Ebbene si! Anche la Chiesa si accorge del web e Papa Benedetto XVI addirittura dice che il web è “un vero dono di Dio”
L’occasione è stata la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che il Papa ha voluto ricordare lanciando proprio questo messaggio di apertura alle nuove tecnologie. E contemporaneamente veniva lanciato su Youtube il canale del Vaticano sul quale verrano resi visibili tutti gli interventi del Papa e tutte le attività più rilevanti della Sabta Sede. Insomma, non si poteva non segnalare questo avvenimento e soprattutto quello che colpisce è proprio il messaggio che il Papa ha voluto lanciare segnando un’apertura importante, a mio avviso, verso il web e verso le nuove tecnologie. Colpisce anche perchè questo messaggio proviene da una persona notoriamente conosciuta come rigida verso tutto ciò che può apportare novità all’interno della Chiesa Cattolica. La sua storia personale come teologo strettamente legato alla tradizione e come Custode e Difensore della Dottrina durante il Papato di Giovanni Paolo II ha sempre indicato una sostanziale chiusura verso tutto ciò che provenisse da fuori a difesa in maniera rigida della religione. (altro…)
Come spiegare la storia di Internet? Molto difficile riuscire a sintetizzarla e soprattutto non basterebbe un blog intero a contenere tutto ciò che ne verrebbe fuori.
Ma oggi vi voglio segnalare un esperimento che si prefige di riassumere la Storia di Internet. Ed è questo video realizzato da Melih Bilgil dal titolo “History of Internet” che, utilizzando le immagini di Picol, un progetto che fornisce immagini libere per facilitare un comune linguaggio pittorico sulla comunicazione elettronica, realizza in otto minuti un video durante il quale illustra le origini e lo sviluppo del web fino ai giorni nostri.
Un esperimento riuscito, e anche se è tutto in inglese è piacevole comunque seguirlo.
Già, il nostro Bel Paese. Ma basta avere tante bellezze artistiche e naturali per poter essere considerato un Paese che funzioni? che sappia fornire i servizi di cui i cittadini hanno bisogno? A quanto pare non basta, bisogna voltare pagina e subito altrimenti le conseguenze potrebbero essere ben più gravi.
Restar please
Ultimamente ho conosciuto un nuovo blog, il Blog di Roberta Milano, persona esperta proprio di Web Marketing, nonchè docente di Web marketing per il Turismo presso l’Università di Savona. E proprio dal suo blog sono venuto a conoscenza del Country Brand Index 2008, un annuario che si da il compito di dare notizie e dati dal punto di vista dell’appeal di un paese, analizzandolo da molti punti di vista. Ovviamente, la prima cosa che ho fatto, e come penso farete anche voi, è stata quella di vedere come fosse considerato il nostro Paese. Ma si, non sarà tutto da buttare e non sarà questa crisi ad annebbiarci le idee, ho pensato…Purtroppo non è cosi. Nel senso che, messo da parte il nostro patrimonio culturale di inestimabile valore e che tutto il mondo ci invidia, Art&Culture così come viene catalogata, dove il marchio Italia è molto forte, ahimè! e ahinoi!, non si può dire per il resto. La cosa che mi ha colpito più di tutte è stata leggere la definizione che si da del nostro paese, “less optimistic and more unhappy”, meno ottimisti e più tristi. Si è vero, tra l’altro ce lo avevano ricordato anche i giornali inglesi e americani che la “dolce vita” era ormai un lontano ricordo. E questa crisi non aiuta a risollevare gli animi.
Altri dati importanti dal mio punto di vista è che nella classifica dei paesi che hanno cura dell’ambiente, Ambientalism, l’Italia non figura tra le prime dieci (lo credo bene visto la vicenda della spazzatura a Napoli e dintorni); sulla sicurezza idem; non compariamo tra i primi dieci posti dove uno vorrebbe vivere, nonstante le nostre bellezze, che non bastano; siamo dietro a Francia e Germania come posto ideale dove far affari, business; non compariamo nemmeno nella lista, a dieci, dei paesi per le Istituzioni democratiche e le libertà civili, un dato molto negativo a mio avviso. Ma dov’è che compariamo ai primi posti? Ci sarà qualcosa che all’estero sapranno apprezzare del nostro bistrattato pese? Ma si certamente! E quando si parla di Cucina, intesa come arte, non ce n’è per nessuno. Ma possiamo andare avanti in questo modo, quando non siamo nemmeno capaci di sfruttare fino in fondo queste innate potenzialità? Esempio in questo senso è il caso del sito Italia.it che sarebbe dovuto servire a rilanciare il nostro marchio Italia, costato centinaia di migliaia di euro, gestito dalle due diverse compagini politiche più forti nel nostro paese ma con scarso risultato, a significare il Paese non ha certo bisogno di politiche di destra o di sinistra per essere rilanciato. Se poi aggiungiamo come l’allora ministro dei Beni Culturali, Rutelli, dava il benvenuto sul sito con un inglese maccheronico, è il caso di dire, che è stato utilizzato come sketch comico da tutte le Tv e radio italiane. Non ci sarebbe molto da sperar bene. Ma vogliamo essere ottimisti, veramente e non solo a parole.
