Categoria: Web & Tech

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  • 99designs arriva in Italia, nuove opportunità per le startup

    99designs arriva in Italia, nuove opportunità per le startup

    99designs da oggi parla italiano, una nuova opportunità è quindi disponibile per le startup italiane. Quello che è il più noto servizio online per il design in crowdsourcing lancia la versione italiana e, insieme, un concorso per assicurarsi gratis il disegno della propria immagine aziendale

    99designs, il più grande portale per il design creativo in crowdsourcing del mondo, lancia oggi il dominio italiano 99designs.it. L’azienda ha nominato una Country Manager che si occuperà di gestire il nuovo sito italiano e offrirà supporto in lingua locale ai clienti e ai designer.

    Il numero delle startup in Italia è cresciuto enormemente negli ultimi mesi. Pensiamo sia il momento giusto per offrire ai giovani imprenditori italiani una versione locale della piattaforma 99designs per aiutarli a costruire il brand aziendale e supportare il loro posizionamento sul mercato”, spiega Patrick Llewellyn, Presidente e CEO di 99designs. “L’Italia, uno dei paesi più creativi al mondo, rappresenta una parte importante del successo europeo di 99designs. Abbiamo già un’ampia base di clienti e, a partire dal 201, ci aspettiamo una crescita significativa”.

    Giulia-Depentor - 99designs Italia99designs annuncia inoltre la nomina di Giulia Depentor a Country Manager. Giulia è entrata in 99designs nell’agosto 2012, a seguito dell’acquisizione della società berlinese 12designer, per la quale gestiva i servizi in lingua italiana. Nel suo nuovo ruolo, guiderà l’espansione di 99designs in Italia, gestendo il marketing e la community e sviluppando partnership strategiche con startup e altre organizzazioni.

    99designs.it è il terzo dominio locale lanciato da 99designs in meno di cinque mesi ed è prova della continua espansione dell’azienda in Europa. A settembre dello scorso anno, infatti, 99designs ha lanciato 99designs.de per i clienti e creativi tedeschi e a novembre ha presentato 99designs.fr per il mercato francese.

    La rapida crescita di 99designs in Germania e Francia, a seguito del lancio delle versioni nazionali del sito, indica chiaramente che l’offerta di piattaforme e supporto locali è di fondamentale importanza”, dichiara Eva Missling, General Manager Europe di 99designs e Fondatrice di 12designer. “La passione di Giulia, la sua esperienza e conoscenza della lingua, della cultura e del panorama delle startup in Italia, ne fa il candidato ideale per guidare la nostra crescita nel vostro Paese

    Per celebrare il lancio in Italia, 99designs e il network italiano Startupbusiness invitano le startup italiane a partecipare al concorso99designs Loves Italian Startups!. Nove startup avranno la possibilità di lanciare gratuitamente un contest (del valore di 479 euro) che sarà promosso sui siti 99designs.it e Startupbusiness.it. Per maggiori dettagli e per accedere al form di partecipazione: http://99designs.it/customer-blog/99designs-parla-italiano.

    Dalla sua fondazione, 99designs ha ospitato più di 184.000 concorsi internazionali di graphic design per startup, piccole aziende e altre organizzazioni, erogando in totale guadagni per 45 milioni di dollari alla sua community di oltre 200.000 creativi. I concorsi lanciati dai clienti europei rappresentano attualmente più del 15% del totale concorsi ospitati su 99designs.

    99designs è la più grande piattaforma per il design in crowdsourcing del mondo che mette in comunicazione imprese e privati con una community di 200.000 graphic designer provenienti da più di 190 paesi. È possibile richiedere proposte creative in modo rapido e conveniente lanciando un contest, lavorando solo con un singolo designer o acquistando direttamente i loghi già pronti dallo store.

    L’azienda è stata co-fondata dagli imprenditori Mark Harbottle e Matt Mickiewicz (SitePoint, Flippa) ed è supportata da Accel Partners e dagli angel investor Michael Dearing (eBay, Harrison Metal), Dave Goldberg (Survey Monkey), Stewart Butterfield (Flickr, Tiny Speck) e Anthony Casalena (Squarespace).

