Categoria: Web & Tech

In questa categoria si trovano articoli sul Web 2.0, comunicazione, internet, web, tecnologia, social media,

  • Facebook è il N. 1, lo dice Google!

    Dopo aver destato clamore il sorpasso di facebook ai danni google tra i siti più frequentati negli Usa, ora è proprio Google a sostenere che facebook è il numero 1!

    L’ammissione che facebook è il sito più frequentato al mondo questa volta arriva proprio da google che qualche mese fa si è visto sorpassare proprio dal sito di Zuckerberg negli Usa. Infatti Google ha stilato una classifica dei primi 1000 siti sui quali compare la pubblicità degli inserzionisti di AdWords, la classifica la potete visualizzare qui. Facebook è al primo posto con 540 milioni di visitatori unici e 570 miliardi di pagine visualizzate! (altro…)

  • Lo stato di LinkedIn in un grafico

    Dal Vincos blog, di Vincenzo Cosenza, una nuova e interessante statistica sullo stato dei social network. Questa volta riguarda LinkedIn.

    LinkedIn

    Dopo lo stato di facebook e quello di twitter, adesso vediamo da vicino, con la infografica realizzata da Vincenzo Cosenza sul suo blog, vincos.it, lo stato di LinkedIn. Un grafico utile per capire quali sono i settori professionali più diffusi e qual è la fascia di età di utenti più numerosa. I dati che vediamo raccolti nell’infografica sono stati prelevati dalla DirectAds di LinkedIn, dedicata all’inserimento di annunci pubblicitari. E quello che ne viene fuori è lo stato di LinkedIn ad oggi. (altro…)

  • 4comm, Comunicazione e PMI

    Sabato 10 e domenica 11 Aprile a Bologna si terrà il Salone della Comunicazione dedicato alle PMI. Si parlerà di social network, di nuovi media e anche di fotografia.

    4comm

    Di fronte alla continua evoluzione dei modi di comunicare oggi nell’era del web 2.0, di certo le PMI non possono stare a guardare. Le opportunità e gli strumenti a disposizione oggi sono tanti e tali da poter offrire soluzioni di crescita e di sviluppo. Ma a questo va accompagnata una comunicazione che sia capace di adeguarsi ai tempi e che sia soprattutto efficace. Ecco che eventi come 4comm, la due giorni bolognese (10 e 11 aprile 2010) organizzata da CNA ed ora anche on line all’indirizzo www.4comm.it, un portale il cui biglietto da visita è “Più forza alla piccola impresa”, danno possibilità di confronto e di approfondimento essenziali per sapere come fare per adeguarsi, per sapere a che punto siamo oggi e come affrontano le PMI le sfide che verrano in termini di web 2.0. (altro…)

  • Un e-commerce in linea con il web 2.0

    Nasce da una costola di eBizLab srl, il nuovo sito e-commerce eGlem.com che si propone come una ricca vetrina di prodotti elettronici, accessori, ricambi e gadget tecnologici molto ricercati.

    eBizLab si occupa di importazione e commercializzazione di prodotti di difficile reperibilità, ma di altissima qualità perfettamente in linea con i più rigorosi test di mercato e con le normative CEE. Dispone di un marchio prorprio: Eglemtek. (altro…)

  • Google e la Privacy

    Anche Google si pone forse uno dei problemi più spinosi che al momento investe il web, che è quello della Privacy. E dal suo blog ufficiale definisce i principi fondamentali. Vediamo quali sono.

    Google e la Privacy

    Google, anche per onorare l’International Data Privacy Day di oggi, ha pubblicato una serie di principi fondamentali per la gestire la privacy sul suo blog ufficiale. Vista così non sembrerebbe niente di eccezzionale , ma il fatto stesso che la grande G definisca una serie di regole allora tutto acquista più importanza e valore. Inoltre c’è la possibilità di approfondire l’argomento secondo quanto Google stabilisce direttamente qui. (altro…)

  • Le Imprese e il Web

    Una recente ricerca eseguita da due ricercatori della Bocconi evidenzia che l’uso del web nelle aziende italiane sta aumentando. Blog e social network sembrano essere più usati

