Tag: banda larga

  • Da Agcom la web app per verificare la copertura della Banda Larga

    Da Agcom la web app per verificare la copertura della Banda Larga

    Agcom, Autorità Garante delle Comunicazioni, ha lanciato oggi una web app che permette di visualizzare la copertura della banda larga e ultralarga in Italia. Un modo utile per gli utenti per verificare quali servizi e tecnologie sono presenti nella zona in cui si risiede.

    Agcom, Autorità Garante delle Comunicazioni, ha lanciato oggi una web app che permette di visualizzare la copertura della banda larga e ultralarga in Italia. L’app, raggiungibile a questo indirizzo maps.agcom.it/agcomapps/BBmap, e ottimizzata per smartphone e tablet, sembra una sorta di Google Maps della Banda Larga in Italia. E infatti lo scopo di questo strumento è quello di offrire agli utenti la possibilità di visualizzare statistiche a livello regionale o comunale in tempo reale, verificando quali servizi e tecnologie sono disponibili nonché il relativo bacino di utenza.

    L’app, grazie alla sua interattività, oltre a prevedere nuove funzionalità di download dei dati, permette agli utenti di contribuire al miglioramento del sistema segnalando eventuali errori o imprecisioni che, dopo una verifica da parte di Agcom, saranno corretti e riportati on line. La BBmap è un ulteriore sviluppo della broadbandmap, il primo sistema di mappatura nazionale delle Reti di accesso ad Internet da poco lanciato dall’Autorità al fine di fornire in modo semplice e intuitivo informazioni dettagliate sulle reti accesso ad Internet disponibili sull’intero territorio nazionale.

    BBmap agcom web app banda larga

    Uno strumento che siamo sicuri si rivelerà utile in un contesto, quello della Banda Larga in Italia, che presenta aspetti contrastanti. Proprio Agcom, in occasione della relazione annuale, ha messo in evidenza che gli italiani sono al penultimo posto nella classifica europea per l’utilizzo di Internet, un dato che contrasta invece con il fatto che la popolazione web sia cresciuta in un anno del 3%, arrivando ad essere online il 60% sul totale. E quindi ciò significa che 4 italiani su 10 non hanno mai usato internet. Agcom ha rilevato che che gli italiani: usano meno internet per fare acquisti e accedere a servizi bancari, al di sotto della media europea; usano i social network, questo dato nella media europea; consumano contenuto digitale, come video e musica, al di sopra della media europea.

    Oltre a questo va sottolineato che, nonostante tutto, la copertura nazionale con reti a banda ultralarga fa un deciso balzo in avanti nel 2016, dal 41% delle unità abitative nel 2015 al 72%. La percentuale di popolazione abbonata a reti a banda ultralarga passa dal 5% nel 2015 al 12% nel 2016, anche se l’Italia resta al 25esimo posto della classifica europea e ben al di sotto del valore medio di utilizzazione che nella media Ue è del 37 percento.

    Insomma, se questo strumento può servire anche ad un miglioramento della qualità della Banda Larga, consentendo sempre a più persone di potersene servire, allora sarà davvero molto utile.

    Intanto provatelo e fateci sapere cosa ne pensate.

  • Italia e Internet, crescita lenta della velocità e della banda larga

    Italia e Internet, crescita lenta della velocità e della banda larga

    Il Rapporto sullo Stato di Internet di Akamai, riferito all’ultimo trimestre del 2016, ci mette ancora una volta di fronte al fatto che il nostro paese occupa ancora le ultime posizioni al mondo in fatto di velocità della rete e di adozione della banda larga. L’Italia è al 58° posto nel mondo per velocità a 8,7 Mbps. La Norvegia è a 23,6 Mbps con una crescita annua del 26%.

    Il Rapporto sullo Stato di Internet di Akamai è uno dei più autorevoli e attesi per comprendere come Internet è vissuto nel mondo, dal punto di vista della velocità, dell’adozione, è dunque un momento importante per conoscere lo stato dell’arte. L’ultimo rapporto si riferisce all’ultimo trimestre del 2016 e, ovviamente, ci offre dati interessanti anche per quanto riguarda il nostro paese. Interessanti e non di certo entusiasmanti, infatti l’Italia vista nel contesto mondiale ed europeo è ancora oggi uno dei paesi che sta indietro rispetto a tutti gli altri, addirittura riesce a perdere posizioni nonostante qualche timido miglioramento. Ma per comprendere meglio quale sia lo stato di internet nel nostro paese, è meglio passare a vedere qualche dato nel dettaglio.

    italia internet velocità banda larga 2016

    Allora, il dato che certamente si fa notare da subito è che la velocità media di connessione nel nostro paese ha fatto registrare, rispetto al terzo trimestre del 2016, una timida crescita del 5,2%, passando da 8,2 a 8,7 Mbps. Ma nonostante questo timido miglioramento, l’Italia scende ancora nella classifica mondiale posizionandosi 58esima e rimanendo alla 28 esima in area EMEA. In coda, sempre solo Croazia, Grecia e Cipro. Rispetto al trimestre precedente, il Q3 2016, si registra, rispetto allo stesso periodo del 2016, una crescita del 16%. Tanto per avere un’idea della situazione europea, quella più vicina a noi, in Norvegia, il paese dove si registra la velocità di connessione più alta, si viaggia a 23,6 Mbps con una crescita annua del 26%.

    Sul fronte adozione della banda larga, l’Italia non fa molti progressi: solo il 78% delle connessioni sono sopra i 4 Mbps. Il nostro paese si ferma alla 28esima posizione in EMEA e alla 63esima a livello mondiale. Rispetto al trimestre precedente, nel Q4 2016 registrato un lieve calo del 1,8% e dello 0,7% rispetto all’anno precedente (Q4 2015).

    Dal punto di vista dell’adozione dell’high broadband, l’Italia sembra aver arrestato la sua corsa: nel Q4 2016 Akamai registra solo il 23% di connessioni sopra i 10Mbps (nonostante un +19% rispetto al Q3 2016 e un +68% rispetto al Q4 2015). Un confronto: se l’Italia è al 23%, la Romania è a quota 69%.

    E poi, a fronte di una media di oltre il 30% per i paesi EMEA coinvolti nello studio, l’Italia registra solo il 10% delle connessioni superiori ai 15 Mbps. Nella classifica mondiale scende dalla 51esima alla 54esima posizione, 29esima in EMEA, nonostante un + 97% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q4 2015).  La Norvegia ha conservato il primo posto nell’adozione della banda larga a 15 Mbps tra i paesi europei inclusi nello studio, alla pari con la seconda classificata, la Svizzera, con un tasso di adozione del 54%. In altri sette paesi (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia, Romania, Lettonia e Belgio) il 40% o più di indirizzi IPv4 univoci si è connesso ad Akamai a velocità medie superiori a 15 Mbps.

    Tra i primi 10 a livello mondiale nell’adozione della banda larga a 25 Mbps, sono sei i paesi europei: Norvegia (al 2° posto), Svezia (al 3º), Danimarca (al 5°), Svizzera (al 6°), Finlandia (all’8º) e Lettonia (al 10°). Incrementi notevoli su base annua sono stati osservati in Danimarca (79%), Svizzera (75%) e Norvegia (62%).

