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  • In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura

    In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura

    La Procura di Parigi ha perquisito gli uffici francesi di X e convocato Elon Musk e l’ex CEO Linda Yaccarino per il 20 aprile. L’inchiesta, avviata nel gennaio 2025, si è allargata a Grok e ai deepfake sessuali. È la prima volta che un proprietario di una grande piattaforma viene convocato dalla giustizia di uno Stato membro UE.

    Martedì 3 febbraio 2026, la sezione per la lotta al cybercrimine della Procura di Parigi ha perquisito la sede francese di X, la piattaforma di Elon Musk. L’operazione, condotta in collaborazione con la Gendarmeria nazionale ed Europol, rappresenta il passaggio più concreto di un’inchiesta che va avanti da oltre un anno. E che ora chiama in causa direttamente il proprietario della piattaforma.

    Musk e Linda Yaccarino, che è stata CEO di X dal 2023 al 2025, sono stati convocati per un’audizione libera il prossimo 20 aprile 2026. La Procura li ha citati rispettivamente come “gestore di fatto” e “gestore di diritto” della piattaforma. Durante la stessa settimana saranno ascoltati anche altri dipendenti di X come testimoni.

    Il caso di oggi rappresenta un fatto senza precedenti. Mai prima d’ora il proprietario di una delle maggiori piattaforme digitali al mondo era stato convocato dalla giustizia di uno Stato membro dell’Unione Europea.

    X in Francia, come nasce l’inchiesta

    L’indagine della magistratura francese ha origine nel 2025, quando il deputato Éric Bothorel, esponente del partito Renaissance di Emmanuel Macron e specializzato in cybersicurezza, ha presentato una segnalazione formale alla Procura di Parigi.

    Nel suo esposto, Bothorel denunciava le modifiche apportate all’algoritmo di X dopo l’acquisizione da parte di Musk nel 2022, sostenendo che tali cambiamenti favorissero la diffusione di informazioni false e contenuti polarizzanti. Stiamo parlando delle modifiche apportate e rese visibili dall’agosto del 2023.

    Bothorel aveva osservato una “riduzione della diversità delle voci e delle opzioni” sulla piattaforma, che si sarebbe allontanata dall’obiettivo di garantire un ambiente sicuro e rispettoso. Contestava inoltre l’assenza di chiarezza sui criteri che hanno guidato i cambiamenti algoritmici e gli interventi personali di Musk nella gestione della piattaforma.

    Bothorel attraverso questa denuncia rendeva concreta quella che era una sensazione di molti utenti sulla piattaforma.

    Una seconda segnalazione è arrivata da un alto funzionario della cybersicurezza pubblica francese, che ha denunciato come l’algoritmo di X proponesse “enormi contenuti politici di incitamento all’odio, razzisti, anti-LGBT+ e omofobi, puntando a orientare il dibattito democratico in Francia“.

    La Gendarmeria nazionale è stata incaricata delle indagini il 9 luglio 2025, con l’apertura formale del procedimento per “alterazione del funzionamento di un sistema di trattamento automatizzato di dati in banda organizzata“.

    In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura
    In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura

    L’allargamento delle indagini a Grok e ai deepfake

    L’inchiesta non si è fermata agli algoritmi. A gennaio 2026, la Procura di Parigi ha ampliato il fascicolo dopo ulteriori segnalazioni relative al funzionamento di Grok, l’intelligenza artificiale sviluppata da xAI e integrata nella piattaforma X.

    Grok è finito al centro di uno scandalo internazionale per la generazione di deepfake sessualmente espliciti. Secondo un’analisi del Center for Countering Digital Hate, organizzazione no-profit britannica, tra il 29 dicembre 2025 e il 9 gennaio 2026 sono state prodotte o modificate circa 3 milioni di immagini sessualmente esplicite raffiguranti persone reali senza il loro consenso. Di queste, circa 23.000 avevano come soggetto dei minori.

    I numeri sono impressionanti. In soli 11 giorni, Grok avrebbe generato contenuti a sfondo sessuale in media ogni pochi secondi e materiale che coinvolgeva minori circa una volta ogni 41 secondi.

    La risposta di xAI è arrivata a tappe. Il 9 gennaio la possibilità di “spogliare” persone reali con Grok è stata limitata agli abbonati premium. Il 14 gennaio, dopo le proteste di governi e istituzioni di diversi Paesi, la restrizione è stata estesa a tutti gli utenti. Ma i test condotti da diverse testate giornalistiche hanno mostrato che alcune funzionalità problematiche restano aggirabili.

