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  • Italiani e Social Media, ecco le piattaforme più usate e quelle meno usate

    Italiani e Social Media, ecco le piattaforme più usate e quelle meno usate

    Interessante ricerca di Blogmeter “Italiani e Social Media” che ci illustra come gli italiani usano questi canali di comunicazione. Facebook resta quello più usato, in ogni senso, mentre quello che gli italiani non usano più in assoluto è Tinder. Il 25% dichiara di non usare più Snapchat e il 10% di non usare più Twitter e Pinterest.

    L’indagine di Blogmeter, dal titolo “Italiani e Social Media” di fatto segue, per certi versi, quello che scrivevamo ieri, a proposito della disaggregazione dei social media ad opera di Facebook. La ricerca condotta attraverso 1.500 interviste ad utenti italiani ci rivela quelli che sono in canali social più usati dagli italiani e come essi li impiegano durante la loro giornata. Sono dati molto interessanti, utili per comprendere come oggi gli italiani usano i questi canali di comunicazione. Non ci sono grandi sorprese per quanto riguarda i canali più usati, Facebook resta leader incontrastato ormai, ma ci sono sorprese, o conferme a seconda da quale punto di vista vogliate valutarle, che in effetti danno un’altra forma allo scenario social media italiano.

    italiani social media @franzrusso.it 2017 blogmeter

    Interessante la differenziazione che Blogmeter fa parlando di social di cittadinanza e social funzionali. Obiettivo della ricerca è quello di capire il perchè gli italiani usano queste piattaforme e come vengono usate in rapporto alle relazioni personali, agli acquisti, all’informazione.

    Italiani e Social Media: Facebook il social più usato in assoluto

    I social media che gli italiani usano di più sono detti “social di cittadinanza“, sono quindi quelli che contribuiscono a “definirci nel nostro agire digitale“, di cui Facebook è il leader. Infatti, ben l’84% degli intervistati ha dichiarato di utilizzarlo più volte al giorno. Gli altri sono YouTube, Instagram e Whatsapp.

    Italiani Social Media più usati facebook

    I “social funzionali” sono invece quelli che soddisfano un “bisogno specifico” e in questo caso, secondo i risultati della analisi di Blogmeter, i principali sono Google Plus, Twitter e Linkedin, usati rispettivamente il 40%, il 35% e il 31% dagli intervistati che afferma di usarli saltuariamente. Le aziende che utilizzano i social come strumenti di lavoro devono quindi decidere quando porsi nella veste di “compagni di strada” degli utenti e quando invece diventare dei risolutori di bisogni specifici, se vogliono parlare con efficacia ai loro consumatori.

    Italiani e Social Media: Tinder il social più abbandonato

    La ricerca di Blogmeter mette in evidenza anche il fatto che gli italiani non si fanno tanti problemi a “disiscriversi dai social”. E da questo punto di vista, il più abbandonato in assoluto è Tinder: ben 3,5 italiani su 10 dichiarano di essersi iscritti e poi cancellati. A seguire Snapchat, con il 25%, Pinterest e Twitter, con il 10%.

    Italiani Social Media abbandonati tinder

    Dal punto di vista dell’età degli utenti, i risultati della ricerca rilevano che al crescere dell’età decresce il numero di social a cui si è iscritti: nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la media di social e servizi di messaggistica posseduti è superiore a sette, dopo i 45 anni, invece, scende a tre canali. I giovanissimi, ossia gli utenti con un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, dichiarano inoltre di dedicare più tempo a Instagram e YouTube, ma al crescere dell’età subentrano Facebook (18-24 anni) e televisione (per gli italiani dai 35 anni in su).

    Italiani social media età

    Ma perchè gli italiani usano i social media?

    Gli italiani come ben sappiamo, amano i social media e molto. La ricerca di Blogmeter ci rivela anche le motivazioni che portano gli utenti italiani ad usare queste piattaforme. E tra queste, quelle più gettonate sono la curiosità e l’interesse (ben il 21% degli utenti ha dato questa risposta); il 17% ha dichiarato che lo scopo di utilizzo è legato alla creazione di relazioni nuove e personali, mentre il 14% afferma di utilizzarli per svago o piacere. È interessante notare come il 4% degli intervistati pensa che sia inevitabile iscriversi ai social. Se guardiamo poi alle ragioni dell’utilizzo di un determinato social, la ricerca rileva che Facebook si conferma essere il principale social network per tutti gli obiettivi. Dopo Facebook, tra gli altri social media, emerge TripAdvisor per leggere recensioni, YouTube per informarsi, mentre per seguire brand e personaggi celebri gli intervistati preferiscono Instragram.

    Italiani e Social Media: la televisione è visto ancora come un mezzo di comunicazione affidabile

    Se Facebook si configura il canale social che gli italiani usano di più in assoluto, dall’altro canali di comunicazione più tradizionali come la televisione e i magazine continuano a mantenere una forte credibilità anche tra gli utenti del web. Infatti gli intervistati considerano come assolutamente credibili per informarsi tv e stampa, mentre al contrario ritengono poco affidabili Facebook, YouTube e i Blog. Quando però si tratta di acquistare, i canali che gli italiani digitalizzati considerano più attendibili sono i siti di acquisti online (Amazon e Ebay) e siti di recensione (TripAdvisor), e non più quindi la tv e la stampa.

