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sabato, 20 settembre, 2014
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Fare business con le start-up, ecco alcuni esempi

Fare business con le start-up, ecco alcuni esempi

Saranno pure considerate il fenomeno del momento, addirittura una moda, ma fare una startup è certamente associata all’idea di fare business. Ma spesso succede che alcune di esse siano prive di un modello chiaro e specifico, rischiando di non riuscire nell’intento. Allora oggi vi proponiamo alcuni esempi di start-up con un chiaro modello di business sostenibile. Vediamo quali sono

E’ vero che ultimamente si parla molto di start-up, alcuni le hanno definite, erroneamente, un fenomeno di “moda”, altri ancora il “fenomeno del momento”, ma è bene chiarire che le start-up non si fanno per gioco, anzi sono forse la strada più sicura su cui investire maggiormente per superare questa lunga crisi che ci attanaglia. Quando si parla di sviluppo, di innovazione, di ricerca, bene si sta parlando di start-up. Al momento il nostro paese ha bisogno di idee, di innovazione, di gente che prova a mettere in pratica dei progetti da realizzare. E in Italia in fatto di invettiva, di idee non siamo secondi a nessuno. Delle start-up, del loro valore, se ne era occupato il precedente governo Monti, nella figura dell’ex-Ministro per lo Sviluppo Corrado Passera aprendo per la prima volta a questa strada, come forma appunto di sviluppo e crescita del nostro paese.

L’attenzione si è tramutata nel Decreto Sviluppo contenente una serie di misure ad-hoc per le start-up. Misure che adesso con il nuovo governo devono essere portate avanti e per questo qualche giorno fa vi riportavamo l’appello che Italia Startup, l’associazione che raggruppa sia startup ma anche investitori, rivolto al Governo Letta a considerare nuovamente e a non dimenticarsi delle start-up nelle misure che dovranno essere attuate nei primi 100 giorni di governo. Staremo a vedere.

Intanto, abbiamo voluto provare a raccogliere informazioni su start-up che sono riuscite a realizzare un modello di business che sia sostenibile, ossia che sia in grado di cominciare a realizzare dei guadagni concreti e delle possibilità di sviluppo. Insomma, che consenta a “far girare la macchina”. In questa ottica, vi presentiamo questa start-up e sono restOpolis, MoneyFarm, BuzzMyVideos e AppsBuilder:

restOpolis

restOpolis è un servizio online per la prenotazione di ristoranti, totalmente gratuito per gli utenti. Tramite il sito www.restopolis.com, gli utenti registrati accedono a informazioni e curiosità su oltre 600 ristoranti in Italia e possono prenotare un tavolo direttamente dalla piattaforma o con l’app geolocalizzata per iPhone e Android, conoscendo in tempo reale la disponibilità dei posti senza necessità di ulteriore conferma da parte del ristorante. La piattaforma è anche uno strumento di promozione per i ristoratori per ampliare il numero dei potenziali clienti. Tra gennaio e maggio 2013 il servizio è gradualmente cresciuto in termini di numero utenti iscritti (da 4000 a 12.000), ristoranti (da 500 a 600…numero in crescita perché ora stanno puntando nuove città sul territorio), numero città coperte dal servizio (da 3 – Milano, Roma e Torino – siamo passati a 13, le vedete sul sito).

Il Modello di business si basa su un principio semplice e lineare (che sta parecchio funzionando in USA con il servizio d’oltreoceano OpenTable) ovvero il guadagno per restOpolis viene da una commissione riconosciuta dal ristorante su ogni coperto prenotato ed effettivamente consumato.

Perché un ristorante dovrebbe affiliarsi a restOpolis? restOpolis è una piattaforma che avvicina il mondo della ristorazione alle dinamiche del web 2.0. restOpolis sfrutta infatti le potenzialità del “passaparola digitale” e le tecniche dei social network per ampliare i clienti potenziali raggiunti dal ristorante. La portata della comunicazione per i ristoratori viene poi ulteriormente accresciuta grazie alle partnership che restOpolis ha siglato con realtà quali TIM Social, Vivimilano.it, DoveViaggi.it, Viaggi24 (Il Sole 24 Ore), Secretary.it e Italiaatavola.net.

