Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Social Tv, la finale di Amici vince su Facebook

    Social Tv, la finale di Amici vince su Facebook

    La settimana scorsa la finale di The Voice trionfava su Twitter, questa settimana per quanto riguarda la Social Tv vediamo che la finale di Amici spopola su Facebook, grazie ai dati Audisocial Tv® di Reputation Manager. E ora con la fine dei talent show ritorna la politica in primo piano? Staremo a vedere

    E’ stato un finale di stagione, per usare termini tanto cari ai critici televisivi più compassati, che ha visto i talent show dominare la scena anche sulla Social Tv. E anche questa settimana vediamo una ulteriore conferma con la finale di “Amici” che letteralmente spopola su Facebook. E ora? Questa settimana su Twitter vince “Piazza Pulita” e questo potrebbe far pensare che sarà la politica ad accentrare l’attenzione sulla Social Tv nelle prossime settimane. Vedremo.

    “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5), come dicevamo prima, è primo in tutte le classifiche Facebook, mentre  “Piazza Pulita” (La7) è primo su Twitter, anche se davvero di pochissimo: la differenza tra i due programmi è dello 0,2%. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

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    Su Twitter “Piazza Pulita” (La7) è il più twittato della settimana con il 15,7% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito con pochissimo distacco da “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) che registra il 15,5 % dei tweet. Al terzo posto “Otto e Mezzo” (La 7) con il 13,1%  e “Balalrò” (Rai 3) con il 9,5%.

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    Su Facebook, “Amici di Maria De Fillipi” (Canale 5) è al primo posto nella classifica Active Fan con 22.690 fan attivi che hanno prodotto 46.187 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma. Al secondo posto troviamo “Le Iene” (Italia 1) con 3.483 fan attivi e 4.745 post e commenti seguito al terzo posto da “Piazza Pulita” (La 7) con 1.177 fan attivi e 3.333 post commenti dei fan. Al quarto posto segue “Ballarò” (Rai 3) con 956 fan attivi e 2.855 commenti e al quinto “Tha Voice” (Rai 2) con 761 fan attivi e 1.201 commenti.

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    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, al primo posto c’è ancora “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con 588.882  like, davanti a “Le Iene” (Italia 1) al secondo posto con 75.396  like e “The Voice” (Rai 2) in terza posizione con 18.073 like. “Servizio Pubblico” (La 7) è al quarto posto con 10.251 like, davanti a “Ballarò” (Rai 3) al quinto con 9.513 like e “Piazza Pulita” (La 7) al sesto con 5.0127 like.

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    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Amici” (Canale 5) questa settimana è il programma più attivo con 124 post della redazione, seguito da “Porta a Porta” (Rai 1) al secondo posto con 92  post, da “Agorà” (Rai 3) al terzo con 66 post e “Ballarò” (Rai 3) al quarto con 47 post.

    “Gli ultimi due mesi di programmazione televisiva- commenta Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager– sono stati assolutamente dominati dai talent show per quanto riguarda l’interazione sui social. Questo è dimostrato dai risultati di “Amici” e “The Voice”, che continuano a registrare valori importanti anche dopo l’ultima puntata”

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (82.022), condivisioni (15.931) e commenti (5.835) è sulla fan page de “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5): “Moreno vince “Amici 12”!” 

  • PRISM: le grandi aziende del web coinvolte, tranne Twitter

    PRISM: le grandi aziende del web coinvolte, tranne Twitter

    Il caso PRISM sta scuotendo gli Stati Uniti e non solo. Il programma conosciuto con il nome in codice PRISM reperiva dati sensibili non solo in audio, coinvolgendo Verizon, ma anche dati prelevati direttamente dai server di 9 tra le più importanti aziende web come Microsoft, Facebook, Yahoo!, Aol. Insomma tutte, tranne Twitter. Sarà un caso?

    Fino a giovedì, giorno in cui il Guardian e il The Washington Post hanno cominciato a pubblicare riguardante il cosiddetto programma PRISM, si pensava che il caso potesse essere, sì grave, ma circoscritto al traffico telefonico, visto il coinvolgimento di Verizon. Ma oggi altri particolari arricchiscono il caso con le notizie scovate dal Washington Post che vedrebbero PRISM come un programma attraverso cui prelevare dati sensibili molto più vasto. Infatti sono coinvolte anche 9 tra le più importanti aziende web come Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube, Apple. Solo nominare queste aziende e vederle coinvolte tutte insieme fa dire, senza esagerare, che rappresentano a buon titolo la Rete. Oggi il Washington Post pubblica un intero reportage a PRISM con un focus speciale proprio sulle aziende web coinvolte. Non vi sarà certo sfuggito che tra tutte queste ne manca una, ossia Twitter.

    E’ bene spiegare in due parole cosa è successo in questi giorni. Allora, il Guardian pubblicato ieri la notizia esclusiva secondo cui Verizon, grosso operatore telefonico americano, avrebbe fornito alla NSA, National Security Agency, il contenuto di milioni di telefonate di privati cittadini americani. La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore provocando roventi polemiche, prima di tutto sul presidente Usa Obama, reo di essere a conoscenza di quanto fosse accaduto. Ma il caso no si ferma qui, perchè oggi il Washington Post rende noto che PRISM prevedeva anche il coinvolgimento di aziende internet dai cui server venivano prelevati dati come immagini foto e altro. Ora, sapete bene che stiamo parlando di grosse aziende che gestiscono dati sensibili che non riguardano solo i cittadini americani, ma praticamente di mezzo mondo.