    Per quanto riguarda poi le connessioni mobili, nel quarto trimestre del 2016, in Italia la velocità media di connessione mobile raggiunge i 11,2 Mbps. La più elevata al mondo resta quella del Regno Unito con 26,8 Mbps.

  • Italia, ancora indietro per velocità di connessione e banda larga

    Italia, ancora indietro per velocità di connessione e banda larga

    Akamai ha presentato i dati relativi al secondo trimestre del “Rapporto sullo Stato di Internet”, il rapporto con cui elabora lo stato della rete a livello globale. Per quanto riguarda il nostro paese, nonostante qualche progresso, è ancora indietro per velocità di connessione. Per la banda larga, siamo al 70% di adozione; ancora lontana la banda ultra larga.

    Nuova edizione del “Rapporto sullo Stato di Internet” che Akamai elabora ogni trimestre per dare uno spaccato di quale sia lo stato di Internet a livello globale. Sono stati diffusi quindi i dati relativi al secondo trimestre del 2015, il Q2 2015, e come sempre cerchiamo di dare prima qualche dato importante che riguarda direttamente il nostro paese e poi qualche dato a livello globale per fare un veloce raffronto.

    Velocità di connessione, Italia ancora indietro

    Cominciamo subito col dire che nonostante i dati siano in crescita, l’Italia ancora non riesce a risollevarsi dal punto di vista della velocità di connessione, piazzandosi alla 54esima posizione a livello mondiale e 23esima tra i paesi EMEA. Nel secondo trimestre la velocità si attesta intorno a 6,4 Mbps, facendo registrare un aumento del 4,1% rispetto al trimestre precedente, il Q1 2015, e del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, Q2 2014. Il picco di velocità media di connessione in Italia raggiunto nel trimestre in esame è pari al 30,2% ed è penultima a livello EMEA (in discesa dal 68° al 69° posto a livello mondiale), nonostante una crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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    Banda larga e banda ultra larga, Italia in ritardo

    Capitolo banda larga e banda ultra larga. Di banda larga e, soprattutto di banda ultra larga si parla ormai sempre più spesso nel nostro paese, specie in relazione a questo grande progetto infrastrutturale che il governo si appresta a lanciare questo autunno, del valore di 12 miliardi di euro. Speriamo che questa serva a risollevare le sorti dell’Italia da questo punto di vista, anche perchè, al di là dei numeri, ne va della crescita del paese intero.

    Per quel che riguarda la banda larga (>4 Mbps) ci sono buone notizie: in Italia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le connessioni a banda larga sono cresciute del 13%, raggiungendo una copertura del 70%. Rispetto al trimestre precedente, però, si registra un aumento di solo 1,5%.

    Per quel che riguarda la banda ultra larga (>10 Mbps), invece, anche per il secondo trimestre del 2015, l’Italia, la Turchia e il Sud Africa restano gli unici paesi EMEA a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. E, nonostante un lieve miglioramento, il nostro paese si assesta su un valore di adozione dell’8,7%, facendo registrare +35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e una crescita del 19%, rispetto al trimestre precedente.

    Se guardiamo ai dati relativi alla banda a 15 Mbps, vediamo l’Italia registra solo il 3% delle connessioni uguali o superiori ai 15 Mbps, nonostante un aumento del 17%, rispetto allo stesso periodo del 2014, e del 20% rispetto al primo trimestre 2015. Ed è al 44esimo posto a livello mondiale.

    Questo il quadro italiano e come potete vedere c’è ancora tanto, ma tanto da fare.

    Vediamo velocemente qualche dato a livello globale.

    Nelle prime dieci posizione per velocità di connessione ci sono ben 7 paesi europei: Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia, Lettonia, Finlandia e Repubblica Ceca rispettivamente nelle posizioni dalla quarta alla decima. Tutti i Paesi europei considerati hanno, anche in questo periodo, superato la soglia convenzionale dei 4 Mbps di velocità di connessione media, mentre 17 hanno superato la soglia dei 10 Mbps, e sono: Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia, Rep. Ceca, Danimarca, Romania, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Austria, Germania, Portogallo, Slovacchia, Ungheria e Polonia.

    Per quanto riguarda la banda larga, la Corea del Sud è ancora il primo paese al mondo nella penetrazione dei 25 Mbps. In Europa, la Svezia è prima con una penetrazione del 15%.

    Per quanto riguarda il Mobile, il numero di abbonati ai servizi dati mobili è cresciuto rapidamente determinando un aumento del traffico dati insieme ad un aumento continuo del volume medio di dati scambiati per abbonato. In base ai dati di traffico raccolti da Ericsson, il volume di traffico dati mobile è cresciuto del 15% tra il primo e il secondo trimestre 2015 e del 55% rispetto al secondo trimestre dell’anno passato. I dati relativi alla velocità di connessione mobile e sull’uso dei browser non sono stati inclusi in questo report a causa dei cambiamenti man mano apportati per rifinire ulteriormente gli algoritmi Akamai per l’identificazione delle reti mobili.

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  • In Italia in calo del 7% la banda larga negli ultimi tre mesi

    In Italia in calo del 7% la banda larga negli ultimi tre mesi

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    Akamai rende pubblico il “Rapporto sullo Stato di Internet” relativo al terzo trimestre 2014. Per quanto riguarda il nostro paese, a proposito di banda larga (>4 Mbps), si registra un calo del 7,3% rispetto al trimestre precedente, ma cresce del 22% su base annua. L’high broadband (>10 Mbps) è in calo del 20% rispetto al trimestre precedente, ma cresce del 58% su base annua

    Ed eccoci a vedere insieme a voi la nuova edizione del “Rapporto sullo Stato di Internet“, realizzato da Akamai, relativo al terzo trimestre del 2014, Q3 2014. E, a differenza delle altre volte, vogliamo subito focalizzarci sul nostro paese, segnalandovi i dati più interessanti che riguardano l’Italia.

    E siccome si parla molto di banda larga, proprio da questo punto vogliamo iniziare. Il rapporto ci dice che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quindi Q3 2013, l’adozione della banda larga (>4 Mbps) in Italia (al 50° posto a livello globale) è aumentata del 22%, raggiungendo il 60%. Ma, rispetto al trimestre precedente, Q2 2014, il rapporto registra un calo nel nostro paese del 7,3%, uno dei cali maggiori tra l’altro. Tanto per restare in Europa, in Svizzera (terza a livello globale) la banda larga è al 93% con una crescita dell’ 0,1% rispetto al precedente trimestre e con una crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E sempre restando nel vicinato, in Germania la banda larga è al 79%, in Francia al 68%. Poi in Olanda è al 90%, in Romania e Danimarca è all’89%, in Belgio all’88%, in Austria all’86% e in Svezia all’84%.

