Tag: 5G

  • Huawei Italia e Politecnico di Milano insieme per i giovani ricercatori

    Huawei Italia e Politecnico di Milano insieme per i giovani ricercatori

    La collaborazione tra il Politecnico di Milano e Huawei Italia, che va avanti ormai da oltre 10 anni, continua e si rafforza con l’istituzione di borse di studio per giovani ricercatori nell’ambito delle “Wireless Communications”.

    Durante il nostro ultimo incontro con Huawei Italia, tenutosi a a luglio di quest’anno, avevamo conosciuto il centro di ricerca per il 5G del colosso cinese, che ha sede a Segrate. In quell’occasione avevamo avuto l’occasione di venire a conoscenza del fatto che il centro di ricerca punta molto sui giovani ricercatori. E il 75% proviene da atenei con cui Huawei Italia già collabora. Infatti, il colosso cinese punta a creare “Joint Lab”, delle collaborazioni strette con gli atenei su 5 anni, con l’obiettivo di portare avanti un programma specifico. Tra questi atenei figura anche il prestigioso Politecnico di Milano.

    Questa premessa doverosa per dire che la collaborazione tra il Politecnico di Milano e Huawei Italia, che va avanti ormai da oltre 10 anni, continua e si rafforza con l’istituzione di borse di studio per giovani ricercatori nell’ambito delle “Wireless Communications”.

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    La partnership tra il Politecnico e Huawei è culminata nel giugno dello scorso anno, proprio con la nascita del Joint Lab, all’interno del quale studenti e dottorandi dell’Ateneo possono sviluppare le loro tesi sotto la supervisione dei docenti del Politecnico e dei ricercatori di Huawei per favorire il loro approccio al mondo aziendale.

    Il Joint Lab tra Huawei e Politecnico, sotto la direzione di Umberto Spagnolini, Professore ordinario del Politecnico di Milano, ha riscosso grande successo con una decina di progetti già attivati e 30 persone coinvolte tra professori, dottorati, ricercatori e studenti.

    Umberto Spagnolini, è stato inoltre insignito da Huawei del titolo di Huawei Industry Chair, che gli consente di fare ricerca congiunta per i prossimi 10 anni su argomenti di alto valore industriale oltre che scientifico. In particolare, il prof. Spagnolini sarà impegnato nella ricerca per sistemi wireless beyond 5G ad alta frequenza.

    “Il corso di studi in Ingegneria delle Telecomunicazioni” – racconta il Prof. Spagnolini – “avrà, attraverso questa donazione, la possibilità di offrire a giovani eccellenze l’opportunità di svolgere l’attività di didattica e ricerca nell’ambito dei sistemi 5G/6G con borse di studio e posizioni di ricercatore. Questa nuova linfa permetterà un’ulteriore crescita di competenze e innovatività nell’ambito del Joint Lab tra Politecnico di Milano e Huawei”.

    Anche da ex alunno del Politecnico, sono entusiasta di questa donazione di Huawei con la quale l’azienda intende esprimere il suo grande apprezzamento per le attività di ricerca e didattiche che una così prestigiosa Istituzione offre ai propri studenti e partner di ricerca. E’ la conferma che ancora una volta Huawei riconosce nell’Italia un terreno fertile per coltivare valide risorse nel campo della ricerca scientifica.” Afferma Renato Lombardi, Direttore del Centro di Ricerca Huawei di Milano.

    L’intenzione comune è di scommettere sulle nuove generazioni e offrire loro competenze e preparazione per le sfide tecnologiche del futuro.

  • Huawei Italia, un ecosistema 5G per sviluppare le smart city

    Huawei Italia, un ecosistema 5G per sviluppare le smart city

    Quale sarà il futuro delle smart city nella fase post Covid-19? Grazie al 5G, Huawei Italia  intende realizzare un ecosistema per potenziarle, come ha ricordato Massimo Mazzocchini, Deputy General Manager dell’azienda presente in Italia da più di 15 anni.

    Quale futuro per le #smartcity nella fase post Covid?

    Le città connesse, grazie al 5G, possono essere un modello da seguire, specie in questa fase. La strategia del colosso cinese parte dalle ragioni, stipulando collaborazioni con gli enti pubblici e puntando su sette pilastri che vengono poi ad essere al centro dell’azione e implementati a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del territorio, e sono: sanità, istruzione, energia, porti, servizi pubblici, trasporti e turismo.

