Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Buzz e Astroturfing, le pratiche oscure del Social Media

    Ormai i brand hanno ben compreso il potenziale dei Social Media e l’importanza di usare questi potenti strumenti per la comunicazione digitale. Ma bisogna fare attenzione, perché di fianco a pratiche “lecite”, che si usano per “fare rumore”, ne esistono altre un po’ meno lecite che possono provocare effetti non proprio positivi. Vediamo quali sono

    La pratica più diffusa oggigiorno prima di fare un acquisto, è quello di effettuare una ricerca sulla rete per vedere cosa la gente, comune o autorevole, ne possano pensare a riguardo. Negli ultimi anni, le aziende l’hanno capito e si sono sempre più avvicinate allo strumento del “word wide web” per tentare di piegarlo alle proprie necessità di marketing.

    Nulla di male in questo, difatti da sempre si vedono “persone presumibilmente normali” dare pareri e giudizi positivi su determinati prodotti in determinati spot televisivi. C’è chi ci crede, chi gli basta vedere la “madre premurosa” che lava con l’ammorbidente XXX i pigiamini del figlio per farsi convincere. Poi c’è chi va a cercare altri pareri, e cosa c’è di meglio che siti e forum per avere il vero parere della gente comune?

    Ma c’è da chiedersi, sono veramente sinceri questi pareri?

    Le aziende sono lungimiranti e, consigliate adeguatamente, hanno capito che per far parlare di se devono scendere “tra il popolo digitale”, mettendosi alla loto mercé: difatti ora troviamo pagine Facebook, account Twitter e la presenza su altri svariati Social Network.

    Ma ci sono anche altre pratiche che “non si vedono” e che riescono ad avere un effetto diverso sulla rete.

    Il Buzz

    La più “tranquilla” di queste forme di comunicazione viene chiamata Buzz, la cui corrispondenza italiana è quella di “brusio”, nel quale viene semplicemente chiesto a siti e forum di parlare di un determinato prodotto. Il Buzz di per sé non ha nulla di negativo al suo interno, anzi se fatto in maniera adeguata è un ottimo modo per veicolare informazioni su di un prodotto o un qualcosa di nuovo, ma diventa negativo nel momento in cui chi viene interpellato viene anche retribuito per parlarne con la speranza che non lo faccia sfavorevolmente, fuorviando quindi quello che dovrebbe essere un giudizio oggettivo.

    L’Astroturfing

    L’altro metodo invece è chiamato Astroturfing ed è realmente malevolo ed “ingannevole”. Le aziende, o chi per loro, si celano sotto mentite spoglie, meglio se di blogger o siti/forum (e più recentemente anche Social Network) noti accondiscendenti, per manipolare quelli che sono i pareri delle persone. La stessa ADUC ha parlato di queste pratiche, attraverso un articolo dell’Avv. Deborah Bianchi, la quale illustra anche come queste pratiche, soprattutto le più scorrette, siano state riconosciute fraudolente ed addirittura sottoposte a sanzioni. In America, per esempio, si possono arrivare a pagare fino a 11.000 $ di sanzione.

    In Italia invece?

    Nella nostra nazione la forma più utilizzata è quella della Buzz, ma indubbiamente non mancano anche qui forme di Astroturfing e la Comunità Europea è corsa ai ripari emanando una normativa (fonte, articolo sopracitato dell’Avv Bianchi):

    Attualmente lo strumentario normativo di riferimento può individuarsi nella direttiva europea 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali (recepita in Italia dal D.Lgs. 146/07). L’art. 23, D.Lgs. 146/07 facendo riferimento alle pratiche commerciali ingannevoli contempla le “affermazioni non rispondenti al vero da parte di un professionista”. Nella fattispecie che ci interessa, le affermazioni non sono del professionista ma di un terzo (il blogger compiacente). Tuttavia con un’operazione ermeneutica estensiva si ritiene plausibile far rientrare sotto l’ombrello di questa disposizione i messaggi subliminali che corrono in rete.

    Casi interessanti che seguono una linea repressiva contro queste forme ingannevoli di comunicazione, si possono trovare invece in Francia ed in Inghilterra.

    La prima, con la legge per la fiducia nell’economia digitale (Lcen) stabilisce che

    tutta la pubblicità accessibile come servizio di comunicazione al pubblico on line deve rendere chiaramente identificabile la persona fisica o giuridica per conto della quale è realizzata”

    ed i trasgressori di tale legge incapperanno in una pesante sanzione economica che arriva a sfiorare i 40.000 € oltre che la possibilità di due anni di prigione.

    Esattamente come la nazione di Sua Maestà che ha dichiarato fuorilegge chiunque dovesse spacciarsi per cliente soddisfatto di un determinato prodotto senza averlo mai effettivamente provato, incappando in salatissime multe fino alla galera.

