Tag: berlusconi

  • Ceres e l’assoluzione di Berlusconi, esempio di instant marketing?

    Ceres e l’assoluzione di Berlusconi, esempio di instant marketing?

    Ceres è uno dei brand che usa i Social Media in modo brillante, con attenzione agli avvenimenti che coinvolgono l’opinione pubblica. Ultimo esempio è quello di poco fa, pubblicato sulla propria pagina Facebook, che dà la sua interpretazione riguardo all’assoluzione di Berlusconi con un’immagine molto pungente. Altro esempio di instant marketing?

    Brand e instant marketing, un rapporto che grazie ai social media è ormai sempre più crescente, anche se non certamente facile. L’instant marketing è una delle attività che i brand, alcuni per meglio dire, hanno preso a praticare specie su Twitter, basti pensare al Super Bowl 2013 e quindi a Oreo quando riuscì a cogliere l’attimo del blackout in campo e a twittare “Power out? No problem” con un’immagine in cui si vedeva un biscotto Oreo avvolto nell’oscurità e la scritta “You can still dunk in the dark“. Il tweet ricevette più di 20 mila interazioni.

    Ebbene, oggi vi segnaliamo un caso di instant marketing tutto italiano, apparso davvero poco fa e vede protagonista il famoso brand Ceres, non nuovo ad esempi di questo tipo.

    Cavalcando l’indignazione della rete a proposito della recente sentenza della Cassazione che ha di fatto confermato l’assoluzione per Silvio Berlusconi, ristabilendo dunque l’esito dell’Appello, coinvolto nel processo Ruby, ha pubblicato un post con un’immagine molto pungente:

    Come si può notare, il post è ironico e riesce davvero ad agganciarsi con simpatia al fatto in questione. Quasi sempre il tentare di dare un'interpretazione ironica dei fatti politici è impresa ardua e difficile, e proprio il caso di Berlusconi e del processo Ruby non è certamente cosa facile. Ma qui il brand gioca appunto con l'immagine, azzeccata dato il contesto, e con una frase davvero pungente. E' sicuramente un caso di instant marketing.

    Allora, cosa ne pensate voi? Ottimo esempio di instant marketing oppure pensate che il brand abbia rischiato un po' troppo? Raccontateci tra i commenti la vostra opinione.

  • La decadenza di Berlusconi è record su Facebook e su Twitter

    La decadenza di Berlusconi è record su Facebook e su Twitter

    La decadenza di Berlusconi da senatore della Repubblica è stato, comunque la si pensi, un evento che rimarrà nella storia del nostro paese, ma è stato anche un evento che verrà ricordato perchè ha fatto registrare numeri da record su Facebook e su Twitter, secondo quanto riportano i dati raccolti da Blogmeter

    Il voto dell’Assemblea di Palazzo Madama di ieri che ha decretato l’ineleggibilità del Cavaliere e la perdita dello status di parlamentare ha infiammato la politica negli ultimi mesi e ieri, come non mai, anche tutte le conversazioni su Twitter e su Facebook. La decisione del Senato della Repubblica di espellere il senatore Silvio Berlusconi è stata senza alcun dubbio la notizia della giornata in Italia anche sui Social Media. E i dati raccolti da Blogmeter, società che analizza le conversazioni e le interazioni in rete, ne sono la conferma e ci danno la dimensione di questo evento che sarà ricordato a lungo anche per questo. Dalle ore 7 di ieri mattina fino alle ore 6 di questa mattina, Blogmeter ha rilevato circa 250.000 citazioni sul tema sui due social network principali. Assolutamente un record!

    Sopratutto se guardiamo questi dati in relazione agli ultimi eventi che hanno riguardato Berlusconi e come questi sono stati “visti” sui Social Media. Da ultimo, il famoso videomessaggio in seguito alla sentenza di condanna che non sfondò sui Social Media, oppure l’evento riguardante la #SentenzaMediaset che ebbe un picco di 1.163 tweets; e ancora la #propostashock quando annunciò di restiruire l’IMU in campagna elettorale, con un picco di 900 tweets e, infine, la partecipazione a Gennaio di quest’anno a Servizio Pubblico.

    Ma vediamo i dati di ieri.

    Su Facebook sono stati circa 100.000 le citazioni di “Silvio Berlusconi”, una stima conservativa visto che molti profili personali sono privati, mentre su Twitter i cinguettii relativi all’argomento decadenza sono stati oltre 155.000 provenienti da 43.727 accountIl picco di 1.163 tweet al minuto si è avuto subito dopo le 17.42, all’annuncio della decisione del Senato. In quel momento una parte si è limitata a rilanciare i tweet delle fonti giornalistiche più autorevoli, un’altra a scrivere qualche parola di commento, soventemente venata di ironia.

    decadenza-berlusconi-twitter-blogmeter

    Infatti il tweet più rilanciato della giornata è stato quello della community satirica Spinoza, che ha raccolto oltre 1.000 retweet:

    Non sorprende che i termini più utilizzati siano stati “Berlusconi”, usato 93.000 volte, e “decadenza” oltre 84.000, accompagnati da avverbi spesso di soddisfazione.

