Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Il nuovo profilo Twitter sarà disponibile per tutti dal 28 Maggio

    Il nuovo profilo Twitter sarà disponibile per tutti dal 28 Maggio

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    Adesso è ufficiale, dal prossimo 28 Maggio 2014 tutti i profili su Twitter avranno di default la nuova, e molto discussa, veste grafica. L’annuncio, nell’aria tra l’altro, arriva da Twitter con un tweet che comunica appunto la data. Se prima si pensava di non usarlo, adesso lo avremo tutti comunque

    Lo scorso 23 Aprile avevamo rilanciato la notizia della disponibilità della nuova veste grafica dei profili su Twitter. In pratica da quel giorno Twitter offriva a tutti, quelli già iscritti, la possibilità di usare da subito il nuovo layout (mentre ai nuovi account era già attivo), ma era una scelta che molti, poco convinti e poco affascinati dal nuovo stile, non hanno in realtà fatto. Ebbene, dal prossimo 28 Maggio il nuovo layout sarà di fatto disponibile davvero per tutti.

    Come sapete il dibattito, non ancora cessato del tutto, verte sulle critiche verso il nuovo stile dei profili, molto simile a quello che si vede su Facebook, e questo aspetto ha infatti rallentato molti nella scelta se mantenere il vecchio stile o se invece usare il nuovo da subito. Come già detto in altre occasioni, Twitter sta operando queste sostanziali modifiche proprio nel tentativo di apparire più engaging, ossia più coinvolgente. Il problema che attanagliando Twitter in questo periodo è la crescita ai minimi storici dal punto di vista degli utenti e anche il coinvolgimento degli stessi. Ed è la richiesta che fanno a gran voce gli investitori di Twitter, cioè aumentare il numero di utenti, quella che sta alla base di tutte le prossime operazioni. Questa dei nuovi profili è la prima di una serie che saranno messe in atto nei prossimi mesi, addirittura si parla di eliminare gli hashtag (le parole anticipate dal simbolo #) per rendere il modo di comunicare su Twitter meno geek. Se mai questa notizia avesse un seguito, sarebbe un altro brutto colpo per la piattaforma.

    Comunque sia, a tutti gli utenti che ancora non avete il nuovo profilo, preparatevi quanto segue.

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    Una bella immagine da 1500×500 px per il vostro header; una bella immagine profilo da 400×400 px. Questo per il primissimo kit. Poi da sapere che adesso c’è la possibilità di “fissare” (ma non si poteva trovare un’altra espressione?) un vostro tweet in alto, quindi renderlo più visibile rispetto ad altri, funzione molto apprezzata. Vedrete sulla vostra sinistra i dati che riguardano il vostro account, mentre sulla destra trovate tutti gli altri suggerimenti e anche i trending topics. Altra cosa da sapere è che sulla vostra bacheca (lapsus da Facebook) noterete che alcuni tweets vi sembreranno più grandi di altri, è perchè sono quelli che hanno più condivisioni.

    Bene per adesso questo può bastare, ma fateci sapere come vi sembra!

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  • Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

    Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

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    Twitter ha annunciato oggi il lancio ufficiale della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub, uno strumento che consentirà agli investitori di raggiungere quasi 1 miliardo di dispositivi mobili. Più o meno la cifra che permette anche Facebook, ad oggi. Con questa piattaforma sarà possibile realizzare annunci pubblicitari per installare applicazioni

    La mossa che si attendeva alla fine è arrivata, forse anche prima del previsto. Da oggi Twitter ufficializza l’avvio della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub. Con questa nuova piattaforma Twitter consentirà agli investitori di raggiungere almeno 1 miliardo di dispositivi mobili, più o meno quelli che riesce a garantire oggi Facebook. In pratica da oggi gli investitori avranno la possibilità di realizzare annunci che pubblicizzano una mobile app, quindi, una volta che l’utente vede comparire sul proprio mobile device un annuncio del genere, una volta cliccatoci sopra verrà indirizzato verso un app store, da dove scaricare appunto l’app.

    Twitter metterà a disposizione di brand e inserzionisti una suite di strumenti attraverso cui effettuare il miglior targeting dei propri annunci, ma anche strumenti per la creazione degli stessi annunci e soprattutto strumenti per la misurazione dei risultai che le campagne saranno in grado di dare. Twitter descrive la tipologia dei nuovi annunci a metà strada tra le Twitter Cards e i Promoted Tweets.

    E ci sono già dei partners che hanno avuto modo di provare la piattaforma in versione beta e tra questi ci sono Spotify, HotelTonight, Kabam, Deezer, SeatGeek, GREE e Get Taxi.

    twitter-mopub-iphone

    L’accordo con MoPub fu raggiunto lo scorso Ottobre sulla base di 350 milioni di dollari. La piattaforma ad oggi gestisce 130 miliardi di richieste ogni mese e può raggiungere 1 miliardo di dispositivi mobili.

