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E se Spotify si quotasse... dando vita ad un nuovo mondo?
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E se Spotify si quotasse… dando vita ad un nuovo mondo?

Ornella Pesenti

Personal Financial Adviser in costante aggiornamento, lavoro in totale assenza di conflitto di interesse per seguire le esigenze del cliente. Amo il mio lavoro, le tecnologie e la politica.

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Qualche settimana è cominciata a circolare la voce che anche Spotify stia cominciando a guardarsi intorno per quotarsi in borsa. Vediamo quindi come la società ha cambiato il mondo della Musica che sta ormai transitando dal concetto di musica digitale a quella in live streaming

Ho avuto la fortuna fino ad oggi di scrivere qui su InTime di due argomenti che mi stanno molto a cuore, finanza e tecnologia. Ho parlato di nuove società quotate o in procinto di farlo. Oggi mi permetto di dare una mia personale opinione in merito al possibile ingresso di Spotify in Borsa, in considerazione dei numeri fatti grazie alla sua forma in abbonamento.

Sono passati circa cinque anni dalla fine della mia vita da studente di Sound Design, presso lo IED di Milano. Ma ricordo ancora come se fosse oggi che ognuna di quelle tesi finite per il rotto delle cuffia erano salvate su dei supporti fisici, CD o HD che dir si voglia. Il cloud era quella cosa, nuvolosa appunto, di cui avevo sentito parlare una volta dal mio beneamato Prof. Sergio Messina… E che ancora mi sembrava un lontano, inarrivabile futuro.

Figuriamoci la musica in streaming!

Oggi invece non solo la musica digitale, contenuta fisicamente sugli iPod o sui supporti, non è più il futuro, ma si è improvvisamente trasformata in un passato che pian piano si sta avvicendando con la realtà di cui appunto parlavo un attimo fa: la musica “istantanea”, in abbonamento, in streaming.

Per pochi euro al mese posso ormai avere tutta la musica che voglio, online e offline, scaricando i brani che preferisco sul telefono. Vi direte voi:

quindi cade il discorso fatto prima sulla musica scaricata e posseduta?

Ebbene, in realtà no. In realtà i brani con app tipo Spotify non si scaricano per sempre, ma solo finché non decidiamo di sostituirli con altri, finché per esempio la memoria del telefono non è piena o altre amenità simili. Insomma, oggi i problemi sono di altra natura.

Ma queste righe sono una premessa che serve ad introdurre un discorso ben più ampio. Andiamo a vedere infatti i numeri con una interessante infografica trovata in rete.

La Rivoluzione Musicale Digitale
La Rivoluzione Musicale Digitale

Ci sono infatti molti esempi sulla falsa riga della musica e il primo che mi viene in mente è l’editoria, dove ancora nessuno ha pensato di fare uno “Spotify Libri“. Ma su larga scala mi chiedo, probabilmente un po’ ingenuamente ammetto, perché non ci possa essere uno “Spotify Benzina“? Può sembrare follia pensata così, ma facendo nomi e cognomi la Renault oggi vende l’elettrica Twizy ai propri clienti con un piccolo abbonamento mensile, non per coprire il costo dell’elettricità [ridicolo rispetto ai prezzi della benzina], bensì per sostituire la batteria dell’autovettura, qualsiasi cosa succeda!

Stiamo vivendo un periodo di crisi, che è allo stesso tempo anche di rinascita sotto certi aspetti. Nuove soluzioni per veicolare vecchi clienti, scovare nuovi clienti, ma anche gli indecisi da indirizzare verso i prodotti in maniera più massiccia, con un abbonamento che aumenterebbe la produzione e darebbe una costante alla linea produttiva.

I risultati per la musica sono stati questi:

Il Web Salverà La Musica
Il Web Salverà La Musica?

 

Insomma, l’entrata in Borsa di Spotify non sarà l’ennesimo ingresso dovuto a tonnellate di pubblicità che riempiono le casse, bensì ad utenti felici di pagare il loro abbonamento per ascoltare gli artisti preferiti, seguire i loro amici e le playlist del cuore piuttosto che i loro artisti preferiti. Sicuramente qualcosa è cambiato.

Cambierà qualcosa anche negli altri media? Voi che ne pensate?

About Ornella Pesenti

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