Chi avrebbe mai pensato che anche i socialnetwork come Facebook, MySpace o Twitter avrebbero dovuto fare i conti con la crisi di questo periodo? Io sinceramente no. Ho sempre creduto che avessero già trasformato in denaro le tantissime adesioni che registrano. E a vedere bene il problema sta tutto lì.
Il problema lo ha sollevato un articolo apparso su Repubblica.it che analizza un pò lo stato finanziario dei socialnetwork dopo che alcuni analisti finanziari hanno pubblicato le loro stime. E infatti stano tutti attraversando un momento decisamente di difficoltà perchè a fronte di un elevato numero di utenti registrati non si registra un eguale aumento dei ricavi. E questo è dovuto soprattutto perchè questi siti sono gratis, e questo è il motivo principale del loro successo. Quindi bisogna trovare altrove altre forme di guadagno. E la pubblicità sembrava essere la soluzione, ma così purtroppo non è. Nel senso che così finora non ha portato grossi risultati, anche perchè c’è il rischio che aumentando la pubblicità in siti come Facebook il rischio è che gli stessi iscritti possano avvertire fastidio. E so anche che alcuni questo fastidio lo avvertono di già. Il caso più eclatante è proprio Facebook, con ammissione dello stesso Mark Zuckerberg secondo il quale le stime per il 2009 sarebbero già più basse di quelle inizialmente prospettate. E solo Facebook conta già più di 130 milioni di iscritti, con un successo finora senza limiti nel nostro paese. In pratica secono gli analisti, Facebook non ha ancora un proprio modello da proporre e il rischio di fallimento sembra essere preso in serie considerazioni. Lo stesso vale per Twitter, anche questo un socialnetwork in ascesa soprprendente, ma che non ha ancora trasformato la sua forza in un macchina per fare soldi.
E’ difficile pensare che colossi come Facebook, o lo stesso MySpace, che versa in una sotuazione più positiva certo ma che ha comunque le sue difficoltà, facciano fatica a restare a galla. Per chi li guarda da fuori come noi, sembra che questo non possa accadere e che lapubblicità da sola potesse bastare. In linea di pricinicpio sarebbe così, ma i costi ci sono, e sono tanti, e gli inserzionisti preferiscono in tempo di crisi affidarsi a metodi più sicuri che possano generare risultati positivi duraturi. In effetti in questo periodo sono molte le aziende che stanno rivedendo i loro budget per le promozioni per investire nelle strutture aziendali che più soffrono in questo momento. E non potrebbe essere diversamente. Poi sul fatto che Facebook, come pure altri, possa fallire ci credo poco. Se non sarà in grado di risollevarsi da solo allora di sicuro interverrà un colosso che lo comprerà e continuerà a sopravvivere, ma di sicuro non più gratis. Staremo a vedere.

Qualche mese fa un mio amico parlava già di vivere questa crisi come un’opportunità, ma ci trovavamo all’inizio di questa crisi e nessuno riusciva a capire bene cosa stesse per succedere e anch’io non riuscivo a vedere che la cosa migliore da fare fosse di cominciare a vederla come un’opportunità, insomma un’occasione. “Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità”, questa è una delle più famose citazioni di John F. Kennedy che non fa che tradurre la parola crisi scritta in cinese dove appunto si individuano il simbolo del pericolo e quello dell’opportunità, a ricordarci che davanti ad ogni pericolo c’è sempre una via d’uscita positiva, davanti al nero c’è il bianco. Si possono dare mille interpretazioni e tutte a sottolineare il fatto che in un momento di debolezza bisogna esprimere il meglio di noi stessi per ottenere un buon risultato senza che la paura abbia il sopravvento.
La lista del settimanale fotografa il punto di vista americano, che poi influenza il resto del pianeta. Si perchè di sorprese ce ne sono. Fatto salvo il personaggio numero uno, Barack Obama, neo Presidente Eletto degli Usa verso il quale gli stessi cittadini americani ripongono tutte le loro speranze (basti pensare che ad oggi la popolarità di Obama negli Usa secondo gli ultimi sondaggi è oltre l’80%), dietro ci sono molti volti che nessuno avrebbe pensato essere così influenti. Perchè poi quel che conta per il Newsweek è di indicare personaggi in grado di segnare il tempo, senza alcuna distinzione di sesso, razza o religione. E allora ecco che dietro Obama troviamo Hu Jintao il Presidente della Repubblica Popolare della Cina e poi subito dopo il Presidente della Francia Nicolas Sarkozy, il primo politico e personaggio europeo presente nella lista, ad indicare che comunque la si pensi per il prossimo futuro il presidente francese avrà il suo peso, così come lo avranno Angela Merkel, Cancelliere tedesco, e prima donna in lista, e Gordon Brown, Primo Ministro britannico, che nonostante il suo periodo non entusiasmante il patria, continua ad essere un personaggio importante per la politica europea e non solo. Politici italiani: zero! Neanche l’ombra, nonostante il gran parlare che si fa sul fatto che l’Italia sta aumentando il suo prestigio internazionale. E’ vero che il metro di misura non sia questa lista nel Newsweek, ma comunque ci da il polso di cosa avvertono di noi all’estero, cioè un Bel NIENTE!
Qualche settimana fa anche su questo blog segnalavo la decisione presa da Poste Italiane di inibire l’uso di Facebook dai pc aziendali in uso ai dipendenti e che da lì a poco questa decisione sarebbe stata imitata dalla Regione Veneto e dal Comune di Napoli, che in verità hanno provveduto solo a limitarne l’uso. Se da più parti si parla di aprire anche le aziende all’uso delle nuove tecnologie e quindi anche all’utilizzo di nuove forme di comunicazione legate al web, ecco che questi provvedimenti vanno nel senso praticamente opposto, rivelando tutta la difficoltà che esiste nel cercare un approccio alle nuove tecnologie. Adesso pare che in questo divieto sia incluso anche
Da quando è stato eletto lo scorso 4 novembre Barack Obama si è messo subito al lavoro, creando la propria squadra con nomi importanti per rilanciare l’economia per contrastare la crisi, ma soprattutto non ha mai perso di vista la caratteristica che più lo ha contraddistinto durante tulla la campagna elettorale. E cioè, mantenere vivo il suo rapporto coi cittadini che sono stati i grandi protagonisti che lo hanno portato ad essere il primo Presidente degli Usa nero. Ha continuato a privilegiare il web come strumento ideale per dare spazio alle richeste dei cittadini americani, sin da subito ha realizzato il sito Change.gov col quale ha descritto le azioni che prenderà nell’immediato parlando a tutti tant’è che pronunciato il suo primo discorso da Presidente eletto proprio su Youtube, sucitando entusiasmo e stupore, soprattutto dai grigiasti della nostra politica.
