Categoria: Web & Tech

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  • Italian Innovation Day 2013 nella Silicon Valley

    Italian Innovation Day 2013 nella Silicon Valley

    Nuovo appuntamento per il 2013 dell’Italian Innovation Day presso il Computer History Museum di Mountain Views in California il 12 Marzo. Saranno presenti le eccellenze italiane tra cui Atooma, BadSeedEntertainment, Curious Hat, In3DGallery, Ma2App, Pick1 e Tok.TV

    Le eccellenze nostrane si presentano il 12 marzo al prestigioso Computer History Museum di Mountain View per il consueto appuntamento annuale con l’Italian Innovation Day, organizzato dalla fondazione Mind the Bridge in collaborazione con IB&II – Italian Business & Investment Initiative, Consolato italiano a San Francisco e Istituto italiano per la cultura.

    L’evento, che intende riunire insieme e presentare agli investitori il meglio dell’innovazione e della tecnologia del nostro paese, quest’anno rappresenterà la pietra miliare delle celebrazioni per l’Anno della cultura e dell’innovazione italiane negli Stati Uniti.

    Per l’occasione verrà inaugurata una speciale mostra, dal titolo “Sexy Before Apple: The Italian Experience in Silicon Valley”, visitabile per tutto un mese e dedicata all’impronta lasciata dagli innovatori italiani che hanno cambiato, stanno cambiando o cambieranno il mondo con la loro creatività, spirito imprenditoriale ed eccellenza tecnologica.

    Italiani come quelli che hanno fondato e portato avanti la Olivetti, ad esempio, o come lo stesso Federico Faggin, lo scienziato che inventò il microprocessore, che terrà uno speciale keynote speech alla presenza di tanti altri innovatori italiani dai tempi della Olivetti fino ai giorni nostri.

    Dal PASSATO al PRESENTE, quindi, con gli interventi degli ospiti – per citarne alcuni Gianluca Rattazzi (Meridian Data, Olivetti), Giacomo Marini (Noventi), Elena Favilli (Timbuktu), Stefano Bernardi (Betable), Massimo Arrigoni (MailUp), Augusto Marietti (Mashape) – per poi approdare nel FUTURO, con il debutto dei nuovi astri nascenti dell’imprenditoria italiana, startup su cui si stanno posando gli occhi della Silicon Valley, introdotte dal fondatore e direttore esecutivo della fondazione Mind the Bridge Marco Marinucci.

    Tra loro AtoomaBadSeedEntertainmentCurious HatIn3DGalleryMa2App, Pick1Tok.TV (a questo link la descrizione di ciascuna). Persone di talento con progetti ambiziosi di matrice italiana pronti a scalare che si preparano a dare il meglio di sé in una location sicuramente suggestiva: l’evento, infatti, si svolgerà all’interno del Computer History Museum di Mountain View. Non un museo scelto a caso ma la “terra di mezzo” tra Google e Microsoft, all’interno della quale vengono solitamente ospitati i più importanti appuntamenti della Valley, come le lauree della Singularity University, i demo-day di Google Ventures o le conferenze di Vint Cerf, solo per citare quelli degli ultimi mesi.

    Spazio infine all’analisi dell’attuale situazione economica attraverso un confronto sullo stato dell’imprenditorialità in  Italia e Stati Uniti, grazie anche agli scenari delineati dagli ultimi dati della Mind the Bridge Survey 2012. Federico Rampini (Repubblica) ne parlerà con Alberto Onetti  (Mind the Bridge) e il Chief Economist di Bank of the West.

    Appuntamento quindi per 12 marzo per ripercorrere insieme le tappe della migliore innovazione tecnologica italiana che in Silicon Valley da sempre trova la sua naturale accelerazione.

    PROGRAMMA

    4:30 — 4:45 Saluti di benvenuto

    Keynote: Federico Faggin

    Panel: “The economy of innovation

    Panel “The footprint of Italian Innovators: from the 80s to TODAY

    Panel “The footprint of Italian Innovators: TODAY

    Pitch session “The footprint of Italian Innovators: TOMORROW

    7:00 — 8:00 Cocktail e cerimonia di inaugurazione della mostra
    8:00 Saluti finali

  • Groupon, Giulio Limongelli nuovo International Vice President Sud Europa

    Groupon, Giulio Limongelli nuovo International Vice President Sud Europa

    Nuova nomina in Groupon, Giulio Limongelli è il nuovo International Vice President per il Sud Europa. Prende il posto di Boris Hageney che ha recentemente lasciato l’Azienda per seguire nuove opportunità

    Groupon promuove Giuliomario Limongelli, classe 1981, al ruolo di International Vice President per il Sud Europa.  Limongelli, che gestirà la crescita del business di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, succede a Boris Hageney che ha recentemente lasciato l’Azienda per seguire nuove opportunità.

