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  • Il Super Bowl 50 tra tweet e spot televisivi – #SB50

    Il Super Bowl 50 tra tweet e spot televisivi – #SB50

    Il Super Bowl è ormai uno degli eventi attesi dell’anno, non solo dal punto di vista sportivo ma anche dal punto di vista del Marketing. Il match del #SB50 che ha visto prevalere i Denver Broncos sui Carolina Panthers ha totalizzato oltre 5 milioni di tweet e l’half-time è stato il momento più condiviso con Beyoncé la più citata. E vediamo quali sono stati gli spot più belli della serata.

    super bowl 50 2016

    Il Super Bowl è sicuramente uno degli eventi più attesi dell’anno e non solo in termini sportivi, ma anche di Marketing. Basti pensare alla grande attesa che si crea nei giorni precedenti sui Social Media e specialmente durante la diretta con Twitter che diventa il canale principale. Per non parlare poi del tradizionale momento degli spot televisivi, un momento in cui le aziende sfoderano tutta la loro creatività per sfruttare uno dei momenti televisivi più visti dell’anno. E questa edizione del Super Bowl 50 è l’edizione più seguita dalla tv con una audience di 114 milioni di persone, in aumento rispetto a quella dello scorso anno di 110 milioni. Cresce l’audience e cresce anche la spesa per i famosi 30 secondi di video spot all’interno del match. Quest’anno gli spot sono costati infatti 5 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 4,5 milioni di dollari dello scorso anno.

    Il Super Bowl 50 su Twitter

    Twitter ha diffuso dal suo blog ufficiale tutta una serie di informazioni su come è stato seguito il match dalla piattaforma a 140 caratteri. Il momento più condiviso è stato la fine dell’half-time, che ha totalizzato 3,9 milioni di tweet, e che ha visto la partecipazione di Beyoncè, Coldplay e Bruno Mars. Tra questi artisti, la più citata è stata Beyoncè con 1,3 milioni di tweet; i Coldplay sono i secondi più citati del momento con 774 mila tweet; e poi Bruno Mars con 341 mila tweet.

    A questo link potete visualizzare la mappa interattiva di tutto il match mentre qui in basso vedete proprio il momento dell’half-time. Anche dall’Italia, nonostante fosse notte fonda, si è twittato molto.

    super-bowl-50-#sb50-mappa-tweet-halftime

    super-bowl-50-#SB50-momento-condiviso

    E in assenza di un dato complessivo dei tweet della serata, abbiamo provato a monitorarli con Talkwalker seguendo l’hashtag ufficiale #SB50 e i due hashtag dei team, e cioè #Broncos e #KeepPounding. Ebbene, il totale è di 6,2 milioni di tweet con questa ripartizione: #SB50 5,1 milioni di tweet; #Broncos 582 mila tweet; #KeePounding 450 mila tweet. Con una reach di 30,6 miliardi. L’80% dei tweet ovviamente proviene dagli Usa, poi il 2,7% da Uk; 2,1% dal Brasile; 2,1% dal Messico; 1,9% dal Canada; 1,7% dalla Spagna; 0,8% dalla Francia; 0,5% dall’Australia e poi da altri paesi.

    super-bowl 50 #sb50 totale tweet

    super bowl 50 #sb50 tweet paesi

    (cliccare sulle immagini per ingrandire)

    Update

    Secondo Twitter Data, i tweet complessivi del #SB50, comprensivi del pre e del post partita, sono stati in totale 27 milioni e hanno totalizzato la bellezza di 4,3 miliardi di visualizzazioni.

    I migliori spot televisivi del Super Bowl 50

    Altro aspetto molto atteso del Super Bowl 50 riguardava gli spot televisivi che ormai il più delle volte sono dei veri e propri capolavori. AdWeek ha selezionato quelli che dal loro punto di vista sono i migliori, parere che ci sentiamo di condividere e di seguito vi mostriamo i miglio tre.

    Al primo posto è lo spot di Fiat Chrysler per i 75 anni della Jeep, “Portraits”. Lo spot è una carrellata di volti noti e meno noti per raccontare attraverso questi come si è evoluta nel tempo la fuoristrada che tutti noi conosciamo. Tanto semplice quanto intenso.

    https://www.youtube.com/watch?v=wKn5K5V7tRo

    Al secondo posto lo spot di T-Mobile, “Hotline Bling”, con la partecipazione di Drake. Molto divertente.

    https://www.youtube.com/watch?v=iMWzX0RC7f4

    Al terzo posto lo spot di Audi, “Commander”. Bellissimo spot dell’Audi R8, vera supercar, dove “Starman” di David Bowie fa da colonna sonora e mai scelta fu più azzeccata.

    https://www.youtube.com/watch?v=diU_09jb4bI

    Nell’articolo di AdWeek trovate anche le speciali menzioni con una bella carrellata di spot.

    E allora, cosa ne pensate? Avete seguito anche voi #SB50?

  • E Twitter rende disponibile la nuova home anche in Italia

    E Twitter rende disponibile la nuova home anche in Italia

    Twitter finalmente ha deciso da oggi di rilasciare la nuova homepage anche in Italia, e in altri 22 paesi. Accedendo alla nuova home si ha una visione completa, e per categorie, di quello che viene condiviso di più sulla piattaforma in tempo reale. Lo scopo è di attrarre quei 500 milioni di utenti che visitano la home ma non si registrano.

    Se ne parlava proprio ieri, in occasione dei nostri suggerimento per salvare la piattaforma a 140 caratteri da un possibile declino. E tra i suggerimenti che avevamo avanzato c’era anche quello di rilasciare presto la nuova home, inizialmente rilasciata sono negli Usa ad aprile del 2015. Quasi un anno di tempo per il rilascio quasi globale. Ci piace pensare che abbiamo ascoltato i suggerimenti e che quindi passino in fretta a seguire anche gli altri. Ma sappiamo che così non è.

