Tag: 2010

  • Audiweb dati Settembre 2010, cresce l’accesso dai cellulari

    Sono 32,9 milioni gli Italiani tra gli 11 e i 74 anni che dichiarano di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo e attraverso qualunque device. Nell’ultimo anno cresce del 26,1% la disponibilità di accesso individuale da cellulare, raggiungendo l’11% della popolazione, 5,3 milioni di persone.

    Audiweb dati settembre 2010

    Nell’ultimo anno la diffusione di internet tra le famiglie italiane ha registrato una crescita del 14,3%, raggiungendo 12 milioni di famiglie, ovvero, oltre la metà (57,5/%) di quelle con almeno un componente fino a 74 anni, collegate a internet da casa attraverso uno dei device considerati (computer di proprietà, computer aziendali, televisori). Il 67,8% delle famiglie collegate a internet (8,4 milioni) dichiara di disporre principalmente di un collegamento veloce via ADSL o fibra ottica – con un abbonamento flat nel 92,6% dei casi – o di una chiavetta internet nel 22,2% dei casi (2,7 milioni). (altro…)

  • Chris Anderson, il web è freemium

    La prima giornata dello IAB Forum 2010 oggi attendeva Chris Anderson, direttore di Wired Usa, uno dei massimi esperti di web. La sua teoria è che oggi il web è freemium.

    The Web Is Dead – Wired

    Dopo i numeri elencati dal presidente IAB, Roberto Binaghi, la giornata di oggi vedeva di scena uno dei personaggi più attesi di tutta la manifestazione: Chris Anderson. Direttore di Wired Usa, considerato uno dei massimi esperti di web, qualche mese fa aveva teorizzato che il web è morto, nel senso che l’avvento delle applicazioni tutta l’attenzione si sta spostando su di esse, facendo passare tutto il resto in secondo piano. Suona come una provocazione, ma comunque ha al suo interno un fondo di verità. Sia chiaro, non credo affatto che il web stia morendo, tutt’altro! Ma che stia evolvendo si, ed è un’evoluzione che al momento è allo stato iniziale, ma che presenta caratteristiche tali da poterlo affermare. E oggi Mr. Anderson ha spiegato cosa intendeva con quella copertina di Wired di settembre, The Web is Dead. (altro…)

  • Le parole ricercate nell’ultima settimana: Bunga Bunga e Ruby

    Quali sono le parole più ricercate sul web nell’ultima settimana? Bunga Bunga e Ruby. E non poteva essere diversamente.

    Ricerche settimana 31 ottobre 2010
    Ricerche settimana 31 ottobre 2010

    Nell’ultima settimana le parole che sono state più ricercate su Google sono state Bunga Bunga, che si classifica direttamente al primo posto, e Ruby, che si piazza al terzo. Le due parole fanno parte della stessa vicenda che sta riguardando il Presidente del Consiglio. Bunga Bunga sarebbe un rito spiegato a Berlusconi dal colonnello Gheddafi. Se volete qualche lume in più vi posso cpnsigliare questo post. Ruby è la ragazza che sarebbe al centro di questa vicenda che coinvolge il presidente Berlusconi, arrestata per furto e poi rilasciata per il fatto di essere stata indicata come parente stretta del presidente egiziano Mubarak. Tutta questa storia chiaramente crea scandalo e curiosità anche sul web ecco perchè le parole chiavi risultano le più cliccate della settimana. (altro…)

  • Indagine Nielsen, italiani sempre più sfiduciati e preoccupati

    Nel terzo trimestre la fiducia degli italiani torna a scendere. Un quarto degli italiani non ha capacità di spesa discrezionale. Aumentano le preoccupazioni per il futuro dei giovani e l’instabilità politica.

    L’interessante indagine condotta da Nielsen, Nielsen Global Consumer Confidence Survey, mette in risalto come gli italiani siano in questo periodo sempre più siduciati e preoccupati per il futuro. Cambiano le abitudini di acquisto in quanto la ridotta capacità di spesa influisce soprattutto su questo comportando tra l’altro la scelta di acquisto di alimentari meno costosi e tagliodelle spese per prodotti tecnologici, ristrutturazioni domestiche e vacanze. Nel terzo trimestre dell’anno la fiducia degli italiani è tornata a scendere raggiungendo il mese scorso il minimo storico di 64 punti. Il peggioramento delle condizioni economiche ha fatto scendere i livelli di fiducia più in basso rispetto al picco della recessione globale avvenuta nel primo trimestre del 2009. I risultati dell’ultima indagine condotta da Nielsen sulla fiducia posizionano l’Italia tra le dieci nazioni più pessimiste delle 53 prese in esame.

