Categoria: Mobile Tech

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  • Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di inserire nei tweets anche i video lanciata all’inzio di questo, annuncia di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E pare che una grossa mano l’abbia data Android. Infatti dal rilascio della app per la piattaforma Google, gli utenti sarebbero più che triplicati. Ma il Italia in realtà non ha molto successo

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di caricare video della durata dei 6 secondi direttamente in un tweet, ha annunciato di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E sembra proprio che una grossa mano in questo senso l’abbia data Google. Si perchè dal giorno del rilascio dell’applicazione per la piattaforma mobile di casa Google, gli utenti da 13 milioni che erano, sono arrivati ad essere, nel giro di appena due mesi, più di tre volte tanto.

    Dal giorno del lancio, ricordate era gennaio di quest’anno e il primo ad annunciarla in maniera quasi furtiva fu proprio Dick Costolo col famoso teet “Steak tartare in six seconds.“, Vine ha incuriosito molto e molti non erano poi molto convinti che avesse avuto successo. Invece l’app via via ha conquistato utenti e anche le aziende che hanno cominciato ad adottarla. Conferma definitiva è stato poi l’annuncio di Instagram, proprio due mesi fa, della possibilità di poter caricare anche video dalla proprio app. La battaglia  tra le due app è ancora in pieno svolgimento e certamente questo traguardo per Vine è un dato molto significativo, anche per le strategie future.

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    L’annuncio è stato dato via Twitter dall’account ufficiale, anche se in questi casi ci si attende un comunicato ufficiale. Ma è in linea con la filosofia adottata ormai sin dall’annuncio dell’acquisizione da parte di Twitter.

    Ma di fronte a questo successo, come va Vine nel nostro paese?

    Proprio in occasione del possibile annuncio di Facebook sulla nuova feature di Instagram, avevamo provato a dare un’occhiata su come fosse stata accolto lo sbarco di Vine su Android. E avevamo notato che il debutto non era stato così glorioso. Anzi, l’app debuttava nella classifica generale in 335° posizione, mentre nella classifica “Social” settimanale si piazzava in 11° posizione e nella classifica, sempre “Social”, ma quotidiana si piazzava in 14° posizione. E ora?

    Abbiamo usato sempre Distimo per verificare la classifica delle app più scaricate dopo esattamente due mesi e vediamo che nella classifica generale, in Italia su piattaforma Android riferita al mese di Luglio, Vine si trova in posizione 703, in discesa di altre 254 posizioni. Mentre nella classifica “Social” settimanale è in posizione 23, in discesa dalla nostra ultima rilevazione, e nella classifica “Social” quotidiana (20 agosto 2013) si piazza in posizione 25, in calo di una posizione rispetto al giorno prima.

    Quindi, tirando le somme, Vine nel nostro paese non ottiene lo stesso successo che ha altrove.

    Secondo voi perchè? Voi lo state usando? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

  • Yahoo rinnova l’app per Android per consultare il meteo

    Yahoo rinnova l’app per Android per consultare il meteo

    Yahoo! è ormai lanciato in una grossa operazione di rinnovamento e questo porta anche a rinnovare “Yahoo! Meteo”, una delle applicazioni mobile dedicate per monitorare le condizioni del tempo più scaricate. E il rinnovo, per la versione Android, rende l’app più accattivante e ricca di dati

    Se è vero come è vero che una delle attività più frequenti che gli italiani fanno con il proprio smartphone è proprio quella di controllare il meteo (lo fa il 37% degli italiani secondo gli ultimi dati Audiweb), allora l’applicazione di cui vi parliamo oggi farà contenti buona parte di voi. E visto il meteo di oggi, ritorna davvero utile! Infatti in questi giorni Yahoo!, ormai lanciata in una grossa operazione di rinnovamento, dal proprio blog ufficiale (realizzato ovviamente su Tumblr) da pochi giorni ha annunciato il rilascio della nuova versione Yahoo! Meteo per Android. L’app adesso è ancora più accattivante e davvero ricca di dati per fare felice gli utenti più accaniti. Questa versione arriva dopo il rilascio della app per iPhone, avvenuto quattro mesi fa.

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    Per chi avesse mai avuto la vecchia versione, troverà questa davvero rinnovata. Intanto, viene aggiunta la modalità di previsioni a 10 giorni, la “probabilità di precipitazioni” per le prossime 24 ore, le condizioni del vento con i mulini che evidenziano il monitoraggio in tempo reale in versione animata. E poi ancora i dati relativi alla pressione, una mappa che rileva la posizione della città che state monitorando, ma è anche navigabile in versione full, e poi vi permette di vedere anche le fasi lunari e anche i dati di alba e tramonto in versione animata per ciascuna città.

    A fare da sfondo, ed è la caratteristica più importante ed originale, sono le immagini rilevate da Flickr (sempre di casa Yahoo! parliamo) che evidenziano lo stato del meteo in quel preciso momento. Ad esempio, se state monitorando Bologna in una giornata come oggi, quindi nuvolosa, per non dire piovosa, ecco che il sistema andrà a ricercare un’immagine della città nuvolosa o con la pioggia. Si possono inserire fino a 20 città, inclusa se volete la vostra posizione attuale.

    Provate a navigarla con 20 città e vi sembrerà di fare un giro del mondo in tempo reale con delle immagini stupende.

    Allora, se vi abbiamo incuriosito abbastanza e se siete appassionati di meteo e non potete far a meno di consultare le condizioni dal vostro smartphone, allora questa app fa al caso vostro. La potete scaricare da Google Play a questo link (media voto 4,4).

    E poi, una volta scaricata e provata, tornate qui e tra i commenti ci dite cosa ne pensate.

    (l’immagine di copertina è di © natara)
     
     
  • HTC Change, campagna da 1 miliardo di dollari con Robert Downey Jr.