    Giuliomario-Limongelli_grouponIn questo periodo in cui il Sud Europa affronta importanti sfide economiche, Groupon rappresenta uno strumento efficace per connettere i consumatori al business locale” afferma Limongelli. Sono orgoglioso di guidare questa regione nell’implementazione delle nuove tecnologie dedicate agli esercenti ed agli utenti. Sono certo che serviranno a migliorare ulteriormente le esperienze che offriamo nei paesi del Sud Europa”

    Limongelli mantiene inoltre la carica di Managing Director di Groupon Italia che ricopre da marzo 2010.

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    Groupon

    Groupon, leader mondiale nel settore degli acquisti online e del commercio locale, offre ogni giorno la possibilità di vivere le migliori esperienze in città e scoprire grandi affari a prezzi straordinari. Groupon ha rivoluzionato il modello di business delle PMI di tutto il mondo, fornendo chiari benefici ai partner commerciali e le migliori cose da fare, vedere, mangiare e comprare agli utenti di 48 Paesi del mondo. Presente in Italia dal 2010, Groupon offre agli utenti la possibilità di scoprire il meglio di ognuna delle 60 città in cui è attivo grazie alle offerte Local, di vivere dei weekend fuori porta o lunghi soggiorni grazie alla pagina dedicata Groupon Viaggi, e di trovare un’accurata selezione di prodotti di ogni genere nella pagina Groupon Shopping.

  • Ecco la Wind Business Factor Competition 2013

    Ecco la Wind Business Factor Competition 2013

    Parte la nuova edizione del campionato italiano dedicato alle startup innovative. Wind Business Factor Competition 2013 è il campionato italiano per gli startupper che consentirà alle migliori idee di business di emergere e di volare nella Silicon Valley

    Wind Business Factor, la piattaforma di business coaching e di networking rivolta a startup e nuovi imprenditori, ideata da Wind Business con la collaborazione di TheBlogTV, lancia la Wind Business Factor Competition 2013, il campionato italiano per gli startupper, arrivato alla sua seconda edizione,  che consentirà alle migliori idee di business di emergere, di accedere a fondi e finanziamenti, di seguire percorsi di formazione dedicati e di volare nella Silicon Valley.

    Wind Business Factor Competition è una vera e propria sfida tra talenti imprenditoriali che prevede un programma di allenamento intensivo dedicato ai team selezionati, con l’obiettivo di individuare le startup più innovative per far emergere le imprese del futuro: da quelle digitali a quelle che esaltano creatività ed eccellenze del Made in Italy, dai settori emergenti come il green e la social innovation, all’hi-tech e ai nuovi makers.

    La Competition 2013, partita ieri 28 febbraio, proseguirà per tutto l’anno coinvolgendo gli startupper in 3 gironi, articolati rispettivamente in tre fasi distinte: Selection, Training e Performance. Durante la fase di Selection gli imprenditori potranno candidare la propria idea di business o startup. Nella fase di Training le migliori idee/startup svilupperanno, con l’aiuto di mentor ed esperti, il proprio business model. Infine, nella fase di Performance avranno l’opportunità di presentarsi agli investitori e vincere dei premi e avere opportunità di formazione e di visibilità.Alla fine di ciascun girone, la migliore idea o impresa otterrà un bundle gratuito per un anno di servizi Wind Business e un viaggio di networking e formazione nella Silicon Valley. 

    Pierpaolo Festino, direttore della BU Aziende e Partite Iva di Wind, dichiara:

    “Nella scorsa edizione della Wind Business Factor Competition abbiamo premiato diverse startup, alcune delle quali hanno raggiunto importanti obiettivi nel fund raising a livello nazionale ed internazionale. Questi successi ci consentono di poter affermare – continua Festino – che abbiamo lavorato bene e nella giusta direzione. Con questa nuova edizione della Competition, Wind Business vuole continuare ad affermare la vicinanza al mondo delle piccole imprese fornendo – conclude Festino – un contributo reale ai giovani imprenditori, individuando e premiando gli innovatori che si distinguono nelle eccellenze che caratterizzano il Made in Italy.