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    Passiamo a vedere l’high broadband, ossia la banda superiore ai 10 Mbps. E anche nel Q3 2014, come già accadde in altri trimestri rilevati dal rapporto, Italia (50° posto a livello globale), Turchia (48° posto a livello globale), Emirati Arabi Uniti e Sud Africa rimangono gli unici paesi a non registrare tassi di adozione dell’high broadband superiori al 10%. Nel trimestre in esame, l’adozione di high broadband in Italia registra una forte diminuzione del 20% rispetto al trimestre precedente, ossia Q2 2014, e una crescita del 58% rispetto allo stesso periodo del 2013. Ad oggi il rapporto rileva che il 5,3% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps. E sempre per guardare cosa succede nel vicinato, anche per quanto riguarda l’high broadband la Svizzera primeggia in Europa (quarta a livello globale) con una percentuale del 54%, facendo registrare un calo del 3,2% rispetto al precedente trimestre e comunque una crescita del 39% su base annua. A ruota, con il 53%, segue l’Olanda (quinta a livello globale) che fa registrare una crescita dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e una crescita del 16% su base annua. Il dato più interessante è poi rappresentato dalla Romania (sesta a livello globale) che cresce, dal punto di vista dell’high broadband, del 147% (il dato più alto in Europa, segue Israele con 117%) in un anno, attestandosi ad una quota del 49%, anche se fa registrate un lieve calo dell’1,6% rispetto al trimestre precedente.

    A questo va aggiunto che l’Italia scende dal 41 al 42 esimo posto a livello mondiale, facendo registrare solo il 2,1% delle connessioni superiori ai 15 Mbps, con un aumento del 57% rispetto allo stesso periodo del 2013 (Q3), ma una diminuzione di 16% rispetto al secondo trimestre 2014. Prima, in Europa, sempre la Svizzera con il 30% e una crescita annua del 61%. Anche in questo caso, uno dei tassi di crescita annuo più alti (il secondo) lo si registra in Romania, +179%. Il più alto lo si registra in Sud Africa, 226%. Il più alto in Europa è in Portogallo, +214%.

    Tornando ad altri dati interessanti relativi al nostro paese, vi segnaliamo che nel terzo trimestre 2014, oltre 790 milioni di indirizzi IPv4 si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform da 246 paesi. L’Italia da questo punto di vista resta in nona posizione nella top ten globale, nonostante una diminuzione del 3,3% rispetto al trimestre precedente (Q2 2014) e una diminuzione del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q3 2013) assestandosi a poco più di 18 milioni e mezzo di indirizzi connessi (18.620.207).

    Per quanto riguarda la velocità di connessione, in Italia, la velocità media registrata nel terzo trimestre 2014 è di 5,5 Mbps, in lieve diminuzione del 4,5% rispetto al trimestre precedente (Q2 2014) ma in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q3 2013). Il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 25,3 Mbps, in aumento del 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q3 2013) e una lieve diminuzione del 4,2% rispetto al trimestre precedente (Q2 2014).

    Per quel che riguarda il Mobile, nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile si attesta sui 4,8 Mbps con picchi medi di 36Mbps.

    Infine, l’Italia è responsabile dello 0.6% degli attacchi generati.

  • Stato di Internet secondo trimestre 2014, in Italia timidi segnali di crescita

    Stato di Internet secondo trimestre 2014, in Italia timidi segnali di crescita

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    Akamai rende noto il nuovo rapporto sullo Stato di Internet nel secondo trimestre del 2014. E per quanto riguarda l’Italia, si intravedono piccoli segnali. Per quanto riguarda l’adozione della banda larga, si registra un aumentato del 28% su base annua, stabilizzandosi al 65%. La velocità di connessione registrata è di 5,8 Mbps, in crescita dell’11% rispetto al trimestre precedente

    Nuovo rapporto di Akamai sullo Stato di Internet nel secondo trimestre del 2014 che, sulla base dei dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, offre un’analisi approfondita di dati quali velocità di connessione, adozione della banda larga nelle reti fisse e mobili, attacchi informatici, esaurimento degli indirizzi IPv4 e adozione degli IPv6, adozione del 4G e traffico sulle principali property web e attraverso i maggiori fornitori di servizi Internet. Ebbene, iniziamo con l’evidenziare alcuni punti a carattere generale, per poi passare a vedere nel dettaglio i dati che riguardano più da vicino il nostro paese. Nel secondo trimestre di quest’anno, la velocità di connessione a livello globale supera la soglia dei 4 Mbps, e in Romania, Danimarca, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi l’adozione della banda larga supera il 90%. In Europa si registra un calo degli attacchi DDos e si registra una diminuzione del 15%  livello globale. E per quanto riguarda le reti 4K (le reti Ultra HD), Svizzera, Paesi Bassi e Svezia sono primi in Europa con oltre il 25% di connessioni a oltre 15 Mbps.

    Fatta questa introduzione generale, adesso vediamo meglio i dati del rapporto con un focus particolare sul nostro paese, che è quello che ci interessa maggiormente.

    Velocità di Connessione e Banda Larga

    La velocità media di connessione globale è cresciuta del 21% rispetto al primo trimestre, superando per la prima volta la soglia dei 4 Mbps e assestandosi su 4,6 Mbps. E la Svizzera continua ad essere al primo posto della graduatoria europea con una velocità media di connessione di 14,9 Mbps. Una crescita sensibile rispetto al trimestre precedente è stata osservata in tutti i Paesi europei, dal +7,4% della Francia al +27% della Romania. Notevole anche l’incremento anno su anno, con crescite variabili dal 22% di Italia e Austria al 58% dell’Irlanda. Anche il picco di velocità media ha subito una sensibile crescita rispetto al primo trimestre in tutti i Paesi. Al primo posto compare la Romania con una velocità media di connessione superiore a 60 Mbps, seguita da Paesi Bassi, Svizzera e Belgio con velocità superiori a 50 Mbps.

    In Italia, la velocità media di connessione registrata nel secondo trimestre 2014 è di 5,8 Mbps, in aumento dell’11% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q2 2013). Il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 26,4 Mbps, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013) e un aumento del 23% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014). Nonostante questi aumenti, l’Italia è però l’unico Paese tra quelli europei a registrare picchi di velocità media di connessione sotto i 30Mbps.

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    Per quanto riguarda il tasso di adozione della high broadband (<10 Mbps), si nota una forte crescita raggiungendo il 23% grazie all’incremento del 12% durante il secondo trimestre. Tra i Paesi europei, Svizzera, Paesi Bassi e Romania hanno mostrato crescite superiori al 50% e, con l’unica eccezione dell’Italia, tutti i Paesi hanno evidenziato crescite superiori al 10%. Variazioni positive trimestre su trimestre nell’adozione della high broadband sono state osservate in tutti i Paesi oggetti dello studio. Il tasso di crescita più alto è stato osservato in Portogallo (+92%), il più basso in Finlandia (+5%).

    Quindi, l’Italia insieme a Turchia, Emirati Arabi Uniti e Sud Africa, rimane tra gli unici Paesi EMEA a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. Nel trimestre in esame, l’adozione di high broadband in Italia registra però una crescita del 52% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e una crescita del 102% rispetto allo stesso periodo del 2013. A oggi il 6,6% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps.

    Per ciò che riguarda il tasso di adozione della banda larga (>4 Mbps), si nota una crescita del 5,6% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il 59%. Romania, Danimarca e Paesi Bassi hanno raggiunto la Svizzera nel ristretto numero di Paesi con un tasso di adozione superiore al 90%.

    In Italia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013) l’adozione della banda larga è aumentata del 28%, stabilizzandosi al 65%. E, rispetto al trimestre precedente, si registra un incremento dell’11%.