    HTC Change, campagna da 1 miliardo di dollari con Robert Downey Jr.

    Robert Downey Jr. sarà il nuovo volto della campagna Htc Change, il cui costo complessivo è di 1 miliardo di dollari. L’azienda taiwanese ha reso noti oggi i dettagli e spera che questo sforzo possa servire a dare nuovo slancio all’azienda. Vi mostriamo il primo teaser diffuso oggi mentre la campagna inizierà il prossimo 15 Agosto

    Sarà Robert Downey Jr. il nuovo volto della massiccia campagna che HTC sta per far partire il prossimo 15 Agosto, come ha anticipato oggi Engadget. “HTChange” sarà denominata la campagna, ossia cambiamento che per l’azienda taiwanese suona più come un’incitazione e un’esortazione (nonchè una speranza) a cambiare rotta. Si perchè l’azienda non ha ottenuto quello che sperava dal lancio di First, il primo smartphone che integrava il sistema operativo di Facebook, Home, ricorderete anche che il giorno del lancio del telefonino era presente anche il CEO di Htc, Peter Chou, insieme a Mark Zuckerberg. Bene, l’azienda di Taipei, da 17 anni presente sul mercato mobile, attende per la prima volta nella sua storia la chiusura del prossimo trimestre finanziario col segno negativo. Ma di fronte a questo, l’azienda parte col rilancio, quindi con “Change”. Da notare che di fronte a queste difficoltà l’azienda non si tira indietro, anzi mette in campo una campagna degna di un colossal per rilanciare i propri prodotti e il proprio brand.

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    E il ruolo di innescare questo cambiamento viene affidato proprio a Robert Downey Jr., uno degli attori più pagati di Hollywood, ma certamente uno dei più ironici e brillanti che già nel primo video che vedete in alto in copertina mostra al meglio le sue qualità. L’attore ha firmato un contratto biennale da 12 milioni di dollari.

    Gli spot che verranno diffusi a partire, come dicevamo prima, dal prossimo 15 Agosto, vedono alla regia Bryan Buckely, uno dei registi commerciali più ricercati, definito da Creativity Magazine come “una delle 50 menti più creative degli ultimi 25 anni, e regista di ASAD, nomination al recente Oscar 2013 come Miglior Corto in Live Action, girato in Somalia.

    La musica è firmata da Beacon Street Studios, molto noto per aver firmato la musica di spot di brand come Pepsi Cola, Sprite, Toyota e altri.

    Come notate già dal primo teaser, Robert Downey Jr. avrà da subito il compito di dare vita al nuovo acronimo appunto di Htc. E ne vedremo delle belle. Qualche esempio? “Hipster Troll Carwash”, “Hold This Cat” oppure “Humongous Catamarano Tinfoil”.

    La campagna avrà una durata di 24-36 mesi e sarà suddivisa in tre fasi. Costo complessivo 1 miliardo di dollari e solo successivamente verranno reclamati i prodotti Htc.

    Allora che ne pensate? Basterà questo enorme sforzo per risollevare le sorti del marchio asiatico?

     

  • WhatsApp, 300 milioni di utenti attivi e una sfida davanti

    WhatsApp, 300 milioni di utenti attivi e una sfida davanti

    WhatsApp ieri ha rilasciato una novità interessante, ossia la possibilità di poter usare e inviare attraverso l’app anche i messaggi vocali. Una funzione però che altri competitors già mettono a disposizione. Ma sarà in grado WhatsApp, con 300 milioni di utenti attivi e ancora un grosso vantaggio, di vincere la sfida nel mondo della messaggistica?

    WhatsApp è fino ad ora l’app di messaggistica più conosciuta e usata. E la notizia di ieri ha fatto molto parlare proprio per il fatto che sono già molti gli utenti attivi che usano questa app per inviare messaggi. Il rilascio della nuova funzione, ieri infatti è stata di certo una delle notizie più interessanti e seguite, ossia della possibilità di poter inviare da oggi anche i messaggi vocali, in effetti non è proprio una novità nel settore. Già altri competitors mettono a disposizione dei loro utenti funzioni molto più ricche di quanto invece offra WhatsApp.

    Dicevamo prima dei 300 milioni di utenti attivi, un record assoluto nel mondo della messaggistica. E a questo risultato WhatsApp vi è giunta con una rapidità sorprendente. E lo dimostra bene il grafico realizzato da Statista, dove si vede che nel giro di 4 mesi, gli utenti sono passati da 200 a 300 milioni. E i numeri che vengono generati da questi utenti sono davvero enormi:

    Whatsapp_300 milioni utenti attivi

    • 11 miliardi sono i messaggi inviati al giorno dall’applicazione;
    • 20 miliardi sono i messaggi ricevuti al giorno, il dato è così elevato per il fatto che spesso i messaggi vengono inviati a utenti multipli;
    • 325 milioni sono le immagini caricate ogni giorno, pensate che su Instagram sono “solo” 45 milioni!

    Sapete che WhatsApp da qualche mese è a pagamento, 0,89 €/c, dopo il primo anno gratis e quindi questa fino ad ora è l’unica forma di guadagno che in effetti non genera grossi fatturati. A differenza di quello che fanno i diretti competitors, ossia LINE, WeChat e Kakao Talk in particolare che hanno realizzato una vera e propria piattaforma dalla quale offrire non solo la possibilità di messaggi, ma anche di offrire giochi e altre funzionalità (es. gli stickers) pagando anche piccole cifre e offrendo anche pubblicità, WhatsApp invece fonda il suo core-business solo sulla messaggistica. E a vedere i numeri che abbiamo prima elencato, sembra che questa strada possa essere quella giusta. Ma basterà a contenere l’agguerrita concorrenza asiatica?

