Tag: ambiente

  • Nuova etichetta energetica per smartphone e tablet

    Nuova etichetta energetica per smartphone e tablet

    L’UE introduce dal 20 giugno 2025 un’etichetta energetica per smartphone e tablet. Informazioni su efficienza, durata, riparabilità e resistenza utili per acquisti più consapevoli.

    Dal prossimo 20 giugno 2025, in tutta l’Unione Europea entrerà in vigore una nuova etichetta energetica dedicata a smartphone e tablet.

    Si tratta di una novità importante che avvicina i dispositivi mobili agli standard già adottati da tempo per gli elettrodomestici, introducendo criteri chiari su efficienza energetica, durata della batteria, riparabilità e resistenza.

    Una misura attesa, per la verità, che punta a promuovere scelte di acquisto più consapevoli e a favorire la sostenibilità nell’uso quotidiano della tecnologia.

    Vediamo insieme di cosa si tratta.

    Etichetta energetica anche per i dispositivi mobili

    L’adozione di una etichetta energetica nasce da una precisa esigenza, vale a dire quella rendere più trasparente per i consumatori la qualità dei dispositivi mobili dal punto di vista energetico e ambientale.

    Fino ad oggi, smartphone e tablet venivano valutati principalmente in base alle loro caratteristiche prestazionali, come velocità, memoria, fotocamere, mentre elementi come la durata della batteria, la possibilità di riparazione o la resistenza fisica passavano in secondo piano.

    Nuova etichetta energetica per smartphone e tablet
    Nuova etichetta energetica per smartphone e tablet

    Etichetta energetica, quali i dispositivi mobili

    Con la nuova etichetta, invece, saranno questi aspetti a essere messi in evidenza, permettendo agli utenti di compiere scelte più informate.

    La nuova normativa riguarda smartphone, tablet e telefoni cordless con schermo fino a 17,4 pollici. Sono esclusi i dispositivi con schermi flessibili e i tablet basati su Windows, che saranno oggetto di regolamentazioni specifiche future.

    Cosa indica la nuova etichetta energetica

    Proprio come per frigoriferi o lavatrici, l’etichetta mostrerà una classe di efficienza energetica che va dalla A (massima efficienza) alla G (minima efficienza). Ma ci sarà molto di più.

    Le informazioni riportate comprenderanno:

    • autonomia della batteria, indicata in ore e minuti per ciascun ciclo di carica completo;

    • durata della batteria nel tempo, ovvero quanti cicli completi il dispositivo può sostenere mantenendo almeno l’80% della capacità iniziale;

    • indice di riparabilità, che valuta quanto sia facile riparare il dispositivo;

    • resistenza a cadute, testata su urti accidentali;

    • protezione da polvere e acqua, specificata tramite l’indice di protezione IP;

    • QR code, che rimanderà a una scheda più dettagliata nel registro europeo EPREL.

    Oltre all’etichetta, i produttori dovranno rispettare nuovi criteri di progettazione ecocompatibile, tra cui garantire batterie più durevoli, assicurare la disponibilità di pezzi di ricambio e rendere accessibili gli aggiornamenti software per almeno cinque anni dalla fine della vendita del modello.


     

     

     

     

    smartphone nuova etichetta energetica
    Smartphone nuova etichetta energetica
    1. Scala delle classi di efficienza energetica da A a G.
    2. La classe di efficienza energetica di questo prodotto.
    3. Durata della batteria per ciclo, in ore e minuti per ogni carica completa.
    4. Classe di affidabilità in caduta libera ripetuta.
    5. Durata della batteria in cicli.
    6. Classe di riparabilità.
    7. Grado di protezione dall’ingresso di acqua.

    Quando entrerà in vigore

    La nuova etichettatura sarà obbligatoria a partire dal 20 giugno 2025.

    Da quel momento, tutti i dispositivi immessi sul mercato europeo dovranno riportare la nuova etichetta, pena l’impossibilità di essere venduti legalmente nei paesi membri.

    Un cambiamento che riguarda non solo i grandi produttori, ma l’intero mercato dei dispositivi mobili.

    Perché è stata introdotta

    Alla base della decisione c’è un obiettivo chiaro: promuovere la sostenibilità e favorire l’economia circolare.