    Per concludere, come avrete capito, non abbiamo fatto altro che parlare di quelle che in italia vengono comunemente chiamate “marchette” e la domanda vera è:

    Vale veramente la pena di bruciare la propria reputazione?

  • Apple e Samsung superano Nokia a proposito di Mobile Internet

    Apple e Samsung superano Nokia a proposito di Mobile Internet

    StatCounter oggi rende noto che per la prima volta, e a livello globale, Apple e Samsung superano la Nokia in termini di utilizzo di internet via mobile. In Italia il sorpasso in effetti è avvenuto già un po’ di tempo fa e si registra anche il netto incremento di Samsung

    Con i dati che diffonde oggi StaCounter, sull’utilizzo di internet via mobile, possiamo dire che Nokia è ormai decisamente superato. Apple e Samsung infatti a gennaio 2013 superano la Nokia, un dato negativo per la casa finlandese che si va a sommare agli altri, sempre dello stesso segno, che decretano il definitivo declino di quello che un tempo era il colosso della telefonia mobile mondiale.

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    La ricerca di StatCounter rileva dunque che a gennaio 2013 Apple ha fatto registrare un utilizzo del mobile web del 25,86%, Samsung del 22,69% e poi Nokia del 22,15% in calo dal 37,67% del gennaio 2012.

    “In realtà per Apple è si una buona notizia, ma è anche cattiva”, ha commentato Aodhan Cullen, CEO di StatCounter. “Infatti Apple ha conquistato il primo posto nonostante la sua quota di utilizzo sia in calo. Mentre Samsung, a differenza di Apple, ha visto un aumento della sua quota di utilizzo a partire dal gennaio 2012.”

    Infatti la quota di utilizzo internet di Apple in tutto il mondo è scesa dal 28,67% di gennaio 2012 al 25,86% dello stesso mese di quest’anno. Samsung è passata dal 14,84% al 22,69% nello stesso periodo. Nokia, come dicevamo prima, è scesa dal 37,67% al 22,15%.

    Il dato è confermato anche a livello europeo e anche nel nostro paese, ma con proporzioni decisamente diverse. Il sorpasso in effetti si è già verificato e i dati sono molto più ampi. In Italia la quota di utilizzo di internet di Apple è al 41,64%, in calo rispetto allo stesso mese del 2012 quando era del 52,32%. La quota di Samsung è al 33,2%, il aumento rispetto al gennaio del 2012 quando era del 20,11%. Nokia è al 8,3%, in calo rispetto a un anno fa quando era al 17,5%.

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    Insomma, da questi dati Nokia è data per spacciata, ma in effetti ha ancora una grossa carta da giocare grazie alla collaborazione con Microsoft per produrre dispositivi con il sistema operativo proprio della casa di Redmond. Una grande sfida, quasi impossibile, ma il fascino Nokia ha oggi ancora un certo valore, vedremo se e quanto ne verrà sfruttato.

    E voi che ne pensate?

  • La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    L’attenzione di ieri su Twitter ha registrato un picco elevato quando nella tarda mattinata Berlusconi ha annunciato la sua proposta shock, ossia restituire l’IMU ai cittadini. 900 i tweets che si sono resistrati considerando i due hastag #propostashock e #propostasciocc

    Argomento di ieri su Twitter, ma sui social media in generale, è stato sicuramente Berlusconi e la sua proposta shock. Nella tarda mattinata di una domenica in piena campagna elettorale, Silvio Berlusconi annuncia la sua #propstashock, cioè restituire ai cittadini italiani l’IMU, la tassa sulla prima casa, già pagata nel 2012. Un annuncio che ha di fatto scatenato un ridda di tweets. Ci siamo permessi di monitorare quelli che sono stati i due hashtag più usati #propostashock, appunto, e #propostasciocc.

    Ebbene, il picco massimo è stato di 900 tweets, aggregando i due hashtag e verificando questa proporzione: 78% per #propostashock e 22% per #propostasciocc.

    propostaschock_share voice

    [UPDATE]

    Alcuni utenti su twitter, tra cui Alessandra Giraldo (@giraldo_ale),


    ci hanno fatto notare che oltre ai due hashtag che abbiamo monitorato ce ne sarebbe un terzo, #propostachoc. Abbiamo inserito anche questo hashtag nel monitoraggio e, pur restando pressochè tutto invariato, cambia lo share of voice con percentuali diverse, come vedete nell’immagine in basso. E cambia il quadro delle top source, adesso il risultato si ribalta e a twittare via mobile, dato complessivo, è il 51,9%, contro il 45,2% via desktop.