    Facebook: http://www.facebook.com/99designs.it

    Twitter: https://twitter.com/99designs_it

  • Aaron Swartz, la morte di un vero innovatore

    Aaron Swartz, la morte di un vero innovatore

    La morte del giovane Aaron Swartz, suicidatosi a soli 26 anni, ha scosso il web e non solo. Di fronte a questa tragedia molti si sono lasciati a facili conclusioni, ma nella sua breve vita questo ragazzo è stato capace di piccole e grandi innovazioni di cui tutti gioviamo ogni giorno. Doloroso e incomprensibile ancora il suo gesto

    Fiumi di parole, tweet, post si sono spesi in questi giorni per il suicidio avvenuto l’11 gennaio a New York fa di Aaron Swartz, definito come l’hacker fautore della liberalizzazione dei contenuti digitali. Questo ragazzo, 26 anni appena, diplomato all’Etich Center Lab di Harvard, sarà probabilmente ricordato più per il suo ultimo gesto e per la polemica che ne è derivata piuttosto che per quanto di buono, in termini di innovazioni tecnologiche, ha lasciato in eredità. Ed è di questo che vogliamo parlare.

    Vogliamo ricordare il contributo che Swartz diede, appena quattordicenne, alla creazione di quello che quotidianamente ciascuno di noi usa: l’RSS (Really Simply Syndication), il nostro “acchiappanotizie”, quello che ci aiuta a rastrellare dalla Rete le cose che ci interessano e ad organizzarle tramite servizi come FeedBurner o Google Reader.

    Vogliamo parlare del suo contributo alla fondazione di  Creative Commons e quindi alla più facile diffusione e circolazione dei contenuti in Rete.

    Vogliamo parlare del suo social network Reddit, fondato nel 2006 con lo scopo di presentare notizie originali postate dagli utenti iscritti, favorendo i contenuti di maggiore qualità che possono salire nella graduatoria delle notizie grazie ai voti dei lettori.

    Per ultimo, ma non meno importante, vogliamo riportarvi alla memoria la sua ultima creature Open Library, nata nel 2007 e definita come “one web page for every book ever published”. Un luogo in Rete, insomma, dove i contenuti sono liberi, fruibili da parte di tutti, perché come disse lo stesso Swartz : “Open library è tua. Navigala, correggila, alimentala”.

    L’ultimo tassello che manca a questa storia è quello della minacciata condanna a trent’anni di reclusione per aver scritto un programma in Python tramite il quale rendere più veloce il download di documenti e tramite il quale Swartz avrebbe scaricato un archivio di documenti del MIT da JSTOR. Un tassello su cui anche troppo è stato scritto adducendo a questo le motivazioni di un gesto così incomprensibile. Come troppo convinto il giudizio di chi ha scritto

    “come tanti, troppi smanettoni depressi come lui, entusiasti delle macchine e con la testa nelle nuvole, nei mille cloud che custodiscono i nostri dati e le nostre vite”

    Troppo difficile comprendere i motivi per i quali, come scriveva lo stesso Swartz in quello che è stato considerato un testamento:

    “C’è un momento, immediatamente prima che la vita diventi non più degna di essere vissuta, in cui il mondo sembra rallentare: e quella sua miriade di dettagli appare improvvisamente, e chiaramente, in tutto il suo dolore”.

    Possiamo “limitarci” a ricordare ciò che questo dolore lascia. E se anche solo alcuni iscrivendosi a un feed RSS con la mente andranno ad Aaron Swartz, vorrà dire che è passato il concetto che le persone passano ma le innovazioni restano, a beneficio di tutti.

    Che siano fatte da un hacker, da uno smanettone, da un giovane entusiasta con lo sguardo intelligente che nei sogni ci credeva e che la vita non è stata in grado di trattenere.

    (questo post è già comparso sul web magazine Girl Geek Life)
  • Viadeo acquisisce la startup francese Pealk

    Viadeo acquisisce la startup francese Pealk

    Inizia alla grande il 2013 per Viadeo. E’ di oggi infatti l’annuncio dell’acquisizione di Pealk, startup francese, grazie alla quale il popolare social business network offrirà alle PMI una soluzione innovativa, intuitiva ed efficace per cercare nuovi clienti ed effettuare assunzioni

    viadeo-pealkViadeo, il social network professionale con 50 milioni di membri in tutto il mondo, ha annunciato oggi l’acquisizione di Pealk, una start-up francese che ha sviluppato un’innovativa applicazione Web per cercare e contattare facilmente professionisti sui social network. La sinergia tra le soluzioni di Pealk e la banca dati di Viadeo consentirà di migliorare i servizi di Viadeo rivolti alle piccole e medie imprese.