    Italiani e Social Media: gli influencer e le celebrità

    L’ultima parte della ricerca di Blogmeter è dedicata al mondo degli influencer e delle celebritià. Se cantanti, giornalisti e scrittori sono i personaggi di cui gli intervistati dichiarano di fidarsi di più, musicisti e personalità della TV risultano i più seguiti (secondo il 33% del campione). Tra le personalità più seguite, spiccano Belen, Vasco Rossi, Gianni Morandi. Tra gli sportivi, Valentino Rossi, Buffon e Del Piero.

    Dall’analisi, emerge anche che il rapporto con gli influencer è però sfaccettato: se fan-base e credibilità sono aspetti non sempre correlati, età e numero di influencer seguiti sì. I giovani seguono un numero maggiore di personaggi appartenenti a categorie diverse, mentre invecchiando si diventa più selettivi. Da questo dato emerge chiaro che le aziende devono quindi comprendere bene a quali target ci si rivolge nella scelta di un determinato influencer.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca e qual è la piattaforma che usate di più e quella che avete abbandonato?

  • Ecco come gli italiani hanno vissuto il 2016 su Twitter

    Ecco come gli italiani hanno vissuto il 2016 su Twitter

    Per sapere se Twitter piace ancora agli italiani e per sapere cosa twittano, allora le risposte sono tutte in questo interessante report di  THE FOOL, realizzato per AGI, con la tecnologia di Crimson Hexagon. Su un campione di oltre 238 milioni di tweet, il più condiviso dell’anno è quello della Croce Rossa Italiana con oltre 22 mila interazioni.

    Dopo aver visto come è stato l’anno su Facebook e su Instagram, è arrivato il momento di vedere come è stato, per gli italiani, l’anno su Twitter. Certo, se vogliamo dirla proprio tutta, per la piattaforma a 140 caratteri il 2016 non è stato proprio un anno esaltante. Tanti, purtroppo, i momenti di difficoltà vissuti in questi dodici mesi, dalla scarsa crescita della base utenti, alle difficoltà riscontare sul prodotto (che è quello poi il vero problema da risolvere) fino alle voci di un possibile acquisto, senza dimenticare la chiusura della sede milanese. Ma Twitter, nonostante il sorpasso subito da Instagram in termini di utenti (9 milioni per la piattaforma di condivisione di immagini e 8 milioni per Twitter) agli italiani piace ancora. E la dimostrazione l’abbiamo con questo interessante studio che THE FOOL ha realizzato per AGI, con la tecnologia di Crimson Hexagon. Un viaggio lungo 12 mesi, tra oltre 238 milioni di tweet, tanti sono stati quelli condivisi nel nostro paese nel 2016, alla scoperta di cosa hanno scritto, rigorosamente in 140 caratteri, gli italiani in questi mesi.

    Per l’esattezza, il campione analizzato da THE FOOL è di 238.275.138, tra tweet e retweet, poco meno di 20 milioni di contenuti condivisi al mese.

    Il tweet più condiviso in Italia nel 2016 è della Croce Rossa Italiana

    E il tweet con il maggior numero di condivisioni è quello della Croce Rossa, postato all’alba del 24 agosto scorso, il giorno del terribile terremoto che ha colpito Amatrice e i comuni limitrofi. Le interazioni totali, tra RTs e preferiti, sono state oltre 22 mila:

    E’ la dimostrazione che Twitter per gli italiani è, sì fonte di informazione, come vedremo più avanti, ma è anche uno strumento utile, e questo tweet ne è la chiara dimostrazione.

    Gli hashtag più utilizzati in Italia su Twitter nel 2016

    Non è un caso che l’hashtag più utilizzato dagli italiani, con oltre 1,6 milioni di citazioni, è proprio #news. Segue poi #Sanremo2016 (oltre 1,1 milioni di citazioni), un dato questo che corrisponde all dato che qualche giorno fa Twitter aveva diffuso, alla voce “hashtag più usati in Italia nel 2016”. Sempre tra gli hashtag più usati, troviamo anche #Roma (oltre 1,1 milioni di citazioni).

    twitter italia 2016 the fool tweet hashtag

    Gli account più citati su Twitter in Italia nel 2016

    L’account più citato in assoluto dagli italiani su Twitter, nel 2016, secondo il rapporto di THE FOOL, è @YouTube con più di 2,7 milioni di citazioni, segno che la piattaforma in Italia è molto amata, sia per fatto che sono ormai tantissime le star della piattaforma video seguite su Twitter e sia perchè sono tantissimi i video condivisi a 140 caratteri. Segue poi @Benji_Mascolo (oltre 1,1 milioni di citazioni), del duo Benji&Fede, vedi idoli per i giovanissimi. Tant’è che il secondo del duo, @fedefederossi, è il quarto più citato con oltre 830 mila citazioni e l’account @BenjieFede, con più di 300 mila citazioni, è sesto. Matteo Renzi, oggi ex presidente del consiglio, è invece il terzo account più citato nel 2016 con più di 840 mila citazioni. Nella top ten figurano poi gli account di Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, anche questo è un segno che si lega alle #news che abbiamo visto poco fa.

    twitter italia 2016 the fool tweet account

    Il rapporto di THE FOOL, realizzato per Agi, ci dimostra che gli italiani usano Twitter prima di tutto per informarsi, ma esiste poi una grossa fetta di utenti fatta di giovanissimi che seguono i propri idoli, come appunto il duo Benji&Fede, un fenomeno musicale nato grazie a YouTube e sviluppatosi essenzialmente in rete, grazie anche a Twitter.