    Secondo quanto riporta Blogmeter, l’argomento ha superato il volume di discussioni fatto registrare in precedenza dalla Fiducia al governo Letta (116.000 tweet in una giornata) e dalla Sentenza Mediaset (141.000 tweet in un giorno). Cifre record per un evento di questo tipo, battuto solo, in termini di volumi, ma non di autori unici, dalla puntata di Servizio Pubblico con lo stesso Cavaliere  in veste di protagonista. Ma in quella occasione la concentrazione mediatica era omogenea e non frammentata come quella di ieri.

    E voi che ne pensate? Avete anche voi contribuito alle conversazioni circa la decadenza di Berlusconi? Qual è la vostra opinione?Raccontatecelo tra i commenti.

    [divider]

  • Berlusconi, il videomessaggio non sfonda sui Social Media

    Berlusconi, il videomessaggio non sfonda sui Social Media

    Berlusconi ieri ha diffuso il suo videomessaggio, molto atteso e molto discusso, vista la situazione politica di questi giorni tutta concentrata sulla “decadenza”. Blogmeter ha pensato bene di analizzare le conversazioni in seguito al lancio del videomessaggio e, diversamente da altre occasioni, questa volta Berlusconi sui Social Media non ha sfondato

    C’era molta attesa ieri per il videomessaggio che nei giorni scorsi era stato più volte annunciato e smentito. E ieri finalmente, in occasione anche della altrettanto attesa riunione della Giunta delle elezioni del Senato con il voto che ha visto bocciate le motivazioni della relazione di Augello, tutti hanno avuto modo di vederlo e ascoltarlo, per poi commentare e discuterne anche sui Social Media, in special modo Facebook e Twitter. E secondo la misurazione effettuata da Blogmeter il tanto atteso videomessaggio agli italiani diffuso ieri pomeriggio da Silvio Berlusconi non ha prodotto risultati eclatanti sui social media, come invece accaduto il atre situazioni che hanno visto il Cavaliere protagonista.

    Videomessaggio-Berlusconi-social-media-blogmeter

    Su Facebook il post che lo ha annunciato ha registrato poco più di 11.000 interazioni, ben lontane dalle 46.000 registrate dal post dello scorso 2 agosto che annunciava il primo video messaggio del Cavaliere trasmesso due giorni dopo la sentenza di condanna per frode fiscale.

    Su Twitter sono state complessivamente 51.685 le citazioni. Blogmeter che ha monitorato questo social media dalle ore 16 di ieri alle ore 10 di questa mattina, ha rilevato anche un picco di 17.363 citazioni tra le ore 18 e le 19 e un picco di 600 tweet al minuto alle ore 18.15.

    Anche in questo caso siamo ben lontani dal risultato ottenuto dal Cavaliere durante l’ultima campagna elettorale, quando ospite di Santoro a Servizio Pubblico, riuscì a stimolare una cascata di oltre 200.000 tweet in 5 ore di messa in onda con un picco di 1.885 tweet al minuto.

    Tra l’altro, ieri il mood degli utenti di Twitter è stato tendenzialmente a sfavore del Leader di Forza Italia con il 74% dei tweet negativi e il 26% positivi  

    E voi che ne pensate? Come spiegate questo calo di attenzione?

  • Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Anche sulla Rete si è vissuta la lunga attesa prima della lettura della “Sentenza Mediaset” dal Palazzo di Giustizia di Roma sede della Cassazione che ha condannato definitivamente Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione. Un momento storico, comunque la si pensi. Al momento della lettura della sentenza su Twitter si è toccato il picco di 1.183 tweets al minuto (TPM), secondo Blogmeter

    Come spesso facciamo in questi casi, ci siamo interessati a seguire come e quanto la Rete ha conversato, soprattutto nella giornata di ieri, della Sentenza Mediaset che ha riguardato Silvio Berlusconi. L’attenzione è stata davvero tanta e la Rete è stata sicuramente il luogo dove tanti hanno fatto sentire la loro voce e hanno espresso la loro opinione. Per dare un quadro più completo e chiaro possibile, ci affidiamo all’indagine più ad ampio raggio che ha realizzato Blogmeter e anche di un focus più specifico su Twitter. Intanto Blogmeter ha rilevato che, per quanto riguarda proprio Twitter, il picco più alto di tweets si è toccato proprio al momento della lettura della sentenza, ossia 1.183 tweets al minuto (TPM).

    BM_Sentenza Mediaset

    I tweets totali, sempre rilevati da Blogmeter, nella sola giornata di ieri sono stati 140.000 da 50 mila accounts. Su Facebook i commenti pubblici sono stati oltre 30 mila. Il momento della visione del videomessaggio che Berlusconi ha registrato per parlare al suo elettorato, riproponendo la nascita di Forza Italia, su Twitter, ha fatto risalire il picco di tweets fino a 450 tweets al minuto (TPM).

