InTime | Blog, Social Media, Web Marketing http://www.franzrusso.it Tutte le news su Web, Social Media e Mobile Fri, 29 Apr 2016 23:07:02 +0000 it-IT hourly 1 http://i0.wp.com/www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/04/InTime_twittercard.jpg?fit=32%2C32 InTime | Blog, Social Media, Web Marketing http://www.franzrusso.it 32 32 Il doodle di Google è per Claude Shannon, il padre del Bit http://www.franzrusso.it/google-doodle/doodle-google-claude-shannon-padre-bit/ http://www.franzrusso.it/google-doodle/doodle-google-claude-shannon-padre-bit/#respond Fri, 29 Apr 2016 22:55:45 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29179 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, quasi a livello globale, è dedicato ai 100 anni dalla nascita di Claude Shannon, meglio conosciuto come il padre dell'Informazione e padre del Bit. Il doodle lo presenta come un giocoliere, in riferimento alla sua passione.

Il doodle di Google è per Claude Shannon, il padre del Bit è il nuovo articolo di Francesco Russo su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, quasi a livello globale, è dedicato ai 100 anni dalla nascita di Claude Shannon, meglio conosciuto come il padre dell’Informazione e padre del Bit. Il doodle lo presenta come un giocoliere, in riferimento alla sua passione.

Chissà quante volte vi sarete chiesti da dove nasce la parola “bit” e chi ma l’avrebbe coniata. Ecco, il doodle che vediamo oggi sulla home, quasi a livello globale, è la risposta. Il doodle di Google oggi è dedicato a Claude Shannon, in occasione dei 100 anni dalla nascita, ossia il padre dell’Informazione e il padre del Bit.

Google lo rappresenta in un doodle animato come un giocoliere tra i numeri, un chiaro riferimento alla sua passione, usava infatti, alle volte, girare per i laboratori con il suo monociclo.

claude shannon goole doodle

Claude Elwood Shannon, questo il suo nome per esteso, nasce il 30 aprile del 1916 a Petoskey, nel Michigan (Usa). A 20 anno si laureò in matematica, ha lavorato presso i Laboratori Bell, è stato anche professore ordinario presso il Massachussets Institute of Technology, il MIT. Il suo saggio più conosciuto è certamente “Una teoria matematica della comunicazione“, da qui deriva il fatto che Shannon viene indicato come il padre della moderna teoria dell’informazione. Fu in questa ricerca che Shannon coniò la parola bit (il binary digit), per designare l’unità elementare d’informazione. Un concetto che usiamo quotidianamente navigando su internet o utilizzando un PC.

claude shannon

La sua teoria dell’informazione pose le basi per progettare sistemi informatici, partendo dal presupposto che l’importante era cercare di memorizzare le informazioni in modo da poterle trasferire e collegare tra loro. In pratica la sua idea era che per trasmettere le informazioni non bastava un sistema che aprova e chiudeva il sistema, ma era sufficiente suddividere le informazioni in pacchetti.

Era un lontano parente di Thomas Edison e lavorava, e insegnava, soprattutto a memoria, raramente infatti usava prendere appunti.

In altre parole, se oggi viviamo nell’era del digitale, di internet, sicuramente lo dobbiamo anche a Claude Shannon.

Il doodle di Google è per Claude Shannon, il padre del Bit è il nuovo articolo di Francesco Russo su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Foursquare dimostra che il futuro è nei Big Data http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/foursquare-futuro-big-data-chipotle/ http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/foursquare-futuro-big-data-chipotle/#respond Fri, 29 Apr 2016 16:11:30 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29169 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Solo all'inizio di quest'anno Dennis Crowley, fondatore di Foursquare, aveva annunciato di far un passo indietro e che al suo posto veniva nominato come nuovo CEO Jeff Glueck. E a quanto pare la mano del nuovo CEO comincia a farsi sentire. Foursquare dimostra che il futuro è nei Big Data, in maniera concreta con il caso Chipotle.

Foursquare dimostra che il futuro è nei Big Data è il nuovo articolo di Michael F. Forni su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Solo all’inizio di quest’anno Dennis Crowley, fondatore di Foursquare, aveva annunciato di far un passo indietro e che al suo posto veniva nominato come nuovo CEO Jeff Glueck. E a quanto pare la mano del nuovo CEO comincia a farsi sentire. Foursquare dimostra che il futuro è nei Big Data, in maniera concreta con il caso Chipotle.

Facili allarmismi a parte, a fine Aprile è successo qualcosa che, francamente, non si può definire diversamente da… straordinario.

Per bocca del suo nuovo CEO, Jeff Glueck [in Tedesco Glueck significa “fortuna”, ndr] un software (Foursquare) è riuscito a prevedere – con uno scarto minimo – il risultato economico di una Società commerciale (Chipotle), basandosi esclusivamente sul traffico pedestre dei suoi clienti!

foursquare big data

Premesso un doveroso “nerd-alert”, trattando qui un argomento, un po’ tecnico, andiamo con ordine.

In Italia il marchio di fast food messicano “Chipotle” non è assolutamente conosciuto, ma in USA è una sorta di MacDonald’s dei burritos.
Lì ne conoscono bene la vicissitudini culminate nello “scandalo Eschirichia Coli”, che colpì la famosa catena il 31 Ottobre 2015, costringendola l’8 Febbraio scorso persino a chiudere tutti i 19.000 punti vendita, per far partecipare i dipendenti ad un Meeting di emergenza sulla sicurezza alimentare.

Che le sue azioni sarebbero scese ed il risultato operativo del primo quadrimestre 2016 (il famoso “First Quarter”) ne avrebbe risentito era evidente a tutti, ma Foursquare era convinta di saper indicare, in anticipo… pure precisamente anche di quanto… e con lo scarto di pochi punti percentuali!

foursquare jeff glueck CEO

 

Il 12 Aprile, nella striscia mattutina dell’emittente americana CNBC, Jeff Glueck ha dichiarato con largo anticipo la previsione “ufficiale” del risultato dei primi 4 mesi: -29% (e NON un “generico” -30%!).

