Autore: Franz Russo

  • Amazon Prime Day 2018, il 16 e 17 luglio tante occasioni da non perdere

    Amazon Prime Day 2018, il 16 e 17 luglio tante occasioni da non perdere

    Amazon Prime Day, l’atteso evento annuale di Amazon dedicato agli acquisti in esclusiva per i clienti Amazon Prime, sta per arrivare: dalle ore 12.00 del 16 luglio e poi per tutta la giornata del 17 luglio. Una giornata e mezza di grandi occasioni da non perdere tra televisori, soluzioni smart home, articoli da cucina, generi alimentari, giocattoli, moda, mobili, elettrodomestici, materiali per il rientro a scuola. Insomma, tutto.

    Amazon Prime Day 2018 sta per arrivare. L’atteso evento che Amazon organizza per i clienti di Amazon Prime quest’anno sarà anche più lungo rispetto a quello degli altri anni. Infatti, inizierà dalle ore 12.00 del 16 luglio per poi proseguire per tutta la giornata del 17 luglio: 36 ore di grandi occasioni da non lasciarsi scappare. In pratica ci saranno un milione di prodotti con circa il 50% di offerte in più rispetto agli anni passati. I clienti Prime negli Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Messico, Giappone, India, Italia, Germania, Francia, Cina, Canada, Belgio, Austria e quest’anno Australia, Singapore, Paesi Bassi e Lussemburgo, possono trovare offerte su prodotti come televisori, soluzioni smart home, articoli da cucina, generi alimentari, giocattoli, moda, mobili, elettrodomestici, materiali per il rientro a scuola e persino fare scorta di prodotti di uso quotidiano. Chi non è ancora iscritto a Prime, può visitare amazon.it/primeday e iscriversi al programma. I clienti idonei possono beneficiare di un periodo gratuito di 30 giorni per partecipare a Prime Day.

    amazon prime day 2018 italia

    Prime Day 2018 proporrà in questa edizione il 50% in più delle Offerte del Giorno e oltre un milione di promozioni a livello globale. Inoltre, Amazon offrirà ancora di più ai clienti Prime, con eventi che si svolgeranno in alcune delle principali città in tutto il mondo. Da quest’anno, i clienti possono acquistare le Novità Prime Day: nuovi prodotti, contenuti ed edizioni speciali di centinaia di marchi conosciuti ed emergenti, in esclusiva per Amazon. I clienti Prime saranno i primi ad acquistare, assaggiare, ascoltare e divertirsi con l’accesso anticipato alle Novità Prime Day, che saranno in cima alla lista dei desideri di tutti. La selezione delle Novità Prime Day in Italia includerà: vari album di artisti con Edizioni Speciali autografate tra cui Luca Carboni, Tedua, DrefGold, Sfera Ebbasta, Achille Lauro, una bilancia smart diagnostica con Bluetooth di Omron, scopa elettrica cordless e aspirapolvere portatile Ariete con tecnologia ciclonica senza sacco e con batteria al litio ricaricabile.

    I consigli per fare acquisti durante Prime Day 20018

    Ecco cosa hanno scoperto decine di milioni di clienti Prime che hanno fatto acquisti durante il Prime Day 2017, un momento unico per trovare le migliori offerte di Amazon in aggiunta ai prezzi già bassi. Quest’anno, Amazon aggiungerà altre sei ore per fare acquisti e raddoppierà le Offerte del Giorno in tutto il mondo, sulle migliori marche e prodotti. Le Offerte del Giorno includeranno gli sconti più alti e le offerte più varie sugli articoli più popolari.

    Ecco alcuni consigli per ottenere il massimo dal Prime Day:

    • Seguire una promozione – L’App di Amazon consente di visualizzare in anticipo le offerte in tutti i Paesi. Questo è il modo più semplice per visualizzare in anteprima, monitorare e acquistare le offerte lampo a tempo limitato, a casa o in viaggio, con avvisi sull’App Amazon.
    • Esplorare le offerte per interessi popolari: è possibile trovare le offerte organizzate per temi, tra oltre 40 delle categorie di interessi più ricercati. Dalla moda all’elettronica, fino alla cucina, ai viaggi e altro ancora, scoprire le proprie offerte preferite sarà ancora più veloce.

    Queste le promozioni già attive:

    • Amazon Brands – I prezzi più bassi dell’anno sui prodotti dei marchi Amazon, tra cui sconti fino al 20% su articoli AmazonBasics.
    • Amazon Music – I clienti Prime che non hanno ancora provato Amazon Music Unlimited avranno accesso a quattro mesi di utilizzo del servizio di streaming musicale on-demand, che offre un catalogo completo con decine di milioni di canzoni, migliaia di playlist e radio, al costo di soli €0,99.
    • Twitch Prime – I clienti Prime possono godere di centinaia di ore di gioco gratuito: Amazon propone un gioco per PC gratuito ogni giorno fino al 18 luglio. I clienti Prime riceveranno anche un premio in-game per giochi popolari come Warframe e PlayerUnknown’s Battlegrounds.
    • Kindle Unlimited – I clienti Prime possono godere di tre mesi di letture illimitate senza nessun costo aggiuntivo sottoscrivendo l’abbonamento a Kindle Unlimited.
    • Audible – A partire dal 16 Luglio i clienti Prime che utilizzano Audible per la prima volta, possono godere di uno sconto del 40% sull’iscrizione mensile: dodici mesi a €5,99 al mese anzichè €9,99 al mese. Solo per i Prime members, l’abbonamento a un anno di Audible sarà disponibile a €71,88 anzichè €119,88.