    C’è poi un altro elemento che ha contribuito all’ampliamento dell’inchiesta. A novembre 2025, Grok aveva generato un post in lingua francese che metteva in dubbio l’uso delle camere a gas ad Auschwitz, riproponendo uno dei più tossici cliché della propaganda negazionista. Il contenuto è rimasto online per quasi tre giorni, raggiungendo oltre un milione di visualizzazioni prima di essere rimosso.

    X e l’indagine in Francia, i capi d’accusa

    Il comunicato della Procura di Parigi elenca i reati su cui verte l’indagine. L’elenco è lungo e tocca diversi ambiti del diritto francese.

    Si va dalla complicità nella detenzione e nella diffusione di immagini pedopornografiche alla lesione del diritto all’immagine della persona tramite deepfake a carattere sessuale.

    Compare poi la contestazione di crimini contro l’umanità, che in Francia rappresenta il reato di negazionismo.

    L’inchiesta riguarda anche l’estrazione fraudolenta di dati e l’alterazione del funzionamento di un sistema di trattamento automatizzato, entrambi in associazione a delinquere.

    Infine, c’è la gestione illegale di una piattaforma online, sempre in associazione a delinquere.

    È importante precisare che si tratta di un’audizione libera, non di un fermo. Musk e Yaccarino sono stati convocati per esporre la loro posizione sui fatti e illustrare le eventuali misure di conformità previste. La procuratrice Laure Beccuau ha definito l’approccio “costruttivo”, sottolineando che l’obiettivo ultimo è garantire la conformità della piattaforma alle leggi francesi.

    La sede perquisita di X e le competenze giurisdizionali

    Gli uffici perquisiti si trovano a Parigi e ospitano principalmente i servizi di comunicazione e pubbliche relazioni di X per il mercato francese. La sede giuridica della società si trova in Irlanda, dove X risulta stabilita ai fini del Digital Services Act europeo.

    Questo solleva una questione rilevante. L’inchiesta francese procede sul piano del diritto penale nazionale, parallelamente alle procedure che la Commissione Europea sta conducendo ai sensi del DSA. Sono due binari distinti che possono procedere in modo indipendente.

    Un dettaglio significativo emerge dalla risposta della stessa Procura di Parigi. L’ufficio ha comunicato che abbandonerà X come canale ufficiale di comunicazione, spostando le proprie comunicazioni istituzionali su LinkedIn e Instagram.

    Il contesto europeo

    Questa perquisizione si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra X e le autorità europee. Come abbiamo raccontato su questo blog, il 5 dicembre 2025 la Commissione Europea ha inflitto a X la prima multa della storia ai sensi del Digital Services Act, pari a 120 milioni di euro per tre violazioni degli obblighi di trasparenza. X non rispettava le regole sul design ingannevole delle spunte blu, sulla trasparenza del registro pubblicitario e sull’accesso ai dati per i ricercatori.

    Il 26 gennaio 2026, la Commissione ha aperto una nuova indagine formale specificamente su Grok e sui deepfake sessuali. Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, ha definito i deepfake sessuali non consensuali di donne e bambini “una forma violenta e inaccettabile di degradazione”.

    L’indagine UE valuterà se X abbia violato gli articoli 34, 35 e 42 del DSA, che impongono alle grandi piattaforme di analizzare e mitigare i rischi sistemici prima di lanciare nuove funzionalità. La Commissione contesta in particolare il fatto che X non abbia trasmesso una valutazione ad hoc dei rischi prima di distribuire le funzionalità di Grok che hanno avuto un impatto critico sul profilo di rischio della piattaforma.

    Le implicazioni per l’Europa

    L’azione della Francia rappresenta un passaggio significativo nel rapporto tra piattaforme digitali e autorità nazionali europee. Come ricordato all’inizio, per la prima volta, uno Stato membro utilizza il proprio sistema giudiziario penale per chiamare in causa direttamente il proprietario di una grande piattaforma.

    Il deputato Bothorel, che ha dato avvio all’inchiesta con la sua segnalazione, ha commentato la perquisizione con un post su X nel quale ha scritto che “in Europa e in particolare in Francia, lo Stato di diritto significa che nessuno è al di sopra della legge e che i regolamenti europei, integrati nel diritto francese, sono vincolanti per tutti“.

    La vicenda potrebbe creare un precedente. Altri Paesi europei potrebbero sentirsi legittimati a investigare sulle pratiche di X e delle altre grandi piattaforme, aprendo una stagione di controlli più incisivi sul funzionamento degli algoritmi e sulla responsabilità delle piattaforme per i contenuti che ospitano e amplificano.

    Il contesto geopolitico rende tutto più delicato.