“Come faccio a dire -29%?” spiega sicuro ma senza alcuna boria

Vede, Chipotle ha distribuito circa 26 Milioni di coupon per ritirare un burrito gratis a testa, il che secondo noi ridurrà il crollo del traffico pedestre (foot traffic) dei suoi clienti rispetto al 2015 di solo il 23% [rispetto al disastroso -50% dell’estate scorsa, ndr] verso gli stessi punti vendita; questo però si tradurrà in incassi inferiori (-29%, appunto) proprio a causa del fatto che sono stati emessi così tanti coupon gratis, che naturalmente non generano incassi. Tutto qui.”

 

foursquare chipotleL’intervistatore si dimostra evidentemente sorpreso dalla capacità di una previsione del genere e chiede a Glueck quale tecnologia gli consente di ostentare pubblicamente una precisione del genere.
Jeff, sorridendo evidentemente orgoglioso, risponde così.

Foursquare è una comunità di circa 50 Milioni di persone che OGNI MESE nel mondo interagisce con 85 milioni di luoghi censiti [e manutentuti gratis da centinaia di SuperUsers* volontari, ndr].
Di questi, 65 Milioni sono locali commerciali come ad esempio il Chipotle di Downton Portland” (sullo schermo appare questa simulazione del traffico effettivamente registrato nella venue).

foursquare chipotle data

Noi siamo in grado di rilevare quando i loro telefoni georeferenziati [con Foursquare installato ndr] collocati anche solo all’interno di una borsa o nello zaino, “si fermano” presso il luogo. Questo ci permette di creare dei “pattern di visita” virtualmente per ogni venue nell’economia reale.
A questo punto possiamo analizzarli come trend anno su anno e questo ci permette di prevedere il traffico reale, come già fatto in passato, ad esempio nei punti vendita Mac Donald’s in una data occasione o il numero di telefoni [da 13 a 15 Milioni] sarebbero venduti nei negozi Apple, nel week-end di lancio degli ultimi i-Phone [6S e 6SPlus, rivelatesi poi 13 Milioni].”

L’intervista si conclude con la precisazione che i dati previsti nelle settimane precedenti da Chipotle (-14%) saranno smentiti dai valori “effettivi” previsti dagli algoritmi di Foursquare che [a differenza delle proiezioni statistiche, ndr] si basano, banalmente, sul fatto che per riscuotere un voucher per il burrito gratis, bisognerà effettivamente recarsi di persona presso il punto vendita“.
Infatti gli utenti sono costantemente tracciati dall’app – come riportato nel grafico composto – ed i loro spostamenti vanno ad alimentare quotidianamente i Big Data della Società di New York e San Francisco.

In conclusione… che lo vogliamo o no, ormai siamo entrati non già nell’era del Grande Fratello – che tutto vede e tutto sa – bensì in quella dei Big Data… che – quasi – tutto prevede o prevederà.

Buon futuro a tutti e mi raccomando… happy check-in!

Foursquare dimostra che il futuro è nei Big Data è il nuovo articolo di Michael F. Forni su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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InTime è media partner del Mashable Social Media Day Italy http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/intime-media-partner-social-media-day-italy/ http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/intime-media-partner-social-media-day-italy/#respond Wed, 27 Apr 2016 11:50:01 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29156 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Siamo lieti di annunciare che InTime è media partner del Mashable Social Media Day Italy, uno degli eventi più attesi dell'anno per fare il punto su Innovazione, Tecnologia e Social Media. Tanti e importanti i relatori di questa edizione che si terrà il 21 e 22 ottobre 2016 a Milano. Una edizione assolutamente da non perdere.

InTime è media partner del Mashable Social Media Day Italy è il nuovo articolo di Redazione InTime su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Siamo lieti di annunciare che InTime è media partner del Mashable Social Media Day Italy, uno degli eventi più attesi dell’anno per fare il punto su Innovazione, Tecnologia e Social Media. Tanti e importanti i relatori di questa edizione che si terrà il 21 e 22 ottobre 2016 a Milano. Una edizione assolutamente da non perdere.

Siamo davvero felici di annunciare che InTime sarà media partner della terza edizione del Mashable Social Media Day Italy, uno degli eventi più attesi dell’anno per fare il punto su Innovazione, Tecnologia e Social Media. Visto il grande successo dello scorso anno di #SMDAYIT (questo l’hashtag ufficiale della manifestazione), che ha ottenuto 5.500 contatti sul sito e ha registrato oltre più di 600 partecipanti in sala, con più di 4.500 connessi live in streaming, l’edizione 2016 si preannuncia davvero molto interessante. Le scorse edizioni hanno visto la partecipazione di 3.500 partecipanti, sono state mostrate 4.600 slides, hanno visto la partecipazione di 110 relatori e si sono tenuti 160 talk.

Il Mashable Social Media Day Italy si terrà a Milano il 21 e 22 ottobre 2016, la location è ancora in fase di definizione, e noi ve la comunicheremo appena ci sarà possibile, e tanti e importanti saranno i relatori che interverranno nelle due giornate che, con la loro competenze ed esperienza, arricchiranno le due giornate di formazione e informazione su tutto quello che riguarda l’Innovazione e la grande spinta che oggi possono dare i social media.

InTime Mashable Social Media Day Italy

I nomi che hanno aderito sono davvero di primo livello, e sono:

  • Marco Montemagno
  • Carlo Rinaldi
  • Massimo Temporelli
  • Dario Vignali
  • Luca La Mesa
  • Emanuela Zaccone
  • Federico Mauro
  • Fjona Cakalli
  • Simone Tornabene
  • Tiziano Tassi
  • Orazio Spoto
  • Raffaele Gaito

E altri ancora ce ne saranno per rendere ancora più speciali le due giornate.

Una mention special per gli organizzatori di quest’anno che hanno finora allestito una delle più interessanti edizioni, e sono:

  • Andrea Romoli – Social Solution Manager,
  • Eleonora Rocca – Consulente di Marketing e Social Media, Blogger e Imprenditrice
  • Giuliano Ambrosio – Noto Blogger e Creative Strategist @AQuest
  • Roberta Pinna – Digital & Social Media Specialist.

InTime seguirà le due giornate, vi faremo conoscere meglio i relatori dell’evento e vi terremo informati su tutte le novità che si avvicenderanno nelle prossime settimane.

Vi invitiamo a consultare il sito ufficiale dell’edizione e di cominciare ad approfittare delle proposte early bird. Il programma è in fase di definizione e anche su questo vi terremo informati.