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    E non è tutto, perchè sempre dal reportage del WP si viene a conoscenza anche da quando queste aziende sono coinvolte, e lo vedete dall’immagine sopra. Microsoft addirittura dal 2007, poi Yahoo! dal 2008, Google, Facebook e PalTalk dal 2009, YouTube (sempre Google) dal 2010, Skype (ora Microsoft) e AOL dal 2011, infine Apple dall’ottobre del 2012. Come c’era da immaginarsi tutte le aziende si sono affrettate a smentire questo coinvolgimento ribadendo il fatto di non far parte di questo programma e di aver sempre difeso la privacy dei loro utenti. Il programma vedeva anche il prossimo coinvolgimento di Dropbox, infatti dal programma si legge che di fianco al suo nome c’è scritto “coming soon“.

    Però balza agli occhi, come dicevamo prima, l’assenza di Twitter tra le aziende internet coinvolte. Un caso? Forse sarebbe stata coinvolta in seguito? Non sappiamo con certezza come mai, ma certo è che di recente Twitter è stata riconosciuta da Electronic Frontier Foundation come la più attenta nel proteggere i dati dei suoi utenti, ottenendo il massimo del punteggio, unica del resto, in una classifica che comprende tutte le aziende oggi coinvolte nel caso PRISM.

    Una motivazione per cui Twitter non si trova ad essere coinvolta è in quanto l’azienda fondata da Jack Dorsey nel 2006 non gestisce informazioni dettagliate relative ai propri utenti come invece accede con Facebook o Google.

    Ora immaginate il ritorno che questa vicenda potrebbe avere proprio su Twitter. Il fatto di non essere coinvolta in questa vicenda la pone sotto una luce totalmente diversa che potrebbe portare effetti altrettanto positivi. E, se è vero come è vero, nonostante non ci sia nulla di ufficiale, che Twitter si appresti a sbarcare a Wall Street, ebbene questo potrebbe essere un’arma in più attirando l’attenzione di possibili nuovi investitori. Insomma, casualità o meno, Twitter ha oggi un vantaggio notevole rispetto alle altre aziende che vale la pena sfruttare.

    E voi che ne pensate di questa vicenda? Pensate che ci sia dell’altro? E cosa pensate del non coinvolgimento di Twitter?

     

  • Gli Italiani e l’E-commerce, crescono gli acquisti via Mobile

    Gli Italiani e l’E-commerce, crescono gli acquisti via Mobile

    Avevamo dato qualche anticipazione proprio in occasione del Netcomm eCommerce Forum 2013, tenutosi a Milano qualche giorno fa. Ma oggi vi presentiamo la ricerca di ContactLab e Netcomm, “European Digital Behaviour Study”, con focus sull’E-commerce. Negli ultimi 3 mesi il 20% degli utenti italiani connessi via Mobile, ha effettuato acquisti. Un dato non molto distante da quello di altri paesi e certamente significativo

    In occasione del Netcomm eCommerce Forum vi avevamo dato una piccola anticipazione della ricerca che ContactLab e Netcomm hanno condotto insieme, prendendo in considerazione le abitudini digitali degli utenti di 5 paesi europei, ossia Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Oggi vi presentiamo il focus dedicato all’E-commerce dove si evidenzia, per quel che riguarda il nostro paese, una crescente attitudine a fare acquisti online, ormai molto consolidata, ma cresce anche il numero degli italiani che fanno acquisti via mobile. Ma vediamo un po’ meglio i dati di questa ricerca.

    Intanto, lo European Digital Behaviour Study presenta un impianto completamente rinnovato rispetto al passato: è infatti un’indagine completa che analizza i comportamenti digitali degli utenti Internet non solo in relazione all’e-commerce, ma a tutte le occasioni di utilizzo del web, mettendo a confronto le abitudini degli utenti Internet di 5 paesi europei che abbiamo indicato all’inizio. L’indagine è stata condotta su un campione internazionale di 61.000 utenti Internet, tra quelli intervistati nella fase campionaria e quelli raggiunti grazie all’adesione al progetto di oltre 50 merchant, che hanno veicolato ai propri database l’invito a partecipare alla ricerca. Il campione è rappresentativo dell’utenza Internet dei cinque Paesi tra i 16 e i 65 anni, che si connette ad Internet almeno una volta alla settimana indipendentemente dal device e dall’occasione d’uso.

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    Il primo capitolo dello studio si pone come l’ideale evoluzione dell’E-Commerce Consumer Behaviour Report che già abbiamo imparato a conoscere (qui quello del 2012). Anche quest’anno si consolida la collaborazione tra ContactLab e Netcomm rinnovando l’ormai consueto appuntamento con la ricerca dedicata all’e-commerce, ma si è deciso di allargare il campo di indagine costruendo uno studio inedito la cui pubblicazione avverrà durante il corso dell’anno.

