Categoria: Web & Tech

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  • Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    A proposito della crescita del video advertising in Italia che si stima arrivare nel 2017 ad un valore di oltre 60 milioni di euro, vi proponiamo oggi un intervento sul nostro blog di José Enrique Rodriguez, Regional Manager Southern Europe di Videology. L’occasione è quella di approfondire l’argomento del Programmatic Avdertising

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    [dropcap]N[/dropcap]egli ultimi cinque anni la fruizione del media e entertainment si è notevolmente trasformata grazie a nuove tecnologie, maggiore larghezza di banda e il diffondersi di dispositivi smart che permettono ai consumatori di interagire con i contenuti video in modi completamente nuovi rispetto al passato. Di tutto questo gli advertiser devono tenerne conto, adeguandosi rapidamente alla nuova realtà.

    Il pubblico che brand e agenzie vogliono raggiungere, visualizza infatti numerosi contenuti su una gamma eterogenea di dispositivi – spesso  anche simultaneamente – capace di trasmettere lo stesso contenuto – o uno correlato – in ogni momento, ovunque, con feature e interattività social e applicazioni di content-amplification. I content provider confezionano i propri contenuti e le pubblicità adattandoli a molteplici dispositivi – come nel caso di servizi quali SkyGo – per servire al meglio questi consumatori, soddisfacendo le loro esigenze, indipendentemente dal momento e dal dispositivo.

    Negli USA, una ricerca di TechCrunch ha rivelato che quasi la metà dei consumatori comincia a guardare un video su un dispositivo, per poi finirlo di vedere su un altro – di solito si comincia su uno smartphone e si termina su un device con schermo più ampio.

    I consumatori stanno anche combinando il loro tempo di visualizzazione, passando da un device all’altro. Una ricerca Mediascope di IAB Europe dello scorso giugno ha rivelato come ad oggi quasi 25 milioni di persone nel Regno Unito usano regolarmente tre schermi per guardare e interagire coi contenuti.

    L’advertising audio-visivo è sempre più in voga. È emotiva, d’impatto ed efficace. La pubblicità è diventata sempre più un’estensione del contenuto stesso – personalizzabile, social, interattiva e targhetizzata.

    Tuttavia la crescente diffusione della possibilità di visualizzare contenuti video in ogni momento su qualsiasi tipo di schermo, fa sì che gli advertiser non possano più acquistare lo spazio TV in modo isolato rispetto al digitale. Le strategia media devono quindi riflettere la natura cross-channel della visione TV. Il mondo ha superato la divisione “TV vs digitale” entrando in un’epoca nella quale entrambe le realtà devono collaborare per raggiungere il pubblico in tempo reale e assicurare un impatto migliore per i brand. Tutto questo deve partire con i consumatori prendendo in considerazione i loro movimenti tra schermi e dispositivi. Quando gli inserzionisti cambieranno il proprio investimento in linea col comportamento dei consumatori si renderanno conto che tradurre una conoscenza approfondita del complesso mondo della fruizione di contenuti video in un unico piano media integrato offre un impatto di gran lunga più amplificato.

    Dispositivi e piattaforme devono essere gestiti per essere complementari tra loro, per consentire ai brand manager di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni singolo device. Per cui proprio come nessun editore si sognerebbe di distribuire contenuti su un unico canale, nessun brand dovrebbe restringere il proprio messaggio a un unico dispositivo e a una singola modalità di visualizzazione. La TV e il digitale sono diventati una continuazione dell’esperienza totale del consumatore.

    Ma dato che le abitudini dello “spettatore tipo” stanno evolvendo, le piattaforme di programmatic technology  devono aiutare brand e agenzie a muoversi in questa nuova realtà. Dato che i meccanismi d’acquisto e alcune metriche sono differenti per ogni piattaforma, è importante affidarsi a un partner tecnologico che sia capace di uniformare e facilitare il più possibile l’acquisto a un dato prezzo o a una particolare metrica su tutte le piattaforme. Esistono infatti realtà come la nostra che collaborando con  partner specializzati nel data e media research, sono in grado di utilizzare le migliori best practice tecnologiche per seguire i consumatori sfruttando il frequency capping cross-device e l’ottimizzazione della spesa relativa ai contenuti multimediali su dispositivi complementari per amplificare l’impatto della TV.

    Le nuove metriche digitali consentono una pianificazione integrata dalla TV al digitale.

    Queste metriche non solo offrono ai media buyer gli strumenti per identificare i tipi di pubblico sui vari schermi, ma consentono anche di comprendere i fattori e le azioni che in definitiva portano i consumatori nell’imbuto del marketing dalla brand awareness all’acquisto.

    L’adozione di un approccio multi-screen assicura un maggiore impatto sul brand, una migliore delivery della campagna e meno sprechi, consentendo a brand manager e media buyer di prendere decisioni più ponderate. Una nostra ricerca – basata su oltre 500 milioni di impressioni nel Regno Unito – sull’impatto della convergenza dei video illustra questo punto. Il video online, da solo, ha garantito un’impressionante crescita media del 33 percento per quel che riguarda il richiamo del brand tra i consumatori che hanno visto le campagne rispetto a quelli che non hanno visto nessun tipo di pubblicità. Tuttavia le campagne su tre schermi hanno avuto un 90 percento di successo in più nel favorire il richiamo del brand rispetto a quelle basate solo su video online.