    5G, IoT, blockchain, Big Data, cloud e Intelligenza Artificiale sono le tecnologie chiave che guidano la trasformazione digitale e accelerano le smart city, secondo Huawei.

    Huawei ha deciso di investire in Italia, ne è un esempio la Smart Operation Platform (SOP) realizzata nel Joint Innovation Center di Regione Sardegna, Huawei e CRS4, che rende Cagliari un modello avanzato di smart city, come ha ricordato al 5G Italy 2020 Massimo Mazzocchini, Deputy General Manager di Huawei Italia, disponendo di tecnologie avanzate, come AI e 5G, per la gestione dei parcheggi, la sicurezza e anche la gestione del porto (cosa che avviene anche a Barcellona) per la gestione del traffico all’interno del porto stesso e la sicurezza di tutti gli operatori.

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    Mazzocchini ha anche ricordato come Huawei ha dato il suo contributo nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria in Cina. A Wuhan ha realizzato una struttura ospedaliera altamente tecnologica ad-hoc e ha anche implementata una tecnologia che grazie all’AI alla voce è in grado di individuare lesioni polmonari in un paziente dall’analisi della voce.

    Quello che punta a fare Huawei, nella fase post pandemia, è la realizzazione di un ecosistema, ponendosi come partner per attori pubblici e privati e come punto di riferimento per startup e PMI per lo sviluppo di app specifiche.

    Tutta l’azione di Huawei riguardo alle smart city si basa su un vasto progetto di investimenti puntando sulle nuove tecnologie e sulla sicurezza, quindi la privacy dei cittadini. E poi puntare sullo sviluppo dell’energia “green” con l’obiettivo, anche in questo contesto, di costituire un ecosistema che metta in relazione cittadini, aziende, partner pubblici.

    Chi è Massimo Mazzocchini, Deputy General Manager Huawei Italia

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    Massimo Mazzocchini – Deputy General Manager Huawei Italia

    Romano, laureato in Ingegneria Elettronica con specializzazione in Telecomunicazioni presso l’Università La Sapienza di Roma, Massimo Mazzocchini vanta ormai un’esperienza ventennale nel mondo delle telecomunicazioni. Inizia la sua carriera nel 2001 in Siemens e da allora ha ricoperto una vasta gamma di ruoli in ambiti quali vendite, con responsabilità di sviluppo sia business che partnership, e gestione aziendale. Dopo essere stato Vice President per l’area Mediterranea con funzione di Amministratore delegato di Nokia Italia per oltre 5 anni, da ottobre di quest’anno approda in Huawei Italia come Deputy General Manager di Huawei Italia, responsabile quindi dello sviluppo business di Huawei Italia tramite le relazioni con il mercato e le sinergie tra le diverse Business Unit, dell’allineamento delle strutture globali di Huawei per i rapporti istituzionali, del coordinamento delle iniziative di cyber security e dello sviluppo delle relazioni con gli stakeholder nazionali.

    [In collaborazione con Huawei Italia]

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  • Ricerca e Giovani alla base del futuro del 5G

    Ricerca e Giovani alla base del futuro del 5G

    La Ricerca è la porta verso il futuro, una grande opportunità per l’evoluzione della società. Il 5G è anche questo, una grande occasione di sviluppo.

    Le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni hanno trainato, a grande velocità, l’economia e la società intera. Non vi è dubbio. E questo è vero quando le innovazioni riescono a produrre vantaggi, tangibili, per tutti. Il 5G, la grande innovazione, ed evoluzione, della rete super veloce, è questo. Una grande opportunità di crescita e una grande occasione verso il futuro.

    Di 5G ormai si parla sempre, e spesso, creando attorno a questo argomento grande confusione. Da circa due anni, abbiamo deciso di andare più a fondo sull’argomento, andando a conoscere in maniera chiara di cosa si sta parlando. Il nostro viaggio al’interno del 5G ha già toccato una tappa importante lo scorso anno, quando siamo andati a conoscere la visione di Huawei per l’Italia, scoprendo che il nostro paese è al centro di tutta questa evoluzione guidata dal colosso cinese, leader mondiale del settore.

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    Il nostro viaggio si arricchisce di un altro momento, ossia quello di conoscere l’aspetto più interessante, e cioè quello relativo alla ricerca e allo sviluppo del 5G.

    Per inciso, la Ricerca è un volano verso il futuro per una società. Gli investimenti per sviluppare e perfezionare innovazioni tecnologiche sono fondamentali per far si che gli effetti siano positivi per tutti.