    Apprezzata all’unanimità da migliaia di professionisti delle risorse umane e dei servizi vendite in tutto il mondo, l’applicazione Pealk offre funzionalità di ricerca, filtro e personalizzazione dei messaggi senza precedenti. Concepita per assicurare la massima produttività, l’applicazione permette ai professionisti specializzati nella ricerca di clienti e nelle assunzioni attraverso i social network di puntare dritti all’obiettivo.

    Grazie a questa acquisizione, i professionisti delle PMI potranno usufruire del potenziale della banca dati di Viadeo, ma anche di innovative funzionalità concepite appositamente per loro.

    Il valore di un social network professionale non si calcola solo in base ai dati contenutinei profili della banca dati, ma anche in base agli strumenti messi a disposizione dell’utente per sfruttarli” ha dichiarato Dan Serfaty, co-fondatore e Ceo di Viadeo. “Pealk è il prodotto più innovativo apparso in questi ultimi 5 anni e democratizza l’uso dei social network a fini professionali grazie alla sua efficacia e alla semplicità di utilizzo”.

     

    Siamo lieti e orgogliosi dell’acquisizione da parte di Viadeo e la consideriamo la conclusione naturale di una splendida avventura” ha aggiunto Boris Golden, Ceo di Pealk. “Si tratta però anche dell’inizio di una nuova avventura poiché ci sono numerose applicazioni da creare per permettere ai professionisti di sfruttare al massimo il potenziale di Viadeo!

    La transazione, il cui importo non è stato comunicato, è stata effettuata a fine 2012. Gli azionisti di Pealk si sono avvalsi della consulenza di François Bourrier-Soifer, socio dello studio di avvocati Scemla Loizon Veverka & de Fontmichel.

  • Chiude Windows Live Messenger, finisce l’era delle chat

    Chiude Windows Live Messenger, finisce l’era delle chat

    La notizia è ormai ufficiale anche se lo si sapeva da un pò. Il prossimo 15 Marzo Windows Live Messenger chiude i battenti per dare spazio a Skype già proprietà di Microsoft. Si chiude l’era delle chat, quindi ICQ, MIRC, per come le abbiamo conosciute

    Chatti o non chatti? Fino a qualche anno fa la domanda lasciava pensare a qualcosa di trasgressivo, che facevano in pochi, magari celandosi sotto un nick name fantasioso. Questo erano le chat anni Novanta, quelle nate nei canali IRC e diffuse con programmi come ICQ (nato nel 1996), in quelle “stanze” dove sembrava quasi surreale poter scambiare opinioni a distanza, senza conoscersi, semplicemente fidandosi e affidandosi ad un nomignolo e ad un numero progressivo che ICQ assegnava ad ogni new entry. Il passo da ICQ o da MIRC a qualcosa di graficamente più accattivante era una bella novità per tutti. Con entusiasmo quindi, nel 1999, è stato accolto il programma di istant messaging di Microsoft, MSN trasformato negli anni in Windows Live Messenger. 331 milioni di persone in tutto il mondo al mattino accendevano il pc e vedevano i due mezzi busti stilizzati colorarsi di un verde e di un celeste acceso mentre si passava on line e si poteva subito curiosare per capire se qualche altro amico era pronto a scambiare due chiacchiere.

    Chi MSN l’ha usato in passato sicuramente lo ricorda e con dispiacere ha appreso la notizia secondo la quale dal prossimo 15 marzo i due mezzi busti andranno in pensione per lasciare il posto alla S azzurra di Skype. Sì, perché nel frattempo la stessa Microsoft, esattamente nel 2011, ha acquisito il programma di istant messaging che offre la possibilità di effettuare chiamate e videochiamate sfruttando un protocollo VoIP.

    MSN o meglio Windows Live Messenger, insomma, spegne per sempre i suoi mezzibusti che non andranno propriamente in pensione ma si uniranno alla nutrita famiglia Skype, che conta già 280 milioni di utenti. Come già successo in questo frammento di 2013 per i netbook e la Playstation 2, buttiamo un pezzo di storia per guardare avanti, per migliorare i servizi, per togliere quanto anche gli utenti considerano ormai cosa superata.