    Dai tweet che abbiamo visto in evidenza anche il fenomeno della social tv, con programmi molto seguiti sulla piattaforma come #GFVip (più di 970 mila citazioni), #Amici15 (oltre 870 mila citazioni), #uominiedonne (oltre 790 mila citazioni). Un fenomeno che è destinato ad aumentare insieme a quello del second screen.

    Twitter non è un social network “normale”, è molto di più

    E quindi, Twitter piace ancora agli italiani? La risposta è sì, anche se sono ancora pochi quelli che usano la piattaforma, un problema, questo, legato alla difficoltà nell’usare la piattaforma. Questo deriva anche da fatto che spesso, ed è questo l’errore che si commette di più, Twitter viene visto come un normale social network. Ma, come già sottolineato in altre occasioni, Twitter NON è un “normale” social network, è molto di più. E’ una finestra sul mondo dalla quale osservare tutto ciò che accade, è la piattaforma con cui costruire RELAZIONI, che nascono grazie ai vostri contenuti e, soprattutto, alla qualità dei contenuti stessi. Ma su questo torneremo ancora.

    Intanto Twitter non è finito, anzi, speriamo che il 2017 sia il suo anno. Cominciando con un bel rinnovamento nel management.

  • Gli Italiani appassionati di smartphone, ma anche di droni e IoT

    Gli Italiani appassionati di smartphone, ma anche di droni e IoT

    Saremo pure più poveri o anche più vecchi, ma in fatto di tecnologia non ci supera nessuno. E’ questo uno degli elementi che emerge dal recente Rapporto Coop 2016. Gli acquisti online si affermano sempre di più e lo smartphone è davvero l’amico degli italiani.

    E’ sempre interessante osservare e conoscere quali riflessi ha il cambiamento che stiamo vivendo oggi. Il digitale è sempre più parte della nostra vita, da qualsiasi punto la osserviamo, siamo sempre, in ogni momento della giornata, connessi alla rete attraverso i dispositivi che più usiamo, cioè gli smartphone. L’occasione di osservare questi riflessi ce la offre anche il recente Rapporto Coop 2016 che offre uno sguardo molto più ampio sullo stile di vita degli italiani. Ma noi vogliamo concentrarci sull’aspetto che più riguarda i temi che solitamente trattiamo qui sul nostro blog, e quindi quelli legati al digitale e alla tecnologia.

    italiani rapporto coop2016 smartphone franzrusso.it

    Il Rapporto Coop delinea un profilo degli italiani più poveri e anche più vecchi, ma restiamo sempre molto attenti a tutto quello che ci offre la tecnologia e il digitale. Il rapporto fa riferimento ai “nuovi italiani” quindi i figli di quelli che hanno visto la recessione e la crisi, oggi più attenti ai temi legati alla tecnologia, anche se emerge il forte interesse verso questi temi da parte degli italiani che hanno un’età più matura.

    Oggi lo smartphone è davvero il vero amico degli italiani. Nell’ultimo anno nel nostro paese ne sono stati venduti 15 milioni con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Per avere un’idea di quanto lo usiamo, siamo tra i primi al mondo ad accenderlo per primi al mattino, ci battono per soli 2 minuti i giapponesi (e chi altri?) e siamo gli ultimi a spegnerlo. Bisogna dire che esiste una  larga fetta di popolazione che il proprio smartphone non lo spegne mai, o quasi (vero?).

    italiani oggi rapporto coop 2016 smartphone

    E siamo talmente amanti della tecnologia che superiamo gli americani in fatto di dispositivi indossabili. Infatti, un italiano su 10 ha al polso un dispositivo wearable (tipo gli smartwatch per intenderci) tanto che solo gli Usa ci sorpassano e a seguire gli inglesi, i tedeschi e i francesi. Siamo anche più smart e amanti dell’Internet delle Cose, infatti l’80% degli italiani vorrebbe rendere più connessa la propria casa. Un dato, quest’ultimo, che avevamo riscontrato nella ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che rilevava il mercato dell’IoT in Italia con un valore di 2 miliardi di euro e che gli italiani sono sempre più interessati al fenomeno della smart home.

    Ma agli italiani piace sempre di più fare acquisti online, un fenomeno che si lega anche alla ricerca di modi per poter risparmiare. E infatti il rapporto rileva che la rete e le tecnologie digitali hanno dissolto circa il 2% della spesa ovvero 20 miliardi di euro. In sostanza oggi una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 1.400 euro all’anno.

    Siamo talmente amanti della tecnologia che ci appassioniamo anche ai droni, nell’ultimo anno ne sono stati venduti ben 100 mila. Stiamo anche cominciando ad appassionarci alla sharing economy con un 5% degli italiani che usa piattaforme appartenenti a questa tipologia.