    propostaschock_propostasciocc_share voice

    Anche nella giornata di oggi si registra un numero discreto di tweets, fino ad ora costante.

    propostaschock_timeline

    Nell’individuare il top tweet, siamo risaliti a quello di Cetty D. (@itscetty) che ha ottenuto 865 condivisioni complessive, di cui 688 RTs

    Il secondo tweet più condiviso è stato quello di Giulio Tremonti (g_tremonti), 382 condivisioni totali, di cui 340 RTs

    Il 49,4% degli utenti su twitter ha preferito twittare via desktop, mentre il 47,4% ha preferito farlo via mobile di cui il 25,9% da iPhone, il 13,1% da Android e il 6,4% da iPad, per citare le principali fonti.

    propostaschock_sources

    (l’immagine in basso comprende anche l’hashtag #propostachoc)

    propostaschock_sources 1

    Dai tweets che abbiamo registrato risulta una prevalenza maschile tra i profili, 57%, mentre le donne sono il 43%.

    propostaschock_demografico

    Tra le keywords più presenti nei vari tweets, IMU è appunto tra le più usate.

    propostaschock_keywords

    Questo breve resoconto che vuole essere solo una piccola vetrina di quello che è accaduto ieri, è confermato anche da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che traccia le conversazioni riguardanti i politici impegnati in questa campagna elettorale sul web. E infatti nell’immagine in basso si vede chiaramente l’impennata delle mentions riguardanti Berlusconi nella giornata di ieri.

    polismeter_propostaschock_berlusconi

    E voi che ne pensate? Che idea vi siete fatti dei politici che usano i social media in questa campagna elettorale? Sta cambiando, di conseguenza  il vostro parere a riguardo? Se avete un’idea che volete esprimere potete anche rispondere, se volete, a questo mini-sondaggio sulla fanpage ufficiale de “La Gabbia“, il nuovo libro di Davide Cavazza la cui storia ha come tema proprio l’attuale campagna elettorale, sul fatto se e quanto l’attività dei politici di questo periodo sui social media stia modificando, o meno, la vostra opinione. Collegatevi a questo link per dare la vostra risposta.

  • Adv, App e Web, nel 2012 marketing e servizi passano dal Mobile

    Nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo e interessante rapporto dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano, dal titolo “Mobile Marketing & Service: crederci per fare il salto!” che ci mostra un mercato in forte crescita che prosegue il trend molto positivo già delineatosi nel 2011

    Continua a crescere in Italia l’utilizzo del canale Mobile secondo la fotografia scattata dalla ricerca dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della ricerca, presentata nei giorni scorsi a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Marketing & Service: crederci per fare il salto!”, mostrano un mercato in forte crescita che prosegue il trend molto positivo già delineato nel 2011. I possessori di Smartphone, sul totale di chi ha un cellulare, passano da poco più del 40% nel 2011 a oltre il 50% nel 2012. Continua a crescere il numero di utenti mensili che si collegano ad Internet dal proprio Telefono cellulare/Smartphone (Mobile Surfer), che sono arrivati alla fine dell’anno a raggiungere i 20 milioni (fonte: Osservatorio Multicanalità, dicembre 2012) pari a due terzi degli utenti Internet mensili da Pc. Il 61% dei Mobile Surfer si collega a internet – tramite Applicazioni o siti Mobile – quotidianamente e almeno per un’ora (indagine condotta in collaborazione con Doxa).

    La dimensione della base dei potenziali clienti crea un terreno fertile per l’aumento dell’offerta pubblicitaria, che, infatti, viene percepita dai navigatori Mobile in maniera sempre più chiara e frequente: il 45% la nota spesso, il 39% qualche volta. Consistente è pure il numero di coloro che cliccano sugli annunci da Mobile: sono circa il 40%. Il 44% dichiara di cliccare per la presenza di un prodotto/servizio/App di suo interesse, il 31% è attratto da una promozione o sconto e il 20%  dalla creatività.

    Mobile-advertising---mercato

    Il balzo in avanti del Mobile salta all’occhio non solo guardando agli utenti, ma anche agli investimenti pubblicitaricrescono, infatti, del 55% (da 57 milioni di euro nel 2011 a 89 milioni nel 2012). Sale così dal 5 al 7% il valore del Mobile Advertising sul totale degli investimenti pubblicitari su Internet, valore che si stima arriverà al 10% nel 2013: in questo campo solo USA e UK fanno meglio dell’Italia, che supera, invece, di poco, Francia, Germania e Spagna. In termini di formati pubblicitari, crescono molto il comparto Search e il DisplayAdv su App e Mobile site.