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Instagram vs Snapchat: alcuni dati e come li usano i brand http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/instagram-rispetto-snapchat-un-punto-riferimento-brand/ http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/instagram-rispetto-snapchat-un-punto-riferimento-brand/#respond Tue, 26 Apr 2016 17:36:25 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29150 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Un'interessante rapporto di L2, mettendo a confronto Instagram e Snapchat, rileva come sia proprio Instagram ad essere ancora un punto di riferimento per i brand. I contenuti dei brand si Instagram sono per il 59% immagini. Ma Snapchat ha di fronte a sè una crescita ancora più forte nei prossimi anni.

Instagram vs Snapchat: alcuni dati e come li usano i brand è il nuovo articolo di Francesco Russo su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Un’interessante rapporto di L2, mettendo a confronto Instagram e Snapchat, rileva come sia proprio Instagram ad essere ancora un punto di riferimento per i brand. I contenuti dei brand su Instagram sono per il 59% immagini. Ma Snapchat ha di fronte a sè una crescita ancora più forte nei prossimi anni.

Ultimamente si parla sempre più spesso di Snapchat, a ragione, e altrettanto spesso viene paragonato o confrontato con Instagram. Le due app in realtà si muovono con caratteristiche diverse, come sappiamo, ma sono le due realtà, nel contesto dei social media, che negli ultimi mesi hanno fatto registrare tassi di crescita notevoli, specialmente per quanto riguarda fascia di età di utenti molto giovani. Sono infatti le due app che crescono di più tra i 18-34 anni. Di recente, un nuovo sondaggio negli Usa confermava, ancora una volta, che Snapchat è il social network più importante per la fascia di età 14-19 anni e che su 6.350 adolescenti, il 28% preferisce Snapchat mentre il 27% preferisce Instagram.

instagram snapchat

A questo proposito, anche per capire come i brand si relazionano con queste due realtà, vogliamo presentarvi i dati di questo report realizzato da L2 che mette a confronto le due app, evidenziando alcune caratteristiche e quali sono i settori che preferiscono l’una o l’altra. Sulla base di 280 brand monitorati tra luglio 2015 e aprile 2016, appartenenti a 9 categorie, emerge che le due piattaforme sono tra le più coinvolgenti con tassi di crescita elevati. I Millennials sono quelli che apprezzano molto le due app, un dato che alla fine anche le aziende devono cominciare a considerare, anche se è importante che le aziende comincino a usare il giusto mix di creatività e contenuti su entrambi le app per riuscire ad agganciare sia il pubblico dei giovanissimi che dei meno giovani.

Parliamo quindi di app, o social network, che appartengono al settore visual, un settore che è ancora di nicchia all’interno del grande movimento che fanno le condivisioni di contenuti. Il rapporto rileva che, a dicembre del 2015, il 77% dei post delle aziende sui social media era condiviso attraverso Twitter, solo il 10% attraverso Instagram e il 2% attraverso Snapchat. Ma questo è dimostrato dal fatto che le aziende non sono ancora del tutto pronte di fronte ad una tipologia che si basa tutto sul visual, quindi serve molta creatività. E la creatività è impegno, costante.

Ma guardando i dati rilevati dalla ricerca, si nota che:

  • Instagram è una piattaforma per contenuti curati, studiati, mentre Snapchat lascia spazio anche alla casualità;
  • Oltre il 50% dei contenuti delle aziende su Snapchat sono video, mentre su Instagram il video sono appena il 10%;
  • Le possibilità legate all’ecommerce sulle due piattaforme sono ancora molto limitate, i brand usano le due piattaforme per fare ancora brand equity e brand awarness;
  • Guardando al futuro, Chat 2.0 di Snapchat, la funzionalità che offre la possibilità di condividere messaggi anche in video e audio, potrà competere anche con app di messaggistica istantanea più evoluti; mentre Instagram sembra aver intrapreso la strada di Facebook, apportando le modifiche sulla timeline.

Su Snapchat il 37% ha un’età compresa tra i 18-24 anni; la fascia di età più rilevante su Instagram è quella 25-34 anni al 26% (poco staccata al 24% quella 35-54 anni). Se invece guardiamo i settori dei brand più presenti, allora notiamo davvero che Instagram è quello più presidiato. Per esempio, il 100% dei brand del settore automotive è su Instagram, su Snapchat è presente solo il 25%; e ancora, il 95% dei brand che fa riferimento al settore alberghiero è su Instagram, solo il 13% è su Snapchat. Il settore più presente su Snapchat è quello dell’abbigliamento sportivo (71%), segue poi il beauty (57%) e il fashion (54%). Gli ultimi due settori sono quelli più performanti proprio su Instagram.

instagram snapchat contenuti

Instagram Snapchat età

Instagram Snapchat settori brand

Se guardiamo a quanto pubblicano i brand sulle due piattaforme, notiamo che da questo punto di vista su Snapchat i brand pubblicano, alla settimana, di più che su Instagram: per fare un esempio i brand dell’elettronica di consumo pubblica 39 volte su Snapchat contro le 9 su Instagram. Ma se guardiamo i giorni di attività, allora in questo caso i brand sono più attivi su Instagram che su Snapchat.

In sintesi, i brand stanno cominciando a comprendere che il visual è una forma di contenuto altamente coinvolgente e che necessita di impegno e tanta creatività. Nella situazione attuale Instagram ha un vantaggio su Snapchat da questo punto di vista, vuoi anche perché le aziende ancora non si sentono prontissime per una piattaforma come Snapchat. Di certo, sarò necessario essere presenti pur tenendo ben distinte le modalità di ingaggio, in termini di contenuti e creatività se vi suole entrare in contatto con utenti giovani e molto giovani, ossia quelli che maggiormente frequentano le due piattaforme.

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L’Innovazione nell’Era del Digitale: ecco come nasce http://www.franzrusso.it/insideweb/innovazione-era-digitale-come-nasce/ http://www.franzrusso.it/insideweb/innovazione-era-digitale-come-nasce/#respond Tue, 26 Apr 2016 10:52:34 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29087 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Si parla sempre tanto di Innovazione, perfino a sproposito. In realtà, l'Innovazione è il risultato di un processo mentale e psicologico molto complesso, che mette in primo piano il Pensiero Divergente o Laterale. Innovazione Personale, di Gruppo e di un'intera Organizzazioni sono le tre dimensioni inscindibilmente intrecciate tra loro per poter raggiungere il successo.

