Categoria: Web & Tech

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  • Enterprise 2.0, le aziende italiane usano poco il social networking

    Da una ricerca condotta su un campione delle principali aziende italiane, emerge un quadro eterogeneo sull’evoluzione organizzativa e tecnologica trainata dagli strumenti e dai principi dell’Enterprise 2.0. Nonostante la conquista del mondo consumer, non attecchiscono ancora gli strumenti di Social Network & Community

    Enterprise 2.0 - Social networkLe aziende italiane conoscono i nuovi strumenti dell’era 2.0 ma stentano a usarli. Iniziano a conoscerne i benefici ma non sfruttano appieno le opportunità. E, in questo modo, rischiano di fermarsi a uno stato embrionale senza riuscire a fare quel salto di qualità nelle perfomance aziendali che caratterizza alcuni casi eccellenti. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Ma non sempre è così: ci sono innovazioni reali in cui l’applicazione dei principi e degli strumenti dell’Enterprise 2.0 cambia i processi, le relazioni e i comportamenti. Con la concretezza dei loro benefici, queste iniziative testimoniano la rilevanza di un cambiamento che può e deve essere calato nei diversi processi di business. Questo quanto emerge dai dati presentati ieri al Politecnico di Milano durante il convegno “Enterprise 2.0: è il tempo del fare!” organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0. Giunto al quarto anno, l’Osservatorio Enterprise 2.0 con questa Ricerca si è posto l’obiettivo di approfondire le “best practice dell’innovazione” per identificare i fattori critici di successo che hanno contraddistinto l’eccellenza di alcune aziende nell’evoluzione verso l’Enterprise 2.0 e valutare l’impatto sui processi di business e sui modelli di servizio delle principali Line of Business.

    Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, ai pareri di 113 Chief Information Officer delle principali aziende italiane, la Ricerca ha affiancato quest’anno quelli di oltre 130 Responsabili delle Direzioni aziendali (Marketing, Commerciale, Comunicazione interna, Operations, Acquisti, Amministrazione e controllo). Allo scopo di valorizzare e diffondere i casi di eccellenza, inoltre, l’Osservatorio ha promosso gli “Enterprise 2.0 Innovation Award” per premiare e dare visibilità alle aziende che si sono maggiormente distinte nell’utilizzo degli strumenti e dei principi dell’Enterprise 2.0 per cambiare processi, relazioni e comportamenti, ottenendo benefici concreti e misurabili.

    Ma quali sono gli ambiti applicativi 2.0 più utilizzati dalle aziende italiane e quanto impattano sui processi, sui comportamenti organizzativi delle persone e sulla gestione della conoscenza e delle informazioni?

    Ambiti come la Unified Communication & Collaboration e il Mobile Workspace sono ritenuti ad esempio molto rilevanti da circa la metà del campione e registrano investimenti medi significativi e in crescita, trovando un potente fattore di stimolo nella diffusione dei device mobili come smartphone, PDA, netbook e New Tablet. Proprio lo smartphone risulta ancora il più diffuso, soprattutto per il Top e il Middle Management che lo utilizzano per accedere ad applicazioni di mobile office, di comunicazione istituzionale e a semplici servizi di collaboration e community, mentre i PDA/palmari sono i principali strumenti utilizzati dalla Field Force. L’adozione dei New Tablet risulta in netta crescita, ne parlavamo anche ieri qui su questo blog, in quanto tre aziende su quattro hanno già introdotto questi dispositivi nella propria organizzazione (47%) o hanno intenzione di farlo in futuro (27%).

    E ora arriva la nota dolente.Gli strumenti di Social Network & Community, considerati strumenti rilevanti solo da un terzo del campione, registrano investimenti e trend in crescita che tuttavia, per quanto positivi, non fanno prevedere forti accelerazioni per il prossimo futuro. Interessante notare come proprio questi ultimi, che hanno conquistato il mondo consumer cambiando la modalità di comunicazione e socializzazione di intere generazioni, trovino le maggiori resistenze alla penetrazione nelle imprese le quali faticano a sfruttarne le potenzialità e a integrarli nei loro processi di business. Sappiamo che non è una sorpresa, ma siccome è da almeno da tre anni che scriviamo di queste cose, speravamo in qualcosa in più, invece non è ancora così.