    Nei prossimi anni, però, ci si rivolgerà con sforzi sempre maggiori anche allo sviluppo di formati graficamente più coinvolgenti, come i Rich media (banner interattivi e coinvolgenti, video HD a tutto schermo, ecc.) e a una maggior integrazione del Mobile ininiziative cross mediali con forti sinergie anche con “mezzi classici” come la Televisione (si pensi, ad esempio, a pubblicità simultanee e integrate su Tv e Smartphone, fenomeno noto con il nome di second screen).

    Nel corso del 2012 non cresce solo il Mobile Advertising ma, più in generale, aumenta la propensione delle imprese italiane verso l’utilizzo del canale Mobile per gestire sempre più attività di promozione e di gestione della relazione con il cliente.

    Mobile-advertising---settori

    Anche a causa della crisi economica, che ha portato le imprese italiane ad utilizzare in maniera massiva e più forte la leva promozionale, nel 2012 il Mobile è cresciuto come strumento a supporto di tali attività, sia tramite strumenti più consolidati ma ancora di grande valore (come gli Sms), sia attraverso quelli più innovativi (ad esempio, portando sulle App la carta fedeltà dematerializzata, la gestione della propria raccolta punti, il volantino cartaceo).

    Infine, il Mobile si è rivelato un canale efficace per offrire servizi a supporto dell’intero processo di acquisto (dalla fornitura di informazioni alla prenotazione, dall’acquisto all’assistenza post-vendita), non solo da parte delle imprese di servizi, ma anche di quelle retail. Gli obiettivi con cui il Mobile viene utilizzato non sono solo intangibili (aumento della customer experience), ma anche tangibili e misurabili (aumento delle vendite o riduzione dei costi): alcuni casi dimostrano chiaramenteche l’investimento in iniziative di Mobile Marketing & Service si può ripagare in un anno.

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    E proprio per offrire meccaniche di promozione e servizi, le aziende investitrici stanno stabilendo una propria presenza su Mobile: circa il 60% delle imprese medio-grandi italiane dichiara di avere un Mobile site o una Mobile App e un ulteriore 30% circa sta valutandone l’introduzione. Dati che trovano conferma negli utilizzatori, visto che, guardando agli utenti che navigano da Cellulare, 3 su 4 hanno scaricato almeno un’App o accedono ai siti Mobile delle aziende investitrici e il 60% li usa di frequente.

    Se qualcuno dava per spacciati gli Sms allora deve un po’ ricredersi. Infatti non ci sono solo App e Mobile site nelle strategie delle aziende italiane, si conferma in forte crescita anche la comunicazione via Sms ai propri database clienti: nel 2012 sono stati utilizzati dalle aziende a fini di marketing o customer care quasi 2 miliardi di Sms.

    “Il Mobile Marketing & Service italiano è dunque in piena esplosione – spiega Marta Valsecchi, Responsabile della Ricerca – ma ha potenzialità di crescita ancora grandissime: si prevedono scenari incentrati principalmente su personalizzazione e geo-localizzazione dell’offerta, con sviluppo di prodotti e adv “su misura” per ogni singolo cliente. Proprio una delle novità più attese dall’intero settore è costituita dal Mobile Couponing, ovvero la possibilità di ricevere buoni sconto e promozioni direttamente sul proprio Smartphone. Questa opportunità suscita forte interesse non solo nelle imprese, ma anche negli utenti che in più del 50% dei casi dichiarano di voler ricevere coupon digitali sul proprio Cellulare, ritenendoli più comodi di quelli cartacei; circa il 30% li vorrebbe però profilati sui propri interessi, mentre il 22% gradirebbe la ricezione in prossimità dei punti vendita; solo l’11% non è interessato a riceverli.”

    Conoscere in dettaglio l’utente Mobile è sempre più importante per definire meccaniche di ingaggio efficaci.

    Il fermento osservato da parte delle aziende investitrici è ancora più evidente ed elevat ose si guarda alle aziende di filiera. A fianco delle imprese che tradizionalmente curano progetti di Marketing & Service per le aziende investitrici, sono, infatti, nate nel corso degli ultimi anni (con un forte incremento proprio nel 2012) molteplici startup specializzate in soluzioni di Mobile Marketing & Service. Ben il16% di tutte le startup finanziate in Italia in ambito ICT negli ultimi due anni offrono servizi innovativi di Mobile Marketing & Service.

    Se questa è la fotografia, molto positiva, del Mobile in Italia nel 2012, c’è da attendersi dunque un 2013 ancora più in crescita.

