Si sono appena concluse le Elezioni Amministrative 2012 che hanno visto emergere in maniera chiara il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Nielsen ha analizzato 210 mila messaggi relativi agli ultimi 12 mesi, evidenziando il ruolo dei social network come luoghi dove si concentrano la maggior parte dei post
E’ il caso di dire, quando l’online celebra il risultato. Alle 23.50 del 7 maggio scorso Beppe Grillo scriveva su twitter: “Belin, ragazzi che giornata!“. E’ evidente la soddisfazione visto i risultati raccolti dal suo movimento, il Movimento 5 Stelle, del quale si ostina a dire che non è un partito, ma solo un movimento. E proprio ieri il M5S è stato conclamato dai media tradizionali come uno dei vincitori di quest’ultima tornata elettorale, suscitando l’interesse degli analisti, incuriositi non tanto dai significati simbolici del suo successo politico, quanto dal metodo che ne ha permesso il raggiungimento. I social media sono da sempre stati per Beppe Grillo e il suo Movimento canale di comunicazione, di informazione, di scambio, nonché “sede” del movimento stesso, luogo di incontro e struttura organizzativa. Basti osservare l’ingente volume di messaggi che il Movimento 5 Stelle genera quotidianamente su internet, come emerge dall’analisi Nielsen sul passaparola digitale (fonte BuzzMetrics/NM Incite). Negli ultimi 12 mesi circa 210.000 messaggi su Beppe Grillo hanno affollato la rete, con una media di quasi 600 post al giorno e un andamento costante, che termina con l’evidente exploit di aprile e della prima settimana di maggio, ove si concentra il 27% dei messaggi totali. (altro…)





In attesa della lotta tra panettone e pandoro sulle tavole degli italiani nelle imminenti festività natalizie, quella in rete si sta già giocando e i risultati sembrano netti: panettone batte pandoro 3 a 1 nel passaparola digitale. Negli ultimi 3 mesi sono infatti 12 mila le discussioni sul panettone contro le 4 mila sul pandoro (Fonte Nielsen, 
L’11 marzo ha segnato la storia con un terremoto in Giappone di 8,9 gradi della scala Richter (il settimo mai registrato in ordine di potenza sprigionata) cui è seguito uno tsunami che ha causato migliaia di morti e distruzione. Il già precario equilibrio del paese è stato ulteriormente compromesso dall’allarme per i danni provocati dallo tsunami nella centrale nucleare di Fukushima con il conseguente rischio di fughe radioattive. Nielsen ha analizzato con il servizio BuzzMetrics quanto e in che modo si è parlato di fonti di energia, e in particolare di nucleare, prima e dopo la linea di demarcazione rappresentata dall’11 marzo. 



