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Riccardo Luna lascia la direzione di Wired
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Con un annuncio su Facebook, poco dopo le 10, Riccardo Luna a sorpresa annuncia di lasciare la direzione di Wired, il magazine dedicato all'innovazione e alle nuove tecnologie. E adesso?

Riccardo Luna lascia la direzione di Wired

Franz Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

Con un annuncio su Facebook, poco dopo le 10, Riccardo Luna a sorpresa annuncia di lasciare la direzione di Wired, il magazine dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie. E adesso?

La notizia è di quelle forti, soprattutto per chi legge Wired e conosce Riccardo Luna, il direttore che fin dallo sbarco della rivista in Italia l’ha condotta in maniera esemplare, portandola ad essere una delle riviste più seguite, se non la più seguita, dedicate alle nuove tecnologie ella rete. Perchè Wired non è solo una rivista, ma è proprio una filosofia di vita, senza voler esagerare. E Riccardo Luna ha avuto il difficile compito di portare questa filosofia nel nostro paese, quasi impensabile per qualcuno. E invece lui c’è riuscito, con grande impegno, grande personalità, grande passione.

Ieri sera verso le 21, Riccardo Luna aveva scritto su facebook che dava appuntamento a tutti alle 10 di oggi erpchè aveva un annuncio da fare. E infatti, poco dopo le 10 arriva l’annuncio che molti aspettavano, senza neanche immaginare quale. “Il 15 giugno lascio Wired. Mi mancherà, mi mancherete. Da matti”. In pochi minuti sono arrivati decine e decine di commenti di sorpresa e stupore, molti increduli. Tutti a testimoniare che una figura come la sua mancherà. In effetti, mancherà anche a noi.

Riccardo Luna è un giornalista abile e lasciatemi anche dire poliedrico. Guardando le sue esperienze, caporedattore a Repubblica, vice direttore vicedirettore del Corriere dello Sport. Molti ricordano anche che durante quella esperienza fu il primo giornalista a scrivere riguardo al caso Calciopoli: il quotidiano sportivo non permise però la pubblicazione della sua inchiesta, così Luna se ne andò e fondò un suo quotidiano, Il Romanista, attraverso il quale indagò per lungo tempo sulla vicenda.

Poi nel 2009 fu chiamato da Condè Nast, editore di Wired, per portare in Italia il celeberrimo Wired, che negli Usa è considerata da oltre 16 anni la “bibbia” della rivoluzione digitale. Un’impresa non facile, come dicevamo prima, considerato il fatto che in quello periodo stava prendendo sempre più piede la crisi dell’editoria, causando serie difficoltà al settore.

Come non ricordare la grande iniziativa di candidare il web al Premio Nobel per la Pace nel 2010. Iniziativa che ha trovato sostegno di illustri personaggi della politica, della cultura, della scienza in Italia e non solo.

Esperienza che è stata condotta da Luna in maniera di rei eccezionale, portando la rivista a successi forse anche inaspettati. Di recente si era fatto promotore di interessanti iniziative come “Sveglia Italia!”, per la diffusione di progetti che potessero rendere il nostro paese più attento all’innovazione e alle tecnologie. Ed è stato anche il curatore della mostra “Stazione Futuro” alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, all’interno delle manifestazioni per i 150 anni d’Italia ed è stato il presentatore di tutti gli eventi del Tour dei Mille di Working Capital.

Non ci resta a questo punto che fare un grosso in bocca al lupo a Riccardo Luna, perchè di sicuro lo ritroveremo al timone di qualche altra avventura. E noi lo seguiremo, con la stessa simpatia di sempre.

Ma adesso a Wired hanno un problema!

UPDATED

Proprio in questi minuti trapela il nome di chi sostituirà Riccardo Luna alla direzione di Wired. Sarà Carlo Antonelli, che lascia la direzione di Rolling Stone. Da quello che si sa, Luna manterrà un rapporto comunque con Condè Nast e che il passaggio di consegne sarebbe stato voluto per volere dello stesso editore nell’intento di rendere la rivista più fruibile per un pubblico più vasto. Allora, a fronte di queste notizie, dobbiamo aspettarci uno stravolgimento della rivista? Pare proprio di sì.

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