    A dare il colpo di grazia all’antico MSN non solo Skype, ovviamente, ma anche i social network come Facebook e Google Plus, le piattaforme di micro blogging come Twitter oltre alle applicazioni come WhatsApp, che consentono anche l’invio di sms gratuiti tra utenti registrati. Il tempo passa, le abitudini informatiche cambiano e qualche prodotto lo si deve pensionare.

    Se l’addio si fosse fatto su una vecchia chat sarebbe stato /quit addio caro MSN compagno di molte giornate.

    (illustration: Imaan Sheikh)
  • Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    In un recente sondaggio condotto da Nasdaq OMX e l’agenzia Ragan negli Usa viene rilevato che solo il 13% delle aziende intervistate ritiene di usare bene i Social Media, il 64% ritiene di dover imparare ancora molto. Facebook è lo strumento più usato, seguito da Twitter e da YouTube

    social_media_effortsSondaggio interessante quello che Nasdaq OMX ha condotto insieme all’agenzia americana Ragan allo scopo di vedere come le aziende Usa usano i Social Media per comunicare. L’indagine è stata condotta sulla base di 2.714 interviste coinvolgendo aziende della PA, Non profit e società con oltre 50 mila dipendenti, quindi parliamo di grandi organizzazioni aziendali. Ebbene  il risultato forse più interessante è che solo il 13% di queste aziende ritiene di usare bene i Social Media all’interno della propria organizzazione. Ma l’altro dato interessante è che il 64%, nettamente la maggioranza, afferma si di usarli ma di avere ancora molto da imparare. Il restante 23% si definisce newbie.

    Il motivo per cui quest aziende hanno cominciato ad utilizzare i Social Media all’interno della propria organizzazione sono diversi. Il primo, nell’87% dei casi, per aumentare la brand awarness, il secondo, nel 62% dei casi, per incrementare il traffico web, e il terzo, nel 61% dei casi, per migliorare la propria Reputazione.

    Dall’indagine viene fuori una certa discrepanza proprio nel cercare di rendere omogenea la strategia, l’azione da intraprendere sui Social Media per cercare di raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge. In molti casi si è trattato di situazioni in cui è prevalsa una insufficiente preparazione all’uso dello strumento. Spesso hanno risposto di non riuscire a stare dietro alla grossa mole di informazioni da monitorare, di non riuscire a sfruttare al meglio la piattaforma che si sta usando. Ma anche le grosse aziende hanno problemi, in molti casi lamentano di non trovare tempo a sufficienza da dedicare ai SM e che in alcuni casi mancano delle strutture adeguate, nonostante gli sforzi.

    social_media_platformsTra gli strumenti più utilizzati, Facebook è di gran lunga quello più usato nel 91% dei casi; seguito da Twitter, 88%, da YouTube, 73% e da LinkedIn, 69%. Poi Google+, 33%, e Pinterest, 32%. Molti hanno anche risposto di usare Vimeo e di usare WordPress per il proprio blog aziendale. Tra questi strumenti, alcuni hanno segnalato anche Social Network molto localizzati come i russi Odnoklassniki, Mail.ru  e VKontakte, oppure come i cinesi Sina Weibo, Renren, e Youku. Pensate che in alcuni casi si è verificato un divieto d’uso di alcuni social network all’interno di qualche azienda e tra questi c’è anche Pinterest. E sempre per quanto riguarda Pinterest, in alcuni casi viene indicato, insieme ad Instagram, lo strumento su cui l’azienda punterà nei prossimi anni.

    Molti lamentano che ormai gli strumenti sono troppi e per questo non si riesce a starci dietro. Come abbiamo sempre sostenuto, è bene usare gli strumenti che più sono in linea con la strategia da seguire, ma sostenere che ci sono tanti strumenti e conviene usare sempre gli stessi non è corretto. Si rischia di non raggiungere in effetti il pubblico desiderato. Per questo conviene comunque provare ad usarli e poi sulla base di questo privilegiare quelli dai quali si ottengono maggiori risposte in linea con gli obiettivi.