    Le conversazioni che Blogmeter ha rilevato si sono sviluppate per la maggior parte attorno all’hashtag #sentenzamediaset (usato circa 66 mila volte) e al nome Berlusconi (55 mila volte). Inoltre da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che tiene traccia di tutte le menzioni e delle conversazioni che riguardano i politici, nella sola giornata di ieri Berlusconi, il politico più citato ovviamente, ha fatto registrare 111.089 web mentions. Su Facebook il post della trascrizione del video è quello che nella giornata ha fatto registrare il più alto coinvolgimento con quasi 30 mila like e oltre 6 mila condivisioni.

    All’analisi di Blogmeter, affianchiamo quella che noi abbiamo effettuato con la piattaforma Keyhole, riguardante solo le conversazioni su Twitter. Premettendo che la nostra rilevazioni ha riguardato solo la giornata di ieri, anzi solo una frazione della giornata di ieri. Però allo stato, i dati rilevati si scostano poco rispetto a quelli di Blogmeter, certamente più completi.

    La nostra rilevazione è iniziata dalle ore 13 e il totale dei tweets registrati fino all’1 di questa notte è stata di 83.871 tweets con il picco più alto toccato alle 19 con 19.581 tweets, lo vedete bene nel grafico, seguito poi da quello delle 20 con 17.574 tweets.

    grafico-timeline-sentenza mediaset

    Gli hashtag che abbiamo monitorato sono stati #sentenzamediaset (60,06% delle conversazioni); #berlusconi (32,6%) e #cassazione (6,8%).

    share-of-voice-sentenza mediaset

    Mentre gli uomini sono stati di poco più numerosi delle donne a twittare: 53% contro il 47%.

    demographics-sentenza mediaset

    Infine, dalla nostra rilevazione, si è twittato molto da dispositivi mobili (62,3%); il 37,7% dei tweets è stato registrato da desktop.

    top-sources-sentenza mediaset

    E ora vediamo quelli che sono stati i top tweets della giornata.

    Tra quelli che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni vi è stato anche il tweet di Beppe Grillo, anche lui ieri molto citato e molto twittato:

    Mentre tra quelli che noi abbiamo individuato specificatamente con hashtag #sentenzamediaset, #berlusconi, #cassazione rileviamo il tweet di David Di Tivoli:

    Segue poi quello di @lddio:


    Poi quello di Matteo Grandi:

    E poi ancora Beppe Grillo:

    Infine, per curiosità, volevamo segnalarvi il tweet della CNN in lingua spagnola che rilancia la notizia subito dopo la lettura della sentenza:

    (immagine di copertina ©Ansa)
     
     
  • La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    L’attenzione di ieri su Twitter ha registrato un picco elevato quando nella tarda mattinata Berlusconi ha annunciato la sua proposta shock, ossia restituire l’IMU ai cittadini. 900 i tweets che si sono resistrati considerando i due hastag #propostashock e #propostasciocc

    Argomento di ieri su Twitter, ma sui social media in generale, è stato sicuramente Berlusconi e la sua proposta shock. Nella tarda mattinata di una domenica in piena campagna elettorale, Silvio Berlusconi annuncia la sua #propstashock, cioè restituire ai cittadini italiani l’IMU, la tassa sulla prima casa, già pagata nel 2012. Un annuncio che ha di fatto scatenato un ridda di tweets. Ci siamo permessi di monitorare quelli che sono stati i due hashtag più usati #propostashock, appunto, e #propostasciocc.

    Ebbene, il picco massimo è stato di 900 tweets, aggregando i due hashtag e verificando questa proporzione: 78% per #propostashock e 22% per #propostasciocc.

    propostaschock_share voice

    [UPDATE]

    Alcuni utenti su twitter, tra cui Alessandra Giraldo (@giraldo_ale),


    ci hanno fatto notare che oltre ai due hashtag che abbiamo monitorato ce ne sarebbe un terzo, #propostachoc. Abbiamo inserito anche questo hashtag nel monitoraggio e, pur restando pressochè tutto invariato, cambia lo share of voice con percentuali diverse, come vedete nell’immagine in basso. E cambia il quadro delle top source, adesso il risultato si ribalta e a twittare via mobile, dato complessivo, è il 51,9%, contro il 45,2% via desktop.

    propostaschock_propostasciocc_share voice

    Anche nella giornata di oggi si registra un numero discreto di tweets, fino ad ora costante.

    propostaschock_timeline

    Nell’individuare il top tweet, siamo risaliti a quello di Cetty D. (@itscetty) che ha ottenuto 865 condivisioni complessive, di cui 688 RTs

    Il secondo tweet più condiviso è stato quello di Giulio Tremonti (g_tremonti), 382 condivisioni totali, di cui 340 RTs