    “L’elevata disoccupazione unita all’instabilità politica e a una debole crescita interna, quest’anno ha fatto sì che i livelli di fiducia siano tornati a scendere”, ha affermato Stefano Galli Managing Director di Nielsen Italia. “Incertezza ed insicurezza sono tornate protagoniste della vita quotidiana”. Più preoccupante, tuttavia, è il numero crescente di italiani che dichiara di non avere denaro disponibile o reddito discrezionale, dopo aver pagato le spese di prima necessità. “Questo dimostra quanto si sia ridotta la disponibilità di denaro degli italiani nell’ultimo anno: l’italiano medio lotta giorno per giorno contro l’aumento del costo della vita in uno scenario di condizioni economiche in peggioramento”.

    Se un anno fa, un italiano su dieci (11%) non aveva denaro disponibile, oggi questo numero è cresciuto: un italiano su cinque (21%) non dispone di reddito da destinare al risparmio ne tanto meno da spendere in beni e servizi se si escludono quelli strettamente necessari. Tra i consumatori che dispongono di reddito discrezionale, secondo la ricerca Nielsen del terzo trimestre, sono aumentati invece coloro che tornano a risparmiare: il 41% rispetto al 36% di un anno fa. Negli ultimi due anni, gli italiani hanno assistito alla fase più acuta della recessione globale, seguita un anno fa da un periodo di speranza ed ottimismo, ma gli ultimi sei mesi di peggioramento delle condizioni economiche ora fanno sentire il loro effetto. Il mese scorso, l’83% degli italiani ha dichiarato che il Paese è in recessione, lo stesso numero di un anno fa.

    Solo il 12% ritiene che le proprie prospettive occupazionali per i prossimi 12 mesi siano buone, rispetto al 26% di un anno fa. La grande maggioranza della popolazione, l’84%, ha descritto il panorama occupazionale come “senza grandi prospettive”. Questo vale anche per la propria situazione finanziaria (73% vs. 56% di un anno fa).

    “La maggiore preoccupazione degli italiani continua ad essere la sicurezza del lavoro (14% contro il 18% di un anno fa) ma aumentano le preoccupazioni quotidiane sulle quali le persone pensano di poter influire”, aggiunge Galli. “La preoccupazione per l’istruzione dei figli e la previdenza sociale, ad esempio, è cresciuta dal 5 al 10% nell’ultimo anno, i genitori sono sempre più preoccupati per il futuro dell’Italia per le prossime generazioni”.

    Secondo la ricerca, nei prossimi sei mesi gli italiani apporteranno i tagli più significativi alle spese tecnologiche (cellulari, computer), alle spese per la casa e alle vacanze. “Negli ultimi due anni, abbiamo assistito a una riduzione delle spese degli italiani, dall’intrattenimento alla ristorazione, fino al cambiamento delle abitudini negli acquisti: gli acquisti nella grande distribuzione sono cambiati nell’ultimo anno, a favore di prodotti più economici e in promozione. Assistiamo però anche ad un fenomeno opposto, la crescita di prodotti di alta gamma e con un alto contenuto di innovazione”.

    Le vendite di prodotti di largo consumo (FMCG), tuttavia, nel terzo trimestre sono rimaste stabili, come il resto dell’economia. “Gli italiani si sono rassegnati all’idea che la ripresa, quando arriverà, sarà una lenta risalita”, ha concluso Stefano Galli.

     
    Informazioni su The Nielsen Global Consumer Confidence Survey
    The Nielsen Global Consumer Confidence Survey è un’indagine condotta da Nielsen tra il 3 e il 21 settembre 2010 su circa 26.000 consumatori in 53 Paesi di Asia Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa e Nord America. Gli obiettivi della ricerca sono la misurazione dei livelli di fiducia dei consumatori e la valutazione della loro situazione economica. Il Nielsen Consumer Confidence Index è sviluppato sulla base della fiducia dei consumatori nel mercato del lavoro, sullo stato delle loro finanze personali e sulla loro propensione di spesa. Il campionamento degli intervistati, avvenuto per età e sesso nei singoli paesi in base all’uso di Internet, è considerato rappresentativo degli utenti di Internet e ha un margine di errore massimo di ±0,6%.
     
     
    (comunicato stampa Nielsen)
     
    (credits photo: Blackmuse from Flickr)
  • Google sostiene il Digital Journalism

    Google ha deciso di donare 5 milioni di dollari a sostegno del digital journalism. Un sostegno importante che va nella direzione del giornalismo online.