    Da questo quadro si desume che nonostante i buoni propositi e investimenti, c’è ancora molto da lavorare. E’ necessario avere una formazione adeguata, altrimenti tutti gli sforzi saranno vani ed è comunque necessario, quando possibile, aumentare gli investimenti in tal senso.

    E’chiaro che questo sondaggio fa riferimento agli Usa, ma siamo sicuri che ci sono molte similitudini con il mercato italiano. Sarebbe il caso di conoscere meglio le proporzioni. E per far questo cominciate col raccontarci la vostra esperienza di uso dei Social Media nella vostra azienda.

  • 21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS, il portale per la vendita di gioielli online più grande d’Europa, sceglie la soluzione hybris Commerce Accelerator che ha consentito una rapida implementazione di siti e-commerce in 18 Paesi, tra i quali anche l’Italia

    hybris, tra i principali fornitori di software per il commercio omni-canale, annuncia oggi che 21DIAMONDS, retailer online specializzato in gioielli realizzati a mano, ha scelto la soluzione hybris Commerce Accelerator per la sua politica di espansione internazionale in 18 Paesi, tra cui anche l’Italia, oltre a Francia, UK, Spagna, USA, Brasile, India e Australia.

    La collaborazione con hybris risale a fine 2011: 21DIAMONDS desiderava andare live con il proprio sito in meno di 12 settimane, in modo da non perdere le occasioni in arrivo con la stagione natalizia. Inoltre, poiché il web è l’unico canale di vendita dell’azienda, 21DIAMONDS aveva la necessità di mettere a punto uno store online che offrisse, da un lato, la qualità e il livello di servizio tipici di una boutique affermata e, dall’altro, una shopping experience online ineccepibile. Per venire incontro a queste esigenze, 21DIAMONDS ha scelto hybris Commerce Accelerator, la soluzione pronta all’uso di hybris che consente ai retailer di realizzare in tempi brevissimi un sito e-commerce ricco di funzionalità. Con uno storefront completamente operativo costruito sulla piattaforma hybris, Commerce Accelerator offre una base pre-configurata che include le best practice di commercio omnicanale, oltre a funzioni di gestione degli ordini e di call center. hybris Commerce Accelerator riduce tempi e costi di implementazione per garantire un’esecuzione veloce e di sicuro successo del progetto.

    L’arte orafa è il cuore del nostro business: le tecniche di colatura, cesellatura e incastonatura vengono sempre effettuate da un équipe di professionisti e, prima della spedizione, ogni singolo gioiello è sottoposto a controlli di qualità e autenticità. Il nostro sito deve dunque riflettere un simile livello di cura e attenzione”, dichiara Emanuel Schleussinger, CTO di 21DIAMONDS. “Oggi stiamo sfruttando hybris Commerce Accelerator in tutto il suo potenziale: questa soluzione ha velocizzato notevolmente l’implementazione del nostro store online, consentendoci di focalizzarci solo ed esclusivamente sul nostro core business: vendere gioielli su misura e di alta qualità”.

    A fronte del successo dell’implementazione, Ariel Lüdi, CEO di hybris, dichiara:

    E’ stato molto stimolante lavorare con 21DIAMONDS, essere parte della sua strategia di lancio e contribuire al suo successo internazionale. Il sito dell’azienda è costruito sulla nostra piattaforma e, per tanto, può crescere ed essere ampliato ulteriormente in modo da rimanere sempre al passo con i tempi, quindi con le esigenze dell’azienda e dei consumatori”.

    Grazie al rapido sviluppo della propria presenza in 18 regioni, 21DIAMONDS ha aumentato il suo giro d’affari altrettanto velocemente, ampliando anche l’assortimento: oltre 6.500 prodotti tra gioielli e orologi.

    hybris Commerce Accelerator è stato, e continua ad essere, un prezioso alleato per i piani di espansione internazionale di 21DIAMONDS, perché ha permesso un rapido ingresso sui mercati globali, supportando più lingue e valute. Grazie a questa soluzione, l’azienda ha potuto lanciare siti e-commerce in più Paesi entro la prima metà del 2012.