    Ormai lo sappiamo bene, gli smartphone e i tablet sono diventati oggetti di uso quotidiano. Ma la loro produzione, il loro consumo e il loro smaltimento generano un impatto ambientale significativo.

    Secondo la Commissione Europea, rendere i dispositivi più efficienti, durevoli e riparabili può ridurre sensibilmente l’impronta ecologica, oltre a contenere la produzione di rifiuti elettronici.

    Fornire informazioni trasparenti significa anche ridurre l’obsolescenza programmata. E incentivare i consumatori a considerare la longevità come un fattore decisivo, non solo le caratteristiche più appariscenti.

    Cosa cambia per i consumatori

    Per i consumatori la nuova etichetta rappresenterà uno strumento in più per valutare meglio la qualità del prodotto, andando oltre le sole specifiche tecniche.

    Scegliere uno smartphone o un tablet non sarà più solo questione di fotocamere migliori o schermi più luminosi. Dal 20 giugno in poi si potrà capire anche quanto durerà la batteria nel tempo, quanto sarà facile ripararlo in caso di guasto e quanto resisterà agli imprevisti della vita quotidiana.

    Inoltre, avere informazioni più chiare potrà anche aiutare a risparmiare. Infatti, un dispositivo più efficiente e duraturo richiede meno sostituzioni e meno spese nel tempo.

    Etichetta energetica dispositivi mobili, svolta culturale 

    L’introduzione della nuova etichetta energetica per smartphone e tablet è molto più di una questione di trasparenza commerciale. Potrebbe essere davvero una svolta culturale.

    Siamo di fronte ad un cambiamento di paradigma nell’approccio alla tecnologia, orientato non solo all’innovazione ma anche alla responsabilità ambientale e sociale.

    Dal 2025, ogni scelta tecnologica avrà un peso ancora più concreto sulle nostre abitudini e sull’ambiente che ci circonda.

    Una trasformazione apparentemente poco incisiva, ma che promette di cambiare il modo in cui valutiamo i dispositivi che ci accompagnano ogni giorno.

    [L’immagine di copertina è stata creata da Franz Russo utilizzando il modello di intelligenza artificiale generativa Chatgpt-4o]


  • Crescono le auto elettriche anche in Italia, il futuro è presente

    Crescono le auto elettriche anche in Italia, il futuro è presente

    Aumentano le auto elettriche anche in Italia e non solo. Gli ultimi dati ci dicono che nei primi sei mesi dell’anno in Italia si è registrato un boom di auto elettriche pure del 120%. Nel mondo, secondo un rapporto BloombergNEF, le auto elettriche rappresenteranno il 57% del mercato entro il 2040. Un futuro che è già presente.

    Le auto elettriche cominciano a diffondersi anche in Italia, e non solo. Ma il fatto che si registri un deciso aumento anche nel nostro paese è un buon segnale. Spesso si parla ancora della mobilità elettrica come “la mobilità del futuro”, ma le auto elettriche, quelle “pure”, ossia elettriche al 100% (EV), sono il presente e i dati che stiamo per vedere insieme lo confermano. Sono dati, poi, che se visti nel contesto del mercato delle auto in Italia, che potremmo definire eccezionali e ben auguranti. E sono dati che sicuramente vedono allineato anche il nostro paese in quello scenario, riportato di recente da uno studio di BloombergNEF, che vede le auto elettriche rappresentare il 57% del mercato totale delle auto entro il 2040, percentuale che sale all’81% tra i bus elettrici, che in questi anni sono stati al centro della sperimentazione della mobilità elettrica nelle città.

    E pensare che la prima auto elettrica della storia è del 1839, quella inventata dall’imprenditore scozzese Robert Anderson, e aveva una forma abbastanza rozza. Fino agli inizi del ‘900 le auto elettriche in circolazione erano moltissime con la Francia e Gran Bretagna che guidavano il mercato, seppure ancora in forma limitata. Ma poi per via dei costi delle batterie e della struttura del motore e per via della maggiore diffusione dei motori a scoppio, le auto elettriche via via scomparvero dalla strade. La ricerca però non si è fermata e, visto il contesto dei nostri anni che richiede una maggiore attenzione all’ambiente nell’intento di sostituire motori molto inquinanti, le auto elettriche sono tornate alla ribalta, anche se il limite dei costi delle batterie e delle infrastrutture a supporto hanno limitato la crescita che tutti si attendono.

