Categoria: Web & Tech

In questa categoria si trovano articoli sul Web 2.0, comunicazione, internet, web, tecnologia, social media,

  • Contomax, il conto nato sulla rete parte il 7 gennaio

    Contomax, il conto nato sulla rete parte il 7 gennaio

    Contomax, il conto nato grazie ai suggerimenti della rete di Banca IFIS, è arrivato ormai ai nastri di partenza. Da 7 gennaio 2013 sarà infatti pronto per essere attivato

    Contomax, il conto corrente crowd di Banca IFIS, sarà operativo a partire dal 7 gennaio, e attivabile dal sito www.contomax.it. Innovativo fin dagli esordi, guarda al futuro come linea guida per lo sviluppo, offrendo soluzioni allineate con il mondo dell’online in cui nasce. Da subito ad alto rendimento, semplice e sicuro.

    Nato grazie alla collaborazione degli internauti, che hanno partecipato a una serie di sondaggi online, e che con oltre 12.000 preferenze espresse, hanno permesso di determinare i principali servizi che offrirà, contomax risponde alle esigenze dei risparmiatori.
    I servizi disponibili:

    • il bancomat evoluto (che permetterà anche di effettuare acquisti online sul circuito Maestro);
    • la sicurezza verrà garantita dal sistema Token;
    • inoltre saranno possibili la domiciliazione delle utenze e il pagamento del Telepass, e i giroconti.

    Da subito disponibili anche altri servizi, tra cui la possibilità di fare ricariche telefoniche.

    Contomax nasce quindi come conto corrente basico, ma con già a bordo i principali servizi, permettendo di operare in tutta sicurezza. La partecipazione all’evoluzione del conto continuerà attraverso la conversazione con gli utenti sui social network: www.facebook.com/contocorrente.contomax e https://twitter.com/contomax4you.

    Qualche settimana fa Banca IFIS aveva voluto chiudere il concorso StreetNetwork creato appositamente per dare un vestito grafico proprio a Contomax. La giornata che si è svolta nella splendida cornice di Venezia ha visto il giovane artista genovese Riccardo Bernucci, vincitore del concorso, realizzare l’opera dal vivo. Un momento accompagnato da un flashmob in cui ballerini di hip hop al ritmo di musica che si sono esibiti intorno all’artista all’opera, colorando ulteriormente un’atmosfera già di festa. Alla giornata stakeholder, appassionati d’arte, blogger che hanno partecipato dando il loro contributo grazie ai social network e ai blog diffondendo nel mondo virtuale lo spirito di StreetNetwork. In serata la premiazione istituzionale nella suggestiva cornice di Villa Furstenberg, la sede di Banca IFIS, a Mestre.

  • Torneo Extra League di Fubles e Kellogg’s, al via la campagna promozionale [Video]

    Torneo Extra League di Fubles e Kellogg’s, al via la campagna promozionale [Video]

    Nei giorni scorsi vi abbiamo presentato il primo Torneo Extra League nato dalla collaborazione tra Fubles, primo soccer network in Europa, e Kellogg’s. Da oggi parte la campagna promozionale

    Esistono momenti ordinari e momenti straordinari. È proprio con l’intenzione di far rivivere questi ultimi che Kellogg’s Extra – cereale per la prima colazione – e Fubles – la community di riferimento per gli amanti del calcio giocato – si sono uniti in una partnership che lancia il primo e unico campionato nazionale social: Kellogg’s Extra League.
    Extra League è un vero e proprio campionato di calcetto a cui possono partecipare tutti gli appassionati di questo sport, prendendo parte a una emozionante sfida in tutta Italia. Per partecipare basta registrarsi gratuitamente, anche con il proprio account Facebook, su www.fubles.com

    Diverse le attività previste da Kellogg’s Extra per promuovere la Extra League su tutto il territorio nazionale: dal presidio all’ingresso dei principali stadi italiani con la distribuzione di mini sampling di Kellogg’s Extra ad una consistente campagna web. Quest’ultima vedrà il coinvolgimento della community online attraverso i canali Facebook e YouTube di Kellogg’s Extra, oltre alla realizzazione di banner ad hoc per la promozione dell’iniziativa su internet. Per avere accesso al regolamento e partecipare al campionato è stata poi realizzata una sezione dedicata alla Kellogg’s Extra League su Fubles.com, con il calendario della manifestazione, le classifiche e la bacheca per seguire e commentare il campionato. Sempre ispirata al mondo del calcio, è prevista anche l’attività di consumer promotion con un instant win abbinato all’acquisto di ogni confezione di Kellogg’s Extra.

    Fubles_Extra-League_Kellog's_Ivan-Zazzaroni

    Per inaugurare la prima Extra League, Kellogg’s Extra ha organizzato presso il Centro Sportivo Bettinelli di Milano un evento di lancio che ha visto sfidarsi alle 11 del mattino due squadre del social network Fubles. Un incontro dominato da una lunga serie di colpi di scena in grado di trasformare una normale partita di calcetto in una vera e propria esperienza Extra-ordinaria, grazie a una serie di effetti sorpresa. Presente all’inaugurazione anche il giornalista televisivo Ivan Zazzaroni.

