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Il punto di vista del Gruppo Roncaglia, digital agency di smart Italia
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#UnaMacchinaPerRudy, il punto di vista del Gruppo Roncaglia, l’agenzia digital di smart Italia

Franz Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

#unamacchinaperrudy smart

Il caso di #UnaMacchinaPerRudy nei giorni scorsi ha movimentato il dibattito sui Social Media e sulla Rete, anche con toni accesi. Ecco che oggi vogliamo proporvi anche il punto di vista di smart Italia. E ne abbiamo parlato con il Social Media Team del brand che fa capo al Gruppo Roncaglia, una delle più innovative agenzie in Italia

Il caso #UnaMacchinaPerRudy è, come abbiamo documentato nei giorni scorsi, sicuramente uno dei casi di storia che verrà ricordato nel web marketing italiano. E su questo punto il dibattito sulla rete è intenso, con toni anche polemici, e ci si interroga su quale tipologia possa definire meglio questa operazione. Azione di web marketing? Di Social Media Marketing? Di Real Time Marketing? O di Marketing puro? Insomma, le definizioni non mancano di certo ad evidenziare come, comunque la si pensi,  questo sia un caso mai accaduto prima nel nostro paese. Come certamente ben saprete, la campagna che il blogger Rudy Bandiera, molto noto sul web e sui social media, ha lanciato con l’hashtag #UnaMacchinaPerRudy chiedendo alle case automobilistiche un auto in quanto la sua era stata seriamente danneggiata in un incidente, si è conclusa con la decisione di smart Italia di cedere a Rudy una smart per la durata di un anno. A questo punto, mentre il dibattito non accenna a diminuire, su Twitter come su Facebook, ne abbiamo approfittato per chiedere direttamente a smart Italia quale fosse stata la motivazione per cui decidere di partecipare a questa operazione.

Entriamo quindi in contatto con il Social Media Team di smart Italia che fa capo al Gruppo Roncaglia, tra le più innovative agenzie di comunicazione in Italia, e a loro chiediamo subito:

Ma come siete arrivati a coinvolgere smart Italia?

Dal lavoro di monitoraggio che portiamo avanti in maniera costante. Appena ci siamo imbattuti nella campagna “#UnaMacchinaPerRudy“, abbiamo notato che la discussione stava montando molto rapidamente assumendo contorni interessanti. Dopo prime attente valutazioni, ritenendo che si poteva dar vita a un’operazione interessante per il brand, abbiamo presentato l’idea a smart che ci ha dato subito un feedback positivo. Nel giro di un paio di giorni si è arrivati alla decisione di dare l’auto a Rudy Bandiera per la durata di un anno”.

Ma cosa vi ha convinto che questa fosse un’operazione da prendere al volo per smart Italia?

È  un’operazione che per modalità e dinamiche si adattava all’allure del brand e alla linea di comunicazione che stiamo portando avanti insieme. A livello di linguaggio e di capacità di leggere la Rete fa il paio – anche se si tratta di due iniziative diverse sotto molti aspetti – con la “social battle” tra brand che abbiamo iniziato con Citroen Italia, e che è stata ribattezzata #LaGuerradeiParcheggi, e che poi si è allargata spontaneamente ad altre aziende come Martini, San Carlo e Molinari fino a prendere i contorni di un “social party”.

Ma in questa operazione smart Italia cosa ci guadagna?

Il buzz è certo stato altissimo, così come la visibilità per smart in questi giorni. Per valutare in maniera corretta il ritorno per il brand, tuttavia, questa iniziativa deve essere considerata all’interno di un contesto più ampio di operazioni che a livello strategico stiamo definendo con smart. Non ha senso ragionare in termini spot.”

Credete che tutto questi brusìo, anche dai toni polemici, possa creare qualche conseguenza per smart Italia?

Non ci risulta che il brand abbia subito contraccolpi dall’enorme discussione che è scaturita nei giorni scorsi. Anche le voci più critiche di molti autorevoli blogger si chiedono semplicemente se l’operazione non rischi di tradursi in un boomerang per smart. Dubbi perfettamente leciti che nascono però dalla mancata conoscenza – e non potrebbe che essere così – della strategia complessiva. Ovviamente continuiamo a monitorare la discussione e il sentiment in maniera costante per valutare eventuali evoluzioni”.

Secondo Armando Roncaglia, a capo del Gruppo omonimo, questa è stata:

Un’altra grande dimostrazione di quanto sia sempre più strategico per i brand comprendere e padroneggiare i linguaggi e le dinamiche dei nuovi media. Il web, e in particolare i social network, hanno rivoluzionato il modo di fare comunicazione e chi non sa ascoltare questo cambiamento è condannato a rimanere fermo. Solo l’unione di professionalità diverse e complementari può coglierne tutte le opportunità, con una strategia unitaria e al servizio del brand.”

Bene, questa è la nostra conversazione con il Social Media Team di smart Italia che per quel che ci riguarda ha fatto un po’ di chiarezza in più rispetto a quello che era il punto di vista del brand in questione. E ci sembrava giusto conoscerlo affinchè chiunque voglia possa, ora, farsi un’opinione più chiara. E certamente siamo qui per ricevere le vostre osservazioni su quello che vi abbiamo raccontato.

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Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

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