    Lo scorso anno il Prime Day fece registrare un volume di vendite più alto dell’anno precedente del 60%, pari a 49,3 milioni di dollari. Di seguito vi segnaliamo alcuni prodotti che potrebbero essere delle grandi occasioni di acquisto.

    Partiamo da alcune Novità Prime Day che potranno essere acquistate:

     

    Queste invece alcuni prodotti delle categorie che lo scorso anno sono andate per la maggiore e che, molto probabilmente, lo saranno anche quest’anno (alcune già in promozione):

    Iscriversi ad Amazon Prime è molto semplice. Prima di tutto ci si connette al sito amazon.it/primeday e una volta completata l’iscrizione, si hanno subito 30 giorni di servizio in prova gratis. L’abbonamento annuale avrà poi un costo di 36 euro l’anno, 4.99 euro al mese, con l’accesso a diversi e servizi come accesso alle offerte speciali, spedizione veloce. Sena parlare poi dell’accesso diretto a

    Di fronte a tutti questi servizi, se non lo avete ancora fatto, non vi resta che iscrivervi ad Amazon Prime e da subito cogliere le occasioni del Prime Day. E fate buoni acquisti.

  • Instagram Stories alimenta il coinvolgimento ‘effimero’ con lo sticker domande

    Instagram Stories alimenta il coinvolgimento ‘effimero’ con lo sticker domande

    Dopo aver lanciato lo sticker per i sondaggi, adesso Instagram lancia lo sticker domande per Instagram Stories, ora disponibile per tutti gli utenti. Con questa modalità sarà possibile porre la domanda con un storia e poi rispondere con un’altra. Un modo per estendere il coinvolgimento “effimero” sullo strumento.

    Parola d’ordine: coinvolgimento. Potremmo riassumere così il lancio della nuova feature su Instagram Stories, ossia il nuovo sticker domande che, dopo essere stato in uso per un ristretto gruppo di utenti, da oggi è disponibile per tutti gli utenti, su iOS e Android. Coinvolgimento sembra essere la bussola che guida ormai Instagram nell’incrementare le funzionalità di Instagram Stories che, a distanza di due anni dal lancio, risulta essere oggi quasi una piattaforma parallela, fatta di contenuti effimeri, ma parallela all’altra linea di racconto fatta attraverso il feed. Basti pensare che conta già oggi 400 milioni di utenti e, di conseguenza, la carta da giocare è quella di tenere “incollati” alle storie il più possibile. E lo sticker domande spiega bene quello che intendiamo.

    Attivare lo sticker domande è semplicissimo. Dopo aver selezionato una foto dal vostro rullino, o dopo averne scattara una nuova, non dovete fare altro che selezionare lo sticker che trovate in mezzo agli altri con su scritto “Domande” (se non lo vedete ancora allora dovete aggiornare l’app). A questo punto si apre una piccola finestra sull’immagine che avete selezionato con la vostra icona, in alto al centro, e con uno spazio dove digitare una qualsiasi domanda aperta. Pubblicate l’immagine e da questo punto che inizia davvero il gioco.

    instagram stories sticker domande

    Vedere le risposte alla vostra domanda è altrettanto semplice, le potete vedere tra coloro che hanno visualizzato la vostra storia. E siamo arrivati al momento del “coinvolgimento esteso” che da effimero cerca di protrarsi nel tempo. Infatti, con questa funzionalità potete scegliere una delle risposte tra quelle ricevute, fare una nuova storia e rispondere, a vostra volta, a quella risposta. In questo caso, l’account e la foto di colui che ha risposto non verrà pubblicata. La risposta comparirà allo stesso modo in cui avete pubblicato la domanda nella storia precedente.

    Scatta quindi una “discussione” basata su contenuti effimeri che si alimenta, invece, grazie alle domande e alle risposte. Il coinvolgimento verrà quindi mantenuto fino all’esaurirsi della conversazione, quindi per ogni risposta realizzerete una nuova storia. Sicuramente vedremo molte storie che ci porranno delle domande nei prossimi giorni, vedrete.

    Allora, voi che ne pensate?

  • Userbot, la startup di Intelligenza Artificiale raccoglie oltre mezzo milione di euro

    Userbot, la startup di Intelligenza Artificiale raccoglie oltre mezzo milione di euro

    Userbot, la startup che ha sviluppato una tecnologia proprietaria di Intelligenza Artificiale applicata alla Customer Interaction, ha raccolto, nei primi sei mesi di quest’anno, oltre mezzo milione di euro. Tutto questo permette alla startup fondata, tra gli altri da Antonio Giarrusso e Jacopo Paoletti, di raggiungere il valore di 3,5 milioni di euro.

    Il tema dell’Intelligenza Artificiale assume sempre più importanza nei processi e nelle organizzazioni aziendali. Soprattutto per quello che riguarda la relazione con il cliente, un segmento molto importante per le aziende, utile a mantenere una relazione costante, unitamente all’assistenza. In questo scenario, sempre in continua evoluzione, vogliamo oggi parlarvi di Userbot, startup italiana che ha realizzato una tecnologia proprietaria di Intelligenza Artificiale applicata proprio alla Customer Interaction. La startup nei primi sei mesi di quest’anno ha già raccolto oltre 500 milioni di euro. Un incremento di finanziamenti che porta il valore della startup a 3,5 milioni di euro. Per essere più chiari, Userbot non è una chatbot, ma è molto di più, è una vera e propria Intelligenza Artificiale per il Customer Service.