    Le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea sono già tese su diversi fronti, e Musk è diventato una figura centrale per l’amministrazione Trump.

    L’ex Commissario europeo Thierry Breton, che aveva guidato l’elaborazione del DSA, è stato inserito nella lista delle personalità a cui Washington ha vietato l’ingresso negli Stati Uniti proprio per il suo ruolo nella regolamentazione delle piattaforme digitali.

    X, Musk e il precedente in Brasile

    Questa vicenda richiama inevitabilmente quanto accaduto in Brasile tra aprile e ottobre 2024.

    Anche in quel caso, il confronto riguardava la richiesta di rimuovere account accusati di diffondere disinformazione e il rifiuto di Musk di conformarsi alle richieste del giudice Alexandre de Moraes. Anche allora, Musk aveva parlato di “censura” e “dittatura”, scatenando una campagna d’odio contro la Corte Suprema Federale brasiliana.

    Dopo il blocco totale della piattaforma, che aveva tagliato fuori oltre 22 milioni di utenti brasiliani, Musk fu costretto a cedere. Pagò oltre 5 milioni di dollari di multa, nominò un rappresentante legale locale e dalla piattaforma vennero rimossi gli account contestati.

    X era tornò online solo dopo aver rispettato tutte le condizioni poste dalla magistratura brasiliana.

    Il caso brasiliano ha dimostrato due cose. La prima è che quando uno Stato democratico è determinato a far rispettare le proprie leggi, anche il proprietario della piattaforma più influente del mondo alla fine si adegua.

    La seconda è che il prezzo del mancato adeguamento può essere molto alto, non solo in termini economici ma anche di perdita di utenti e danno reputazionale.

    L’approccio francesce, almeno per ora, è diverso, più graduale. Si procede con una perquisizione e una convocazione, non un ban immediato.

    Ma il messaggio di fondo è lo stesso che ho avuto modo di analizzare in quel caso: il rispetto delle leggi non è censura.

    E nessuna piattaforma, per quanto potente, può dichiararsi immune dalle regole che valgono per tutti coloro che operano sul territorio di uno Stato sovrano.

    Resta da capire se Musk seguirà lo stesso percorso del Brasile, cedendo alle richieste dopo un iniziale muro contro muro. Oppure se, forte della sua vicinanza all’amministrazione Trump, deciderà di irrigidirsi ulteriormente, trasformando il caso francese in uno scontro frontale tra Washington e l’Europa sulla regolamentazione delle piattaforme digitali.

    X e l’indagine in Francia, cosa aspettarci

    L’appuntamento del 20 aprile 2026 rappresenterà un momento chiave. Le audizioni di Musk e Yaccarino permetteranno agli inquirenti di valutare le posizioni della dirigenza di X sui fatti contestati e le eventuali misure di adeguamento previste.

    Resta da capire se Musk si presenterà effettivamente a Parigi. L’audizione è “libera”, il che significa che non è obbligato a comparire. Ma la sua assenza avrebbe un significato politico notevole e potrebbe influenzare l’evoluzione del procedimento.

    L’inchiesta francese procede in parallelo a quella della Commissione Europea. Sono due livelli di enforcement distinti, il diritto penale nazionale e la regolamentazione europea sulle piattaforme, che convergono sullo stesso obiettivo: verificare se X rispetti le regole che valgono per tutti coloro che operano sul territorio europeo.

    È un test importante per l’Europa. La capacità di far rispettare le proprie leggi alle grandi piattaforme digitali, anche quando sono di proprietà dell’uomo più ricco del mondo, definirà la credibilità del quadro normativo che l’Unione si è data negli ultimi anni. E la Francia, con questa perquisizione e con la convocazione di Musk, ha scelto di posizionarsi in prima linea.

  • Come l’algoritmo di X sarà gestito dalla IA Grok entro poche settimane

    Come l’algoritmo di X sarà gestito dalla IA Grok entro poche settimane

    Elon Musk ha fatto sapere che l’algoritmo di X si poggerà interamente sulla IA Grok. I contenuti verranno quindi gestiti dall’intelligenza artificiale, così come accade su altre piattaforme. Vediamo in che modo tutto questo avverrà e cosa comporterà.

    Due anni fa, con questo articolo “Come funziona il nuovo algoritmo di Twitter/X“, raccontavo come l’arrivo di Elon Musk alla guida della piattaforma avesse portato a una revisione dell’algoritmo, con l’obiettivo di premiare contenuti autentici, ridurre lo spam e favorire l’engagement attraverso regole trasparenti.

