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Terremoto in Garfagnana, eccessivo allarmismo o precauzione?
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Terremoto in Garfagnana, eccessivo allarmismo o precauzione?

Franz Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

La notte scorsa è stata per la popolazione della Garfagnana una notte di paura. Tutto è iniziato nella tarda serata quando il comune di Castelnuovo Garfagnana lancia via twitter l’allarme per un possibile terremoto invitando la popolazione ad abbandonare le abitazioni. Ma cosa è successo? Cerchiamo di capirlo con Gianluca Valensise, sismologo dell’INGV

E’ doveroso fare la premessa che ricorrere a misure cautelative, di precauzione di fronte ad un possibile sisma che miri prima di tutta alla messa in sicurezza delle persone è sempre la cosa migliore e da preferire, fatta slava una macchina organizzativa adeguata. Detto questo veniamo a quella che è successo la notte scorsa. Tutto è cominciato dal tweet inviato alle 22,19 di ieri sera da parte del comune di Castelnuovo Garfagnana che invita la popolazione ad abbandonare le proprie abitazioni per il rischio di un possibile terremoto, più forte di quello di una settimana fa che fu di magnitudo 4.8.

 

La notizia comincia rapidamente a diffondersi tra la popolazione di Castelnuovo e di quella dei comuni vicini, per un totale di circa 30 mila persone, grazie anche ai social network, come Facebook. Molti pensano ad un becero scherzo, ma in poco tempo si rendono conto che la notizia è vera e corro in strada recuperando il possibile. Nella notte, intorno alle 2,00 si intensifica l’operazione di assistenza e anche i comuni un pò più fuori cominciano ad avvisare la popolazione invitandola ad uscire fuori casa. Potete immaginarvi il panico. Scatta comunque la macchina organizzativa anche se non perfetta, come molti testimoniano. E infatti è questo il punto.

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Con Gianluca Valensise, sismologo dell’INGV, funzionario di sala sismica, cerchiamo di capire come sono andati i fatti, a questo link l’audio integrale. In pratica, dalla scossa del 25 gennaio scorso INGV manda quotidianamente due rapporti, uno alla mattina e uno alla sera, alla Protezione Civile, con all’interno la sequenza sismica della giornata e in alcuni casi anche contenenti una valutazione della sequenza stessa. Ora c’è da dire che nella notte tra il 30 e il 31 gennaio alle 00:42 si è verificata una scossa di magnitudo 3,3, la più forte dopo quella di 4,8 di venerdì scorso, infatti tutte quelle registrate dall’istituto erano intorno alla magnitudo 2,2/2,3. E questa, secondo Valensise, ha un po’ alterato quello che era il quadro statistico della situazione. In pratica, questa scossa più forte spostandosi a Sud-Ovest, quindi in direzione dei centri abitati, ha cambiato la valutazione che si stava procedendo a fare.

E quindi ieri mattina, nel redigere il rapporto, come abbiamo ricordato prima, da inviare alla Protezione Civile, si fa notare proprio questo aspetto:

“Questa è l’informazione che è stata inviata alla Protezione Civile e questa, a quanto risulta, è la stessa informazione che la PC ha poi rilanciato agli enti locali”

Quindi siamo alla mattina del 31 gennaio e i comuni interessati ricevono questa comunicazione. In teoria c’è tutto il tempo, favoriti anche dalle ore diurne, di procedere con calma e valutando al meglio la situazione, di mettere in moto la macchina organizzativa. Di fatto no si parla di terremoto imminente, ma si valuta la sequenza.

“Quello che è successo dopo non è facilmente comprensibile, in quanto i comunicati sono stati prodotti alla mattina del 31 gennaio, tra le 8 e le 9, e non si capisce perchè siano poi passate 12 ore prima che si innescasse tutto quello che abbiamo visto”, dice Valensise

Quindi di questo rapporto si sapeva già dalla mattina, mentre poi si decide di agire ben oltre le 12 ore più tardi.

Se la macchina organizzativa, in chiave precauzionale, deve essere messa in moto, questo deve essere fatto in tempo. Certo, fatta salva la non prevedibilità dei fenomeni sismici, di fronte a quando raccontato dal sismologo Valensise, forse un pò di accortezza in più sarebbe certo servita.

Ma ribadiamo sempre il concetto espresso all’inizio, ossia che la prevenzione, avvisare le popolazioni è sempre da preferire, meglio se questo avviene con un pò di organizzazione in più.

Volevamo solo raccontare quanto accaduto, avendo a disposizione l’intervento del dott. Valensise di INGV. Se qualcuno volesse aggiungere qualcosa o se qualcuno volesse raccontare ciò che ha vissuto in prima persona durante la notte scorsa, ne saremmo davvero contenti.

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