Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Blog, strumento per Comunicare

    Strumento per eccellenza del web 2.0, i blog, corporate blog, stanno prendendo piede anche all’interno delle aziende per poter meglio gestire la comunicazione con i propri clienti, al proprio interno e anche gestire al meglio i rapporti coi propri partners.

    Blog, strumento per comunicare
    Blog, strumento per comunicare

    Leggendo, come di solito faccio, il blog di Mauro Lupi, e come spesso accade, trovo questo post interessante che riporta una parte dell’indagine di McKinsey, How companies are benefiting from Web 2.0: McKinsey Global Survey Results, in cui si nota che, sulla base delle interviste effettuate a 1700 managers di aziende, si nota che i blog risultano essere un valido strumento all’interno dell’organizzazione, per attività rivolte ai clienti, e per quelle dedicate ai partner e fornitori.  (altro…)

  • Topsy, il motore per retweet

    Recentemente mi sono imbattuto per caso in Topsy, tutto sommato un motore di ricerca, ma che possiede un particolare molto interessante. Infatti ricerca tra i links degli utente registrati su Twitter, anzi ricerca proprio i retweet. Risultato oltre che interessante, anche sbalorditivo.

    Topsy
    Topsy

    Cercando qualche informazione in più su questo nuovo motore, sono risalito a questo post di Michael Arrington su TechCrunch che da una bella descrizione di come lavora Topsy. Stiamo parlando di un motore di ricerca, ma di un motore di ricerca particolare, non proprio alla Google. Infatti a differenza di Google che vede il web come documenti e analizza il comportamento dei link in modo tale da preferire i documenti meglio linkati piuttosto che quelli che concorrono tra loro con le stesse keywords o argomenti. E con l’arrivo dei blog che si aggiornano in maniera poco regolare, Google finisce per indicizzare meglio quelli più diffusi e popolari. Tutta questa attività genera una massa enorme di contenuti a tal punto che Google, come gli altri motori molto meno attrezzati, fanno difficoltà a starvi dietro. (altro…)

  • La Mappa dei Social network

    World Map of Social Network
    World Map of Social Network

    Sapevate che nonostante i milioni di utenti quotidianamente collegati facebook in alcuni paesi è poco usato? Se navigate la mappa realizzata da Vincenzo Cosenza, profondo conoscitore del web e di facebook in particolare, avrete delle sorprese proprio relativamente al social network di Mark Zuckerberg.

    Il social network con il più alto numero di utenti iscritti, oltre 300 milioni, è cinese e si chiama Qq. E pensare che facebook ha superato i 250 milioni di iscritti nel mondo proprio in questi giorni. Sempre consultando la mappa si scopre che in Russia il social network più diffuso si chiama VKontakte, mentre per la popolazione di lingua araba la comunità più importante e diffusa è Maktoob.

    Orkut rimane forte in India e Brasile e HI5 resiste in Peru, Colombia, Ecuador e in altre nazioni come il Portogallo, la Mongolia e la Romania. Alla fine se guardiamo bene ci accorgiamo che oltre facebook c’è altro.

    Per chi volesse navigare la mappa può collegarsi qui.

  • Yoani Sànchez, blogger a Cuba

    Non si può parlare di libertà di espressione senza citare Yoani Sanchez, blogger e giornalista a Cuba che ogni giorno attarverso il suo blog “Generacion Y” lotta contro le restrizioni assurde del regime del suo paese. Ma sta cambiando qualcosa a Cuba oggi?

    Yoani Sanchez, Cuba Libre
    Yoani Sanchez, Cuba Libre

    Qualche mese  fa tutto il mondo, anche quello meno vicino al mondo del web, conobbe più da vicino Yoani Sanchez. Giornalista e blogger de La Habana con il suo blog Generacion Y lotta quotidianamente contro le restrizioni vigenti sulla libertà di espressione imposte dal governo castrista. L’occasione fu data dalla X Biennale dell’Avana e nel video che può essere ancora visto su youtube, viene documentato quanto accaduto in quel momento, tra l’altro descritto molto bene da Yoani sul suo blog: (altro…)

  • Quando la Bignardi decise di lasciare Facebook

    Con una lettera sul suo blog, Daria Bignardi disse di lasciare Facebook. Lo so non è una notizia con cui aprire un telegiornale, ma trattasi di Facebook e di una testimonianza da parte di un personaggio famoso, quindi è una notizia.

    Daria Bignardi
    Daria Bignardi

    Voglio riportare una testimonianza diretta da parte di un personaggio famoso, che tra l’altro seguo e stimo molto, che parla della sua esperienza fatta su Facebook e della decisione di lasciare il popolare social network. Sono sicuro possa interessarvi anche perchè molti su facebook vanno alla ricerca di personaggi famosi, ecco allora un personaggio famoso che parla di facebook.

