Yamondo, network di performance marketing, parla italiano grazie a MOCA. Infatti, l’azienda di digital marketing entra in Yamondo, il network internazionale di agenzie che si occupano di performance marketing, diventando così l’unica agenzia italiana del gruppo
MOCA Interactive, o più brevemente MOCA , agenzia di digital marketing di Treviso, è diventata l’unico partner italiano di Yamondo, network internazionale di agenzie che si occupano di performance marketing, spaziando dal social media marketing, al content marketing, allo sviluppo software. Di questa rete fanno parte 15 agenzie provenienti da Paesi come Russia, Regno Unito, Germania, Cina, Turchia, Spagna, Stati Uniti, Francia ed Emirati Arabi Uniti.
Far parte di Yamondo significa per MOCA poter contare su partner esteri affidabili che conoscono il proprio mercato di riferimento e sono in grado di supportare in loco gli obiettivi di business dell’azienda italiana che ha bisogno di essere presente online a livello globale.
“Il mercato del web marketing ha un livello di sviluppo molto frammentato nel mondo – afferma Marco Bianchi, uno dei soci di MOCA– e le mentalità differiscono così tanto da Paese a Paese che difficilmente una singola agenzia può gestire attività di marketing online contemporanee su diversi mercati esteri.”
Perché MOCA è stata scelta tra tutte le agenzie di digital marketing italiane? Perché rispecchia i valori di Yamondo, quali la consapevolezza che la condivisione del sapere sia un fattore di crescita per tutte le parti coinvolte e che solo attraverso lo scambio di esperienze si possa fornire un servizio efficace e in linea con l’evoluzione del marketing online.
Il claim di Yamondo è infatti Think globally with local factors in mind e promuove la condivisione della conoscenza come fattore di sviluppo.
Per le aziende che attualmente lavorano con MOCA, così come per quelle future, la partnership di Yamondo in buona sostanza comporterà:
– avere un canale aperto su mercati interessanti quali Cina, Emirati Arabi, Turchia e Russia;
– vedere implementate campagne su diversi mercati esteri;
– contare su operatori esteri che conoscono bene il mercato online di riferimento;
– interfacciarsi con un partner unico (MOCA) che offre inoltre un rendiconto sulle attività svolta dai singoli player del network;
– un miglior rapporto costo-qualità nella gestione di campagne e attività multilingua;
– affidarsi a madrelingua per il copywriting.
In bocca al lupo a Moca per questa nuova avventura!








In una situazione in cui molte ne nascono ma altrettante ne muoiono, di processi di “pivoting” e costituzione dell’azienda in fase avanzata, ecco che risulta difficle censire l’universo delle startup italiane. Sono circa un migliaio le richieste di finanziamento che si stima arrivino ogni anno al VC Hub, il gruppo informale che raccoglie i principali investitori italiani e tra 4 e 8 mila unità il loro volume attuale in Italia. Un mondo non ancora molto grande ma di certo in rapida ascesa. La seconda edizione della Survey “Startups in Italy: Facts and Trends” realizzata dalla fondazione Mind the Bridge con il supporto scientifico del CrESIT dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese e presentata oggi da Alberto Onetti (Chairman Mind the Bridge) in occasione del Venture Camp, ha cercato anche quest’anno di tracciare il profilo delle realtà innovative presenti nel nostro paese partendo dall’analisi di quelle che hanno partecipato alla Seed Quest 2012 (166 aziende e 369 imprenditori) cogliendone i tratti fondamentali ed evidenziando criticità e tendenze. 