    E oggi X si prepara a un cambiamento forse più radicale. Infatti, l’algoritmo sarà gestito interamente da un’intelligenza artificiale, nello specifico Grok, creato da xAI.

    Nel suo post, Elon Musk ha annunciato che entro 4-6 settimane tutte le euristiche manuali, ossia quell’insieme di le regole fisse definite dagli sviluppatori, saranno eliminate, lasciando all’IA il compito di analizzare e raccomandare contenuti.

    Ma cosa significa esattamente? E come si colloca questo approccio rispetto ad altre piattaforme social? Lo vediamo insieme qui, cercando di capire il funzionamento del nuovo sistema, lo confrontiamo con il passato e vediamo se ci sono precedenti di algoritmi completamente IA driven.

    Come funzionava l’algoritmo di X nel 2023

    Nel 2023, l’algoritmo di X (allora ancora in transizione da Twitter) si basava su un mix di regole manuali e machine learning di base. Come avevamo visto, l’obiettivo era promuovere contenuti che generassero interazioni autentiche, penalizzando pratiche come il posting di link nudi (quei tweet con link senza testo) o contenuti spam. Tra i punti principali:

    • Reply boosting: le risposte dirette avevano un peso maggiore rispetto a like o retweet, per incentivare conversazioni reali.
    • Penalizzazioni per link senza testo: post con solo un URL e senza contesto ricevevano meno visibilità, perché considerati meno informativi.
    • Euristiche manuali: l’algoritmo usava elementi predefiniti (es. per like, retweet, impressions) per valutare la rilevanza di un contenuto.
    • Trasparenza: Musk aveva aperto il codice sorgente, permettendo agli utenti di capire come venivano prese le decisioni di raccomandazione.

    Ma, come abbiamo avuto modo di vedere in questi anni, questo sistema aveva limiti. La dipendenza da euristiche manuali significava che l’algoritmo non sempre riusciva a cogliere la qualità intrinseca di un contenuto.

    Inoltre, il mix di regole fisse e machine learning non era abbastanza flessibile per gestire il volume e la complessità dei contenuti su X. In aggiunta a questo, le regole fisse erano state implementate con regole che rispecchiavano in maniera precisa la visione di Musk, al punto da fare in modo che i contenuti visionati dagli utenti fossero sempre più vicini ai suoi principi e teorie. Pratica questa che va catalogata nella definizione di “algoritmo del proprietario”, come abbiamo visto.

    E ora la decisione di passare a un modello interamente basato sull’IA.

    Come l'algoritmo di X sarà gestito dalla IA Grok entro poche settimane
    Come l’algoritmo di X sarà gestito dalla IA Grok entro poche settimane

    Il nuovo algoritmo di X basato sulla IA Grok

    Elon Musk ha condiviso un post su X, citando un altro account. Secondo le informazioni condivise dal proprietario di X, l’algoritmo della piattaforma si evolverà verso un sistema “completamente basato su IA”, eliminando del tutto le euristiche manuali entro fine novembre o inizio dicembre 2025.

    Al centro di questa transizione c’è Grok, l’intelligenza artificiale sviluppata da xAI, progettata per analizzare contenuti e prevedere preferenze degli utenti su scala massiva. Cerchiamo di vedere insieme come funzionerà:

    1. Analisi totale dei contenuti: Grok esaminerà ogni post, immagine e video pubblicati su X, oltre 100 milioni di contenuti al giorno, per valutarne la qualità e abbinarli agli interessi degli utenti. Questo approccio si basa su modelli di deep learning che processano testo, immagini e contesto in tempo reale, senza affidarsi a regole fisse.
    2. Visibilità estesa (?): a differenza del passato, sostengono gli account più vicini alla visione di Musk, dove gli account piccoli faticavano a emergere a causa di metriche legate alla popolarità, il nuovo sistema permetterà di valutare i contenuti in modo oggettivo. Un post, anche da un account con pochi follower, avrà più possibilità di raggiungere un pubblico ampio.
    3. Personalizzazione del feed: gli utenti potranno interagire con Grok per regolare il proprio feed. Ad esempio, sarà possibile chiedere “mostrami meno politica” o “più contenuti su tecnologia”, con modifiche applicabili temporaneamente o in modo permanente.

    Secondo questo processo di modifica dell’algoritmo in chiave IA, entro fine ottobre 2025, X pubblicherà i “pesi” del modello IA, vale a dire i parametri che determinano come Grok valuta i contenuti.

    Questo permetterà di avere più chiaro come vengono prese le decisioni di raccomandazione.

    In buona sostanza, entro un mese e mezzo da oggi, X sarà interamente affidata all’IA.