    “Addio monti, non ce la faccio più. Devo lasciarvi, forse ci rivedremo di tanto in tanto…”. Comincia proprio come una lettera d’addio, “Mi sono accorta che Facebook mi prende troppo tempo. Uno dice: «Che cosa vuoi che sia, mezzoretta al giorno?». Ma non è mai mezz’ora. Alla fine, se vuoi rispondere alla posta e dare un’occhiata agli altri messaggi, come minimo ti parte un’ora”, sfido chiunque a sostenere il contrario. “È stato bello. Breve ma intenso. Nove settimane e mezzo di passione, come nella migliore tradizione dell’amour fou”. E poi continua, “Mi ero iscritta il 24 gennaio. Tre giorni dopo sarebbe uscito il mio libro e volevo che chi lo leggeva potesse dirmi che cosa ne pensava (…) Facebook mi sembrava più vero, più democratico e umano. E difatti lo è. Pure troppo. E come gli umani vuole attenzione e cure. E se non lo curi, s’incazza di brutto. Comincia a dirti che lo vuoi sfruttare a fini promozionali. Che pensi solo ai fatti tuoi. Che sei besctia ed egoiscta (…) E se mai un giorno dovessi ritornare, «adderò» solo gli amici che sono sicura di poter coltivare. Dicono gli esperti che non possono essere più di cento, centocinquanta. Adieu, adieu”.

    Beh cosa dire…qualcuno di voi si riconoscerà nella lettera e forse qualcuno di voi imiterà la brava Bignardi…chissà.

    (fonte: wittgenstein.it)

  • L’UE, la Privacy e i social network

    Dall’UE arriva uno stop ai social network per ciò che riguarda la privacy. Viviane Reding, commissario alle telecomunicazioni, sul suo sito: “Internet non diventi una giungla”.

    Privacy e sicurezza
    Privacy e sicurezza

    Come abbiamo già scritto, Facebook ha raggiunto oltre 200 milioni di iscritti e si acuisce di fatto il problema privacy sui social network. E dopo l’appello del Garante sulla Privacy Pizzetti, da sottolineare quello del Commissario Responsabile delle Telecomunicazioni dell’Ue, Viviane Reding, che stringe la morsa sulla protezione dei domini privati su internet e sugli altri supporti elettronici chiedendo, con una campagna, una revisione della legislazione europea a riguardo.

    In un video-messaggio sul suo sito istituzionale, la Reding affronta il tema della tutela delle informazioni personali nell’era digitale e se la prende anche con i social network: “Vuoi che internet diventi una giungla? Potrebbe presto accadere, se non si riesce a controllare l’uso dei vostri dati personali online – questo l’inizio dell’appello del commissario, che poi continua – la privacy è un aspetto importante della cultura europea, tutelato per anni dalle legislazioni. Credo sia un diritto di tutti i cittadini europei controllare come le proprie informazioni personali vengano utilizzate”.

    Il Commissario per le Telecomunicazioni ha avvertito che l’Unione europea agirà contro gli stati membri che non applicheranno le regole per assicurare la privacy e per garantire che i cittadini possano dare il loro parere prima del trattamento dei loro dati personali. Facebook e compagnia sono dunque i primi della lista per l’enorme potenziale di comunicazione che avvicina le persone ma le rende più vulnerabili. Soprattutto per quanto riguarda l’identità dei minori. “Credo che almeno i profili dei minorenni dovrebbero essere esclusi dai risultati dei motori di ricerca – spiega Viviane Reding – la Commissione europea ha già richiamato i principali siti di social networking a trattare i dati dei minori con maggiore attenzione, soprattutto tramite l’auto-regolamentazione”.

  • Attenzione, adesso Facebook in uffico fa bene!

    Adesso Facebook e tutti gli altri social network se usati durante le ore di ufficio fanno bene, anzi aumentano la produttività degli impiegati secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori   dell ‘Università di Melbourne

    Facebook in ufficio
    Facebook in ufficio

    Secondo uno studio australiano, usare Facebook, Twitter e i social network in generale durante l’orario di lavoro aumenta la produttività. Lo annuncia l’Università di Melbourne, la quale afferma che l’aumento di efficienza di coloro che usano Internet sul lavoro per ragioni personali rispetto a coloro che non lo fanno è pari al 9%.