    La strategia di Huawei, da questo punto di vista è molto chiara. Il colosso cinese impiega circa 96 mila addetti, a livello globale, che vede come perno proprio l’Italia, nella sede di Segrate, alle porte di Milano, sede che vede in Renato Lombardi il punto di riferimento. Il centro opera in Italia da più di 10 anni e punto più interessante è che questo centro viene portato avanti in stretta sinergia con le università italiane.

    La sede di Segrate, un vero laboratorio 5G, è composta dal 75% da giovani ricercatori italiani che provengono dagli atenei con cui Huawei già collabora.

    Huawei punta a creare degli “Joint Lab“, collaborazioni strette con gli atenei che si sviluppano su un piano di 5 anni in cui si porta avanti un programma specifico. Ogni Joint Lab prevede un comitato che porta avanti il programma stesso. In Italia ne esistono già 15 e tra questi ci sono quello del Politecnico di Milano, guidato dal professor Antonio Capone, responsabile scientifico dell’Osservatorio 5G & Beyond del PoliMi, e poi ci sono quelli di Pavia, di Napoli, di Siena.

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    Huawei e il 5G, l’Italia al centro della strategia del colosso cinese

    Tutti hanno uno specifico compito da portare avanti, ma, allo stesso tempo, gli Joint Lab diventano una grande porta verso il futuro per i giovani ricercatori italiani. Ce lo ha spiegato bene il prof Capone, quando ha detto che la “formazione al’interno di questi lab è una grande occasione di crescita professionale“.

    I benefici che il 5G apporterà sono enormi. La rete super veloce permetterà di espletare azioni che oggi ci sembrano “pesanti”, ma che diventeranno più “leggere” e mirate. I benefici riguarderanno qualsiasi aspetto della nostra vita perché ogni aspetto verrà rivoluzionato. Dall’informazione, all’intrattenimento, all’industria. E quindi si parla di IoT, Internet delle Cose, sempre più diffuso, gli oggetti connessi saranno sempre più funzionali per le persone e per le aziende. Senza dimenticare le auto a guida autonoma, la possibilità di sviluppare progetti per rendere più sicure le nostre città, le nostre abitazioni.

    Gli effetti saranno molteplici e, come ricordato dal professor Capone, durante la nostra visita al centro, “è necessaria una infrastruttura adeguata“. Le antenne 5G sono molto più leggere, più performanti e più sostenibili di quelle 4G. Questo anche per chiarire un aspetto al centro del dibattito sul tema 5G.

    Non avevamo dubbi che questa fosse la strategia di un grande gruppo che punta soprattutto a creare strategie e sinergie condivise, allo scopo di rendere le innovazioni tecnologiche sempre più al’avanguardia, ma con una forte attenzione allo sviluppo, in tutte le sue forme, e ai giovani ricercatori. Perché una società cresce solo se investe sul futuro.

    [In collaborazione con Huawei Italia]
    Huawei italia collaborazioni

  • Huawei e il 5G, l’Italia al centro della strategia del colosso cinese

    Huawei e il 5G, l’Italia al centro della strategia del colosso cinese

    Huawei è presente in Italia da ormai 15 anni e con il 5G punta decisamente sul nostro paese. La connessione veloce abiliterà lo sviluppo di progetti orientati alla crescita del business di aziende e PMI, ma anche all’espansione di progetti smart city.

    Huawei è un colosso cinese, fondato a Shenzhen (Guangdong, la provincia situata sulla costa meridionale della Cina) nel 1987, ed è oggi uno dei leader del mercato degli smartphone, sempre più sulla strada per diventare il primo produttore al mondo. Ma Huawei è altro, anzi forse è soprattutto altro, non solo smartphone o altri dispositivi. L’azienda cinese, presente ormai in Italia dal 2004, quindi una presenza lunga ormai 15 anni, è leader di mercato per quanto riguarda le nuove tecnologie di comunicazione 5G, quella che sta arrivando in effetti è una vera rivoluzione per gli effetti che sprigionerà in ogni ambito. Un futuro che per Huawei è già presente.

    Una giornata passata nel quartier generale di Milano è servita per prendere contatto e conoscere da vicino questo colosso che è ormai ben radicato nel nostro paese. E l’Italia, all’interno di una strategia orientata fortemente alla diffusione e allo sviluppo delle tecnologie 5G, è assolutamente al centro.