L’Innovazione nell’Era del Digitale: ecco come nasce è il nuovo articolo di Francesca Ungaro su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Si parla sempre tanto di Innovazione, perfino a sproposito. In realtà, l’Innovazione è il risultato di un processo mentale e psicologico molto complesso, che mette in primo piano il Pensiero Divergente o Laterale. Innovazione Personale, di Gruppo e di un’intera Organizzazioni sono le tre dimensioni inscindibilmente intrecciate tra loro per poter raggiungere il successo.

Di Innovazione si parla sempre più spesso, a volte perfino a sproposito.
Tutto ciò che è Innovazione rimbalza sul Web e si diffonde più rapidamente che mai: si può dire che, nell’Era Digitale, Innovazione è una delle “parole” più amate e ricercate.
Il processo psicologico dell’Innovazione, tuttavia, è qualcosa di molto complesso ed è continuo oggetto di studi da parte della Psicologia Sociale, che si interfaccia quotidianamente con una tecnologia in continua espansione ed evoluzione.

Premessa fondamentale per capirne la natura è la sua definizione: 

per Innovazione si intende l’introduzione di idee, processi o prodotti nuovi e utili che si possono applicare a tre dimensioni. Quella Individuale, quella di Gruppo e quella più ampia di un’intera Organizzazione.

Queste tre dimensioni, per quanto distinte, sono tuttavia intrinseche tra loro.

innovazione digitale
Come in una trama di tessuto.

E’ un processo interattivo, dunque, quello che dà vita all’Innovazione: la creatività della singola persona s’interfaccia con le dinamiche sociali in modo costante e complesso, intendendo per Complessità l’elaborazione articolata e composita di pensiero e azione.
Lo spirito creativo del singolo non è sufficiente per produrre Innovazione, ma rimane il punto di partenza per quell’incontro e scontro di idee che determinerà la nascita dell’Innovazione – la produzione, l’adozione e l’implementazione di idee e prodotti nuovi e utili -.

Perché si parla di scontro?
Questo è il punto fondamentale.
Facciamo insieme un piccolo passo indietro.

Lo psicologo statunitense Guilford fu uno dei primi a sostenere che il pensiero umano si divide in “Pensiero Convergente e Divergente”.
Il Pensiero Divergente è un processo fluido ed estremamente flessibile, che va controcorrente, elaborando ipotesi dai punti di vista più disparati, uscendo dalla logica deduttiva consueta del Pensiero Convergente.
La sua caratteristica distintiva è proprio quella di non adattarsi alla coerenza del Pensiero Convergente – che è conforme e logico -, e di spaziare in modo anticonvenzionale selezionando idee spesso contrastanti.
Proprio per queste caratteristiche il Pensiero Divergente – più spesso chiamato Pensiero Laterale – è la fonte principale della Creatività.
Sicuramente, tale pensiero è il più efficace strumento intellettivo che abbiamo per eliminare efficacemente i problemi e portare a una evoluzione e a uno sviluppo Innovativo.

Si tratta, tuttavia, di un “pensiero ribelle”, che generalmente si scontra con opinioni e giudizi altrui proprio per la sua natura anticonformista.
E questo scontro è fondamentale.
Un noto studio orientale di Farh, Lee & Farh (2010), Task Conflict and Team Creativity rivela, infatti, quale sia il potere del Conflitto tra i membri di un team.
I risultati emersi dalla ricerca dimostrano che un determinato grado di conflitto stimola a tal punto il Pensiero Divergente da ridurre il consenso prematuro, incrementare la creatività e, di conseguenza, giungere più facilmente all’Innovazione.

Ci sono, tuttavia, due condizione ineludibili in questo processo.
Perché il Conflitto possa davvero incrementare la produzione di idee nuove e utili deve poter essere “controllato”.
Deve, cioè, raggiungere un livello ottimale di opposizione, senza sfociare in eccessive discordie che diventano sterili.
La seconda condizione è che deve essere presente solo nelle fasi iniziali del ciclo di vita di un progetto innovativo.

Una sorta di Brainstorming iniziale tra Pensieri Divergenti per poter “mettere in campo” tutte le sfaccettature possibili, tutte le possibili creazioni mentali, associazioni, congetture, punti di vista, intuizioni e ispirazioni.
Tutte le risorse che abbiamo.
E’ esattamente e soltanto nella fase iniziale di un ciclo di Innovazione che lo scontro dei pensieri è la situazione migliore per dare vita al Nuovo.
Come avviene quando si sfregano due legni creando quell’attrito da cui nasce la scintilla e divampa il fuoco.

Deve poterci essere un individuo singolo che possieda l’abilità necessaria a incoraggiare il Conflitto tra i membri di un gruppo salvaguardandone, tuttavia, la Costruttività del processo.
Se non è un individuo singolo, “l’equilibrio dentro allo squilibrio” deve essere trovato in accordo dal Team stesso, gestendo produttivamente disaccordo e divergenza. 

Nella fase successiva, una volta che ogni idea possibile è stata vagliata e confrontata, il Conflitto progressivamente diventa negativo per il procedere del lavoro.
Perché se il Conflitto dura una volta che già sono state individuate le linee guida dell’Innovazione, la conseguenza immediata è il calo della motivazione delle persone coinvolte nel gruppo.
Si è giunti, infatti, al momento in cui gli individui coinvolti devono poter trovare un nuovo accordo, su altre basi rispetto a quelle iniziali, ma in modo che sia possibile ripartire a collaborare positivamente per procedere sulla strada dell’elaborazione del processo di Innovazione.

Di nuovo amici? Più che amici. Complici.
Parti integranti di uno stesso processo che, come si è detto, ha la natura di un tessuto intrecciato.
L’Individuo ha sviscerato ogni sua potenzialità, il Gruppo l’ha saputa gestire tra fase Conflittuale e Genio, l’Organizzazione può finalmente dichiararsi pronta all’Innovazione.

