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Big Data, quali implicazioni per la sicurezza
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Big Data, quali implicazioni per la sicurezza

Franz Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

A proposito di Big Data, argomento che sta diventando ormai sempre più di uso quotidiano, Akamai propone la sua piattaforma cloud, Akamai Intelligent PlatformTM, che considerando le implicazioni per la sicurezza si dimostra una valida soluzione

I Big Data hanno ormai invaso il quotidiano: tutti sappiamo cosa sono ma pochi sanno come sfruttarli, analizzarli e gestirli. E soprattutto pochi capiscono perché è importante farlo: le implicazioni che i big data hanno per le aziende sono parecchie, anche in ambito security, come spiega Luca Collacciani, Regional Sales Manager di Akamai.

Sebbene negli anni l’information security abbia fatto passi da gigante, oggi è necessario analizzare il settore da un punto di vista totalmente nuovo, che privilegi l’analisi dei dati per scindere il traffico legittimo da quello illegittimo. E’ proprio nella creazione di un internet più sicuro, che i Big Data giocano un ruolo di primo piano.

In questo contesto, si inserisce la Akamai Intelligent PlatformTM, la piattaforma cloud computing più distribuita al mondo, in grado di aggregare una serie di informazioni relative a un determinato indirizzo internet – ad esempio, la velocità di connessione, la location, il tipo di contenuto richiesto – e stabilirne la reputation. I dati hanno dunque un ruolo fondamentale nella determinazione della legittimità di una richiesta e consentono di individuare quali indirizzi IP vanno filtrati, in modo da bloccare il traffico legato agli attacchi prima che l’azienda ne venga colpita.

I Big Data possono inoltre mostrare il modo in cui virus e traffico malevolo si diffondono. Capire e prevedere l’evoluzione di questi scenari può permettere alle organizzazioni di isolare gli attacchi e distinguerli da altri tipi di disordini, come la recisione di un cavo, evitando così problemi legati al downtime.

Le informazioni fornite dai Big Data aiutano infine a mantenere il traffico malevolo lontano dai server d’origine delle aziende. In altre parole, consentono alle organizzazioni di combattere una battaglia in prima linea, di ingaggiare uno scontro diretto con l’attaccante senza temporeggiare nelle retrovie come spesso fanno i business online, strategia questa particolarmente rischiosa poichè, spesso, è ormai troppo tardi per respingere l’attacco.

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