    Il 49,4% degli utenti su twitter ha preferito twittare via desktop, mentre il 47,4% ha preferito farlo via mobile di cui il 25,9% da iPhone, il 13,1% da Android e il 6,4% da iPad, per citare le principali fonti.

    propostaschock_sources

    (l’immagine in basso comprende anche l’hashtag #propostachoc)

    propostaschock_sources 1

    Dai tweets che abbiamo registrato risulta una prevalenza maschile tra i profili, 57%, mentre le donne sono il 43%.

    propostaschock_demografico

    Tra le keywords più presenti nei vari tweets, IMU è appunto tra le più usate.

    propostaschock_keywords

    Questo breve resoconto che vuole essere solo una piccola vetrina di quello che è accaduto ieri, è confermato anche da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che traccia le conversazioni riguardanti i politici impegnati in questa campagna elettorale sul web. E infatti nell’immagine in basso si vede chiaramente l’impennata delle mentions riguardanti Berlusconi nella giornata di ieri.

    polismeter_propostaschock_berlusconi

    E voi che ne pensate? Che idea vi siete fatti dei politici che usano i social media in questa campagna elettorale? Sta cambiando, di conseguenza  il vostro parere a riguardo? Se avete un’idea che volete esprimere potete anche rispondere, se volete, a questo mini-sondaggio sulla fanpage ufficiale de “La Gabbia“, il nuovo libro di Davide Cavazza la cui storia ha come tema proprio l’attuale campagna elettorale, sul fatto se e quanto l’attività dei politici di questo periodo sui social media stia modificando, o meno, la vostra opinione. Collegatevi a questo link per dare la vostra risposta.

  • Servizio Pubblico sbanca su Twitter secondo BlogMeter

    Servizio Pubblico sbanca su Twitter secondo BlogMeter

    Si potrebbe dire che la puntata di ieri di Servizio Pubblico con ospite Silvio Berlusconi è stata quella dei record. 33,5% di share e 9 milioni di ascolti in tv e picco di 200 mila tweets come vediamo dall’indagine fatta da BlogMeter

    ber_santoro_v3 trend_on air

    Il talk-show condotto da Santoro non ha soltanto centrato l’obiettivo Auditel (share 33,58%), ma è stato anche il più commentato di sempre sui social network. In particolare la “visione connessa” attraverso Twitter ha fatto registrare dei numeri record: sono stati 204.636 i cinguetti lanciati, con un picco di 1.885 tweet al minuto, secondo l’analisi compiuta da Blogmeter. Il record precedente apparteneva al confronto tra Bersani e Renzi, a cura del TG1, che aveva prodotto 131.847 tweet provenienti da 25.074 utenti. Ieri anche la platea dei commentatori è stata più ampia, tanto da raggiungere 48.469 persone attive.

    “Sono numeri che potrebbero sembrare piccoli, ma segnalano l’esistenza di un nuovo tipo di pubblico, sempre più attivo e capace di influenzare, con le proprie opinioni, la propria cerchia di contatti” commenta Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter.

    I termini più utilizzati hanno rispecchiato i protagonisti della trasmissione:

    – “Berlusconi” è stato usato 62.766 volte

    – “Santoro” 40.559 volte

    – “Travaglio” 36.495.

    Le discussioni, aggregate principalmente attorno all’hashtag #serviziopubblico, usato 118.397 volte, sono state caratterizzate da un mood prevalentemente negativo, il 68% secondo l’analisi semantica e da una prevalenza di contenuti non prettamente politici. Molte le critiche alla gestione della trasmissione e le battute di spirito a commento: le più rilanciate sono state quelle di Sabina Guzzanti “#ServizioPubblico non mi avete convinta. Non voterò Berlusconi” e di Leonardo Pieraccioni “Altri tre giovedi’ da Santoro e Silvio piglia il 40%.

    L’analisi di BlogMeter ci dimostra come la rete ieri sia servita a tanti per manifestare il proprio apprezzamento o dissenso sulla trasmissione. E dall’indagine si vede benissimo che prevale il dissesno. In effetti la punatata di ieri per molti poteva essere una “resa dei conti” che in effetti poi non si è verificata. Michele Santoro ha avuto la grande occasione ieri di affrontare quello che da sempre è il suo obiettivo preferito. Invece a parte il finale un pò più accesso del resto della puntata, non ha dato seguito a nessun tipo do vendetta. Anzi, in alcuni casi Berlusconi ha saputo gestire meglio il ruolo che molto gli avevano cucito già addosso, cioè di bestia nell’arena. Sarà interessante vedere se questo avrà un seguito.