A questo punto vorrei farvi un esempio eccellente di come funzioni alla perfezione il Pensiero Divergente – o Laterale – nella soluzione di indovinelli apparentemente irrisolvibili. Vi aprirà gli occhi.

Un usuraio chiede al suo debitore in sposa la figlia come unica condizione per saldare i suoi debiti. Ad un patto: mettere in un sacchetto un sassolino bianco e uno nero e necessariamente estrarne uno soltanto.
Nel caso venisse estratto il sassolino bianco, i debiti verrebbero annullati senza che la figlia venga ceduta in sposa. Il sassolino nero decreterebbe, invece, le nozze con l’usuraio.
Il povero padre accetta e l’usuraio di nascosto butta nel sacchetto due sassolini neri. La figlia vede l’inganno, ma non può opporsi all’estrazione per poter saldare i debiti.
Come se ne esce? Come può la ragazza salvare se stessa e il padre?
Il Pensiero Convergente – logico e coerente – non riuscirebbe mai a trovare una soluzione dal momento che, di fatto, il sassolino bianco non c’è e l’estrazione è obbligatoria.
Vagliando, tuttavia, qualsiasi ipotesi non deduttiva e utilizzando tutti i possibili punti di vista e di intuizione, il Pensiero Divergente apre le porte alla risposta vincente.

Provate a farlo, anche voi. Utilizzate ogni vostra risorsa creativa, mettendo in gioco qualsiasi espediente intellettivo.
Non ci riuscite?

Ecco qui: la ragazza estrae uno dei due sassolini, che naturalmente è nero. Accidentalmente lo fa cadere, impedendo all’usuraio di distinguerlo da tutti i sassi della strada. Alle proteste dell’usuraio, la ragazza risponde che basta vedere quale sassolino è rimasto nel sacchetto: è nero, naturalmente, quindi per esclusione quello estratto non poteva che essere il bianco.
Debiti annullati, matrimonio evitato.

La soluzione è stata trovata.
L’Innovazione è avvenuta?
Non ancora, certo, ma si è evidenziato lucidamente il processo mentale e psicologico che la farà nascere.

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Widiba rivoluziona la banca del futuro con un motore di ricerca http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/widiba-rivoluziona-banche-motore-ricerca/ http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/widiba-rivoluziona-banche-motore-ricerca/#respond Mon, 25 Apr 2016 15:26:54 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29137 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Widiba, la prima banca social nata un anno e mezzo fa, continua il suo percorso di innovazione all'interno del mondo delle banche. E la novità presentata nei giorni scorsi ne è una ulteriore conferma. Se vi state chiedendo come sarà il futuro delle banche nei prossimi anni, Widiba lo sta già anticipando.

Widiba rivoluziona la banca del futuro con un motore di ricerca è il nuovo articolo di Francesco Russo su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Widiba, la prima banca social nata un anno e mezzo fa, continua il suo percorso di innovazione all’interno del mondo delle banche. E la novità presentata nei giorni scorsi ne è una ulteriore conferma. Se vi state chiedendo come sarà il futuro delle banche nei prossimi anni, Widiba lo sta già anticipando.

Di solito quando si pensa al mondo delle banche si pensa sempre ad un mondo statico che basa il suo modello di relazione col cliente nella maniera classica, ossia centrata sullo sportello. Ma nell’era del digitale, dei social media, un momento in cui lo stesso concetto di relazione viene rivoluzionato, e semplificato, anche quel modello classico comincia a diventare obsoleto. E se a rivoluzionare questa relazione ci pensa Widiba, ossia la prima banca social in Italia, allora il risultato è quanto mai sorprendente, spiazzante per certi versi.

Per chi non la conoscesse ancora, Widiba è la prima banca social in Italia, nata un anno e mezzo fa, concepita con un modello di partecipazione diretta degli utenti, il nome è stato scelto con questa modalità, e oggi conta già 150 mila clienti con quasi 7 miliardi di masse gestite e circa 10 milioni di accessi annuali alla banca. E Widiba ha deciso di andare oltre quel modello di banca online che tutti conosciamo, che spesso ripropone quel modello di complessità che caratterizza più o meno tutte le banche. Oggi i clienti che accedono ad una banca online vanno alla ricerca di soluzioni immediate, di facile intuizione e spesso non è così. Partendo quindi dal concetto di immediato e di facile intuizione Widiba ha realizzato un nuovo modo di fare banking online oggi, diciamo più esattamente che lo ha rivoluzionato, introducendo infatti un elemento che non c’era prima in questo contesto. E qual è questo nuovo elemento? Un motore di ricerca.

widiba banca social motore ricerca

Avete letto bene: un motore di ricerca all’interno di un sito di una banca online. Questa è la grande rivoluzione di Widiba che ancora una volta si conferma capofila del processo di innovazione non solo del modo di fare banking online, ma anche del modo di relazionarsi con i clienti.

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Da qualche giorno, la lancio ufficiale del 19 aprile scorso, accedendo alla home di Widiba ci si trova di fronte una bella immagine con una striscia posta al centro che chiede all’utente “Cosa vuoi fare?“, tutto qua. Mai una home di una banca online fu così pulita e semplice da consultare, via tutte quelle informazioni che spesso non sono di facile comprensione e spazio alle richieste del cliente con la più semplice delle domande che si può rivolgere ad un cliente di una banca online. Il motore è stato concepito e sviluppato da Widiba con tecnologie open source e mira ad un linguaggio assolutamente innovativo. E’ comprensibile, appena giunti sulla nuova home, una prima bella sensazione di spaesamento, una sensazione mai provata prima su un sito di una banca online, ma la consultazione del motore è semplice, anzi semplicissima.

Per consultare il motore di ricerca, quindi per iniziare le operazioni che si è soliti fare, basta utilizzare tre semplici segni:

?” per farsi una domanda;

:” per accedere alle informazioni;

#”, si proprio il simbolo che caratterizza gli hashtag, per fare disposizioni.

Non si tratta quindi solo di un motore di ricerca, ma della banca nel suo insieme. L’utente all’interno trova tutto quello che ha fatto e anche quello che vuole fare. Quello che si ha di fronte è un vero e proprio motore di ricerca, una sorte di Google bancario. Le funzioni che esso contiene sono 1.100 per oltre 15 milioni di dati ed è in grado di ricercare in meno di 300 millisecondi per offrire istantaneamente la risposta giusta al cliente.