  • Europcar, crescono le prenotazioni online: +15% grazie a Webtrends

    Europcar, crescono le prenotazioni online: +15% grazie a Webtrends

    Europcar, nota azienda leader nel noleggio di auto, grazie a Webtrends Optimize ha visto incrementare le prenotazioni online che hanno comportato più conversioni e la vendita di prodotti complementari

    europcar-logoEuropcar, il gigante nel settore dell’autonoleggio con sede principale a Parigi, ha registrato un incremento del 15% nelle conversioni dei visitatori grazie all’implementazione della soluzione Optimize di Webtrends  e alla collaborazione con  il team di consulenti dell’azienda leader nel digital marketing. Europcar ha inoltre raggiunto l’obiettivo di incrementare la vendita online di servizi e prodotti complementari, registrando un aumento del 12%.

    Utilizzando Optimize, soluzione di testing  e targeting A/B  e multivariato, che permette di identificare e pubblicare i contenuti web più efficaci in termini di conversione, Europcar ha immediatamente individuato nella landing page e nel processo d’acquisto le aree che richiedevano ottimizzazione. L’azienda ha inoltre utilizzato la segmentazione in alcuni test eseguiti su diverse aree geografiche in Europa e USA, al fine di analizzare come le diverse culture interagiscono con il sito web di Europcar.

    “L’intero processo di ottimizzazione ha richiesto un grande impegno da parte di entrambe le aziende”, commenta Catrena Blanco, Head of User Experience di Europcar. “I consulenti diWebtrends sono ormai parte integrante del team di Europcar; la qualità del nostro rapporto e l’approccio di tipo collaborativo sono state la chiave del successo della strategia di testing”. “Un incremento del 15% nelle conversioni e un aumento del 12% nelle vendite di servizi aggiuntvi hanno decisamente superato le nostre aspettative, dimostrando l’efficacia dei test A/B e multivariato e la loro capacità di garantire il raggiungimento di un ROI ottimale”, continua Blanco. “Continueremo a collaborare con Webtrends per portare avanti le campagne di test e migliorare non solo il sito web di Europcar ma anche l’esperienza online dei nostri clienti”.

    “Siamo orgogliosi dicollaborare con un brand internazionale del calibro di Europcar, con migliaia di consumatori online”, afferma Nick Sharp, Vice-President & General Manager EMEA di Webtrends. “Come altre grandi aziende, Europcar riconosce la necessità di ottimizzazione, targeting e testing attraverso le sue piattaforme online, non solo per aumentare il fatturato ma, cosa ancora piùimportante, per garantire ai clienti una sempre migliore esperienza di navigazione online”.

    Webtrends Optimize offre molteplici tipologie di test, dai test A/B al testing multivariato. Le funzioni di segmentazione permettono alle aziende di identificare e targetizzare i clienti con campagne personalizzate, segmentando i visitatori e offrendo in tempo reale i contenuti digitali più rilevanti per un’audience specifica, permettendo così di aumentare le conversioni online.

    Cliccando qui potrete accedere a maggiori informazioni su Webtrends Optimize.

  • Oltre il 20% della pubblicità su Facebook è sul Mobile

    Oltre il 20% della pubblicità su Facebook è sul Mobile

    Il 20,3% della pubblicità su Facebook è sul Mobile e la notizia è stata data oggi al CES 2013 che si tiene a Las Vegas da Kenshoo. I maggiori investimenti fatti da Zuckerberg sul Mobile pare stia dando i suoi risultati

    Gli annunci sugli smartphone e tablet rappresentano ormai oltre il 20% della spesa pubblicitaria su Facebook, per l’esattezza il 20,3%. E nonostante questi abbiano un costo più alto degli annunci desktop. Altro aspetto interessante è che quando si vanno a confrontare le due piattaforme, iOS e Android, dal punto di vista della visualizzazione degli annunci, scopriamo che il 97% degli annunci iOS sono targettizzati per tablets mentre il 71% degli annunci per Android sono targettizzati per smartphones.

    Evidentemente questi dati faranno felice Mark Zuckerberg che solo un paio di mesi fa sosteneva che:

    Voglio sfatare il mito che Facebook non può fare soldi sul Mobile. La cosa più importante da tener presente è che da poco abbiamo iniziato a realizzare un nostro modello di prodotto mobile e quindi di monetizzazione”

    E questi dati sembrano andare proprio nella direzione indicata da Zuckerberg.