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    WIND BUSINESS FACTOR

    Wind Business Factor è un “incubatore virtuale” che aiuta le startup e le piccole e medie imprese a sviluppare il proprio “Business Factor”, rafforzando tre aspetti chiave: le relazioni, attraverso un business network di valore; le conoscenze, attraverso video-sessioni formative che consentono di acquisire competenze e capacità; le opportunità, attraverso la partecipazione a concorsi e alle offerte dei partner. Il business social network di Wind Business si presenta come luogo ideale dove poter acquisire conoscenze, cogliere opportunità, trovare alleanze per sviluppare idee imprenditoriali e ricevere un aiuto concreto per la nascita e la crescita della propria impresa.

  • Audiweb Gennaio 2013, quasi 30 milioni gli italiani online

    Audiweb Gennaio 2013, quasi 30 milioni gli italiani online

    Nel mese di gennaio 2013 sono 29,6 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da PC. L’audience online da PC nel giorno medio cresce del 10,2% in un anno, con 14,7 milioni di utenti

    Ed eccoci giunti ai dati web di Gennaio, i primi del 2013, che dimostrano che la popolazione italiana continua a crescere. E infatti, il 2013 si apre con 29,6 milioni di utenti online da PC nel mese di gennaio, con una crescita del 7% in un anno. Nel giorno medio si sono collegati 14,7 milioni di utenti (+10,2%), per un tempo medio per persona di 1 ora e 28 minuti, consultando 143 pagine. 

    audience_gennaio2013 

    Più in dettaglio, per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di gennaio 2013 sono stati 5,8 milioni gli utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con 49 milioni di video fruiti (stream views) e una media di 26 minuti e 38 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio sono stati 685 mila gli utenti che hanno visualizzato 1,6 milioni contenuti video, con una media di 7 minuti e 18 secondi per persona.

    video_gen2013

    Dai dati sull’uso del mezzo il prime time è confermato a partire dal pomeriggio: tra le ore 15:00-18:00 si rilevano 8 milioni di utenti e tra le 18:00-21:00 sono 8,2 milioni gli utenti online, circa 1 milione in più per le due fasce orarie rispetto ai dati di gennaio 2012. Tra le 12:00 e le 15:00 sono online da PC 7,6 milioni di utenti, con dati elevati anche al mattino tra le  9:00 e le 12:00 (6,3 milioni di utenti) e tra le 21:00 e la mezzanotte (6,3 milioni di utenti).

    ore_gen2013

    A gennaio la popolazione online nel giorno medio è rappresentata dal 55% di uomini (8 milioni) e dal 45% di donne (6,7 milioni, +11% in un anno) e la categoria dei 35-54enni risulta maggiormente rappresentata, con 7 milioni di utenti online nel giorno medio.

    eta_gennaio_2013

    Dai dati sulla provenienza geografica emerge che il 29,5% degli utenti online nel giorno medio è dell’area Sud e Isole (4,3 milioni di utenti attivi), il 27,9% dall’area Nord Ovest (4,1 milioni), il 16,4% dal Centro (2,4 milioni) e il 15,3% dal Nord Est (2,2 milioni).

    aree_gen2013

  • AppsBuilder entra nel nuovo BlackBerry World

    AppsBuilder entra nel nuovo BlackBerry World

    La soluzione online di AppsBuilder, la start up internet italiana che ha lanciato il sistema cloud per la creazione self service di app mobili multipiattaforma,supporterà anche BlackBerry 10

    AppsBuilder, la start up internet italiana che ha lanciato il sistema cloud per la creazione self service di app mobili multipiattaforma, annuncia un progetto speciale dedicato alla piattaforma BlackBerry®: tutti gli utenti, che da apps-builder.com  creano un’applicazione mobile – in 4 operazioni da 5 minuti – potranno aumentare i propri ricavi e la popolarità delle proprie applicazioni, grazie alla loro rivendita su BlackBerry® World™, l’elegante vetrina dove sono già disponibili più di 70mila app.

    Per celebrare il lancio della nuova applicazione nativa, AppsBuilder offre a tutti i suoi membri la straordinaria opportunità di pubblicare gratuitamente,per un anno a partire da oggi, la propria applicazione su BlackBerry World, previa creazione e attivazione di un account BlackBerry.

    Sulla piattaforma AppsBuilder sarà possibile realizzare applicazioni native per BlackBerry® 10 e gli smartphone BlackBerry® Z10 e BlackBerry® Q10, fra i device più attesi del 2013. Questa rilevante novità va a completare la gamma di ambienti mobili e sistemi operativi supportati da AppsBuilder (iPhone/iPod e iPad, smartphone e tablet Android, dispositivi Windows Phone 7.5, Windows 8, e le web app in HTML5).