    Insomma, gli italiani di oggi, e quindi quelli del futuro, sono sempre più tecnologici e attenti alle opportunità che la tecnologia offre. Un atteggiamento che cambia notevolmente lo stile degli italiani visto negli ultimi vent’anni, e non era tanto scontato che ciò accadesse.

    E voi che ne pensate? Vi riconoscete in questi dati?

  • Il 60% degli italiani ha uno smartphone e usa molto WhatsApp

    Il 60% degli italiani ha uno smartphone e usa molto WhatsApp

    Secondo un’indagine condotta da comScore, gli italiani amano e usano gli smartphone più degli altri cittadini europei. Il 60% degli italiani possiede uno smartphone e lo usa per app di messaggistica istantanea e per social network. Infatti, WhatsApp è l’app più usata dagli italiani.

    Gli italiani amano e usano molto gli smartphone. In effetti non sarebbe neanche una notizia, essendo ormai un dato abbastanza assodato. Ma vi parliamo dei dati della nuova ricerca comScore sul mobile in Europa perchè, in relazione al nostro paese, troviamo in effetti mole conferme. Di recente vi avevamo riportato i dati di Audiweb del mese di marzo 2015 in cui si vedeva bene che gli italiani navigano su internet sempre più da Mobile e si dedicano ai social network. E poi i dati del recente Rapporto Assinform 2015 ci avevano confermato proprio questo, e cioè che gli italiani sono sempre più digital grazie al Mobile e ai Social Media.

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    I dati di comScore ci offrono qualche dato in più, in un contesto dunque già conosciuto, con un piccolo raffronto con gli altri paesi europei. E’ quindi interessante notare che il 60% degli italiani possiede uno smartphone e che lo usa per più tempo e per più servizi. La ricerca è mirata ai paesi EU5, ossia Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Il sistema mobile operativo più usato in Italia è Android (67%) e cresce del 7% rispetto al 2014; Apple nel nostro paese detiene una quota di mercato stabile tra il 2014 e quest’anno (17%); Windows è ancora indietro (11%).

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    Anche comScore rileva che gli italiani amano particolarmente le app di messaggistica istantanea (52%), preferite dal 75% degli uomini (60% è il dato riferito alla media europea) e dall’83% delle donne (63% media europea). E non è un caso quindi che anche comScore (così come rilevato anche dal Rapporto Assinform 2015) rilevi WhatsApp come l’app più usata (59,6%). Interessante notare che WhatsApp risulta essere l’app più usata dagli under 35 (69,2%) ma anche dagli over 35 (52%). I possessori di smartphone più giovani poi usano Facebook (59,4%) e poi Google (56,8%). Guardano a possessori over 35 le posizioni si invertono, infatti troviamo prima Google (46,4%) e poi Facebook (40,1%).

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    Non vi sarà certo sfuggito che Twitter compare solo per quanto riguarda gli utenti smartphone più giovani con una percentuale di utilizzo del 10,2%, in ultima posizione tra le 15 app più usate dagli smartphone. Mentre non compare, ovviamente, nella media e nella classifica delle 15 app più usate dagli over 35.

    Notate che gli under 35 usano più eBay (14,2%) che Amazon (13,8%). Negli over 35 si invertono, anche se le percentuali d’uso sono molto vicine: Amazon (9,8%) e eBay (9,6%).

    Guardando alle categorie di app più consultate, notate che, da mobile, dopo il Meteo (una costante ormai, 33,2%), troviamo il social networking (31,5%). Poi troviamo la consultazione delle mappe (26,8%) e la consultazione delle email (23.8%). Da browser invece gli italiani usano molto fare attività di search (37,9%), è del 15,2% rispetto alle app), leggere notizie (35,6%), il Meteo (29,1%, percentuale più bassa rispetto all’app) e poi attività di intrattenimento (27,9%), messaggistica istantanea (27,7%) e poi social networking (27,3%, anche in questo caso dato più basso rispetto alle app).

    Infine, per quanto riguarda le abitudini di acquisto degli utenti smartphone italiani, la ricerca rileva differenti atteggiamenti per quanto riguarda la tipologia dei beni acquistati. Infatti, gli utenti che possiedono un iPhone sono più propensi all’acquisto di beni per la Persona, abbigliamento, biglietti aerei e offerte giornaliere. Gli utenti che possiedono smartphone Android invece sono più propensi ad acquistare prodotti di elettronica, o per la casa, e giochi per bambini. Mentre gli utenti che possiedono Whindows Phone sono più propensi all’acquisto di libri o prodotti per cura e igiene personale.

    Allora, cosa ne pensate di questi dati?

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  • Gli italiani acquistano sempre più spesso online

    Gli italiani acquistano sempre più spesso online

    Dai risultati dell’ottava edizione della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità 2015, presentati oggi a Milano, emerge che gli italiani fanno sempre più acquisti online. Sono infatti 4,8 milioni le persone che in un anno effettuano almeno 10 acquisti. Un dato da mettere in relazione anche con il fatto che aumenta l’audience online in Italia, specie quella mobile.