    Ecco di seguito le evidenze emerse da questa prima fetta dell’indagine.

    I trend nell’uso del mobile?

    In Italia un utente su due ha in famiglia uno smartphone, uno su quattro un tablet: il mobile è diffuso capillarmente nelle case degli italiani, tuttavia il possesso non necessariamente ne comporta l’utilizzo. Secondo il dato ContactLab/Netcomm, infatti, solo un utente Internet su tre (34%) lo ha utilizzato realmente per connettersi in rete.

    Per svolgere quali attività?

    • Consultare la propria casella di posta (82%);
    • postare sui social network;
    • ricercare informazioni su brand e prodotti (61%),  ma anche
    • acquistare online.

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    Tra questi utenti connessi via mobile, chi ha utilizzato smartphone o tablet per acquistare online negli ultimi 3 mesi è per ora il 20%. Un dato già estremamente significativo per i merchant, soprattutto considerando che chi ha fatto m-commerce negli ultimi 3 mesi corrisponde al 6,7% del totale degli utenti Internet italiani.

    Se è vero che il dato italiano è molto più basso di quello inglese – in UK tre utenti mobile su cinque fanno m-commerce – non è poi così distante da quello di altri paesi come Spagna o Francia. Il motivo di questo utilizzo ancora limitato – almeno per quelle che sono le aspettative del mercato – è legato al fatto che mancano ancora opportunità per il consumatore di vivere un’esperienza di acquisto ottimale da mobile.

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    Infine, diamo uno sguardo ai comportamenti degli online shopper e quelli degli utenti “regolari” di internet che acquistano solo nei punti di vendita fisici. Differenze sostanziali tra le due tipologie di utenti stanno nel fatto che il 91% degli online shopper si informano online per effettuare un acquisto off-line, mentre il 70% degli utenti “regolari” arrivano in negozio con le informazioni reperite online. Il 34% degli online shopper si iscrive a newsletter all’interno dei negozi fisici, fa più o meno la stessa cosa il 40% degli utenti “regolari”. Il 12% degli online shopper preferisce accertarsi della qualità del prodotto che vorrebbe acquistare, il dato evidenzia una forte vocazione all’acquisto online; mentre il 55% degli utenti “regolari” il punto vendita può trasformarsi anche in un’occasione per avvicinarsi di più all’e-commerce, riuscendo ad attivare le adeguate sinergie tra i due canali.

    A questo link potete scaricare il report completo.

    E voi fate acquisti online? Siete più “online shopper” o “utenti regolari”? Raccontateci la vostra esperienza.

     

  • Brands & Social Media, analisi del settore Design [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Design [Infografica]

    Secondo rapporto dell’Osservatorio Brand & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, dedicato ad indagare l’uso dei Social Media nelle aziende del settore Design, pubblicato oggi. Risultato? Le aziende del Design usano i Social Media in modo tattico non sfruttando le reali potenzialità

    Dopo l’interessante studio pubblicato un paio di mesi fa dedicato all’uso dei Social Media tra le aziende del settore Fashion, l’Osservatorio Brands & Social Media realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica – pubblica il secondo report dedicato al Design in cui sono stati analizzati 17 fra i principali brand di interior e lighting design italiano.

    Stiamo parlando di un settore da sempre strategico per la nostra economia, il settore che tutto il mondo ci invidia. Quindi è utile vedere e analizzare i risultati di questa ricerca che ci danno il polso di come un settore così importante non sia ancora del tutto attivo dal lato della comunicazione sui Social Media. Come ormai si dice spesso, c’è ancora molto da fare.

    Ma vediamo nel dettaglio la ricerca.

    Leader di settore è Kartell, seguito a buona distanza da Calligaris e Luceplan. Kartell costruisce il suo successo puntando su una strategia chiara e riconoscibile in cui utilizza in modo curato e costante nel corso del tempo diversi social network, dove diventa una presenza riconoscibile per gli utenti.

    Il settore in generale presenta un utilizzo dei social media tattico piuttosto che strategico, ovvero improntato su singoli contenuti e iniziative anziché costruito portando avanti un progetto continuativo e coerente nel tempo. Ad eccezione dei brand che si posizionano meglio in classifica, ovvero Kartell, Calligaris, Luceplan, Cassina e Molteni & Co, infatti, i marchi analizzati sembrano adottare strategie social deboli e denotano una limitata consapevolezza delle potenzialità delle piattaforme in termini di promozione dei propri brand o come luogo in cui instaurare conversazioni con gli utenti.

    I brand e i loro prodotti appaiono presentati in due sostanziali modalità che emergono dai dati di ricerca come tipologie di contenuto più che consolidarsi in veri e propri stili: il “brand come designer” e il “brand come ambiente”. Nel primo caso si fa leva sull’originalità delle progettazioni dei designer e sulla loro figura, mentre nel secondo caso si punta a suggerire l’inserimento dei prodotti in un contesto o a suggerire delle idee interessanti dal punto di vista delle composizioni di interior design in funzione “ispirazionale”. In questa direzione spicca l’elevato numero di condivisioni dei contenuti pubblicati dai brand da parte degli utenti, utilizzati probabilmente come indicatori di una performance di gusto, come segnalazione di un desiderio, della richiesta di un consiglio o di un oggetto realmente posseduto.