  • Social TV, Santoro fa il botto con Berlusconi anche su Facebook e Twitter

    Social TV, Santoro fa il botto con Berlusconi anche su Facebook e Twitter

    La puntata di ieri di Servizio Pubblico con ospite Silvio Berlusconi ha fatto il pieno di ascolti in tv e ha fatto il pieno anche sui social media come vediamo coi dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager

    Ecco come di consueto proporvi al venerdì i dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager che questa volta hanno un focus preciso ossia la puntata di ieri sera di Servizio Pubblico che ospitava Silvio Berlusconi. Un evento molto atteso che infatti ha fatto registrare altissimi ascolti in televisione, con ben 9 milioni di telespettatori, un record per la rete, La7, e che ha visto i social media letteralmente presi d’assalto dai tanti utenti che volevano esprimere il proprio parere e condividerlo. Un evento che nel day-after ha lasciato molti addetti ai lavori, e anche molti telespettatori e utenti della rete, delusi dal confronto, lamentando che di fatto un vero confronto, o meglio “scontro”, tra due personaggi che potremmo definire “nemici giurati”, non c’è stato.

    Michele-Santoro-e-Silvio-Berlusconi---(c)2013-LaPresse

    Comunque sia diamo uno sguardo ai dati AudiSocial Tv®, di Reputation Manager, e vediamo che la puntata di ieri sera di Servizio Pubblico con Berlusconi è stata in assoluto la più seguita della settimana sui social network: 6.653 fan attivi hanno prodotto 12.674 commenti e reagito con 49.597 like su Facebook, mentre su Twitter l’hashtag #serviziopubblico è stato twittato 47.198 volte (il triplo dei tweet ricevuti da Porta a Porta quando ha ospitato Berlusconi).

    L’intervento di Marco Travaglio è stato il momento  più caldo della puntata per interazione dei fan, e in particolare la sua replica alla lettera di Berlusconi “se davvero sono il re dei delinquenti, mi chiedo come mai lei non mi abbia proposto almeno la Presidenza del Senato…” (14.659 like, 3.028 condivisioni e 1.336 commenti).

    In settimana buon seguito social anche per La Prova del Cuoco, che nella puntata speciale del 6 gennaio ha registrato1.510 fan attivi, 2107 post e commenti e 8960 like, e per MasterChef che conferma il successo della scorsa settimana (1.345 fan attivi, 2.262 post e commenti). Su Twitter, Otto e Mezzo si piazza al secondo posto dopo Servizio Pubblico e prima di Porta a Porta con il 20,08% dei tweet totali sui programmi tv della settimana.

    Facebook

    AudiSocialTv-Facebook-Fan-Active-4-11gen2013-Reputation-Manager

    AudiSocialTv-Facebook-Interaction-4-11gen2013-Reputation-Manager

    The Best Post

    Il best post è quello relativo al momento in cui Travaglio risponde a Berlusconi che gli elenca tutte le denunce che lo riguardano e gli risponde:

    Se davvero sono il re dei delinquenti mi chiedo come mai lei non mi abbia proposto almeno la Presidenza del Senato…

    Il post raccoglie ben 14.659 likes.

    AudiSocialTv-Facebook-Reaction-4-11gen2013-Reputation-Manager

    Twitter

    Questa che vedete in basso è la classifica percentuale degli hashtag ufficiali dei programmi per frequenza nei tweet in cui sei vede che #serviziopubblico è quello più frequente anchein relazione agli altri programmi.

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-programmi-4-11gen2013-Reputation-Manager

    Mentre questa è la classifica che mostra percentuale degli hashtag totali utilizzati nei tweet in relazione ai programmi e anche stavolta #serviziopubblico è al primo posto con il 24,4%.

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-tot-tv-4-11gen2013-Reputation-Manager

    (image credits: LaPresse)
  • Social Tv, Servizio Pubblico domina la settimana dal 9 al 16 Dicembre

    Social Tv, Servizio Pubblico domina la settimana dal 9 al 16 Dicembre

    Social Tv, nella settimana da 9 al 16 Dicembre è Servizio Pubblico ad avere più seguito e attenzione su Facebook e su Twitter. Dopo X Factor è quindi la trasmissione di Michele Santoro ad animare le conversazioni e l’interesse del pubblico dei social media

    Con la fine di X Factor, programma dell’anno per quel che riguarda la Social TV italiana, su Facebook e Twitter torna in testa Servizio Pubblico di Michele Santoro, per fan attivi e interazione. E su questo non c’erano grandi dubbi proprio per il fatto che il talk sulla politica del giovedì sera è sempre stato subito dietro al programma di talent che ha chiuso i battenti proprio la settimana scorsa col botto. Tra i post graditi, il contestato intervento della Littizzetto a Che tempo che fa. Ma vediamo come è andata la settimana sui due canali che accentrano interesse e attenzione da parte del pubblico dei Social Media coi dati che ci fornisce Reputation Manager.

    Facebook

    Dopo molte settimane all’ombra di X Factor, il talent show più social dell’anno, Servizio Pubblico riconquista la prima posizione per fan attivi (4.633) e livello di interazione (7.175 post e commenti dei fan) seguito da Uomini e Donne (1787 fan attivi hanno scritto 2670 post e commenti). Salgono anche Report e Ballarò, e Masterchef Italia, che il 13 dicembre ha iniziato la sua seconda edizione su Sky Uno, si piazza tra i primi cinque programmi con l’interazione più alta.