    Per chi fosse interessato, è già possibile iscriversi a Extra League e, a partire dal 18 gennaio 2013, sarà possibile iniziare a organizzare le sfide.

    Extra League si dividerà in tre fasi:

    1) Fase Invernale (gennaio 2013 – marzo 2013): in ogni regione d’Italia, si costituiscono le squadre che iniziano a disputare le partite di calcetto. I giocatori più meritevoli guadagneranno posizioni per entrare nella  classifica, che servirà nella fase successiva.

    2) Fase Primaverile (aprile 2013 – maggio 2013): in questa fase iniziano le selezioni della rosa dei 9 giocatori che andranno a costituire la squadra che rappresenterà ogni regione nella fase finale del campionato.

    3) Fase Finale (maggio 2013 – giugno 2013): a Rimini le 20 rappresentative regionali si scontreranno nell’arco di un weekend e prevedranno una prima fase di qualificazioni (gironi all’italiana di sola andata) ed una fase ad eliminazione diretta. La squadra vincitrice potrà staccare un biglietto per volare a Barcellona e giocare una sfida internazionale contro una rappresentativa di Fubles in Spagna

    Per saperne di più su Extra League:
    www.facebook.com/KelloggsExtra
    www.fubles.com/extra  

    Credits
    Hanno contribuito a realizzare l’evento di lancio di Kellogg’s Extra League, assieme al materiale video e fotografico:
    Publicis Modem (Agenzia Creativa)
    Carat (Agenzia Media)
    Black Mamba (Casa di produzione)

  • Wind Business Factor, selezionata la terza migliore startup del 2012

    Wind Business Factor, selezionata la terza migliore startup del 2012

    Ecco la terza migliore startup del 2012 selezionata al Wind Business Factor. Si tratta di “Bad Seed Entertainment” e vince il terzo girone della Competition

    Wind Business Factor, la piattaforma di business coaching e di networking rivolta a startup e a nuovi imprenditori ha premiato il 6 dicembre a Milano, nel corso del terzo Investor Meeting, la startup “Bad Seed Entertainment”chesi aggiudica il terzo girone della Wind Business Factor  Competition 2012, il campionato per startup e idee d’impresa realizzato all’interno dell’incubatore virtuale di Wind Business che è di supporto per la creazione e lo sviluppo di nuove idee di imprenditoriali. Bad Seed Entertainmentsi aggiudica un canone gratuito Wind Business One Office per un anno e un soggiorno formativo di 3 settimane in Silicon Valley presso la Startup School della Mind The Bridge Foundation.

    Bad Seed è una piattaforma per la fornitura mobile entertainment per i maggiori sistemi operativi mobile creata da un team giovane e motivato, completamente rivolto alla produzione e allo sviluppo di giochi freschi e divertenti. Dopo essere stata selezionata tra le 92 idee e imprese candidate alla fase di formazione e di mentorship, Bad Seed  Entertainment  ha allenato il proprio fattore business sotto la guida del mentore Nicola Mattina e ha ottenuto il favore della giuria finale composta dai più importanti investitori e business angel internazionali.

    Bad Seed Entertainment  affianca Mangatar e AdEspresso, vincitrici del primo e del secondo girone della Wind Business Factor Competition 2012, e va a comporre il terzetto scelto da Wind per le best startup italiane del 2012.

    Wind Business Factor (www.windbusinessfactor.it) è un “incubatore virtuale” che aiuta le startup e le piccole e medie imprese a sviluppare il proprio “Business Factor”, rafforzando tre aspetti chiave: le relazioni, attraverso un business network di valore; le conoscenze, attraverso sessioni formative che consentono di acquisire competenze e capacità; le opportunità, attraverso la partecipazione a concorsi e le offerte dei partner. Il business social network di Wind Business si presenta come luogo ideale dove poter acquisire conoscenze, cogliere opportunità, trovare alleanze per sviluppare idee imprenditoriali e ricevere un aiuto concreto per la crescita della propria impresa.

  • Quando Instagram voleva vendere le foto: fenomeno di social-isteria collettiva

    Quando Instagram voleva vendere le foto: fenomeno di social-isteria collettiva

    Si è molto discusso di Instagram che in un primo momento sembrava volesse vendere le foto degli utenti, poi il passo indietro per spiegare meglio quale fosse l’intenzione. Solo che la social-isteria collettiva era ormai innescata. Forse sarebbe stato meglio approfondire ed è quello che spesso manca

    E’ una tranquilla mattina di Dicembre quella in cui testate giornalistiche, guru della comunicazione, esperti e non esperti dei social media, iniziano a diffondere il panico al suon di “Instagram dice che ha il diritto di vendere le tue foto”.

    BBCCNNGuardian, solo per citare alcune “fonti autorevoli”, raccontano il cambio di policy della famosa app, grazie al quale Instagram si arrogherebbe il diritto di vendere  ai pubblicitari le foto caricate dagli utenti, senza notifica e senza compenso.