    Analogamente, pur a fronte di investimenti e trend di crescita significativi in piattaforme di Enterprise Content Management, le imprese introducono e utilizzano in modo limitato (meno di un terzo del campione) gli strumenti più innovativi di Rich Enterprise Communication come videosharing, RSS, corporate blog, web tv, etc.

    A influenzare ancora fortemente la presenza e l’entità degli investimenti, nonostante la diffusione e la relativa facilità di accesso, troviamo la dimensione dell’impresa e il settore di appartenenza. Si investe maggiormente nelle aziende con più di 500 dipendenti e nel settore Finance. Tra quelle con budget inferiori, invece, significativi trend di crescita, si osservano nei settori ICT/Telco/Media, Chimico/Farmaceutico e Tessile/Abbigliamento.

    enterprise 2.0 italiaConcentriamoci più su questo grafico. In termini di benefici, i responsabili della Comunicazione interna evidenziano impatti radicali dell’Enterprise 2.0 soprattutto sulla comunicazione informativa (29%) e operativa (27%). Oltre a utilizzare strumenti di Unified Communication and Collaboration, ci sono forum e blog, podcasting e videosharing, RSS e widget. Significativo anche l’utilizzo di device mobili, in particolare da parte del Top Management, per ricevere la comunicazione istituzionale e accedere ai cruscotti gestionali e alla documentazione operativa.

    Le Direzioni Commerciali utilizzano applicazioni 2.0 soprattutto sulla gestione della forza vendita (46%) e in alcuni servizi post vendita (8%). Maggiormente usati Unified Communication e live collaboration ma anche i device mobili e i servizi di community e collaboration.

    Le Direzioni Marketing utilizzano strumenti 2.0, prevalentemente in attività di analisi e segmentazione dei clienti (20%) attraverso il monitoraggio dei comportamenti di acquisto e dei profili personali sui Social Network, l’implementazione e la misura delle campagne commerciali (30%). Nei casi più avanzati c’è un utilizzo rilevante di strumenti di web sentiment analysis, forum e blog, videosharing e web tv. I dispositivi mobile sono usati in circa la metà del campione per accedere alla documentazione operativa.

    Nelle Direzioni Operations gli strumenti 2.0 abilitano soprattutto attività maggiormente operative come la gestione delle consegne (alto impatto nel 44% del casi), della produzione (34%), dei magazzini e trasporti. Gli strumenti di Unified Communication e live collaboration sono utilizzati per il supporto a team interfunzionali con alcuni casi interessanti di utilizzo di 3D collaborative environment, affiancato da social network interni (per evidenziare le competenze e i progetti delle diverse persone).

    Nelle Direzioni Amministrazione e controllo è preferito l’utilizzo per planning e reporting, contabilità esterna e contabilità analitica, attraverso l’utilizzo di strumenti più tradizionali di Unified Communication e Live Collaboration e accesso a cruscotti gestionali e documentazione operativa attraverso dispositivi mobile.

    Infine le Direzioni Acquisti utilizzano strumenti 2.0 in attività come la gestione degli ordini, dei documenti di trasporto e delle richieste d’acquisto dei fornitori, con benefici relativi alla riduzione dei costi e tempi del ciclo passivo. Non sono molti gli strumenti utilizzati in modo rilevante, ma fra quelli più diffusi vi sono Unified Communication e Project Centric Collaboration.

    Per quanto la rilevanza delle iniziative Enterprise 2.0 sia percepita elevata e in crescita, l’analisi di diversi livelli di maturità può essere interpretata alla luce di quattro elementi fondamentali:

    • la leadership del Top e Middle Management nel promuovere le iniziative Enterprise 2.0, nel definire una vision comune e nell’influenzare i membri dell’organizzazione a modificare il loro comportamento;
    • la strategia in termini di piani e modalità di introduzione di iniziative Enterprise 2.0 e coinvolgimento dei diversi attori aziendali alla loro definizione;
    • la governance sia di sviluppo che di gestione delle iniziative in termini di ruoli, livello di partecipazione dei membri dell’organizzazione e policy di utilizzo degli strumenti;
    • gli strumenti 2.0 adottati.

    A una limitata attenzione verso questi elementi sono imputabili molti fallimenti e, soprattutto, il numero molto elevate di iniziative che, nonostante la buona volontà e l’entusiasmo iniziale restano ad un livello di sperimentazione o di utilizzo superficiale.