    Facebook si conferma come la piattaforma maggiormente utilizzata, presidiata da tutte le aziende analizzate. Questo settore mostra un uso limitato di piattaforme, concentrandosi su Twitter, Pinterest e YouTube, ma comparativamente differenziato anche utilizzando piattaforme di nicchia (come Vimeo e Flickr).

    Dalla ricerca emerge anche la pratica spontanea di produzione di User Generated Content per segnalare al brand un acquisto, la visita a un negozio o a un evento di settore come nel caso del Salone del Mobile di Milano.

    E’ importante notare – dichiara Nicolò Michetti, CEO di Digital PR – come un settore vivo come quello del design, caratterizzato da una eccellente e lunga tradizione italiana, sia uno dei meno attivi sui social media nel nostro paese. La situazione che emerge dai dati di ricerca presenta un netto stacco tra chi ha deciso di fare dei social un asset di comunicazione primario e chi li usa senza una chiara e articolata strategia. E’ un divario importante, sono sicuro che sarà uno stimolo ad approfondire e a esplorare le opportunità che rappresentano i social media, per supportare il business e per costruire relazioni con un bacino di utenti sempre più vasto e interessante.”

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report sono state selezionate 17 aziende italiane leader di settore, i cui social media sono stati analizzati nel mese di febbraio 2013.

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  • Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Interessante studio di Blogmeter, presentato da Vincenzo Cosenza durante l’ultimo “State of the Net 2013”. Inserito in quadro più generale, dal focus su Twitter si evince che gli italiani lo usano e che la Social Tv ha avuto un effetto evidente. Infatti l’orario di picco do scrittura dei tweets si è spostato più in avanti. In 4 mesi, sono 71,6 milioni i tweets e cresce del 22% l’uso dell’hashtag

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    Non poteva non essere interessante lo studio di Blogmeter che Vincenzo Cosenza ha presentato al recente “State of the Net 2013” di Trieste. Lo studio riguarda proprio come gli italiani conversano sulla Rete e dal focus su Twitter, quello di cui vi parliamo in questo post, viene fuori che gli italiani lo strumento lo usano, lo fanno con maggiore consapevolezza e conoscenza e la Social Tv ha fatto registrare degli effetti molto evidenti a tal punto da cambiare un p0′ gli scenari.

    “C’è una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo”, spiega il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza che lo scorso venerdì ha “aperto” il terzo appuntamento con State of the Net a Trieste. “E la tv ha spostato in avanti l’orario di picco della scrittura”

    Nel corso del suo intervento di apertura del terzo appuntamento con State of the Net, il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza ha, tra le altre cose, tratteggiato i cambiamenti delle abitudini degli “internauti” italiani, presentando una inedita analisi delle opinioni e degli umori che emergono da Twitter. Oltre  a registrare segnali di un uso più consapevole del mezzo, l’analisi di 71,6 milioni di cinguettii emessi dagli italiani nei primi quattro mesi dell’anno ha evidenziato un flusso di tweet  spalmato uniformemente su tutti i giorni della settimana, mentre nel 2012 si registravano giornate più intense e altre meno. Inoltre aumentano del 22% i tweet che contengono un hashtag, del 7% i retweet e del 2% i geolocalizzati.

    “Segno di una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo, utili a stimolare o ad entrare in conversazione”, spiega Vincenzo Cosenza.

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    Un cambiamento si registra anche nelle ore utilizzate per scrivere. Il picco massimo si sposta di un’ora in avanti, tra le 20 e le 22. È il riflesso della nuova abitudine di commentare in diretta le trasmissioni televisive, le quali sono diventare uno degli argomenti di maggiore dibattito tra gli utenti. Tra i programmi più twittati c’è Sanremo, ma vanno forte anche Servizio Pubblico, soprattutto la puntata che ha visto in ospite in studio Silvio Berlusconi, il talent The Voice of Italy, Piazza Pulita e Ballarò. Ma Twitter si rivela anche luogo in cui digerire collettivamente i fatti di cronaca. Quelli che hanno catalizzato maggiormente l’attenzione sono state le elezioni politiche e i suoi protagonisti, su tutti Berlusconi e il Movimento 5 Stelle, ma anche il travaglio che ha coinvolto Bersani e il PD.

    Va poi aggiunto che le parole nascondono un mood, un umore che si può analizzare attraverso software di analisi semantica. Se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono degli scostamenti rispetto alla media. In questa direzione il periodo considerato dall’analisi è caratterizzato da un sentimento negativo determinato dagli eventi politici, con due profondi picchi durante i lunghi giorni dello stallo istituzionale e la rielezione di Napolitano. Solo a Capodanno e a San Valentino il mood espresso è stato mediamente più positivo. Ovviamente dietro all’umore si nascondo le emozioni delle persone. Applicando l’analisi semantica alla psicologia delle emozioni, sono stati analizzati alcuni eventi specifici. Se durante uno spoglio elettorale si affastellano emozioni contrastanti, all’elezione del Papa emergono gioia e amore, mentre la giornata della rielezione del Capo dello Stato vede prevalere disgusto, tristezza e rabbia.