    In definitiva, tutto viene fatto per consentire al brand di emergere e, ovviamente, per favorire la vendita dei prodotti. I contenuti video possono avere un impatto incredibile, cosa che ha reso la pubblicità televisiva così efficace all’inizio. Ora sono disponibili su molteplici schermi e fanno parte della “dieta multimediale quotidiana” di milioni di consumatori, che guardano sempre più video, più spesso e su un numero maggiore di device. Tutto ciò crea grandi ed entusiasmanti opportunità che consentono ai brand di ottenere un impatto persino maggiore – dato che quando il consumatore chiama, l’advertising deve rispondere.

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2014/01/videology.jpg-550×190-.png” ]José Enrique Rodriguez è Regional Manager Southern Europe di Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser[/author]

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  • Risparmio Super, boom di download della nuova app

    Risparmio Super, boom di download della nuova app

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    Risparmio Super, comparatore online di prezzi di generi alimentari ed elettrodomestici, ha da pochi giorni rilasciato la nuova app e subito è stato boom di download dall’App Store. La nuova app trasforma il tuo smartphone in uno scanner e ti consente di individuare il supermercato più economico e più vicino a te

    Di Risparmio Super, l’unico comparatore online di prezzi di generi alimentari ed elettrodomestici, vi abbiamo parlato già altre volte, anche se l’ultima risale a più di tre anni fa, in occasione del ricevimento di un finanziamento di 400 mila euro dal fondo Ingenium Provincia di Catania, dedicato alle imprese più innovative della provincia, e da LVenture, venture capitalist gestore dell’incubatore EnLabs. Negli anni la startup è cresciuta molto e oggi torniamo a parlarvene in occasione del lancio della nuova app e a distanza di pochi giorni dal lancio effettivo, subito sull’App Store è stato boom di download. Infatti l’app che ti consente di risparmiare sulla spesa di tutti i giorni, scovando le offerte più convenienti e vicine a te, si è piazzata in vetta alla classifica delle più scaricate dall’App Store (sez.tendenze).

    Semplice e intuitiva, l’app consente con pochi semplici passaggi di localizzarsi, cercare  prodotti e confrontarne il prezzo in diversi punti vendita, per poi inserirli, eventualmente, nella propria lista della spesa e scoprire qual è il supermercato più economico nelle vicinanze.

    risparmio-super-app-screenshot

    Ma non solo: la vera novità è la presenza di un lettore di codici a barre, che trasforma la fotocamera del tuo smartphone in un vero e proprio scanner! Che tu sia in negozio o davanti al frigorifero, sarà sufficiente accostare il cellulare al codice presente sulla confezione e l’app ti mostrerà il prezzo di quel prodotto nei supermercati più vicini a te, consentendoti così un confronto in tempo reale.

    Risparmiare sulla spesa di tutti i giorni è facilissimo: basta localizzarsi, compilare la lista della spesa e l’app ti dirà quale è il supermercato più economico della tua zona. Oppure, è sufficiente aprire la dispensa di casa, scegliere un prodotto, scansionarne il codice a barre e confrontare i prezzi per scoprire subito in quale supermercato conviene acquistarlo.”, dichiara Barbara Labate, founder e A.D. di Risparmio Super

    E se il prodotto non fosse presente nel database Risparmio Super, i consumatori potranno segnalarne il prezzo che, dopo essere stato vagliato dal team Risparmio Super, verrà  debitamente inserito a vantaggio di altri utenti. L’app, così come il sito www.risparmiosuper.it, offre lo stesso servizio anche per i negozi di elettronica, confrontando i prezzi dei prodotti più diversi, dai cellulari alle lavatrici, in vendita sia online sia nei negozi fisici.

    E con la nuova app si potranno sfogliare e confrontare tutti i volantini senza bisogno di scaricare pesanti pdf sul proprio smartphone.

    L’applicazione è stata sviluppata da IQUII, società con la passione per il digitale, l’innovazione e le nuove tecnologie che oltre ad attività di sviluppo si occupa di progetti di mentorship/partnership con startup.

    Credo che Risparmio Super sia uno dei progetti di startup italiani meglio riusciti degli ultimi anni e su cui puntare. L’applicazione mobile diventa un tassello importante del progetto perchè permetterà agli utenti di avere uno strumento a portata di mano per localizzarsi, verificare i prezzi ed avere una esperienza completamente diversa in fase di scelta del prodotto da acquistare”, dichiara Fabio Lalli, fondatore di Iquii

    L’app di Risparmio Super è gratuita ed al momento disponibile per Apple, ma sarà presto disponibile anche per Android e Windows Phone.

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  • Webtrends, 20 anni di successi

    Webtrends, 20 anni di successi

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    Webtrends, azienda leader nel settore delle web, social e mobile analytics, festeggia oggi 20 anni di successi. Dal 1993 sul mercato del digital marketing, Webtrends inizia il nuovo anno sperimentando un momento di particolare crescita e innovazione

    Pioniere del mercato delle analytics nel 1993, Webtrends è oggi leader nella fornitura di soluzioni e servizi di digital marketing e ottimizzazione. A distanza di vent’anni, con oltre 2.000 clienti in 60 Paesi e una rete di 130 partner e rivenditori, l’azienda analizza oltre 13 miliardi di transazioni al giorno, elabora più di 900TB di dati provenienti da 18.000 siti web e 1.500 profili Facebook e le sue soluzioni rappresentano oggi una componente chiave nei moderni programmi di marketing. Capitalizzando sulla sua pluriennale esperienza nelle analytics, Webtrends possiede un vantaggio indiscusso quando si tratta di rispondere alle necessità di ottimizzazione e personalizzazione contestualizzata in-the-moment per tutto il percorso del cliente.