    Twitter si decide finalmente a rilasciare la nuova home anche nel nostro paese e in altri 22, e sono: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Giappone, Kenya, India, Indonesia, Messico, Olanda, Nigeria, Portogallo, Arabia Saudita, Corea del Sud, Spagna, Sud Africa, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti.

    twitter nuova home

    La nuova home è quindi molto più attraente di quella statica precedente. Adesso accedendo a twitter.com si fa di fronte un wall, diviso per categorie, che offre un quadro completo su quello che viene più condiviso, in tempo reale, usando i 140 caratteri. Le categorie sono: In primo Piano; Sport; Informazione; Politica; Arte, Moda & Design; Musica; Altro che conduce a due sotto categorie Televisione e Spettacolo; Personaggi Web.

    Obiettivo è quindi quello di attrarre quei famosi 500 milioni di utenti (ne restano poi solo 320 milioni) che tutti i mesi arrivano sulla piattaforma ma non tutti poi decidono di registrarsi. Evidentemente perchè, vista la home precedente dove non era possibile visualizzare nulla, non erano attratti a farlo. E la stessa cosa, sempre da oggi, avverrà anche per gli utenti mobile.

    La nuova home forse potrebbe essere d’aiuto per rilanciare la piattaforma ma serve anche, a questo punto, rilasciare Twitter Moments per avere la possibilità, una volta registrati sulla piattaforma, di potersi orientare al meglio a 140 caratteri. Se poi, come sugfìggerivamo sempre ieri, ci fosse la possibilità personalizzare i Moments, allora sì che la piattaforma comincerebbe ad essere consultata con più facilità. Senza dover per forse abbandonare il limite dei 140 caratteri, caratteristica peculiare che deve assolutamente rimanere.

    Se volete anche voli suggerire qualche idea per risollevare e salvare Twitter, potete commentare il post di ieri oppure commentare sui social media usando l’hashtag #SaveTwitter che oggi è arrivato anche in trending topic.

  • Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Twitter attraversa ormai da tempo una crisi che potrebbe rivelarsi molto rischiosa per le sorti dell’azienda. Tra down, crisi di prodotto e crolli in borsa la situazione non accenna a migliorare. Proviamo adesso ad indicare qualche idea che potrebbe rivelarsi utile per la salvezza della piattaforma.

    Sapete bene che qui sul nostro blog seguiamo con molta attenzione le vicende legate a Twitter in questo periodo, cercando di raccontarvi tutti i fatti che scaturiscono da una crisi che è iniziata ormai da diversi mesi e che non accenna, nonostante il ritorno del co-fondatore Jack Dorsey, a placarsi. La crisi che vive oggi Twitter è una crisi di prodotto, la piattaforma che trova la sua caratteristica nei 140 caratteri stenta ora ad attrarre nuovi utenti e al tempo stesso non è supportata da un modello di business tale da potersi permetter di monetizzare. Questi ultimi due punti non sono altro che le richieste che fa il mercato, quindi Wall Street. Già, Wall Street. Un passaggio, quella della quotazione, che Twitter ha gestito male, senza un’dea chiara. Lo dimostra il ruolo giocato da Dick Costolo, bravo traghettatore dell’azienda nelle mani degli investitori, ma poi non più capace di condurre l’azienda con una leadership sicura e con una visione chiara del business.

    Eppure in tutti questi mesi Twitter ha elaborato e lanciato delle interessanti novità, basti pensare a Periscope, con un potenziale enorme ma non saggiamente sfruttato, e a Moments, comunque non ancora disponibile in Italia. Ma c’è anche la nuova home, anche questa non ancora disponibile, che si prospetta più interessante e in grado di attrarre quei milioni di utenti (si parla di 500 milioni, altri addirittura 1 miliardo) che si avvicinano alla piattaforma ma poi decidono di non registrarsi perchè troppo complicata.

    twitter consigli salvare @franzrusso.it-2016

    Twitter è una piattaforma straordinaria per la diffusione di notizie, gioca un ruolo fondamentale in quel grande fenomeno che è la Social Tv, è un grande strumento di relazioni e informazioni istantanee e trova tutta la sua peculiarità nell’essere dinamico e sintetico. Molte volte viene paragonato a Facebook, ma le ultime caratteristiche elencate rendono bene l’idea che stiamo parlando di due piattaforma opposte. E a nulla, o quasi, servirebbe estendere il limite dei 140 caratteri fino a 10 mila, significherebbe snaturare la piattaforma, si parlerebbe di altro e non più di Twitter per come lo conosciamo oggi.

    E quindi di cosa avrebbe bisogno oggi Twitter. L’idea è quella di dare qualche suggerimento, oltre a quello già indicato a suo tempo, tra gli altri, del famoso tasto “modifica” che potrebbe ottimizzare l’utilizzo. Ma vediamo insieme qualche suggerimento.

    Riaprire il discorso delle API

    Qualcuno di voi ricorderà certamente quando nel 2012 Twitter decise di rivedere la gestione delle API, prima aperta a tutti, cominciando a puntare di più sulla propria offerta interna, introducendo delle regole molto rigorose. Ricorderete anche che una delle prime vittime fu LinkedIn e che a stretto giro si dimostrò che quel cambio di passo andava ad avvantaggiare Facebook. Un’azione che di fatto, pur nella sua ragionevolezza, si è rivelata sbagliata a tal punto che lo scorso lo stesso Dick Costolo si scusò dicendo di voler mantenere un rapporto più aperto con gli sviluppatori. Rivedere questa strada potrebbe oggi essere una soluzione.

    Puntare sui Video

    Twitter ha al suo interno due strumenti, Vine e Periscope, che si poggiano sulla modalità di contenuti che sarà quella che caratterizzerà il 2016 e anche il futuro. Eppure non sono adeguatamente stati valorizzati. Puntare sui Video significa mettere questi strumenti a servizio della piattaforma e farli diventare parte di essa, anche da punto di vista dell’advertising. Ma presto, perchè intanto gli altri competitor parte ci hanno già pensato.

    Migliorare e potenziare le Liste

    Come sapete per aiutare a orientarsi meglio sulla piattaforma esiste lo strumento delle “Liste” con cui raccogliere e seguire gli account più interessanti in base all’argomento di riferimento. Ma perchè non provare ad ottimizzare questo strumento aggiungendone altri affinché si creino delle relazioni dirette tra gli utenti interessati a quello specifico argomento?