    Cosa si intende per euristiche manuali

    Le euristiche manuali sono regole fisse, definite dagli sviluppatori, che guidano l’algoritmo nel decidere quali contenuti mostrare e in che ordine.

    Ad esempio, nel 2023, l’algoritmo di X assegnava un peso maggiore alle risposte rispetto ai like o penalizzava i tweet con solo un link, seguendo criteri prestabiliti. Queste regole utilizzavano le interazioni degli utenti (come like, repost o visualizzazioni) come input, ma il modo in cui venivano combinate era deciso a priori, senza adattarsi automaticamente ai cambiamenti nel comportamento degli utenti.


    A differenza del 2023, dove le euristiche manuali (leggi anche algoritmo del proprietario) giocavano un ruolo centrale, qui Grok opererà senza vincoli umani predefiniti, imparando e adattandosi autonomamente per gestire il volume e la varietà dei contenuti su X.

    Va detto, perché è più di un sospetto, che non ci sono ancora prove concrete che questo approccio risolverà problemi come bias algoritmici (se così vogliamo definirli) o la sovrabbondanza di contenuti irrilevanti. L’efficacia di questo modello dipenderà dal tipo di interpretazione secondo cui sarà impostata la IA e dalla sua implementazione.

    Quindi, ci ritroveremo di fronte ad un nuovo esempio di algoritmo del proprietario, forse l’esempio più calzante da questo punto di vista, interamente a traino dell’intelligenza artificiale.

    Piattaforme social media con algoritmi IA-driven

    L’idea di un algoritmo interamente gestito da IA non è di Elon Musk, anzi. Sono già diverse le piattaforme social media che hanno già adottato sistemi di raccomandazione fortemente basati sull’intelligenza artificiale, riducendo o eliminando le euristiche manuali. Alcuni esempi rilevanti:

    L’algoritmo di raccomandazione di TikTok

    La sezione “For You” di TikTok è uno degli esempi più noti di algoritmo IA-driven.

    Fin dal lancio di Douyin (la versione cinese) nel 2016, il sistema si basa su deep neural networks che analizzano interazioni come tempo di visualizzazione, like e condivisioni per predire i contenuti più rilevanti.

    Secondo studi del Belfer Center, circa il 70-80% del tempo trascorso dagli utenti deriva da raccomandazioni automatizzate, con pochissime regole manuali. TikTok si concentra su video brevi e punta a suggerire contenuti esplorativi, anche fuori dalla rete sociale dell’utente, a differenza di X che include conversazioni testuali e reti di follower.

    L’algortimo AI-driven di YouTube

    Il sistema di raccomandazione di YouTube, che genera oltre il 70% delle visualizzazioni (dati Google), utilizza modelli avanzati di machine learning, come deep neural networks, per la selezione dei contenuti e il ranking dei video.

    Le euristiche manuali ci sono ma restano minime, anche se esistono interventi umani per moderare contenuti problematici. La sfida di YouTube, simile a quella di X, è gestire un volume enorme di contenuti (miliardi di video), ma il focus è su formati long-form rispetto ai micro-post di X.

    La versione AI-driven di Meta per Instagram e Facebook

    Dal 2016, Meta ha spostato i feed di Instagram e Facebook verso algoritmi basati su IA, come graph neural networks, per raccomandare contenuti anche non collegati direttamente alla rete sociale dell’utente.

    Da specificare, questi sistemi non sono “100% IA”. Le regole umane per moderazione e policy (es. rimozione di contenuti dannosi) restano ancora (per poco) elevate, a differenza dell’approccio radicale di X.

    Ora, questi esempi mostrano che l’IA è già matura per gestire raccomandazioni su scala, ma X si distingue per l’obiettivo dichiarato di eliminare completamente le euristiche manuali in tempi brevi, affidandosi esclusivamente a Grok, la IA di casa.

    Resta da vedere se questa transizione sarà più efficace rispetto ai modelli ibridi di Meta o al sistema di raccomandazione di TikTok.

    La scommessa di X interamente sulla IA di Grok

    Il passaggio di X a un algoritmo interamente gestito da IA (primo caso di piattaforma social media fino ad oggi) è da considerarsi come una scommessa. Anche se inevitabile, visto il contesto e vista la visione di Musk.

    Allineandosi a piattaforme come TikTok e YouTube, che già sfruttano l’IA per raccomandazioni su scala, X punta a un modello che vede Grok al centro.

    Bisognerà attendere per verificare l’efficacia di questo approccio, anche se la possibilità che la piattaforma possa peggiorare, rispetto allo stato attuale, è molto alta.

    Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane e, come sempre, lo valuteremo insieme qui.