    Sui social e sui blog di tutto il mondo si legge lo sconcerto, seguito da rabbia e disgusto, per una scelta tanto sbagliata quanto assurda: Mashable riporta le reazioni dei big d’oltreoceano, tra chi grida “morte ad Instagram!” e a chi giura di cancellare il proprio account per questi nuovi “ridicoli termini d’uso”.

    Delirio.

    Utenti che abbandonano Instagram per FlickrCancellazioni di massa, dichiarazioni di odio diffuse su Facebook, Twitter, G+, un National Geographic che sospende temporaneamente il proprio account, minacciando di cancellarlo e post a profusione su come salvare le proprie foto e cancellare l’account da Instagram.

    Dalla certezza al dubbio che vede la luce: se tutti dicono che è vero non è detto che lo sia

    Personalmente, mi sono ritrovata le timeline di tutti i social invase da post, dichiarazioni di odio, promesse di cancellazione di account relative alla faccenda “Instagram venderà le nostro foto” in una manciata di minuti.

    Lì per lì, ho dato uno sguardo alla nuova policy di Instagram (di cui, per la verità ho letto pochi paragrafi, causa mancanza di tempo) e di valutare da che genere di fonti proveniva la notizia.

    “Beh, se lo dice la BBC…Se lo dice quel professionista delle comunicazione lì…se lo dicono tutti, sarà vero!” e posto un link su Facebook con un paio di commenti in merito alla faccenda (della serie “spero abbiate fatto bene i vostri conti a Palo Alto perché a cancellare il mio account da Instagram ci metto 30 secondi”).

    Una manciata di like al mio post poi alcuni professionisti della comunicazione, tra i quali Maurizio Galluzzo, mi fanno gentilmente notare quanto sia ridicola la faccenda.

    In particolare Maurizio Galluzzo pubblica il post  “State calmi. Instagram non vende le vostre foto”, in cui cerca di spiegare quanto sia stata mal interpretata la nuova policy che in realtà spiegava solo che Instagram si allineerà a Facebook per quanto riguarda la pubblicità sulla piattaforma e che quindi si avvarrà di nome, preferenze e foto degli utenti per sponsorizzare le proprie inserzioni.

    Punto, fine della storia, anche perchè una pratica del genere, nota ancora Maurizio, violerebbe la norma internazionale sui diritti ‘autore.

    Il giorno dopo puntualmente, Kevin Systrom co-fondatore di Instagram, si scusa per il misunderstanding (in effetti, non era proprio chiarissimo questo cambio di policy) e garantisce che non ha alcuna intenzione di vendere le foto degli utenti.

    Tutto è bene quello che finisce bene.

    O forse no.

    Forse, abbiamo una lezione da imparare.

    Riprova sociale, scorciatoie cognitive e superficialità: gli ingredienti della social-isteria collettiva

    Dopo aver letto il post di Maurizio Galluzzo mi sono sentita abbastanza stupida.

    C’era scritto che Instagram avrebbe potuto vendere le nostre foto ad altre aziende nella nuova policy?

    O piuttosto riportava

    “You agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you”

    che è la stessa identica cosa che permettiamo di fare a Facebook con le Ads ogni giorno?

    Dopo tutto, Instagram è un’azienda (ora di Facebook) e, in quanto tale, deve generare profitti.

    Ma il punto non è tanto il fatto che Instagram come Facebook o Twitter stia cercando di monetizzare la quantità di dati che ha su di noi e la spinosa questione della privacy:

    il punto è che milioni di persone, me compresa, hanno creduto che fosse possibile la storia della vendita delle foto, semplicemente perchè non si ci siamo fermati un attimo a riflettere.

    Perchè corriamo, andiamo tutti di fretta, siamo subissati ogni giorno dal mare di informazioni che il Web ci fa piovere addosso e a volte, “per far prima”, ottundiamo la nostra capacità critica.

    Scorciatoie cognitive e riprova sociale sono, a mio avviso, le cause principali di migliaia di cancellazioni da Instagram, milioni di anatemi lanciati contro l’app stessa e centinaia di articoli fuffosi scritti sull’onda del trend topic.

    E milioni di link viralizzati e viralizzanti.

    panicoLe scorciatoie cognitive (o euristiche) ci permettono di sopravvivere alla quantità di informazioni che ci viene richiesto di elaborare ogni giorno: ci facciamo un’idea generale della situazione ed agiamo di conseguenza, risparmiando le nostre risorse intellettive per altre azioni.

    Non c’è materialmente il tempo (talvolta, nemmeno la volontà) di approfondire tutto, ancora di più di fronte ad una timeline che straborda di link, foto, pensieri condivisi in tempo reale: cerchiamo di capire, a grandi linee, se un contenuto sia o meno condivisibile ed agiamo di conseguenza.

    La riprova sociale è il meccanismo sul quale, si può dire, Facebook ha fatto la sua fortuna: di base

    “le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone”

    Così, se vediamo che molti dei nostri contatti esprimono un determinato pensiero, condividono un certo link (a maggior ragione se riteniamo questi contatti influenti e preparati in quel determinato settore), saremo portati ad allinearci a quell’opinione e, magari, a condividere quel link.