    Guardate questo grafico in basso realizzato da Onavo, specializzata nell’offrire insights su mobile app per tutte le piattaforme, esso mette in evidenza quanto in effetti WhatsApp abbia un grosso vantaggio competitivo anche su FB Messenger, oltre che sui diretti competitor asiatici. Ma bisogna dire che proprio questi ultimi stanno cominciando ad arrivare anche da noi in Europa e non è errato pensare che presto i numeri che vediamo nel grafico non possano invece aumentare, se non nel breve, almeno nel lungo periodo. I dati che vedete nel grafico si basano solo su iPhone, ma i dati, riferiti a giugno 2013, sono comunque interessanti in quanto ci danno la dimensione chiara anche per quel che riguarda il nostro paese.

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    Guardate i dati relativi all’Italia. Sono il 93% gli utenti attivi al mese che usano WhatsApp, mentre sono il 33% quelli che usano Facebook Messenger. Solo il 3% usa LINE. Mentre potete osservare una situazione completamente a numeri ribaltati nei paesi asiatici. Prendiamo ad esempio la Korea, qui solo il 3% usa WhatsApp, mentre il 95% usa Kakao Talk. Hong Kong invece è l’unico paese dove sono presenti numeri più equilibrati su tutte le app, nonostante ci sia il 96% che usi WhatsApp.

    Di fronte a questi numeri e a questi dati, WhatsApp ha molto da temere in fatto di concorrenza e sarà interessante vedere come l’affronterà. Rimarra focalizzata sulla messaggistica o cercherà di virare nell’offrire servizi da piattaforma? Vedremo.

    Certo è da tenere sotto osservazione anche Facebook Messenger, in quanto se è vero che sono 800 milioni gli utenti mensili sul mobile e se è vero che il 40% degli introiti di Facebook nei recenti dati finanziari provenga proprio dal mobile, è lecito pensare che anche la messaggistica possa essere un terreno interessante su cui investire.

  • Ecco CheWiFi!, l’app per l’Open Data del wifi in Italia

    Ecco CheWiFi!, l’app per l’Open Data del wifi in Italia

    Ecco finalmente “CheWiFi” l’applicazione che svela tutti gli hotspot wifi disseminati lungo il nostro stivale. L’applicazione, disponibile per Android e presto per iPhone, Windows Phone e Blackberry, nasce dall’iniziativa di “CheFuturo!” e di “CheBanca!” e rappresenta ad oggi il primo tentativo di realizzare un database completo del wifi in Italia. Grazie alla partecipazione di tantissime persone, sono stati mappati 10,139 hotspots di cui il 60% al Nord, il 28% al Centro e 12% Sud e Isole

    E’ arrivata finalmente “CheWifi!“,  l’App di “CheFuturo!” studiata per offrire un servizio a chi si connette in mobilità e per creare una mappa aggiornata degli hotspot in tutta Italia. Fortemente voluta da “CheFuturo! – il lunario dell’innovazione” e da “CheBanca!“, editore di CheFuturo! e banca retail del Gruppo Mediobanca, la nuova app contiene l’elenco degli hotspot disponibili più vicini a chi si connette.

    Grazie alla collaborazione di tutti coloro che hanno partecipato nella segnalazione, oltre 24 mila, dei vari hotspots wifi sul territorio italiano, sono stati quindi mappati ben 10,139 mila hotspots. L’App fornisce così lo stato del wifi in Italia con due obiettivi:

    • fornire un servizio essenziale a chi usa l’applicazione in mobilità;
    • creare una mappa aggiornata del wifi nel nostro paese. 

    Tutti possono ancora partecipare attivamente alla creazione della mappa del wifi che va sviluppandosi man mano. E come si può fare? Basta segnalare i punti hotspot conosciuti attraverso la pagina Facebook di CheFuturo!, su Twitter inviando un tweet con hashtag #chewifi, oppure proponendosi come uno dei 50 beta tester per provare in anteprima l’applicazione, iscrivendosi al programma di beta, attraverso Facebook o Twitter.

    Sarà un database aperto a tutti – dichiara Riccardo Luna, direttore di CheFuturo! – Riteniamo che questa sia la modalità giusta per consentire a chiunque di creare una app,  se lo vorrà, con i dati che raccoglieremo, perché anche questo serve a far crescere l’ecosistema dell’innovazione: le app civiche sono servizi, creano mercati, producono valore e diffondono cultura.” 

    Un esempio su tutti? La rete wireless di Firenze, che mette insieme Comune e Università di Firenze, è una tra le più estese a livello nazionale ed europeo ed è destinata a svilupparsi ulteriormente nei prossimi mesi. O l’esempio di Milano dove è attiva OpenWifiMilano, rete wireless outdoor gratuita del Comune di Milano che permette di navigare all’aperto con qualsiasi dispositivo Wi-Fi nelle aree coperte dal servizio e che conta al momento circa 500 punti hotspot, numero in crescita.

    Come dicevamo all’inizio, l’app è già disponibile per i dispositivi Android e scaricabile da Google Play, seguendo questo link, ed sarà presto disponibile per iPhone, Windows Phone e Blackberry. Per quel che riguarda l’app per iPhone è già testabile per tutti coloro che si registrano sulla pagine di CheFuturo!

    chewifi-BolognaNoi l’abbiamo e scaricata e lo screenshot che vi mostriamo è relativo alla città da cui scriviamo, Bologna. “CheWifi!” vi fornisce, una volta individuata la vostra posizione in automatico, tutti gli hotspots mappati nella vostra zona e quindi vi permette di poter cercare il punto dal quale connettervi senza problemi.