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    Se ci fate caso, si parla sempre più di auto elettriche con una forte connotazione al futuro. Ma qual è questo futuro? E quanto è lontano?

    In realtà, secondo alcuni dati recenti, le auto elettriche in circolazione sono 5,1 milioni, dato che ci offre una realtà che sta cominciando ad espandersi sempre di più, anche in Italia. Infatti, secondo gli dati Anfia/Acea e Unrae fotografano un mercato italiano delle auto elettriche in continua espansione: per le elettriche “pure” +120% rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre se si confronta il solo mese di  giugno l’aumento è stato addirittura di +225%. Dati che se raffrontati al mercato complessivo, che fa registrate -2,2% sono molto confortanti.

    A supporto di questi dati molto interessanti, vi segnaliamo un interessante report di BloombergNEF, “Electric Vehicle Outlook 2019“, il quale evidenzia come entro il 2040, quindi 21 anni, il mercato della auto sarà rappresentato dalle auto elettriche per il 57% sul totale. Numeri più altri tra i bus, si prevede l’81% elettrici, che in questi ultimi anni sono stati al centro della sperimentazione della mobilità elettrica. Sperimentazione che, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale, ha spinto le compagnie automobilistiche a spingere verso le auto elettriche.

    Nel report BloombergNEF delinea il fattore che trainerà questa crescita che è proprio la riduzione dei costi delle batterie, quei costi che tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 avevano frenato lo sviluppo della auto elettriche. Lo stesso motivo che ha impedito poi la diffusione negli ultimi anni. A fronte di questa riduzione dei costi, dei maggiori investimenti per le infrastrutture (basti pensare agli investimenti delle compagni elettriche fatti in questi ultimi anni), il rapporto BloombergNEF prevede che le vendite delle auto elettriche raggiungerà i  28 milioni nel 2030, fino ad arrivare a 56 milioni entro il 2040. Nel frattempo, le vendite di “auto convenzionali” scenderanno a 42 milioni entro il 2040, da circa gli 85 milioni di auto vendute nel 2018.

    Insomma, si può ben affermare, a fronte di questi dati, che siamo di fronte a quello che viene definito anche nel campo della mobilità “ad un cambio di paradigma“. La mobilità diventa più attenta all’ambiente, più sostenibile e più conveniente. E quel futuro è sempre più vicino.

  • Ecco il doodle di Google per la Giornata della Terra 2019

    Ecco il doodle di Google per la Giornata della Terra 2019

    Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, giornata di sensibilizzazione verso la cura dell’ambiente e la salvaguardia del pianeta istituita nel 1970 dalle Nazioni Unite. E, come sempre, Google non ha voluto mancare questo appuntamento, dedicando alla giornata un doodle che celebra le diversità del pianeta.

    Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, una giornata istituita dalle Nazioni Unite nel 1970 per sensibilizzare tutti a prendersi cura dell’ambiente per salvaguardare l’ambiente. Temi che, a quasi 50 anni di distanza, sono ancora molto sentiti. E Google, come ormai accade da qualche anno, non ha voluto mancare questo appuntamento, dedicando alla giornata un doodle animato che celebra la Terra dal punto di vista delle diversità. Il doodle infatti è un breve video che mostra 6 diversi organismi, animali e vegetali, con caratteristiche diverse. Un modo per celebrare la diversità del pianeta e per restare nel tema di quest’anno: Protect our Species.

    Nel doodle sono rappresentate creature come:

    Albatro Urlatore – appartenente alla famiglia dei Diomedeidae, è l’animale vivente con la più grande apertura alare. Infatti l’apertura in media è tra i 270 cm ai 350 cm, ma nel 1965 è stato trovato un esemplare di albatro urlatore con un’apertura alare di 363 cm.

    Sequoia sempreverdeSequoia sempervirens, albero della famiglia delle Cupressaceae, il nome è un omaggio a Sequoyah, nativo americano Cherokee che inventò nel 1821 il sillabario Cherokee. Si tratta della specie vegetale più alta del mondo (può superare i 100 metri d’altezza), ed è anche una tra le più longeve, potendo vivere oltre 2.000 anni.