  • Steve Hasker a Linkontro Nielsen racconta la Forza del Consumatore

    Steve Hasker a Linkontro Nielsen racconta la Forza del Consumatore

    Grande attesa a Linkontro Nielsen per l’intervento di Steve Hasker che ha raccontato quella che ha definito “The Power of Consumer”, la Forza del Consumatore che è oggi più potente. Ma Hasker ha anche delineato un quadro che si basa su 4 linee di tendenza, ossia Recessione, Consumatore più forte, Frammentazione e Big Data

    Steve-Hasker-a-Linkontro-2013Steve Hasker, President – Global Product Leadership di Nielsen, a Linkontro 2013 ha catturato in maniera totale l’attenzione dei presenti, vuoi per la sue capacità, insegna anche alla Columbia University, vuoi per le informazioni che ha riservato per l’occasione. Il quadro che ha tracciato Hasker nella sua relazione si muove su 4 tendenze e cioè: Recessione, Consumatore più forte, Frammentazione e Big Data.

    Tendenze che caratterizzano lo scenario globale attuale dove il ruolo predominante è appunto giocato dal Consumatore, in grado oggi di giocare un ruolo più attivo al punto da trainare le tendenze e non viverle in maniera passiva.

    Questo perchè oggi il Consumatore non è più quello di soli dieci anni fa, il suo ruolo è mutato negli anni in seguito ai mutamenti che dal punto di vista tecnologico lo hanno resto, appunto più forte.

    La Recessione attuale viene spiegata da Hasker come una condizione normale “as usual” dalla quale vengono fuori delle condizioni di precarietà e disagio sociale che ormai caratterizzano il nostro tempo. Questo genera anche il fenomeno dell’Immigrazione, un fenomeno che secondo Hasker genera e rafforza quelli che saranno poi i consumatori del futuro.

    La Recessione vista da Hasker è si una situazione da considerare “the new normal“, ma è anche da considerarsi un’opportunità. Ed è in questa fase che il Consumatore acquisisce più potere.

    Si diceva prima del fenomeno dell’Immigrazione che genera i consumatori del futuro. In Italia da questo punto di vista in 15 anni si è passati da 880 mila immigrati nel 1996 a 4,570,317 del 2011, di cui il 21% provenienti dalla Romania, 11% dall’Albania e 10% dal Marocco.

    Frammentazione, altra tendenza individuata da Hasker nella sua relazione di oggi. Il consumatore prima aveva di fronte a sè un percorso per arrivare a compiere il suo processo decisionale e di acquisto abbastanza lineare; oggi invece il processo è molto più vasto dove la tecnologia gioco un ruolo sempre più crescente e importante.

    Basti pensare al Mobile, di cui abbiamo parlato spesso qui sul nostro blog, sempre più determinante sulle scelte d’acquisto. Hasker traccia anche il quadro italiano dove si vede che gli utenti Mobile in Italia in soli due anni sono quasi raddoppiati, passando dal 22% del 2011 al 39% del 2013. Sono cresciuti di 4 volte gli utenti tablet, passando dal 2% del 2011 a 8% del 2013. Crescono, ma in modo più lento, anche gli utenti Pc passando dal 48% del 2011 al 55% del 2013.

    È evidente che il Mobile è il futuro. Hasker sottolinea come poi l’11% dei possessori di smartphone lo utilizzi per fare acquisti, mentre la percentuale degli utenti che fa acquisti da tablet è del 25%. Un dato anche questo che definisce il quadro della Frammentazione in relazione al crescente potere del Consumatore. Il Consumatore italiano secondo Hasker è “the most sophisticated in the world“.

    E arriviamo ai Big Data, altra tendenza delineata da Steve Hasker sempre nella definizione della Forza del Consumatore.

    Hasker introduce l’argomento parlando dei Social Media che hanno cambiato universalmente lo scenario della comunicazione digitale, permettendo agli utenti della rete di comunicare e interagire “alla pari”.

    Il modo di comunicare oggi è fortemente legato a quello che condividiamo ogni giorno grazie a questi strumenti, quindi immagini, video. Hasker porta dei numeri che riguardano i principali social network della rete, come Facebook sul quale gli utenti condividono 2,5 miliardi di contenuti, oppure Twitter sul quale gli utentu condividono 400 milioni di tweets, oppure ancora Instagran sul quale gli utenti condividono “solo” 40 milioni di foto.

    È chiaro che i Big Data possono essere un problema nel momento in cui non si ha la capacità di tradurli, ma diventano la soluzione nel momento in cui ci dotiamo di strumenti per interpretarli. E questa sarà dunque la tendenza. Basti pensare che su Facebook negli Usa, ma non solo lì, aumenta il numero di utenti più maturi che condivide le foto dei nipotini.

    E come si passa all’interpretazione dei Big Data? In questa fase il Marketer passa dal suo ruolo classico di Comunicatore a quello di “Consumer Scientist”, scienziato del consumatore, ossia deve intervenire con strumenti scientifici nell’interpretare i comportamenti del consumatore. Quindi misurandoli. Bisogna capire e interpretare l’audience online di Facebook, come bisogna interpretare l’engagement sulla social tv grazie a Twitter.