    Commentando l’iniziativa, Daniele Pelleri, AD e co-fondatore di AppsBuilder spiega:

    Siamo lieti di aver avviato questa collaborazione con un player prestigioso come BlackBerry. Come dimostrano le ultime statistiche di Vision Mobile, il BlackBerry World è un marketplace che promette una crescita esponenziale: gli sviluppatori BlackBerry potranno guadagnare una media mensile di 3.853 dollari per applicazione”.

    AppsBuilder è una realtà tutta italiana, che ha iniziato a prendere forma nel 2010 dalla mente di due giovani studenti di ingegneria informatica del Politecnico di Torino: Daniele Pelleri (27 anni) e Luigi Giglio (25 anni) hanno lanciato ufficialmente ad aprile 2011 la startup grazie al sostegno iniziale di Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures ), lead investor dell’operazione, e di Mario Mariani (The Net Value ), che li hanno sostenuti nella fase di seeding. Sono stati loro, i due Angel Investor, che hanno convinto i gestori dei fondi Vertis Venture e Zernike Meta Ventures , a finanziare la Startup Internet con un’iniezione di capitale pari a 1,5 milioni di euro (23 ottobre 2012).

  • Ecco i fattori che portano alla scelta di un sito e-commerce

    Ecco i fattori che portano alla scelta di un sito e-commerce

    E arriviamo oggi a scoprire l’ultima parte del sondaggio commissionato da LivePerson che analizza il comportamento d’acquisto di oltre 5,700 utenti, di cui 530 italiani. Oggi scopriamo quali sono i fattori che determinano la scelta di un sito e-commerce, individuabili in Semplicità e Customer Service

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, presenta gli ultimi rilevamenti a seguito dell’indagine realizzata per esaminare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    L’accesso immediato alle informazioni, in ogni luogo e da ogni dispositivo, sta cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti: ma cosa spinge gli utenti ad affidarsi o meno a un sito di e-commerce?

    Globalmente, la ragione principale per cui gli utenti scelgono un sito è la facilità di navigazione, come dichiara il 67% dei consumatori intervistati. Tra le altre ragioni citate, vi sono anche fattori economici, (ad es. bassi costi di spedizione, per il 57% degli intervistati), servizi complementari, quale la possibilità di tracciare gli ordini (55%) e, infine, i consigli di parenti e amici (43%) e, ancor di più, quelli di sconosciuti: per il 49% degli utenti sono infatti le recensioni sui social network e, più in generale, sul web a influenzare la loro scelta.

    Per contro, le principali cause di abbandono di un sito di e-commerce sono: costi di spedizione inaspettati (70%), mancanza o scarsità di informazioni sul prodotto/servizio o sulla consegna (56%), difficoltà di navigazione del sito (37%) e impossibilità di trovare supporto (30%): quasi un utente su due sostiene di abbandonare il sito – e addirittura un carrello pieno – se non riesce ad accedere velocemente a qualche forma di customer service.

    L’importante è interagire

    Una tendenza significativa emersa dallo studio è il desiderio da parte dei consumatori (59% degli intervistati) di poter usufruire di più modalità d’interazione con l’azienda. Tra i canali citati, accanto a quelli più tradizionali (quali telefono ed email – indicati, rispettivamente dal 61% e 60% degli intervistati), emerge anche la live chat (57%). Sebbene si tratti di un canale relativamente nuovo, sono infatti parecchi gli utenti che ne apprezzano le caratteristiche, prima fra tutte l’immediatezza: il 73% degli intervistati si è dichiarato soddisfatto nei confronti di un’esperienza di live chat, più di chi ha utilizzato email o call centre (61%).

    Sono proprio gli acquirenti italiani a vederne i benefici maggiori: il 98% degli intervistati nel nostro Paese giudica infatti la live chat molto utile, seguiti da USA (94%), Regno Unito (93%), Australia (93%), Francia (92%) e Germania (88%).

    Uno degli elementi più interessanti emersi da questa indagine è il fatto che i consumatori si mostrino aperti a diversi canali di assistenza, aspettandosi di trovare, a fianco di canali tradizionali come call centre o email , anche quelli più moderni, come la live chat.”, spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia, “Quella tra la facilità di navigazione e un customer service puntale e reattivo è la combinazione vincente non solo per contrastare l’abbandono del sito, ma anche per far sì che i clienti vi facciano ritorno più e più volte”.

    Metodologia della ricerca

    Il Rapporto Connecting with Customers è stato commissionato da LivePerson e realizzato da Loudhouse. L’indagine ha coinvolto un campione di 5710 consumatori online, che hanno ricercato o acquistato dei prodotti o si sono rivolti a un customer service su siti di e-commerce, telecomunicazioni, Utility, turismo & intrattenimento, finanza. Il campione è residente nei seguenti Paesi: USA (n=2012), UK (n=1126), Australia (n=1002), Francia (n=538), Italia (n=530), Germania (n= 502). Il campione è stato bilanciato in termini di età (tra i 18 e i 64 anni) e sesso. L’indagine è stata condotta  nell’ottobre 2012.