    Paedophryne amauensis – è una rana della famiglia Microhylidae, endemica della Papua Nuova Guinea, scoperta nell’agosto 2009. Con i suoi 7,7 mm di lunghezza risulta essere il vertebrato più piccolo finora scoperto.

    Victoria amazonica – pianta acquatica della famiglia delle Nymphaeaceae, originaria del bacino dell’Amazzonia, ha foglie di dimensioni piuttosto grandi, fino ai 3 metri di diametro con gambi di 7-8 metri di lunghezza.

    Celacanto – specie animale tra le più antiche del pianeta, per lungo tempo si è ritenuto estinto, venne scoperto nel 1938. La caratteristica più sorprendente di questo “fossile vivente” è rappresentata da due pinne sostenute da ossa che si estendono dal corpo come gambe e si muovono in maniera alternata, a mo’ di trotto di cavallo.

    Collembolo della Grotta Krubera – la Grotta Krubera è attualmente è l’abisso conosciuto più profondo al mondo: -2.197 metri. Il collembolo è un insetto molto piccolo che in alcuni casi raggiunge i 5 mm di lunghezza.

    Ecco, questi 6 esempi rappresentano la diversità del nostro pianeta, capace di includere al suo interno animali e piante molto diverse tra loro, con le proprie caratteristiche. “Tutto questo oggi è a rischio e deve essere preservato.” – si legge su EarthDay.org – “Tutti gli esseri viventi hanno un valore intrinseco e ognuno gioca un ruolo unico nella complessa rete della vita. Dobbiamo lavorare insieme per proteggere le specie in pericolo e minacciate. Se non agiamo ora, l’estinzione può essere l’eredità più duratura dell’umanità“.

    Earth Day Italia ha organizzato per la giornata di oggi una serie di eventi e incontri che potete trovare sul loro sito, tra cui spicca il Concerto per la Terra, che si terrà oggi a Roma sulla Terrazza del Pincio, dalle 19, con Carmen Consoli, Marina Rei, Paolo Benvegnù, Mirkoeilcane, Eva Pevarello.

    [fonti: Wikipedia, National Geographic]

  • Penelope questa settimana si occupa del Green Factor

    Penelope questa settimana si occupa del Green Factor

    Penelope continua a tessere la rete e questa settimana ci parla del Green Factor, ossia di ambiente, di impatto zero e di sostenibilità. Insieme a blogger e influencer della rete italiana da stasera su “Penelope Live” alle ore 22 e da domani fino a venerdì, sempre alle 22, su Rai.tv, cercheremo di capire quanto noi vogliamo bene al nostro pianeta

    Penelope, il nuovo videoblog di Giampaolo Colletti in live streaming su Rai.tv, inizia questa terza settimana di programmazione parlando di ambiente e di sostenibilità, il #GreenFactor. Come abbiamo imparato bene a conoscere, stasera alle 22,00 ci sarà Penelope Live in diretta sulla social tv di Rai.tv e poi da domani fino a venerdì si racconteranno tutte le storie legate al tema del green.

    Secondo l’ONU il pianeta è entrato in una “nuova zona di pericolo” ora che le emissioni di anidride carbonica hanno raggiunto 400 parti per milione. E’ un nuovo drammatico record registrato dal NOAA (il National Oceanic and Atmospheric Administration, l’agenzia federale statunitense che si interessa di meteorologia: questo livello non veniva raggiunto da più di tre milioni di anni. Intanto Oltremanica in Inghilterra l’Università dell’Anglia Orientale profetizza un crollo della biodiversità a causa dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici: in questo nostro secolo due terzi delle piante e oltre la metà delle specie animali potrebbero vivere un rapido declino se non si iniziasse ad invertire immediatamente la rotta. Già, invertire la rotta, incentivare il cambiamento di pratiche, usi e costumi, tendenze non più sostenibili. Penelope ne vuole sapere di più e segue il filo di chi, nel proprio vissuto quotidiano o ancora in modo più strutturato coinvolgendo community e utilizzando la rete, sta cercando di proporre una vita più sostenibile, una vita a “impatto zero”. Le soluzioni si moltiplicano con le nuove tecnologie e rimbalzano su social network, blog e community. Ma tra riciclo, re-commerce, impatto zero e vita bio, qual è la tua personale ricetta green? Insieme con influencer e blogger si cercherà di misurare il “fattore green” della rete, anche suggerendo la vostra personale via per una maggiore sostenibilità e un minore impatto ambientale. Si cercherà di capire, grazie ai tanti fili della rete, quanto noi tutti vogliamo bene alla Terra. E, in fondo, a noi stessi.