    E così, dietro a Forbes, a Mashable e a tutte le testate, i blog e gli utenti che ci hanno raccontato l’incredibile storia di Instagram che venderà le foto, ci siamo persi in tanti.

    Ci siamo indignati ed arrabbiati perché si indignavano e arrabbiavano tutti, senza concederci il tempo di una lettura attenta a questa benedetta nuova policy, senza concederci il dubbio dell’assurdità di una decisione del genere.

    Kevin Systrom si è scusato per la poca chiarezza di questa nuova policy ed ha fatto bene.

    Ma, forse, dovremmo anche noi scusarci un attimo con noi stessi per non esserci concessi il tempo di valutare con senso critico questa storia, che è solo un piccolo esempio, ma ce la dice lunga su quanto i social media possano essere non solo propagatori di “virus positivi” o pubblicitari, ma anche di superficialità e di scorciatoie viziose.

    instagram-roll-out_@giustommasini

    (Thanks to Giuseppe Tommasini, @GiusTommasini, for the cover picture. The original is above)
  • Groupon, ecco i coupon più venduti in Italia nel 2012 [Infografica]

    Groupon, ecco i coupon più venduti in Italia nel 2012 [Infografica]

    Groupon presenta un anno in coupon. Ecco quali coupon hanno acquistato di più gli italiani nel corso del 2012 sul popolare sito. I settori che hanno riscontrato più interesse sono il Benessere, Ristorazione e Viaggi

    Popolo di buone forchette e tanta vanità, gli italiani amano prendersi cura di sé, nonostante la crisi e lo spread, e per farlo preferiscono il web. Ristorazione, benessere e viaggi sono infatti le categorie di consumo più cliccate del Belpaese, amante di sconti e offerte online. È quanto emerge dall’analisi di Groupon Italia, leader nel settore dei gruppi di acquisto online e presente in 60 città della penisola, che nel 2012 ha registrato il boom di coupon acquistati.

    In pole position, nella classifica delle categorie più cliccate in Italia su Groupon, si trova la Ristorazione con più di 1 milione di coupon acquistati, e gli italiani non potevano certo smentirsi in questo campo: i menu pizza infatti sono stati i più desiderati (più di 250.000 coupon venduti, da 2 e 4 persone) seguiti poi dalla grigliata di carne e menu con fiorentina (oltre 140.000 coupon, da 2 e 4 persone).

    Il secondo posto se lo aggiudica invece la categoria del Benessere&Bellezza con un totale di più di 900.000 coupon venduti. Tra i più apprezzati: percorsi benessere, pacchetti per la cura dei capelli (circa 250.000)e depilazione (più di 70.000).

    Groupon---benessere

    Al terzo posto del podio si colloca il canale dei Viaggi con oltre 230.000 coupon acquistati e una predilezione per i weekend relax e le gite fuori porta. Toscana e Ischia le mete più gettonate.

    Veri e propri internauti gli italiani che acquistano i coupon online hanno un reddito medio di 38,7 mila euro annui, significativamente più alto di coloro che non utilizzano internet per fare shopping, pari a 33.2 mila euro annuali e sono soprattutto donne, per il 60%, tra i 25 e i 44 anni, con una laurea e un lavoro full time. È il profilo del social shopper italiano che emerge da un ricerca condotta dall’Istituto Ispos Media CT di Chicago (dati derivati dalla ricerca realizzata nel 2012 dall’Istituto di Ricerca Ispos Media CT di Chicago per Groupon).

    Tra le altre curiosità emerse risulta anche che i coupon Medical sono molto apprezzati (con più di 300.000 coupon venduti, soprattutto visite odontoiatriche con sbiancamento denti e visite fisioterapiche) seguiti poi dalla macro-area dei Servizi (circa mezzo milione di coupon venduti: corsi di formazione e di lingue i più gettonati in assoluto), dallo Sport&Tempo Libero (con più 250.000 coupon venduti soprattutto per parchi divertimento, abbonamenti in palestra e extreme  adventure); dalla categoria del Ticketing (concerti, spettacoli teatrali, mostre, match sportivi, cinema che hanno superato i 100.000 coupon) e infine dalla categoria dei Shopping (circa 900.000 coupon: i più venduti spaziano dai prodotti hitech ai casalinghi).

    Vi ritrovate in questi dati? Quali e quanti coupon avete acquistato su Groupon quest’anno? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Akamai, ecco i tech trend del 2013

    Akamai ha individuato alcuni tech trend che guideranno il 2013 ormai alle porte, tra questi ci sono Social Tv, Wearable Computer e MOOC. Ma vediamoli insieme

    Il 2012 li ha anticipati, ma esploderanno solo con l’anno nuovo. Pagamenti mobile, oggetti intelligenti e tecnologie che si indossano. E poi cloud e ancora cloud. Luca Collacciani, Sales Manager di Akamai ha individuato alcuni trend e tecnologie destinati a caratterizzare il 2013, segnali di un mondo che, se ancora non lo è, diverrà sempre più iper-connesso. Eccoli.