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    Adozione 4K

    Nel secondo trimestre, la maggior parte dei Paesi europei aveva più del 10% delle connessioni ad Akamai a velocità pari o superiori a 15 Mbps, percentuale che sale al 25% per i primi tre Paesi: Svizzera, Paesi Bassi e Svezia. Il primo posto spetta alla Svizzera con il 33% delle connessioni già pronte per il 4K., Portogallo e Romania hanno visto la percentuale raddoppiare rispetto al trimestre precedente mentre l’incremento più basso si è avuto in Finlandia (14%).

    Seppur al 41esimo posto a livello mondiale, con solo il 2,5% delle connessioni a superare i 15 Mbps, l’Italia registra un aumento di oltre il 100% (+106%) rispetto allo stesso periodo del 2013 (Q2) e un +54% rispetto al primo trimestre di quest’anno.

    Attacchi Informatici e DDos

    Nel trimestre in esame (Q2 2014), Akamai ha identificato 161 Paesi origine degli attacchi, 33 meno che nel primo trimestre. La Cina ha mantenuto la sua posizione di principale fonte di minaccia al mondo (43% degli attacchi). Al secondo posto l’Indocina, con un numero di attacchi doppio rispetto al primo trimestre (15%). Al terzo posto gli Stati Uniti col 13% in leggera crescita rispetto al 11% del trimestre precedente.

    L’Italia è responsabile dello 0.1% degli attacchi generati.

    Per quanto riguarda gli attacchi DDos (Distributed Denial of Service), a livello globale il numero di attacchi risulta diminuito del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Europa la diminuzione è stata del 14% rispetto al trimestre precedente, passando da 57 a 49 attacchi. Per la prima volta da quando Akamai ha iniziato a monitorare questo tipo di attacchi, il numero di client che ha subito attacchi successive è diminuito dal 26% al 18%. Solo due client sono stati colpiti da attacchi DDoS più di cinque volte. Uno solo è stato attaccato sette volte, contro i 17 attacchi del trimestre precedente.

    Europa rimane leader nell’adozione di Ipv6

    Per quel che riguarda gli indirizzi Ipv4, L’Italia permane in nona posizione nella top ten globale, nonostante una diminuzione del 3,8% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e una diminuzione del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q2 2013) assestandosi a poco più di 19 milioni di indirizzi connessi.

    Per quanto riguarda l’adozione di IPv6, il maggior numero di richieste continua a provenire da provider fissi e mobili, capitanati da Verizon Wireless col 50% delle richieste ad Akamai su IPv6. Per altri quattro operatori (Telenet, Brutele, Kabel Deutschland e XS4 ALL) oltre un terzo delle richieste ha avuto luogo su IPv6. I Paesi europei continuano a guidare la classifica mondiale dell’adozione di indirizzi IPv6, occupando sette delle prime dieci posizioni. I volumi di traffico IPv6 sono più che raddoppiati rispetto al trimestre precedente in Repubblica Ceca e sono cresciuti di oltre un terzo in Belgio. In Romania e Germania, invece, i livelli di adozione sono diminuiti rispetto al primo trimestre, con un calo del 25% in Germania. Ciò è però dovuto a un forte aumento delle richieste Ipv4 che si traduce in un calo del traffico IPv6 in termini percentuali.

    Connettività Mobile

    Nel secondo trimestre 2014, sono 56 i Paesi considerati all’interno della sezione connettività mobile, che comprende l’utilizzo di Internet da smartphone, tablet, computer e altri dispositivi che si connettono a Internet tramite operatori di telefonia mobile. A partire dal rapporto relativo al trimestre precedente, la connettività mobile è stata aggregata a livello Paese, anziché a livello provider.

    Nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile si attesta sui 4,7 Mbps con picchi medi di 35,7Mbps.

    In Corea del Sud, che continua a mantenere la prima posizione, la velocità media di connessione mobile è cresciuta leggermente da 14,7 a 15,2 Mbps. Per contro il valore più basso spetta al Vietnam, con 0,9 Mbps. La velocità media di picco nei Paesi considerati varia tra i 108 Mbps dell’Australia ai 5,7 del Vietnam. In Europa è la Slovacchia il Paese con la velocità media di connessione più elevata, con 8,0 Mbps.

  • Lo Stato di Internet Q1 2013 da Akamai. Italia ancora indietro

    Lo Stato di Internet Q1 2013 da Akamai. Italia ancora indietro

    Akamai pubblica il rapporto sullo Stato di Internet nel primo trimestre del 2013, il Q1. E vediamo che in questo periodo l’Europa è responsabile di meno del 19% del traffico legato agli attacchi. Il picco medio della velocità di connessione europeo è salito del 36% rispetto allo scorso anno. Il traffico dati mobile cresce del 19%. In Italia le connessioni broadband e high broadband sono in aumento rispetto al trimestre precedente, il Q4 2012, ma il nostro paese è ancora fanalino di coda

    Akamai Technologies, Inc., una delle principali piattaforme cloud che consente di offrire agli utenti un’esperienza online sicura e a elevate prestazioni, in qualunque parte del mondo e su ogni dispositivo, ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al primo trimestre 2013. Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali, tra gli altri, velocità di connessione, penetrazione di Internet e origine degli attacchi informatici.

    Il Rapporto include inoltre un osservatorio sugli attacchi indirizzati a siti e-commerce e un esame dell’utilizzo di browser mobile per tipologia di connessione al network, effettuato tramite Akamai IO.

    Di seguito vi proponiamo i principali rilevamenti europei e italiani.

    Penetrazione globale di Internet

    Oltre 733 milioni di indirizzi IPv4 unici in 243 Paesi si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform nel primo trimestre 2013, circa il 3.1% in più del trimestre precedente e il 10% in più rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Poichè, in molti casi, un singolo indirizzo IP rappresenta più individui, Akamai stima che il numero totale di utenti web unici connessi alla sua piattaforma durante il trimestre in questione sia ben superiore al miliardo. A livello globale, circa il 75% dei Paesi ha registrato un aumento di indirizzi IP unici rispetto al 2012. 

    Tra i Paesi europei presenti nella Top 10, quelli che hanno riscontrato il maggior incremento di indirizzi IPv4 anno su anno sono: Italia (+20%, al nono posto nella classifica globale con oltre 20 milioni di indirizzi connessi), Gran Bretagna (+11%, in quinta posizione), Francia (+5.7%, in sesta posizione) e Germania (+5%, in quarta posizione).

    Attacchi informatici: l’Europa è responsabile di circa il 20% degli attacchi osservati

    Attraverso i rilevamenti di un set distribuito di agenti attivi su internet, Akamai è in grado di monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo.

    La Cina continua ad essere la principale fonte di attacchi anche nel primo trimestre 2013, essendo responsabile del 34% di quelli osservati (sebbene in discesa di 7 punti percentuale rispetto al trimestre precedente). Cina e Indonesia insieme hanno originato più della metà del traffico legato agli attacchi a livello mondiale.

    Dalla top ten dei Paesi che hanno generato più attacchi informatici esce l’Italia, che lo scorso trimestre si trovava in nona posizione e che, oggi, è responsabile solo dell’1.1% degli attacchi generati.  L’unica nazione europea ancora presente in classifica è la Romania, che si piazza al nono posto.