    L’esperienza dei casi di successo analizzati evidenza che per passare dalle sperimentazioni ai “fatti” occorre:

    • impostare la Governance di questi progetti con particolare attenzione alla partecipazione del management di business, facendo comprendere che è possibile creare valore e ottenere benefici concreti sui processi;
    • inserire e far crescere al proprio interno nuovi ruoli e professionalità che siano in grado di accompagnare e gestire il cambiamento organizzativo, e questo è un concetto molto caro non solo a noi ma a molti;
    • fornire strumenti di immediata utilità operativa, in grado di integrarsi fin da subito con i processi di business, arricchendoli di funzionalità social per migliorarne le prestazioni;
    • sfruttare il potenziale di “presa” sugli utenti dei nuovi device mobili, smartphone e tablet, per una strategia realmente multicanale in grado di raggiungere anche target non abituati o impossibilitati a utilizzare computer e notebook;
    • definire un percorso di evoluzione degli strumenti che accompagni lo sviluppo della cultura organizzativa, comprendendo quali possano essere gli elementi maggiormente motivanti per abilitare dinamiche sociali e di collaborazione presso il personale interno.

     

    Questo post è stato pubblicato anche su Cisco Idea Impresa
  • Lo stato delle startup in Italia

    Interessante rapporto di Mind the Bridge, “Startups in Italy. Facts&Trends”, che fa il punto dello stato delle startup in Italia, segnando un primo identikit. Sono raddoppiati i progetti presentati e sono sempre più i trentenni che sognano di avviare un progetto sul web

    Lo stato delle startup in ItaliaComplice l’effetto della crisi o meno, una cosa sembra essere certa: il desiderio di mettere in piedi una propria impresa negli ultimi anni si sta facendo sempre più strada tra i giovani talenti italiani. Questo almeno è quanto emerge dai dati esposti ieri a Milano durante la presentazione del Mind the Bridge Boot Camp 2011, all’interno dell’Investor Day. (altro…)

  • La usability come strategia di marketing

    Un utente non abbandona mai una pagina o un sito senza motivo. Dietro a questo ammutinamento può esserci un problema di usabilità. Qualche considerazione su come abbassare bounce ed exit rate e avere qualche chance in più di aumentare il tasso di conversione.

    Usability the QueenCapita navigando in rete di trovare siti curatissimi nella grafica, ricchissimi di animazioni ma estremamente poveri da un punto di vista dell’organizzazione dei contenuti e della facilità di navigazione. Una scelta di questo tipo va a mio avviso contro uno dei principi fondamentali che i social media ci hanno pazientemente  insegnato: mettere al centro la persona, le sue necessità e dargli la possibilità di scegliere. Un sito se vuole essere accattivante non deve essere solo bello, ma deve essere user centered: l’utente deve essere messo nelle condizioni di trovare facilmente e senza perdere tempo quello di cui ha bisogno.  Che senso avrebbe altrimenti spendere soldi per ottimizzare il proprio posizionamente nei motori di ricerca per poi presentare un prodotto di difficile consultazione di cui ci si può stufare in fretta? Usabilità non è quindi da considerarsi come un principio astratto a cui tendere, ma andrebbe piuttosto riconvertita in vera e propria strategia di marketing. (altro…)

  • Le differenze tra Facebook, Twitter e Google+ in un’infografica

    Interessante infografica realizzata da Stefano Epifani ci aiuta a cogliere meglio le differenze tra Facebook, Twitter e Google+. Se è vero che Google+ è il fenomeno del momento, allora dare un’occhiata a questo grafico è doveroso. Quali le differenze? Si potrebbe dire che Google+ è una Cerchia.

    differenze social networkLo abbiamo già detto diverse volte qui, ossia che Google+ è sicuramente il fenomeno del momento. Molti scommettono che questo sarà l’anti-Facebook per eccellenza, ma molti altri credono che possa essere un nuovo tentativo a vuoto di Google per cercare di crearsi un varco in un settore, quello dei social network, sempre più monopolizzato da Facebook. Avevamo lanciato qui su questo blog anche una riflessione realtiva al fatto se veramente Google+ può presentarsi come vera alternativa a Facebook. Però sarebbe utile anche approfondire meglio la conoscenza di Google+, mettendolo in relazione con Facebook e Twitter e qui ci aiuta molto l’interessante infografica realizzata da Stefano Epifani. Guardiamola insieme.