    I dati provengono da uno studio effettuato su 2 milioni di clicks sugli annunci e sulle conseguenti conversioni su Facebook da investitori da tutto il mondo che usano la piattaforma Kenshoo. Il risultato di questo studio è stato presentato oggi da AaronGoldman, CMO di Kenshoo, durante la conferenza di Citi “Global Internet, Media & Telecommunications” al CES 2013 che si sta tenendo a Las Vegas.

    Altri dati interessanti che val la pena di annotare:

    – Gli annunci di Facebook per Mobile registrano una maggiorazione pari al 70% rispetto a quelli desktop: 0,81 $/cents desktop contro 1,38 $ mobile.

    In basso la ripartizione della spesa così come l’abbiamo spiegata all’inizio:

    Facebook Ad Spend: Ripartizione metriche chiave 

    Ad Spend Cost-per-Click (USD)
    Desktop Ads 79.7% $0.81
    Mobile Ads (Phone + Tablet) 20.3% $1.38

    Questo invece lo schema che risguara iOS e Android:

    Facebook AdSpend: confronto tra iOS e Android

    Apple iOS Google Android
    Tablet Ads 97% 3%
    Smartphone Ads 29% 71%

    Goldman ha infine sostenuto che ormai il mondo dei top brand ha abbracciato la pubblicità di Facebook su Mobile e ci si aspetta quindi  che questo canale possa crescere e diventare competitivo, capace di offrire esperienze sempre più all’avanguardia come i dispositivi che sono in mostra in questi giorni proprio al CES.

    Che Facebook abbia imboccato la strada giusta per iniziare a monetizzare seriamente sul Mobile e cominciare ad essere competitivo con Google e Twitter?

  • Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    E adesso si comincia seriamente a parlare di una concreta IPO di Twitter per il 2014 dopo che un’agenzia ha valutato il valore del popolare social network compreso tra gli 8 e 11 miliardi di dollari

    L’anno appena trascorso, il 2012, dal punto dei vista dei Social Media per tanti versi è stato un anno di successi, ma sotto altri punti di vista, soprattutto quelli finanziari, ci ha mostrato un aspetto inedito e non troppo florido. Basta semplicemente guardare al sofferto sbarco di Facebook a Wall Street dal quale ci si attendeva sicuramente un esito diverso, oppure alla crisi che ha coinvolto Zynga, altro colosso colpito da guai finanziari. Senza dimenticare Groupon. Insomma il 2012 dei Social Media dal lato finanziario non è stato entusiasmante. Eppure le voci insistenti di una possibile IPO di Twitter, colosso tra i social network e secondo solo a Facebook per numero di utenti, sembrano ormai portare a un progetto concreto, specie dopo la valutazione che viene fatta della società, con un valore compreso tra gli 8 e gli 11 miliardi di dollari, da parte di Greencrest Capital.

    Si parla del 2014 anche se non vi è nulla di certo. Quello che si comincia a sapere che Greencrest Capital stessa comincia a consigliare a Twitter di prendere in considerazione una IPO e di seguire certe modalità. La valutazione è frutto di un’attenta analisi di quello che è stato anche il 2012 per Twitter, anno in cui ha modificato decisamente alcuni assetti importanti, basti pensare alla massiccia modifica delle API, con un profitto in crescita che proviene dalla pubblicità e dagli investimenti fatti per migliorare l’uso via mobile, settore cruciale per Twitter.

    La data del 2014, secondo quanto riporta Greencrest Capital, è concreta per il fatto che si comincia a vedere un avvicendamento tra personaggi che hanno giocato ruoli importanti in situazioni analoghe. I personaggi coinvolti sono Ali Rowghani, assunto di recente come Responsabile Finanziario alla Pixar, già CFO, Chief Financial Officer, di Twitter, e Mike Gupta, ex tesoriere di Zynga, che subentrando a Rwoghani in Twitter, porta la sua esperienza a proposito di IPO fatta proprio con Zynga. Ora, vista la fine di Zynga non ci sembra che questa mossa possa essere azzeccata, però certamente queste azioni fanno presagire che qualcosa di concreto per un reale sbarco di Twitter a Wall Street comincia a farsi strada.

    Bisogna ricordare che l’ultima valutazione di Twitter riportava un valore di 1 miliardo di dollari e quella attuale effettivamente tiene conto dei recenti sforzi fatti da Twitter, come dicevamo prima, che ha come conseguenza l’aumento del numero degli utenti.