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    Huawei in Italia è presente con due quartier generali, uno a Milano Lorenteggio e l’altro a Roma e complessivamente contano oltre 800 dipendenti, di cui l’85% italiani. Ma, forse per spiegare il grande successo di Huawei in questi ultimi anni, val la pena dare risalto al fatto che in 10 anni, dal 2008 al 2018, il colosso cinese ha investito 75 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Un investimento tale che ha permesso all’azienda di Shenzhen di imporsi sul mercato degli smartphone e, soprattutto, di imporsi come leader assoluto per quando riguarda il 5G.

    Huawei 5G, l’Italia al centro della strategia

    L’Italia dal punto di vista del 5G, nella strategia di Huawei ricopre un ruolo di primo piano, possiamo dire, senza esagerazione, che ne è al centro. Intanto vanno ricordati casi belli e concreti come quello del “progetto 5G Bari Matera” portato avanti con il Ministro dello Sviluppo Economico, progetto che attraverso l’uso di tecnologie 5G permette di sperimentare tante soluzioni che si rifanno alla smart city, in modo da rivalutare, salvaguardare e promuovere il territorio. Altri progetti come questi sono allo studio, ma è un esempio che vogliamo mettere in risalto perchè si trova al Sud.

    E se guardiamo la cartina dello stato dell’arte del 5G in Italia, dopo l’avvio in città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, a breve saranno anche altre città del Sud ad essere avviate alla connessione veloce come appunto Bari, Matera, L’Aquila. E poi ancora Verona, Firenze e Prato.

    Huawei e la rivoluzione 5G nelle aziende

    Il 5G porterà quindi una rivoluzione, non è esagerato dire neanche questo, nel senso che abiliterà tutta una serie di azioni che finora non era possibile fare. Si potranno attivare progetti che apporteranno un concreto sviluppo per i territori e anche per le aziende che potranno sperimentare soluzioni di realtà virtuale e aumentata applicata all’industria come quello di Isotta Fraschini, una piattaforma che consente, attraverso speciali visori, di fornire formazione e assistenza remota agli addetti impegnati nelle attività di montaggio e di smontaggio di un motore navale.

    Ma c’è spazio anche per il gaming, grazie proprio al 5G il nostro smartphone diventerà una vera e propria console di gioco che permetterà di giocare anche alla tv, proprio come una normale console. Anche questo è un passaggio epocale.

    Huawei, no il 5G non fa male

    Forse la domanda che più riecheggia quando si parla di 5G è sempre: “Ma il 5G fa male? Provoca malattie incurabili?”. In realtà, attorno a questi argomenti, spesso e volentieri vengono generate fake news allo scopo di confondere e di montare notizie artefatte, nascondendo quella che è una verità tra l’altro conclamata, senza bisogno di fare uno sforzo particolare.

    Anzi, l’occasione della visita al quartier generale di Huawei ci ha permesso di approfondire un po’ di più questo aspetto, per dare delle risposte più concrete. Intanto si può ben affermare che il 5G non fa male e che non provoca malattie, al pari di tutte le altre tecnologie precedenti. Semplicemente perché, come già fatto in riferimento del 2G/3G/4G ci sono delle norme a livello europeo e locali che limitano il range delle onde elettromagnetiche (EM).

    Nel caso specifico italiano, siamo ben al di sotto della soglia consentita, tra l’altro uno dei paesi in Europa con un livello  molto basso, e, di conseguenza si può dire che al momento sono più che rispettati i parametri di legge. Certo, man mano che il 5G si estenderà, il livello di onde EM aumenterà, ma resterà sempre al di sotto dei valori di legge. Di conseguenza non è corretto parlare di rischi altissimi quando questi non sono rilevabili con i dati alla mano.

    E’ chiaro che, aumentando la sperimentazione e i casi di utilizzo del 5G aumenteranno anche i rischi di eventuali “data breach”, anche questo tema molto discusso. Huawei è ben consapevole di questi rischi, come è altrettanto consapevole che questi rischi vanno affrontati e risolti, lavorando su nuovi sistemi di difesa e rafforzandoli. E gli sforzi stanno andando in questa direzione.

    Infine, ma non è certamente ultimo caso in termini di interesse, Huawei sta collaborando con alcune città italiane per portare avanti progetti di smart city, per sperimentare progetti smart safety, di smart parking. Per dare una migliore organizzazione al territorio, una migliore sorveglianza e una migliore efficienza anche dal punto di vista energetico. Uno dei casi più belli su cui sta lavorando il colosso cinese è quello della città di Cagliari, ma altri ne arriveranno a breve.