    Pagamenti via mobile

    Ad oggi, il 42.7% degli italiani ha un cellulare; quasi uno su tre, uno smartphone.  E’ quindi lecito pensare che, anche in Italia, vi sia terreno fertile per i pagamenti mobile sull’esempio dell’accordo tra Starbucks e Square negli Stati Uniti, che vede Square occuparsi delle transazioni via carta di credito e bancomat del colosso delle caffetterie. Anche se i pagamenti via cellulare, soprattutto nel nostro Paese, sono ancora agli albori, simili partnership sono sicuramente ottimi apri pista e non mettono in dubbio il grande potenziale dell’iniziativa.

    Wearable computing: la tecnologia che si indossa

    Nel 2012 abbiamo visto, tra gli altri, gli occhiali con display a realtà aumentata e dispositivi wireless che, monitorando la nostra attività fisica, inviano nel cloud dati e informazioni che tracciano scrupolosamente ogni nostra azione quotidiana. Quale altra tecnologia indosseremo nel 2013?

    L’internet delle Cose

    Luoghi e oggetti tradizionali escono dal quotidiano per assumere caratteristiche sempre più smart: proprio come Lifx, la lampadina multicolore che si gestisce con una app, oppure l’esperienza luminosa dei bulbi wireless Hue Personal Wireless lighting.

    Social TV: la TV iperconnessa

    Il gradimento dei programmi televisivi non si misurerà più esclusivamente in termini di spettatori, ma anche di buzz generato online. Lo abbiamo visto di recente con X-Factor, la trasmissione più social del 2012, il cui successo è stato decretato soprattutto sui social network (Twitter in particolare: circa 400.000 tweet unici con hastag #XF6). Non a caso, pochi giorni fa Nielsen ha stretto un accordo proprio con Twitter: nel 2013, accanto ai tradizionali dati di share vedremo anche quelli derivati dall’analisi delle conversazioni social generate durante le trasmissioni. E c’è da scommetterci che si scateneranno tutta una serie di nuove dinamiche commerciali.

    Esperienze personalizzate

    Si fa strada il concetto di ‘situational perfomance’: sono talmente tanti i dispositivi e i browser per accedere al web che, per garantire un’esperienza online di alta qualità, una soluzione unica non è più sufficiente. Per questo motivo non si parlerà più di mera ottimizzazione, ma piuttosto di ottimizzazione intelligente, effettuata cioè da soluzioni in grado di riconoscere la situazione unica e specifica dell’utente in base a dispositivo, tipo di connessione, browser, risoluzione, in modo da erogare la migliore user experience possibile.

    MOOC per tutti

    Si tratta dei Massive Open Online Courses: corsi universitari aperti al pubblico, ma nulla a che a vedere con i vecchi corsi online. Gratuiti e interattivi, seguiti da migliaia di studenti, i MOOC sono un esempio di come internet sia ancora e soprattutto veicolo di informazione, tant’è che istituzioni come MIT e Stanford hanno abbracciato simili iniziative, destinate a crescere nel 2013.

    Più cloud e più minacce

    E’ una trasformazione già in atto, ma è talmente epocale che non può non essere menzionata. Miliardi di euro sono stati investiti nella migrazione di dati e risorse aziendali dai data centre al cloud e il trend è piena in crescita. Presto ci saranno aziende di oltre 10.000 dipendenti totalmente sprovviste di una data center! Contestualmente – e inevitabilmente, aggiungerei – aumenteranno le minacce alla sicurezza, soprattutto in termini di malware mobile, ATP e botnet. Ma niente paura: le architetture di difesa sapranno stare al passo con i tempi.

  • Ticketbis per il Natale 2012 ti regala emozioni

    Ticketbis per il Natale 2012 ti regala emozioni

    Su Ticketbis, il sito di compravendita di biglietti online, a Natale crescono le richieste di biglietti per eventi internazionali. Cambia dunque lo stile nel fare regali

    ticketbis_christmasSu Ticketbis fra fine novembre e inizi dicembre il traffico è aumentato di oltre il 50%, ma soprattutto si è vistosamente incrementato il traffico sulle pagine di biglietti internazionali, così come i relativi acquisti. Come a dire: in tempo di crisi cresce la fantasia e cambia lo stile dei regali e si preferisce puntare sull’emozione che resta piuttosto che sull’ennesimo oggetto da chiudere in un cassetto.

    Su questi presupposti Ticketbis cavalca la necessità di un acquisto creativo mettendo in vetrina sogni e opportunità. E quindi: non più profumi, ma biglietti che sono anche un’occasione per raggiungere i luoghi della partita o dello spettacolo dei nostri sogni. Dal biglietto per il derby Inter – Milan che si consumerà fra un paio di mesi, al viaggio a Madrid a marzo per la partita Real Madrid – Barcellona al Bernabeu. Senza dimenticare il rugby con il Torneo Sei Nazioni a Roma. Il mercato secondario diventa la piattaforma ideale per fare incontrare i sogni con le opportunità. E ancora: un viaggio a Verona o a Milano per assistere all’attesissimo concerto dei One- Direction, ma anche Londra, Manchester, Amsterdam o Barcellona. Tutte occasioni speciali per coniugare l’idea del viaggio in famiglia con il concerto tanto atteso dai più piccoli. Un budget accessibile per un regalo destinato ad imprimersi nella memoria di grandi e piccini.