    Userbot incrementa la sua base di conoscenza attraverso le interazioni umane che avvengono dentro una qualsiasi chat e su qualunque canale digitale: che sia il proprio sito web, la propria app su Android o iOS, un account social come la propria fanpage Facebook, o un’app di messaggistica come Messenger o Telegram. Si tratta quindi di una rivoluzione, basata principalmente su Deep Learning e Machine Learning, all’interno del rapporto Uomo-Macchina che rappresenta la chiave di volta per soluzioni come queste.

    userbot startup intelligenza artificiale

    In Userbot, spinoff di Mobixee Ltd e parte del gruppo Comunicatica, hanno creduto diversi investitori provenienti dal network di BacktoWork24, nonché professionisti affermati in ambito IT, che ad aprile 2018 hanno dimostrato fiducia in questo progetto innovativo con un investimento di oltre 300.000 euro. Oggi, insieme all’Advisory Board dell’azienda (composto da imprenditori e manager con un track record ed una storia personale e professionale ampiamente riconosciute dal mercato), contribuiscono concretamente alla crescita di Userbot, allargando il network di contatti con prospect e clienti, oltre che con potenziali nuove partnership sia strategiche che industriali. A fine giugno 2018 si sono poi aggiunti alla compagine societaria oltre 130 nuovi soci provenienti dalla piattaforma di equity crowdfunding – CrowdfundMe – che hanno creduto e investito nella startup, quasi triplicando l’obiettivo di raccolta minimo previsto, con un aumento di capitale di ulteriori 200.000 euro, che ha portato la raccolta complessiva di Userbot, come dicevamo all’inzio, ad oltre mezzo milione di euro nei soli primi 6 mesi del 2018.

    userbot chat intelligenza artificiale startup

    [author title=”” image=”http://”]Siamo entusiasti di avere a bordo con noi un team di investitori che condividono la nostra visione di un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale lavorerà a stretto contatto con l’uomo. Con Userbot abbiamo rivoluzionato l’universo del Customer Service attraverso l’utilizzo di un’Intelligenza Artificiale che impara nel tempo dalle interazioni con gli esseri umani. Ma non vogliamo fermarci qui. – ha dichiarato Antonio Giarrusso, Founder & Chief Executive Officer di Userbot – Userbot per noi è solo il primo tassello di un progetto molto più ampio nel campo dell’AI, una tecnologia che tutte le aziende dovrebbero davvero iniziare a capire e accogliere per poter rimanere competitive in un mercato mondiale così veloce e in costante trasformazione. Siamo felici che Userbot sia tra i pionieri in Italia nello sviluppo di tecnologie cognitive.[/author]

    userbot founders

    Abbiamo raggiunto Jacopo Paoletti, Co-Founder & Chief Marketing Officer di Userbot, che ci ha spiegato che questi finanziamenti saranno utili per accrescere la strategia di internazionalizzazione della startup e per incrementare il team, Ma ha aggiunto anche:

    [author title=”” image=”http://”]Questo è per noi solo il primo passo: il primo semestre 2018 ha superato ogni nostra aspettativa, sia in termini di raccolta investimenti ma in particolare in termini di fatturato, e credo sia stato principalmente questo a fare la differenza con gli investitori – ha aggiunto Jacopo Paoletti – con la nostra soluzione, attualmente riservata solo alle corporate, puntiamo già nel 2018 ad aggredire il mercato domestico delle PMI in modalità SaaS, mentre il 2019 sarà dedicato principalmente al mercato anglofono sempre con un approccio self service, che resta il nostro obiettivo principe verso la scalabilità; sempre in ottica di internazionalizzazione contiamo di chiudere fra il 2018 e il 2019 il nostro primo round series A, che dagli interessamenti ricevuti ad oggi si prospetta fin da ora oltre il milione di euro. Ovviamente, per chi fosse interessato, trova già tutte le info sul nostro prossimo aumento di capitale qui: https://invest.userbot.ai/.[/author]

     

  • Ecco la Nikon COOLPIX P1000, la fotocamera compatta con mega zoom da record

    Ecco la Nikon COOLPIX P1000, la fotocamera compatta con mega zoom da record

    Nikon presenta la nuova COOLPIX P1000, la fotocamera compatta al mondo dotata di uno zoom ottico 125x. Il che significa che l’estensione focale è da record: 24-3.000 mm, non si era mai visto nulla di simile. Inoltre, il Dynamic Fine Zoom 250x estende digitalmente la portata dell’obiettivo fino al valore di 6.000 mm. La nuova compatta P1000 sarà disponibile a settembre ad un prezzo di 999 dollari.

    Se siete amanti delle fotocamere compatte e se siete alla ricerca di uno zoom sempre più potente e spinto, allora quella di cui stiamo per parlarvi potrebbe fare al caso vostro. Anche perchè finora non si era visto mai nulla di simile in circolazione. Nikon, brand storico nel panorama fotografico globale, ha presentato la nuova COOLPIX P1000, da 16 MP, l’unica fotocamera compatta al mondo dotata di uno zoom ottico 125x. Stiamo parlando di una estensione focale davvero da record: 24-3.000 mm. Significa che con questa fotocamera i paesaggi lunari, le riprese naturalistiche e i soggetti molto distanti, non saranno più “irraggiungibili”, anzi.

