Tag: azioni

  • Twitter, tutto pronto per Wall Street. Azioni a 27 dollari

    Twitter, tutto pronto per Wall Street. Azioni a 27 dollari

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    Ormai manca pochissimo allo sbarco di Twitter a Wall Street previsto per domani, giovedì 7 Novembre. E secondo fonti accreditate, Twitter si appresta a fissare il prezzo delle azioni a 27 dollari. Questo porterebbe il valore dell’azienda a 14,7 miliardi di dollari, ben più alto di quello previsto

    Twitter, secondo le notizie che stanno cominciando a circolare in questo minuti, da fonti accreditate, starebbe per fissare il prezzo delle azioni a 27 dollari. Questo significa che il valore complessivo dell’azienda, secondo questa quotazione, sarebbe di 14,7 miliardi di dollari, molto più alto di quello che si era previsto solo a gennaio di questo anno quando l’azienda veniva valutata 11 miliardi di dollari. Questo è quanto riporta il sito di CNBC che sostiene che il presso verrà determinato entro questa notte dal management al termine di una call.

    Secondo questa quotazione, quindi a 27 dollari, Twitter potrebbe arrivare a raccogliere una cifra pari a quasi 2 miliardi di dollari, per la precisione, 1,9 miliardi di dollari. Per il momento questo sembrerebbe essere lo scenario e la cifra non dovrebbe essere superiore, anche se i sottoscrittori potrebbero poi acquistare altre 10,5 milioni di azioni solo a certe condizioni però.

    E’ una fase molto delicata questa e ricordiamo il caso di Facebook che fece una raccolta molto alta, salvo poi vedere quasi sprofondato il valore stesso delle azioni da 38 dollari fino a 17 dollari.

    Twitter in questo periodo è in perdita e questa situazione si estende man mano che l’azienda allarga la sua proposta di advertising a livello internazionale. E’ quindi ovvio che l’azienda ha tutto l’interesse a fare una IPO consistente che l’aiuterebbe anche a impostare più velocemente una crescita in termini di ricavi. Ma dall’altro lato, memori di quanto accadde a Facebook, una IPO molto alta in termini di raccolta porta dietro di sè la probabilità di un tonfo come accadde proprio a Facebook.

    Allora è il caso di mantenere un profilo basso in questa fase e sperare che il mercato reagisca bene, sin dalle prima battute. A sostenere Twitter in questa fase ci sono Goldman Sachs, JP Morgan e Morgan Stanley.

    Staremo a vedere gli sviluppi. Intanto voi che idea vi siete fatti?

  • E Sheryl Sandberg continua a vendere

    E Sheryl Sandberg continua a vendere

    Sheryl Sandberg aveva fatto già notizia un mese quando mise in vendita un pacchetto di azioni Facebook ricavandone 7,4 milioni di dollari. Adesso ne ha venduto un altro raccogliendo ben 26,2 milioni di dollari. E dopo il 14 dicembre cosa succederà?

    A Sheryl Sandberg la voglia di vendere non è passata affatto e anche dopo il lockup dello scorso 14 novembre non si è lasciata sfuggire l’occasione di vendere nuove azioni. E infatti non appena il titolo Facebook è risalito a quota 27 dollari per azione ecco che la Sandberg, ricordiamolo, COO di Facebook, ossia la Responsabile Operativa, ha messo in vendita un pacchetto di oltre 946 mila azioni ricavandone ben 26,2 milioni di dollari.

    Come già ricordato, questo potrebbe ancora non significare nulla visto che la Sandberg possiede ancora azioni Facebook per un totale di oltre 20 milioni di dollari. Ma certamente fa notizia. Al momento la sensazione è quella di raggranellare un pò di soldi, almeno stando a quello che si vede, però evidentemente adesso c’è qualcosa che non torna. In poco tempo, a partire dal lockup del 14 novembre che ha sbloccato 777 milioni di azioni, la Sanberg ha totalizzato dalle vendite una cifra vicino a 50 milioni di dollari. Ed è logico pensare che qualcosa di simile possa accadere fra qualche giorno, precisamente il 14 dicembre, quando si sbloccheranno altri 156 milioni di azioni.