    Migliorare l’advertsing

    Chiunque abbia provato a fare advertising su Twitter sa bene che si tratta di una modalità più costosa rispetto allo strumento che offre Facebook e che spesso, per le esigenze più comuni, non riesce a dare risultati soddisfacenti. Un’idea potrebbe essere allora di creare uno strumento che possa essere in grado di soddisfare richieste più basse in termini di prezzo, quindi più smart. Un esempio potrebbe essere quello di un “Promoted Tweet” al giorno per 1 euro. Non sarebbe male.

    Queste sono solo alcune idee che potrebbero già rivelarsi adeguate e che forse potrebbero rendere la piattaforma più utilizzabile. A queste uniamo anche quella di Moments, non ancora disponibile nel nostro paese, pensando ad una sorta di Moments personalizzabile.

    Ma prima, c’è ancora un’altro suggerimento da dare, forse il più importante.

    Vendere Twitter al Migliore Offerente

    Le difficoltà finanziarie di Twitter sono ormai senza fine, anche oggi il titolo è in calo di oltre il 7% vanificando lo slancio di ieri del 6% quando giravano rumors su un possibile interessamento da parte di  Mark Andreessen (Netscape) e del fondo Silver Lake. Le azioni adesso valgono 16,5 dollari e la capitalizzazione dell’azienda è di 12,2 miliardi di dollari. Sono segnali che Twitter non può resistere più a lungo come azienda stand-alone, necessita di un partner forte, capace di risollevarla e rilanciarla. Come ho anticipato anche al DigitalicX a fine dicembre scorso, un possibile compratore potrebbe essere Google che ha tutto l’interesse ad avere una piattaforma come Twitter e a rilanciarsi nel mondo dei social media. Alcuni dicono anche Facebook, certo ne ha la forza, ma non sarebbe un grande affare per Zuckerberg.

    E voi che ne pensate? Quali altri suggerimenti aggiungereste? Raccontateceli qui tra i commenti.

  • Social Media e Aziende, manca l’approccio alla Relazione

    Social Media e Aziende, manca l’approccio alla Relazione

    Sono stati presentati oggi i risultati della quarta edizione della SocialMediAbility 2016,  condotta dall’Osservatorio IULM sui Social Media. Dai risultati viene fuori che le aziende italiane migliorano dal punto di vista dell’utilizzo ma meno nell’uso di strumenti per le relazioni come Content e Social Caring.

    Sono stati presentati oggi i risultati della quarta edizione della SocialMediAbility 2016, l’interessante indagine condotta dall’Osservatorio IULM sui Social Media. Seguiamo la SocialMediAbility dal 2011 e grazie a questa ricerca abbiamo conosciuto l’evoluzione dell’utilizzo dei Social Media da parte delle aziende italiane. L’indagine di quest’anno evidenzia il fatto che le aziende ormai utilizzano questi strumenti in larga parte, parliamo di una percentuale che supera il 70%. Un risultato che se paragonato a quello del 2011, quando era del 10%, dimostra il grande percorso fatto in questi ultimi 5 anni. Certo un percorso che molti di voi noteranno essere stato lento, a volte anche macchinoso, ma è comunque da considerarsi un primo risultato importante.

    social media marketing socialmediability 2016

    Siamo passati da Pmi e Social Media ancora lontani del 2011 a Social Media e aziende, rapporto ancora da costruire, poiCresce ma a rilento l’uso dei Social Media nelle aziende italiane del 2013. Fino ad arrivare ad oggi, con i dati dell’ultima ricerca che ci dicono che migliora ancora l’utilizzo, ma è carente ancora a livello qualitativo. E’ ancora un utilizzo non troppo orientato alla costruzione di una relazione con gli utenti, ma è ancora troppo auto-promozionale, quindi una comunicazione che non tiene conto dell’enorme potenzialità dei Social Media. Ed è proprio su questo aspetto che ci si aspettava di più ed ancora una volta si deve rimandare. Per non palare del Social Caring, altra grande opportunità che le aziende hanno per costruire una relazione forte basata sulla fiducia.

    La percentuale di utilizzo non è certamente indice della qualità dell’utilizzo stesso, stiamo parlando di un dato numerico che ci da la dimensione del numero delle aziende che utilizza questi strumenti tecnologici. E in effetti quello che interessa è proprio sapere come queste aziende li utilizzano e con quali risultati. Ecco che il livello di SocialMediAbility assume una certa importanza, utile da conoscere.

    social media aziende socialmediability 2016

    Prima di dare qualche dettaglio, ricordiamo che l’indagine è promossa e realizzata dall’Executive Master in Social Media Marketing & Digital Communication, e ha continuato il monitoraggio avviato nel 2010 del panel di 720 aziende italiane, appartenenti a 6 diversi settori: Alimentare, Arredamento, Banche, Hospitality, Moda. Novità di questa edizione 2016 sono le  aziende che, pur operando in settori diversi (manifattura, legno, gomma e plastica, metallurgia), sono accomunate da un modello di business di tipo B2B.

    Nel misurare l’effettivo utilizzo del Social Media Marketing da parte delle aziende italiane, per ciascun settore sono state valutate, attraverso diversi strumenti e approcci di analisi, 120 aziende casualmente estratte dall’universo di riferimento, ulteriormente segmentate per dimensioni: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole. L’indagine è stata condotta in collaborazione con Blogmeter.

    Bene, fatte le doverose premesse, passiamo a vedere i punti salienti, gli highlights, della ricerca.