    Inoltre, il Dynamic Fine Zoom 250x estende digitalmente la portata dell’obiettivo fino al valore di 6.000mm, ampliando, come mai era successo prima, le opportunità di ripresa. Infatti, la potenza dello zoom della COOLPIX P1000 consente addirittura di fotografare i crateri sulla luna. E non è un’esagerazione.

    Nikon Coolpix P1000 frontale

    Il potente obiettivo NIKKOR della COOLPIX P1000 ha una luminosità pari a f/2.8. Ciò significa ottenere risultati eccellenti sempre, anche in condizioni di scarsa illuminazione e con il potente teleobiettivo alla massima estensione. Certo, c’è di meglio sul mercato con aperture f/2.4 sempre compatte, ma rispetto al mega zoom della P1000 questo rappresenta un compromesso di tutto rispetto.

    Il supporto RAW consente ai fotografi di salvare ed esportare file d’immagini non compressi nel loro programma di sviluppo, elaborazione/modifica preferito. Inoltre, chi effettua riprese di filmati può registrare sequenze video 4K/UHD sfruttando al meglio il super teleobiettivo della COOLPIX P1000: è la soluzione perfetta quando si eseguono registrazioni a distanza di flora e fauna selvatiche nel proprio habitat naturale.

    Scatto della Luna con estensione focale a 6.000mm - Nikon Coolpix P1000
    Scatto della Luna con estensione focale a 6.000mm – Nikon Coolpix P1000

    Nikon Coolpix P1000 lcd Nikon Coolpix P1000 estensione

    Insomma, si tratta davvero di una super compatta che si presenta come eccezionale. Sembra essere indicata a chi ha necessità di raggiungere focali molto ampie, ma potrebbe essere uno strumento valido anche a chi, per lavoro, pensiamo a giornalisti, blogger, vogliono aggiungere maggiore qualità al proprio lavoro, ad un prezzo tutto sommato giusto. Secondo indiscrezioni, la nuova P1000 arriverà a settembre ad un costo di 999 dollari, sarà quindi di poco superiore ai 1.000 euro. Da valutare bene.

    Queste le funzioni principali della nuova Nikon COOLPIX P1000:

    Zoom ultrapotente. Il cielo non rappresenta più un limite. Consente di scattare con uno zoom ottico 125x (24-3.000 mm) e Dynamic Fine Zoom 250x (6.000 mm).2,3

    Scatti mozzafiato. Il luminoso obiettivo NIKKOR f/2.8, il sensore di immagine da 16MP, il processore di elaborazione delle immagini EXPEED e il supporto RAW si combinano per garantire risultati perfetti, sempre.

    Filmati 4K super tele. La COOLPIX P1000 consente di registrare con facilità sequenze 4K/UHD 30p o video Full HD (1080p) con frequenze fotogrammi fino a 60p con audio stereo. Molto vantaggiosa anche l’uscita HDMI senza compressione.

    Immagini stabili. Il sistema di stabilizzazione ottica Nikon VR (Riduzione Vibrazioni) a doppio rilevamento consente di contrastare gli effetti causati dal movimento della fotocamera per ottenere immagini e filmati perfettamente nitidi. Il modo Attivo della stabilizzazione VR, inoltre, assicura un’immagine del mirino e del monitor decisamente stabili.

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    Con qualsiasi angolazione. Il luminoso monitor LCD da 3,2 pollici con 921k punti può essere inclinato e orientato in quasi tutte le direzioni.

    Pratico controllo zoom. La comoda impugnatura ed il controllo zoom laterale rendono la COOLPIX P1000 molto maneggevole. Il pulsante “ripristina posizione zoom” consente di ritrarre in un attimo l’obiettivo da super teleobiettivo a grandangolo, rendendo più semplice e agevole il recupero visivo nella composizione di soggetti che si sono spostati al di fuori della ristretta inquadratura.

    Risultati perfetti. Il supporto RAW consente agli utenti di salvare ed esportare file di immagine non compressi in programmi di sviluppo quindi elaborazione/modifica.

    Condividi le meraviglie. La connettività di SnapBridge consente agli utenti di sincronizzare le foto con uno smart device durante le riprese, per un immediato ed automatico trasferimento delle immagini. Inoltre, SnapBridge rende possibile l’utilizzo dello smart device per scattare a distanza.

  • Altro che Rolex, possedere oggi un iPhone è indice di ricchezza

    Altro che Rolex, possedere oggi un iPhone è indice di ricchezza

    Altro che Rolex, se una persona possiede un iPhone allora questo può essere una chiara indicazione del fatto che sia una persona agiata o ricca. No non c’entra con le polemiche di questi giorni, ma è il risultato di una ricerca pubblicata sul National Bureau of Economic Research da economisti dell’Università di Chicago.