    Social TV-Facebook-Fan-Active_Reputation-Manager-9-16dic2012

    Social TV-Facebook-interaction-Reputation-Manger-9-16dic-2012

    The Best Post

    Chiara continua ad essere un personaggio amatissimo, e anche questa settimana il post con il maggior numero di like (4155) riguarda lei e l’annuncio della sua partecipazione a Sanremo. Il giudizio indignato di Report sulla qualità del decreto “Liste Pulite” (che include i condannati fino a due anni) da poco approvato in Parlamento, raccoglie 3057 like e viene condivisa da 3262 persone. Al terzo posto il video di Luciana Littizzetto nel suo intervento a Che tempo che fa, poi molto contestato, guadagna 2063 “mi piace”.

    Social-TV-facebook-best-post-reputation-manager-9-16dic-2012

     

    In basso la classifica per livello di reazione calcolata sul numero di like dei fan ai post e commenti,

    Social TV-_facebook-reaction-reputation-manager-9-16dic-2012

    G Day con Geppi Cucciari  si riconferma al primo posto nella classifica action, seguito da Uomini e Donne e Servizio Pubblico.

    Social TV-Facebook-Action-Reputation-Manager-9-16dic-2012

    Twitter

    #ServizioPubblico è al primo posto con il 21% dei tweet totali, seguito da #chetempochefa. Contrariamente a quanto avvenuto su Facebook, #xf6 resiste tra i primi tre anche se con un audience decisamente ridimensionata (11,4% dei tweet).

    Social TV-Twitter-top-hashtag-tv-reputation-manager-9-16dic-2012

    Dalla classifica degli hashtag totali associati ai programmi tv, si nota che i personaggi più twittati della settimana sono, nell’ordine: Berlusconi, Travaglio, Tremonti, Monti, Guccini, Chiara e Grillo.

    Social TV-Twitter-top-hashtag-tot-reputation-manager-9-16dic-2012

  • Intervista a Bill Emmott, ex direttore de The Economist

    Intervista a Bill Emmott, ex direttore de The Economist

    Vi proponiamo oggi un’intervista a Bill Emmott, personaggio molto noto al pubblico italiano per le posizioni prese nei confronti di Berlusconi all’epoca in cui dirigeva The Economist. Di recente ha realizzato insieme alla regista Annalisa Piras, il documentario “Girlfriend in a coma

    Bill Emmott è uno dei “pensatori” più importanti del mondo e lo diciamo senza timore di essere smentiti. Direttore de “The Economist” dal 1993 al 2006, criticò più volte l’ex-Premier Berlusconi che, in uno dei suoi proverbiali e ormai tristemente storici exploit, lo definì “comunista!”.

    Nell’ottobre del 2010 è stato pubblicato il suo libero “Forza, Italia: come ripartire dopo Berlusconi” in cui va a caccia dell’Italia Buona per differenziarla da quella “cattiva”.  Del 2012 è, invece, “Good Italy Bad Italy – Why Italy must conquer its demons  to face the future (Perché l’Italia deve vincere i suoi demoni per affrontare il futuro)”. Collabora con la “Stampa” e il “Times

    Di recente ha realizzato insieme alla regista Annalisa Piras, il documentario “Girlfriend in a coma”.

    Mr. Emmott, la fidanzata in coma è ovviamente l’Italia. Ci sono speranze per svegliarla e farla uscire dal coma o si tratta di uno stato irreversibile?

    bill-emmottCertamente è reversibile. Ha bisogno di un consenso nazionale, la volontà di affrontare la realtà, la volontà di rimuovere tutte gli ostacoli auto-imposti al progresso.

    Perché le intelligenze, i cervelli migliori del nostro Paese fuggono all’estero?

    Perché l’Italia non riconosce il merito, e non offre opportunità.

    Cosa vede nel nostro futuro? Un nuovo Governo Monti o un Governo politico? Secondo Lei cosa sarebbe meglio?

    Vedo un Governo politico. L’Italia ha bisogno di un Governo forte, con una maggioranza parlamentare stabile. Suppongo che il nuovo Governo sarà una coalizione di centro-sinistra.

    Per concludere, Mr. Emmott, se Berlusconi non fosse mai stato Premier, ora l’Italia si troverebbe in una condizione migliore?

    Si, certo, Berlusconi è stato un grandissimo ostacolo al cambiamento, un sostenitore dello status quo antico.

    Non è stato solo lui, ma l’opportunita’ per il cambiamento dopo Mani Pulite è stata bloccata, soffocata. La Buona Italia, la mia Ragazza, è stata messa in coma.

     Sito ufficiale di “Girfriend in a coma”  http://girlfriendinacoma.eu/.