    Dalla SocialMediAbility 2016 emerge che:

    • Aumenta la percentuale di aziende che utilizza un social media per attività di comunicazione e marketing: si passa dal 64% del 2013 al 73% del 2015 (nel 2011 la percentuale era del 10%).
    • Cresce in maniera sensibile la presenza sui social media delle PMI e diminuisce il divario registrato negli anni precedenti con le grandi aziende (l’87% di quelle esaminate ne ha attivato almeno uno, con un aumento di 6 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente). Dal 2013 l’uso di tali canali è passato dal 50% al 62% per le piccole, e dal 53% al 67% per le medie. Ovviamente, Facebook si conferma il canale più utilizzato, attivato dal 79% delle aziende comprese nel campione che hanno aperto almeno un social media, rispetto al 75% del 2013 (nel 2011 era del 71%).
    • Si rileva comunque una crescita di YouTube, Twitter e LinkedIn, utilizzati rispettivamente dal 55%, dal 48% e dal 45% delle aziende presenti sui social media, rispetto al 51%, al 45% e al 44% del 2013 (nel 2011 erano 32%, 39,8% e 35,7%). Dato interessante da segnalare è che la ricerca rileva deciso aumento nell’uso di Instagram, presidiato dal 34% delle aziende con almeno un canale social,rispetto al solo 4% rilevato nell’edizione precedente. Nell’edizione 2011 ancora non esisteva.
    • La maggiore diffusione di tali canali a livello aziendale è stata accompagnata anche da una modesta crescita dell’indice medio complessivo di SocialMediAbility (SMA) che, su una scala di range “0-10”, passa dai 3,6 punti del 2013 ai 4,2 punti dell’ultima rilevazione (valore relativo alle sole aziende B2C che hanno aperto almeno un canale social).
    • Tra le dimensioni monitorate e ricomposte nel nuovo indice di SMA, quella su cui le aziende incontrano maggiori difficoltà è quella relativa al Social Caring.

    Come ha osservato il prof. Guido Di Fraia, Direttore Scientifico della ricerca:

    I risultati ottenuti mostrano un costante incremento nell’adozione e nell’utilizzo dei canali social. L’indice SMA è in aumento, in particolare se confrontato con gli indici rilevati nelle precedenti edizioni. Non si può dire lo stesso per l’evoluzione dei contenuti che vi si trovano all’interno e questo si ricollega anche alla situazione riscontrata per quanto riguarda l’asse del caring. Mentre tutti gli assi riportano valori sempre più positivi, la dimensione relazionale rimane indietro e i canali sono sotto-utilizzati per prendersi cura del rapporto con i clienti. Essi si concentrano prettamente su attività di corporate branding (awareness) e social media marketing (di prodotto), sviluppando una comunicazione che è per lo più auto-referenziale e centrata sul brand, sui prodotti o sui servizi offerti, e non presta attenzione all’ascolto o al costumer care”.

    Ecco perchè all’inizio facevamo riferimento alla qualità dell’utilizzo e la ricerca evidenzia bene che proprio su questo c’è ancora molto da lavorare.

    Concepire l’uso dei Social Media come un qualsiasi strumento di comunicazione allo scopo solo ed esclusivamente di promuovere servizi/prodotti, allora si fa un utilizzo sterile, che non porta alcun risultato. Serve invece un utilizzo aperto al dialogo con i propri utenti, il che significa instaurare relazioni dirette con gli stessi utenti. Come spesso ripetiamo su questo blog, le aziende che riescono a costruire relazioni con i propri utenti, accettando anche le critiche che si avanzano (che sono poi quelle che fanno crescere), sono quelle che migliorano i propri prodotti/servizi, coltivano e migliorano relazioni, sono quelle più aperte al confronto. Ma per fare tutto questo serve una strategia che preveda contenuti adeguati, non solo auto-promozionali, e proprio su questo punto sorgono le difficoltà maggiori.

    E voi che ne pensate di questi risultati? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Twitter nomina Leslie Berland come nuovo CMO

    Twitter nomina Leslie Berland come nuovo CMO

    A pochi giorni dalle dimissioni di 4 top manager, Twitter annuncia di aver nominato come nuova responsabile Marketing Leslie Berland, ex responsabile Marketing di American Express. E ora gli occhi sono puntati sull’esperta Natalie Kerris, ex responsabile comunicazione di Apple.

    E’ forse il caso di dire che Twitter, dopo il terremoto di qualche giorno fa che ha visto la fuga (se così possiamo definirla) di ben 4 top manager, non ha perso molto tempo. E in effetti non aveva poi tanto tempo e tante opzioni di scelta. Essere veloci in questi casi è la regola, per evitare ripercussioni sul piattaforma stessa (il prodotto) e sul titolo il borsa (il giorno dopo l’addio dei 4 manager il titolo è sceso di nuovo sotto i 17 dollari).

    leslie berland twitter

    Il primo vero rinforzo che va a coprire un ruolo importante come nuovo responsabile Marketing si chiama Leslie Berland, ex responsabile Marketing e Digital Partnership di American Express quindi proveniente dal mondo finanziario, ma è sicuramente una manager che ha dimestichezza  a lavorare in un team globale e sa come muoversi nel promuovere un prodotto a livello mondiale. E forse la sua esperienza proprio nel mondo finanziario potrebbe rivelarsi di aiuto per Twitter in questo preciso momento. E’ chiaro che siamo nell’orbita delle ipotesi e che questo tipo di nomine devono poi essere vagliate e apprezzate dai mercati e quindi dagli investitori.

    Tanto per citare qualche di esperienza della Berland, è lei ad aver creato collaborazioni che si sono rivelate poi di successo con aziende come Apple, McDonald’s, Uber, TripAdvisor, VeriFone, Samsung, Foursquare, Facebook, Jawbone e anche Google. Background di tutto rispetto ma è chiaro che arrivare in un’azienda come Twitter in questo momento è senza dubbio arduo, servirà davvero un gran lavoro.

    L’annuncio dell’arrivo di Leslie Berland in Twitter è stato dato da Jack Dorsey con un tweet (e non poteva essere diversamente) con cui ha dato il benvenuto alla nuova CMO (Chief Marketing Officer):

    A seguire anche Adam Bain, attuale COO di Twitter e gestore ad interim di due dei ruoli lasciati vacanti qualche giorno fa, non ha voluto far mancare il suo saluto alla Berland, sempre con un tweet, sottolineando che la Berland era la prima della lista dei CMO presi in considerazione:

    E anche la stessa Berland dal suo account Twitter si adegua ad utilizzare lo strumento, rispondendo al tweet di Dorsey:

    E nel cercare di dare risposte pronte al mercato, agli investitori e anche agli utenti, Twitter starebbe per convincere anche Natalie Kerris, veterana di Apple con un passato di 14 anni a Cupertino come responsabile Comunicazione, ad assumere il ruolo di nuova responsabile Comunicazione dell’azienda di San Francisco. La Kerris è un personaggio molto conosciuto nella Silicon Valley e la sua grande esperienza potrebbe rivelarsi un’arma vincente per Twitter. Lavorerebbe a stretto contatto con Leslie Berland portando avanti il compito di comunicare il prodotto nella maniera corretta, cosa che fino ad ora non è stata fatta nella maniera giusta.