Un’operazione che, come ha spiegato Andrea Cardamone, CEO di Widiba, si ispira ad un’idea di banca senza istruzioni d’uso, spesso complesse, che non facilitano lo sviluppo di un nuovo modello di banking online. Quello che propone Widiba ancora una volta sfrutta il digitale e in questo caso la convergenza verso nuovi modelli e, come già dimostrato nel momento in cui è stata concepita, anticipa i tempi e rivoluziona un intero mondo. E’ un modello a cui tutti sapranno adattarsi e ritrovarsi, anche i “boomers”, gli over 55 anni: “Abbiamo avuto riscontri molto positivi anche da quella fascia d’eta” – ci ha risposto Andrea Cardamone – “siamo più che sicuri che questo nuovo modello di consultazione troverà anche il loro favore”.

In altre parole, il futuro per Widiba è già qui.

Widiba rivoluziona la banca del futuro con un motore di ricerca è il nuovo articolo di Francesco Russo su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Google celebra William Shakespeare con un doodle http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/google-william-shakespeare-doodle/ http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/google-william-shakespeare-doodle/#respond Fri, 22 Apr 2016 23:11:14 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29128 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Google con il doodle che vediamo oggi in homepage celebra una tra le più importanti figure culturali a livello globale in occasione dei 452 anni dalla nascita: William Shakespeare. E dopo sette anni, Google decide di celebrare il poeta e drammaturgo inglese da solo, infatti l'ultima volta, nel 2009, venne celebrato con un doodle insieme a San Giorgio, patrono d'Inghilterra.

Google celebra William Shakespeare con un doodle è il nuovo articolo di Francesco Russo su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Google con il doodle che vediamo oggi in homepage celebra una tra le più importanti figure culturali a livello globale in occasione dei 452 anni dalla nascita: William Shakespeare. E dopo sette anni, Google decide di celebrare il poeta e drammaturgo inglese da solo, infatti l’ultima volta, nel 2009, venne celebrato con un doodle insieme a San Giorgio, patrono d’Inghilterra.

Quello che vediamo oggi il homepage, a 24 ore da quello dedicato alla Giornata della Terra, è un doodle eccezionale. Prima di tutto lo è perchè è dedicato a una delle più importanti figure culturali a livello globale, come appunto è William Shakespeare. In occasione dei 452 anni dalla nascita del Bardo (così veniva soprannominato) il doodle è interamente dedicato al celebre drammaturgo, cosa che finora non era accaduta. L’ultima volta che Google aveva celebrato Shakespeare era stata nel 2009, ma insieme a San Giorgio, santo patrono d’Inghilterra molto amato. Nel 2013 infatti celebrò solo il popolare santo e non, appunto, il Bardo.

google doodle William Shakespeare

Il doodle che vediamo oggi invece è visibile a livello globale, a differenza degli altri che erano visibili solo in Uk.

William Shakespeare nasce a Stratford-upon-Avon il 23 aprile 1564 e muore, sempre nella città marittima, il 23 aprile del 1616, lo stesso giorno della nascita. E quindi oggi si celebrano anche i 400 anni dalla morte, e Twitter dedica alla giornata un emoji con l’hashtag #Shakespeare400.

Nei suoi 52 anni di vita ha dato vita a 37 opere teatrali, per la maggior parte scritti per il The Globe Theatre di Londra. Ma ha scritto anche 154 sonetti e tanti poemi. Un genio, un genio vulcanico vista la sua intensa attività creativa.

google doodle William Shakespeare 2009
Doodle di Google per William Shakespeare, 2009

Le sue opere sono celebri e conosciute in tutto il mondo, basta citare come AmletoRomeo e GiuliettaSogno di una notte di mezza estateIl mercante di Venezia, Molto rumore per nulla, ci sono poi anche Otello e Re Lear. Insomma, tutta una produzione teatrale e letteraria che ha appassionato e formato tutti noi.

Il doodle che vediamo oggi è molto semplice, vediamo infatti al centro William Shakespeare e intorno otto immagini che rappresentano momenti riconoscibili di altrettanti celebri opere.

Una delle più belle frasi, delle tanto in cui ognuno di noi può riconoscersi, è certamente quella tratta da “La Tempesta”, atto IV:

Siamo fatti della stessa sostanza dei Sogni

E riportiamo qui di seguito quello che, forse, è uno dei brani più celebri delle opere di Shakespeare, ossia la scena I, atto III dell’Amleto:

Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e combattendo contro di esse metter loro una fine? Morire per dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare. È proprio qui l’ostacolo; perché in quel sonno di morte, tutti i sogni che possan sopraggiungere quando noi ci siamo liberati dal tumulto, dal viluppo di questa vita mortale, dovranno indurci a riflettere. È proprio questo scrupolo a dare alla sventura una vita così lunga! Perché, chi sarebbe capace di sopportare le frustate e le irrisioni del secolo, i torti dell’oppressore, gli oltraggi dei superbi, le sofferenze dell’amore non corrisposto, gli indugi della legge, l’insolenza dei potenti e lo scherno che il merito paziente riceve dagli indegni, se potesse egli stesso dare a se stesso la propria quietanza con un nudo pugnale? chi s’adatterebbe a portar cariche, a gèmere e sudare sotto il peso d’una vita grama, se non fosse che la paura di qualcosa dopo la morte – quel territorio inesplorato dal cui confine non torna indietro nessun viaggiatore – confonde e rende perplessa la volontà, e ci persuade a sopportare i malanni che già soffriamo piuttosto che accorrere verso altri dei quali ancor non sappiamo nulla. A questo modo, tutti ci rende vili la coscienza, e l’incarnato naturale della risoluzione è reso malsano dalla pallida tinta del pensiero, e imprese di gran momento e conseguenza, devìano per questo scrupolo le loro correnti, e perdono il nome d’azione.”

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Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2016 http://www.franzrusso.it/google-doodle/doodle-google-giornata-della-terra-2016/ http://www.franzrusso.it/google-doodle/doodle-google-giornata-della-terra-2016/#respond Fri, 22 Apr 2016 09:55:14 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29120 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

Oggi, 22 aprile 2016, si celebra la Giornata della Terra e Google, come da tradizione, non ha fatto mancare il suo doodle, anzi più di uno. 5 doodle che evidenziano i 5 grandi biomi della Terra: la tundra, la foresta, la foresta, il deserto e le barriera corallina. A ciascuno di essi è dedicato un doodle in rotazione, visibile in tutto il mondo.