    Cliccando qui potrete visionare l’intera ricerca.

    Infografica_Italia_LivePerson

  • Elezioni 2013, Akamai rileva video streaming 5 volte più alto del normale

    Elezioni 2013, Akamai rileva video streaming 5 volte più alto del normale

    Akamai ha rilevato durante queste recenti Elezioni Politiche 2013 un’attività di video streaming cinque volte più alta del normale con 350 mila utenti. Il traffico maggiore è stato notato tra domenica 24 fino al giorno dello spoglio, in particolare tra le 15 e le 17

    Le abbiamo già in altre occasioni definite le prime vere elezioni social della nostra storia , infatti le ricorderemo, tra le altre cose, anche per le campagne elettorali condotte sui social network, twitter in primis, per i fenomeni di live blogging dai seggi e per qualche elettore avventato che ha postato su Facebook le foto di schede contrassegnate.

    Quanti Italiani hanno però scelto il web per aggiornarsi in tempo reale sull’andamento delle votazioni? Akamai, una delle più estese piattaforme di cloud computing al mondo, che gestisce quotidianamente fino al 30% del traffico web globale, ha fotografato il comportamento degli utenti, analizzando il traffico generato sui principali siti di news e media che hanno documentato lo svolgersi delle elezioni attraverso reportage, cronache real-time e video.

    akamai_elezioni-2013-attività-video-streaming

    L’affluenza sul web è stata notevole: notevoli trend di crescita del traffico sono stati osservati sin da domenica 24 febbraio e hanno raggiunto il culmine con gli instant poll, a partire delle 15 di lunedì. In particolare, alle 17 di lunedì, il traffico web italiano ha registrato un’impennata pari a 2,5 volte il normale volume di traffico, mentre il traffico video, sempre in Italia, ha raggiunto picchi di oltre 350.000 utenti contemporanei, cifra che supera di quasi 5 volte il volume di traffico medio.

    Dichiara Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai:

    Mai come quest’anno le elezioni hanno rivestito un ruolo così importante non soltanto per il panorama politico internazionale ma anche per Internet in generale: la portata, la varietà e la crescente adozione di tecnologie a supporto dell’evento hanno confermato da un lato il ruolo del web in qualità di veicolo di informazione primario e dall’altro il prediligere da parte degli utenti di siti performanti ricchi di contenuti dinamici e multimediali, e accessibili da ogni piattaforma.”

  • L’Italia pronta per il Mobile Payment, addio al Contante?

    L’Italia pronta per il Mobile Payment, addio al Contante?

    Il Mobile Payment sta cominciando sempre di più ad affermarsi nel nostro paese e i numeri raccolti dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano presentati al convegno “Mobile Payment, l’Italia s’è desta!”, lo dimostrano. Gli acquisti da mobile in un anno sono aumentati del 30%, passando da 700 a 900 milioni di euro

    Come sapete il Mobile Payment è uno dei temi che seguiamo sempre con grande attenzione e oggi vi presentiamo dei dati interessanti che ci confermano che il nostro paese va nella direzione degli acquisti via mobile. Dopo una fase iniziale di ampia diffusione degli smartphone ma di limitata disponibilità di servizi per il loro utilizzo per finalizzare gli acquisti, si sta finalmente affermando in Italia l’utilizzo del Mobile Payment. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano e i dati della ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Payment, l’Italia s’è desta!”, mostrano un mercato in forte crescita che prosegue il trend molto positivo già delineato nel 2011.

    Il Mobile Payment in Italia nel 2012

    Alla base della diffusione del Mobile Payment in Italia ci sono tre fattori chiave:

    – la crescita del 20% dei servizi che consentono di completare gli acquisti online attraverso il telefono cellulare, come il pagamento dei bollettini postali e del canone Rai ma anche dei parcheggi e delle corse degli autobus;

    – la disponibilità della tecnologia che permette di usufruire di questi servizi trasformando il proprio cellulare in un bancomat, grazie all’intesa operativa raggiunta a Ottobre dalle principali Telco italiane (Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3g e Poste Mobile) sull’impiego della SIM NFC (Near Field Communication);

    – una legislazione che incentiva l’uso dei pagamenti elettronici, posta alla ribalta con i decreti “SalvaItalia” e “Sviluppo-bis”.