    Vedremo quali saranno gli sviluppi, intanto, notizia molto fresca è che uno dei 4 top manager che aveva lasciato Twitter un paio di giorni fa, Kevin Weil (ex responsabile di prodotto) è il nuovo responsabile di prodotto di Instagram. Quindi il suo abbandono era motivato.

  • Twitter perde pezzi, 4 top manager lasciano la società

    Twitter perde pezzi, 4 top manager lasciano la società

    In un contesto normale un ricambio potrebbe essere interpretato in altro modo, ma se si parla di Twitter in questo periodo ecco che proprio di ricambio “normale” non si può parlare. La notizia è che 4 top manager lasciano Twitter e sono altri guai per Jack Dorsey che ha confermato le voci con un tweet.

    La modalità con cui si sono seguite le notizie e le successive conferme ricorda molto la modalità vista quando si era diffusa la notizia che Twitter sarebbe ormai pronta ad eliminare il limite dei 140 caratteri. In quel caso dai “rumors” sollevati da Re/code si arrivò poi alla (quasi) conferma da parte di Jack Dorsey. Stessa modalità anche in relazione alla notizia che 4 top manager lasciano la società, prima “rumors” sollevati sempre da Re/code, poi confermati dal CEO e co-fondatore, Jack Dorsey.

    twitter perde pezzi

    In un contesto normale la notizia che 4 manager lasciano la società potrebbe essere interpretata in un altro modo, o quasi, ma il contesto in cui Twitter vive in queste ultime settimane è tutt’altro che tranquillo. I manager che lasciano la società di Dorsey ricoprono ruoli importanti e sono: Alex Roetter, capo ingegneri; Katie Stanton, responsabile global Media, che in un post conferma di essersi dimessa per stare di più con la sua famiglia; Brian Schipper, responsabile risorse umane; e Kevin Weil, VP e responsabile di prodotto. Figure importanti per un’azienda come Twitter che vive proprio una crisi di prodotto che poi si riversa in tutti gli altri ambiti, e una notizia come questa non può essere non interpretata come nuovi guai per Dorsey.

    E lo stesso Dorsey, poco dopo, conferma la notizia con un tweet, stessa modalità vista quando intervenne sui “rumors” a proposito dell’addio al limite dei 140 caratteri, con l’immagine del suo comunicato ufficiale:

    Nel comunicato Dorsey si dice triste dell’addio dei top manager: “Alex e Kevin sono stati qui più di cinque anni e con i loro team sono passati da 0 a 2 miliardi di dollari di oggi”. E poi aggiunge anche che i ruoli verranno coperti da Adam Bain, COO, e da Adam Messinger, CTO.

    A questi si aggiunge anche l’addio del general manager di Vine, Alex Toaff, che va a lavorare in Google sulla Realtà Virtuale, come da lui stesso confermato in un tweet:

    Si può dire che Twitter perde pezzi? Si, si può dire e non è un bel segnale, specie se si considera come Twitter ha chiuso la settimana. Il pesante #TwitterDown della settimana scorsa ha poi provocato un pesante tonfo a Wall Street, arrivando a toccare una quotazione per azione di 17,48 dollari con un valore complessivo che era sceso addirittura al di sotto degli 11 miliardi di dollari.

    Il problema che questa filone di addii non tranquillizza gli azionisti sulla situazione attuale di Twitter e sarà davvero difficile convincerli che è tutto sotto controllo.

    Insomma, altri guai per Dorsey e il 10 febbraio ci sono i dati finanziari sull’ultimo trimestre del 2015, quello in cui lui ha operato.

    [immagine di copertina di TechCrunch]

  • Ecco i brand del settore food più forti sui Social Media

    Ecco i brand del settore food più forti sui Social Media

    Monitorando i brand che più sono presenti e usano attivamente i social media, Blogmeter ha realizzato un focus sui brand del settore Food, a distanza di poco meno di un anno. Ferrero si impone su Twitter, mentre Selenella fa migliori performance su Facebook. Nella classifica generale dei brand a dicembre 2015, Regno Disney su Facebook e Juventus FC su Twitter.

    Blogmeter ha rilasciato in questi giorni la seconda edizione, la prima edizione è di poco meno di un anno fa, della classifica dei brand più forti sui Social Media del settore Food. Un settore che fa registrare sempre un grande interesse da parte degli utenti, essendo uno dei settori principali che vanno catalogati nel macrosettore B2C (Business to Consumer).

    Quello che emerge da questo nuovo focus è che, complice certamente il periodo natalizio, il brand Ferrero, multinazionale italiana del settore dolciario, ha dominato con i suoi prodotti su Twitter sia per quanto riguarda il coinvolgimento che l’acquisizione di nuovi follower, ma anche su Facebook.

    I brand del Food su Facebook

    Dai dati rilevati dall’analisi di Blogmeter emerge il buon risultato del consorzio emiliano Selenella – Un Tesoro di Patata che su Facebook è brand più più coinvolgente e si impone anche nella classifica per nuovi fan. A generare un elevato livello di interazione interazioni sono i post contenenti consigli e ricette per il pranzo di Natale. E nei primi 5 posti per engagement, Ferrero conquista ben due posizioni con i suoi due prodotti Mon Chéri e Pocket Coffee, rispettivamente secondo con la campagna #lasciatistupire e quinto con i numerosi post natalizi. In terza posizione troviamo Fiorucci, la cui partnership con food blogger come Le Sorelle Passera ha portato ottimi risultati in termini di interazioni.