    Insomma, Hasker definisce un quadro in cui adesso è il Conusmatore che ha potere. Agli addetti ai lavori il compito di interpretare i comportamenti del Consumatore del Futuro, proprio in questo momento di Crisi.

  • Social Tv, la finale di The Voice vince su Twitter

    Social Tv, la finale di The Voice vince su Twitter

    Come ormai osserviamo da settimane grazie ai dati di Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web, i talent show sono i programmi più seguiti. E in questa settimana si ripropone la solita coppia, The Voice su Twitter con la finale e Amici su Facebook

    Siamo ormai verso il finale di stagione, televisivamente parlando, e comunque questo pare non sortire effetto su quella che è invece l’audience complessiva dei programmi più seguiti. Vale a dire che la Social Tv si muove su dinamiche evidentemente diverse rispetto alla tv tradizionale che proprio su questo aspetto, come del resto su altri, dovrebbe riflettere. Questa settimana The Voice of Italy è giunto alla finale, programma molto seguito a testimonianza che sulla social tv i talent show sono molto graditi. Ma vediamo tutti i dati che anche questa settimana Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, ci fornisce.

    Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) è anche questa settimana in testa alle classifiche di Facebook, mentre “The Voice” (Rai 2) che ieri ha chiuso con la finale è sempre primo su Twitter.

    [overlayer image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-24-30mag-2013-Reputation-Manager.jpg”]Social Tv – The Voice su Twitter[/overlayer]

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana con il 54,1% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito da “Servizio Pubblico” (La 7) che registra l’8,0 % dei tweet. Al terzo posto “Amici Di Maria De Filippi’” (Canale 5) con il 6,1%, poi “Otto e Mezzo” (La 7) con il 5,1%  e “In Onda” (La 7) con il 4,6%.

    [overlayer image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/AudiSocialTv-Facebook-Active-Fan-24-30mag-2013-Reputation-Manager.jpg”]Social Tv – Amici su Facebook[/overlayer]

    Su Facebook, “Amici di Maria De Fillipi” (Canale 5) è al primo posto nella classifica Active Fan con 13.795 fan attivi che hanno prodotto 26.493 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma. Al secondo posto troviamo “The Voice” (Rai 2) con 6.587 fan attivi e 12.697 post e commenti seguito al terzo posto da “Servizio Pubblico” (La 7) con 2.684 fan attivi e 4.842 post commenti dei fan. Al quarto posto segue “Ballarò” (Rai 3) con 1.145 fan attivi e 4.842 commenti e al quinto “La prova del cuoco” (Rai 1) con 1.228 fan attivi e 2.737 commenti.

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, al primo posto c’è ancora “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con 440.690 like like, davanti a “The Voice” (Rai 2) al secondo posto con 11.272  like e “Servizio Pubblico” (La 7) in terza posizione con 25.675 like. “La prova del cuoco” (Rai 1) è al quarto posto con 1.450 like, davanti a “Ballarò” (Rai 3) al quinto con 1.187 like e “Crozza delle meraviglie” (La 7) al sesto con 10.980 like.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “The Voice” (Rai 2) questa settimana è il programma più attivo con 110 post della redazione, seguito da “Porta a Porta” (Rai 1) al secondo posto con 100  post, da “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) al terzo con 99 post e “Servizio Pubblico” (La 7) al quarto con 98 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (43.845), condivisioni (3.140) e commenti (1.220) è sulla fan page de “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5): “Giudice d’eccezione…Raoul Bova!…quanti mi piace?” 

  • Linkontro Nielsen, Luca Colombo racconta il Noi di Facebook

    Linkontro Nielsen, Luca Colombo racconta il Noi di Facebook

    Linkontro Nielsen, il tradizionale evento organizzato da Nielsen, giunto alla sua 29esima edizione, entra nel vivo dopo l’anteprima di ieri. Tanti interventi interessanti ma l’intervento di Luca Colombo, Country Manager di Facebook in Italia, ha attirato l’attenzione di quanti sono interessati al web e ai social media

    Prima giornata di interventi a Linkontro 2013, la conferenza di Nielsen, giunta ormai alla sua 29esima edizione, che propone una tre giorni di eventi, workshop e confronti su un tema tanto interessante quanto attuale: ”Il valore del NOI, la nuova frontiera del cambiamento”. Momento più atteso della giornata per tutti coloro che sono interessati al web e ai social media, era l’intervento di Luca Colombo, Country Manager di Facebook in Italia che, intervistato da Ilaria Cavo, ha raccontato quello che è il valore del Noi in Facebook. Ma non solo, ovviamente.