    Solo a leggere la parola Rolex è facile pensare che sia un collegamento alle polemiche di questi giorni, e non entriamo qui nel merito. Ma di certo è, il Rolex, nell’immaginario collettivo un simbolo di ricchezza, un indicatore ormai acquisito del fatto che chi lo indossa sia una persona molto benestante. E invece le cose non stanno proprio così, nel senso che, se è vero che la società di oggi sta cambiando, se è vero, come è vero, che il digitale e la tecnologia stanno cambiando il modo in cui è oggi la società in cui viviamo (anche se molti ancora non se ne sono accorti), è vero anche che cambia anche il modo di vedere e di intendere se una persona è agiata o ricca. E come lo definiamo? A supporto di tutto questo arriva questa nuova ricerca pubblicata sul National Bureau of Economic Research, ad opera di un gruppo di economisti dell’Università di Chicago, dimostrandoci che in effetti non è il Rolex indicatore di ricchezza ma è l’iPhone. Si, avete letto bene (e noi non abbiamo sbagliato a scrivere) è l’iPhone.

    iphone ricchezza rolex

    Come dicevamo, i tempi sono cambiati oggi e sono cambiati anche gli indicatori che definiscono il reddito delle persone e delle famiglie. E a quanto pare possedere un iPhone è indice di agiatezza. Attenzione, per meglio chiarire il risultato a cui è giunta la ricerca, anche se prima ci siamo legati ai fatti attuali italiani, non è che chi possiede il dispositivo Apple è ricco, di certo chi lo possiede oggi può posizionarsi su una fascia di reddito più alta. Quello che sostengono i ricercatoti dell’Università di Chicago, Marianne Bertrand ed Emir Kamenica, è che nessun dispositivo meglio dell’iPhone, o dell’iPad (al secondo posto) è in grado specificare meglio se quella persona guadagna tanto.

    iphone ricchezza rolex

    In pratica, lo si vede anche nella tabella che riportiamo, se una persona possiede un iPhone allora indica che per il 69% è una persona molto agiata; per il 66,9% de possiede un iPad e per il 59.5% se possiede un dispositivo Android. E’ un’indicazione interessante che poi diventa anche curiosa se paragoniamo questo dato, de 2016, con quello del 1992, ad esempio, quando per essere indicati come ricchi bastava avere un tipo di mostarda; oppure se lo paragoniamo al 2004 quando bastava consumare un tipo di burro molto particolare. Se guardiamo poi la parte che interessa i prodotti, allora nel 1992 si era ricchi se si possedeva una lavastoviglie e nel 2004 se si acquistava un’auto nuova. Nel 2016 si indica, in base ai prodotti, che si è una persona benestante se si viaggia negli Stai Uniti (70.9%), se si possiede il passaporto (70.3%) o se si possiede il bluetooth nell’auto (70.2%).

    I dati sono stati ottenuti attraverso domande sottoposte ad un campione di circa 6.400 persone, con questionari semestrali e interviste dirette. Per la ricerca è stato anche utilizzato un algoritmo machine learning per analizzare i diversi gruppi e per comprendere meglio come fossero cambiate le loro preferenze nel corso del tempo. Il risultato a cui arrivano i ricercatori è quello di affermare che la società americana oggi, e le sue differenze culturali, è abbastanza compatta quando si parla di brand ed esperienze comuni.

    Una lettura molto diversa da quella che racconta di una società americana, invece, molto divisa.

    E voi che ne pensate?

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  • Twitter, la sospensione di 70 milioni di account mette a rischio la crescita della base utenti

    Twitter, la sospensione di 70 milioni di account mette a rischio la crescita della base utenti

    Negli ultimi due mesi Twitter ha intensificato la lotta allo spam, abusi e contenuti violenti. In seguito allo scandalo “Russiagate” che investito Facebook, anche Twitter ha subito molte pressioni. Secondo un rapporto del Washington Post, Twitter ha sospeso 70 milioni di account, un’operazione che potrebbe mettere a rischio la crescita della base utenti, vero punto debole della piattaforma di Jack Dorsey.

    Twitter da sempre ha due grandi problemi che sul nostro blog abbiamo sempre cercato di evidenziare. Il primo riguarda quello del contrasto debole allo spam, agli abusi e ai contenuti violenti; il secondo, la crescita ormai piatta ferma da diverso tempo, inchiodata a poco più di 330 milioni (336 milioni per essere più precisi. Lo scandalo “Russiagate”, quello che ha investito Facebook, non ha risparmiato neanche Twitter, subendo a sua volta molte pressioni. Mettendo insieme il tutto, ancora una volta Twitter dimostrava di essere debole da questo punto di vista. Fino a qualche mese fa, quando ha seriamente intensificato la lotta allo spam e ai contenuti violenti, aggiornando termini di utilizzo e policy. Una strategia che ha portato alla progressiva sospensione di decine di migliaia di account al giorno.

    Ma ora, secondo il nuovo report del Washington Post, si scopre che proprio in questi ultimi due mesi Twitter ha sospeso 70 milioni di account, significa più di 1 milione di account al giorno. Si stima che il tasso di sospensione tra maggio e giugno di quest’anno è il doppio di quello di ottobre 2017.

    twitter spam utenti

    Proprio qualche giorno fa Twitter aveva pubblicato un post sul blog ufficiale presentando i numeri derivanti dalle nuove politiche e termini di utilizzo attive sula piattaforma. Con il risultato di aver “identificato 9,9 milioni di account spam e automatizzati a settimana”.