    Nel report Survey Analysis: Big Data Adoption in 2013 Shows Substance Behind the Hype del settembre scorso, Gartner dichiara che: “Gli investimenti in big data nel 2013 continuano a crescere, con il 64% delle organizzazioni che investono – o pianificano di farlo – in tecnologie per i big data, rispetto al 58% del 2012. La sfida maggiore per i vari settori nel 2013 riguarda la possibilità di trarre valore dai big data, con il 56% delle organizzazioni che la indica come principale difficoltà”.

    Per vincere la sfida, i professionisti del marketing e gli intermediari hanno bisogno di sofisticate funzionalità per i big data, per poter valutare il valore potenziale di un dato specifico su un cliente in tempo reale e per prevedere e automatizzare la generazione di offerte basate su diverse condizioni che massimizzano il valore percepito dall’individuo 1 ,dichiarano Jennifer Beck, Mike McGuire, Andrew Frank, analisti di Gartner.

    Con il rilascio di nuove soluzioni che offrono agli operatori marketing capacità illimitate di esplorazione dati e re-marketing in-the-moment, un sensibile ampliamento dei partner, l’acquisizione di nuovi clienti e l’ottenimento di numerosi riconoscimenti di settore, Webtrends inizia il 2014 sperimentando un momento di grande crescita e innovazione. Le nuove soluzioni di Webtrends comprendono:

    • Webtrends Explore aggiunge a Webtrends Analytics potenti funzionalità di esplorazione dati. Ideato per essere intuitivo e semplice da utilizzare, permette di creare segmenti di dati di ogni dimensione, filtrare i risultati nel momento stesso in cui si ottengono e correlare qualsiasi dimensione di analisi in modo illimitato, sfruttando le più potenti tecnologie di raccolta dati first-party cookie presenti sul mercato.
    • Webtrends Lifetime Streams consente alle organizzazioni di offrire ai propri clienti esperienze rilevanti su tutti i canali digitali, in base alla storia del coinvolgimento dei singoli clienti (lifetime value, affinità con determinate categorie, frequenza e segmenti di mercato).
    • Action Center – una piattaforma che permette il remarketing in-the-moment attraverso l’integrazione trasparente dei dati storici e in-session del cliente che comprendono email, display ad network, messaggistica SMS, CRM, mobile marketing, search engine marketing, marketing automation.

    Queste nuove soluzioni hanno riscosso un enorme successo fra i brand del travel, retail e finanziario, determinando un aumento record dei rinnovi da parte dei clienti.

    Di seguito, alcuni brand che hanno ottenuto ottimi risultati con le soluzioni di Webtrends:

    • East Coast Trains operatore ferroviario in UK, ha registrato un aumento delle vendite online di 1,6 milioni di sterline, grazie all’utilizzo dei servizi gestiti di Webtrends Optimize.
    • Hotels4u.com , il sito web ideato per consentire la prenotazione di hotel in modo semplice e veloce, ha ottenuto un aumento del 5,52% nelle vendite online grazie a Webtrends Optimize.
    • ACHICA , lo store online di brand del lusso, ha migliorato le conversioni online grazie a Webtrends Optimize.
    • Standard Life , società di prodotti di risparmio e investimento, sta implementando Analytics 10, Segments e Heatmaps per meglio comprendere come i suoi clienti interagiscono online.

    Fra i maggiori riconoscimenti ottenuti nel 2013 da Webtrends, ricordiamo il Digital Analytics Association (DAA) New Technology of the Year Award per il prodotto Webtrends Streams, Always On’s OnMedia Top 100 Private Companies Award conferito alle aziende che creano nuove opportunità di business nel mondo media, advertising, marketing, social commerce, branding e public relations e Omega’s NorthFace ScoreBoard Award per aver superato le aspettative dei clienti per il terzo anno consecutivo.

    Il Futuro di Webtrends

    Con il continuo aumento delle aspettative da parte dei consumatori, riuscire a sfruttare il potenziale dei big data a favore del digital marketing è un’opportunità che le aziende non possono più permettersi di perdere. Nel 2014, Webtrends continuerà ad aiutare le organizzazioni ad adattare le strategie di marketing per creare esperienze sempre più rilevanti per i clienti. L’impatto delle iniziative di Webtrends sarà evidente quando Webtrends Explore e Webtrends Lifetime Streams saranno disponibili entro la prima metà dell’anno.