    Insomma, Huawei dimostra di meritare il ruolo di leader nel settore del 5G e dimostra chiaramente come il nostro paese sia davvero importante in questa fase storica. E siamo sicuri che da questa collaborazione verranno fuori grandi benefici per tutti.

    [In collaborazione con Huawei Italia]

  • Vodafone presenta la nuova Giga Network 4.5G che anticipa il 5G

    Vodafone presenta la nuova Giga Network 4.5G che anticipa il 5G

    Vodafone ha presentato la Giga Network 4.5G, la nuova generazione di rete che anticipa il 5G, e supera la soglia di 1 Gigabit al secondo. La Giga Network fa leva sulle soluzioni software più innovative di Big Data, AI e algoritmi intelligenti per ottimizzare e adattare dinamicamente performance, velocità e coperture alle esigenze e ai flussi di traffico dei clienti. La Nuova Generazione di rete parte da domenica 21 ottobre in tutta Italia, disponibile per tutti i clienti, vecchi e nuovi.

    Vodafone è decisamente orientata al futuro e il lancio di oggi della Nuova Generazione di Rete 4.5G lo dimostra. La Giga Network 4.5G, disponibile per tutti i clienti, che anticipa il 5G, supera la soglia di 1 Gigabit al secondo. Ma la rete 4.5 cresce ancora ed è già disponibile a 1 Gigabit al secondo in 17 città italiane: Roma, Milano, Napoli, Palermo, Genova, Torino, Novara, Brescia, Bologna, Vicenza, Ancona, Firenze, Livorno, Taranto, Salerno, Agrigento, Catania. E diventeranno 23 già antro la fine di questo mese.

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    Il lancio di questa Nuova Generazione di Rete è basata principalmente sull’idea di garantire al cliente una rete che sia sempre disponibile e alla massima velocità. Un concetto che Andrea Rossini, nuovo direttore della Business unit consumer, ha tenuto a precisare più volte. Ed è un dato che Vodafone dimostra nei fatti. Negli ultimi mesi è cresciuto il consumo di contenuti video, basti pensare che negli ultimi 3 mesi si è registrato un incremento pari a quello registratosi nei 12 mesi precedenti. E in questo i social media giocano un ruolo fondamentale. Per no parlare dei dispositivi mobili che ormai sono sempre più veloci e sofisticati, abilitando attività che il cliente vuole attivare rapidamente.

    La Giga Network 4.5G è la risposta di Vodafone proprio a queste esigenze che ormai sono sempre più evidenti e si basa sulle soluzioni software più innovative di Big Data, AI e algoritmi intelligenti per ottimizzare e adattare dinamicamente performance, velocità e coperture alle esigenze e ai flussi di traffico dei clienti, e integra tutte le più avanzate tecnologie per rispondere all’accresciuta domanda di qualità e di quantità di dati.

    Le soluzioni tecnologiche della Giga Network, disponibili oggi su rete 4G e 4.5G, sono predisposte e contengono già gli elementi evolutivi del 5G. Una rete unica in Italia, progettata dal centro di Ricerca e Sviluppo di Vodafone, che può contare sul know how internazionale del Gruppo Vodafone, sull’integrazione di quattro centri di ingegneria di rete di eccellenza a Milano, Dusseldorf, Londra e Madrid.

    Ma vediamo di cosa si compone la nuova Giga Network 4.5G

    Giga Network 4.5G è la nuova generazione di rete di Vodafone, una combinazione dei più moderni apparati e delle più innovative soluzioni digitali che si avvale delle tecnologie più evolute:

    • VoLTE (Voice over Long Term Evolution): disponibile su scala nazionale – consente di effettuare chiamate e contemporaneamente navigare su rete 4G e 4.5G, assicurando tempi ridotti di set up della chiamata, insieme ad una elevata qualità della voce.
    • MIMO (Multiple Input Multiple Output): i segnali vengono trasmessi dalla rete e ricevuti dai terminali su 4 antenne, permettendo di raddoppiare la capacità e la velocità di trasmissione.
    • Carrier Aggregation: gli apparati di rete combinano più frequenze all’interno di una stessa connessione e permettono di offrire velocità più elevate.
    • Narrowband IoT: da ottobre disponibile su tutto il territorio nazionale, Vodafone raddoppierà la copertura europea entro il 2019. Rappresenta il primo passo nell’introduzione della tecnologia 5G e permette di incrementare esponenzialmente il numero di oggetti connessi in rete, garantendo una copertura pervasiva e maggiore efficienza energetica.