    Questo sforzo ulteriore da parte di Twitter, con un ritmo di sospensione così alto, potrebbe rivelarsi dannoso. Infatti, la conseguenza principale sarebbe quella di mettere davvero a rischio la crescita della base utenti, complicando le cose più di quanto non lo siano già. Concretamente, questo potrebbe portare ad un calo degli utenti per il secondo trimestre di quest’anno, quando tutti attendono invece un minimo segnale di crescita.

    Si tratta quindi di una situazione particolare che Twitter adesso deve cercare di gestire al meglio. Senza dubbio, è lodevole il contrasto allo spam e ai contenuti di odio e abusi, ma si deve tener conto del fatto che ad oggi la piattaforma non avrebbe la forza di crescere, come dimostrato negli ultimi tre anni.

    A questo punto la considerazione da fare sarebbe quella di intensificare il contrasto a situazioni che minano la credibilità della piattaforma, ma, dall’altro lato e contemporaneamente, attivare innovazioni tali da attirare nuovi utenti sulla piattaforma. Sarebbe l’unico modo per limitare i danni.

    Ma questo ormai lo ripetiamo da anni.

  • Video e Social Media, ecco la lunghezza ideale da tenere a mente su ogni piattaforma

    Video e Social Media, ecco la lunghezza ideale da tenere a mente su ogni piattaforma

    Il Video oggi è uno degli strumenti più potenti per fare marketing, coinvolgimento, comunicazione, posizionamento. I benefici sono davvero tanti e per questo i video condivisi saranno sempre di più. Le piattaforme social si stanno ormai adattando a questo grande trend. Ma qual è la lunghezza ideale di un video? Lo scopriamo con questa utile infografica.

    Se un paio di anni fa, forse anche tre, si riteneva (a ragione) che il video sarebbe stata la forma di contenuto su cui scommettere. Ebbene, oggi quella scommessa è stata vinta da tanti che hanno creduto subito nei Video. Come ben saprete, anche perchè l’abbiamo ripetuto varie volte, Cisco nel 2016 aveva previsto che entro il 2020 i Video saranno la forma di contenuto più diffusa all’80%. E le piattaforme social si sono subito adattate a questo grande trend, lanciando a loro volta il proprio strumento video da utilizzare per fare marketing, comunicazione, coinvolgimento, posizionamento. Tutti vantaggi che derivano dal buon utilizzo dei Video. Già, perchè sebbene i video siano così condivisi, questa è comunque una forma di contenuta impegnativa, che richiedere una testosterone propionate certa preparazione. Per dirla breve, non tutti riescono a fare dei buoni video, ma non è detto che non ci si riesca però. Anche perchè improvvisarsi non sempre è una buona soluzione.

    Partiamo con qualche considerazione: il 92% degli utenti che visualizzano video, di proprio gradimento, dal proprio dispositivo mobile, saranno più portato a condividerlo con altri; l’82% degli utenti Twitter apprezza i contenuti video; l’87% dei marketer utilizza il video come forma di contenuto all’interno delle strategie di comunicazione/marketing.

    Detto questo, lo scopo di oggi è quello di fare una bella panoramica su un tema specifico, ossia quale sia la migliore lunghezza dei video da condividere sulle diverse piattaforme. Lo facciamo con l’aiuto di questa preziosa infografica che è stata tenuta in costante aggiornamento, propri per il fatto che ormai le piattaforme social lanciano quasi quotidianamente (stiamo esagerando?) nuovi strumenti per utilizzare al meglio i video.

    Allora, abbiamo suddiviso l’argomento tenendo presente le principali piattaforme che permettono la creazione al condivisione di video come Instagram, Facebook, Twitter, YouTube, Pinterest, andando a vedere i vari strumenti e le varie possibilità che queste piattaforme propongono, tenendo ben presente la lunghezza ideale per fare in modo che il video sia performante al meglio. Ne viene fuori, ripetiamo, una bella panoramica che può tornare utile ad aziende, professionisti, blogger, marketer, insomma a tutte le quelle figure che vogliono scommettere su questa forma di contenuto.

    lunghezza video social media @franzrusso.it 2018

    I Video su Instagram

    Instagram introdusse i Video nel 2013 della durata massima di 15 secondi, aumentandola poi, nel 2016 a 60 secondi. Ebbene sottolineare che il pubblico che visualizza Video da questa piattaforma non va oltre 1 minuto e che il tempo ideale resta comunque quello compreso tra i 30-45 secondi, video di questa durata sono molto performanti.

    Instagram Stories

    Come sapete Instagram Stories è ormai lo strumento principe di Instagram, da poco ha anche raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti. Ebbene, sapete che si tratta di contenuti effimeri, e qui la durata massima dovrebbe essere di 15 secondi. Se ritenete che il video debba essere condiviso per intero, allora spezzettatelo condividendolo in momenti diversi come forse una piccola saga. In alternativa, avete sempre la modalità Live da sfruttare, con un tempo massimo di 60 minuti che poi svaniranno superate le 24 ore.

    IGTV

    E’ l’ultima novità di Instagram, la vera sfida che la piattaforma di Kevin Systrom lancia a YouTube. Infatti questa app stand-alone permette la condivisione di lunga durata in modalità verticale. Ricordate che la lunghezza massima da mobile è di 15 minuti e da desktop è di 60 minuti (solo per uteti con una grande audience e per gli utenti verificati). E’ una modalità nuova, per il pubblico a cui mirate di solito, vale la pena quindi sperimentare.