    Per quanto riguarda la classifica dei brand in termini di crescita delle community, subito dietro Selenella troviamo Lay’s Italia che ha acquisito tanti nuovi fan in concomitanza dell’iniziativa concorsuale Natale al Cubo. In classifica troviamo anche due pagine che appassionano gli utenti con consigli e ricette, come la community Le Ricette di Casa Mia con Galbani Parmalat. Chiude la classifica Girella, il prodotto Motta, che condivide post divertenti e dalla grafica accattivante.

    I brand del Food su Twitter

    Come detto già all’inizio, a dominare su Twitter è Nutella classificandosi prima per il coinvolgimento e seconda della classifica per i nuovi followers. Il prodotto di punta della Ferrero ha catturato l’attenzione del popolo di Twitter con i suoi coloratissimi vasetti natalizi promossi su Twitter con l’hashtag  #MissioneEntusiasmo. La classifica per numero di interazioni totali prosegue con Identità Golose, il congresso internazionale di cucina che quest’anno si tiene a marzo. Noterete nella classifica anche il marchio Melegatti che ai primi di dicembre aveva fatto discutere per via di un post davvero sfortunato (ma soprattutto per le azioni successive). In questa classifica il brand dolciario è stato coinvolgente grazie alla sponsorship di Valerio Scanu ha fatto il pieno di interazioni. Al quinto posto troviamo Ferrero Rocher.

    Per quanto riguarda la classifica in termini di nuovi followers, è Nestlé il brand che ha acquisito più follower nel periodo considerato, conquistando anche un quinto posto per numero di interazioni totali grazie ad una comunicazione improntata sulla condivisione di consigli, aforismi e curiosità sul mondo del food. In terza posizione si piazza un altro prodotto Ferrero, Kinder Bueno, che ha acquisito il maggior numero di nuovi follower cavalcando l’onda del fenomeno #StarWars. Nelle ultime due posizioni, infine, Buitoni e Ciobar: il primo ha acquisito diversi nuovi seguaci grazie alla collaborazione con diverse food blogger, il secondo ha coinvolto i propri utenti con l’iniziativa #momentociobar. 

    brand food social media infografica

    La classifica generale dei brand su Facebook e su Twitter

    Per quel che riguarda invece la classifica generale relativa a tutti i brand monitorati, su Facebook i migliori marchi sono Regno Disney per page engagement, seguito dalla onlus Enpa e, a sorpresa, in terza posizione dalla pagina ufficiale di Empoli FC che ha fatto il botto di interazioni con la pubblicazione del post di festeggiamento della quarta vittoria consecutiva di campionato. Mercedes-Benz Italia è al primo posto nella classifica dei nuovi fan, seguito dal portale di viaggi Turista Curioso, e dal brand del retail Carrefour.

    Su Twitter la Juventus svetta nella classifica per total engagement, seguita da Serie A Tim e dal profilo Twitter della Società Sportiva Calcio Napoli. Nella classifica dei nuovi followers, primo e secondo sono Juventus e Napoli, mentre al terzo posto si posiziona il profilo di Ikea.

    Infine per quanto riguarda il Response Time, su Facebook svettano tre brand appartenenti al mondo telco: Poste Mobile, Wind e 3 Assistenza Clienti; su Twitter la novità è il profilo di Coca Cola che si piazza al primo posto, seguito da Infoatac e Wind.

  • E Twitter finalmente integra Periscope nei tweet

    E Twitter finalmente integra Periscope nei tweet

    Twitter fa sapere oggi che finalmente i video live da Periscope possono essere integrati sulla piattaforma. La novità riguarda per ora solo i dispositivi iOS e certamente permetterà ai tanti broadcaster che hanno realizzato 100 milioni di contenuti live, di ottenere una maggiore audience. Una mossa attesa da tempo, in realtà.

    Uno dei grossi limiti che è scaturito dall’utilizzo di Periscope fin dal suo lancio, avvenuto il 26 marzo dello scorso anno, era proprio quello di non poter avere la possibilità di integrare i propri live direttamente nella propria timeline. E a distanza di quasi un anno l’esigenza si era fatta ormai sempre più stringente, anche perchè sembrava quasi un copro a sè stante, lontano dalla piattaforma madre, cioè Twitter. Esigenza ovviamente avvertita dai tanti broadcaster che sentivano il bisogno di poter abbracciare una audience più vasta. E questo è vero fino ad oggi.

    periscope integrazione twitter ios

    Infatti poco fa, con un post sul blog ufficiale (che rimanda a sua volta ad un post su Medium) Twitter fa sapere che da oggi, e vale solo per l’app iOS per il momento, è possibile integrare nei tweet i contenuti di Periscope. Un passaggio importante questo che renderà la timeline più dinamica, ma sicuramente consentirà ai tanti utenti (Twitter comunque non comunica un dato ufficiale) di poter far arrivare i propri contenuti anche a chi finora (e sono davvero tanti anche loro!) che non hanno mai visto Periscope e quindi non lo conoscono affatto.

    L’integrazione di Periscope in Twitter permetterà un maggiore coinvolgimento sulla piattaforma da parte degli utenti a 140 caratteri (ancora per poco tra l’altro), anche se è poi tutto da vedere, ma l’aspetto più importante è che finalmente Twitter decide di abbracciare la propria app che avrebbe potuto, mesi fa, rendere una situazione dal lato utenti e dal lato engagement forse diversa di quella attuale. E se avese osato di più sarebbe stata anche una mossa vincente. Nel senso che, come già saprete, Facebook sta sperimentando i Live Video, una modalità di video live direttamente sulla timeline con video che saranno comunque a disposizione degli utenti per essere condivisi. I contenuto di Periscope lo saranno solo per 24 ore.

    https://twitter.com/twitter/status/686882349624131584

    periscope twitter

    Ecco perchè questa mossa può essere salutata positivamente, ma lo è meno in vista della grande sfida che ci trova adesso ad affrontare, e Twitter non è attrezzata al meglio.