    Il grafico prende in considerazione Facebook, Twitter e Google+ secondo i parametri della Relazione: e qui vediamo che quelli che per Twitter sono Follower e Following, quelli che per Facebook sono Amici e quelli che per Google+ sono Persone. Poi secondo il parametro della Condivisione notiamo le prime differenze sostanziali. E cioè che, mentre per Twitter non c’è modo di condividere nulla con gruppi o liste particolari, per Facebook sappiamo che si hanno a disposizione le Liste attraverso le quali condovidere contenuti. Su Google+ questi gruppi diventano Cerchie, ossia gruppi di persone catalogate a seconda di interessi particolari e diversi tra loro. Infatti con Google+ si ha la possibilità di rendere visibile o meno dei contennuti rispetto ad altri. Una differenza non da poco, se la paragoniamo a Facebook dove questo non è del tutto possibile.

    Seguendo il grafico, notiamo che più o meno il concetto di cui parlavamo prima si ripresenta sotto il parametro della Visibilità elementi condivisi, dove le opzioni sono molto più esemplificate su Twitter, mentre su Facebokk e Google+ si hanno a disposizione più opzioni. Secondo il parametro del Grafo Sociale le distinzioni si fanno più nette. La caratteristica distintiva è che Google+ rende la relazione un pò più selettiva, rispetto a Facebook o Twitter. E questo potrebbe essere un fattore determinante per chi volesse provare a fare una esperienza nuova con i social network e magari si vedono soddisfatte quelle esigenze che altrove non possono essere prese in considerazione.

    Gli ultimi due passaggi nel grafico aiutano ancora nel tentativo di individuare meglio le differenze. E quindi, da un lato su Twitter e Facebook quello che io inserisco è visto dai miei followers o dai miei amici, dall’altro su Google+ quello che io inserisco sarà visibile ad altri solo se io sono a mia volta presente nelle loro cerchie. Non c’è una modalità libera, per cui per il solo fatto di far parte dei contatti di un account si ha accesso ad altri dati. Su Google+ questo non è possibile. Tutto ruota attorno alle Cerchie.

    Infine, seguendo l’ultimo passaggio illustrato nell’infografica, si ripete il concetto precedente solo che è al contrario. Mentre su Twitter e Facebook vedo cioè che gli altri inseriscono, perchè sono miei followers o miei amici, su Google+ vedo quello che altri inseiriscono solo se facciamo parte della stessa cerchia. E quindi vale un pò quello che abbiamo detto prima.

    Mi sembra che attraverso questa infografica le differenze siano ben evidenti e soprattutto, in un momento in cui tutti si chiedono se Google+ sia così diverso dagli altri social network, ecco che queste domande guardando l’infografica possono trivare risposta.

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  • Google+, la vera alternativa a Facebook?

    Ecco alcune considerazioni su quello che al momento si può definire, senza esagerare, il fenomeno web del momento, cioè Google+. E’ questa la risposta di Google a Facebook? Vedremo, intanto eccon un punto di vista interessante.

    Premetto: non ho un profilo su Google+. Ho più o meno consapevolmente deciso di lasciare andare avanti gli altri, complice l’afa assassina che mi immobilizza i neuroni. Francamente, faccio già una fatica tremenda a gestire adeguatamente tutto il “social ordinario” (vale come giustificazione? Mah). Questo non significa che l’argomento non sia interessante: basta leggere tutti i post pubblicati sui blog di comunicazione, Linkedin, Twitter, Facebook ecc, ecc, ecc. In effetti ne stiamo parlando anche adesso. (altro…)

  • Audiweb Maggio 2011, aumentano gli italiani online

    Anche questo mese pubblichiamo i dati Audiweb relativi al mese di Maggio 2011. Rispetto al mese precedente c’è da registrare una crescita degli italiani online nel mese e anche nel giorno medio che oggi sono 13, 2 milioni, con una crescita complessiva rispetto al 2010 del 12,8%