    I Video su Facebook

    Facebook è la piattaforma che di solito viene scelta anche per il fatto che non pone molti limiti di lunghezza, un dato che lo si riscontra anche per quanto riguarda i video. Infatti, la durata massima dei Video su questa piattaforma è di ben 120 minuti. Non è detto che il miglior video debba durare 2 ore, anzi, tutt’altro. E’ dimostrato, quasi scientificamente, che la lunghezza ideale si attesti intorno al minuto e mezzo, quindi considerate questa lunghezza su cui realizzare le vostre performance video.

    Facebook Stories

    Anche in questo caso parliamo di video effimeri ed anche in questo caso dobbiamo parlare di video brevi ed accattivanti. La lunghezza di un Video in una storia è di 20 secondi, più lunga di 5 secondi rispetto a Instagram Stories. Secondi in più da sfruttare allora.

    Facebook Live

    Facebook Live è stato rilasciato per Android nel 2016, dopo il rilascio per iOS, e da allora è stato un crescendo. Da tenere in considerazione che si tratta di una modalità dal vivo che permette una durata massima di 4 ore di diretta. Il consiglio è quello di ottimizzare la durata, sottolineando le parti salienti, mettendola a disposizione per la vostra audience sulla vostra pagina in versione on-demand.

    Facebook Video Cover

    Sapete che da un po’ di tempo è possibile adottare copertine in modalità video, molto coinvolgenti. La durata ottimale di questa forma di contenuto è tra i 20-90 secondi. E sapete anche che il video gira in loop, quindi potete tarare il video anche su una durata inferiore al minuto e mezzo.

    Facebook Video Profilo

    Anche il profilo può essere caricato in video, anche in questo caso, se fatto bene, può risultare molto coinvolgente. Consiglio sulla durata massima è di 5-7 secondi, in alternativa potete caricare una GIF.

    I Video su Twitter

    E passiamo ora a Twitter dove i Video, come ricordavamo prima sono molto coinvolgenti e molto apprezzati dagli utenti di questa piattaforma. I Video devono quindi ricalcare le caratteristiche della piattaforma all’insegna della rapidità e della brevità, quindi, nonostante la durata massima sia di 2 minuti e 20 secondi, cercate di mantenere una durata più breve. Anche 30 secondi possono bastare se si riesce a veicolare bene il messaggio.

    I Video su YouTube

    YouTube è la piattaforma per antonomasia quando si parla di Video. Nel tempo gli utenti hanno costruito su questa piattaforma un proprio palinsesto, alternativo a quello della Tv (imposto). Di conseguenza, si tratta di una piattaforma complessa in termini di offerta di modalità e sta quindi a voi scegliere quella più adatta alle vostre esigenze. Di certo, se si avanafil generico tratta di video tutorial, la lunghezza ideale è quella di 45-90 secondi. Se in video è uno spot, allora mantenetevi tra i 15 secondi e 1 minuto di durata. Tenete presente che a durata video, quella più generalista, è di 2 minuti e mezzo.

    I Video su Pinterest

    Alcuni studi recenti ci dicono che il 75% degli utenti è ben predisposto a visualizzare video su questa piattaforma e il 67% di essi dichiara la visualizzazione di invita a compiere un’azione. Quindi, se forse questo vi sorprenderà, è forse il caso di prendere in considerazione anche questa piattaforma nella vostra strategia video. La lunghezza massima è di 30 minuti e, dopo tutto quello che abbiamo sin qui esaminato insieme, sperimentate la durata idela per quella audience.

    Dopo questa panoramica sulla durata consigliata e ideale, è ben chiaro che non esiste una formula ben precisa. Se c’è un elemento che dovete certamente considerare è che, come è ormai conclamato da più parti, se il vostro video non dimostra da subito di essere coinvolgente, rischiate di perdere il 33% di pubblico nei primi 30 secondi. Dopo 1 minuto di perde addirittura il 45%.

    I consiglio finale è quindi quello di concentrarsi prima sul contenuto, sulla capacità di coinvolgimento, solo dopo prendete in considerazione la durata ideale.

    E allora, che ne pensate? Qual è la vostra esperienza su questa tema. Condividete con noi le vostre esperienze tra i commenti o sui nostri canali social.

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  • Pionieri di eBay: ecco chi sono gli imprenditori che hanno portato l’e-Commerce in Italia

    Pionieri di eBay: ecco chi sono gli imprenditori che hanno portato l’e-Commerce in Italia

    Sapete che il primo negozio online italiano ancora attivo su eBay.it venne aperto nel 1996? Ad aprirlo fu Pietro Muscara di Messina e nel giro di pochi anni tanti altri pionieri lo seguirono. eBay si conferma oggi una piattaforma e-Commerce tra le più grandi al mondo con oltre 171 milioni di acquirenti attivi a livello globale, e con #PionierieBay vuole raccontare come il commercio online si sia evoluto in questi anni in Italia.

    Sentiamo spesso parlare di e-Commerce dato che, oggi più che mai, la possibilità di acquistare è sempre a portata di mano grazie ai dispositivi mobili che hanno permesso una maggiore espansione di questa modalità di acquisto che tanto piace agli italiani. Ma oggi vogliamo raccontarvi da dove è iniziato il fenomeno dell’e-Commerce in Italia, quali furono i veri pionieri che prima di altri riuscirono a comprendere che quella poteva essere davvero un’opportunità. E, soprattutto, vogliamo raccontarvi della piattaforma che diede vita a tutto questo.

