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Posts Tagged ‘comunicazione’

Dal 4 al 6 Febbraio a Milano, presso la Nuova Accademia di Belle Arti, si terrà la prima edizione italiana del WIF Webdesign International Festival. Un vero e proprio evento da non perdere!

Wif 2010, Webdesign International Festival

WIF - Webdesgin International Festival 2010

Il festival prevede un contest di 24 ore su 24, quindi no stop, dal quale verrano fuori le due squadre vincitrici che parteciperanno alle finali internazionali del 3-4-5 giugno prossimi a Limoges, in Francia. Nel frattempo tutta la cornice verrà resa ancora più interessante da una serie di convegni, workshop e conferenze sui temi dell’esperienza e dell’innovazione digitale, del design e delle nuove tecnologie dedicati ad aziende ed imprenditori, alle istituzioni, a professionsti ITC, marketing, commerciale, a studenti ed appassionati. Ricordiamo che questo è il primo Digital User Experience Festival  italiano. Un evento nell’evento che si propone di avvicinare il mondo degli  esperti e dei professionisti dell’esperienza digitale al grande pubblico. Una bella sfida. 

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Sin dall’inizio, mi sto interessando al mondo del web 2.0 guardandolo dal punto di vista della comunicazione e della condivisione che ne sono un pò le keywords. Ma cos’è in effetti il web 2.0? Apriamo un dibattito confrontando anche le proprie esperienze

Web 2.0A proposito del rapporto tra le piccole e medie imprese italiane e il web 2.0 vale la pena di soffermarsi proprio sul signicato, già a partire dalla definizione, del web 2.0. Questo ci dovrebbe aiutare a capire meglio le cose. E comincio proprio con la definizione che da wikipedia: 

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Se mettiamo insieme crowd, la gente comune, e funding, raccolta fondi, ecco che viene fuori la definizione di Crowdfunding, raccolta di fondi per progetti da sviluppare da parte di persone che condividono lo stesso interesse. Un esempio importante è Spot.us

Crowdfunding, un aiuto dal basso

Se c’è un settore che non conosce crisi questo è quello della pubblicità sul web. I dati che vengono diffusi in questi giorni e in questi mesi dimostrano come investire sul web  sia sempre più la scelta preferita dalle aziende italiane.

Prendo spunto da un articolo apparso ieri su il sole 24ore, in occasione del convegno dell’Upa (Utenti pubblicità associati) “Tutto cambia. Cambiamo tutto?”, dal titolo Il web rivoluziona il mercato pubblicitario dove Mainardo De Nardis, amministratore delegato di OMD Worldwide, uno dei principali network media del mondo, che ormai anche il mondo della comunicazione sta cambiando andando nella direzione del web cambiando la propria visione del mercato e dei consumatori. Più concretamente, De Nardis sottolinea come i giovani tra i 18 e i 24 anni stanno ogni giorno, in media, due ore e mezza on line. Il 94% legge ogni giorno la posta elettronica, il 75% guarda un video e i tre quarti si tengono aggiornati on line. Questa “generazione on line” è «misurabile» molto meglio del pubblico dei media tradizionali ma le «informazioni sono praticamente infinite» sottolinea De Nardis e quindi il lavoro di elaborazione che attende gli operatori è gigantesco.

I media tradizionali, di fronte al cambiamento della società «liquida», come la definisce il presidente della Fieg Carlo Malinconico, puntano sulla moltiplicazione digitale. E sulla molteplicità delle piattaforme distributive, come la radio. L’asso nella manica é la qualità dei propri contenuti a fronte del caos “senza garanzie” del Web. La crisi, prima o poi, passerà, ripetono tutti ma, aggiunge Enrico Finzi, «la sua eredità sarà una diminuzione tendenziale del saggio di profitto per tutti». Anche perché «il nuovo costa». Costa: ma negli Stati Uniti Arianna Huffington «con zero dollari spesi nel marketing» ha costruito un portale informativo – che include news, commenti, blog – che ha venti milioni di utenti. Il segreto sta nell’indipendenza giornalistica.

Particolare che più interessa l’inserzionista che si appresta ad una campagna pubblicitaria sul web è proprio la misurabilità della campgna stessa, cioè il poter avere a disposizione dati certi che altrimenti sarebbero indisponibili con campagne di tipo tradizionale. E infatti questo concetto è sostenuto anche da Layla Pavone, presidente Iab Italia, che sostiene: ”Ci sono molte ragioni alla base del fenomeno – spiega -. Intanto se la vogliamo mettere sul fronte dei costi, la pubblicita’ su Internet e’ parecchio competitiva rispetto a quella veicolata attraverso i media tradizionali. Investire sull’advertising online non solo costa meno ma i risultati in termini di performance sono migliori: soltanto veicolando un contenuto sul Web, piuttosto che sulla stampa, si moltiplica per dieci la sua capacita’ di diffusione per effetto delle ‘economie di scala’ tipiche dell’online. E poi c’e’ la misurabilita’ del risultato, impossibile con altri media con la stessa puntualita’ e certezza del dato. E oggi le aziende sono molto attente ai risultati effettivi”.

Quest’anno il mercato pubblicitario online in Italia crescerà di un buon 13%, che si aggiungerà al +21,7% registrato nel 2008. Dati più che confortanti  che spingono ad approfittare di questo andamento.

