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  • Elena Accardi è la nuova Country Manager Italia di Check Point Software

    Elena Accardi è la nuova Country Manager Italia di Check Point Software

    Elena Accardi è la nuova Country Manager Italia di Check Point Software che guiderà il team italiano di oltre 60 esperti in un momento storico in cui la sicurezza informatica è sempre più un pilastro portante della nuova era digitale.

    Elena Accardi è la nuova Country Manager Italia di Check Point Software per guidare il team italiano in un momento storico in cui, come sappiamo e vediamo ormai ogni giorno, la sicurezza informatica è sempre più un pilastro portante della nuova era digitale.

    Professionista della sicurezza informatica che vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore ICT, Elena Accardi vanta esperienze in Netskope, la più recente, nel ruolo di Country Sales Director per i mercati di Italia, Grecia, Malta e Cipro. In precedenza, ha ricoperto ruoli strategici nelle filiali italiane di aziende multinazionali, quali Imperva nel 2014 ed Arcsight nel 2010. Durante il suo percorso ha potenziato il proprio background professionale presso realtà quali Oracle, HP e BMC.

    Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche, ha completato un percorso di approfondimento sui “pattern” alla base del comportamento umano e le teorie motivazionali, che le ha permesso di ottenere una solida preparazione sulla gestione di team estesi e della capacità di leadership.

    Elena Accardi Country Manager Italia check poitn software

    La nomina di Elena Accardi si inserisce in uno scenario che ogni giorno dimostra quanto sia strategico presidiare. La cronaca di questi giorni ci riporta dell’attacco informatico globale ai server ESXi che ha colpito, e ancora oggi si propagano gli effetti, migliaia di server tutto il mondo e in Italia. Ma non solo. Negli ultimi sei mesi, nel nostro Paese, ogni organizzazione è stata attaccata in media 1173 volte a settimana, mentre infostealer e banking malware sono stati gli assoluti protagonisti del panorama italiano delle minacce che, insieme, hanno avuto un impatto su oltre il 16% delle infrastrutture aziendali.

    Elena Accardi collaborerà con Roberto Pozzi, responsabile del mercato Southern Europe, e sarà responsabile di un team di oltre 60 esperti, attivo in tutta Italia, per far crescere una rete di clienti già radicata nel territorio locale.

    A stretto contatto con il team di canale, Elena Accardi gestirà un ecosistema consolidato di partner strategici sul territorio, con l’obiettivo di supportare le aziende nell’adozione di una strategia efficace di cyber resilienza.

    Nello specifico, la Country Manager si occuperà di coordinare tutte le attività commerciali e di operation guidando lo sviluppo strategico dell’azienda in tutto il Paese, al fine di rafforzare la propria leadership di mercato.

    Check Point Italia valorizza così una presenza già molto forte sul territorio e rende più profonda la conoscenza del mercato con l’obiettivo di fornire sia ai nuovi clienti che a quelli fidelizzati, non solo una rilevazione degli attacchi informatici, ma anche una threat prevention completa e una cybersecurity consolidation attraverso un unico provider e un approccio multilivello.

    Elena Accardi ha così commentato la sua nomina:

    Sono molto orgogliosa di poter guidare il team italiano di Check Point nell’affrontare un’era globale fortemente minacciata a livello informatico. La nostra è un’azienda presente sul mercato da quasi 30 anni e, grazie ai continui investimenti in R&D, è in grado di offrire soluzioni di cybersecurity all’avanguardia garantendo una sicurezza completa e inclusiva. Il recente lancio di Horizon, la nostra piattaforma in grado di gestire rete, cloud, e-mail, endpoint e dispositivi IOT, dimostra infatti, il costante impegno di Check Point nel suo percorso di continuo perfezionamento nel prevenire le minacce con l’obiettivo di garantire alle aziende gli strumenti adeguati per essere più resilienti e competitive”.

  • FakesApp, la falla di WhatsApp che permetterebbe di manipolare i messaggi

    FakesApp, la falla di WhatsApp che permetterebbe di manipolare i messaggi

    Check Point Software Technologies ha scoperto una nuova falla di WhatsApp, denominata FakesApp, che permetterebbe a un criminale informatico di intercettare e manipolare i messaggi inviati all’interno dei gruppi di discussione o delle chat private. Potrebbe diventare un potente strumento per diffondere fake news.