    In basso trovate l’infografica che raccoglie tutti i dati che sono venuti fuori dalle segnalazioni, ricordiamo oltre 24 mila. E notate che il 60% degli hotspots wifi è localizzato al Nord, il 28% al Centro e il 12% al Sud e nelle Isole.

    La città con più punti wifi è Roma con il 14,1% degli hotspots, seguita a ruota da Milano (13,7%) e fin qui era abbastanza normale attendersi le grandi metropoli tra le posizioni alte. Ma poi arrivano le prime sorprese, infatti subito dietro Milano si piazza Trento (8,6%). Poi segue Firenze (4,8%). La prima città del Sud che incontriamo scorrendo la classifica è Napoli (1,2%).

    Gli hotspots localizzati sul tutto lo stivale sono stati, su 24.212 segnalazioni, appunto 10,139 di cui il 66% gratuiti e il 34% a pagamento.

    La Lombardia (20%) è la regione italiana con più hotspots localizzati, segue poi il Lazio (16,1%), poi Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige (11,6%).

    Molti i comuni e le regioni che hanno aderito a CheWifi!: Firenze e Milano in primis ma anche Prato, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino, le Marche, Napoli solo per citarne alcuni.

    Infografica-CheWifi

  • L’Innovazione delle aziende italiane è nel segno della Mobility

    L’Innovazione delle aziende italiane è nel segno della Mobility

    Nonostante il periodo di crisi economica in corso, le principali aziende italiane sempre di più investono e si innovano nel segno della Mobility. Le imprese che li ritengono fondamentali passano dal 37% del 2012 al 50% del 2013; diventeranno 2 su 3 nel 2014.E’ quanto emerge dalla ricerca presentata oggi dell’Osservatorio Mobile Device & Business App della School of Management del Politecnico di Milano

    Nonostante lo scenario di contrazione economica in corso, il ruolo della Mobility a supporto dei processi di Business conserva – e addirittura rafforza – la propria rilevanza nelle “agende dell’innovazione” delle principali imprese italiane: “Nel 2013 un’impresa su due del nostro campione la ritiene una priorità alta o medio alta; diventeranno due su tre nel 2014”, afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile Device & Business App.

    Il 57% delle imprese ha già introdotto New Tablet per una o più famiglie professionali e il 35% utilizza già anche Business App, cioè applicazioni sviluppate specificatamente per i device mobili (tablet e smartphone in primis): nel breve-medio termine diventeranno, rispettivamente, il 90% e il 96%. Inoltre, il 58% delle imprese che hanno già introdotto delle Mobile Business App ha adottato anche una piattaforma di Enterprise Application Store, cioè un Application Store interno, aziendale, finalizzato alla gestione delle applicazioni e dei device mobili usati dal personale”.

    Le PMI sono restie a investire nell’IT ma 1 su 3 ha adottato i New Tablet, destinandoli nel 63% dei casi di adozione alla forza vendita. La penetrazione delle Mobile Business App si ferma però al 25% delle PMI e di queste solo un 46% ha adottato un Enterprise Application Store.

    È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Mobile Device & Business App della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della Ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Enterprise: tap your Business!”, illustrano il grado di adozione nelle grandi aziende e nelle PMI del trinomio composto dai nuovi Mobile Device, le Mobile Business App e gli Enterprise Application Store.

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    Le risposte fornite da 200 capi dei sistemi informativi (Chief Information Officer o CIO) di grandi aziende sopra i 250 dipendenti mostrano come già il 57% di loro abbia introdotto New Tablet e il 62% si dichiari soddisfatto della scelta effettuata.

    Nelle grandi aziende, l’utilizzo dei New Tablet si è diffuso tra il top management: nel 2012, il 64% dei CIO li ha forniti a Executive & C-level (CCO, CEO, CFO, CSO) e un altro 12% li introdurrà nel breve periodo. Anche il Personale di Vendita in parte li sta già utilizzando (41% delle aziende, in crescita rispetto al 29% dello scorso anno) o li utilizzerà in futuro (16% a breve e 25% a medio/lungo), e la velocità di adozione per questa figura professionale risulta, negli ultimi tre anni, molto elevata.

    Le Mobile Business App più adottate in azienda vanno infatti a supportare questa categoria.

    Le App di Sales Force Automation, sviluppate (o personalizzate) ad hoc per supportare specifici processi di vendita e merchandising, sono utilizzate dal 59% delle aziende; mentre le App di Field Force Automation, sviluppate per supportare specifici processi operativi sul campo (manutenzione, trasporto, ecc.), si attestano al secondo posto con il 41% di diffusione. Le App di Personal Productivity, che permettono di visualizzare informazioni e report aziendali e produrre documenti, sono tra le App che verranno maggiormente adottate in futuro.

    I CIO sono consapevoli dell’importanza di queste soluzioni: nel medio periodo il 96% avrà introdotto Mobile Business App in azienda: il 35% lo ha già fatto, ancorché siano destinate a una “piccola” parte dei dipendenti, e il 61% conta invece di introdurle in futuro (25% a breve e 36% a medio termine).

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    Per la pubblicazione, installazione e aggiornamento delle applicazioni, il 58% delle aziende che ha già introdotto Mobile Business App ha adottato anche una piattaforma di Enterprise Application Store, che consente di controllare gli accessi, gestire il licensing e profilare gli utenti per garantire la sicurezza dei dati delle App e tutelare il rispetto delle policy aziendali.

    Anche l’attenzione verso il paradigma del «Bring Your Own Device» cresce sensibilmente in tutti gli attori coinvolti nella Ricerca: è, infatti, raddoppiato il numero di Grandi Imprese che permettono l’utilizzo di dispositivi personali per attività lavorative, passando dal 20% del 2012 al 45% del 2013, nonostante nel 63% dei casi i CIO non abbiano definito puntualmente una policy che regoli l’uso dei dispositivi personali. Approfondendo ulteriormente il tema, emerge come al momento solo il 6% dei dipendenti (esclusivamente Executive & C-Level) può scegliere e acquistare in autonomia il dispositivo mobile; un ulteriore 34% (anche un questo caso si tratta di Executive & C-Level) può scegliere il dispositivo, che verrà in seguito acquistato dall’azienda (modello «Choose Your Own Device»).

