’occasione sprecata, soprattutto per l’approccio all’argomento

Stamattina sulla rete, ma già da ieri sera su twitter (#report), non si parla d’altro che della puntata di ieri sera di Report (Raitre) dedicata al mondo dei social network e del web. Con lo scopo di dare qualche consiglio utile, Milena Gabanelli, brava giornalista, sempre attenta e scrupolosa, stavolta non ha fornito affatto un bel “Report”. E’ mancato secondo me l’approccio giusto, quindi è mancata una profonda conoscenza dell’argomento, che di solito caratterizza l’argomento della puntata. Ma si è anche evidenziato il fatto che ogni qualvolta che la televisione o la stampa si avvicina ad argomenti che riguardano la rete, ecco che ci si rivolge alla rete con una certa approssimazione di fondo. Come se tutto fosse un pò appannato.

Peccato, soprattutto perchè era la prima volta che una trasmissione così importante si occupasse di quesro argomento. E’ vero esistono tante altre trasmissioni che lo fanno, anche più interessanti, ma mai prima ad ora la televisione pubblica, con un programma così importante, aveva provato ad avvicinarsi al web. In altri paesi, come la Francia o la Germania, o l’Inghilterra, ci sono trasmissioni nelle reti più seguite, interamente dedicate alle nuove tecnologie, ai nuovi media, e non hanno assolutamente un atteggiamento come quello di Report di ieri sera. Di sicuro li aiuta una profonda conoscenza dell’argomento e un continuo interesse, non come invece è successo ieri, un vero e proprio evento, e chissà quando capiterà più, se capiterà, tra l’altro.

Bastava chiedere ad un esperto del web, e nel notro paese ce ne sono di nomi, uno tra l’altro si è visto ieri, Alex Giordano, Ninja Marketing, di fargli da guida affidandogli completamente tutta la puntata e sicuramente, anche per chi di web ne mastica veramente poco, tutto sarebbe risultato più interessante e informativo. Già, perchè quello che rimane della puntata di ieri, è un forte senso di diorientamento, quando invece non è così. Invece, è capitato che la giornalista che ha curato il “Report” ha messo in evidenza il suo approccio, alquanto lacunoso e superficiale.

Interessante lo spunto della censura e della privacy, ma ripeto, si poteva sviluppare meglio se l’argomento di fondo fosse stato approcciato nel modo giusto. Se poi la Gabanelli tratta la rete come ieri sera, non sorprende che anche sull’Unità ci si sia resi conto che la puntata è stata veramente sbagliata.

Voglio sgombrare il campo dal fatto che Milena Gabanelli rimane ed è una giornalista seria, professionale. La delusione mia, e non solo, nasce proprio da qui. Ci si aspettava ben altro!

Magari ci si riproverà un’altra volta. Chissà quando?

About Francesco Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando nell'era dei social media

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5 commenti

  1. Molte delle critiche sono fondate. Concordo in particolare sul fatto che ascoltare qualche esperto della rete, avrebbe aiutato a raccogliere pareri di grado diverso e a mettere in rilievo questioni più sostanziali. Ma sto interpellando molti blogger per porre la seguente questione.
    In altre puntate di Report, alcuni problemi complessi sono stati semplificati. Quando si è trattato di far capire il meccanismo di derivati ed hedge fund. Quando ci hanno spiegato che i maiali si mangiano fanghi di depurazione. Quando ci hanno spiegato come funziona il sofisticato mondo dei finanziamenti pubblici (Parmalat, fallimenti industriali, Finmeccanica). Ogni volta, diciamo per semplificare, la parte lesa del mondo 1.0 si è ribellata alla semplificazione, agli eccessivi allarmisti sollevati dalla trasmissione, al danno pubblico d’immagine, ecc.
    In questo il mondo web 2.0 assecondava e applaudiva report, diffondendo, twitterando quanto emergeva dalle inchieste. Eppure
    l’appoggio della rete non è stato così essenziale nel cambiare lo stato delle cose.
    Alla fine fine blogger, top FB e twitter people, SEO e SEM hanno per lo più continuato a sostenere i vecchi sistemi: chi ha smesso di mangiare prosciutto dopo la puntata di Report? chi ha cominciato a far pressioni per un uso diverso e più sociale della finanza? Poche frangie (es, grillini e altri). Il web 2.0 si è accontentao di registrare le TENDENZE e utilizzarle per sviluppare mercato. Questa non è un’accusa, non voglio fare il massimista/radicale della situazione, voglio solo mettere in evidenza il fatto che puntualemente, il giorno dopo la puntata di report il mondo 2.0 accompagnava la tendenza, ma non prendeva una posizione.
    FINCHE’
    Report ha fatto una puntata sul mondo 2.0. Allora lì apriticielo. Le energie che non si erano spese dopo aver scoperto che i nostri figli non si meriteranno lo stesso stato sociale nostro, le risorse di cui abbiamo goduto, sono state spese nella notte tra domenica e lunedì e poi ancora lunedì e martedì per meditare e spiegare quanto giornalistica sia stata la puntata di Report.
    Perché? Io ho una spiegazione, o quanto meno un’intuizione. Vorrei conoscere l’opinione del titolare di questo blog, Francesco e dei suoi utenti.
    (Chiedo scusa, non ho un mio blog e quindi sto utilizzando lo spazio dei commenti dei blog che sto trovando attarverso twitter).