    “Le aziende spendono milioni in software per impedire ai loro dipendenti di guardare video, usare siti di social networking o di shopping online col pretesto che causi una perdita di milioni in termini di produttività” spiega l’autore della ricerca, Brent Coker, concludendo: “Non è sempre così. Pause brevi e non intrusive, come una rapida occhiata a internet, aiutano la mente a riposare, portando ad una concentrazione sul lavoro maggiore nell’arco di una giornata, e come risultato, aumentano la produttività”. Lo studio è stato effettuato su 300 lavoratori, il 70% dei quali usa Internet al lavoro per distrarsi.Tra le attività più diffuse come passatempo, cercare informazioni sui prodotti, leggere siti di notizie, giocare online e guardare video su YouTube. (altro…)

  • La Privacy e il Web 2.0

    Il Web 2.0 è caratterizzato dalla condivisione, dalla partecipazione delgi altri verso tutto ciò che noi vogliamo far sapere della nostra vita. Ma è davvero così? E la nostra Privacy dove va finire? Pizzetti, Garante della Privacy, dice che le nostre vite sono a rischio privacy

    Privacy e Web 2.0
    Privacy e Web 2.0

    I social network hanno cambiato il nostro modo di rapportarci agli altri e anche a noi stessi. Nella vetrina del web, quindi virtuale, mettiamo pezzi delle nostra vita in mostra da far vedere agli altri forse nel suo aspetto più bello, ma in realtà rimangono pur sempre parti di noi stessi esposti nello spazio virtuale di Internet. Francesco Pizzetti, partecipando qualche settimana fa a Roma ad una tavola rotonda, ha dichiarato che corriamo il rischio di essere la prima generazione destinata a portarsi dietro tutto il nostro passato, perchè i dati personali che vengono immessi su Internet e in particolare sui social network sono destinati a rimanere incancellabili, e addirittura arrivando a configurare un pericolo facebook.

    “Estendendo l’uso della rete e dei social network come Facebaook, attraverso i quali la gente mette sul web informazioni sui propri comportamenti – ha detto Pizzetti  – cresce sempre più il rischio che utilizzando un semplice motore di ricerca in qualunque momento chiunque possa venire a conoscere queste informazioni”. (altro…)

  • Discorsi sulla Crisi

    Proviamo a vedere cosa dicono i grandi leader a proposito della Crisi. Prendiamo ad esempio Obama e Berlusconi.

    Ormai la Crisi si sta facendo sentire ogni giorno di più con tutto il suo peso. I leader di tutti i paesi cercano quotidianamente un modo per frenarla mettendo in campo idee e strumenti per fronteggiarla, tenendo conto delle conseguenze amare che ci saranno per tutti. E, come si sa, i grandi leader in momenti come questi, sanno tirara fuori il loro meglio, cercando di non deludere i propri cittadini promettendo, o cercando di promettere, che la via d’uscita da questa situazione è a portata di mano. Ma come l’affronta Obama negli Usa? E Berlusconi in Italia? Di sicuro hanno un diverso modo di approcciare la politica e quindi sono molto diversi. (altro…)

  • Roberto Saviano, evento comunicativo

    Roberto Saviano in Tv su RaiTre in prima serata a Che tempo che fa di Fabio Fazio a raccontare i suoi ultimi  tre anni di vita vissuti sottoscorta dopo il grande successo di Gomorra

    gomorraGià il fatto stesso di dedicare una prima serata ad un tema così scottante ha dell’incredibile. Se poi questo tema scottante, la camorra e tutte le mafie, lo racconta proprio Roberto Saviano allora vuol dire che siamo di fronte ad un vero e proprio evento. Ed in un periodo in cui la televisione italian si distingue per il proliferare di reality di ogni sorta, ecco che questo momento acquista una valenza molto importante.

    Tutti conosciamo Roberto Saviano, abbiamo avuto modo di conoscerlo soprattutto per il suo libro, Gomorra, dove racconta quella che è oggi la camorra in Campania. Ma Saviano, ed è questo l’aspetto che voglio sottolineare, ha affrontato l’argomento raccontandolo in un modo diverso se vogliamo. Dal punto di vista comunicativo è stato ineccepibile. E’ riuscito a raccontare attraverso ritagli di giornali locali, fotografie la camorra cercando di coinvolgere il più possibile l’ascoltatore. Spiegando titolo per titolo cosa si volesse comunicare e ilperchè di quelle parole. Leggere il libro, leggere quei fatti pone il lettore, soprattutto quello più ignaro di cosa possa essere il fenomeno malavitoso, ad uno sforzo, se vogliamo anche notevole. Vedere il racconto supportato di immagini, di ritagli di giornale che hanno dell’incredibile, ma che ben rappresentano la società in cui i fatti si svolgono, ecco che il tutto sembra avere più consistenza, più forza.

    Saviano ha più volte sottolineato il fatto che la stampa nazionale ha spesso taciuto su questi episodi. E con il suo racconto da Fazio ha voluto che quelle vittime innocenti avessero una storia. Che trovassero in qualche modo una rivalsa. Ha tenuto una vera e propria requisitoria contro la stampa che spesso ha taciuto su fatti di tale rilevanza: “Silenzio colpevole che non permette di capire”, ha sottolineato lo scrittore.

    Sono convinto che serate come queste sono utili, anche se molto rare di questi tempi. Raccontare un argomento come questo non è facile e quindi plaudo alla scelta comunicativa con cui Saviano ha voluto narrare la sua storia che è anche storia di tutti noi.

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