    Il tour di Rihanna è un altro piatto forte nel calendario degli eventi previsti per questo 2013 e, anche se per il momento non ci sono date previste in Italia, in molti hanno già acquistato i biglietti per Londra, Manchester, Amsterdam o Barcellona.

    Come hanno messo in luce di recente gli esperti di economia e del web, la vera novità è che il mercato sta subendo una drastica evoluzione per la quale prodotti ed esperienze prima inaccessibili, ora sono diventati alla portata di tutti. Non a caso il 2012 è stato l’anno nel quale l’E-Commerce ha registrato il boom in Italia, specialmente nel tempo libero con una crescita ben del 35% nell’ultimo anno (fonte: Cassaleggio Associati, Studio sulle Strategie di Rete).

  • hybris lancia la soluzione commerce per il settore Telco

    hybris lancia la soluzione commerce per il settore Telco

    hybris, lancia la soluzione commerce interamente dedicata al settore Telco. Le nuove funzionalità della hybris Commerce Suite™ supporteranno gli operatori nella vendita di cellulari, abbonamenti e servizi a valore aggiunto, sul web e in negozio

    hybrishybris, tra i principali fornitori di soluzioni per il commercio omni-canale,  annuncia oggi il lancio di Telco Accelerator™, la prima soluzione commerce interamente dedicata all’industria delle telecomunicazioni, pensata per supportare gli operatori nella vendita di cellulari, abbonamenti e servizi a valore aggiunto, sia sul web sia in negozio. Integrata nella hybris Commerce Suite, la nuova soluzione consente di erogare esperienze di mobile commerce pienamente funzionali e generare un aumento dell’ARPU (ricavi medi per unità) in meno di quattro mesi.

    hybris garantisce in ogni settore la migliore esperienza di vendita multicanale” dichiara Ariel Ludi, CEO di hybris. “hybris Telco Accelerator è progettata specificatamente per gli operatori telco e consente loro di implementare in modo facile e veloce una soluzione di commerce completa, che consentirà loro di erogare shopping experience di alto livello indipendentemente dal canale”.

    Telco Accelerator di hybris include un ampio set di funzionalità dedicate ai settori B2B e B2C, riconosciute dai principali analisti di settore tra le migliori al mondo, oggi riadattate appositamente per l’ambito telco. Diversamente da altre piattaforme per il commercio omni-canale, che richiedono ampie e costose modifiche per trasformare applicazioni generiche in applicazioni specifiche per il settore, la soluzione hybris Telco Accelerator include uno storefront web personalizzabile e funzioni telco incorporate che, oltre ad avere un basso TCO,  generano un veloce time to value.

    I miglioramenti apportati alla hybris Commerce Suite consentono all’industria delle telecomunicazioni di offrire cellulari, abbonamenti e servizi cloud con una varietà di modelli di pricing flessibili. Grazie a funzionalità di packaging avanzate, gli operatori sono oggi in grado di mettere a punto complessi bundle di prodotti con sistemi di sconti sofisticati e dare ai clienti la possibilità di creare i propri i pacchetti in modo autonomo grazie a moderne esperienze di vendita guidata.

    Con hybris, l’industria telco godrà di un immediato valore aggiunto e sarà in grado di:

    • Aumentare le conversioni e sviluppare una strategia di segmentazione del prezzo. Creare una customer experience personalizzata per le principali offerte di dispositivi e abbonamenti è una scelta sempre più strategica, soprattutto ora che gli obiettivi di molte aziende non sono più l’acquisizione di nuovi clienti e l’espansione del network bensì il mantenimento dei clienti esistenti.
    • Creare nuove opportunità di business – anche in mercati saturi – con funzionalità multi-sito, multi-lingua e multi-brand.
    • Acquisire clienti business grazie a un ampio set di funzionalità B2B – incluso il supporto per la gestione di account in self-service, processi di approvvigionamento, gerarchie, diritti dei dipendenti, acquisti e reporting di classe enterprise.
    • Far vivere ai propri clienti un’esperienza davvero omni-canale:  i clienti potranno visionare prodotti e offerte di abbonamento da ogni dispositivo, oltre a godere di vantaggi quali la possibilità di comprare online e ritirare in negozio e trovare disponibili in store anche i prodotti con minor assortimento.
    • Gestire tutte le informazioni di prodotto e le relazioni con l’hybris master data management (MDM) — fondamentale per garantire una esperienza ottimale su più canali.

    L’industria delle telecomunicazioni sta sperimentando modelli di vendita innovativi: ricerca nuove fonti di guadagno – quali formule OTT (over-the-top), servizi cloud e servizi a valore aggiunto (VAS) da rivendere a PMI e consumatori finali – e si affaccia su nuovi mercati, quali il settore dei video in streaming e dei contenuti digitali”, dichiara Moritz Zimmerman, CTO di hybris. “hybris supporta queste iniziative attraverso una piattaforma flessibile, pensata per essere costantemente estesa e innovativa”.