  • Word Genius, il concorso di UniCredit che ti premia su Facebook

    Word Genius, il concorso di UniCredit che ti premia su Facebook

    UniCredit è sicuramente una delle banche italiane più attive su Facebook, lanciata ormai vero i 90 mila fans. E l’attività continua con il lancio di Word Genius, il concorso che premia i propri fans con ricchi premi. Avete tempo fino al 29 Marzo 2013

    UniCredit è sicuramente una delle realtà più attive e dinamiche su Facebook nel panorama italiano. La fanpage ufficiale è ormai lanciata verso i 90 mila fans, traguardo raggiunto nel giro di pochi mesi, frutto della elevata interazione sulla pagina e dell’elevata qualità dei contenuti che ha incontrato il favore dei propri fans.

    Ma UniCredit non si ferma e in questi giorni lancia un concorso proprio rivolto ai propri fans su Facebook. Si tratta di Word Genius e si potrà partecipare al concorso fino alle 16.00 del 29 marzo. Questa simpatica iniziativa è direttamente collegata alla Genius Card di UniCredit, una carta di credito nominativa ricaricabile dedicata soprattutto al target under-26, che tra i tanti vantaggi consente di prelevare a costo zero e di pagare senza commissioni nei negozi on-line.

    Come si gioca

    Il concorso è molto semplice: basta accedere sulla pagina dedicata al consorso; selezionare il tuo livello di difficoltà tra i 3 proposti; rispondere nel minor tempo possibile alle 5 domande che ti vengono poste (ricordando che avrai solo 20 secondi per le 5 domande !). Se l’utente desidera aumentare le sue possibilità di vittoria, basterà invitare 5 amici a partecipare al gioco.

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    I premi in palio

    Ad ogni livello di difficoltà corrisponde uno specifico badge e la possibilità di vincere un premio a estrazione.

    • Per i partecipanti al Livello Facile : un buono La Feltrinelli da 50 euro
    • Per i partecipanti al Livello Medio : Kindle Paperwhite (dispositivo di lettura wireless, schermo da 6″, Wi-Fi.s)
    • Per i partecipanti al Livello Difficile : un Samsung Galaxy SIII 
    • Ed infine, per I possessori della genius card, vi è la possibilità di vincre un magnifico Samsung Galaxy Note 10.1

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    Allora, che aspettate a partecipare? In bocca al lupo e buon divertimento!


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  • Social Tv, è Masterchef Italia il più twittato della settimana

    Social Tv, è Masterchef Italia il più twittato della settimana

    Masterchef Italia su Sky è il programma televisivo più twittato della settimana. Servizio Pubblico su La7 continua a dominare su Facebook, mentre Uomini e Donne, proprio su Facebook, conferma il primato di like, ben 23.205. Questa il quadro della settimana Socia Tv dal 25 gennaio al 1° febbraio grazie ai dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager

    “Masterchef Italia” conquista questa settimana lo scettro di Twitter, #masterchefit è stato infatti l’hashtag più utilizzato tra i programmi tv secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

    “Masterchef Italia” è per la prima volta il programma più twittato della settimana con il 15% dei tweet, mentre “Servizio Pubblico” di Santoro resta al secondo posto con il 12% dei tweet complessivi. Al terzo posto si posiziona “Ballaro’” (Rai 3)  con l’11% dei tweet complessivi. “Le invasioni barbariche” (La 7) di Daria Bignardi, che la scorsa settimana aveva esordito come programma più twittato, scende questa settimana al sesto posto.

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    Come mostra la variazione significatva delle Invasioni Barbariche – commenta Andrea Barchiesi Ceo di Reputation Manager/Audisocial Tv – la reattività immediata di Twitter è molto legata all’emotività, in questo caso data dall’aspettativa verso un esordio, ma nel tempo l’interazione si normalizza e si gioca sui contenuti”

    Infatti dal lato Facebook, dove la relazione con i fan è più consolidata,  “Servizio Pubblico” (La7) si riconferma al primo posto nella classifica Active Fan con 1631 fan attivi che hanno prodotto 2710 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma.  Bene anche “Masterchef Italia “ (Sky) che  segue al secondo posto con 1505 fan attivi, davanti a “Uomini e Donne” (Canale %) con 1.484 fan attivi e “Le invasioni barbariche” (La7)  con 1.174 fan attivi.

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    Nella classifica  Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla Fan Page, è “Uomini e Donne” (Canale 5)  a conquistare di nuovo il primato settimanale con 23.205 like, davanti a “La prova del cuoco” (11.992 like) e “Servizio Pubblico” stabile al secondo posto (11.633 like).

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    Anche nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, Uomini e Donne risulta il programma più attivo questa settimana con 139 post della redazione, superando Agorà (116), mentre Servizio Pubblico rimane stabile al terzo posto (69).  Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (3697), condivisioni (1.767) e commenti (180) è quello di di “Alle falde del Kilimangiaro” (Rai 3): dedicato alla Giornata della Memoria “Oggi è la Giornata della Memoria. Non dobbiamo dimenticare!