    Social Enterprise
    Social Enterprise

    Questo è un argomento che mi sta molto a cuore e proprio recentemente avevo scritto qui, riportando i risultati di un’indagine di McKinsey, proprio che l’utilizzo del blog e anche dei social network come strumenti di lavoro e di business per le aziende, stesse aumentando. Ovviamente, come tra l’altro mi è stato fatto notare, a ragione devo dire, quelli erano risultati, utili si, ma non rispecchiavano la realtà italiana. Ed ecco allora che questa indagine condotta su 100 aziende, dal titolo “Social Media Monitor: cento aziende nella Rete”, da Paola Dubini e Martino Garavaglia dell’Osservatorio business tv dell’Università Bocconi, mette in evidenza come l’utilizzo di blog, community, web tv, web radio e social network da parte delle imprese nel dialogo con gli utenti è in crescita. (altro…)

  • Enterprise 2.0

    Quando si parla di web 2.0 per le aziende allora si parla di Enterprise 2.0. Identifica tutta una serie di strumenti che le aziende possono utilizzare per la proprià attività lavorando con il web 2.0. Per quel che riguarda le nostre PMI c’è ancora molto da fare, ma qualche esempio positivo c’è.

    Enterprise 2.0
    Enterprise 2.0

    E’ da tempo che cerco di approfondire meglio la relazione che sta tra web 2.0 e aziende e per spiegare questo è ilcaso identificare meglio il termine 2.0. L’esigenza di parlare del web 2.0 scaturisce anche da un’indagine del Centro di ricerca TeDIS condotta su un campione di PMI che rivelavano la quasi totale assenza di tecnologia web 2.0 nelle aziende. Ma parlare di web 2.0 nelle aziende si intende più precisamente di Enterprise 2.0. Ma che cos’è?

    Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione.
    Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione.
    Dal punto di vista tecnologico l’Enterprise 2.0 comprende l’applicazione di strumenti di social computing riconducibili al cosiddetto Web 2.0 – ovvero blog, wiki, RSS e folksonomie – e, in un’accezione allargata, l’adozione di nuovi approcci tecnologici ed infrastrutturali come SOA, BPM, RIA e di nuovi modelli di offerta come il Software-as-a-Service. (fonte: wikipedia) (altro…)

  • Crowdfunding, un aiuto dal basso

    Se mettiamo insieme crowd, la gente comune, e funding, raccolta fondi, ecco che viene fuori la definizione di Crowdfunding, raccolta di fondi per progetti da sviluppare da parte di persone che condividono lo stesso interesse. Un esempio importante è Spot.us

    Il Crowdfunding è quindi la capacità di raccogliere dalla “gente” finanziamenti per lo sviluppo progetti ben precisi. E’ un modo di movimentare il mercato che trova in Internet un ambiente ideale: chi si occupa di Web marketing non può trascurare di tenersi aggiornato su idee e strumenti in questo campo, se non altro perché proprio il crowdfunding è stato un tassello determinante nel puzzle di comunicazione che ha portato Obama alla Casa Bianca. I progetti per cui è stato utilizzato vanno dallo sviluppo di software, alla registrazione di album musicali, alla produzione di film. Ma l’esempio più significativo è sicuramente quello di Spot.us.

    Spot.us, di cui David Cohn è il fondatore, è un progetto espressamente non profit del Center for Media Change Inc. (Palo Alto, California): in sostanza, chi ritiene importante raccontare una storia o realizzare un’inchiesta giornalistica d’interesse per la comunità, chiede alla comunità stessa il finanziamento per realizzarla (si parla perciò anche di community funded reporting). È l’applicazione diretta del fund raising. Sul sito sono facilmente visualizzabili le proposte finanziate (”almost funded!”), le nuove proposte (”newest items”) e un “termometro” che misura, per ciascuna proposta, la somma raccolta e quella da raccogliere. Sono facilmente visibili anche i finanziatori, che possono compilare un loro profilo e mettere una foto, come in una delle tante comunità online. I prodotti realizzati sono distribuiti in licenza Creative Commons, anche se si prevede che un’azienda d’informazione “compri” i diritti esclusivi ai contenuti (e in tal caso i finanziatori vengono rimborsati).

    Siamo di fronte a un’ulteriore esempio dell’evoluzione del così definito New Journalism, ossia del giornalismo online, che nel caso specifico rimane nella dimensione del non profit: ma è chiaro che, se il modello prendesse piede, una piattaforma che ospitasse video e servizi prodotti col finanziamento di una comunità regionale (con la relativa community) diventerebbe appetibile anche in termini di marketing (per inserire banner, per comparire come finanziatori di progetti particolarmente “sentiti” dalla gente, ecc.). Come si potrà accordare la logica non-profit con quella profit? Questa è una bella domanda.

  • Perchè un sito Web?