    Insomma, la guerra tra Twitter e Facebook a questo punto si gioca su un terreno vitale per entrambi, quasi ad armi pari. Dopo aver dato vita in questi ultimi mesi ad un continuo scopiazzamento, da un parte e dall’altra, ora il confronto si fa duro perchè si parla di pubblicità ed lo strumento attraverso il quale le due aziende, oramai adesso accomunate anche dalla quotazione in borsa, raccolgono gran parte dei loro introiti. Twitter non ha certo la base di utenti di Facebook, ma con questo nuovo potenziale e mirando verso aziende di e-commerce e di mobile game ha tutte le carte in regola per giocare quanto meno alla pari.

    Adesso è difficile fare delle previsioni, ma da quello che si sa è che nella fase di testing durata oltre un anno, Twitter ha fatto registrare numeri interessanti. Nell’ultimo trimestre, quello relativo al Q4 2013, Twitter ha ricavato 8 milioni di dollari da MoPub, molto più di quanto era stato previsto. Vedremo nei prossimi mesi l’entità e i numeri della piattaforma.

  • LinkedIn non è ancora uno strumento di Comunicazione. E in futuro?

    LinkedIn non è ancora uno strumento di Comunicazione. E in futuro?

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    Una recente indagine di AxiCom Italia, una delle più importanti società di consulenza e comunicazione in Europa, ci offre uno spaccato su come giornalisti, operatori della comunicazione e blogger usino i Social Media per comunicare. Ne viene fuori che tra questi canali, LinkedIn si presta meno alla comunicazione, ma per il futuro le premesse sono buone

    I Social Media sono strumenti per comunicare e questo crediamo sia un concetto ormai acquisito. Ma questi strumenti non vanno considerati tutti allo stesso modo, ognuno di essi ha delle particolarità, delle caratteristiche che lo rendono perfetto per certi scopi e meno adatto per altri. Se inquadriamo il tema che vogliamo proporvi oggi da questo punto di vista, allora diventerà più semplice il motivo che sta alla base dell’indagine che AxiCom Italia, una delle più importanti agenzie di comunicazione e consulenza in Europa, ha voluto condurre nel nostro paese. L’indagine è stata effettuata tra operatori del settore, giornalisti e blogger che usano per le loro strategie di comunicazioni online questi strumenti. LinkedIn, tra i social media è forse lo strumento che più presenta caratteristiche particolari che lo rendono il social network professionale certamente più diffuso. Ma LinkedIn è uno strumento di interazione orientato al business networking, di conseguenza presenta alcuni limiti che dall’indagine risultato essere superabili nel prossimo futuro.

    Come sappiamo, la condivisione delle informazioni attraverso i SOcial Media favorisce, in questo conteso, ma non solo, l’interazione tra gli addetti del settore e conferisce valore aggiunto alla comunicazione agevolando il dialogo tra i professionisti, che sono, anche, utenti finali e potenziali clienti. L’affidabilità e l’attendibilità di canali come LinkedIn ben si prestano a veicolare determinati tipi di contenuti, avvalorati dal network di professionisti e di esperti di settore.

    In Italia, LinkedIn mostra ancora alcuni freni e non è ancora utilizzato appieno come strumento effettivo di comunicazione. Dalla ricerca, emergono tuttavia differenti opportunità. L’82% degli intervistati possiede un account LinkedIn, che utilizza regolarmente (60%). Tra questi, il 39% usa questo canale non solo per networking e avere visibilità dei propri contatti professionali (66%), ma come fonte di contenuti e spunti per la propria attività professionale, superando chi usa questo strumento per opportunità di lavoro (28%). Inoltre, emerge che il network di relazioni su LinkedIn non è composto solo da contatti personali e altri professionisti della comunicazione, ma anche da account aziendali (39%) e opinion leader (22%). Solo una minoranza (14%) considera questo canale non ancora maturo in Italia, mentre il 38% ha fiducia che si tratti solo di una questione di tempo.

    Oltre alla possibilità di interazione con l’azienda e altri professionisti (77%) e al contatto preferenziale con le imprese (63%), le pagine LinkedIn aziendali offrono come valore aggiunto nei confronti di stampa, blogger e altri utenti professionisti la possibilità di dialogo con operatori ed esperti del settore (50%), oltre che contenuti su misura (36%). Tra i contenuti ritenuti più interessanti emergono i punti di vista di esperti aziendali (74%), documenti in anteprima (52%), articoli a tema e news (30%).