    In questo contesto, l’attaccamento degli italiani al contante vacilla: nel 2012 quasi un miliardo di euro è stato pagato dagli italiani utilizzando il cellulare come strumento di attivazione del pagamento.

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    Il Mobile Remote Payment & Commerce passa infatti da 700 milioni di € nel 2011 a oltre 900 milioni di € nel 2012, registrando una crescita del +30%.

    Di questi, ben 470 milioni di € derivano dall’utilizzo del Mobile Payment per l’acquisto dei contenuti digitali per gli smartphone, in crescita del 15% rispetto al 2011: gli italiani abbandonano infatti l’acquisto di contenuti tramite SMS (in calo del 12%) ma si rivolgono agli app-store per effettuare acquisti di applicazioni, in crescita del 20%.

    L’utilizzo del Mobile Remote Payment & Commerce per beni e servizi registra invece una straordinaria crescita del 60% raggiungendo un valore di circa 310 milioni di €. Contribuisce a questo successo la crescita del Mobile Remote Commerce, ovvero gli acquisti online che implicano anche l’uso del cellulare in una o più fasi.

    mobile-payment-italia-2012_servizi

    I settori più attivi

    Turismo e trasporti, coupon, aste e gruppi di acquisto sono i settori più attivi (86% del valore delle transazioni): il Mobile si conferma così un canale ottimale per veicolare quegli acquisti dove è importante per i consumatori cogliere un’occasione essendo online in un preciso istante. E diversi negozianti stanno cogliendo a loro volta questa opportunità: su un campione di oltre 200 tra i principali esercenti attivi nell’e-Commerce, 1 esercente su 3 ha puntato anche sul canale Mobile (nel 2011 era 1 esercente su 5). Il 55% dei player attivi ha sviluppato sia l’App sia il Mobile site.

    Il pagamento diretto con cellulare a fronte di un servizio raggiunge un valore pari a 130 dei 310 milioni di € del Mobile Remote Payment & Commerce per beni e servizi. L’80% circa di questo importo è stato speso per acquistare ricariche telefoniche e pagare i bollettini, ad esempio il canone Rai o i bollettini postali. Il restante 20% è stato utilizzato per pagare servizi soprattutto nell’ambito della mobilità, come il pagamento della sosta, dei biglietti del trasporto pubblico locale, e di taxi, car & bike sharing e ztl.

    mobile-payment-italia-2012_transazioni

    mobile-payment-italia-2012_offerta-mobilità

    E proprio questo utilizzo può diventare la“killer application” in grado di diffondere il mobile payment. Si stima,infatti, che siano oltre 700.000 le ore di parcheggio pagate dagli italiani attraverso il cellulare, oltre 600.000 i biglietti di corsa semplice e qualche migliaio le ricariche degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale attivate da Mobile, mentre le corse di taxi pagate con cellulare sono quasi 10.000. Per un totale di oltre 1 milione di transazioni di piccolo importo.

    Gli ultimi 150 milioni di € del valore del mercato Mobile Remote Payment & Commerce,derivano dalle attività di Mobile Money Transfercresciute del 50% nel 2012: l’84% è rappresentato dall’acquisto di ricariche di carte prepagate, il 13% dal trasferimento di credito telefonico e solo il 3% da “vero e proprio” Mobile Money Transfer p2p.

    Mobile Proximity Payment

    L’affermazione del pagamento tramite cellulare in Italia è però legata soprattutto allo sviluppo del Mobile Proximity Payment, l’opportunità di utilizzare lo smartphone come una carta di credito mediante l’impiego della SIM NFC.

    L’accordo firmato a ottobre 2012, in concomitanza con il GSMA NFC Mobile Money Summit, dagli operatori telefonici nazionali ha permesso la realizzazione di una piattaforma comune dedicata al pagamento. E se il 2013 si preannuncia come l’anno dell’affermazione definitiva, il 2012 è stato l’anno del lancio di numerose sperimentazioni nel Mobile Proximity Payment.

    L’evoluzione attuale del mercato permette di tratteggiare due scenari di sviluppo del Mobile Payment nei prossimi tre anni, legati alla modalità tiepida o convinta con cui gli attori dell’ecosistema gestiranno la creazione di servizi e la diffusione di tecnologia per fruirli.

    Secondo la simulazione del Politecnico di Milano, a fine 2016 e con riferimento ai due scenari già menzionati, il numero di utenti che pagheranno mediante una soluzione di Mobile Proximity Payment, oscillerà tra 6,0 e 10,3 milioni di utenti, a fronte di un parco cellulari NFC medio che supera i 25 milioni di unità: il parco esercenti dotati di POS NFC oscillerà tra 405.000 e 610.000, caso quest’ultimo che mantiene nel tempo dinamiche di crescita simili al 2013, già notevoli.