    La Porta 445 (Microsoft-DS) continua ad essere la più colpita (dal 23% degli attacchi), seguita dalla Porta 80 (WWW HTTP), con il 14%, bersaglio di attacchi originati soprattutto in Indonesia.

    Adozione broadband: Paesi Bassi e Svizzera sempre i più veloci d’Europa 

    Connessioni internet-High-BroadbandL’high broadband continua a crescere in tutta Europa: sono infatti parecchie le nazioni che registrano almeno il 20% delle connessioni alla piattaforma Akamai superiori ai 10 Mbps. La Svizzera guida la classifica europea con il 30% di connessioni high broadband, seguita dai Paesi Bassi al 29%. Degne di nota anche Svezia (25% delle connessioni), Repubblica Ceca (23%) e Finlandia (21%).

    Connessioni internet-BroadbandLe connessioni a banda larga crescono un po’ ovunque e anche nel nostro paese. Ma crescono anche le connessioni high broadband. Infatti, rispetto allo scorso trimestre, l’adozione di high broadband è aumentata anche in Italia (+7.8%): ad oggi, il 3.2% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, una crescita del 24% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Anche l’adozione della banda larga è aumentata: +10%, rispetto allo scorso anno e +12% rispetto all’ultimo trimestre 2012, stabilizzandosi al 35%.  Tuttavia, tirando le somme a livello europeo, l’Italia permane al penultimo posto per numero di connessioni sia broadband sia high broadband; dietro di noi, solo la Turchia.

    Velocità-connessione internet-EMEARomania e Svizzera sono gli unici Paesi europei ad avere raggiunto un picco medio della velocità di connessione superiore ai 40 Mbps, mentre le altre nazioni si sono attestate al di sopra dei 20 Mbps e la crescita maggiore è stata quella della Gran Bretagna (+ 53%, con un picco di 36,3 Mbps) e Svizzera (+ 41%).

    In Italia, la velocità media di connessione nel primo trimestre 2013 si attesta sui 4.4 Mbps, più veloce del 4.4% rispetto al trimestre precedente e del 5.4% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il picco medio di velocità di connessione raggiunto nel nostro Paese è pari a 21.8 Mbps, maggiore del 9.7% rispetto al trimestre precedente e del 24% rispetto allo scorso anno. Si tratta però del picco più basso di tutta Europa.

    Connettività mobile

    Il primo trimestre 2013 ha registrato una velocità media di connessione mobile tra gli 8.6 Mbps e i 0.4 Mbps.  Nove operatori hanno registrato velocità di connessione da banda larga (superiori ai 4 Mbps), mentre 64 operatori una velocità media superiore a 1 Mbps. Come lo scorso trimestre, anche questa volta il provider che ha offerto la velocità di connessione maggiore è un austriaco, con 7.6 Mbps.

    In Italia esiste un divario di circa 1.5 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (3.7 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (2.2 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 19.6 Mbps ai 17.4 Mbps.

    I dati raccolti da Ericsson indicano che il volume del traffico di dati mobile è raddoppiato rispetto a un anno fa ed è cresciuto del 19% rispetto al trimestre precedente. Durante la prima metà del trimestre, il 41% delle richieste globali su reti cellulari connesse alla Akamai Intelligent Platform sono state originate da dispositivi che utilizzano l’Android Webkit, seguiti da Safari Mobile (38%). Nella seconda metà del trimestre, le richieste da Android Webkit sono salite al 44%, mentre quella da Safari Mobile si sono attestate intorno al 30%.

    Se invece analizziamo tutti i network (non solo quelli cellulari), da Safari Mobile sono giunte circa il 60% delle richieste e da Android Webkit fino al 33%.

  • Lo Stato di Internet nell’ultimo trimestre del 2012

    Lo Stato di Internet nell’ultimo trimestre del 2012

    Akamai pubblica oggi il Rapporto sullo Stato di Internet nell’ultimo trimestre del 2012, il Q4. In questo periodo sono stati registrati oltre il 200% di attacchi DDoS in più rispetto al 2011. Per quanto riguarda l’Italia, connessioni broadband in aumento del 9,5% ma siamo ancora penultimi in Europa

    Akamai Technologies, Inc. (NASDAQ: AKAM), una delle principali piattaforme cloud che consente di offrire agli utenti un’esperienza online sicura e a elevate prestazioni, in qualunque parte del mondo e su ogni dispositivo, ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2012 (disponibile all’indirizzo www.akamai.com/stateoftheinternet).

    Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali, tra gli altri, velocità di connessione, penetrazione di Internet e origine degli attacchi informatici. Il Rapporto seguente include anche un’analisi degli attacchi DDoS registrati durante lo scorso anno e un esame dell’utilizzo di browser mobile per tipologia di connessione al network, effettuato tramite Akamai IO.

    Qui di seguito, i principali rilevamenti europei e italiani.

    Penetrazione globale di Internet

    Sono quasi 700 milioni e provengono da 240 Paesi, gli indirizzi IPv4 unici che, nel quarto trimestre 2012, si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform: circa 4,2% in più del trimestre precedente e 13% in più rispetto allo stesso periodo nel 2011.

    Poichè, in molti casi, un singolo indirizzo IP rappresenta più individui, Akamai stima che il numero totale di utenti web unici connessi alla sua piattaforma durante il trimestre sia ben superiore al miliardo.

    Per quanto riguarda l’Europa, confrontando i dati anno su anno, i livelli di crescita vanno dal 3% della Germania (al quarto posto nella classifica globale), al 21% dell’Italia. E’ infatti proprio il nostro Paese ad avere registrato il maggior incremento di indirizzi IPv4 in Europa, piazzandosi al nono posto nella classifica globale.

    Traffico legato agli attacchi informatici

    Attraverso i rilevamenti di un set distribuito di agenti attivi su internet, Akamai è in grado di monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo.

    Anche nell’ultimo trimestre 2012, la Cina continua ad essere la principale fonte di attacchi, essendo responsabile del 41% di quelli osservati, mentre gli USA permangono in seconda posizione, generando il 10% degli attacchi.

    Esaminando la distribuzione geografica del traffico legato agli attacchi, nel quarto trimestre 2012, l’Europa è stata responsabile di quasi un quarto del totale. In nona posizione nella classifica globale, l’Italia è stata origine dell’1,6% degli attacchi, in calo – seppur di poco (0.1%) – rispetto al trimestre precedente.

    La Porta 445 (Microsoft-DS) continua ad essere la più colpita (dal 29% degli attacchi), seguita dalla Porta 23 (Telnet), con il 7,2%.

