Oggi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani compie 60 anni. Un documento importante che avrebbe dovuto elevare la dignità umana, ma che è stato costantemente disatteso da tutti.
Nata sulla scia dell’indignazione verso le atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, è uno dei testi fondanti delle Nazioni Unite, anche se non vincolante per i paesi che ne fanno parte. E sebbene abbia superato abbondantemente il mezzo secolo, rimane un documento di straordinaria attualità, anche in virtù del fatto che in 30 articoli è racchiusa la sfera dell’uomo inviolabile, quella che tutti dovrebbero rispettare verso tutti.
Proprio qualche giorno fa la Fao comunicava che nel mondo c’è ancora un miliardo di persone che muore per fame, cioè quasi un sesto della popolazione mondiale totale. E la maggior parte di questi sono bambini.
Di seguito gli articoli della Dichiarazione per formulare una propria opinione a riguardo:
1. Siamo tutti liberi ed uguali
2. Non discriminare
3. Diritto alla vita
4. Nessuna schiavitù
5. Nessuna tortura
6. Hai i tuoi diritti ovunque tu vada
7. Siamo tutti uguali di fronte alla legge
8. Tutti i tuoi diritti sono protetti dalla legge
9. Nessuna detenzione ingiusta
10. Diritto al giudizio
11. Innocente finché dimostrato
12. Diritto alla privacy
13. Diritto di libertà di movimento
14. Diritto di asilo
15. Diritto alla nazionalità
16. Diritto di matrimonio e famiglia
17. Diritto di proprietà
18. Libertà di pensiero
19. Libertà di espressione
20. Diritto di pubblica assemblea
21. Diritto alla democrazia
22. Sicurezza sociale
23. Diritti dei lavoratori
24. Diritto di giocare
25. Un letto e cibo per tutti
26. Diritto all’istruzione
27. Diritti d’autore
28. Un mondo libero e giusto
29. Responsabilità
30. Nessuno può toglierti i tuoi diritti


Recentemente si è svolto a Firenze il BTO-Buy Tourism Online dal 17 al 18 Novembre scorso, una manifestazione dedicata al Turismo e in particolar modo alla domanda e offerta del turismo online alla sua prima edizione. E fa piacere vedere come il settore del Turismo sia già orientato a realizzare un nuovo modo di fare business, sfruttando gli strumenti che offre il web, meglio di altri. In pratica in questa manifestazione gli operatori del settore si sono confrontati su quali fossero le strategie da adottare per il futuro e quale fosse lo stato attuale. E mi ha molto colpito il fatto che, prendendo spunto dall’interessante
dove si cerca di analizzare quelli che secondo l’autore gli effetti collaterali del sito. Un articolo su
E questo secondo il mio modesto parere, accresce sempre di più il fenomeno. Qualche giorno fa ha fatto notizia che Poste Italiane, una delle più grandi aziende italiane, abbia preso la decisione di oscurare il sito di Facebook ai dipendenti perchè “distrae dal lavoro”. Pare che anche la Regione Lombardi e Veneto stiano pensando di adottare provvedimenti simili. Ma perchè si è arrivati a tanto? Come mai tutto ad un tratto in Italia, notoriamente apatico verso il web e suoi strumenti, Facebook diventa l’esempio di socialnetwork per eccellenza? Diamo qualche numero intanto: un anno fa gli iscritti su Facebook erano appena 160 mila, a settembre 2008 erano 4 milioni e 200 mila! Un vero e proprio boom! Allora perchè prendere provvedimenti di oscuramento quando gli italiani per una volta forse apprezzano il web? Forse una risposta la si può trovare nel fatto che come al solito di fronte ad una cosa nuova ci manca il senso della misura. Nel momento in cui ne veniamo a contatto vogliamo sapere tutto e subito, e poi, quando questa passerà di moda, gettarla via come fosse carta straccia. Questa può essere una spiegazione, ma non basta. Ad attirare gli italiani su Facebook è forse il desiderio di provare la sensazione di esplorare nuovi modi di fare amicizia, ritrovare vecchi amici (la vera motivazione che ha portato 