  2. Report parlando delle truffe informatiche, della spregiudicatezza nell’uso dei dati personali ha informato su uno dei lati oscuri del web. Nelle obiezioni dei guru del 2.0 ci si è per lo più limitati a fare delle accuse di allarmismo e terrorismo senza però entrare nel merito di quanto detto dalla Gabanelli. Il miglior modo per liberarsi dei rischi della rete è farli consocere, non metterli sotto silenzio.

    Report, i rischi dei social network e le critiche pelose dei guru del web.

  3. Parto dalla fine, innanzitutto sono io che ringrazio te per aver condiviso questo tuo pensiero qui, senza scusarti. Questo spazio serve proprio a questo. Devo dirti la verità, ci sono alcune cose che scrivi che sono coondivisibili anche da chi, come me, non ha approvato la puntata di Report in questione. In effetti, lo stile Report è stato osannanto e glorificato da tanti, me compreso, che si sono lamentati, indignati, arrabbiati, e via dicendo, di come la Gabanelli ha gestito l’argomento. Ed è proprio quello che io recrimino principalmente. Parlare di web 2.0, social metwork ecc…, in una trasmissione di una televisione generalista, in Italia non è cosa da tutti i giorni. E sappiamo anche che buona parte della popolazione italiana non è informata bene di cosa sia il web 2.0 o di cosa sia effettivamente facebook. Vista l’occasione, mi sarei aspettato ben altro approccio che il solito atteggiamento superficiale della tetevisione italiana. Perchè dare quell’accento allarmista a fare da sottofondo alla trasmissione. La rete, il web va conosciuto bene prima di gridare che tutto fa male. E per fare questo bisogna prima che ci si informi bene di cosa si parla.
    Sai cosa ha sbagliato la Gabanelli, in maniera plateale. Ha commesso l’errore di trattare la materia come se fosse un Report sulla Parmalat o sui rifiuti in Campania. Ecco.
    Poi liberissima di dire che lei devev aprlare a tutti, ci mancherebbe. Ma proprio per questo motivo, sottolineo, sarebbe bastato essere un tantinello più preparati, dire che cose buone e le cose cattive, come sanno tutti. Perchè seocondo la Gabanelli è uno scoop di re che Facebook fa soldi coi dati di chi si iscrive? Io, come tanti altri, lo scrivo da tempoe quando ne ho occasione, proprio con chi no conosce a fondo la rete, dico che è meglio muoversi con cautela e far sapere solo quello che si vuole far conoscere, il resto non serve.
    Molti colleghi e amici illustri, hanno imputato alla Gabanelli più o meno questo. e via da qui a dire che i Guru si sono lamentati. La stessa Gabanelli, nel preparare la punatata ha chiesto il parere a dei personaggi del web nostrano sulla puntata che aveva in mente da fare e molto gentilmente le avevano prospettato i rischi e le conseguenze che ne sarebbero derivate, La puntata si è fatta, ripeto, come un Report classico, sena cambiare approccio.
    Per queso ho scritto che è stata un’occasione sprecata. Peccato! Veramente, peccato!

  4. Nessuno mai ha messo sottosilenzio i rischi che si corrono, altra cosa che si vuole far passare non vera. anche in questo blog si è parlato e si parla dei rischi che ci sono. Ripeto quello che ho scritto nel commento ad “occhio_di_bue”, è stato sbagliato l’approccio. fare un Report sul web 2.0 come se fosse l’origine di tutti i mali è profondamente sbagliato! E nessuno delle persone che conosco che lavorano nella rete ogni giorno si sogna di nascondere i rischi che ci sono. Permettimmi di fare un’altra puntualizzazione, la rete è la vita reale, non è un dimensione a sè stante, questo per inciso. Non è che quando si entra in Facebook ti viene a prendere Topolino e ti porta in un posto magico, no! La rete, come Facebook e altri è la vita di tutti i giorni, rischi compresi. Ma non lo scopriamo certo oggi.

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