    Da queste stime emerge come nello scenario “tiepido”, il valore dei pagamenti mediante Mobile Proximity Payment  al 2016 sarà di 4,7 miliardi di euro, dei quali 1,5 miliardi verranno effettuati nei micro-pagamenti. Nello scenario in cui gli attori sono convinti dell’investimento in questa nuova modalità di pagamento, il transato intercettato salirebbe a 10,8 miliardi di euro (+130%),di cui 4,3 miliardi di micro-pagamenti (+187%).

    E sono già molte le iniziative lanciate nel 2012 o programmate nel 2013, frutto della collaborazione “convinta” tra telco, issuer o acquirer. Nel corso della sessione pomeridiana della presentazione dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment ne verrà presentata una selezione che include Bemoov (Consorzio Movincom),  Day Tronic Mobile (Day Ristoservice), Mobile Ticketing (Netsize), Move and Pay (Intesa Sanpaolo), Pay On Delivery (PayPal), QR Money (CartaSi), Quick POS (CartaSi, Ingenico Italia), Servizi Remote & Proximity di PosteMobile, TIM Wallet (Telecom Italia), myworkspace (Univerce), Vodafone Smart PASS NFC (Vodafone Italia, CartaSi, SIA), YouPass BNL (Vodafone Italia, 3 Italia, SIA) e Auriga.

  • Ecco quali sono i Fashion Brands più social del web [Infografica]

    Ecco quali sono i Fashion Brands più social del web [Infografica]

    Abbiamo parlato già diverse volte del mondo della Moda e di come questo settore si relazioni col web e i social media. Oggi grazie a Reputation Manager vediamo quali sono i brand della Moda che si distinguono sui social media. Burberry e Dior sono i più seguiti su Facebook e Twitter, ma Louis Vuitton e Chanel sono i più coinvolgenti

    Sono Burberry e Dior i fashion brand più seguiti rispettivamente su Facebook e Twitter, ma i più “coinvolgenti” (coinvolgimento effettivo degli utenti) sono Louis Vuitton e Chanel.

    Questo è quanto emerge dalla classifica Top 10 Fashion Brand on Social Network di Reputation Manager, leader in Italia nell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico, presentata in occasione della settimana della moda di Milano.

    Esaminando il dettaglio della classifica si nota che la fan page di Facebook più seguita è quella di Burberry  (14.781.393 fan totali), seguita da Louis Vuitton (12.744.602 fans) e Dior ( 11.293.101 fans) al terzo posto. Seguono poi Gucci (10.157.152 fans), Chanel (8.560.000 fans) e Calvin Klein (6.510.401 fans).

    Invece su Twitter è Dior l’account con il maggior numero di followers (1.635.240), che precede di poco Burberry con 1.623.854 followers, mentre al terzo posto si piazza Chanel con 1.355.581 followers e al quarto Yves Saint Laurent  con 1.162.527 followers. Più distaccati Gucci con 654.008 followers, Dolce & Gabbana (559.541 followers) e di seguito gli altri.

    Se però si prende in considerazione l’indice di engagement, attraverso il quale Reputation Manager misura il coinvolgimento effettivo degli utenti da parte del brand sulle pagine social, si evince che il marchio più “coinvolgente” su Facebook è Louis Vuitton con una media di 17.488 reazioni degli utenti ad ogni post pubblicato dall’amministratore della pagina, seguito da Burberry (16.197 reazioni per post) e Chanel (15.255 reazioni per post). Dior è al quarto posto (14.603 reazioni per post) e precede Giorgio Armani (6.320 reazioni/post), Gucci (6.093 reazioni/post), Calvin Klein (5.502 reazioni/post) e di seguito gli altri.

    Dalla distribuzione generale dei volumi rilevati – spiega Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager– notiamo che la presenza e l’interazione dei top brand del fashion è molto più focalizzata su Facebook che su Twitter, sia perché l’utilizzo del canale di microblogging da parte delle aziende in generale è più recente, sia perché  i brand devono ancora trovare la formula giusta per stimolare il coinvolgimento dei followers”.

    Su Twitter invece il brand che stimola più di tutti la reazione degli utenti è Chanel con 157 reazioni medie tra retweet e mentions da parte degli utenti su ogni tweet del brand, seguito da Yves Saint Laurent (99 reazioni/tweet)  e Dior (54 reazioni/tweet).  Fuori dal podio Ralph Lauren (18 reazioni/tweet), Gucci  e Calvin Klein  (7 reazioni/tweet), Burberry (6 reazioni/tweet).