    Queste tecnologie si combinano con applicazioni avanzate di analisi di Big Data e di Intelligenza Artificiale:

    • Big Data: la rete si avvale di algoritmi di intelligenza artificiale per potenziare la rete laddove c’è più richiesta, sulla base dell’analisi di 28 miliardi di parametri tecnici di rete.
    • Cloud: la rete si virtualizza e garantisce sempre maggiore scalabilità e velocità di aggiornamento e sviluppo di nuovi servizi.
    • Self Optimizing Network: la rete impara e si auto-ottimizza con oltre 100.000 aggiornamenti di parametri giornalieri che migliorano le prestazioni dinamiche, specie in mobilità.
    • Intelligent Traffic Balancing: la rete si adatta dinamicamente ai carichi di traffico: gli algoritmi distribuiscono in modo omogeneo i clienti tra più celle per ridurre i fenomeni di congestione.
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    Andrea Rossini – Vodafone Italia
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    Fabrizio Rocchio – Vodafone Italia

    Ma quali sono i benefici per i clienti? Eccoli:

    • Giga Speed: latenza ridotta del 60% in 2 anni. Velocità a 1 Gigabit al secondo, raddoppiata in due anni. I clienti possono caricare siti e app istantaneamente, guardare i video al massimo della qualità, sempre e ovunque.
    • Dynamic Coverage: il 99,9% del tempo senza buffering. Migliorata del 30% la continuità di chiamata dei clienti con VoLTE. I clienti possono contare sull’alta affidabilità della rete per condividere foto e video anche nei luoghi più affollati senza buffering, parlare e navigare al massimo delle performance anche in movimento.
    • Power Voice: qualità della voce migliorata del 30%. Velocità di attivazione della chiamata più rapida del 35%. Grazie alla tecnologia VoLTE, inclusa in tutte le nuove offerte commerciali, i clienti possono navigare e utilizzare le app durante una telefonata, parlare anche nella metro più affollata, mantenendo una voce chiara e nitida e avere un segnale sempre stabile anche in mobilità.
    • Secure Control: Vodafone offre ai clienti un sistema integrato di sicurezza che può scalare dai singoli fino alle aziende più complesse, implementato negli apparati centrali della rete dati, provvedendo a costanti aggiornamenti per rendere la rete più sicura.

    Ma oggi è stata anche l’occasione per lanciare una tariffa davvero staordinaria. Infatti, Con la Giga Network arriva Unlimited Red+, la prima offerta consumer “Fully Unlimited” di Vodafone, che include Giga, minuti e messaggi illimitati, 1000 minuti di chiamate internazionali, 5 Giga di Roaming extra UE a 39,99 euro al mese.

    Vofadone e il 5G

    L’evoluzione della Giga Network apre la strada allo sviluppo del 5G che raggiungerà velocità superiori ai 10 Gigabit al secondo e latenza di circa 10 millisecondi, garantendo in contemporanea un elevato numero di oggetti connessi alla rete, che potrà arrivare fino al milione per chilometro quadrato. Vodafone – che si è recentemente aggiudicata blocchi di frequenze in tutte le bande disponibili nell’ambito dell’asta 5G indetta dal Mise –  è capofila della sperimentazione 5G a Milano e area metropolitana, con l’obiettivo di coprire l’80% della popolazione entro dicembre 2018 per trasformarla nella capitale europea del 5G.

    Vodafone sta lavorando con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare oltre 40 progetti negli ambiti sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, smart energy e smart city, mobilità e trasporti, manifattura e 4.0, education e entertainment, digital divide. Questi progetti sono volti a verificare nuovi modelli di business e di servizio che vedono aziende di settori diversi collaborare per creare servizi nuovi per consumatori e imprese, che potranno aprire nuovi settori di attività.

    E dal 21 ottobre sarà on air la nuova campagna di comunicazione dedicata alla Giga Network 4.5G sulle principali emittenti televisive e radiofoniche, su stampa nazionale, in affissione e sui social network. La campagna, caratterizzata da lunghi formati (60’, 45’, 30’), racconta come i clienti Vodafone, grazie alla Giga Network 4.5G, possono ampliare le potenzialità delle loro esperienze trasformandole da “ordinarie in straordinarie”.

    Creatività WPP – Team Red, casa di produzione Akita Film, regista Augusto De Fraga, musica: George Ezra, Paradise. Con la partecipazione straordinaria di Linus.

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    [In collaborazione con Vodafone Italia]