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  • Anche il jewelery brand Damiani ha la sua mobile App

    Anche il jewelery brand Damiani ha la sua mobile App

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    Damiani, celebre brand italiano nel settore della gioielleria, sbarca nel mondo mobile rilasciando in questi giorni la propria app per smartphone e tablet, disponibile gratuitamente su iTunes. L’app prevede features interattive e, in questo modo, la ricerca del regalo perfetto è sempre a portata di mano

    Anche Damiani approda sul mobile e lo fa rilasciando in questi giorni la sua app, già disponibile su iTunes, per smartphone tablet. La celebre casa di gioielleria italiana in questo modo vuole dare la possibilità ai propri utenti di avere sempre a portata di mano la scelta del regalo perfetto. E sappiamo che quando si parla di Damiani il regalo è sempre perfetto. L’app di Damiani presenta alcune caratteristiche che la rendono davvero interessante come ad esempio la possibilità di poter conoscere, direttamente dal proprio smartphone, la misura delle dita, in questo modo la scelta dell’anello è molto semplificata. Ma vediamo di conoscere meglio questa e anche le altre features dell’app.

    Con “Indossa Damiani“, scattando direttamente dallo smartphone o dal tablet una fotografia del proprio décolleté, del proprio viso o della propria mano, questa sezione dell’app permette di provare ad indossare le collane, gli orecchini e gli anelli Damiani per poi condividere l’immagine su Facebook.

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    Scopriti Damiani“è la sezione che consente di individuare il gioiello giusto, infatti: rispondendo ad alcune semplici e divertenti domande su di sé o sulla propria compagna, l’app vi consiglierà quale sia il gioiello Damiani perfetto.

    La sezione “Misuratore Dito“, come dicevamo prima, è quella che si caratterizza come una vera e propria utility perfetta per scoprire quale sia la misura delle proprie dita: semplicemente avvicinando il dito alla linea bianca e muovendo avanti o indietro il cursore fino a raggiungere la larghezza corrispondente al dito stesso potrete scoprire quale sia la misura corrispondente dell’anello. Uno strumento ancor più utile per chi desideri regalare un anello alla propria compagna: non potendo misurarne in modo diretto la larghezza del dito, è possibile scoprire quale sia la misura da comunicare al gioielliere semplicemente appoggiando un suo anello sopra al cerchio corrispondente ed allargando o stringendo quest’ultimo fino a raggiungere la dimensione dell’anello stesso.

    In “Collezione” è poi possibile navigare il catalogo fotografico e quindi scoprire tutto sulle Collezioni Damiani. Vi sono più di 300 gioielli e ognuno presenta tutte le informazioni necessarie; “Boutique” è lo store locator attraverso il quale scoprire dove siano ubicate tutte le boutique Damiani nel mondo.

    E infine “Damiani“, la sezione dedicata alla casa di gioielleria di lusso fondata nel 1924. In questa sezione si può conoscere la storia dell’azienda, i valori che da sempre la guidano, i riconoscimenti ottenuti e l’impegno sociale che la contraddistingue. In quest’area potrete scoprire tutto ciò che ruota intorno al mondo Damiani.

    L’app di Damiani è disponibile gratuitamente su iTunes.

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  • Twitter, nuova interfaccia web molto simile a quella mobile

    Twitter, nuova interfaccia web molto simile a quella mobile

    La nuova interfaccia web Twitter la stava testando da Novembre scorso e ieri è stata ufficializzata proprio attraverso un tweet. La nuova interfaccia si avvicina molto a quella mobile che vediamo su iOS e su Android, com meno finestre pop-up. Ma vediamo tutte le novità

    twitter-nuova interfaccia web

    Twitter ha diffuso ieri attraverso un tweet dal suo account ufficiale la notizia del rilascio della nuova versione dell’interfaccia web, interfaccia che era in fase di testing dal mese di Novembre. Ed evidentemente, già nella fase di testing l’intento era quello di avvicinare la nuova interfaccia web quanto più possibile a quella mobile che vediamo su iOS e su Android, molto più pulita, chiara e “flat”. Questa che viene ora rilasciata ufficialmente ci sembra che abbia davvero preso in considerazione il meglio dall’interfaccia web, forse solo un po’ troppo “flat” trattandosi di interfaccia web, ma questo lo vedremo meglio usandola tutti i giorni.


    Come potete vedere dall’immagine in alto, lo screenshot che fa parte del tweet con cui Twitter annuncia il rilascio della nuova interfaccia web, si nota subito sulla barra di sinistra un box dal quale è possibile twittare subito, anche se la classica finestra popo-up per la composizione resta ancora e si visualizza cliccando il botto in alto a destra “New Tweet”. E’ evidente che il box per la composizione diretta è senza dubbio preferibile tale da indurre a twittare di più.

    Per il resto potete notare il design più pulito, più chiaro dunque molto in linea con le interfacce mobile che usiamo su iOS e su Android. E Twitter cominciò il suo percorso di innovazione nel design proprio aggiornando in maniera profonda le mobile app, lasciando quella web per ultima.

    La fase di testing ha riguardato solo l’1% degli account di Twitter, quindi se siete tra quelli coinvolti fatecelo sapere. E fateci sapere anche cosa ne pensate di questa nuova interfaccia, se la trovate più funzionale rispetto alla precedente.