    Altro elemento che si può cogliere è che questa novità va decisamente nella direzione di Twitter Moments, e quindi tutti i contenuti saranno facilemnet collegati alle varie storie. Da questo punto di vista sarò un vero arricchimento dal punto di vista giornalistico, ad esempio, con la possibilità di raccontare una notizia avendo a disposizione contenuti live direttamente sulla piattaforma.

    Ma per dare un quadro della situazione di Periscope in Italia, come in altre occasioni, ci serviamo di Appe Annie per verificare lo stato dei download dell’app iOS di Periscope, dal 26 marzo 2015 ad oggi. E questa è la situazione:

    periscope ios italia gennaio 2016

    Dopo una fase iniziale altalenante, c’è stato un evidente calo dei download a partire dall’ottobre 2015. Sarà interessante davvero adesso verificare cosa succederà dopo il lancio di questa novità. Cosa che faremo e come sempre ve ne daremo conto.

    Intanto l’integrazione è a livello globale è sta per essere rilasciata via via in tutti i paesi.

  • Addio a David Bowie, la notizia della sua morte sui Social Media

    Addio a David Bowie, la notizia della sua morte sui Social Media

    David Bowie, il Duca Bianco come era conosciuto in Italia, è morto ieri 10 gennaio e l’annuncio è stato dato sui social media attraverso la pagine ufficiale sul Facebook dell’artista e dal figlio, Duncan Jones, su Twitter. Con David Bowie, vero nome, David Robert Jones, se ne va un’artista e una vera icona della musica mondiale. E il ricordo vive in queste ore sui social media con quasi 4 milioni di tweet.

    La notizia della morte di David Bowie, vero nome David Robert Jones, ha colto tutti, o quasi di sorpresa. Solo pochi giorni fa, l’8 gennaio, aveva compiuto 69 anni ed era stato annunciato il suo nuovo album, “Blackstar“. Il Duca Bianco, come era conosciuto da noi, era malato da più di un anno e mezzo.

    david-bowie

    Con David Bowie se ne va un vero artista, perché quello era, e se ne va una vera icona della musica mondiale. Lui che aveva saputo attraversare diversi generi musicali e per questo viene ricordato come un grande artista. E’ stato anche un attore. Ma come non ricordare dischi come “Space Oddity” oppure di “The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars“, ma anche brani come “Absolute Beginners“. Pochi giorni fa era uscito il suo nuovo, e ultimo, album “Blackstar” in cui è contenuta una canzone dal titolo “Lazarus” e una parte del testo viene condivisa oggi per la coincidenza delle parole.

    L’annuncio della morte di David Bowie è stato dato stamattina sui social media dalla pagina ufficiale dell’artista su Facebook la quale è stata poi twittata, risultando poi uno dei tweet più condivisi della giornata

    Anche il figlio Duncan Jones, regista e conosciuto anche come Joey Bowie, ha dato la notizia della morte del padre con un tweet postando, la foto che lo ritrae insieme all’artista da piccolo:

    E da subito, quindi dalle prime ore di questa mattina, la notizia ha cominciato a girare sui social media con tantissimi fans del Duca Bianco che hanno voluto ricordarlo condividendo un momento e un pensiero per il grande artista.

    E, grazie all’aiuto di Talkwalker, abbiamo quindi deciso di monitorare un po’ l’evoluzione della notizia su Facebook, Twitter, Instagram, seguendo “David Bowie” (3 milioni di risultati), #DavidBowie (in tendenza in prima posizione su Twitter per buona parte della giornata con 542 mila risultati), #RIPDavidBowie (312 mila risultati), #RIPBowie (62 mila risultati). Numeri enormi quindi.

    #davidbowie totale david bowie

    In totale, le conversazioni totali sono 4 milioni, di cui la maggior parte si sono sviluppate su Twitter, infatti sono oltre il 90%. Come spesso succede in questi casi, è proprio Twitter che riesce, per le sue caratteristiche attuali (in futuro non si sa se sarà più così) a prestarsi meglio nella diffusione e nella condivisione di notizie come queste, perché più veloce e dinamico.

    E vista la mole di risultati, la reach solo per “David Bowie”, in totale, è di 17 miliardi. Il picco si è avuto alle 8 di questa mattina con 623 mila risultati per “David Bowie” e 82.500 per #DavidBowie.

    #davidbowie mappa david bowie

    Questa che vedete in alto è la mappa geografica delle conversazioni e come potete vedere le stesse arrivando da tutto il mondo.

    Dall’Italia i risultati totali sono oltre 104 mila: David Bowie con 52.200 risultati, #DavidBowie 45.100 risultati, #RIPDavidBowie con 5.651 risultati, #DucaBianco con 963 risultati, #RIPBowie con 635 risultati.

    #davidbowie totale italia david bowie

    Di seguito gli influencer globali, classificati per engagement. Da notare, a livello globale, la decima posizione della pagina Facebook de La Repubblica:

    #davidbowie influencer totali david bowie

    Mentre questi sono gli influencer su Twitter, in Italia, sempre per capacità di coinvolgimento. E in prima posizione si piazza il Cardinal Ravasi che ha ricordato Bowie citando Space Oddity:

    #davidbowie influencer twitter italia david bowie

    E ora diamo un’occhiata ai contenuti più belli, interessanti e condivisi della giornata partendo da Facebook:

    Breaking News: David Bowie died Sunday, just two days after his 69th birthday and the release of a new album.

    Posted by The New York Times on Domenica 10 gennaio 2016

    David Bowie, the legendary singer-songwriter and actor, has died after a long battle with cancer. He was 69.

    Posted by Rolling Stone on Domenica 10 gennaio 2016

    There's a starman waiting in the sky... ?? bbc.in/1K8dUVJ#RIPBowie

    Posted by BBC News on Domenica 10 gennaio 2016

    A legend has passed. David Bowie was a pioneer and artist who gave the world so much of his energies and talent. Reading...