    (l’intervista è stata pubblicata su Tabule Rase)
  • Stili di comunicazione a confronto, il nuovo è Bersani e non Renzi

    Stili di comunicazione a confronto, il nuovo è Bersani e non Renzi

    E’ stata presentato ieri a Milano il libro “Web Intelligence & Psicolinguistica” di Andrea Barchiesi e Felix Sagrillo, due ricercatori di Reputation Manager, che pone l’accento sul fatto che ’analisi del web sentiment non basta, c’è bisogno anche di EWA (Emotional Word Analysis). E sono stati presi ad esempio i due stili di comunicazione usati da Bersani e da Renzi. Vediamo cosa ne è venuto fuori

    Webintelligence-e-psicolinguisticaE’ stato presentato oggi a Milano al Circolo della Stampa, con la partecipazione di Luca De Biase come moderatore, il libro “Web Intelligence & Psicolinguistica” di Andrea Barchiesi e Felix Sagrillo, frutto di 3 anni di Ricerca & Sviluppo dei due ricercatori di Reputation Manager, con un esempio di applicazione calato nell’attualità: la comunicazione di Renzi e Bersani.

    Analizzare le conversazioni online per capire cosa i navigatori pensino di una persona, di un prodotto, di un’azienda e tracciarne l’identità digitale, la reputazione online o più semplicemente delineare il cosiddetto “web sentiment”: è quello che ormai da ben otto anni fa con successo Reputation Manager, società di ingegneria reputazionale del web 2.0, con una piattaforma software interamente sviluppata in house (che utilizza un criterio di acquisizione dei contenuti che ricalca il comportamento naturale degli utenti sulla rete, “Human Search”) e una redazione interna di esperti di informatica e di comunicazione che vaglia e verifica i contenuti forniti dal software e gli permette di evolversi.

    La ricerca innovativa raccontata nel libro “Web Intelligence & Psicolinguistica”

    Da tre anni però la società (che è stata nel 2011 insignita del Premio Nazionale dell’Innovazione della Presidenza della Repubblica) sta lavorando – anche in collaborazione con Sperry Psychotechnologies  – allo sviluppo di una nuova metodologia detta Emotional Word Analysis, al fine di identificare l’emozione nascosta dietro i suoni delle parole utilizzate in qualsiasi tipo di comunicazione, attraverso il web.

    De Saussure prima, e Fernando Dogana più recentemente, hanno infatti dimostrato che il senso delle parole non coincide con i suoni che le compongono.  Nel 2006, in collaborazione con l’Università di Verona, si è scoperto che la parola ha un senso all’interno di una frase e che i fonemi che le stanno attorno indicano il tipo di emozione presente in tale parola. Si è scoperto che è un tipo di emozione collettiva che pertiene alle esperienze accumulate in migliaia di anni dalla lingua.

    La metodologia E.W.A. è il frutto di 3 anni di ricerca e sviluppo interdisciplinare e si inserisce nel flusso degli studi relativi al web 3.0 caratterizzato da un’interazione più profonda e naturale tra uomo e macchina” – spiega Felix Sagrillo, ricercatore Senior, Partner di Reputation Manager e co-autore del libro Web Intelligence e Psicolinguistica – “Attualmente stiamo adattando i nostri processi mentali alle limitate capacità delle macchine, mentre si tratta creare dei metodi analitici più vicini all’effettiva natura della comunicazione umana, per un’interazione più spontanea. Il nostro libro descrive questo percorso di ricerca e sviluppo e propone una nuova soluzione per rendere la comunicazione di marketing più efficace, in un’epoca in cui l’ascolto e la memorizzazione dei messaggi  è sempre più difficile, perché il rumore di fondo è molto alto.”

    Lo strumento EWA di Reputation Manager, dopo aver verificato le coerenze semantiche e di target desiderate, analizza gli elementi fonetici presenti appena prima ed appena dopo la parola in esame e fornisce una misura dell’energia emotiva della parola rispetto a sei categorie e tre assi cartesiani: “istinto/riflessione”, “vissuto/aspirazione” e “contenuto/relazione”. L’energia emotiva così identificata – e tracciabile in un sistema tridimensionale – non rappresenta un’emozione soggettiva, ma è l’emozione che il sistema linguistico, stratificatosi nel corso della sua storia collettiva, ha mediamente attribuito ad una parola.

    Si tratta insomma di un sistema di riferimento emozionale, alimentato dal più grande focus group esistente, il web: sono 28,7 milioni i navigatori italiani online, con un incremento su base annua del +6,4%; 14,3 milioni gli utenti attivi nel giorno medio, con un incremento su base annua del +11% (AudiWeb, settembre 2012).