    La qualità delle pagine e dei gruppi su LinkedIn esistenti è valutata sufficiente dal 57% dei partecipanti, annoverando tra i principali difetti e carenze la scarsa interazione (39%), la mancanza di aggiornamenti e di reattività nelle risposte (35%) e l’assenza di contenuti locali (30%). C’è quindi margine di miglioramento nella gestione di queste risorse, con un focus sulla qualità dei contenuti e un occhio di riguardo alla reattività e all’aggiornamento delle pagine, in modo da offrire un reale valore aggiunto agli utenti.

    Proseguendo con i dati dell’indagine, il 42% segue pagine aziendali LinkedIn in qualità di membro o moderatore, ma quasi la metà degli intervistati (47%) afferma di utilizzare ogni tanto le pagine LinkedIn come fonte. Emerge la convinzione che le aziende, specialmente se B2B, dovrebbero utilizzare LinkedIn per comunicare secondo il 69% dei partecipanti (e il 30% ritiene che questo sia valido anche per le aziende B2C).

    [dropcap]L[/dropcap]a comunicazione si evolve e i social media diventano uno strumento di comunicazione aziendale integrato sempre più diffuso e attendibile. In particolare LinkedIn, non solo nella considerazione di professionisti ed utenti, ma anche da parte di giornalisti e addetti della comunicazione,” afferma Chiara Possenti, country manager di AxiCom Italia. “I canali social di questo tipo possono essere utilizzati anche per facilitare lo scambio di informazioni all’interno di comunità chiuse. Articoli di esperti del settore, analisi di mercato, punti di vista tagliati su misura per il proprio audience, informazioni aziendali aggiornate e contenuti esclusivi possono valorizzare l’immagine aziendale e posizionarla al meglio per offrire valore anche a chi fa comunicazione.”

    E’ evidente che LinkedIn presenta dei limiti, ma sono limiti insiti alla natura stessa della piattaforma e siamo comunque d’accordo con l’idea che siano superabili. Ma c’è da dire anche che LinkedIn per certe acquisizioni come Pulse, ad esempio, avvenuta lo scorso anno, venne criticato in quanto stava forse orientandosi a diventare una media company che non a rimanere una business networking company. LinkedIn per sua stessa natura è un social network quindi uno strumento di comunicazione a pieno titolo. Certo, va adeguato al contesto che lo caratterizza, quindi la comunicazione che si fa attraverso questo canale va differenziata rispetto a quella che si attiva attraverso altri mezzi. Ma, detto questo, non vi è dubbio che LinkedIn abbia tutto l’interesse ad estendere i propri limiti, adottando strumenti di comunicazione più aperta con l’obiettivo di raggiungere nuovi utenti, l’importante è che modifichi la sua natura.

    Allora, che ne pensate voi utenti di LinkedIn di questa indagine? Anche voi riscontrate dei limiti? Raccontateci le vostre opinioni tra i commenti.

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  • Socializer: anticipazioni sul secondo episodio

    Socializer: anticipazioni sul secondo episodio

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/11/FacebookThumbOk2013.png” ]Beatrice Nolli [follow id=”bnolli” count=”true” ][/author]

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    La filosofia “open source” e il mondo dei social media, cosa hanno in comune? Come e dove si parla di software libero in Italia? Quali sono i vantaggi dell’uso del software libero? Quali sono gli esempi in Italia di utilizzo virtuoso di questo tipo di software?

    Nel secondo episodio di Socializer in uscita per lunedì 18 Novembre abbiamo discusso di queste tematiche con Sonia Montegiove, analista programmatrice e docente, redattrice per Girl Geek Life, contributor di InTime e lettrice e giornalista pubblicista per pura passione

    Il mondo dell’open source è quanto di più vicino al mondo dei social network, entrambi si basano sulla condivisione di contenuti, ad entrambi occorre il supporto di tutti per esistere e in entrambi i casi è importante esserci, come e perché lo scopriremo attraverso questo dialogo che gli autori e conduttori di Socializer, Beatrice Nolli e Francesco Russo, hanno realizzato con il grande contributo di Sonia Montegiove promotrice di “Libre Umbria”, una realtà molto importante per il nostro Paese in termini di standardizzazione e, perché no, di risparmio pubblico.

    Socializer, il podcast dedicato al mondo dei Social Media, che ci accompagnerà alla conoscenza dei tanti aspetti che compongono l’era che stiamo vivendo con la viva voce dei protagonisti. In ogni puntata cercheremo infatti di raccontare, con la collaborazione di un ospite, come i Social Media stanno cambiando la nostra vita, quella di tutti i giorni. Socializer vuole essere quindi un luogo attraverso cui esplorare questi preziosi strumenti utilizzando proprio la voce di chi li vive e li interpreta giorno per giorno.

    Ringraziamo sinceramente i tanti utenti che hanno determinato il successo del primo episodio ed i molti che continuano ad inviarci richieste e feedback preziosi, alcune delle vostre osservazioni sono diventate pratica in Socializer e ve ne accorgerete già in questo episodio.