    Nel momento in cui scriviamo il titolo Facebook è quotato a 27,77 e guadagna lo 0,3%. Se pensiamo che solo qualche mese fa era sceso a 17 dollari, senza dubbio questo è il segno di una risalita anche se ancora lontana dai 38 dollari per azione, prezzo al momento dello sbarco di Facebook a Wall Street.

    Non vi è dubbio che qualcosa del genere capiterà ancora anche perchè la Sandberg non è l’unico dirigente a vendere proprie azioni Facebook e ce ne saranno altri che magari aspetteranno una nuova risalita del titolo per piazzarli. Senza dimenticare che da novembre anche i dipendenti possono vendere azioni del proprio pacchetto.

    Il lockup di dicembre, l’ultimo, si avvicina e sono in molti a pensare che la Sandberg possa ritornare a vendere. Ma voi che ne pensate? Può avere delle ripercussioni questo atteggiamento?

  • Se anche Sheryl Sandberg comincia a vendere le sue azioni Facebook

    Se anche Sheryl Sandberg comincia a vendere le sue azioni Facebook

    Un paio di mesi fa, quando il titolo Facebook era in caduta libera a Wall Street, avevamo parlato dei lockup, un periodo di tempo nel quale è proibito al management ed altri di vendere azioni in possesso. Questo vincolo in Facebook è caduto lo scorso 29 ottobre e gli effetti si vedono. Ieri Sheryl Sandberg, Chief Operator di Facebook, ha venduto un pacchetto del valore di 7,4 milioni di dollari

    sheryl-sandberg_facebookQuello che molti temevano, nel mondo finanziario, è successo. Infatti con la scadenza del lockup dello scorso 29 ottobre, sbloccando nel 234 milioni di azioni e dando la possibilità stavolta, a differenza dei precedenti, anche ai dipendenti di poter vendere le proprie azioni, è scattata di nuovo la corsa alla vendita del titolo Facebook. E sta facendo il giro del mondo e della rete la notizia, che vi riportiamo, che a vendere è stata anche Sheryl Sandberg, Chief Operator Officer di Facebook, una personalità importante all’interno dell’azienda. Il pacchetto messo in vendita dalla Sandberg consta di 352,904 azioni, appena l’1,92% di quello che possiede, con un valore di 7,4 milioni di dollari. Comunque resta in possesso ancora di 18.100 azioni per un valore combinato 384 milioni di dollari. Ma c’è anche chi ha fatto di più. (altro…)

  • #HurricaneHackers, gli Hackers contro l’uragano Sandy

    #HurricaneHackers, gli Hackers contro l’uragano Sandy

    Si è detto molto in queste ore in cui Sandy ha flagellato la costa orientale degli Usa, colpendo anche la città di New York, di come la rete nonostante le tante difficoltà abbia saputo “fare rete”. Un esempio su tutti è quello portato avanti dagli hackers che hanno messo a disposizione le loro competenze per aggirare i gravi disagi, sul web

    Uragano Sandy New York - New York TimesMentre scriviamo “il peggio è passato” come ha affermato il sindaco di New York, Blooomberg, ma Sandy ha fatto sentire tutta la sua forze causando gravi danni e facendo anche delle vittime, purtroppo, sarebbero 33 al momento. Ma la giornata è stata anche segnata dai tanti disagi registratisi sulla rete con siti come Huffington Post o Gizmodo oscurati completamente coi server messi fuori uso dalla potenza dell’uragano. E nonostante tutto l’informazione sul web non ha mai smesso di dare notizie su quello che stava accadendo. Twitter era un fiume in piena di notizie e comunque la rete è stata più forte dell’uragano. E lo testimonia Hurricane Hackers, un gruppo di hackers che si sono messi insieme condividendo informazioni e dati utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal web e quindi anche attraverso i canali social. Lo scopo di questo gruppo era quello di fornire informazioni per la messa in sicurezza e il ristoro per tutte quelle persone che si trovassero nei punti colpiti dal Frakenstorm. (altro…)