    Audiweb Nielsen LogoAudiweb pubblica i dati di audience online del mese di maggio 2011 distribuendo il nastro di pianificazione, Audiweb Database, che presenta la stima dell’utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi. Nel mese di maggio 2011 sono 26,8 milioni gli utenti attivi che si sono collegati a internet almeno una volta tramite computer, con un incremento del 12,4% su base annua. L’audience online nel giorno medio registra un incremento del 12,8% rispetto all’anno precedente, con 13,2 milioni di utenti attivi che hanno trascorso in media 1 ora e 17 minuti al giorno, consultando 155 pagine per persona. (altro…)

  • Cresce l’uso del Mobile in Italia

    Secondo i dati Nielsen, rilevati nei primi tre mesi del 2011, sono 20 milioni le persone dotate di smartphone in Italia e il sorpasso sul telefonino tradizionale è ormai vicino. Tra i sistemi operativi, forte crescita di Android, che in un anno triplica la quota di mercato

    I dati Nielsen sull’utilizzo del Mobile in Italia nel primo trimestre del 2011 (dati mensili) rilevano una costante crescita del numero di individui che accedono ad internet dal proprio cellulare: 13 milioni a inizio 2011, il 34% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 e oltre 5 milioni in più rispetto al primo trimestre 2009.

    Nielsen Mobile Italia 2011

    Dalla rilevazione Nielsen appare evidente la correlazione tra la crescita degli accessi ad internet da cellulare e la crescente diffusione degli smartphone in Italia. I possessori di telefoni cellulari di ultima generazione hanno superato infatti i 20 milioni di individui, con una crescita del 52% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il grafico più in basso evidenzia come, a questi tassi di crescita, il sorpasso degli smartphone sui telefoni tradizionali potrebbe avvenire entro la fine del 2011.

    Nell’ultimo anno la diffusione di smartphone ha registrato un tasso di crescita senza precedenti: a inizio 2011 ci sono ben 7 milioni di possessori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno” commenta Ombretta Capodaglio, Marketing & Communication Manager di Nielsen. “Interessante soprattutto notare che i nuovi utilizzatori di smartphone si distribuiscono anche in quelle fasce della popolazione tipicamente meno coinvolte e meno digitalizzate: crescono infatti le donne, che arrivano al 44% del totale (+5 punti percentuali) e aumenta l’età media dei possessori di smartphone, che passa dai 40,4 anni di inizio 2010 agli attuali 43,3 anni.

    Nielsen Mobile Italia 2011 - Sorpasso smartphonePer quanto riguarda i sistemi operativi più diffusi, Symbian di Nokia mantiene un’ampia leadership ma negli ultimi sei mesi registra un calo che lo porta al 68% di quota di mercato. L’Apple iPhone OS continua a crescere (+29,6%) raggiungendo una quota dell’11%. Ma il fenomeno più interessante che si sta registrando è la fortissima crescita di Android OS, che vede più che triplicare la propria quota di mercato in 6 mesi, passando dall’1,8% al 7,4%. Perdono invece terreno Windows Mobile, in attesa degli effetti della partnership con Nokia, e Blackberry OS, che si attestano entrambi sotto il 5% di quota.

    Ma quali sono i fattori di trend?

    Nielsen Mobile Italia 2011 - Apps StoreAnalizzando i driver per la scelta di uno smartphone, subito dopo gli elementi standard che guidano l’acquisto di qualsiasi cellulare (brand/precedente esperienza con il brand, prezzo e facilità di utilizzo) e che pesano per il 45% circa, troviamo gli elementi che tipicamente caratterizzano gli smartphone, come la connessione wi-fi, il sistema operativo, la dimensione e facilità di lettura del display oltre al fatto che sia touchscreen e le applicazioni disponibili. Questi fattori pesano per circa il 30% nella scelta dello smartphone, mentre il restante 25% è composto da elementi come la forma, il design, la fotocamera, la durata della batteria, la dimensione, etc.

    Analizzando invece la soddisfazione degli utenti troviamo una forte correlazione tra i trend di mercato e la soddisfazione relativa agli Application Store. Risulta infatti che le applicazioni disponibili sono il vero punto di forza di Android e il principale driver della grande crescita registrata negli ultimi sei mesi da questo sistema operativo. L’81% dei possessori è infatti molto soddisfatto dell’Android Market, contro il 70,5% di soddisfazione per l’Apple Store. Più basse le quote di OVI (l’Application Store di Symbian) e di Blackberry, con il 45,5% e il 37,3% rispettivamente.