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  • La Pubblicità nel 2013 cresce grazie al Mobile e ai Social Media

    La Pubblicità nel 2013 cresce grazie al Mobile e ai Social Media

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    La Pubblicità è cresciuta grazie al Mobile e ai Social Media ma soprattutto si adegua ad un cambiamento in atto. Grazie anche a questi numeri: alla fine del 2013 in Italia sono 7,5 milioni i Tablets e 37 milioni gli Smartphones; sono 28 milioni gli italiani che ogni mese frequentano i Social Media. Il Mobile advertising cresce del 130%, mentre la pubblicità sui Social Media cresce del 75%

    Nel nostro paese è in atto un cambiamento radicale, nonostante tutte le difficoltà, e questo cerchiamo di raccontarlo qui sul nostro blog, giorno per giorno. Il cambiamento riguarda sempre più il nostro modo di rapportarci con le nuove tecnologie e con le enormi opportunità che esse offrono. Sappiamo bene che questo cambiamento nel nostro paese è difficile ma nei fatti è più avanzato di quanto non si creda. Stanno cambiando le nostre abitudini, cambia il modo di entrare in contatto con le persone, cambia il modo di fruire delle notizie e delle informazioni e cambia il modo attraverso il quale riusciamo ad approvvigionarci delle stesse. Tutto questo comporta quindi il superamento di certi paradigmi che solo fino a poco tempo fa credevamo quasi insuperabile. E la pubblicità che ha sofferto molto del passaggio dagli Old ai New Media, si adegua a questo cambiamento e i dati che l’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano sta raccogliendo, in preparazione del report (settima edizione) in uscita a Marzo 2014, lo confermano.

    E la Pubblicità cresce grazie a questi numeri:

    • 7,5 milioni di Tablets e 37 milioni di Smartphones;
    • cresce il numero di utenti che accede al web da Mobile: il 90% gli utenti che navigano il Web da smartphone sono il 90% di quelli che lo navigano da Pc.

    Il mercato della pubblicità, come dicevamo, ha recepito prontamente il cambio di abitudini in corso: tra il 2012 e il 2013 la Mobile Advertising, cioè la pubblicità veicolata tramite i telefonini ha registrato una crescita del 130% passando da 89 a circa 200 milioni di euro. Anche l’Advertising sui Social Media nel corso del 2013 fa un bel salto in avanti: più 75%, arrivando a sfiorare i 100 milioni di euro, trascinata in particolare dalla crescita di Facebook.

    Cresce la Pubblicità su Mobile

    Per quanto riguarda la Pubblicità su Mobile, o Mobile Advertising, i dati dell’Osservatorio New Media & New Internet, stimati sulla base dei dati a consuntivo sui primi 9 mesi, mostrano come il 2013 abbia fatto registrare un forte balzo in avanti nella crescita del mercato: mentre tra il 2011 e il 2012 i ricavi dalla Pubblicità su Mobile Adv erano cresciuti del 56%, il tasso è più che raddoppiato tra il 2012 e il 2013: circa +130%, con un passaggio da 89 milioni di euro a poco più di 200 milioni.

    pubblicità mobile advertising 2013 italia

    Cresce la Pubblicità sui Social Media

    In crescita anche la Pubblicità sui Social Media, o Social Media Advertising, in Italia che incrementa il proprio tasso di crescita, infatti: se tra il 2011 e il 2012 aveva ottenuto un +60%, tra il 2012 e il 2013 è cresciuta del 75%, passando da 55 milioni di euro a circa 95 milioni. Tante e diverse le motivazioni che stanno attirando l’interesse degli investitori sui Social Media: l’attitudine alla profilazione degli utenti, in grado di aumentare l’efficacia dell’advertising, rivolto a target mirati; la capacità nell’abilitare l’interattività con l’utente.

    La stragrande maggioranza di questo fatturato, come c’era da immaginarsi, è nelle mani di Facebook, con un ruolo chiave della componente Mobile: circa il 70% degli utenti infatti vi accede anche in mobilità su Smartphone e Tablet.

    social media pubblicità advertising italia 2013

    Allora che ne pensate?C’è il rischio secondo voi che la Pubblicità possa diventare invasiva anche sul Mobile e sui Social Media oppure si adeguerà anche da questo punto di vista? Raccontateci la vostra opinione.

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  • Apple, 10 miliardi di dollari di apps vendute nel 2013 dall’App Store

    Apple, 10 miliardi di dollari di apps vendute nel 2013 dall’App Store

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    Apple ha annunciato oggi che durante tutto il 2013 dall’App Store sono state vendute applicazioni per un totale di 10 miliardi di dollari, di cui oltre 1 miliardo solo nel mese di Dicembre 2013. E sempre nello stesso mese di Dicembre, le app scaricate sono state 3 miliardi rendendo questo un mese record per la storia di Apple

    Qualche giorno fa Distimo ha pubblicato un resoconto di quello che è stato il mercato delle mobile apps durante il 2013, decretando una progressiva riduzione della quota di mercato dell’Apple App Store in favore di Google Play. In percentuale parliamo di 63% per Apple App Store e del 37% per Google Play. Ma a vedere i dati relativi all’App Store che ha pubblicato oggi Apple c’è da pensare che in effetti, sebbene la quota di mercato si riduca, per la casa di Cupertino c’è ancora un ampio margine di cui poter godere. E infatti i dati che arrivano dalla California lo confermano.

    Apple ha reso noto che nel 2013 sono state vendute apps dal App Store per un totale di 10 miliardi di dollari, di cui oltre 1 miliardo vendute solo nel mese di Dicembre 2013 e scaricando 3 miliardi di apps, facendo si che questo periodo segni un record storico per la Apple.