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  • Twoorty, il social network degli interessi comuni

    Twoorty, il social network degli interessi comuni

    Forse la conoscete già, o forse questa può essere una buona occasione per conoscerla. Oggi vi parliamo infatti di Twoorty, la startup tutta italiana fondata da Alice Cimini e Carlo Crudele che annuncia la nuova release e che ad oggi conta già 3.500 utenti attivi e circa 600 aziende e attività commerciali. Ma conosciamola meglio

    twoorty nasce nel 2011 a Milano, dall’idea di Alice Cimini e Carlo Crudele che volevano mettere in pratica un’idea di per sè molto semplice, ossia mettere in contatto persone attraverso gli interessi comuni, grazie ai quali poter condividere conoscenza ed esperienze. Dopo il primo lancio online avvenuto nel novembre del 2011, twoorty.com ha attraversato vari stadi fino ad arrivare alla sua versione attuale, sviluppata lo scorso giugno: uno strumento di connessione diretta e mirata. La nuova release per la knowmunity di twoorty.com è stata rilasciata con l’inizio del 2013 aggiungendo nuove funzioni ed una piattaforma ricca di nuovi contenuti.

    Come funziona twoorty

    In realtà twoorty è molto semplice.  Infatti tutto ruota attorno alla scoperta e alla condivisioni di interessi comuni. Quindi, non più, e solo, “amicizie” cui elemosinare condivisioni e passaparola, ma adesso si viene a creare un filo rosso degli interessi, che accomunano, e connettono persone conosciute e anche meno conosciute.

    Ogni post, articolo, opinione, foto o video appare immediatamente nella bacheca di tutti gli utenti interessati a quell’argomento  per usufruire così di contenuti effettivamente utili e venire a conoscenza di persone che “parlano la stessa lingua”. Ampio spazio alla community che giudica, vota, commenta e condivide i vari contenuti, decretando di volta in volta quali sono più interessanti e allo stesso tempo quali sono gli utenti “esperti” dei vari ambiti, dalla musica, passando per il giardinaggio, fino alla vita cittadina.

    100% virale, 0% spam

    100% virale, 0% spam: questa è la ricetta che rende twoorty.com così innovativo. Non si va più alla ricerca dell’informazione ma è l’informazione che ci raggiunge. Con la stessa logica twoorty.com da la possibilità ai blogger di far conoscere il proprio blog e quindi ampliare la platea dei propri lettori, semplicemente agganciando il blog al sito: ogni post verrà pubblicato anche sul proprio account twoorty. Subito e senza dover perdere tempo a condividere e linkare. Che si tratti di un blog monotematico o pluritematico, twoorty diffonderà i contenuti alle persone realmente interessate, e solo a quelle: un semplice click e il post raggiungerà una platea potenzialmente enorme di utenti interessati. Proprio come un megafono!

    Ma non è finita perchè c’è dell’altro.

    Infatti, twoorty prevede anche un innovativo sistema di ricerca semantica, sviluppato con un esclusivo algoritmo proprietario, che riconosce l’argomento dei contenuti pubblicati su twoorty.com e affina le proprie deduzioni man mano che la community interagisce, commenta e pubblica, per garantire all’utente di twoorty.com un’esperienza sempre più personalizzata e mirata.

    twoorty per il business

    La stessa logica di twoorty è applicata al mondo business, dove aziende e attività commerciali possono raggiungere immediatamente potenziali clienti interessati al loro mercato, attraverso volantini digitali che questi ricevono sulla propria bacheca e in mail. twoorty oggi conta 3500 utenti attivi e circa 600 aziende e attività commerciali; è in lavorazione la nuova release che uscirà ad aprile e che farà della conoscenza e del knowledge management il proprio cavallo di battaglia con le nuove funzioni dedicate ai dibattiti, domande temporizzate e alla creazione di reportage.

    Farsi conoscere attraverso la propria esperienza, sia per gli utenti che per aziende ed esercenti che vogliono promuovere le proprie iniziative: con twoorty.com si fa avanti un nuovo modo di essere social, più selettivo, consapevole ed attento. Twoorty.com è un sistema che si plasma sugli utenti, un ambiente aperto dove si stabiliscono connessioni e sinergie: per questo ci sono tante community, ma una sola “knowmunity”.

    Con twoorty è dunque possibile entrare in contatto con altri sulla base esclusiva dei propri interessi, il contenuto (content is king) diventa strumento per conoscere, sapere, informare e condividere. Siamo sicuri di avervi incuriosito abbastanza e ora è il momento di provare twoorty. E poi raccontateci cosa ne pensate e qual è stata la vostra esperienza

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