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Oggi, 22 aprile 2016, si celebra la Giornata della Terra e Google, come da tradizione, non ha fatto mancare il suo doodle, anzi più di uno. 5 doodle che evidenziano i 5 grandi biomi della Terra: la tundra, la foresta, il deserto e le barriera corallina. A ciascuno di essi è dedicato un doodle in rotazione, visibile in tutto il mondo.

Come ogni anno, Google non ha voluto far mancare il suo sostegno alla Giornata della Terra che si celebra oggi, 22 aprile 2016. E per l’occasione Sophie Diao ha creato 5 doodle, che vediamo in rotazione oggi, che si rifanno ai 5 grandi Biomi della Terra. Il Bioma è un’ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante. In un Bioma quindi in un bioma troveremo popolazioni e comunità di animali e di piante comprendenti organismi pluricellulari e unicellulari, anche microscopici, che interagiscono fra loro (Wikipedia).

E quindi vediamo che i doodle ripropongono: la Tundra che occupa zone dell’emisfero dove la temperatura media annuale è inferiore allo zero; la foresta; il deserto e la barriera corallina. Ogni illustrazione raffigura questi biomi insieme ad un animale che rappresenta al meglio lo scenario. Il tempo di rotazione è di 15 minuti e quindi per poterli vedere tutti basta fare refresh sulla pagina.

giornata della terra doodle google 2016

Come sapete, la Giornata della Terra si celebra oggi in 192 paesi ed è nata il 22 aprile del 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, col tempo è diventato un avvenimento educativo ed informativo per sensibilizzare tutti verso i grandi temi della salvaguardia dell’Ambiente. L’origine di questa giornata al senatore democratico americano Gaylord Nelson che in quell’anno invitò tutti i cittadini a prendere parte alla mobilitazione nata in seguito al disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di un pozzo di petrolio al largo di Santa Barbara, nel 1969.

Tanti gli eventi in questa giornata in tutta Italia  che potete trovare sul sito Earth Day Italia.

Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2016 è il nuovo articolo di Francesco Russo su InTime | Blog, Social Media, Web Marketing

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Internet delle Cose, il valore in Italia è di 2 miliardi di euro http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/internet-delle-cose-valore-italia-2-miliardi-euro/ http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/internet-delle-cose-valore-italia-2-miliardi-euro/#respond Tue, 19 Apr 2016 16:41:38 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29090 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

L'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha reso noti i dati riferiti all'Internet delle Cose in Italia nel 2015. Il valore è di 2 miliardi di euro, in crescita del 30% rispetto al 2014. Il mercato è trainato da contatori gas (25%) e dalle auto connesse (24%) che da soli sfiorano il miliardo di euro di valore.

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L’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha reso noti i dati riferiti all’Internet delle Cose in Italia nel 2015. Il valore è di 2 miliardi di euro, in crescita del 30% rispetto al 2014. Il mercato è trainato da contatori gas (25%) e dalle auto connesse (24%) che da soli sfiorano il miliardo di euro di valore.

L’Internet delle Cose è ormai anche in Italia un fenomeno consolidato e conferma sene ha dai nuovi dati diffusi dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano. Il valore del mercato IoT nel 2015 in Italia è di 2 miliardi di euro, in crescita del 30% rispetto all’anno precedente, trainato in particolare dai contatori gas (25%) e dalle auto connesse (24%) che da soli sfiorano il miliardo di euro di valore. Lo Smart Metering è infatti uno dei settori più avanzati nel nostro paese e sono 350.000 contatori gas già installati per le utenze industriali e 1,2 milioni per quelle residenziali. Avanzato è anche il settore delle Smart Car con 5,3 milioni di auto connesse in Italia, cioè un settimo del totale delle auto in circolazione.

Vanno bene anche le soluzioni di Smart Building (18%), in particolare per la videosorveglianza e la gestione degli impianti fotovoltaici, quelle di Smart Logistics (11%) per la gestione di flotte aziendali e antifurti satellitari, con 700.000 automezzi connessi tramite SIM, quelle di Smart City & Smart Environment (9%), tra cui si segnalano 200.000 mezzi di trasporto pubblico monitorati da remoto e 600.000 pali di illuminazione intelligente. Bene anche il settore delle Smart Home (7%), soprattutto con applicazioni di antintrusione e termostati controllati a distanza, e lo Smart Asset Management (5%) per gestire da remoto 340.000 gambling machine, 300.000 ascensori e 80.000 distributori automatici.

internet delle cose italia 2015

Se nel 2014 gli oggetti connessi erano 8 milioni, nel 2015 il numero cresce fino ad arrivare a 10,3 milioni quelli connessi in Italia tramite rete cellulare (+29%), a cui si aggiungono quelli che sfruttano altre tecnologie di comunicazione: oltre ai 36 milioni di contatori elettrici connessi da tempo tramite PLC, ci sono in particolare i 500.000 contatori gas tramite radiofrequenza Wireless M-Bus 169 MHz e i 600.000 lampioni connessi tramite PLC o radiofrequenza.

IoT e Smart Home in Italia

Per quanto riguarda la Smart Home, la casa intelligente, il 79% dei consumatori italiani è disposto ad acquistare prodotti relativi a questo settore, il 33% in più rispetto all’anno precedente (46% nel 2014). Anche se solo un consumatore su cinque dispone già di almeno un oggetto intelligente nella propria abitazione e le intenzioni di acquisto sono lontane nel tempo: solo il 25% di chi dichiara di voler comprare un prodotto lo farà entro 12 mesi. L’indagine dell’Osservatorio ha poi rilevato 3 cluster di utenti che differiscono per familiarità verso la tecnologia, profilo sociodemografico e conoscenza della Smart Home: i Conservatori (il 45% ne ha già sentito parlare), i Fruitori (60%) e i Tecnofili (75%), con profonde differenze tra priorità, canali e soluzioni. Conservatori e Fruitori si orientano verso soluzioni consolidate e prediligono funzionalità di risparmio energetico e antintrusione, i Tecnofili sperimentano installando in autonomia i prodotti e sono interessati principalmente al comfort e al benessere.