    Se già Skygofree, il malware che permetterebbe la lettura dei messaggi inviati su WhatsApp, ci aveva spaventato, allora quello di cui stiamo per parlarvi potrebbe allarmarvi ancora di più. Ed è meglio che sia così, nel senso di non dare sempre tutto per scontato, un modo che rischia sempre di far abbassare la nostra attenzione esponendoci a grossi rischi, come quello che stiamo per descrivere.

    I messaggi di WhatsApp potrebbero essere manipolati, in modo da cambiare radicalmente il messaggio stesso, inviando informazioni false. Questo potrebbe essere davvero un rischio concreto ed è grazie alla scoperta di Check Point Software Technologies se adesso ne siamo a conoscenza. Check Point Software, uno dei principali fornitori mondiali di soluzioni di cybersecurity, ha scoperto una nuova falla di WhatsApp, denominata FakesApp, che permetterebbe a un criminale informatico di intercettare e manipolare i messaggi inviati all’interno dei gruppi di discussione o delle chat private. Gli hacker potrebbero sfruttare questa vulnerabilità non solo dirottando la conversazione a loro vantaggio, ma anche creando e diffondendo fake news, assumendo così un potere immenso.

    fakesapp falla whatsapp fake news

    Questa vulnerabilità potrebbe causare tre possibili azioni criminali:

    1. sostituire la vera risposta di un utente con un’altra puramente inventata;
    2. citare un messaggio mentre si risponde in un gruppo così da farlo apparire come se provenisse da una persona che non fa nemmeno parte del gruppo;
    3. inviare un messaggio a un membro di un gruppo, sotto forma di un messaggio di gruppo, ma che di fatto viene inviato solo a un destinatario. Il messaggio di risposta arriverà, invece, all’intero gruppo.

    Vi invitiamo a visualizzare questo video demo diffuso da Check Point Softwareche spiega bene cosa potrebbe succedere.

    Nel primo caso, il malintenzionato manipola il testo di una risposta così da fornire una risposta che potrebbe essere di grande beneficio per lui.

    Nel secondo caso, i criminali informatici potrebbero diffondere informazioni errate su un determinato prodotto e causare così gravi danni anche d’immagine a un’azienda.

    Nel terzo caso, invece, gli hacker potrebbero trarre in inganno le persone che potrebbero svelare segreti a loro insaputa.

    Attualmente, WhatsApp conta più di 1,5 miliardi di utenti, oltre un miliardo di gruppi e 65 miliardi di messaggi inviati ogni giorno. Inoltre, l’app di messaggistica, di proprietà di Facebook, prevede di aggiungere funzionalità business per supportare le aziende nella vendita dei loro prodotti e nella gestione del servizio di customer care attraverso l’app.  È facilmente intuibile come una falla di questo tipo, se sfruttata, potrebbe causare danni a un’azienda dal valore non quantificabile. Un ulteriore esempio di diffusione di fake news.

    Senza dimenticare come proprio l’app di instant messagging più usata, anche in Italia, sia quasi ogni giorno al centro della cronaca per via della diffusione, attraverso l’app, di messaggi fraudolenti. In Brasile, per esempio, sono state diffuse su WhatsApp indiscrezioni che sottolineavano quanto fosse rischioso un vaccino contro la febbre gialla – la verità era che quello stesso vaccino avrebbe potuto fermare un’epidemia che ha infettato 1.500 persone e ne ha uccise quasi 500, nel 2016.

    WhatsApp, inoltre, assume un ruolo sempre più centrale in periodo di elezioni, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. All’inizio di quest’anno, in India, WhatsApp è stato utilizzato per inviare messaggi, alcuni dei quali erano completamente falsi.

    Tramite le tecniche di social engineering, l’hacker riesce a importunare l’utente inducendolo a compiere azioni di cui poi si pentirà. Grazie alla possibilità di manipolare le risposte, inventare dichiarazioni o inviare messaggi privati sotto forma di messaggi di gruppo, i criminali hanno maggiori possibilità di successo e un’altra arma da utilizzare.

    È bene quindi applicare sempre le regole del buon senso, incluso quella di non credere a notizie che appaiono da subito abbastanza insolite e quella di controllare i fatti, verificando che la storia che si legge sui social sia presente anche nel web.

    Questo tipo di manipolazione non è altro che un nuovo potente mezzo per la diffusione di informazioni false e fake news. Al momento questo sembra trattarsi sono di una scoperta ad alto valore tecnico che non ha riscontri concreti. WhatsApp ha infatti fatto sapere che nessun episodio è riconducibile a FakesApp. Ma potrebbe davvero esserlo.