    Sono stati presentati oggi a Milano i dati dell’ottava edizione della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità 2015, un progetto che vede insieme Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico. E dai risultati emerge che il consumatore italiano è ormai “multicanale”. Più del 60% dei consumatori italiani vivono ormai la multicanalità in maniera quotidiana all’interno del loro processo di acquisto, un elemento che spiega il nascere di un nuovo modo di fare acquisti e di un nuovo modo, del consumatore, di relazionarsi coi brand. L’aspetto concettuale del “fisico” e “online” va via via scomparendo, il consumatore italiano oggi è in grado di effettuare le proprie scelte e i propri acquisti attraverso un processo complesso e più strutturato che tiene conto ovviamente dell’elemento “digitale”.

    L’aspetto interessante della ricerca è che si rileva che gli italiani, come ormai siamo soliti dire più volte, amano fare acquisti online, ma adesso aumenta anche il numero delle volte in cui questo avviene. La ricerca infatti rileva che in un anno quasi 5 milioni di persone (4,8 milioni precisamente) effettua almeno 10 acquisti online, poco meno di 1 acquisto al mese. E cresce il numero dei consumatori che in un anno effettua almeno 1 acquisto online (prodotto o servizio): +11%.

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    La ricerca ci dice anche chi sono coloro che acquistano online e spesso. Sono in prevalenza uomini (per il 59% dei casi) e hanno un’età compresa tra i 25-44 anni (per il 60% dei casi) e appartengono ad un livello socio-economico elevato. Sono consumatori che amano la tecnologia e che sono più aperti al tema dell’innovazione, anche se non amano molto le mode. All’interno di questi vi sono poi 1,7 milioni di persone per cui, ogni giorno, non fa molta differenza fare acquisti online o offline.

    La ricerca sulla multicanalità fa poi riferimento allo scenario digitale in Italia che sicuramente ha influenzato questi dati.E lo scenario, come spesso documentato anche qui sul nostro blog, ci dice che sono 28,5 milioni gli italiani che a marzo hanno avuto accesso a Internet e che il dato più rilevante è rappresentato da Mobile. Sono infatti cresciuti del 20% gli italiani che si connettono alla rete via dispositivo mobile, passando 14,5 milioni a 17,3 milioni.

    Allora, che ne pensate voi? Siete anche voi tra i consumatori muliticanale? Raccontateci la vostra esperienza.

  • L’Internet delle Cose in Italia vale 1,55 miliardi di euro

    L’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato dei dati interessanti relativi all’Internet delle Cose in Italia. Sono 8 milioni gli oggetti connessi nel 2014 ed è ormai un settore che vale 1,55 miliardi di euro.

    L’Internet delle Cose (Internet of Things, conosciuto anche come IoT) è ormai una realtà nel nostro paese. E ce lo conferma anche l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che ha presentato dei dati davvero interessanti circa lo stato dell’Internet delle Cose nel nostro paese.

    Il valore di mercato registrato nel 2014 è di 1,55 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente del 28%. Le aree che crescono di più sono quelle delle smart car (+38%) e delle smart home (+23%) che insieme rappresentano più del 60% in termini di diffusione e di valore di mercato. E sono 8 milioni, nel 2014, gli oggetti connessi tramite cellulare con una crescita del 33% rispetto al 2013. E anche qui le smart car trainano il settore con una crescita del 55%. E crescono anche lo Smart Metering e lo Smart Asset Management nelle utility, con circa 1,7 milioni di oggetti connessi tramite SIM (21% degli oggetti, 16% del mercato). Mentre la Smart City oggi rappresenta solo il 2% degli oggetti e il 4% del mercato, trainata principalmente dal trasporto pubblico e dall’illuminazione intelligente.

    Per quanto riguarda le Smart City, l’Osservatorio rileva che ormai quasi metà dei comuni italiani ha avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto basato su tecnologie Internet of Things, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di progetti in fase sperimentale. Ma i benefici potenziali sono enormi. Infatti, un’adozione pervasiva di soluzioni per l’illuminazione intelligente, per la gestione della mobilità e per la raccolta rifiuti potrebbe far risparmiare complessivamente ogni anno in Italia 4,2 miliardi di euro e migliorare la vivibilità delle città, tagliando l’emissione di 7,2 milioni di tonnellate di CO2 ed evitando l’equivalente di quasi 5 giorni l’anno per ogni utente della città in coda nel traffico sulla propria auto oppure alla ricerca di un parcheggio libero.

    Per quanto riguarda le Smart Home c’è da rilevare che la forte attenzione dei consumatori italiani verso questa area dell’Internet delle Cose. La ricerca dell’Osservatorio rileva che il 46% dei proprietari di casa si dice intenzionato ad acquistare prodotti, soprattutto per la sicurezza e il risparmio energetico.