    La comunicazione politica di Renzi e Bersani: un caso applicativo ex-post di analisi EWA

    Comunicazione-politica---Webintelligence-e-psicolinguisticaPer meglio evidenziare la metodologia raccontata nel libro dei due ricercatori, Reputation Manager, a titolo esemplificativo, ha applicato l’analisi psicolinguistica con EWA alla comunicazione di Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, i principali contendenti delle primarie del centro-sinistra. La ricerca è stata strutturata con una prima fase di analisi semantica del “sentiment” presente all’ interno del web italiano, che si basa su un campione di 3.000.000 dialoghi al giorno. La seconda fase di analisi si riferisce al modello EWA, in cui i due personaggi politici  sono stati considerati come “prodotti” concorrenti, che comunicano se stessi.

    Dal 1 al 30 settembre sono state monitorate 46.109 fonti web e 285.908 contenuti web, comprese tutte le Pagine e i Gruppi  presenti su Facebook e tutti gli account Twitter e gli hashtag relativi ai personaggi in analisi. E’ interessante subito notare che, in termini quantitativi di “citazioni semplici”,  Matteo Renzi (con circa 48.000 citazioni) arriva subito dopo Silvio Berlusconi (ca. 95.000), e prima di Pierluigi Bersani (43.500) e Nichi Vendola (21.000), mentre se si estraggono le sole menzioni rilevanti ai fini della nostra analisi, Renzi è praticamente alla pari o leggermente superiore a Berlusconi, con circa 13.000, e sopra Bersani e Beppe Grillo, appaiati a circa 8-9.000 citazioni. Segue Antonio Di Pietro, con 5.000, e soprattutto arranca un altro concorrente delle Primarie, Nichi Vendola, con sole 4.000 citazioni. 

    Distribuzione-sentiment---Webintelligence-e-psicolinguisticaLa distribuzione del “web sentiment”, delineata con l’analisi semantica, di nuovo premia Matteo Renzi:  ben il 51% dei contenuti web su di lui è positivo, il 17% neutro, solo il 32% negativo. Bersani e Vendola, invece, hanno una prevalenza di negatività: 57% il primo e 65% il secondo, pur con la stessa percentuale di neutralità di Renzi (15-18%). Del resto, la coppia Bersani – Vendola nelle conversazioni web è molto più spesso citata assieme di quella Renzi – Vendola, segno che i navigatori li accomunano più facilmente, forse per il loro essere “personaggi politici” a livello nazionale da più lungo tempo.

    Gli elementi più interessanti arrivano quando si applica, nella seconda fase dell’analisi, la metodologia EWA basata sulla psicolinguistica: nel sistema di riferimento tridimensionale a sei categorie sui tre assi “istinto/riflessione” (x), “vissuto/aspirazione” (y) e “contenuti/relazione” (z), il linguaggio delle conversazioni su Renzi si posiziona come centrale ed equidistante su y e z (quindi a metà tra contenuto e relazione, e tra vissuto e aspirazione), e decisamente improntato all’istinto sull’asse x.

    Bersani è invece molto più caratterizzato: riflessione (vs. istinto), aspirazioni (vs. vissuto), contenuto (vs. relazioni).

    La macro-tendenza registrata dall’osservatorio del centro ricerche di Reputation Manager prevede una crescita nel breve di istinto, aspirazione, relazione” – svela  Andrea Barchiesi – “il che sembrerebbe privilegiare, seppure leggermente, l’efficacia della comunicazione di Renzi, nonostante la tendenziale neutralità emotiva riscontrata”.

    “Se si dovesse consigliare a Renzi e a Bersani come narrare la propria idea politica sfruttando le risorse EWA, dopo aver analizzato i valori che ricorrono più frequentemente nei loro discorsi (ad es. semplicità, futuro, merito, solidarietà, eguaglianza, lavoro, Italia) e la prossimità emotiva della parole e dei fonemi associati (“semplice” per Renzi, “denso” per Bersani),  si potrebbe concludere che la comunicazione più efficace per Renzi dovrebbe girare attorno al messaggio “per un’Italia più semplice“, mentre quella per Bersani, facendo leva sul valore spesso citato della solidarietà, “essere solidali e dare densità (spessore) al partito (o al Paese)“, suggerisce Felix Sagrillo.

    Comunicazione-politica---novità-e-tradizione--Webintelligence-e-psicolinguisticaLa sorpresa è però ben più grande se si analizza il percepito emotivo risultante dal linguaggio di Bersani e Renzi a confronto con la dicotomia “novità-tradizione” per sviluppare un messaggio politico che ne tenga conto, viste tutte le diatribe sulla “rottamazione” e sulla necessità di cambiare nella politica italiana: qui si scopre che è Bersani ad essere più coerente con il concetto di nuovo

    La negatività del prodotto-Bersani rispetto al prodotto-Renzi è dovuta al fatto che il primo attualmente si situa più vicino del secondo al concetto di personaggio politico, che è in questo momento come si sa, per gli italiani, intrinsecamente negativo”, commenta Barchiesi, per spiegare l’apparente contraddizione dell’analisi psicolinguistica con l’analisi semantica.