  • Social Media Marketing nel B2B? Workshop di Freedata Labs alla SMW di Torino

    Social Media Marketing nel B2B? Workshop di Freedata Labs alla SMW di Torino

    E’ una bella domanda quella che sta alla base del workshop che Freedata Labs, una delle più importanti agenzie di social media monitoring in Italia, terrà alla prossima Social Media Week a Torino il prossimo 26 settembre. Si cerca di dare una risposta presentando un caso di successo, quello che riguarda SAP Italia, uno dei più importanti player del settore IT

    Social-Media-Marketing - © franzrusso.itFare Social Media Marketing nel B2B: si può? La domanda è aperta e diretta. Con questa provocazione Freedata Labs e SAP Italia saranno presenti alla Social Media Week Torino del prossimo 26 settembre. Durante il workshop verrà presentata una delle prime case history di successo di B2B in Italia: un lavoro che è nato nel 2011 ed ora raccoglie i suoi primi risultati. A partire dalla lettura dei dati di un’attività di Web Listening condotta da Freedata Labs, agenzia specializzata nei Social Insights e nel Social Media Marketing, SAP Italia (uno tra i maggiori player B2B nel campo IT) ha scelto la via dei Social Media e delle Digital PR sviluppando e implementando una strategia interessante. L’obiettivo primario è stato quello di costruire dalle fondamenta una forte e riconoscibile identità digitale in grado di intercettare il complesso mercato di riferimento dell’azienda. (altro…)

  • Zuckerberg, prima intervista post IPO e risolleva il titolo

    Zuckerberg, prima intervista post IPO e risolleva il titolo

    Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, è intervenuto ieri al TechCrunch Disrupt, la conferenza che si tiene a San Francisco. E ha detto molte cose interessanti tra cui quella che Instagram ha 100 milioni di utenti e che su Facebook ogni giorno si registra 1 miliardo di ricerche. E con questa intervista il titolo ieri ha guadagnato il 3,30%

    Zuckerberg-at-DistruptEra da un pò che non lo si vedeva, tanto da alimentare un sacco di voci contrastanti, e finalmente eccolo apparire al TechCrunch Disrupt, la conferenza che si tiene a San Francisco. Molti qualche giorno fa avevano consigliato al fondatore e CEO di Facebook, visto lo stato disastroso del titolo a Wall Street, di parlare in pubblico per provare a risollevare il titolo, e finalmente si è convinto. Infatti ieri il titolo è arrivato a far segnare +4,6%, chiudendo a 3,30% ad un prezzo 19,43. Niente male visto il tonfo dei giorni scorsi. Ma Zuckerberg ieri ha parlato e ha detto cose molto interessanti. La prima è che su Facebook ogni giorno si registra 1 miliardo di ricerche, quasi fosse davvero il motore di ricerca di cui si parlava non molto tempo fa. (altro…)

  • Facebook, la volatilità del prezzo e i lockup che incombono

    Facebook, la volatilità del prezzo e i lockup che incombono

    Quella che doveva passare alla storia come una delle quotazioni in borsa di maggior successo, a soli tre mesi dall’effettivo ingresso a Wall Street, rischia di trasformarsi in un clamoroso flop. Il titolo Facebook in poco tempo ha perso quasi il 50% del suo valore iniziale e dopo il primo lockup c’è stata la corsa alle vendite. E non è escluso che l’episodio possa ripetersi alla prossima scadenza, quella del 29 ottobre

    Facebook NasdaqPrima di tutto diamo una definizione semplice di lockup. Per lockup si intende “periodo di tempo nel quale è proibito al management e ad importanti investitori la vendita delle proprie azioni. Generalmente il periodo di lock-up ha una durata di 180 giorni“. Quindi un vincolo alle vendite delle azioni da parte del management dell’azienda. Il primo lockup che riguardava il titolo Facebook (NASDAQ:FB) è scaduto lo scorso 16 agosto, ed è stata una corsa alle vendite. Si perchè se da una parte il titolo andava male, sin dal primo giorno di quotazione, il momento della prima scadenza è suonato un pò come “Liberi tutti!” e chi ha potuto s’è liberato della patata bollente, passandola di mano e andando a riscuotere una cifra di guadagno che altrimenti si sarebbe assottigliata sempre di più. (altro…)