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  • Era della Trasparenza, crowdsourcing sugli Open Data

    Era della Trasparenza, crowdsourcing sugli Open Data

    La partecipazione dei cittadini è preziosa per avere una valutazione concreta sulla situazione della liberazione dei dati nelle Pubbliche Amministrazioni del nostro paese. E’ il risultato a cui è giunta l’iniziativa di Era della Trasparenza chiedendo la partecipazione di tutti, in stile crowdsourcing, per fare chiarezza durante la settimana della Trasparenza

    Una settimana denominata “della trasparenza” è bastata a capire quanto i cittadini tengano alla “liberazione” dei dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni. L’iniziativa è partita da Agorà digitale che, tramite il portale www.eradellatrasparenza.it e attraverso l’hashtag #SalviamoGliOpenData, ha invitato i cittadini a costruire una mappa del rispetto delle norme sugli Open Data. A finire sotto la lente d’ingrandimento stavolta era il rispetto dell’art. 18 del “Decreto Sviluppo” che prevede l’obbligo di pubblicazione per le PA, a partire dal primo gennaio, dei dati riferiti alle spese liquidate di importo superiore ai mille euro. A settimana conclusa il bilancio è stato di oltre 1.200 report compilati dai cittadini che hanno recensito la “propria” Amministrazione, poi passata al setaccio dello staff di Agorà digitale per una verifica di rispondenza.

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    Ad osservare la mappa che appare non appena si apre il portale, ciò che balza all’occhio è l’assoluta predominanza di mongolfiere di colore rosso, indicanti PA con “nessuna trasparenza nelle spese”. Scarso pure il numero delle gialle (a parziale trasparenza) che si accompagnano ai rari esempi di trasparenza indicata da mongolfiera verde. Meno di un centinaio quindi le PA in regola, concentrate soprattutto nel nord est del Paese. L’Italia centro meridionale si presenta con una predominanza di rossi invece ed alcuni casi di eccellenza: 3 in Puglia, 1 in Basilicata, 1 in Campania, 4 nel Lazio, 1 in Abruzzo, 3 in Umbria e 4 in Sardegna.

    Da evidenziare che anche andando a curiosare sul come le PA si siano messe in regola non c’è da star sereni, visto che abbondano i formati in cui poter scaricare le informazioni: chi ha usato .csv, chi .xml, chi .xls, chi .ods. E qualcuno ha lasciato lo sfizio del fare copia e incolla al cittadino che altrimenti si troverebbe troppo avvantaggiato nell’avere una tabella pronta da usare. Altra cosa che balza all’occhio è poi il formato dei dati pubblicati: a chi verrebbe in mente di mettere a disposizione un dato economico (utile soprattutto se si può sommare) vestito da testo? Basta guardare per rendersi conto che c’è chi vicino alla cifra ha messo “euro” chi ha messo il simbolo e chi ha aggiunto “iva compresa”. Il passo importante sarebbe proprio quello di uniformare i dati affinché chiunque voglia comparare ad esempio le spese di una PA, una qualunque PA italiana, con un’altra PA possa farlo senza difficoltà.

    E’ vero che l’esperienza insegna che quando un Decreto esce senza un documento tecnico che va a definire le caratteristiche specifiche dei dati il rischio è proprio quello di avere le interpretazioni più fantasiose, indubbiamente inutili ai più. L’era della trasparenza non si ferma con la rilevazione, ma vuole coinvolgere i candidati alle prossime elezioni a sottoscrivere un impegno serio per l’open data. Sono oltre quaranta le sottoscrizioni finora pervenute (http://www.eradellatrasparenza.it/patto-trasparenza.html). Tutte rigorosamente pubblicate in modo trasparente.

  • Wwworkers, confronto tra politica e lavoratori della Rete [Live]

    Wwworkers, confronto tra politica e lavoratori della Rete [Live]

    Vi invitiamo a seguire “a rete unificata” il primo hangout organizzato da Wwworkers, la community dei lavoratori della Rete che di recente si è completamente rinnovata. Al confronto partecipano Stefano Quintarelli, Antonio Palmieri, Andrea Di Benedetto, Riccardo Luna e i wwworkers provenienti da ogni angolo d’Italia. #wwworkers l’hashtag per twittare in diretta

    Negli ultimi 15 anni sono 700mila i posti di lavoro creati da Internet in Italia, con un saldo positivo di 320mila rispetto ai posti di lavoro persi e con un impatto sul prodotto interno lordo che si aggira attorno al 2%, pari a 36,1 miliardi di euro. (Digital Advisory Group con McKinsey). Si moltiplicano i lavoratori italiani della rete che ora si ritrovano in una piazza virtuale: si rinnova infatti wwworkers.it, la community dei lavoratori della rete. La piattaforma, nata da un’idea di Giampaolo Colletti, aggrega migliaia di imprenditori e lavoratori, professionisti che operano con le nuove tecnologie, artigiani e commercianti che approdano online per vendere anche all’estero e internazionalizzare l’impresa.