     Per maggiori informazioni, visitate www.hybris.com/telco

  • Mobile, Smartphone in crescita in Europa

    Mobile, Smartphone in crescita in Europa

    Continua la diffusione degli Smartphone in Europa. Nel mese di ottobre 2012 la penetrazione degli smartphone in EU5, secondo comScore, è del 55%. In Italia è del 51,2%

    Secondo quanto rilevato da comScore nel mese di Ottobre 2012, aumenta la diffusione degli smartphones in Europa. Nei paesi presi in esame Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, la penetrazione degli smartphone è del 55%, quindi più di una persona su due possiede uno smartphone. Apple rafforza la sua posizione nel Regno Unito, mentre Android si impone come sistema operativo. Il paese che ha fatto registrare il dato più alto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è stata la Spagna con tasso di penetrazione del 63,2% e un incremento del 14,8% rispetto ad Ottobre 2011.

    Smartphone in Europa - comScore ottobre 2012

    Smartphone in UK - comScore ottobre 2012 - produttori

    Smartphone in UK - comScore ottobre 2012 - sistema operativo

    Nel Regno Unito Apple rafforza la sua posizione come leader di mercato con una fetta pari al 28% del mercato totale, 8,6 milioni di utenti, seguita da Samsung che detiene il 24%, ma fa registrare il più alto tasso di crescita nei 12 mesi, +12,8%. Tutti gli altri competitor fanno segnare dati in negativo, facendo evidenziare sempre di più una lotta a due sul mercato. Dal punto di vista del sistema operativo, Android, il sistema operativo mobile di Google, si impone con un 46,6%, +12,4% rispetto ad Ottobre 2011, staccando Apple che arriva al 28% e cresce solo del 1,5%.

    Mobile in Italia

    Come abbiamo già sottolineato qualche giorno fa riportando i dati Nielsen, per quel che riguarda il mercato dei sistemi operativi Android nel nostro paese è al primo posto, con una quota di mercato pari al 36%, seguendo quindi il trend che si afferma in Europa. Per quanto riguarda invece la penetrazione degli smartphone in Italia, i dati comScore confermano che il nostro paese ne è un grande fruitore, anche se tra i cinque fa registrare un tasso di crescita più basso. Infatti il dato ad Ottobre 2012 è del 51,2%, più di 1 italiano su 2, con un tasso di crescita rispetto ad Ottobre dello scorso anno, del 9,1%.

    Dai dati comScore si conferma quindi sempre di più la lotta a due tra Google e Apple e che fa presagire che la lotta sia sempre a due. Una svolta potrebbe darla l’accoppiata Nokia e Window coi Windows Phone e per vedere se davvero avverrà dovremo aspettare i prossimi rilevamenti. Intanto cosa ne pensate di questi dati?

  • Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, intervista a Mauro Ozenda

    Sicuri in Rete, libro scritto da Laura Bissolotti e Mauro Ozenda, pone l’attenzione su temi che interessano tutti coloro che navigano sul web, quindi sicurezza e privacy. Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Mauro Ozenda

    Sicuri-in-rete---Mauro-Ozenda-Laura-BissolottiTutela, protezione, sicurezza e privacy le parole che contraddistinguono il libro “Sicuri in Rete. Guida per genitori e insegnanti all’uso consapevole di Internet e dei social network” di Laura Bissolotti e Mauro Ozenda (Hoepli, costo di copertina € 14,90), che vuole essere una guida non solo per la famiglia che naviga in Rete pensando primariamente a tutelare e proteggere i propri figli, ma anche per tutti coloro che nella rete non ci vogliono restare intrappolati. Abbiamo intervistato Mauro Ozenda, visto che dalla pubblicazione del libro, avvenuta a febbraio 2012, di “acqua sotto i ponti” ne è passata, soprattutto in termini di evoluzione tecnologica.

    “L’impostazione data al libro “Sicuri in Rete” (www.sicurinrete.com) – afferma l’autore – è stata volutamente quella di consentire un auto-aggiornamento costante nel tempo da parte dei nostri lettori partendo in primis da un glossario dei termini informatici che volutamente abbiamo voluto ricollegare al sito web di riferimento che abbiamo ritenuto maggiormente completo e aggiornato. Dunque di volta in volta, a seconda della tematica affrontata, abbiamo sempre lasciato collegamenti utili ai quali far riferimento all’occorrenza”

    Ecco le domande che abbiamo posto all’autore.

    Perché un genitore dovrebbe acquistare il vostro libro?