    Intanto attendiamo di vedere come sarà questo 2013 per Twitter anche dopo il lancio dei filtri fotografici con il chiaro intento di sfidare Intasgram (e Facebook) e anche dopo il recente pasticcio sulle regole della privacy di Instagram che ha avuto come conseguenza una riduzione del 25% degli utenti. Ma sarà interessante vedere quanti altri brand utilizzeranno i Promoted Tweets, arma che si è rivelata vincente che ha garantito ai marchi un aumento del 40% di engagement via mobile, un dato davvero interessante.

    Certo che l’imperativo di Twitter per una IPO nel 2014 deve essere quello di evitare quanto è successo a Facebook. Ci riuscirà?

  • Mangatar chiude il 2012 con un nuovo finanziamento

    Mangatar chiude il 2012 con un nuovo finanziamento

    Mangatar, tra le startup italiane più dinamiche e attive del 2012, chiude l’anno alla grande con l’annuncio di un nuovo finanziamento da Digital Investments SCA SICAR. dPixel è advisor dell’operazione. Il finanziamento servirà anche a lanciare la nuova versione di Dengen Chronicles

    Mangatar, gaming factory specializzata nello sviluppo di social games, grazie all’accordo con dPixel è pronta a lavorare sulla nuova versione del suo social game. Dengen Chronicles, il primo titolo ludico di Mangatar srl, è un trading card game ambientato nel mondo del Manga giapponese nel quale gli utenti possono personalizzare in modo estremamente dettagliato le proprie carte e sfidarsi in epiche battaglie scrivendo in prima persona la propria saga. Dengen Chronicles è giocabile in versione beta all’indirizzo www.dengenchronicles.com, versione che già racchiude molte delle funzionalità della versione finale, in questo momento in pieno sviluppo.

    Il mercato dei social game, con oltre 300 milioni di giocatori mensili, è uno dei più interessanti e sui quali si punterà molto nei prossimi mesi. Infatti, genera oltre il 60% dei ricavi dalla vendita di beni virtuali utilizzabili nel gioco stesso. Nell’arco dell’ultimo anno sono stati venduti oltre 4 miliardi di dollari di virtual goods, mentre per il 2015 si stima che questo valore crescerà oltre i 15 miliardi di dollari.

    La tecnologia sviluppata dal team di Mangatar sfrutta al massimo le potenzialità di HTML5+CSS, permettendo la creazione di un framework di creazione di social games proprietario potente e riutilizzabile.

    Come abbiamo detto all’inizio, advisor dell’operazione è dPixel e Gianluca Dettori, che ne è il presidente, ha così commentato:

    “Sono molto contento di annunciare questa operazione, in dPixel crediamo nel team di Mangatar. Un team rodato, che ha investito molto su questo progetto. Sono fiducioso si saprà distinguere nel mercato del gaming online. E’ un mercato molto competitivo ma molto ampio e assolutamente globale.”

    Mangatar è stata fondata nel marzo 2012 da Andrea Postiglione (CEO), Raffaele Gaito, Enrico Rossomando, Alfredo Postiglione e Michele Criscuolo, dopo avere maturato insieme diverse esperienze nello sviluppo e promozione di applicazioni web e mobile.

    Questo il commento di Andrea Postiglione, CEO di Mangatar:

    “Questo investimento non si limita al solo supporto finanziario, ma alla condivisione di una visione strategica dei social game. Abbiamo oggi la possibilità di rendere il nostro prodotto veramente speciale e di affrontare questo mercato con maggiore forza”.

    Nel Consiglio di Amministrazione con l’operazione entra Niccolò Sanarico, Associato di dPixel.

    “Crediamo che Mangatar sia ottimamente posizionata per diventare un caso di successo nel panorama dell’online social gaming”.

    E Raffaele Gaito, co-Founder di Mangatar ne è certo:

    “Siamo entusiasti. Ci siamo fatti notare nell’arco dell’ultimo anno sullo scenario delle startup italiane con le sole nostre forze, ottenendo premi e citazioni. Ora, con dPixel al nostro fianco, è arrivato il momento di fare sul serio e mostrare al mondo le nostre potenzialità”.

    E ne siamo convinti anche noi. Per questo auguriamo a Mangatar e a tutto il suo team di ottenere successi ancora maggiori nel 2013 e noi saremo qui a raccontarveli.

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