    Sapete che il primo negozio online in Italia venne aperto su eBay nel 1996, ben 22 anni fa, esattamente un anno dopo la fondazione ad opera di Pierre Omidyar? E sapete che il primo ad aprirlo fu Pietro Muscara di Messina con “Piero Collectibles”, un negozio specializzato nella vendita online di articoli da collezione e oggetti come album, fumetti, videogiochi, CD e DVD?

    L’iniziativa che vogliamo raccontarvi oggi si chiama ‘Pioneri di eBay’ – #PionierieBay – un viaggio di oltre 20 anni rivisitando le tappe che hanno caratterizzato l’evoluzione del fenomeno e-Commerce in Italia, proprio grazie alla piattaforma eBay, nata nel 1995 e presente in Italia dal 2001. Nel nostro Paese i venditori professionali attivi sono oggi oltre 35 mila e la piattaforma è stato un volano per la crescita di tante PMI, tanto che il 67% delle imprese italiane che vende attraverso eBay esporta i propri prodotti.

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    Prendendo in esame i primi 100 venditori italiani su eBay, che operano per il 33% nel settore dell’elettronica (la categoria più “ambita” dai pionieri), eBay ci presenta la storia di 10 venditori, veri pionieri dell’e-Commerce italiano che, grazie a questa piattaforma di commercio online, sono riusciti a realizzare delle vere imprese che sono cresciute col tempo. eBay è da sempre un punto di riferimento per tutte le PMI che vogliono iniziare a vendere online, fornendo strumenti e supporto per poter meglio realizzare la propria idea ed essere da subito pronti ad affrontare nuovi mercati e a crescere. I primi a muovere i primi passi verso l’e-Commerce provengono principalmente da Lombardia (24%), Lazio (14%) ed Emilia Romagna (8%).

    Dalle parole del primo venditore Pietro Muscara si comprende lo spirito che ha spinto questi imprenditori a voler sperimentare, scoprire e provare soluzioni nuove già nel 1996, quando Internet non era diffuso come lo è oggi e quando nessuno ancora pensava che da Internet potesse arrivare un’opportunità come quella:

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    Pietro Muscara – #PionieriEbay

    Tutto è iniziato nel 1995, quando ancora lavoravo per una multinazionale di informatica. Io sono sempre stato appassionato di collezionismo e siccome lavorare nell’ambito dell’informatica mi aveva dato la possibilità di conoscere meglio il mondo di internet – allora quasi sconosciuto – ho iniziato a vendere i primi oggetti tramite post su newsgroups o mailing list. Ricordo ancora il primo ordine: un cliente dall’Olanda acquistò un gadget e quella notte non ho quasi dormito dall’emozione e dall’ottimismo verso queste nuove possibilità. Nel 1996 mi imbattei in questo sito chiamato AuctionWeb, su cui aprii un account e che poco dopo sarebbe diventato eBay. Oggi sono il più primo venditore ancora attivo in Italia e uno dei primi a livello mondiale[/box]

    Una caratteristica che si coglie nell’attività di Muscara, ma questo vale per tutti i grandi pionieri, è quella di continuare a credere nell’e-Commerce come sfida per crescere e anche quella di riuscire ad interpretare sempre il fenomeno, riuscendo a cogliere i cambiamenti, avendo l’abilità di cavalcarli. Una caratteristica, questa, non comune.

    Una storia simile è poi quella di Francesco Borgognone, di Firenze, che nel 2000 lancia “Retrogame”, un negozio online specializzato in giochi e console vintage degli anni ’70 – ’80 – ’90- ’00. L’idea di Francesco fu quella di iniziare un’attività specializzata in giochi e console vintage, aprendo contemporaneamente sia il punto vendita fisico a Firenze, la sua città, che il suo primo negozio online, proprio su eBay.

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    francesco borgognoni e-commerce ebay pionieriebay
    Francesco Borgognoni – #PionieriEbay

    Quando ho deciso di aprire la mia attività, ho subito pensato che dovevo essere presente anche online. Avevo una connessione Internet già dal ‘96 e navigavo in rete per comprare videogiochi per uso personale. Da lì è scattata l’idea che anche io potevo vendere online questo tipo di prodotti. All’inizio i volumi di vendita non erano enormi, soprattutto perché la modalità di acquisto online non era molto diffusa, ma io ho sempre creduto nel potenziale di questo mezzo. Infatti, quando è poi esploso il fenomeno, io ho avuto la fortuna di essere già presente in maniera consolidata sul mercato, cosa che mi ha permesso di avere una crescita costante negli anni”, afferma Francesco.[/box]

    Sono storie di sperimentazione, fatte di coraggio e di voglia di mettersi in gioco, scommettendo sulla piattaforma che poi si è rivelata adatta per la loro idea.

    Potete trovare le altre storie dei #PionierieBay a questo link e questo è il video dove i pionieri si raccontano.

    Vedrete e sentirete storie che descrivono com’era l’e-Commerce più di 20 anni fa e che sottolineano il ruolo fondamentale di eBay in quella fase, come ancora oggi, nell’offrire una piattaforma che potesse permettere a questi pionieri di poter accedere a mercati internazionali, un’opportunità che allora era davvero unica.

    [In collaborazione con eBay]