    Posted by George Takei on Lunedì 11 gennaio 2016

    David Bowie #RIP

    Posted by Konbini on Domenica 10 gennaio 2016

    Addio Duca Bianco

    Posted by la Repubblica on Domenica 10 gennaio 2016

    E adesso vediamo i contenuti condivisi oggi su Twitter:

    https://twitter.com/kanyewest/status/686449257767776256

    https://twitter.com/alka_seltzer666/status/686442558180859904

    https://twitter.com/imoimogen/status/686449003676987392

    Questi i contenuti dall'Italia:

    https://twitter.com/Princessofwifi/status/686502256389275648

    https://twitter.com/AsiaArgento/status/686512959338733574

    E questi alcuni contenuti da Instagram:

    RIP David Bowie (1947–2016) Photo by @therealmickrock

    Una foto pubblicata da Instagram (@instagram) in data:

    David Bowie was a true innovator, a true creative. May he rest in peace ?? #RIPDavidBowie

    Una foto pubblicata da Pharrell Williams (@pharrell) in data:

    RIP David Bowie, a legend and a gentleman. Your extraordinary journey will continue, your magic will never die.

    Un video pubblicato da Louis Vuitton Official (@louisvuitton) in data:

    The loss of a legend - in tribute to the unforgettable David Bowie, whose unique style was channelled here on Vogue's May 2003 cover

    Una foto pubblicata da British Vogue (@britishvogue) in data:

    Ecco, questo era il nostro resoconto, il nostro modo per ricordare un grande come David Bowie.

    Se avete da segnalare contenuti che vi hanno particolarmente colpito segnalateceli tra i commenti.

  • #SuTwitterPerché 140 caratteri ci bastano

    #SuTwitterPerché 140 caratteri ci bastano

    I 140 caratteri all’inizio furono un’esigenza per adattarsi al formato degli sms, 160 caratteri a disposizione per ogni messaggio (20 dedicati al nickname, 140 al testo). Oggi quell’esigenza non c’è più ma quel limite è stato la fortuna di Twitter, la sua peculiarità, la capacità di cogliere il momento. Ed è grazie a questa capacità che oggi Twitter è il social media degli eventi per eccellenza, è il dominatore del second screen. E allora #SuTwitterPerché?

    Un successo decretato dall’uso che gli utenti ne hanno fatto e non da un’esigenza tecnica o da una visione imprenditoriale.

     

     

    È giusto cambiare, evolversi ma è importante farlo ascoltando gli utenti. Ok quindi all’integrazione dei video, alle Twitter card, all’abolizione del limite dei 140 caratteri nei messaggi privati ma le ultime novità introdotte sembrano rincorrere un competitor più che rispondere alle esigenze degli utenti. I “favoriti” e le stelline sono stati sacrificati per far posto ai “mi piace” e ai cuoricini, limitando di fatto il significato della funzionalità originale. Anche i tag nelle immagini – funzionalità utile per andare oltre i 140 caratteri ma che si presta all'”abuso”- ricordano molto da vicino un’altra piattaforma social. Una a caso, eh.

    Pare che l’uso dei “cuoricini animati” sia maggiore rispetto a quello delle stelline ma sembra anche che il titolo in Borsa non ne abbia giovato.
    Non sono CEO di una società quotata a Wall street ma un semplice utente, un po’ “addicted” lo ammetto, e quindi ogni mia ipotesi non vuole essere un giudizio, piuttosto l’espressione di un timore.
    Ipotizzo che lo spostamento del limite dai 140 ai 10.000 caratteri per ogni tweet sia un tentativo di attirare a sé utenti di altre piattaforme che oggi non sono su Twitter perché trovano faticoso e incomprensibile doversi esprimere con estrema sintesi.

    Ipotizzo che l’effetto possa essere esattamente opposto a quello desiderato. Chi sente l’esigenza di andare oltre i 140 caratteri, da Tumblr a Facebook, non ha che l’imbarazzo della scelta, il tutto a portata di click.
    E chi darà fondo ai 10.000 caratteri, forte della sua prolissità, renderà Twitter un luogo diverso, non necessariamente migliore, forse troppo simile ad altri, e a spiccare il volo non credo sarà la quotazione in Borsa.

    Dalla sua Twitter ha il vantaggio di avere un buon motore di ricerca interno che Facebook (ancora) non ha e un funzionamento efficace degli hashtag ma basterà questo ad attirare nuovi utenti e a trasformarli in denaro sonante?

    twitter 140 caratteri #sutwitterperchè

    Personalmente non trovo utile il superamento del limite dei 140 caratteri ma sarei felicissimo, sempre da semplice e affezionato utente quale sono, se venisse introdotta la funzionalità di modifica dei tweet pubblicati, magari limitata nel tempo per evitarne l’abuso, per correggere eventuali refusi nel testo, perché una mention errata o un hashtag sbagliato non fanno certo bene all’interazione.

    È la Borsa che comanda ma il valore di un social network sono gli utenti. E allora vogliamo dire a Jack Dorsey che non ci interessa un tweet da 10.000 caratteri ma siamo #SuTwitterPerché:

    • gli hashtag ci permettono di seguire e partecipare a conversazioni di nostro interesse senza farci distrarre dal rumore di fondo;
    • le liste ci offrono la possibilità di catalogare le fonti;
    • con i RT possiamo rilanciare un tweet, citando l’autore, con semplice un click;
    • le mention, ci aiutano a interagire, conversare e confrontarci con altri utenti;
    • i 140 caratteri ci permettono una lettura veloce e una scrittura essenziale;
    • le twitter card ci fanno andare oltre i 140 caratteri con un colpo d’occhio;
    • con i tag sulle foto possiamo segnalare o coinvolgere altri utenti senza andare oltre i 140 caratteri (anche se a volte rischiamo di farci prendere la mano);
    • con le stelline potevamo annotarci un tweet senza che questo fosse considerato endorsement, perché “favorito” è diverso da “mi piace”;
    • i DM ci permettono di dialogare in libertà, soprattutto ora senza il limite di 140 caratteri… ma i DM non sono tweet.

    [easy-tweet tweet=”Non ci interessa un #Twitter10k ma ci piacerebbe molto la #modificatweet.” user=”andreacreativo”]

    Per darvi un’idea di quanti sono 10.000 caratteri, questo articolo supera di poco i 4.000.

    Se siete su Twitter anche voi, il vostro perché qual è? Raccontatecelo e twittatelo con #SuTwitterPerché!

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