    Pare evidente che l’introduzione di iOS 7 abbia dato nuove possibilità agli sviluppatori grazie proprio alle novità introdotto, alle 200 nuove funzionalità e alle API. Ed è il caso di Evernote, Yahoo!, AirBnB, OpenTable, Tumblr, Pinterest e American Airlines che hanno migliorato l’esperienza dell’utente, mettendo i contenuti in primo piano, aumentando l’efficienza complessiva e le prestazioni delle loro applicazioni.

    Il 2013 è stato comunque l’anno delle sorprese come Ellen DeGeneres’ Heads Up, ProtoGeo’s Moves, Simon Filip’s Afterlight e Kevin Ng’s Impossible Road. E i grandi successi sono stati Candy Crush Saga, Puzzles & Dragons, Minecraft, QuizUp e Clumsy Ninja.

    Insomma un anno da incorniciare per l’App Store di Apple anche se, come detto in apertura, la quota di mercato si sta riducendo. Certo sarà ancora di più interessante vedere i dati relativi ad inizio anno che ci sapranno dire se in effetti questo rilancio che parte da Dicembre 2013 durerà anche nel 2014.

  • Horyou, ecco il social network per il bene comune

    Horyou, ecco il social network per il bene comune

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    E’ stato lanciato ieri in beta pubblica Horyou, il social network per il bene comune. Lo scopo di questa nuova piattaforma è quello di dare agli utenti e organizzazioni che si impegnano nel sociale la possibilità di poter interagire tra loro, promuovendo e creando attività a scopo sociale anche grazie alle nuove tecnologie

    Già immaginiamo quello che potrebbe essere la vostra reazione alla lettura del solo titolo: ma come, un altro social network? In effetti di social network ce ne sarebbero anche troppi, però vogliamo segnalarvi Horyou perchè ci sembra interessante, ma anche perchè interpreta secondo noi una tendenza che vedremo sempre di più applicata, ossia la nascita e la diffusione di luoghi sul web dove coltivare, fare crescere e promuovere interessi specifici. Spesso i social network hanno sopra di sè l’etichetta “generalista”, nel senso che lì si può parlare di tutto e se si prova a promuovere azioni specifiche, come nel caso specifico di Horyou, il rischio è quello di non riuscire ad ottenere il giusto coinvolgimento, nonostante una platea potenziale molto ampia. E per questo che oggi vi parliamo di questa nuova piattaforma, Horyou, che ieri è andato online a livello internazionale in beta pubblica, che si pone uno scopo ben preciso: mettere in relazione organizzazioni e utenti impegnati nel sociale allo scopo di creare e diffondere progetti che possano trovare l’interesse di tutti. Un’idea che ci piace e che crediamo possa essere utile conoscere e utilizzare. Ma vediamo di conoscere meglio la piattaforma.

    Horyou.com è il  nuovo social network orientato all’azione per il bene comune e , come detto all’inizio, ieri ha lanciato la sua versione beta pubblica internazionale. In questa prima fase, la piattaforma è a disposizione di tutti gli utenti Internet in quattro lingue: inglese, spagnolo, portoghese e francese. Manca per ora l’italiano.

    Horyou-sito

    Horyou è una società internazionale che si pone come scopo quello di promuovere un approccio umanistico alla tecnologia attraverso una piattaforma online che incoraggia i membri a sognare, ispirarsi ed agire. Questo nuovo social network raccoglie personalità, organizzazioni (fondazioni, enti senza fini di lucro, associazioni) e utenti web provenienti da tutte le discipline. Horyou vuole aprire le porte del social network ad un pubblico impegnato in attività a scopo sociale, che consiste in una comunità universale e diversificata di membri che condividono le conoscenze di tutti i giorni, le esperienze, gli interessi comuni, le cause, i progetti, le azioni di solidarietà e altro ancora.

    Horyou vuole, dunque, proporsi come piattaforma attraverso la quale tutti, utenti di tutte le età, possano realizzare un rapporto costruttivo con la tecnologia, condividendo la conoscenza e le esperienze di vita che possono facilitare e promuovere, appunto, il bene comune. E questa nuova piattaforma offre modi molto coinvolgenti di sostenere le iniziative, pubblicarle e mostrare i risultati a tutti i livelli (locale, nazionale e internazionale).

    L’inizio del nostro periodo beta pubblico è contraddistinto da un passo importante verso il lancio internazionale del nostro social network orientato all’azione nel sociale. Horyou è consapevole dell’impatto e dell’influenza che i social network hanno nelle nostre vite quotidiane. Stiamo quindi offrendo un’alternativa agli utenti Internet alla ricerca di un’esperienza positiva; si tratta di un pubblico impegnato in attività sociali e pronto a fare la differenza nell’ambiente in cui vive. Per arricchire l’interazione sociale e creare equilibrio tra il mondo on-line e quello off-line, Horyou conta sulla tecnologia. Stiamo invitando tutte le personalità, organizzazioni e utenti Internet, che si dedicano con passione ai loro progetti, azioni e idee, ad entrare a far parte della nostra piattaforma e promuovere una nuova filosofia Internet”, Yonathan Parienti, CEO di Horyou SA.

    Allora, come detto all’inizio, Horyou ci piace e speriamo che possa davvero incontrare il favore di tanti che sono coinvolti in associazioni ma anche di semplici utenti che vogliano interessarsi proponendo idee e progetti, sapendo di rivolgersi ad un pubblico potenzialmente più interessato. E poi ci piace la sfida che si pone Horyou, quella di diventare un luogo in cui “gli ideali diventano azioni e il social network è al servizio di tutti“.