    Di fronte a questo scenario c’è anche da rilevare la proliferazioni di startup che cominciano a presidiare questo settore. Nell’ultimo triennio sono cresciute del 40% le startup che offrono soluzioni per la Smart Home e nello stesso periodo l’entità dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali è cresciuta del 270%. Si registra l’entrata nel mercato di numerose aziende con un’ampia base di clienti consumer che in molti casi hanno acquisito startup. Gli italiani come dicevamo sono fortemente interessati alla casa connessa: un proprietario su quattro dispone già di almeno un oggetto intelligente per la sua casa e uno su due ha intenzione di acquistarne altri in futuro. E cresce l’interesse verso la sicurezza che interessano il 47% dei proprietari. Interessa anche il risparmio energetico, infatti il 46% è interessato a soluzioni per la gestione del riscaldamento, il 33% per il monitoraggio consumi energetici e il 31% per la gestione da remoto degli elettrodomestici. E l’interfaccia preferita per la gestione sono appunto le app, per il 69%, a dimostrazione che il mobile gioca un ruolo determinante per l’Internet delle Cose e la sua stessa diffusione. E sapendo bene della passione degli italiani anche per il mobile, ecco che si spiega anche il forte interesse per l’IoT.

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  • Rapporto Censis: italiani tra selfie, solitudine e social network

    Rapporto Censis: italiani tra selfie, solitudine e social network

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    E’ stato pubblicato oggi il 48° Rapporto Censis che fa una fotografia completa del nostro paese. E l’istituto rileva anche che gli italiani amano i social network: il 49% degli utenti web e l’80% degli utenti tra 14 e 29 anni. E cresce il fenomeno dei selfie, visto come una componente della solitudine degli italiani online

    Il 48° Rapporto Censis pubblicato oggi, oltre a fotografare un paese ancora in difficoltà e a “rischio deflazione delle aspettative”, ci offre anche un quadro del rapporto che gli italiani hanno con Internet in generale. Quelli che stiamo per vedere in effetti non sono dei dati così nuovi da destare sorpresa anche perchè è quello che usiamo raccontare un po’ qui sul nostro blog. Ma quello che balza agli occhi è che per la prima volta compare nel rapporto il riferimento esplicito al fenomeno dei “selfie” o dell’autoscatto come in effetti viene citato. Un fenomeno che il rapporto inquadra in quella che è la solitudine dell’utente internet italiano che trascorre da solo più di 5 ore al giorno. E questo vale per la quasi metà degli utenti web, cioè il 47%.

    Ma guardiamo qualche dato. Il Censis rileva che il 63,5% degli italiani usa internet. Ma il grande amore degli utenti italiani sono i social network, e questa è una conferma, non certo una novità. Il 49% degli utenti internet italiani usa il web solo per restare in contatto con i propri amici e condividere con loro i propri interessi e dedichiamo a questo 2 ore al giorno. La percentuale sale addirittura all’80% nella fascia di età che va dai 14 ai 29 anni, ossia la categoria più giovane degli utenti. In questo caso, proprio in relazione alla categoria più giovane, quando si scrive “social network” si legge Facebook. E propri riguardo al social network più grande del web, il Censis rileva che tra il 2009 e il 2014 gli utenti di Facebook con un’età compresa tra 35 e i 45 anni sono aumentati del 153%, mentre gli over 55 sono aumentati addirittura del 405%.

    Il rapporto ci dice anche che gli utenti italiani su Instagram sono circa 4 milioni, il che significa più o meno quanto quelli su Twitter. E questa, di per sè, è già una notizia.

    E adesso veniamo al momento dedicato ai selfie.

    Il rapporto rileva che gli utenti internet italiani trascorrono, per il 47%, più di 5 ore al giorno in solitudine e su questo punto il Censis fa un parallelo proprio con il fenomeno del selfie. Infatti si dice nel rapporto che il fenomeno è

    l’evidenza fenomenologica della concezione dei media come specchi introflessi in cui riflettersi narcisisticamente, piuttosto che strumenti attraverso i quali scoprire il mondo e relazionarsi con l’altro da se”.

    Insomma chi si fa i selfie è un narcisista, o che comunque questa pratica va inserita in una visione orientata alla solitudine piuttosto che alle relazioni. Qualche mese fa a proposito di selfie e adolescenti, avevamo pubblicato un sondaggio di LINE, con infografica, che rilevava che i giovani italiani fino a 15 anni di età, dichiaravano di scattarsi selfie più volte al giorno.

    A questo va aggiunto che sono ormai 7,4 milioni gli italiani che accedono a internet da Mobile, superando quelli che vi accedono da pc (5,3 milioni) o da entrambi (7,2 milioni).

    Insomma, adesso ci interessa davvero sapere cosa ne pensate di questi dati e se credete che questa visione della “solitudine” sia corretta oppure esagerata.

  • L’86% degli italiani sceglie l’albergo solo se con il wi-fi incluso

    L’86% degli italiani sceglie l’albergo solo se con il wi-fi incluso

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    Secondo un’indagine condotta a livello europeo e promossa da Holiday Inn Express, brand alberghiero molto conosciuto, il wi-fi incluso è il fattore chiave che determina la scelta di un hotel, soprattutto quando si viaggia per lavoro. Dall’indagine risulta che l’86% degli italiani sceglie un albergo solo se ha il wi-fi incluso; oltre il 50% di chi viaggia per lavoro rimane connesso per più di 4 ore

    L’indagine che vi presentiamo oggi ci offre una nuova conferma di quanto Viaggiare faccia sempre più rima con Connessione, intesa sia nel senso tecnico del termine ma anche nel senso di restare in contatto con le persone. Ecco quindi un’altra conferma di quanto le infrastrutture tecnologiche influiscano sul sistema ricettivo italiano: l’86% degli italiani dichiara di scegliere un hotel solo se ha il wi-fi incluso. Lo riporta un’indagine europea promossa da Holiday Inn Express®, brand alberghiero del gruppo InterContinental Hotels Group (IHG®), dove si rileva che il wi-fi incluso è il fattore chiave che determina la scelta di un hotel, soprattutto quando si viaggia per lavoro. In Italia, ad oggi, il 58% delle strutture alberghiere include il wi-fi nel costo del soggiorno.