    Vi ricordiamo che Socializer è disponibile sul sito www.socializer.it sia in streaming che in download, su iTunes e su Spreaker (i differita di qualche giorno) per chi volesse abbonarsi. Per suggerimenti e proposte utilizzate il form “Proponi l’ospite” mentre per chiacchierare con noi o semplicemente per “volerci bene” potete utilizzare #socializerIT.

    Buon tutto e stay tuned! :)

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  • LinkedIn raggiunge i 100 milioni di iscritti

    LinkedIn raggiunge i 100 milioni di iscritti

    Con una infografica celebrativa, ieri LinkedIn ha annunciato che ha raggiunto i 100 milioni di iscritti in tutto il mondo, facendo registrare ritmi di crescita elevati negli ultimi sei mesi. Bene anche in Italia.

    Con 44 milioni di utenti registrati sono negli Usa e 56 milioni nel resto del mondo, ieri LinkedIn ha annunciato di aver raggiunto i 100 milioni di iscritti e ha realizzato e diffuso una infografica celebrativa che mostra i numeri attuali. basti pensare che soli sei mesi fa il numero complessivo di utenti registrati era di 85 milioni e che in sei anni si erano totalizzati 50 milioni di iscritti complessivi. 15 milioni di utenti in sei mesi non pochi. Se poi consideriamo che LinkedIn non è facebook, nel senso che non è un social network generalista, ma è il più importante social business network, allora questi numeri hanno ancora più significato.

    Lo stato dove LinkedIn è cresciuto di più è il Brasile, facendo registrare +428%, poi segue il Messico con il +178%, a seguire India +76% e poi Francia +72%.

    73 delle 100 aziende di Fortune sono presenti su LinkedIn e che le più rappresentate sono Amazon e Cisco.

    Per quanto riguarda il nostro paese, anche qui bisogna dire che i numeri sono in crescita. Solo qualche mese fa, maggio 2010, gli italiani iscritti erano poco meno di un milione. Oggi sono 1 milione 700 mila ed in prevalenza uomini (56%). Le età più rappresentate sono quelle della fascia 25-34 (42%) e 35-54 (39%). I 18-24enni sono il 15% e gli ultra 55enni solo il 4%.

    Nel nostro paese i settori con più addetti sono l’hi tech (18%), la manifattura (15%) e la finanza (10%), mentre i ruoli più rappresentati sono quelli di vendita (14%), l’insegnamento (11%) e quelli ingegneristici (10%).

  • Anche LinkedIn è in italiano

    Anche LinkedIn è in italiano

    Dopo twitter, anche LinkedIn, popolare social network professional, ha deciso di sviluppare il sito anche in lingua italiana. Gli iscritti a oggi in Italia sono un milione.

    Fino all’altro ieri LinkedIn era solo in lingua inglese e questo poteva costituire un limite alla diffusione nel nostro paese, dico forse. Ma dopo twitter, che lo scorso dicembre ha lanciato la sua versione italiana, ecco che anche il popolare social network dedicato ai professionisti e non solo, ha deciso di sviluppare il sito anche nella lingua di Dante. Un modo per rendere ancora più accessibile il sito. Questo lo potremo vedere tra non molto.

    Ma LinkedIn è anche un modo per ricercare un nuovo lavoro. Ogni persona, una volta registrato il proprio account, carica il proprio curriculum vitae e da quel momento in poi si entra in contatto con conoscenti e non, soprattutto, per sviluppare relazioni che possono sfociare in collaborazioni professionali e partnership. Una volta caricato il proprio profilo esso è rintracciabile dai motori di ricerca; quindi, vale la pena di costruirlo con attenzione perché può fungere da buon biglietto da visita.

    Le persone del proprio network sono una prima cerchia per trovare altri contatti professionali», osserva Kevin Eyres, managing director di LinkedIn Europe: «È un social network che aiuta a capire la reputazione degli altri e ad allargare le conoscenze».

    Gli utenti, inoltre, possono segnalare il valore di un collega attraverso un voto: è il sistema di “recommendation”.

    Gli iscritti totali nel mondo sono oltre 65 milioni, in Italia ad oggi sono un milione.

    Molto attiva è l’attività dei gruppi che si sono creati all’interno di LinkedIn che utilizzano questo pretesto per un primo contatto per poi approfondire i rapporti organizzando eventi che hanno lo scopo di consentire un continuo scambio di informazioni tra professionisti. In forte crescita, dopo MilanIn, segnalo BolognaIn e ModenaIn che con i loro eventi sempre molto interessanti contribuiscono alla costruzione di relazioni professionali e non in maniera eccellente.

    Se non lo avete ancora atto, create subito un profilo su LinkedIn!

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