Sito: www.restopolis.com

Facebook: www.facebook.com/RestOpolisIta

Twitter: @restopolis_com

MoneyFarm

Nata da un’intuizione semplice quanto rivoluzionaria, almeno in Italia, offre un servizio di consulenza finanziaria su Internet, proponendo portafogli ETF. Come il web ha consentito a milioni di italiani di pianificare viaggi, effettuare acquisti e negli ultimi anni anche gestire le relazioni sociali, così MoneyFarm ha un obiettivo che può sembrare ambizioso: rivoluzionare il mondo del risparmio. Lo scopo dichiarato di Moneyfarm è infatti quello di proporre all’investitore (anche piccolo – medio) i prodotti migliori (senza conflitti d’interesse) a fronte di un costo fisso minimo di 14,99 euro al mese. I fondatori di MoneyFarm – Paolo Galvani (CEO), Giovanni Daprà e Andrea Scarso – sono fra gli esponenti emergenti del Fin Tech in Italia. L’azionariato si divide fra il Management (30%) e il restante 70% diviso tra i fondi United Ventures di Massimiliano Magrini e Principia SGR di Andrea Di Camillo. Nata con un investimento iniziale di 750,000€, lo scorso novembre MoneyFarm è stata finanziata con un aumento di capitale di 2,65€ milioni. Tecnicamente Moneyfarm è una Sim iscritta all’albo Consob e al Fondo nazionale di garanzia. Di fatto, si traduce in un sito molto intuitivo – www.moneyfarm.com – che permette delle simulazioni sui piani di investimento a seconda del profilo e degli obiettivi dei risparmiatori. L’ultima innovazione di MoneyFarm è OneClick Advice, il primo servizio che unisce in un click i consigli d’investimento all’acquisto titoli. Rispetto alla sola consulenza, la novità di OneClick Advice è proprio questa: le operazioni di compravendita, sono eseguite direttamente sulla piattaforma, usando un deposito titoli aperto in uno degli istituti partner (Banca Ifigest). E’ facile come fare shopping online. Basta inserire gli ordini nel Carrello e, da qui in poi, tramite una semplice autenticazione via SMS, l’utente può confermare e visualizzare in tempo reale l’acquisto e la vendita dei titoli.

BuzzMyVideos

BuzzMyVideos è un incubatore e un acceleratore di talenti del video online e, allo stesso tempo, una realtà di consulenza per le aziende che vogliono sfruttare questo veicolo promozionale super targettizabile. Operando in stretta collaborazione con YouTube, BuzzMyVideos offre servizi specifici ai creatori di contenuto e alle aziende. In pratica, scovano i creatori di video e i vlogger con un alto potenziale di successo e offrono loro una partnership che include consulenza e servizi per aiutarli a emergere, nonchè per monetizzare la loro creatività. BuzzMyVideos opera poi come tramite tra le aziende che desiderano investire in pubblicità mirata o promuovere iniziative e prodotti su YouTube e i canali dei creatori di contenuti. BuzzMyVideos supporta inoltre le aziende che vogliano creare format video adatti al canale YouTube. Dopo nemmeno un anno dall’avvio delle operazioni, la società è già in piena crescita e sta assumendo.

Il modello di business di BuzzMyVideos è semplice: si basa sulla condivisione delle entrate con i creator. Questi guadagni derivano dalla vendita di spazi pubblicitari sui canali e sui video dei partner, che vengono diversificati a seconda del contenuto e dell’azienda che vuole investire. In questo modo per entrambi, sia per l’azienda sia per i creator, c’è un incentivo a crescere in termini qualititativi e quantitativi.

AppsBuilder

Partita ufficialmente ad aprile 2011, Apps-Builder.com è una start up internet italiana, prima ad aver intuito le potenzialità sul mercato digitale dello sviluppo di applicazioni native «Do it yourself» per dispositivi mobile multi-piattaforma – il tutto in soli 10 minuti. In pratica, AppsBuilder è una piattaforma online, che consente a chiunque, con pochi click guidati, di creare self service la propria app e di pubblicarla sui vari marketplace (AppStore, Google Play, BlackBerry World e Windows Store) o di generare istantaneamente una versione mobile di qualsiasi sito web.

A idearla nel 2010 sono stati i due giovani co-fondatori, Daniele Pelleri e Luigi Giglio, esponenti di una generazione emergente di giovani startupper. Dall’idea originale, passando per l’incubazione al Politecnico di Torino, è nato il progetto imprenditoriale AppsBuilder, grazie al sostegno iniziale di manager di lunga esperienza come Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures), lead investor dell’operazione, e Mario Mariani (The Net Value). I due Business Angel del Web hanno poi convinto i gestori dei fondi Vertis Ventures e Zernike Meta Ventures, a finanziare la Startup con un’iniezione di capitale di €1,5 milioni, per accelerarne la crescita all’estero e lo sviluppo tecnologico.

Il businness model si basa sulla proposta di tre diversi pacchetti con abbonamento mensile – Basic, Advanced e Business – a partire da 19 euro al mese. Per sottoscrizioni con pagamento annuale anticipato è previsto uno sconto del 20%. A differenza dei piani Basic e Advanced (che prevedono la creazione di una sola app), quello Business include un pacchetto per la creazione di 6 applicazioni.

Ecco queste sono quelle che secondo noi rappresentano esempi di start-up da tenere come modello e che presentano un modello di business, come avete letto, tale da permettere che l’idea sia da subito funzionale e capace di generare guadagni. Ovviamente queste non sono le uniche e, se volete segnalateci pure altri esempi di start-up con business model vincente.

About Francesco Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando nell'era dei social media

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4 commenti

  1. Al posto di restopolis avrei messo mytable.it , sicuramente n°1 in Italia

  2. Grazie della segnalazione ;)

  3. Ciao Franz, visto il bell’articolo: complimenti :)
    Dato che hai citato i modelli di business ci piacerebbe se ti andasse di darci un feedback sul nostro portale dedicato al Canvas di Osterwalder (businessmodelcanvas.it) – e anche se ti va di dirci cosa ne pensi sullo strumento.
    Grazie!

  4. Hi mates, nice post and pleasant arguments commented at this
    place, I am genuinely enjoying by these.

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