    Allora partecipate, registrandovi alla social tv di Rai.tv. Hastag della serata e per tutta la settimana #penelope #greenfactor.

    Penelope, il format

    #penelope

    Penelope è il primo videoblog in live streaming: in rete ogni giorno verranno raccontate storie, trend e linguaggi attraverso la voce e il volto di blogger e influencer. Penelope misura il termometro della rete, raccontandola dall’interno e presentando storie e protagonisti, spiegando i meccanismi che la governano e gli attori che la animano, smontando i linguaggi, le dinamiche e i processi che si generano. Penelope è un format di divulgazione con una punteggiatura marcata: a guidare la community in questo viaggio tra rete e realtà è Giampaolo Colletti, un giovane trentenne che da classico conduttore diventa moderatore web di una chat continuamente connessa agli stimoli online. Giampaolo Colletti – giornalista ed esperto di cultura digitale, fondatore del network Altratv.tv, collaboratore del Sole24Ore e autore di alcuni manuali sull’alfabetizzazione al web per Gruppo24Ore – raccoglierà le sollecitazioni della rete segnalando tweet, post, commenti. Il format coinvolge gruppi d’ascolto e community che in rete interagiscono col moderatore e con i suoi ospiti, generando una scaletta aperta e integrata grazie agli interventi social.

    Durante la diretta verranno raccontati gli ultimi sette giorni appena trascorsi attraverso le conversazioni che sono state generate su Internet: gli hashtag diventati trend topics contenenti fatti e commenti rimbalzati online, i blog maggiormente cliccati, i post e i tweet più condivisi o le immagini più pinnate diventano il racconto in presa diretta della settimana in rete. Tutti i fili narrativi che si dipanano vengono smontati via Skype da blogger e influencer. Durante la diretta online si sviluppa un “tema caldo” per la rete, che verrà poi proposto durante tutta la settimana e commentato sulle varie piattaforme social di Penelope.

    Oltre allo spazio settimanale “Penelope Storie” va online tutti i giorni dal martedì al venerdì alle ore 22.00 con un appuntamento di approfondimento sul tema della settimana: ogni giorno un influcer, un blogger, un personaggio amato dagli utenti si racconta e risponde agli stimoli della community.

     

  • ICity rate, ecco la classifica delle città italiane più smart

    ICity rate, ecco la classifica delle città italiane più smart

    Ecco la classifica delle città più SMART in Italia, realizzata da FORUM PA  in collaborazione con Bologna Fiere, presentata oggi nella giornata di apertura di Smart City Exhibition 2012: Bologna, Parma e Trento sono le città più smart d’Italia. Anche nel percorso verso le città intelligenti, quello che emerge è il ritratto di un’Italia divisa in due, con un netto predominio del Centro-Nord in tutte le dimensioni analizzate: economia, ambiente, governance, qualità della vita, mobilità, capitale sociale

    Smart-CityIn Italia la corsa verso le smart city è appena cominciata, ma alcune città hanno già un bel vantaggio sulle altre. E ancora una volta, anche in questa occasione, l’Italia appare divisa in due: grandi o piccole che siano, infatti, le città intelligenti stanno tutte al Centro-Nord. Lo sottolinea la ricerca “ICity rate”, realizzata da FORUM PA e presentata oggi a Bologna in collaborazione con Bologna Fiere. Obiettivo della ricerca, che ha coinvolto 103 capoluoghi di provincia, era capire quali sono le città italiane più smart, più intelligenti, quindi più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Bologna, Parma e Trento si piazzano in testa alla classifica generale, seguite da Firenze, Milano, Ravenna, Genova, Reggio-Emilia, Venezia e Pisa che chiude la top ten. Bisogna invece arrivare al 43esimo posto per incontrare la prima città del Sud, che è Cagliari, seguita da Lecce (54°) e Matera (58°).