In un momento di crisi come questo c’è chi non si lascia abbattere dalle cattive notizie e decide di andare avanti e lo fa nell’ottica che mi piace molto. Combattere la crisi con il web. Lì per lì potrebbe sembrare un’affermazione senza senso, buttata a caso. Ma non è così.
Recentemente si è svolto a Firenze il BTO-Buy Tourism Online dal 17 al 18 Novembre scorso, una manifestazione dedicata al Turismo e in particolar modo alla domanda e offerta del turismo online alla sua prima edizione. E fa piacere vedere come il settore del Turismo sia già orientato a realizzare un nuovo modo di fare business, sfruttando gli strumenti che offre il web, meglio di altri. In pratica in questa manifestazione gli operatori del settore si sono confrontati su quali fossero le strategie da adottare per il futuro e quale fosse lo stato attuale. E mi ha molto colpito il fatto che, prendendo spunto dall’interessante articolo pubblicato su OneMarketing, finalmente si cominci a parlare nel concreto e cioè, nel suo interevento Tommaso Zanotto pone la questione del turista che deve scegliere i servizi turistici che vengono offerti sul web. E quale strumento utilizzerà se non il Blog, dice il signor Zanotto. E finalmente dico io! Questa è la rirpova che qualcosa si sta muovendo. Tanto più interessante è la motivazione che Zanotto da a questa tesi. E cioè che il turista è ben lieto di lasciare un proprio commento sul posto che ha visitato o per dire come si è trovato bene in questo o quell’albergo. Quindi si è alla continua ricerca di blog dedicati a questi temi per avere notizie e indicazioni. Ed è proprio questo il potere del blog: il fatto di poter dare direttamente delle indicazioni e di poter analizzare subito le critiche. Tutto questo realizzato proprio da chi ha usufruito di questo o quel servizio. In poche parole il blog ha la forza di orientare a compiere delle scelte. E ben vengano tutti gli interventi e testimonianze che vanno in questa direzione, sperando che siano sempre di più.
E riporto le parole che James Dunford Wood di WorldReviewer ha detto a proposito di come poter sfuttare le potenzialità del web 2.0: “Il modo in cui i clienti si approcciano al Web sta cambiando radicalmente. Possiamo ancora influenzare le scelte dei consumatori usando le tecnologie del Web 2.0?: Few do IT well”.
Continuando il nostro viaggio alla scoperta e all’utilizzo delle potenzialità del web 2.0, voglio trattare di un tema che coinvolge milioni di persone, ma anche me direttamente.
Quando si parla di web marketing altro non facciamo che individuare una “branca delle attività di marketing dell’azienda che sfrutta il canale online per studiare il mercato e sviluppare i rapporti commerciali” (fonte: Wikipedia). Anche il marketing ormai si sta orientando al web, all’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione che il web offre. A partire dalla pubblicazione del proprio sito internet col quale sancire la sua presenza nel web, l’azienda comincia a diversificare la propria strategia commerciale, fino a rendersi conto in alcuni casi, e non sempre, che questa strategia andrebbe intensificata, migliorata sino a diventare quella principale. Perchè se l’obiettivo è quello di ottenere massima visibilità, quindi più contatti, e quindi più mercato, allora il web oggi offre molte più opportunità di riuscita rispetto agli strumenti tradizionali. La tendenza oggi è quella di intensificare la propria presenza proprio attraverso il Blog. Si proprio un blog come questo o come altri, con finalità di promozionare la propria attività, i propri prodotti/servizi, decisamente orientati al web 2.0. Col blog l’azienda instaura un rapporto ancor più diretto col proprio cliente finale, proprio come accade col blog. Si crea un vero e proprio contatto diretto. Proprio come può succedere con un blog classico, a tutto vantaggio della qualità della comunicazione, della qualità del servizio e della piena soddisfazione del cliente. Anche perchè un cliente soddisfatto parlerà tranquillamente del servizio sul blog aziendale, invitando altri a fare lo stesso. Da considerare anche la possibilità di poter contenere i costi, particolare non da poco al giorno d’oggi.