    Mobility e PMI

    Nel 2013 solo il 30% delle PMI Italiane attribuisce una priorità Alta o Medio Alta ai progetti di Mobility; nel 2014 questa percentuale aumenta solo marginalmente (37%).

    Tuttavia è elevata la diffusione di New Tablet: 1 PMI italiana su 3 ha adottato i modelli da 7” e 1 su 4 quelli con display da 9-10”. Nel 63% delle PMI che li ha introdotti, i destinatari sono il Personale di Vendita, mentre Executive e C-level non passano il 30%.

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    Il fenomeno del “Bring Your Own Device” è accolto favorevolmente dalle PMI italiane come un metodo flessibile di gestione dei device nella relazione con dipendenti e collaboratori: il 56% delle PMI italiane consente infatti ai suoi dipendenti l’utilizzo dei propri dispositivi personali e, al contrario di quanto avviene nella Grandi Imprese, in molti casi (circa il 70%) sono state introdotte policy per regolare questo fenomeno.

    Risulta, invece, limitata l’adozione di Mobile Business App: solo il 25% delle PMI italiane le ha introdotte e il 6% lo farà a breve. Rispetto alle Grandi Imprese, la percentuale di “non interesse” aumenta, arrivando al 47% delle PMI.

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    Di conseguenza anche gli Enterprise Application Store riscontrano un tasso d’adozione inferiore rispetto a quello delle Grandi Imprese: tra le PMI che hanno già introdotto Mobile Business App, il 46% (pari al 14% delle PMI italiane) ha già adottato una piattaforma per la loro gestione.

    Mobility e Start-Up

    Tuttavia c’è un altro ambito in cui delle piccole imprese stanno mostrando elevata dinamicità”, afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico Osservatorio Mobile Device & Business App. “Sono le 878 startup che, a livello internazionale, operano nel Mobile e che, negli ultimi due anni, hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali; di queste, circa il 10% opera nel mercato delle soluzioni a supporto della Mobility aziendale”.

    La maggior parte delle Startup si occupa, da un lato, dello sviluppo di piattaforme di Mobile Security, App Management e Mobile Device Management (MDM), che consentono alle imprese di gestire da remoto il parco di dispositivi mobili e la sicurezza dei dati utilizzati; dall’altro sviluppa le App più apprezzate dai CIO, come quelle di Sales Force Automation e di Work Force Automation, oppure di Pesonal Productivity.

  • Cresce il Mobile in Italia e le App sono un’opportunità

    Cresce il Mobile in Italia e le App sono un’opportunità

    In Italia il Mobile cresce ormai a livello generale. Sono 27 milioni gli italiani che possiedono uno smartphone e 22 milioni accedono al web. Il mercato delle App vale 600 milioni di euro ed è ormai un’opportunità da cogliere per fare business. Questo il quadro presentato oggi dal Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of Management del Politecnico di Milano

    Lo smartphone sta diventando sempre più la porta di accesso personale ad Internet: 27 milioni di italiani ne possiedono almeno uno e quanti lo usano per accedere ad Internet, i Mobile Surfer, sono circa 22 milioni, pari a tre quarti degli utenti Internet mensili da Pc. “Il mercato della connettività Internet da cellulare ha triplicato i ricavi in tre anni” afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile Internet, Content and Apps. “Sempre più italiani usano il proprio telefonino per fruire – e acquistare – contenuti digitali di qualsiasi natura – giochi, news, musica, video, social, ecc. – sia tramite siti Mobile che App. Questo mercato – che vale oggi più di 600 milioni di euro – sta offrendo grandi opportunità di business a sempre più sviluppatori e startup”.

    È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Internet, Content & Apps: per Telco e Over the Top… il futuro si gioca qui”, mostrano la crescita significativa di tutte le componenti più innovative legate alla distribuzione di contenuti su Cellulari e Smartphone.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/06/Mobile-e-App-in-Italia.jpg”]Mobile Content e Apps in Italia[/overlayer]

    Nonostante non si vedano ancora gli effetti della Connettività dati LTE, avviata in Italia solo verso la fine del 2012 e solo nelle principali città, il Mobile Internet (ovvero la connettività da Cellulare/Smartphone) si conferma in forte crescita, triplicando i propri ricavi in tre anni. Nel 2012 registra un incremento dei ricavi pari al +53% mentre si attende per il 2013 un’ulteriore crescita superiore al 30%. Il valore del Mobile Internet raggiunge così quello della Connettività per Pc (chiavette e Tablet) che, allo stesso tempo, diminuisce del 12%.

    Tra i più importanti fattori all’origine del boom del Mobile Internet ci sono sia la crescita delle tariffe Flat che per la prima volta, nel 2012, superano il 50% del totale mercato, sia l’elevato numero di possessori di smartphone: gli utenti mensili che si collegano ad Internet dal proprio telefono cellulare (Mobile Surfer), è arrivato, a marzo 2013, a 22 milioni, pari già a tre quarti degli utenti Internet mensili da PC.

    La crescita del popolo dei Mobile Surfer ha generato nel 2012 l’incremento del mercato dei Mobile Content & Apps: più 20% sull’anno precedente raggiungendo così il valore di 623 milioni di euro. L’86% del mercato proviene dalla spesa degli utenti (ricavi Pay), il 14% dagli investimenti pubblicitari (Mobile Advertising).