    Focus sugli attacchi DDoS: un aumento anno su anno pari a oltre il 200%

    Per la prima volta, il Rapporto sullo Stato di Internet include un focus sugli attacchi DDoS così come riscontrati dai clienti Akamai. Nel 2012, i clienti Akamai hanno registrato 768 attacchi DDoS, più del 200% rispetto al 2011. Il 35% di questi ha colpito aziende del settore Retail/Travel e il 22% l’area Media e Entertainment. Segue poi il settore finance ed enterprise, (soggetto al 20% degli attacchi), l’hi-tech (colpito dal 14% delle minacce) e, infine, il settore pubblico (9%). I 768 attacchi sono stati riportati da 413 aziende: molte di esse sono dunque state vittime di attacchi ripetuti. 

    attacchi-ddos-settori

    Adozione broadband: Paesi Bassi e Svizzera ancora i più veloci d’Europa

    Nell’ultimo trimestre 2012, le connessioni broadband (superiori ai 4 Mbps) continuano ad andare per la maggiore con tassi di adozione superiori al 45% nella maggior parte dei Paesi europei.

    Svizzera e Paesi Bassi si trovano al secondo e terzo posto della classifica globale e dominano dunque la classifica europea con la più alta percentuale di connessioni a banda larga (82%). Al terzo posto in Europa si trova invece la Repubblica Ceca, al 72%.

    Rispetto allo scorso anno, in generale, la banda larga è sempre più diffusa in tutti i Paesi europei, ad eccezione di Italia e Turchia – rispettivamente penultima e ultima in classifica – dove invece è addirittura diminuita dello 0.2%. Ma non disperiamo, perché, se i dati anno su anno sono tutt’altro che soddisfacenti, l’ultimo trimestre 2012 ha dato segni di ripresa: è proprio l’Italia infatti il Paese che ha registrato l’incremento maggiore da un semestre all’altro (+9.5), stabilizzandosi al 28%.

    Anche l’high broadband continua a crescere: durante il quarto trimestre 2012, più della metà delle nazioni europee hanno registrato il 10% delle connessioni alla piattaforma Akamai superiori ai 10 Mbps. La Svizzera guida la classifica europea con il 23% di connessioni high broadband, seguita dai Paesi Bassi al 21% e dalla Svezia al 19%.

    Rispetto allo scorso trimestre, l’adozione di high broadband è aumentata anche in Italia (+6.2%): ad oggi il 2,8% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, una crescita del 20% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.

    Rispetto al 2011, il picco medio della velocità di connessione è aumentato di oltre il 10% in tutta Europa. Casi particolarmente rilevanti sono stati quelli di Gran Bretagna (dove il picco è aumentato del 44% attestandosi ai 30,5 Mbps), Spagna (+40%, oggi a 27,8 Mbps) e Austria (+40%, oggi a 25,9 Mbps). E’ invece l’Irlanda ad avere registrato l’aumento anno su anno più basso (+12%, oggi a 27 Mbps).

    La Romania ha riscontrato il più alto picco medio di connessione del trimestre (42.6 Mbps), seguita da Svizzera (34.2 Mbps) e Belgio (33.4 Mbps). 

    Il picco di velocità di connessione raggiunto in Italia è pari a 19.4 Mbps, maggiore del 18% rispetto allo scorso anno e dell’1.2% rispetto al trimestre precedente.

    Negli ultimi cinque anni e nel 2012 in particolare, sono aumentati, a livello globale, i valori medi delle metriche utilizzate da Akamai per ‘misurare’ internet: stiamo riscontrando una sempre maggiore disponibilità di banda larga e una sempre più elevata velocità di connessione”, spiega l’autore del Rapporto sullo Stato di Internet, David Belson di Akamai. “Questa combinazione di fattori aprirà sicuramente le porte all’innovazione per quanto riguarda l’utilizzo di internet sia da parte delle aziende sia da parte dei privati”.

    Connettività mobile: connessioni più veloci per gli utenti austriaci

    Il quarto trimestre 2012 ha registrato una velocità media di connessione mobile tra gli 8 Mbps e i 345 Kbps.  Il provider che ha offerto la velocità di connessione maggiore è un austriaco, che ha superato gli 8 Mbps  con un aumento pari a quasi il 9% rispetto al trimestre precedente. Esaminando il picco medio di velocità di connessione, è invece un provider spagnolo a salire sul podio, con 44 Mbps.

    In Italia esiste un divario di circa 1.5 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (3.1 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (1.6 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 16.5 Mbps ai 13.1 Mbps. 

    La maggior parte (35,3%) delle richieste globali su reti cellulari connesse alla Akamai Intelligent Platform provengono da dispositivi che utilizzano l’Android Webkit, seguiti da Safari Mobile (32,6%).

    I trend cambiano nel momento in cui vengono inclusi nell’analisi tutti i network (non solo quelli cellulari): in questo caso, da Safari Mobile giungono circa il 58,7% delle richieste e da Android Webkit circa il 21,7%.

    Stato-Internet-Akamai-Q4-2012---Emea

  • Akamai, ecco lo Stato di Internet nel terzo trimestre del 2012 [Infografica]

    Akamai, ecco lo Stato di Internet nel terzo trimestre del 2012 [Infografica]

    Akamai rende pubblico oggi il rapporto sullo Stato di Internet relativo al terzo trimestre del 2012. L’Europa è responsabile di quasi un quarto degli attacchi informatici. L’Italia è penultima in Europa per numero di connessioni broadband e high broadband

    Akamai Technologies, Inc. (NASDAQ: AKAM), importante piattaforma cloud che consente di offrire agli utenti un’esperienza online sicura e a elevate prestazioni, in qualunque parte del mondo e su ogni dispositivo, ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al terzo trimestre 2012 (disponibile all’indirizzo www.akamai.com/stateoftheinternet).

    Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali penetrazione di Internet, origine degli attacchi informatici e velocità di connessione globale e locale.

    Il Rapporto seguente include anche un’analisi della ‘Operazione Ababil’ che, lo scorso settembre, ha visto una coalizione di criminali informatici sferrare una serie di attacchi DDoS a danno delle istituzioni finanziarie statunitensi e un esame dell’utilizzo di browser mobile per tipologia di connessione al network, effettuata tramite Akamai IO.

    Penetrazione globale di Internet: oltre 68 milioni di indirizzi in più rispetto al terzo trimestre 2011

    Sono più di 680 milioni e provengono da 243 Paesi, gli indirizzi IPv4 unici che, nel terzo trimestre 2012, si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform: circa l’11% in più rispetto allo stesso periodo l’anno precedente.

    Poichè, in molti casi, un singolo indirizzo IP rappresenta più individui, Akamai stima che il numero totale di utenti web unici connessi alla sua piattaforma durante il trimestre sia ben superiore al miliardo.

    Tra i Paesi con il maggior numero di indirizzi IPv4 connessi alla Intelligent Platform spicca l’Italia, che si piazza in nona posizione nella top ten globale grazie a un’impressionate crescita anno su anno (+27%), seguita dal Regno Unito (in quinta posizione) con una crescita del 18%.

    Gli indirizzi IPv4 disponibili sono ormai prossimi all’esaurimento. I dati pubblicati dai RIR (Regional Internet Registers) hanno rivelato che il consumo da parte del RIPE NCC (RIPE Network Coordination Centre) si è stabilizzato a metà settembre, quando il Registro ha raggiunto il suo ultimo blocco di indirizzi IPv4. il RIPE NCC ha anche annunciato che, in futuro, l’assegnazione di indirizzi IPv4 tenderà a diminuire sempre più, dichiarando che ‘è ormai fondamentale effettuare la migrazione all’IPv6 per garantire la continuità delle proprie attività online e la futura crescita di Internet’.