IoT e Smart City in Italia

Per quel che riguarda le Smart City, il 60% dei comuni italiani con popolazione superiore a 20.000 abitanti ha avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi tre anni e il 75% sta programmando iniziative per il 2016. Ma le città italiane sono ancora lontane dal poter essere definite realmente “smart”. I progetti infatti consistono spesso in piccole sperimentazioni e meno di un comune su tre li ha avviati all’interno di un programma strutturato per migliorare vivibilità, sostenibilità e dinamismo economico. In questo scenario, l’Internet of Things è, in grado di accelerare lo sviluppo della città intelligente: già oggi il 75% dei progetti avviati dai comuni utilizza tecnologie IoT e questi cresceranno nel 2016, grazie alle iniziative multi-servizio per l’obbligo normativo sullo Smart Metering gas e alla nascita di reti di comunicazione dedicate all’IoT, già presenti nelle prime città italiane. Nel 2015 aumentano i progetti di Illuminazione intelligente, con una riduzione dei consumi energetici di oltre il 40% e dei costi di manutenzione di circa il 25% per chi li installa.

Aumentano anche i progetti per migliorare i servizi turistici che utilizzano soprattutto tag NFC o QR Code per informazioni su monumenti e opere artistiche, anche se bisogna lavorare di più per ripensare in profondità l’esperienza del visitatore. Sono nati inoltre i primi progetti pilota in musei, fiere e manifestazioni basati su iBeacon o Eddystone. Per il futuro, oltre a Illuminazione intelligente e Gestione del traffico cresce l’interesse verso la Raccolta rifiuti, prevalentemente con soluzioni per l’identificazione dei sacchetti per il ritiro porta a porta del rifiuto non riciclabile (tramite tecnologie RFId), con l’obiettivo di favorire la tariffazione puntuale.

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Gli italiani sempre più online da smartphone e da tablet http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/italiani-online-smartphone-tablet/ http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/italiani-online-smartphone-tablet/#respond Mon, 18 Apr 2016 13:05:18 +0000 http://www.franzrusso.it/?p=29056 © Copyright 2016 InTime - franzrusso.it -

In occasione dello Iab Seminar, "People are Mobile", Audiweb ha presentato come gli italiani hanno modificato le loro abitudini di accesso alla rete in due anni. In calo del 2,5% gli italiani che si connettono dal pc, ma aumentano del 45,3% gli italiani che si connettono da smartphone e dell'83,6% quelli che si connettono da tablet.

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In occasione dello Iab Seminar, “People are Mobile”, Audiweb ha presentato come gli italiani hanno modificato le loro abitudini di accesso alla rete in due anni. In calo del 2,5% gli italiani che si connettono dal pc, ma aumentano del 45,3% gli italiani che si connettono da smartphone e dell’83,6% quelli che si connettono da tablet.

Qui su InTime seguiamo sempre con particolare interesse i temi legati alla connessione a Internet in Italia, con l’obiettivo di comprendere come gli italiani, nel corso del tempo, modificano le proprie abitudini. E sappiamo bene quanto gli italiani amano i dispositivi mobili e soprattutto amano connettersi a Internet da mobile. Lo smartphone è ormai uno strumento indispensabile per la vita di tutti i giorni, che si tratti di lavoro o di vita personale, e forse una delle caratteristiche peculiari è proprio quella di aver sdoganato la possibilità di accedere a Internet in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Una caratteristica che abbiamo imparato a conoscere in questi anni.

italiani online mobile smartphone

Oggi torniamo sull’argomento perchè Audiweb, in occasione dello Iab Seminar, “People are Mobile“, ha presentato come gli italiani hanno modificato le loro abitudini di accesso alla rete in due anni, dal dicembre 2013 al dicembre 2015.

Ebbene, in linea con quello che abbiamo già detto, e cioè che gli italiani amano connettersi a Internet da Mobile, in due anni gli italiani che si connettono da pc sono in calo del 2,5% (erano il 75,1% a dicembre 2013, sono 73,2% a dicembre 2015), mentre aumentano in maniera piuttosto evidente gli italiani che si connettono da smartphone con +45,3% (erano il 46,8% al dicembre 2013, sono il 68% al dicembre 2015) e anche gli italiani che si connettono alla rete da tablet con +83,6% (erano 14,6% al dicembre 2013, sono 26,8% al dicembre 2015). Quindi, sono 32.7 milioni gli italiani che accedono a internet da smartphone, ossia il 68% della popolazione di età compresa tra 11-74 anni, e 12.9 milioni gli italiani che si connettono da tablet, il 26,8% della popolazione 11-74 anni.

italiani consumo mobile smartphone

Guardando i dati sulla fruizione di internet questa evoluzione, quindi questo cambiamento nelle abitudini degli italiani, è ancora più evidente, sottolineando lo spostamento delle abitudini verso il mobile. L’audience online da mobile (cioè smartphone e tablet) registra una crescita del 26,4% negli due anni considerati, con 18.2 milioni di utenti nel giorno medio (tra i 18 e i 74 anni), a fronte di una continua flessione dell’audience online da pc che, con 11.5 milioni di italiani (2+ anni), registra il -12,7% negli ultimi due anni.

italiani audience smartphone tablet pc

Ma cosa fanno gli italiani quando si connettono da mobile? L’analisi di Audiweb evidenzia che, in effetti, l’84,5% del tempo trascorso online da mobile deriva dalle applicazioni e solo il 15,5% da browser.

italiani smartphone mobile classe età

I Millennials, la fascia di età 18-34 anni, sono quelli che si distinguono per il consumo di internet da mobile, preferendo in modo particolare il mobile commerce (51,2%) e i video (61%). La Generazione X, la fascia di età 35-54 anni, spende 58 minuti al mese sui portali generalisti e 1 ora e 28 minuti per e-commerce. Il Mobile non risulta ancora molto diffuso tra i Boomers, fascia di età 55-74 anni.

Allora, che ne pensate? Siete anche voi tra coloro che accedono a Internet di più da mobile che da pc? E cosa fate? Raccontateci la vostra esperienza.

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