    La nuova piattaforma propone ogni giorno storie di successo, mappa le nuove professioni, ospita un forum di confronto, aggiorna la fotografia e i trend legati alle economie della rete e raccoglie le 10 azioni da chiedere alla futura classe politica per i lavoratori che operano in contesti digitali.

    Quello di oggi è il primo hangout che Wwworkers propone e coinvolge lavoratori, influencer, politici. Sarà un’occasione di confronto sui temi del lavoro e delle nuove tecnologie in un format trasmesso in diretta “a rete unificata”. Vi partecipano Stefano Quintarelli (Scelta Civica con Monti per l’Italia) e Antonio Palmieri (responsabile Internet e nuove tecnologie PDL). Interverranno Andrea Di Benedetto (Presidente Giovani Imprenditori CNA), Riccardo Luna (Che Futuro) e quattro wwworkers provenienti da ogni angolo d’Italia.

    La diretta sarà trasmessa “a rete unificata” oggi giovedì 31 gennaio dalle ore 15 qui sul nostro blog su Wwworkers.it, su Altratv.tv e su centinaia di web tv e media digitali mappati dal network. In live streaming anche sui grandi network editoriali come, ad oggi: ANSA.it , ilSole24Ore.com, Rainews24.it, Tiscali.it, Metronews.it, Dire.it, Diregiovani.it, Linkiesta.it, Ustation.it, Agoravox.it. #wwworkers l’hashtag per twittare in diretta.

  • Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Da un’indagine commissionata da LivePerson, che vi presentiamo oggi accompagnata da un’infografica, si rileva che oltre l’80% degli utenti dichiara di aver bisogno di supporto durante il processo d’acquisto online. L’indagine analizza il comportamento d’acquisto dei consumatori online e il loro livello di engagement

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale ha commissionato a una società indipendente un’indagine volta ad analizzare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    In molti casi, le abitudini individuate così come la propensione allo shopping online hanno messo in evidenza una netta spaccatura tra le aspettative dell’utente e l’offerta delle aziende, soprattutto in termini di customer service. Sebbene l’accesso immediato alle informazioni in ogni luogo e da ogni dispositivo stiano cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti, il supporto offerto dall’azienda non deve diminuire, anzi. Quanti clienti si sentono abbandonati a sé stessi davanti ai loro pc, smartphone o tablet? Più di quanti non si pensi, soprattutto in Italia.

    Utenti italiani: esperti o principianti?

    Il sondaggio ha chiesto innanzitutto agli intervistati di indicare il loro livello di esperienza in qualità di online shopper: il 28% degli intervistati si è definito principiante, ossia alla ricerca attiva di un supporto durante il processo d’acquisto; il 56% si è attribuito un livello di expertise medio, definendosi in linea di massima autosufficiente, e solo il 16% si è dichiarato un vero ‘guru’ in materia, tanto da poter dare consigli ad altri utenti. Tra i campioni analizzati, i tedeschi sembrano essere i più pratici in fatto di acquisti sul web (87% degli intervistati), mentre gli italiani si vedono invece come i meno esperti (solo il 55% degli intervistati dichiara di un livello di expertise medio o alto).

    Questa percezione trova conferma nelle abitudini d’acquisto: tra tutti i Paesi analizzati, sono infatti gli espertissimi tedeschi (53%) ad affermare di spendere più sul web che nei negozi, seguiti dagli inglesi (47%) e dagli americani (40%). Chiudono la classifica gli italiani: solo il 27% degli intervistati spende di più online.

    Ricevere supporto online non è scontato!

    A livello globale, sebbene solo 1 intervistato su 6 richieda effettivamente un supporto durante il processo d’acquisto online, l’83% dei consumatori online ammette che potrebbe averne bisogno. Tra i Paesi analizzati il Regno Unito è il meno propenso a cercare supporto (solo il 13% degli intervistati si dichiara a favore), mentre l’Italia è quello che lo è di più (43%).