Ovviamente non basterebbe questo spazio per trattare un argomento di tale portata e ci torneremo sicuramente altre volte. Ma a proposito di web marketing, volevo proporvi un altro punto di vista della questione. E cioè il coinvolgimento del social network nel marketing di oggi. Non sono cose inconciliabili, anzi, si potrebbe sostenere che in alcuni casi si aiutano a vicenda. Il caso che vi propongo oggi è proprio quello legato a Facebook. Lo so, ancora Facebook e non finiremo mai di parlarne visto il fenomeno che è riuscito a creare. Ebbene, oggi molte aziende investono in Facebook, conciliando un nuovo modo di concepire la comunicazione unito al proprio interesse di fare business, sfruttando un enorme bacino di potenziali clienti che solo un sito come Facebook può offrire. Ma come fare? Sicuramente, non solo sfruttare la possibilità di fare pubblicità con annunci mirati, ma anche creare la propria immagine aziendale all’interno di Facebook, fare in modo che le persone possano entrare nel tuo gruppo a quindi creare una vera e propria identità per accrescere il proprio brand. Sarà anche questa una strada da percorrere?
Adesso nessuno può più negare la “forza del web”. A parte qualcuno che si professa contro “la realtà virtuale che devia i soggetti che vi si avvicinano”
E secondo questa affermazione allora siamo tutti visionari incalliti con qualche problema psicologico, altri personaggi attraverso iniziative sociali e politiche scelgono proprio il web per promuoverle. Mi riferisco ad Obama, che ha saputo cogliere il senso del web, coinvolgendo tutti gli internauti e non attraverso tutti gli strumenti online. Ha utilizzato il socialnetwork come mai nessun politico prima per far viaggiare le sue idee, per far arrivare a tutti il suo messaggio raggiungendo i più giovani che non gli hanno fatto mancare il proprio consenso. Ed ora per pronunciare il suo primo discorso da Presidente Usa ancora il web pubblicandolo su Youtube e su altri siti online. Un esempio da seguire per chiunque voglia avvicinarsi al web e anche per i politici di casa nostra, da sempre “ignoranti” anche da questo punto di vista. (altro…)
Era questo il tema dell’ ultimo “Web 2.0 Summit”, il massimo evento mondiale sul mondo del web, che si è tenuto a San Francisco dal 5 al 7 novembre scorso. Il Web incontra il mondo. Si perchè l’attenzione si è concentrata sopratutto sul fatto che la realtà virtuale, quella online, e la reale, quella offline, sinora hanno proceduto per vie parallele, senza mai incontrarsi di fatto. Lo scopo del Summit è stato proprio quello di trovare possibilità dii incontro o di applicazioni tra i due mondi. Perchè proprio di mondi parliamo. L’era del web 2.0 ha scatenato il fenomeno del socialnetwork, della condivisione della conoscenza attraverso il web, della diffusione di mezzi di comunicazione moderni, alternativi, ma molto più efficaci. Un esempio su tutti le ultime elezioni americane che, grazie alla lungimiranza di Obama, hanno fuso le due realtà in una veramente globale. Ora si tratta di tradurre quanto fatto in qualcosa di concreto, di tangibile per il mondo offline. (altro…)
Quando si parla di socialnetowrk vengono subito in mente siti come Facebook, MySpace, LinkedIn tanto per citare i più conosciuti, che realizzano in pratica il concetto della condivisione per comunicare. Ma partiamo dall’inizio, per socialnetwork si intende “qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari” (fonte: Wikipedia). E’ proprio sul principio della interconnessione si basa il socialnetwork. La comunicazione tra le persone, anche di paesi diversi, si fa veloce, diventa più dinamica. Pensateci, è molto più facile oggi interagire con persone d’oltreoceano che qualche anno fa (non è necessario andare tanto oltre), a sottolineare con quanta rapidità milioni di persone hanno deciso che per superare i limiti anche fisici bisognava farlo in socialnetwork. Questo fenomeno oggi riguarda tutti i livelli. Anche economico, anzi è proprio qui che si gioca la scommessa sul futuro delle relazioni economiche.
Joi Ito, imprenditore giapponese fra i più attenti al fenomeno internet nelle relazioni socio-economiche, parla di “Democrazia emergente”, definendo il socialnetwork cruciale per questo fenomeno. Egli ipotizza che la rete di relazioni, politiche, religiose, linguistiche unitamente a quelle etiche, porti ad una sorta di “seconda superpotenza”, un vero e proprio popolo quindi capace di realizzare al suo interno un nuovo modello di società. Impossibile dargli torto.
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