    Già perchè? A che serve? Molti pensano che aprire un sito web sia un costo inutile, sopratutto le aziende che, come si sa, dedicano poco tempo ad implementare strumenti web, quelli web 2.0, che consentirebbero di poter meglio comunicare ma soprattutto aumentare il proprio business. Ebbene molti non credono a tutto questo, o ci credono poco se non pochissimo.

    Avere un sito web o anche un blog oggi è importante per comunicare meglio costruendo relazioni personali/professionali sfruttando strumenti diretti che ci permettono di restare in contatto in qualsiasi momento. Per le aziende è ancora più importante dotarsi di un sito per avere una relazione sempre più profonda coi propri clienti che possono interagire direttamente anche per migliorare i servizi e prodotti che si utilizzano. O ancora, per migliorare e incrementare le proprie relazioni professionali, il che significa incrementare il proprio raggio d’affari.

    Ma come? Ovviamente non basta avere un sito e pretendere che quello faccia tutto da solo. Ci sono delle regole, semplici, ma che andrebbero seguite per avere un sito efficace. In queste slides che vi propongo oggi sono descritte alcune semplici regole che servono per poter incominciare a dotarsi di un sito web efficace. Una regola secondo me fondamentale è avere dei contenuti da inserire all’interno del sito. E per contenuti intendo “cose da dire” sul proprio sito, non alla rinfusa, ma consoni all’attività o argomento che si va a trattare. Questa è una strada importante da seguire perchè sarà quella premiante sotto tutti i punti di vista. Avere un sito che ha cose da dire, strutturate e in linea con la propria attività o pensiero, se si tratta di un blog, è una regola di successo fondamentale. Questo si traduce in un’altra parola importante per un sito che è la visibilità. Contenuti, efficaci, portano inevitabilmente visibilità che significa essere più facilmente rintracciabili e visti. Rimanere nascosti con il proprio sito sebbene sia ben fatto, con immagini bellissime e tutto il resto, non porta a quello cui aspiriamo e cioè essere visibili ed essere visitati per dire chi siamo.

    Da questo punto in poi si va a toccare argomenti più tecnici che coinvolgono tecniche e strumenti più riconducibili alle attività del Seo. Ma quello che ho detto prima è, ribadisco, fondamentale per iniziare.

    Domanda. Ma voi perchè avete un sito? Cosa vi ha spinto a farlo? E se non l’avete cosa state aspettando?

  • Spike Lee, il futuro del Cinema è sul Web

    “Il Web è il miglior mezzo di distribuzione per un giovane filmmaker”. Parola di Spike Lee. E se lo dice un grande regista come lui allora dobbiamo crederci.

    Non potevo non parlare di questa notizia, proprio qui su questo blog nato all’insegna dello sharing, della condivisione e della comunicazione, cioè le vere keywords per intepretare al meglio lo spirito del web 2.0. E quando capita di notare che anche forme artistiche come il Cinema si avvicinano e colgono quello che è il senso di internet, allora questo merita un elogio e un supporto da parte di tutti. L’occasione per parlare di Cinema online è data dalla seconda edizione del Babelgum Online Film Festival, la manifestazione dedicata ai video indipendenti che si svolge interamente sul web fino al 2 aprile 2009. E quest’anno a presiedere la giuria ci sarà Spike Lee, appassionato di internet, secondo il quale la possibilità di vedere un film online rappresenta il cambiamento più importante dall’invenzione dell’homevideo. Dice anche che avrebbe qualche difficoltà a vedere un lungometraggio sul web, però sostiene che ogni forma d’arte non deve essere stagnante ma deve essere capace di aprirsi ad altre forme se queste possono essere utili alla diffusione dell’arte. E in più questo è vero quando si va alla ricerca di nuovi talenti, e il web in questo è uno strumento imbattibile.

    Cinque i premi in palio, che consistono in un trofeo e un assegno da 20mila € ciascuno: gli Spike Lee Award, assegnati personalmente dal regista ai 4 vincitori di ognuna delle categorie, selezionati tra una lista dei 10 più votati dal pubblico online. C’è poi il Looking for Genius assegnato al miglior film in assoluto da Lee insieme con la giuria professionale. Infine, il Professional Jury Award, assegnato dalla giuria ai vincitori di ognuna delle quattro categorie. Chiunque potrà vedere e votare le opere, disponibili per la prima volta sia su internet sia sulla nuova applicazione mobile per telefonini 3G. E il duro compito di scegliere i vincitori toccherà a Richard Abramowitz, produttore e distributore di film indipendenti, Michael Cox, Talent Executive di E! Entertainment, Tiziana Loschi, direttrice del Annecy International Animated Film Festival, Carl Spence, direttore artistico del Seattle International Film Festival.