    Avere a disposizione il wi-fi è quindi una condizione imprescindibile in molte circostanze, specialmente quando si parla di spostamenti. Una parte importante del viaggio, è costituita dalla comunicazione con i propri contatti in tempo reale durante tutto il soggiorno. E la questione è ancora più pressante nel caso in cui gli ospiti di un hotel siano in viaggio d’affari, quando oltre il 50% sta connesso per più di 4 ore ogni giorno. Da 0 a 10, l’importanza data al wi-fi quando si soggiorna in un albergo raggiunge per gli italiani il livello 8. La fascia più interessata alla connessione è identificata tra i 40-49 anni.

    Nei viaggi di lavoro, il 62% degli italiani passa più di 4 ore connesso, un dato che dall’indagine risulta essere superiore alla Spagna (53%) e alla Francia (45%). Il 29% degli italiani, se al lavoro, dichiara persino di stare connesso più di 8 ore. Gli spagnoli sono i più decisi quando si tratta di staccare la spina: solo il 39% rimane connesso per più di 4 ore nel tempo libero contro il 52% di italiani e il 53% di francesi.

    In albergo, gli ospiti si connettono alla rete wi-fi principalmente la mattina presto e prima di cena per inviare email (77%), cercare informazioni in merito al luogo in cui ci si trova (68%) e accedere ai social network (65%). Gli italiani, come sappiamo bene amano particolarmente i social network e anche in viaggio non si smentiscono: il 65% usa il wi-fi per connettersi ai social network e parlare con amici. In Spagna la percentuale scende al 62% e in Francia al 51%. Nel 12% dei casi la connessione in hotel serve ai francesi per guardare film per adulti, mentre gli spagnoli per il 23% preferiscono le video-conferenze.

    Qui in alto, vedete il video dal titolo “Password: Keep it simple”, che racconta attraverso la comicità di attori dello Zelig (si riconosce Massimiliano Cavallari dei Fichi d’India) gioie e dolori del wi-fi in hotel, rassicurando il pubblico con una certezza.

    Anche voi scegliete il vostro albergo in base al wi-fi? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

    [cove image via Fotolia]

     

  • Il 40% degli italiani attaccati allo smartphone anche in vacanza

    Il 40% degli italiani attaccati allo smartphone anche in vacanza

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    Una recente indagine di Hotels.com rivela che gli italiani non si staccano dal proprio dispositivo mobile nemmeno quando sono in vacanza. E il 72% controlla le email in maniera costante. Ma l’indagine ci dice che sono i tailandesi che non resistono a staccarsene: l’85% non riesce a farne a meno

    Per la maggior parte di voi oggi si è ritornati al lavoro, dopo un meritato periodo di riposo, nonostante un’estate abbastanza bizzarra per quanto riguarda le condizioni meteo. Ma la notizia di cui scriviamo oggi calza a pennello proprio nella giornata di oggi. Si perchè sicuramente anche voi in vacanza, chi più e chi meno, siete stati sempre connessi in rete attraverso il vostro smartphone, o tablet, e chi ha fatto decisamente il contrario, dedicandosi solo al riposo, non curandosi del proprio dispositivo. E sappiamo bene quanto noi italiani siamo molto legati a questi dispositivi. Detto questo, l’indagine di Hotels.com, anche se di un paio di settimane fa, ci offre uno spaccato su quanto effettivamente chi va in vacanza riesce a stare lontano dal proprio smartphone.

    La ricerca di Hotels.com, che esamina le abitudini digitali in vacanza di 28 Paesi di tutto il mondo, indaga quali nazioni incontrano più difficoltà a raggiungere l’equilibrio tra vita privata e lavoro e a distrarsi completamente durante le ferie. E voi ci siete riusciti? Prima di farci sapere se effettivamente lo avete fatto, scopriamo che sono i tailandesi i viaggiatori meno disposti a rinunciare ai propri dispositivi mobili durante le proprie vacanze. Più dell’85% dei soggetti intervistati, infatti, non farebbe a meno di andare in ferie senza i loro amati dispositivi. E dopo i tailandesi seguono i coreani, al secondo posto con il 78% dei soggetti che non si staccherebbe dai propri dispositivi mobili, e poi i giapponesi, in terza posizione con il 69%.