    La curiosità e l’attesa dell’intervista a Luca Colombo ha sicuramente confermato le attese, infatti ha fornito una serie di informazioni, già note agli addetti ai lavori per la verità, ma che in un contesto come questo, di fronte a tante aziende e professionisti molto attenti, fanno il loro effetto.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/facebook-linkontro-2013.jpg”]Facebook – Linkontro Nielsen 2013[/overlayer]

    Luca Colombo ha confermato il dato, già noto anche questo, che Facebook realizza un giro d’affari pari a 2,5 miliardi di dollari, di cui il 65% è creato dall’advertising. E sul punto dell’advertising ci si va ad incrociare con l’argomento privacy. Si perchè se è vero che Facebook cede le informazioni dei propri utenti alle aziende, allora, come ha sottolineato Ilaria Cavo, è lecito chiedere in che misura questi dati vengono forniti. Dopo una prima risposta poco soddisfacente, la Cavo ritorna sull’argomento e a quel punto Luca Colombo tocca quello che secondo tanti è stato l’anello debole, ossia l’argomento privacy. Colombo precisa che Facebook

    cede alle aziende i dati, in forma anonima, che gli utenti in maniera del tutto consapevole lasciano su Facebook. Per noi il tema della Privacy è di fondamentale importanza e in questo senso abbiamo fatti dei grandi passi in avanti. Oggi l’utente è in grado di stabilire cosa voler mostrare”

    E restando sul tema advertising, Colombo sottolinea che Facebook sta sempre di più affinando modalità e opportunità proprio coinvolgendo le aziende stesse. Al momento Facebook funziona molto nel settore del Largo Consumo, quindi nel B2C, quello che tradizionalmente funziona du una piattaforma come Facebook, garantendo un contatto diretto proprio con l’utente finale.

    Ma Luca Colombo era qui oggi per raccontare quello che è il valore del “Noi” in Facebook e lo fa portando a conoscenza del fatto che nell’azienda fondata da Mark Zuckerberg tutti giocano un ruolo rilevante in funzione del gioco di squadra. E porta poi l’esempio dei data-center, ossia i “magazzini” di tutti i nostri dati, che sono interamente progettati e sviluppati all’interno di Facebook. Quindi c’è un lavoro di valorizzazione degli individui orientati allo sviluppo e alla crescita della “squadra” Facebook. Ma ha anche raccontato che il valore del “Noi” in Facebook è visto anche in funzione sociale, sfruttando le potenzialità del social network promuovendo campagne sociali attraverso cui “Noi” si può essere utili per gli altri.

    Infine, vi riportiamo alcuni dati interessanti, in parte già noti, che Colombo ha snocciolato riguardanti il nostro paese, e non solo:

    – in Italia crescono gli over 65, si registra la tendenza che molto già hanno notato;

    – sono oltre 23 milioni gli utenti italiani su Faceook, 15 milioni sono quelli che lo frequentano ogni giorno;

    il mobile sta aiutando l’Italia a superare il gap della banda larga;

    Facebook al momento non sta perdendo utenti, ma li sta guadagnando in Asia e in Brasile (aspetto che abbiamo già sottolineato altre volte)

    – in ottica di Social Tv, Facebook si differenzia da Twitter, molto forte sull’aspetto “live”, in quanto amplifica il pre e il post di un evento.

  • Linkontro 2013, il Cambiamento parte da Noi

    Linkontro 2013, il Cambiamento parte da Noi

    Linkontro 2013, tradizionale evento organizzato da Nielsen per la business community italiana, ha come tema “Il valore del NOI, la nuova frontiera del cambiamento”, a sottolineare che il cambiamento parte da Noi. Da domani fino a domenica 2 Giugno tre giorni di incontri, dibattiti e workshop con più di 400 esponenti del top management di 200 aziende che si confronteranno sugli scenari futuri

    Comincia domani, 30 maggio, e si concluderà domenica, 2 giugno 2013, presso il Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula (CA), la 29esima edizione de Linkontro, il tradizionale evento organizzato da Nielsen per la business community italiana. Tema di questa edizione è “Il valore del NOI, la nuova frontiera del cambiamento“. Argomento che farà da sfondo all’esclusiva tre giorni di incontri, dibattiti e workshop, con più di 400 esponenti del top management di 200 aziende che si confronteranno sui temi e gli spunti relativi alla stringente attualità: relatori nazionali e internazionali di prestigio si alterneranno sul palco de Linkontro per riflettere insieme ai partecipanti sugli scenari futuri e le opportunità di cambiamento.

    Nella difficile situazione economica che sta attraversando il nostro Paese, l’individualismo non è più sufficiente per affrontare le sfide commerciali; è necessario un ripensamento dei modelli di business sui quali poggiano le aziende italiane. Solo la collaborazione e l’esaltazione del gioco di squadra consentiranno a distributori, produttori, istituzioni, associazioni e media di trasformare le sfide in concrete opportunità di crescita e di sviluppo” – ha commentato Roberto Pedretti, Amministratore Delegato di Nielsen Italia – “Solo chi comprende a pieno questa chiave può farsi promotore di un radicale cambio di prospettiva perché la tutela dell’imprenditorialità e dell’eccellenza dei propri prodotti passa oggi per la capacità di creare sinergie, partnership e relazioni virtuose. Fare network è diventato il nuovo imperativo categorico di tutti quei player che vogliono crescere ancora, in Italia e all’estero” – ha concluso Pedretti

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/linkontro-nielsen-2013.jpg”]Linkontro Nielsen 2013[/overlayer]