    Riuscirà nell’intento? E voi che ne pensate? Fateci sapere la vostra opinione e raccontateci le vostre esperienze tra impegno sociale e nuove tecnologie.

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  • Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

    Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

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    Per chi vende online questo è uno dei temi che più interessa e vediamo oggi quali consigli ci dà Webtrends su come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello. Intanto sono tre i fattori forte impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati e vediamo insieme quali sono

    Accade spesso che i visitatori online trascorrano del tempo su un sito, guardino diverse pagine di prodotto, scelgano gli articoli e li mettano nel carrello. Ma subito dopo spariscono. Perchè? Secondo Forrester Research, l’87% dei consumatori abbandona il carrello e il 70% lo fa subito prima del check-out. L’abbandono del carrello è una fase che lascia i retailer perplessi, in quanto questa si traduca in una perdita di opportunità di fatturato pari 18 miliardi di dollari l’anno.

    Online Shopping Customer Experience Study, un’indagine comScore del 2012, condotta da eMarketer su 2.625 acquirenti online negli Stati Uniti, rivela diverse ragioni per le quali gli utenti abbandonano il carrello. In primis:

    • l’intenzione di farsi solo un’idea dei costi (57%);
    • la volontà di salvare il carrello per un acquisto futuro (56%);
    • i costi di spedizione troppo alti (55%);
    • l’importo insufficiente per la spedizione gratuita (51%);
    • i costi di spedizione comunicati solo alla fine (40%).

    Ci sono, tra queste, anche ragioni di tipo comportamentale. I potenziali acquirenti potrebbero usare il carrello come lista della spesa, decidendo poi di acquistare nello store. Potrebbero non aver voglia di registrarsi sul sito per procedere con l’acquisto e quindi decidere per il checkout. Potrebbero anche utilizzare il carrello per confrontare i prezzi con quelli di un sito concorrente, o come wish list in attesa di eventuali offerte e ribassi. Inoltre, l’utilizzo crescente di smartphone sta determinando un aumento del tasso di abbandono: secondo eMarketer, chi riempie il carrello da smartphone spesso preferisce completare l’acquisto dal PC o dal portatile.

    L’email remarketing offre un’enorme opportunità di conversione. Tuttavia, solo il 20% delle aziende Fortune 500 fa qualcosa per coinvolgere i potenziali acquirenti e il retargeting di coloro che abbandonano il carrello conta solo per il 2% delle azioni via email.

    Ma attenzione, perchè quando gli acquirenti tornano al carrello, accade quello che non ti aspetteresti, ossia oltre la metà degli utenti spende di più. Il tasso di “add-to-cart”, la percentuale dei visitatori che aggiunge prodotti al carrello, non solo permette una maggiore comprensione del comportamento durante lo shopping, ma dovrebbe anche essere presa in considerazione come metrica importante per le azioni di remarketing.

    Ma vediamo allora quali sono i tre fattori che hanno un impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati:

    1. Tempistica

    Due diversi studi condotti dal Massachusetts Institute of Technology hanno dimostrato che il 90% dei lead si “raffredda” nel giro di un’ora; nell’arco di 12 ore, la maggior parte dei clienti che ha intenzione di comprare lo farà. Le azioni di remarketing hanno il maggior impatto nelle prime 12 ore; una finestra temporale che offre l’opportunità di raggiungere l’audience che ha riempito e poi abbandonato il carrello. 

    2. Frequenza

    Ugualmente importante, è la frequenza con la quale le email vengono inviate. Listrak ha condotto un’indagine su gli Internet Retailer (IR) 1000 a proposito delle azioni da loro intraprese a seguito dell’abbandono del carrello e ha rilevato una crescente tendenza da parte dei retailer a effettuare azioni di remarketing sugli acquirenti che abbandonano il carrello. Lo studio ha dimostrato che il 19% degli IR 1000 invia almeno un’email (14,6% nel 2011, con un aumento del 30%). Inoltre, un numero sempre maggiore di retailer opta per l’invio di una serie di messaggi, anziché di un’unica email.

    3. Personalizzazione

    Il remarketing non riguarda solo ciò che era nel carrello quando è stato abbandonato, ma anche tutto quello che l’acquirente ha visualizzato durante la sessione. Se, ad esempio, un cliente si sofferma su tre articoli, ne mette uno nel carrello e poi abbandona il sito, dopo pochi secondi riceverà un’email con l’offerta di spedizione gratuita per l’acquisto del prodotto nel carrello. Se nessun acquisto viene effettuato, riceverà una seconda offerta via email: uno sconto del 25% se acquista due prodotti.

    In conclusione, alla luce di queste considerazioni, è necessario tenere presente che oggi le analisi web sul comportamento dei visitatori devono soddisfare esigenze molto differenti rispetto a soli pochi anni fa. Sono gli strumenti di analisi che forniscono tutte le informazioni che servono per l’email retargeting. I nuovi scenari impongono agli strumenti di analisi un’evoluzione e richiedono la capacità di rivelare il comportamento del singolo visitatore mentre si trova sul sito o immediatamente dopo l’abbandono e di fornire informazioni dettagliate sul livello di interazione dell’utente, al fine di classificarlo come candidato per il retargeting.