Domanda finale: i media italiani e i suoi principali operatori, così come le agenzie e i centri media, sono davvero pronti ad accettare la sfida sintetizzata dal presidente dell’Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi nel binomio «trasparenza» e «responsabilità»?

Fiduciosi attendiamo risposta.

(fonti utilizzate: ilsole24ore e Affaritaliani.it)

La Comunicazione assume oggi un significato più importante, specie la comunicazione sul web targato 2.o. E’ un’esigenza innegabile, ma basta solo comunicare? Forse, ma almeno bisogna saperlo fare.

Comunicare significa rendere partecipe altri, il latino sotto questo aspetto ci aiuta molto perchè proprio la parola comunicare proviene da communico, che appunto significa “mettere in comune”,”rendere partecipi”: un significato che molto si addice allo spirito del web 2.0 orientato alla condivisione. Ma il significato di Comunicare si presta anche ad altre accezioni, come ad esempio quella di rendere partecipi altri di ciò che si fa. Accezzione tipica legata alla politica questa. E’ importante saper Comunicare ciò che si fa documentadolo con atti pratici e concreti. Su questo principio alcunipersonaggi politici del nostro paese si sono giocati parte della loro reputazione, come Prodi, tanto per fare un nome, che spesso non ha sputo rendere partecipi gli italiani del suo operato. Fatti comunicati male. Dall’altro lato abbiamo invece chi di Comunicazione ne ha fatto il mezzo per arrivare anche alla politica, come Berlusconi, che in fatto di Comunicare è difficile da battere. Dalla mattina alla sera snocciola dati, numeri e fatti di tutto ciò che il suo governo realizza, e in alcuni casi comunica anche cose che poi non risultano essere portate a termine, ma fa niente, l’importante è comunicare, tenere viva l’attenzione.

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Come spiegare la storia di Internet? Molto difficile riuscire a sintetizzarla e soprattutto non basterebbe un blog intero a contenere tutto ciò che ne verrebbe fuori.

History of the Internet from PICOL on Vimeo

Ma oggi vi voglio segnalare un esperimento che si prefige di riassumere la Storia di Internet. Ed è questo video realizzato da Melih Bilgil dal titolo “History of Internet” che, utilizzando le immagini di Picol, un progetto che fornisce immagini libere per facilitare un comune linguaggio pittorico sulla comunicazione elettronica, realizza in otto minuti un video durante il quale illustra le origini e lo sviluppo del web fino ai giorni nostri.

Un esperimento riuscito, e anche se è tutto in inglese è piacevole comunque seguirlo.

Zapatero si lancia nell’era del web 2.0 e lancia “Plan E”, un sito attraverso il quale spiegherà come la Spagna potrà superare la crisi di questo periodo e spiegherà anche tutte le iniziative che hanno prodotto risultati e quelle ancora da mettere in atto. Ancora una volta la politica si rende conto delle potenzialità del web. E da noi?

Per Zapatero in realtà questa non è la sua apparizione sul web, durante l’ultima campagna elettorale in Spagna erano circolati alcuni video di alcuni suoi interventi, ma è la prima volta che in Spagna un poltico si rivolge alla popolazione utilizzando gli strumenti di comunicazione che oggi offre la tecnologia. Durante quei pochi minuti, visibili anche qui, il Primo Ministro Zapatero spiega qual è la sua ricetta per affrontare la crisi attraverso l’attuazione del “Plan español de estimulo de la economia y del empleo”. Il principale scopo è quello di ottenere un pieno coinvolgimento dei cittadini ed è per questo che sono stati realizzati dei cortometraggi, visibili sul sito, che hanno per tema la famiglia, le aziende, l’occupazione, la finanza e la modernizzazione dell’economia. Ed è propio attraverso questi video che vengono presentate in maniera pratica le idee messe in campo. Un modo più esplicito per rendere visibile a tutti il piano da mettere in pratica.

I paragoni con Obama sono d’obbligo. Ma mentre il prossimo Presidente degli Usa ha capito sin dalla sua campagna elettorale quale fosse il potenziale del web per ottenere la sua elezione, Zapatero vi arriva in pò più tardi, ma almeno ci arriva, e quello che forse lo caratterizza maggiormente è il periodo scelto. E cioè in occasione delle presentazione del Plan E. Quasi a lanciare un messaggio ancora più profondo e coinvolgente, vista anche la situazione. E ioci leggo anche un messaggio positivo, e cioè che il web possa essere anche secondo Zapatero un modo per raccogliere tutte le energie positive per affrontare la crisi. Tant’è che la sua presenza online avrà un cadenza periodica instaurando un canale di comunicazione coi cittadini costante. Inoltre, gli aggiornamenti che via via saranno apportati al piano saranno comunicati anche utilizzando Twitter, servizio di microblogging usato per inviare messaggi per aggiornare il proprio stato.

Ma perchè questo non succede anche da noi? Perchè ci ritroviamo a destra e a sinistra politici miopi, oltre che su altro, anche su questo. E’ una felice intuizione quella di Zapatero e dà anche una ulteriore testimonianza di quanto la Spagna in questi anni sia cambiata, forse più di quello che riusciamo a percepire da lontano. Invece il nostro paese non solo non va avanti, ma rischia anche di ritrovarsi con una classe politica, da destra a sinistra senza distinzioni, incapace di leggere i cambiamenti del momento senza avere la flessibilità giusta per adeguarsi. Speriamo sempre di essere smentiti.

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