    Dall’indagine condotta sugli utenti di Mobile Internet, in collaborazione con Doxa, risulta che i Mobile Surfer hanno mediamente 27 Applicazioni installate, ma ne usano ogni mese circa la metà e ogni due giorni in media 5, effettuando però 35 accessi giornalieri ad esse, mentre accedono al Mobile Web (ossia tramite il browser) 9 volte al giorno.

    Entrando nel merito del mercato dei contenuti a pagamento, emergono dinamiche molto differenti a seconda della piattaforma di fruizione considerata.

    Mentre infatti i contenuti più tradizionali, quelli legati alla Messaggistica (ovvero contenuti fruiti via Sms o Mms), perdono ricavi per il 22%, i contenuti che vengono visualizzati o scaricati tramite l’accesso ai siti Mobile crescono in termini di ricavi del 24%.

    Le Applicazioni comprate dagli Application Store registrano un nuovo exploit nel 2012:+76% che permette di raggiungere quota 118 milioni di euro. Ci aspettiamo un raddoppio dei ricavi nel 2013. Tra i generi di App di maggior successo figurano i Giochi, che raggiungono una quota di mercato superiore al 60% dei ricavi; seguono utility, mappe, contenuti di infotainment & education e, infine, contenuti social (WhatsApp in primis).

    Quello delle App è un mercato altamente competitivo. Riteniamo che siano pochi player a fare la stragrande maggioranza del fatturato” afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio. “Rispetto alla vasta quantità di Sviluppatori, Software house e Content provider che provano a giocare una partita nel mondo delle App, quasi la metà del fatturato è fatta da poco più di un centinaio di player. Ma non mancano le opportunità offerte da questo mercato anche per sviluppatori brillanti e startup creative provenienti dall’Italia.

    L’86% del mercato è gestito dagli Owner degli Application Store e, tra questi Apple mantiene la propria leadership nel mercato, gestendo la maggioranza dei ricavi, quasi l’80%. I ricavi su Google Play stanno comunque crescendo molto mese su mese e nel 2013 si attende un’ulteriore spinta positiva, a seguito dell’introduzione del credito telefonico come modalità alternativa per il pagamento delle App almeno per i clienti di Vodafone e Wind, a seguito degli accordi stretti da queste due Telco con Google a livello globale.

    Solo un terzo dei Mobile Surfer, infatti, ha registrato la propria carta di credito sullo Store, percentuale che sale al 64% per gli utenti Apple. Inoltre, più della metà dei Mobile Surfer che non hanno registrato la carta di credito sugli Store dichiara di preferire il credito telefonico alla carta di credito per il pagamento delle Applicazioni, percentuale che sale al 71% per i giovani tra i 15 e i 24 anni.

    L’introduzione del credito telefonico come nuova modalità di pagamento nel mondo degli Application Store sarà uno dei fattori chiave per garantire un’ulteriore crescita di oltre il 20% nel 2013 di tutto il settore Mobile Content & Apps a pagamento”, afferma Marta Valsecchi, Responsabile dell’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps. “Questa soluzione, a nostro avviso, darà un forte impulso ai ricavi degli Store, offrendo un’alternativa valida alla carta di credito, in grado di catturare, in particolare, quel 29% di Mobile Surfer che oggi rinunciano ad acquisire una App proprio perché non vogliono utilizzare la propria carta oppure hanno mostrato grande interesse ad acquistare contenuti Mobile tramite credito telefonico.”

    I margini di crescita e di innovazione del mercato Mobile Content & Apps costituiscono un’opportunità di business per molte Startup. Dai dati dell’Osservatorio, emerge, infatti, che oltre 300 startup di questo settore hanno ricevuto, a livello internazionale, finanziamenti medi di oltre 7 milioni di dollari da investitori istituzionali negli ultimi due anni. Il fermento emerso a livello internazionale si riflette anche in Italia: non sono poche le startup operanti in ambito Mobile Content & Apps che hanno ottenuto finanziamenti da parte di Venture Capital, Incubatori e Investment Company negli ultimi due anni. Queste startup, infatti, pesano circa il 20% di tutte le startup finanziate in Italia in ambito ICT nello stesso periodo.

    Riportiamo di seguito alcuni dati relativi a queste startup:

    • il 27% sono di Gaming, il 32% di Social Networking, il 18% di Utility, il 18% di Media & Entertainment e il 5% di Education & Edutainment;
    • il 60% di esse ha ottenuto un finanziamento da parte di un Incubatore, il 35% da un Venture Capital, il 5% da un Family Office;
    • nel 36% dei casi la startup è stata fondata da un imprenditore con profilo tecnico (sviluppatore), nel restante 64% l’imprenditore ha un background manageriale (business);
    • nel 48% dei casi l’imprenditore ha tra 30 e 40 anni, nel 24% dei casi sotto i 30 e la restante parte sopra i 40;
    • il 55% delle startup finanziate ha sede nel Nord Italia, il 32% nel Centro e il 13% nel Sud e Isole.
  • payleven, da oggi Chip & PIN in vendita negli Apple Store d’Europa

    payleven, da oggi Chip & PIN in vendita negli Apple Store d’Europa

    payleven, leader dei pagamenti mobili in Europa, annuncia che da oggi nei negozi Apple di tutta Europa e nell’Apple store online sarà possibile acquistare Chip & PIN, il dispositivo che trasforma smartphone e tablet in POS portatili. Chi & PIN rappresenta un  vantaggio di tempo e costi per i piccoli imprenditori e liberi professionisti

    payleven, leader dei pagamenti mobili in Europa, annuncia che da oggi nei negozi Apple di tutt’Europa e nell’Apple store online sarà possibile acquistare Chip & PIN, il dispositivo che trasforma smartphone e tablet in POS portatili. Un ulteriore vantaggio di tempo e costi per i piccoli imprenditori e liberi professionisti in procinto di avviare una propria attività che potranno acquistare e attivare velocemente uno strumento di pagamento compatibile con tutte le principali carte di credito e debito (comunemente denominati bancomat).