    smartphone vacanza tech

    E noi italiani? Ecco, gli italiani si piazzano al quattordicesimo posto della classifica, con il 39% dei soggetti intervistati che risulta riluttante a lasciare a casa il proprio telefono cellulare durante le vacanze. Il sondaggio rivela che quasi il 14% degli Italiani, una volta tornati a casa dalle vacanze, si pente di aver speso troppo tempo davanti ai propri dispositivi mobili. Ma c’è una bella fetta di italiani, il 72%, che hanno ammesso di controllare le mail di lavoro costantemente, mentre la restante parte (28%) sostiene di non aver mai dedicato del tempo a questa attività. Nonostante il forte attaccamento alla tecnologia, l’80% vedono comunque le vacanze come un mezzo per dimenticare il lavoro. Il 33% è solito utilizzare la rete non solo per essere connesso con le attività lavorative, ma anche per avere accesso ai social media con l’obiettivo di condividere foto e status legati alle proprie ferie.

    smartphone tecnologia vacanzaLa ricerca di Hotels.com rivela anche la Top 10 degli oggetti più importanti da portare in vacanza per gli Italiani. Mentre lo smartphone si posiziona al terzo posto, a pari merito con il kit da palestra e il costume da bagno, in cima alla classifica si trova l’immancabile passaporto (quanti di voi lo hanno poi dimenticato?). Gli Italiani, inoltre, non rinunciano al rasoio. L’ultimo posto è occupato, invece, dall’assicurazione di viaggio che risulta poco rilevante per gli italiani.

    Ma la ricerca prosegue con i viaggiatori a cui piace “ingigantire” le proprie esperienze di viaggio per vantarsi con parenti ed amici. Da questo punto di vista, i cinesi sono primi con il 67% delle risposte positive. Seguono i tedeschi (64%) al secondo posto e i coreani (48%) al terzo. Gli italiani, invece, si posizionano al diciannovesimo posto, quasi ai piedi della classifica e al pari degli USA, risultando tra i viaggiatori più “sinceri”.

    Ora, di fronte a questi risultati, raccontateci come avete trascorso voi le vostre vacanze? Siete davvero riusciti a staccarvi completamente dal vostro smartphone oppure non siete riusciti a farne a meno? Raccontatecelo tra i commenti!

  • Cresce il numero di italiani che fa la spesa online [Infografica]

    Cresce il numero di italiani che fa la spesa online [Infografica]

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    Con il crescere del fenomeno E-commerce nel nostro paese, cambiano le abitudini di acquisto. E grazie anche a questa indagine di Coop online, con infografica, notiamo che sempre più italiani comprano i beni di consumo ordinari online per risparmiare e per confrontare meglio i prezzi. L’utente è quindi sempre più preparato e informato

    Abbiamo più volte affrontato il tema dell’E-commerce qui sul nostro blog e di come questo fenomeno sia ormai in forte crescita nel nostro paese. E in questo contesto vogliamo oggi parlarvi di questa ricerca ad opera di Coop Online che ha lanciato un’infografica che ci mostra come è cambiato il modo di fare la spesa degli italiani negli ultimi anni, orientata sempre più verso la modalità online. E il ridimensionamento degli standard di vita degli italiani dovuto alla bassa congiuntura economica ha profondamente modificato le loro abitudini ed i modelli di consumo. Inoltre, una forte propensione all’innovazione e al cambiamento sembra essere stata la soluzione scelta dagli italiani per difendere il loro livello di vita. Ecco quindi individuati i punti che spiegano la crescita della spesa online negli ultimi 5 anni. Le famiglie usano sempre di più il web per cercare promozioni, sconti e confrontare i prezzi con il risultato che il consumatore è più informato e consapevole.

    Un consumatore del quale l’infografica, che vedete in basso, mostra il profilo tipico unitamente ai fattori che influenzano la sua scelta presentando vantaggi e svantaggi dell’acquisto presso un negozio fisico oppure online. In particolare tra il 2012 e il 2013 si assiste ad un notevole cambiamento dei consumi che vede un aumento degli acquisti online del +17% nel trimestre concluso a febbraio 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Ma cosa acquistano gli italiani? La riduzione delle spese superflue vede diminuire del 20,80% la spesa per abbigliamento e calzature mentre la maggiore attenzione prestata alla cura della casa fa registrare un +42,10% di acquisti online dedicati al settore utensili ed elettrodomestici per la cucina, accessori per l’arredo e strumenti per il bricolage segno di un forte ritorno ad un approccio “fai da te” tra le mura domestiche.

    In questi casi gli italiani preferiscono comprare sul web per approfittare delle promozioni su siti affidabili e dall’offerta ampia e variegata. La scelta degli acquisti è inoltre influenzata nella maggior parte dei casi da suggerimenti di amici e parenti che hanno già effettuato acquisti su determinati siti.

    Il profilo dell’e-shooper che viene fuori da questa indagine ha un’età media di 18-35 anni, con un reddito medio-alto, l’orario in cui preferisce fare i propri acquisti è tra le 21 e le 23; la spesa mensile online, composta mediamente da 10 prodotti, ha un valore di 40 € e ama acquistare da siti specializzati. Il 46,6% preferisce la carta di credito come metodo di pagamento; il 39,2% PayPal.

    Il 73% fa acquisti online perchè consigliato da amici e conoscenti; il 59% perchè riceve informazioni dai Social Media; il 49% perchè influenzato dalla televisione; il 45% perchè influenzato dalla stampa.

    Questo il quadro delineato da Coop online. E voi vi ritrovate in questa analisi? Fate anche voi la spesa online e quali sono i prodotti che acquistate di più?

    Coop-Spesa-online Italia