    L’utente di telefonia mobile si fa dunque sempre più evoluto, in particolare se in possesso di uno smartphone. Accede sempre più spesso a internet dal proprio cellulare, tanto che i navigatori da mobile su base mensile sono circa la metà di quelli che accedono da PC (26,6 milioni ad Aprile 2011 secondo i dati Audiweb powered by Nielsen), e fa scelte molto precise in base a bisogni sempre più specifici: applicazioni prima di tutto e in generale l’acquisto di un device che permetta un accesso facile e veloce a tutti i contenuti.

  • In Islanda la Costituzione si scrive sulla Rete

    Si parla sempre più spesso di partecipazione attiva dei cittadini alla vita del proprio paese e ci si chiede come operare in questo senso. L’Islanda ne è un grande esempio. La Costituzione del paese sta per essere scritta sulla rete. Un eccellente caso di crowdsourcing.

    Stjórnlaganefnd - Comitato IslandeseParlare di partecipazione attiva dei cittadini alla vita della propria comunita, della propria città è uno dei grandi temi che viene trattato in questi giorni. Come far collaborare cittadini e istituzione e come rendere protagonisti i cittadini affinchè possano con le proprie idee contribuire a migliorare la vita della propria comunità. Ecco che la Rete ci da la rispota a tutti questi quesiti. E l’Islanda ne è un grande esempio. Infatti, nel riscrivere la propria Costituzione il paese dei ghiacciai e dei vulcani invita i cittadini a collaborare, attraverso la rete, alla stesura della legge fondamentale del paese. Quindi si utilizzano strumenti come Facebook, Twitter, Flickr. E’ un chiaro esempio anche di crowdsourcing, infatti ciascun cittadino è chiamato a proporre le proprie idee che poi verranno discusse da una commissione online. (altro…)

  • Il futuro dei Social Media è in Borsa?

    Dopo aver visto le grandi banche internazionali lanciarsi alla conquista di Facebook e Twitter, adesso LinkedIn, il popolare social network per il business avvia la sua quotazione in Borsa. Allora ci si chiede, è in Borsa il futuro dei social media?

    LinkedIn IPOLa notizia, e non poteva essere diversamente, ha fatto il giro del mondo. E cioè che LinkedIn, il più famoso social network dedicato al business, ha lanciato la sua quotazione in Borsa, IPO (Initial Public Offering), cioè un’offerta pubblica di titoli. Un’operazione che suscita più di una riflessione, e su questo non ci sono dubbi, ma anche qualche dubbio e i dubbi arrivano tra chi è favorevole a questa svolta e chi è contrario. A parte questo, ci sarebbe da chiedersi quale sarà l’impatto di questa operazione sul panoarma dei social media. Vi abbiamo raccontato, sulle pagine di questo blog, le vicende che hanno riguardato nei mesi scorsi la corsa delle grandi banche, Goldman Sachs e JP Morgan, per accaparrarsi Facebook e Twitter investendo cifre notevoli.su questi che sono i più grandi e conosciuti social network della rete. (altro…)

  • L’Universo geosocial nel 2011

    Interessante infografica di Jess3, agenzia specializzata nella divulgazione di dati sul web, ci dà l’idea di quello che è oggi, nel 2011 l’Universo Geosocial. Una bella visione delle dimensioni dei social network.

    Universo Geosocial - Jess3E’ proprio il caso di parlare di galassie e universi, quando si parla di identificare il fenomeno geosocial. E con questi numeri alla mano che danno il senso della crescente dimensione, del fenomeno, come di ogni singolo social network, non si può non condividere questa visione, meglio, questa infografica realizzata da Jess3, un’agenzia americana specializzata proprio nella visualizzazione di questi dati. E il pensare MySpace come una di quelle stelle che muore nell’universo non è poi così lontano dalla realtà, così come il veder nascere altre stelle pronte a irradiare di nuova luce l’Universo Geosocial. Anche il fatto che Skype da oggi sia entrato a far parte della galassia Microsoft, rientra a pennello in questa visione stellare del fenomeno. Ma guardiamo meglio qualche dato. (altro…)

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