    [overlayer effect=”top” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/02/payleven.jpg”]payleven[/overlayer]

    La vendita negli Apple Store apre la porta anche ad una clientela privata che può adottare Chip & PIN, disponibile da qualche mese anche per tutti i privati, senza il vincolo della partita IVA. Diversamente dalla maggior parte dei tradizionali fornitori di POS, che rifiutano di avere i privati come clienti e accettano solo business, payleven offre una soluzione semplice e sicura per tutti: privati, aziende e partite IVA.

    La decisione di Apple di distribuire il lettore di carte Chip&PIN nei loro negozi è un grande passo avanti per i mobile POS; è inoltre un piacere per noi vedere emergere soluzioni come questa che portano il Chip&PIN fuori dal negozio e nelle mani dei piccoli imprenditori ovunque loro vendano i loro prodotti e forniscano i loro servizi al pubblico.”, dichiara Neil Horseman, Vice Presidente – Acceptance a Visa Europe. “payleven aiuta ad incrementare l’accettazione delle carte e allo stesso tempo garantisce la massima sicurezza grazie al Chip&PIN

    Chip & PIN si collega tramite Bluetooth ad iPhone, iPad o dispositivi Android; dà la possibilità a chiunque di accettare in modo veloce e semplice i pagamenti con i pricipali circuiti –  Visa e MasterCard. Può essere utilizzato in qualsiasi luogo grazie alla rete mobile o al Wi-Fi, ed è perfetto per idraulici, giardinieri ed elettricisti che operano a domicilio, per i temporary shop o per gli ambulanti con le loro bancarelle.

    payleven è disponibile in negozio a 129 euro (IVA inclusa), senza canone fisso mensile e senza dover sottoscrivere pesanti contratti. Al momento dell’acquisto payleven riconosce al cliente 30 euro di credito, da utilizzare per il costo delle transazioni (pari al 2,75% del valore transato).

    La tecnologia innovativa payleven, i suoi elevati standard di sicurezza, il potenziale di mercato e l’ampia disponibilità nei principali Paesi europei sono stati fattori determinanti nella scelta di Apple di distribuire Chip & PIN. Questa decisione è un’ulteriore prova della crescente importanza dei pagamenti mobili in Italia e in Europa, testimoniata anche dalle strategie di altri grossi player finanziari.

  • Showrooming, quando smartphone e tablet orientano gli acquisti

    Showrooming, quando smartphone e tablet orientano gli acquisti

    Un’indagine di SaldiPrivati ed ePRICE evidenzia come siano sempre più gli utenti che si affidano al mobile anche nei punti vendita. Il 44% degli utenti intervistati usa il proprio device mobile, smartphone o tablet, non solo per scegliere il prodotto giusto, ma per valutarlo in un negozio. E il 37% conclude l’acquisto online

    Utilizzare lo smartphone è una tendenza sempre più diffusa anche tra gli e-shopper italiani, e il mobile si conferma non solo uno strumento ideale per acquistare online, ma anche come supporto nei negozi fisici per approfondire le informazioni sul prodotto, o confrontare prezzi e offerte. E’ il fenomeno dello showrooming che sta prendendo sempre più piede anche in Italia: il cliente entra in un negozio, guarda i modelli che gli interessano e poi verifica il prezzo online. Questo quanto emerge da un’indagine condotta tra i propri utenti da SaldiPrivati ed ePRICE, i due portali e-commerce del gruppo Banzai con oltre 800.000 clienti e 2,4 milioni di visite ogni mese, in occasione del Netcomm E-commerce Forum 2013 di oggi.



    Primo dato da evidenziare è che l’88% degli intervistati utilizza regolarmente lo smartphone e che una percentuale sempre maggiore di utenti si avvale di questo strumento anche per acquistare. Questo trend è confermato anche dai dati interni di Banzai Commerce, dai quali emerge che il mobile commerce è cresciuto del 500% negli ultimi 12 mesi sia organicamente, che per effetto del lancio di nuovi device. In SaldiPrivati l’incidenza del fatturato da mobile sul totale è in continua crescita con picchi che, in estate e nei weekend,arrivano al 30%; mentre in ePRICE è intorno al 10%, ma è in forte crescita anche grazie all’aumento della quota di utenti che utilizzano Android.

    Per fare acquisti online il 51% dei clienti SaldiPrivati dichiara di privilegiare i device mobili rispetto al PC, mentre per i clienti ePRICE questa percentuale scende al 35%: quest’ultimo dato si comprende meglio considerando il diverso modello di vendita fra ePRICE (vendita a catalogo) e SaldiPrivati(vendite-evento dove il fattore velocità e rapidità gioca un ruolo essenziale).

    Ma cos’è che piace tanto del mobile? Banzai ha chiesto di comparare l’acquisto fatto da mobile o da PC su alcuni aspetti; per quanto riguarda la comodità e praticità d’uso, il mobile è meglio del PC per il 69% degli utenti. Sulla rapidità e velocità d’uso, il mobile è considerato migliore dal 67% degli utenti. E anche dal punto di vista dell’engagement, il 72% dei clienti dichiara che un acquisto fatto da mobile sia un’esperienza più divertente.