    E’ necessario, quindi, non solo misurare le azioni specifiche di conversione, ma anche il coinvolgimento del visitatore durante la sessione, analizzando il comportamento nelle visite precedenti. In buona sostanza, le web analytics devono fornire dati immediatamente utilizzabili, frutto di analisi scientifiche sul comportamento dei visitatori, andando oltre la semplice attività di reporting.

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  • Droni e app predittive tra i tech trend che Akamai prevede per il 2014

    Droni e app predittive tra i tech trend che Akamai prevede per il 2014

    tech-trend-2014

    Akamai, azienda leader per i servizi in cloud, ha individuato quelli che saranno i tech trend che caratterizzeranno il 2014. Web frammentato, app predittive e droni sono alcuni dei trend individuati. L’Internet of things avrà un peso anche nel nuovo anno che sta per arrivare

    Il 2013 è ormai agli sgoccioli e se ci siamo quasi abituati ai concetti di realtà aumentata, Social TV e cloud in tutte le sue forme, è giunto il momento di guardare avanti. Anche quest’anno, Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai ha individuato per noi alcuni trend e tecnologie che potrebbero caratterizzare i prossimi 12 mesi, pronte a spianare la strada a un mondo sempre più iper-connesso. Vediamo insieme quali sono.

    L’internet of things

    Si è affermato durante l’anno in corso ma avrà un peso sempre maggiore negli anni a venire: aumentano gli oggetti che escono dal quotidiano per diventare più smart e rendere più smart le nostre vite. E si tratta degli oggetti più disparati: come Nest, il termostato 2.0 che, con un wi-fi integrato e un’app dedicata permette di risparmiare sul riscaldamento; Lock8, l’antifurto high-tech per le biciclette e, ancora, DoorBot, un videocitofono che, per mezzo di un’app, interagisce con lo smartphone e ci consente di aprire la porta di casa da remoto (ammesso che l’ospite sia gradito!).

    Un internet sempre più frammentato

    E’ la conseguenza più ovvia dell’internet of things: l’aumento di dispositivi connessi porterà non solo all’esplosione del traffico ma al delinearsi di un panorama web sempre più frammentato. Tante sfide dunque, riassumibili in un unico concetto, quello di ‘situational performance’, ossia la necessità di ottimizzare in modo intelligente a seconda delle circostanze uniche e specifiche in cui si trova l’utente, determinate da una combinazione di fattori quali il canale di fruizione, i dispositivi e i browser utilizzati, l’accesso al network, il tipo di connessione etc.

    La scommessa delle App

    Nel 2013 abbiamo visto nascere sul web aziende che, per la prima volta, hanno osato modificare lo status quo e rivoluzionare i modelli di business a cui siamo abituati: pensiamo a Uber, l’app che consente di chiamare un ‘taxi privato’ e che va a scardinare non solo il concetto di auto a noleggio, ma a mettere in discussione la ben salda lobby dei tassisti. Un caso isolato? Difficile crederlo.

    L’economia virtuale

    In un anno il suo valore è moltiplicato: la bitcoin, la cyber moneta nata da un algoritmo, sfugge di fatto al sistema bancario. Priva di un’autorità centrale a tracciarne le transazioni – che avvengono esclusivamente tra i nodi di rete coinvolti – la bitcoin sembra essere stata creata apposta per il mondo iper-connesso e porterà con sé una serie di nuove sfide legate alla sicurezza.

    App? No, personal assistant

    Oltre Siri, oltre Google Now: le app diventano sempre più predittive. Un esempio su tutti è iBeacon. Molto più di un’app, si tratta di una tecnologia che assume le sembianze di un vero e proprio ‘assistente virtuale’ che accompagna l’utente durante lo shopping. Testato negli Apple store, iBeacon consente all’utente di scansionare gli oggetti visionati per accedere a ulteriori informazioni, recensioni di altri utenti e ricevere preventivi. Certo, di strada da fare iBeacons ne ha ancora parecchia, ma ci sono già altre catene, come la famosa Macy’s (e dunque non solo hi-tech) che già sembrano interessate a una prova in-store.

    ibeacon-teaser

    Droni: mai più senza

    Li abbiamo visti impiegati nei contesti più diversi: dal rilevamento di bracconieri in Africa all’agricoltura di precisione in America, fino al recentissimo esperimento della DHL tedesca che ha messo in campo (anzi, in aria) un drone-corriere, il quale ha consegnato con successo il suo primo pacco dopo un volo di poco meno di tre chilometri. E adesso anche Amazon si appresta ad usarli. L’industria dei droni è pronta a mettere le ali, in tutti i sensi.

    Evoluzione delle minacce

    Una costante. Entro fine 2013, Akamai stima che i propri clienti riporteranno un numero di attacchi DDoS superiore al 30% rispetto al 2012. Cosa ci riserverà il 2014? Sicuramente attacchi più intelligenti, caratterizzati da un targeting più accurato (verso applicazioni specifiche), non più di carattere volumetrico e indirizzati al front-end ma piuttosto di natura ‘slow&low’ e rivolti al back-end, come ad esempio Slow POST e HashDos.

    Bene, questi i trend che Akamai individua per il 2014 e voi che ne pensate? Credete che ci sia ancora qualche altro trend che potrà caratterizzare il nuovo anno? Allora, indicateci tra i commenti quelli che secondo voi saranno i tech trend del 2014!

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