    Traffico legato agli attacchi informatici: dopo l’Asia, l’Europa è la seconda fonte di attacchi

    Attraverso i rilevamenti di un set distribuito di agenti attivi su internet, Akamai è in grado di monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo.

    Anche nel terzo trimestre 2012, la Cina continua ad essere la principale fonte di attacchi, essendo responsabile di quasi un terzo del totale (33%), più del doppio rispetto al trimestre precedente. Gli USA permangono in seconda posizione, generando il 13% degli attacchi osservati.

    Esaminando la distribuzione geografica del traffico legato agli attacchi, nel terzo trimestre 2012, l’Europa è stata responsabile di quasi un quarto del totale. Il Paese europeo che ha generato più attacchi informatici è stata l’Italia (1,7%), in calo – seppur di poco – rispetto al trimestre precedente.

    La Porta 445 (Microsoft-DS) è sempre la porta più colpita (dal 30% degli attacchi), seguita dalla Porta 23 (Telnet), con il 7,6%.

    Adozione broadband: sono i Paesi Bassi e la Svizzera le nazioni più veloci d’Europa

    Connessione-broadband-EMEALe connessioni broadband (superiori ai 4 Mbps) continuano ad andare per la maggiore. Paesi Bassi e Svizzera dominano la classifica europea con la più alta percentuale di adozioni di banda larga (oltre 80%). Entrambe distaccano di parecchio Belgio, Danimarca e Repubblica Ceca, con il 68% delle connessioni. Rispetto allo scorso anno, da notare i progressi della Francia, che ha registrato una strabiliante crescita del 70% (arrivando ad avere il 47% di connessioni broadband).

    Con un aumento di 17 punti percentuale rispetto al trimestre precedente, i Paesi Bassi raggiungono la Svizzera in quanto a nazione europea che ha fatto registrare la più alta percentuale di adozione anche in fatto di high broadband: entrambi i Paesi contano il 22% delle connessioni alla piattaforma Akamai superiori ai 10 Mbps, una percentuale molto più alta rispetto al livello di adozione globale dell’11%.

    Connessione-high-broadband-EMEAUn’analisi anno su anno rivela che l’high broadband si sta diffondendo sempre di più in Europa: se i Paesi Bassi hanno avuto la percentuale di crescita più bassa (+1%), il Regno Unito vanta invece la più alta (+145%). Molti Paesi hanno poi registrato un aumento percentuale a due cifre: Danimarca (+64%), Svezia (+61%); Finlandia (+73%); Belgio (+57); Germania (+42%); Spagna (+111%) e Francia (+79%).

    In Italia, l’adozione della banda larga, rispetto al 2011 è calata del 4% e quasi del 9% rispetto al trimestre precedente, arrivando a stabilizzarsi al 25%. Siamo ancora molto lontani dal resto d’Europa e dalla media globale di adozione broadband (pari al 41%).

    E’ invece aumentata dello 0.8% la high broadband: ad oggi il 2,7% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, una crescita del 7,5% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.

    Tirando le somme a livello europeo, l’Italia si piazza però al penultimo posto per numero di connessioni sia broadband sia high broadband: peggio solo la Turchia.

    Media-picchi-velocità-connessione-EMEA

    In Italia, la velocità media di connessione nel terzo trimestre 2012 si attesta sui 3.9 Mbps, più lenta del 2.6% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.  Il picco di velocità di connessione raggiunto in Italia è pari a 19,2 Mbps, maggiore del 19% rispetto allo scorso anno.

    Connettività mobile: connessioni più veloci per gli utenti russi e spagnoli

    La velocità media di connessione maggiore misurata nel terzo trimestre 2012 è stata di 7,8 Mbps, offerta da un provider russo che ha raggiunto anche il picco medio di velocità di connessione (39,42 Mbps), seguito da un provider spagnolo a 33 Mbps.

    I dati raccolti da Akamai IO nel trimestre analizzato mostrano che, la maggior parte (37.6%) delle richieste globali su reti cellulari connesse alla Akamai Intelligent Platform provengono da dispositivi che utilizzano l’Android Webkit, seguiti da Safari Mobile (35.7%).

    I trend cambiano nel momento in cui vengono inclusi nell’analisi tutti i network (non solo quelli cellulari): in questo caso, da Safari Mobile giungono circa il 60,1% delle richieste e da Android Webkit circa il 23,1%.

    In Italia esiste un divario di circa 1,2 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (3,1 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (1,9 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 13,4 Mbps ai 16,4 Mbps. 

    Operazione Ababil

    Akamai è stato coinvolto nel progetto a difesa delle organizzazioni colpite da una serie di attacchi DDoS – la cosiddetta ‘Operazione Ababil’ – che ha avuto luogo lo scorso settembre. Gli attacchi osservati da Akamai hanno riportato le seguenti caratteristiche:

    –          Fino a 65 Gbps del traffico totale legato agli attacchi ha avuto target diversi e utilizzato tecniche distinte;

    –          Una porzione significativa (quasi 23 Gbps) del traffico legato agli attacchi era indirizzato a server DNS;

    –          Il traffico legato agli attacchi diretti alla infrastruttura DNS di Akamai hanno incluso sia il traffico UDP sia il traffico TCP, allo scopo di sovraccaricare i server di false richieste;

    –          La maggioranza del traffico legato agli attacchi ha riguardato la richiesta di accesso a pagine web legittime dai siti dei clienti Akamai su http e https per cercare di sovraccaricare i web server;

    –          Parte del traffico legato agli attacchi è stato costituito da pacchetti ‘junk’ automaticamente individuati dai server Akamai;

    –          Parte del traffico legato agli attacchi è stato costituito da massicce richieste http alle parti dinamiche di un sito (come le pagine di ricerca).

    State-of-Internet_Q3-Infographic-EMEA_Akamai

  • Rivoluzione Tv 2.0, alla scoperta delle Web Television [Live Streaming]

    Rivoluzione Tv 2.0, alla scoperta delle Web Television [Live Streaming]

    Interessante evento oggi che trasmettiamo in live streaming “Rivoluzione TV 2.0, alla scoperta delle Web Television” a rete unificata da Lecce. Il summit dell’informazione locale online è promosso da CORECOM Puglia. Sarà inoltre presentata la ricerca a cura della Fondazione Rosselli sui media digitali locali

    Le sfide future dell’informazione locale si giocano anche attorno al ruolo dei media online, alla progressiva penetrazione delle reti a banda larga e dei device mobili che stanno modificano le modalità di accesso alle informazioni.

    Rivoluzione-TV-2.0Oggi, venerdì 30 novembre, sarà presentata la ricerca della Fondazione Rosselli – Istituto di Economia dei Media (IEM), commissionata da Co.Re.Com Puglia e realizzata con il supporto dell’Osservatorio Altratv.tv, sull’informazione locale online. Focus sui nuovi servizi audiovisivi via web: struttura editoriale, sistemi produttivi e distributivi, sostenibilità economica. Lo studio sarà illustrato a Lecce nell’Auditorium del Museo provinciale Castromediano (via Gallipoli, 28).  Interverranno, tra gli altri: Paolo Perrone (Sindaco di Lecce), Antonio Maria Gabellone (Presidente della Provincia di Lecce), Onofrio Introna (Presidente Consiglio Regione Puglia), Felice Blasi (Presidente Corecom Puglia), Bruno Zambardino (Fondazione Rosselli), Filippo Lucci (Presidente Nazionale Corecom), Giulio Votano (Autorità per Garanzie nelle Comunicazioni), Paola Laforgia (Presidente ODG Puglia), Raffaele Lorusso (Presidente FNSI Puglia), Roberto Venturini (Digital Planner). Modererà Adelmo Gaetani (Corecom Puglia).