    Digital Journalism

    Avevamo già detto, in occasione della lettera di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, alla sua redazione alla quale chiedeva uno sforzo verso il web, che la sfida del giornalismo nell’era del web si fa sempre più interessante e densa di insidie. Si perchè il mondo del giornalismo, una parte di esso, guarda con crescente scetticismo e scarso spirito di collaborazione verso un cambiamento che tuttavia è già in atto. Il superamento di certi limiti, imposti dal mondo cartaceo, è già in atto. E la notizia che Google stanzierà ben 5 milioni di dollari a sostegno del giornalismo sul web è una notizia che supporta il fatto che il giornalismo sta cambiando. (altro…)

  • Parte oggi ProtagonistaTu, il gioco per i lettori di Social Killer

    Parte oggi ProtagonistaTu, gioco per i lettori di Social Killer, attraverso il quale verranno selezionati i protagonisti che con la loro immagine daranno vita ai personaggi del romanzo su facebook.

    ProtagonistaTu

    Interessante iniziativa legata al romanzo Social Killer di Vito Di Bari che sta diventando ormai un vero e proprio caso letterario sul web, con un successo sempre più coinvolgente. Infatti scopo di questa iniziativa è proprio quella di coinvolgere i lettori partecipando attivamente alla ricerca del volto dei protagonisti (Alice, Alex e Rosy Lynn) del primo romanzo multimediale proprio tra le pagine di facebook. (altro…)

  • La crescita del Web dal 2000 ad oggi

    Avete mai provato a pensare quanto sia cresciuto il web in questi anni? Proviamo a dare qualche risposta con l’aiuto di uno studio interessante di Pingdom.

    WWW

    Se provate  a pensarci un attimo dieci anni sul web sembrano molti di più. Perchè il web corre e si ha spesso la sensazione che corra più del tempo. Pensare com’era il web dieci anni fa è come guardare una foto in bianco e nero e pensare come erano lontani quei tempi. E in effetti sono solo dieci anni. Ma nel 2000 il web era targato 1.0 e Google non era il colosso che è oggi. E soprattutto gli italiani sul web non erano tanti quano invece lo sono oggi. (altro…)

  • Al via da domani Smau 2010

    Al via da domani lo Smau 2010, manifestazione che giunge quest’anno alla sua 47° edizione. Molti gli eventi interessanti che caratterizzeranno l’evento.

    Smau 2010

    Comincia domani e durerà fino a venerdì 22 ottobre, l’atteso Smau 2010, la 47° edizione dell’Esposizione di Information & Communications Technology, presso Fieramilanocity (padiglioni 3 e 4, ingresso: 9.30-18.30) e accoglierà 500 fornitori ICT. L’evento è molto atteso dagli addetti ai lavori tanto che si prevede una partecipazione massiccia, così come lo era già stato nella passata edizione. Infatti sono attesi oltre 50mila visitatori. (altro…)

  • Il decreto Pisanu e il wi-fi in Italia

    Negli ultimi giorni si è parlato molto del decreto Pisanu, in quanto ci sarebbe una proposta parlamentare per fa si che un articolo in particolare venga abolito. Quell’articolo che limita il wi-fi nel nostro paese.

    Chi legge questo blog sa quante volte abbiamo denunciato e sottolienato che lo stato delweb nel nostro paese è fra i più arretrati al mondo, riportando spesso studi internazionali che lo sottolineano. Un aspetto importante, se non fondamentale, di questa arretratezza assurda è l’esistenza del famigerato “decreto Pisanu”, il cui articolo 7 in particolare impone l’obbligo di identificazione attraverso documento d’identità di chiunque si colleghi a una rete wireless aperta. Un’imposizione che nel tempo, era il 2005 quando questo decreto venne emanato, ha finito per trasformari in un vero e proprio freno per lo sviluppo di internet in Italia. (altro…)

  • Lo stato di Twitter in Italia

    Ma quanti sono gli italiani su Twitter? E’ difficile avere una fotografia della situazione del popolare sito di microblogging in Italia oggi, ma con alcuni dati proviamo a chiarire la situazione.

    E’ molto facile sapere quanti italiani ci sono oggi su facebook, perchè esistono fonti ufficiali che possono essere consultate, così come accade anche per LinkedIn. Mentre il discorso è completamente diverso per ciò che riguarda Twitter, il popolare sito di microbloggin, che tra l’altro ha da poco aggiornato la propria struttura (#newtwitter) rendendolo ancora più interessante. E’ difficile perchè non ci sono riscontri ufficiali e dati da consultare, allora come fare? (altro…)