    Secondo il 44% degli utenti lo smartphone è uno strumento che non solo aiuta a scegliere il prodotto giusto, ma che permette anche di valutarlo in un negozio e, per il 37%, di compralo successivamente online. Gli intervistati da Banzai Commerce infatti sostengono di utilizzare gli smartphone prima e durante lo shopping nei punti vendita: prima di andare nel punto vendita lo consultano per confrontare i prezzi dei prodotti (58%), cercare informazioni sul prodotto (60%) o offerte promozionali (53%). Ma non solo: anche per informarsi sugli orari di apertura (41%), o per individuare dati più pratici come l’indirizzo del negozio (53%). Infine, il 41% degli utenti dichiara che qualche volta trova offerte talmente vantaggiose online che decide di risparmiarsi la strada per il negozio, e di procedere immediatamente all’acquisto. All’interno del punto vendita,invece, si ricorre allo smartphone per confrontare prezzi online (35%), per cercare recensioni sul prodotto in vendita (27%) e il 7% lo utilizza per finalizzare l’acquisto direttamente online.

    Il mobile rappresenta un cambio di paradigma, non solo un’innovazione tecnologica. Sta già modificando le abitudini di milioni diconsumatori: nè è un esempio proprio lo showrooming. E per servire clienti sempre più mobili, dovremo evolvere tutti rapidamente”, dichiara Edoardo GiorgettiCEO Banzai Commerce, “Banzai è ben posizionata per catturare il potenziale del nuovo paradigma, grazie anche ad un approccio multicanale che integra web, mobile e territorialità con i Pick & Pay.”

    Aumenta il grado di fiducia anche per le transazioni finanziare eseguite da mobile: l’80% degli utenti SaldiPrivati ed ePRICE dichiara di temere poco, o per nulla, frodi nei pagamenti. Il 62% degli utenti non crede che il mobile sia uno strumento più lento del computer; e, secondo il 75%degli utenti, nemmeno la possibile difficoltà delle connessioni è un deterrente all’utilizzo di un dispositivo mobile.

    Attraverso quali vie gli utenti fanno le loro ricerche dai loro smartphone? Dall’indagine di Banzai è emerso che il 75% degli intervistati come prima scelta consulta il motore di ricerca Google, che è un punto costante di riferimento. Interessante notare anche che se gli utenti di ePRICE si rivolgono soprattutto ai siti e-commerce (37%) o ai portali che permettono di comparare i prezzi (33%), gli acquirenti di SaldiPrivati preferiscono questi ultimi (32%) e i siti dedicati a promozioni e offerte (24%).

    La categoria merceologica che si preferisce acquistare via smartphone rimane quella dell’elettronica (52%), seguita da abbigliamento (36%) e elettrodomestici (33%).

  • Amazon espande il suo Android app store a quasi 200 paesi

    Amazon espande il suo Android app store a quasi 200 paesi

    Amazon estende la distribuzione mondiale di app a quasi 200 paesi e offre agli sviluppatori la possibilità di raggiungere milioni di clienti Amazon attivi. Gli sviluppatori di tutto il mondo riscontrano tassi più alti di monetizzazione con Kindle Fire e App-Shop Amazon

    Amazon.com, Inc. amplia la presenza del suo App-Shop nel mondo annunciando oggi che gli sviluppatori possono pubblicare sin da ora le loro app per la distribuzione in quasi 200 paesi, tra cui: Austria, Svizzera, Australia, Brasile, Canada, Messico, India, Sud Africa, Corea del Sud e anche Papua Nuova Guinea e Città del Vaticano. Le app degli sviluppatori registrati che desiderano usufruire della distribuzione internazionale saranno rese automaticamente disponibili per la vendita, a meno che non abbiano scelto una diversa opzione. Questo ampliamento internazionale è l’ultimo di una serie di lanci relativi a App-Shop Amazon per Android che, nel corso degli ultimi mesi, hanno riguardato UK, Germania, Francia, Italia, Spagna e Giappone. Registrarsi è facile e gli sviluppatori possono iniziare oggi a visitare Amazon Mobile App Distribution Portal.

    amazon appGli sviluppatori in tutto il mondo stanno sperimentando un crescente guadagno e un forte coinvolgimento degli utenti attraverso Kinde Fire e App-Shop Amazon. Il successo è guidato dall’ampia base di clienti di Amazon e dai servizi di e-commerce all’avanguardia nel settore, come l’opzione di pagamento 1-Click, le API di Amazon per l’Acquisto In-App (IAP) e l’A/B Testing, e la piattaforma di gaming di Amazon: GameCircle. Una recente analisi, che ha interessato più di 500 giochi che utilizzano l’Acquisto In-App e GameCircle su Amazon, ha dimostrato che i mobile game che utilizzano le classifiche e i risultati di GameCircle hanno ricavato mediamente l’83% in più per utente (ARPU – Average Revenue Per User) rispetto ai giochi che non fanno parte di GameCircle.

    La piattaforma di Amazon è una soluzione end-to-end completa per gli sviluppatori che vogliono creare, commercializzare e monetizzare le proprie applicazioni e i propri giochi attraverso Kindle Fire e i dispositivi Android” afferma Mike George, Vice President App and Games di Amazon. “Permettere agli sviluppatori di ampliare la distribuzione delle proprie applicazioni e dei giochi in un numero sempre maggiore di paesi esteri è un’altra importante pietra miliare, dal momento che il nostro impegno è quello di soddisfare le necessità di clienti e sviluppatori a livello globale. Molti dei nostri sviluppatori hanno già adattato e tradotto le proprie applicazioni e i propri giochi per i clienti internazionali e noi non vediamo l’ora di lavorare con i nuovi “developer” che sono in attesa di rendere disponibili le proprie app a un numero maggiore di clienti Amazon in tutto il mondo”.

    Il prossimo 25 Aprile Amazon annuncerà i risultati del Q1, i dati finanziari della società relativi ai primi tre mesi dell’anno. Sarà interessante valutarli anche in considerazione di questa notizia. Vedremo quale effetto ci sarà.

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