    Nel pomeriggio spazio alle web tv pugliesi che ogni giorno documentano ciò che accade nel loro territorio. Insieme a loro interverranno: Piero Gaffuri (Amministratore Delegato RAI Net) e Giampaolo Colletti (co-founder Altratv.tv e autore “Social TV”, Gruppo24Ore). Modererà Stefano Cristante (Corecom Puglia) dopo i saluti di Simona Manca (Vice-presidente della Provincia di Lecce).

    L’incontro sarà trasmesso in diretta “a rete unificata” oggi a partire dalle ore 10 qui sul nostro blog, su Corecom.consiglio.puglia.it, su Altratv.tv e sulle web tv, blog, videoblog e media locali digitali del network. In live streaming anche sui grandi network editoriali come, ad oggi: Tiscali.it, Dire.it, Gazzettamezzogiorno.it, Quotidianodipuglia.it, Millionaireweb.it, Digital-sat.it, Ustation.it.

    Il Co.Re.Com Puglia (Comitato Regionale per le Comunicazioni) ha la funzione di gestire, governare e controllare il sistema delle comunicazioni sul territorio della regione: è al tempo stesso organo regionale, organo delegato dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e referente operativo del ministero delle Comunicazioni.  
     
    La Fondazione Rosselli è un istituto di ricerca indipendente e no-profit che opera nell’ambito delle scienze sociali, economiche e politiche. Finalità della Fondazione è promuovere lo studio delle politiche pubbliche con un approccio cognitivo interdisciplinare. 
     
    Altratv.tv® è l’osservatorio italiano sulle web tv e sui media locali posizionati in rete. Attualmente mappa 642 antenne, oltre 30 media universitari e 815 media locali. Dal 2010 è anche network: propone trasmissioni “a rete unificata” che vanno sulle web tv aderenti e sui grandi network con uno stesso codice di trasmissione.
  • Audiweb Ottobre 2012, 16 milioni di italiani accedono al web via smartphone

    Audiweb Ottobre 2012, 16 milioni di italiani accedono al web via smartphone

    Audiweb rende noto oggi i dati sulla diffusione dell’online in Italia e sull’audience relativa al mese di Ottobre 2012. Sono 38 milioni gli italiani che accedono ad internet da qualsiasi luogo e ben 16 milioni, in aumento rispetto al mese precedente, lo fanno via smartphone. 2,4 milioni gli italiani che si connettono via tablet

    Audiweb-Ottobre-2012-device-famiglie

    Per ciò che riguarda i dati sulla diffusione dell’online in Italia, secondo i nuovi dati di Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, nei primi nove mesi del 2012 oltre due terzi delle famiglie italiane dichiarano di avere un computer di proprietà, il 69% delle famiglie con almeno un componente fino a 74 anni (15 milioni) e, tra queste, 14 milioni hanno la possibilità di accedere a internet da casa. Considerando oltre ai computer di proprietà anche i computer aziendali utilizzati a casa, i televisori e le console giochi, sono 14,3 milioni le famiglie italiane che dichiarano di avere accesso a internet da casa attraverso uno di questi device (il 66,4% del totale famiglie).  

    Audiweb Ottobre 2012 location-individui

    La Banda Larga risulta essere nelle case di 9,8 milioni di famiglie (il 69,8% delle famiglie che dichiara di avere un accesso a internet da casa attraverso computer di proprietà), e quasi la totalità di queste dichiara di aver sottoscritto un abbonamento flat (9,2 milioni di famiglie). L’accesso attraverso le chiavette internet è indicato dal 27,4% delle famiglie connesse, pari a 3,9 milioni.

    Analizzando i risultati della ricerca sulla diffusione dell’online tra la popolazione italiana, risultano connessi 38 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, il 79% della popolazione nella fascia considerata che dichiara di accedere a internet da location fisse (da casa, ufficio o da un luogo di studio) o da mobile.

    Per quanto riguarda la disponibilità di accesso a internet dai vari device e dalle singole location esaminati, risulta un’elevata disponibilità da casa attraverso computer (35,3 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni) indicata nel 73,2% dei casi. L’accesso a internet da telefono cellulare/smartphone è confermato dal 33% degli individui (16 milioni di individui) e quello da tablet (a uso esclusivo) nel 4,9% degli individui (2,4 milioni di individui).

    Il profilo degli Italiani che accedono a internet da mobile, è rappresentato dal 36% degli uomini e dal 30% delle donne, in particolare giovani (il 50% degli 11-17enni e il 53,5% dei 18-34enni), con tassi di concentrazione più elevati tra i livelli più alti in termini di istruzione e condizione professionale.

    Più in dettaglio, dichiarano di accedere a internet da mobile il 49,3% dei laureati, il 43,4% dei diplomati, il 59,5% degli imprenditori e liberi professionisti e il 53,8% dei dirigenti, quadri e docenti universitari. Gli studenti, universitari e non, presentano un tasso di penetrazione dell’accesso da telefono cellulare\smartphone che supera il 50% (55,6% per gli studenti universitari e 52,6% per gli studenti di scuole medie e superiori). Analizzando le dichiarazioni sull’uso del cellulare con accesso a internet, risultano 10,6 milioni le persone che indicano almeno un’attività di navigazione effettuata. Tra le attività più citate: navigare genericamente su internet (il 58,4% dei casi), inviare/ricevere e-mail (il 33,4% dei casi), accedere ai social network (32,5%), consultare motori di ricerca (31,3%). Quote comprese tra il 10% e il 26% per altre attività che implicano la navigazione.

    Sono, inoltre, 4 milioni coloro che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione tramite il cellulare e tra quelle utilizzate negli ultimi 30 giorni, le principali sono applicazioni di giochi (53,6%), meteo (51%), quelle che permettono di accedere e chattare sui social network (47,1%), mappe, itinerari, informazioni sul traffico (41,3%) e le applicazioni per foto e immagini(39,3%).

    Audiweb Ottobre 2012 audience

    Passiamo adesso a vedere l’audience. In base ai nuovi dati di audience online da PC, nel mese di ottobre 2012 è stata registrata un’audience di 29 milioni di utenti unici, con un incremento del 6,9%. Cresce anche l’audience online nel giorno medio, con 14,8 milioni di utenti(+13,2%) che hanno fruito del mezzo per 1 ora e 26 minuti.  

    Audiweb Ottobre 2012 video

    Per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online(Audiweb Objects Video), nel mese di ottobre sono state rilevate 51,5 milioni di stream views, con 6,2 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 25 minuti di tempo speso per persona. Sono 1,7 milioni le stream views nel giorno medio, con 707 mila utenti che hanno dedicato 7 minuti in media per persona alla visione dei contenuti video.