    La prima nostra lettrice, Roberta, mamma di una bambina dislessica, ha scritto un post sul nostro gruppo su Facebook “Sicuri in Rete”: “Una guida completa e facilmente comprensibile anche da parte di chi non “mastica” l’informatica e internet. Un manuale che ogni famiglia dovrebbe tenere a portata di mano.” E io aggiungo: “Genitori e insegnanti non date per scontato che i vostri ragazzi non corrano alcun rischio quando navigano in Rete tramite il loro tablet, notebook o smartphone che sia. Occorre prendere le dovute precauzioni e soprattutto trasmettere un ingrediente fondamentale che non tutti hanno di “default”: tanto BUON SENSO. Il ruolo dunque degli adulti oggi è quello di affiancare i ragazzi e trasmetterlo mediante una sana educazione che può avvenire solo facendo chiarezza su ciò che sono non solo le potenzialità ma i rischi/pericoli che si possono presentare. Il nostro libro in questo aiuta soprattutto agendo in chiave preventiva.

    Oggi oltre il 90% dei ragazzi di oggi si incontra con gli amici sui Social Network (Facebook). Immagini, dati personali e sensibili viaggiano quotidianamente  sulla piazza virtuale più frequentata al mondo. Nel vostro libro fornite consigli in tal senso?

    Certamente si. Abbiamo dedicato un intero capitolo al riguardo cercando di trasmettere un concetto molto importante che oggi troppo spesso non solo i ragazzi ma anche noi adulti ci dimentichiamo: tutto ciò che finisce su Internet una sola volta un secondo è come un tatuaggio indelebile. Dunque molta attenzione a non pubblicare sul proprio profilo su facebook dati personali quali ad esempio indirizzo di casa o della scuola, numero di cellulare, data di nascita e nomi dei propri famigliari. Evitiamo di pubblicare immagini di bambini piccoli sul proprio profilo personale e non pubblichiamo foto con altre persone che preventivamente non ci hanno autorizzato a farlo (tags).

    La nostra privacy scompare dal momento in cui ci iscriviamo su Facebook. E’ possibile fare qualcosa per evitare che con facilità terzi riescano ad entrare in possesso dei nostri dati personali e sensibili?

    La sicurezza assoluta non esiste. Esistono i sistemi minimali per impostare privacy e sicurezza proteggendoci da criminali informatici sempre pronti a rubarci l’identità e un domani ricattarci per quanto viene trovato sul nostro profilo o ancor peggio commettere reati on-line a nostro nome. Attiviamo le giuste protezioni per impedire che eventuali software malevoli possano entrare all’interno del nostro sistema. L’obiettivo primario dei criminali informatici oggi è quello di guadagnare vendendo pacchetti di dati personali che ci riguardano. Dunque se proprio vogliamo condividere i nostri dati, le nostre passioni, i nostri hobby e i nostri amici facciamolo ma con le dovute protezioni e cercando di cautelarci per quanto possibile. La protezione dei nostri dati personali è importantissima.

    Smarthpone e tablet sono i dispositivi che ormai vanno per la maggiore per connettersi ad internet. E’ possibile proteggersi così come avviene su un normale PC o Notebook?

    Ormai tutti i produttori di antivirus hanno a disposizione una suite specifica per smartphone o tablet. Ve ne sono a pagamento o gratuite e fra le principali funzionalità la protezione da software malevolo, il controllo parentale, il blocco da remoto in caso di smarrimento, firewall e sistema di crittografia dei dati presenti sul dispositivo. Nel libro un’apposita sezione analizza i principali sistemi di protezione dati presenti su smartphone.

    Le applicazioni (apps) che vengono scaricate su Facebook piuttosto che sul proprio smartphone o tablet sono sicure?

    Partiamo dal presupposto che tutte le applicazioni che vengono scaricate tramite Google Player o altri sistemi sono di terze parti. Il 60% delle applicazioni trasmette al produttore delle stesse informazioni sensibili (dato Federal Trade Commission). Facebook stessa quando entriamo sul social network e ci creiamo il nostro profilo ci avvisa che è esente da responsabilità nel caso in cui un’applicazione scaricata sul social network in qualche modo entri in possesso dei nostri dati personali presenti sul profilo. E ogniqualvolta accettiamo di scaricare un’applicazione confermiamo il fatto che questa potrà accedere ai nostri dati personali impostati sul nostro profilo. Dunque il consiglio che posso dare è con le applicazioni sui dispositivi maggiormente utilizzati e sulle piattaforme social andiamo cauti.

    Segnalaci qualche sito da sbirciare per garantirci sicurezza.

    www.sicurezza-digitale.com: un portale con informazioni aggiornate sulla sicurezza in Rete e la protezione dei dati personali.

    www.sicurionline.it: portale di informazione protezione dati personali e sicurezza online con il supporto di video esplicativi gestito da Microsoft, Polizia Postale e Banca Carige.

    www.google.it/goodtoknow: progetto “Buono a Sapersi” gestito da Google Italia in sinergia con Polizia di Stato che mira a fornire informazioni legate alla sicurezza online e alla protezione dei nostri dati presenti sul web.

    E per chiudere tre applicazioni online che ci possono aiutare 

    www.secure.me: applicazione online utile per la protezione del tuo profilo Facebook

    www.waatp.com: un motore di ricerca per poter cercare specificatamente una persona sul web

    www.TinEye.com : un motore di ricerca che consente di trovare immagini uguali e simili nel web, aiutandoci a scoprire se una foto è stata modificata o coperta da copyright

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