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  • Cyberbullismo, quando la violenza in rete è il linguaggio per farsi ascoltare

    Cyberbullismo, quando la violenza in rete è il linguaggio per farsi ascoltare

    Oggi il 34% del bullismo avviene online, soprattutto in chat, e per questo viene definito cyberbullismo. In Inghilterra, più di 1 ragazzo su 4, tra gli 11 e i 19 anni, è stato minacciato via e-mail o sms. In Italia, oltre il 24% degli adolescenti subisce prevaricazioni, offese o prepotenze dai coetanei

    CyberbullismoAmanda Todd era un’adolescente di 15 anni. Sicuramente meno protetta dall’ambiente familiare e scolastico di quanto sono i nostri figli. Si è tolta la vita il 10 ottobre. Il motivo del suicidio è stato attribuito al Cyberbullismo, ovvero a ripetute vessazioni che la ragazza ha subito via internet. La storiaccia risaliva a qualche anno prima, quando frequentava le videochat in cerca di nuove amicizie: a dodici anni, in una sera certo non programmata, cedette alle moine di uno sconosciuto, che la convinse a mostrare il seno in cam. Un gioco da ragazzi, probabilmente privo di quella la malizia che tante coetanee di Amanda mettono nei loro autoscatti pubblici o nelle sessioni in webcam con fidanzati virtuali. Ma da quel momento in poi lei cominciò ad essere ricattata. Di più, tormentata. La foto del topless di Amanda fu pubblicata in rete e – un anno più tardi – ritornò come icona di un profilo Facebook. L’equilibrio psicologico di Amanda precipitò, la depressione prese il sopravvento e tempo dopo la ragazza si tolse la vita.  (altro…)

  • Comunicato INGV, Pericolosità sismica e normative nelle zone colpite in Emilia

    Comunicato INGV, Pericolosità sismica e normative nelle zone colpite in Emilia

    In questi drammatici giorni in seguito alla violenta scossa di terremoto di martedì scorso si è cominciato a discutere circa la validità di quella che fino ad oggi era la Mappa Sismica del territorio italiano. Soprattutto di fronte al fatto che tale mappa riportava le zone colpite come “a basso rischio sismico”. Di fronte a questa discussione riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di INGV

    terremoto emiliaOggi il Ministro dell’Ambiente Clini ha detto che per mettere in sicurezza il territorio ci vorrebbe un piano che avesse una durata di attuazione di almeno 15 anni. Ecco allora a questo proposito pubblichiamo il comunicato stampa diramato dall’Ufficio Stampa di INGV ricevuto da poco che interviene proprio sulle discussioni di questi ultimi giorni.

    Con riferimento alle affermazioni circolate in questi giorni circa la necessità di aggiornare la mappa del rischio sismico o della pericolosità sismica dell’area colpita dai recenti terremoti o addirittura di tutta l’Italia, l’Istituto precisa quanto segue: (altro…)

  • Google celebra il Giorno della Terra con un doodle

    Google celebra il Giorno della Terra con un doodle

    Doodle animato quello di Google oggi dedicato al Giorno della Terra, Earth Day 2012. Istituita nel 1970, nel tempo questa giornata si è trasformata in un momento attraverso il quale informare ed educare alla salvaguardia dell’ambiente. Anche gli utenti dei social network possono contribuire come illustrato dalla infografica di Recyclebank

    Google doodle Earth Day 2012 (altro…)

  • Avoicomunicare 2012, un mondo sostenibile è possibile

    Avoicomunicare 2012, un mondo sostenibile è possibile

    Avoicomunicare continua la propria attività di confronto aperto su temi di grande rilevanza quali ambiente, sviluppo sostenibile, biodiversità, equilibri possibili tra mondi e culture diverse e integrazione attraverso il blog avoicomunicare 

    Avoicomunicare lancia due nuove miniserie su YuoTube, dopo avere sperimentato con successo l’efficacia del video, dimostrata da 250.000 views raggiunte sul proprio canale ufficiale, affiancando le già conosciute videointerviste e le video inchieste sui temi più delicati in tema sostenibilità nel nostro paese, con l’apertura di un dialogo a un target giovane allo scopo di dare spunti e ispirazioni per comprendere che non è troppo tardi per cambiare il mondo in cui viviamo. (altro…)