    Proprio coinvolgendo i migliori rappresentanti di queste realtà, Linkontro di quest’anno metterà a confronto le esperienze per evidenziare come il valore della collaborazione possa tradursi, per tutti, in concrete opportunità di business. Il cuore de Linkontro sarà sempre il convegno, l’appuntamento dedicato all’analisi degli scenari, all’interpretazione delle tendenze dei mercati e dei segnali che ne anticipano il futuro. Durante il convegno, si affrontano temi di forte interesse e attualità, quali lo stato di salute del nostro Paese, gli scenari socio – economici, le tendenze dei mercati, i cambiamenti delle scelte dei consumatori, le prospettive nel breve-medio periodo. La prima novità è rappresentata dalla sessione dedicata alla comunicazione L’ingaggio del consumatore attraverso opzioni multiple che vuole tratteggiare i cambiamenti in atto con il contributo di autorevoli protagonisti della business community. La sessione è stata organizzata in collaborazione con UPA, l’Associazione Utenti Pubblicità.

    Per maggiori informazioni potete consultare il sito dedicato, www.linkontronielsen.it.

    Noi saremo lì per tutta la durata dell’evento e ringraziamo Nielsen Italia per questa opportunità. Seguiteci qui sul blog per aggiornamenti e seguite su twitter gli hashtag #LinkontroNielsen e #IlValoreDelNoi. Account dell’evento @LinkontroN.

  • La ripresa del Made in Italy passa dall’E-commerce

    La ripresa del Made in Italy passa dall’E-commerce

    Ottava edizione oggi a Milano del Netcomm eCommerce Forum 2013 dalla quale viene fuori che l’E-commerce nel nostro paese continua a crescere. Negli ultimi 12 mesi gli acquirenti online attivi sono aumentati di oltre il 50% raggiungendo il numero di 13,6 milioni. Presentata anche l’indagine Netcomm-ContactLab la quale evidenzia che su 89% degli utenti che si informa per acquisti, di questi solo il 34% effettivamente compra

    Continua la crescita dell’E-commerce nel nostro Paese e si rivela confermato un trend positivo di incremento a doppia cifra dal 2010. Crescono del 50% rispetto all’aprile del 2012 gli utenti attivi online, con un picco di quasi 14 milioni di e-Shopper nel periodo natalizio. La grande propensione all’uso smartphone fa crescere del 160% il valore del Mobile Commerce, raggiungendo la quota di 427 milioni di euro. Questo sono solo alcuni dei dati salienti presentati nel corso dell’ottava edizione del Netcomm eCommerce Forum 2013, alla presenza di oltre 4.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti, “un’adesione che dimostra come l’eCommerce sia una grande opportunità per le nostre aziende, soprattutto nella difficile congiuntura economica”, come sottolineato da Roberto Liscia, Presidente di Netcomm- Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.

    Tutti i segnali e gli indicatori che definiscono l’eCommerce in numeri descrivono un settore in salute e crescita. Nessun comparto economico in questa fase di crisi profonda è stato in grado di correre con tale entusiasmo, anche e soprattutto grazie ad una crescita molto importante dei consumatori” – continua Roberto Liscia – “Le stime che mensilmente rileviamo come Netcomm insieme a Human Highway parlano di circa 14 milioni di individui che hanno acquistato online nei mesi scorsi. Stiamo parlando di popolazione di utenti cresciuta del 50% nel giro di 12 mesi! Ma abbiamo ancora grandi margini e potenzialità, come rileva un’indagine condotta con ContactLab su un panel di 61mila consumatori italiani e di altri Paesi Europei che ci mostra come solo il 34% di chi naviga online poi acquista (in UK e Germania siamo nell’ordine del 90%).

    Il Presidente di Netcomm poi sottolinea l’impegno del Consorzio per far emergere ancora di più il commercio elettronico, lavorando sui temi come trasparenza, codici di condotta e progetti di formazione, partecipando alle iniziative dell’Associazione Europea, lanciando un’evoluzione del Sigillo Netcomm, promuovendo il progetto “MyBank”, organizzando missioni in Cina per favorire i nostri imprenditori, facendo parte della cabina dell’Agenda Digitale Italiana. L’E-commerce può davvero rappresentare il riscatto per le nostre imprese e un vero volano per competere sui mercati internazionali.

    Non mi stancherò mai di sollecitare le nostre istituzioni, e soprattutto il Governo in carica, a continuare sulla via tracciata in tema di pagamenti elettronici, quali l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere disponibili i pagamenti con carte e home banking, così da accelerare i comportamenti digitali degli italiani” – afferma Roberto Liscia – “La moneta elettronica rappresenta la vera frontiera che permetterà alle piccole imprese di superare gli ultimi tabù per l’ingresso in questo nuovo e promettente mercato globale dell’eCommerce. Un settore che ormai sta raggiungendo un’età e un’esperienza ragguardevole, al punto da essere la vetrina più efficace per presentare il nostro Made in Italy in tutto il mondo.”

    netcomm-2013

    Secondo le stime di Netcomm, la crescita del commercio elettronico italiano per il 2013 sarà intorno al 17%, un valore di poco inferiore a quello dello scorso anno, per un fatturato previsto di circa 11,2 miliardi di euro. A trainare la crescita sono i settori Abbigliamento, Informatica ed elettronica di consumo che peseranno nel 2013 quasi il 40% del totale vendite.

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