    Durante il processo d’acquisto, il 71% degli utenti si aspetta di trovare supporto entro 5 minuti, il 31% si aspetta invece un aiuto immediato. La velocità di reperimento delle informazioni è risultata essere meno importante per i tedeschi (48% degli intervistati), ma fondamentale per americani (81%), inglesi, francesi e italiani (tutti al 73%). Se il supporto non fosse offerto entro il tempo indicato, il 48% si rivolgerebbe a un sito competitor o abbandonerebbe l’acquisto. In questo senso, il Regno Unito presenta la più alta percentuale di ‘disertori’ (58%) mentre gli italiani sono i più persistenti: solo il 30% è pronto a indirizzarsi altrove mentre il 9% opta per l’abbandono dell’acquisto.

    Velocità e dialogo: gli elementi differenzianti dello shopping online

    Quando è stato chiesto agli utenti cosa determina il successo di un’esperienza di customer service, due sono state le risposte principali: la rapidità nella risoluzione di un problema (per l’82% degli intervistati) e la capacità di risoluzione in un unico passaggio (first-contact resolution, 56%).

    Interessante notare che il 93% dei consumatori ritiene che il supporto in tempo reale possa tornare utile in più fasi del processo d’acquisto. Il 51% dichiara inoltre che, se potesse usufruire di una Live Chat, sarebbe più propenso all’acquisto, trend particolarmente forte in Italia, sostenuto dal 60% degli intervistati che, sempre in caso di Live Chat disponibile, esprimono una maggiore propensione a rivolgersi allo stesso sito una seconda volta e a fidarsi del brand.

    Spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia:

    Presso consumatori e aziende è ancora largamente diffusa la percezione del web come ambiente self-service. La realtà dei fatti indica però che i consumatori online si aspettano e hanno bisogno di ricevere lo stesso livello di supporto che troverebbero in un negozio fisico: se questo tipo di supporto non viene erogato – e, per di più, in breve tempo –  essi sono disposti ad abbandonare l’acquisto o a dirigersi su di un sito concorrente. Per fidelizzare i propri clienti, i business online devono essere capaci di identificare il livello e la tipologia di supporto richiesta dal consumatore, analizzando il suo comportamento e rispondendo di conseguenza”.

    A questo link potete visionare l’intera ricerca.

    Ora raccontateci come vi comportate voi nel momento di effettuare un acquisto onlie, vi ritrovate nelle casistiche rilevate dall’indagine?

    Infografica_Italia_LivePerson

  • Paperman, è online la storia d’amore in bianco e nero targata Disney

    Paperman, è online la storia d’amore in bianco e nero targata Disney

    Paperman, il cortometraggio in bianco e nero realizzato da Disney e candidato all’Oscar, è stato pubblicato online. La bella storia d’amore ambientata negli anni ’40 è stata interamente disegnata a mano e combinata con le nuove tecnologie d’animazione. Il risultato è eccellente

    Paperman è un cortometraggio realizzato da Disney e candidato all’Oscar 2013, interamente disegnato a mano, il che lo rende ancora più meritevole dell’attenzione di tutti. In un’epoca dominata  da sofisticate tecnologie per la realizzazione di film d’animazione, Paperman è quindi un piccolo gioiello. I disegni sono stati poi “trattati” al computer attraverso una tecnica che potrebbe prefigurarsi come veramente innovativa e che potrebbe caratterizzare il mondo dell’animazione nei prossimi anni. Un approccio ibrido, si potrebbe dire, la perfetta fusione tra disegni animati realizzati a mano e poi definiti con le più avanzate tecniche computerizzate. Quello che colpisce di Paperman è proprio questo approccio e lo si nota da subito.

    Paperman

    La vera notizia è che ieri la Disney ha deciso di pubblicare online Paperman e dare a tutti la possibilità di vederlo. Il corto è uscito ufficialmente a fine 2012 e ora ha grandi possibilità di portare a casa l’ambita statuetta come Miglior Cortometraggio d’Animazione.

    L’opera è stata diretta dall’esordiente John Kahrs e realizzata da un gruppo di 12 disegnatori in 2D che hanno utilizzato un esclusivo software di disegno chiamato Meander per rendere animati i disegni a mano.

    paperman-disegno

    La storia

    Il corto, ambientato nella New York degli anni ’40, è la storia di un giovane pendolare e solitario, George, il cui destino prende ad un certo punto una piega assolutamente inaspettata, proprio dopo l’incontro casuale con una ragazza bellissima, Meg. Convinto di aver perso per sempre quella che per lui è già la ragazza dei suoi sogni, d’un tratto gli si presenta una nuova possibilità e speranza di conoscerla, quando lui la vede dalla finestra del suo ufficio nel grattacielo di fronte. Da questo momento cercherà in tutti i modi di incontrare la sua Meg e non ha nessuna idea di cosa lo attende.

    Una bella storia, un mix tra passato e futuro, una combinazione che descrive perfettamente quale sarà la Disney del futuro. Se avete poco più di 6 minuti, vi consigliamo di guardarla.