Tag: Chiara Ferragni

  • Influencer e Agcom, cosa dicono le nuove norme e qualche considerazione

    Influencer e Agcom, cosa dicono le nuove norme e qualche considerazione

    L’Agcom ha varato delle regole che riguardano gli influencer in Italia. Riguardano quelli con almeno 1 milione di follower. Si rischia di incorrere in multe fino a 600 mila euro. Rispetto a tutto questo, alcune considerazioni.

    Senza tanti giri di parole, la “stretta” di cui si parla tanto da parte di Agcom arriva dopo la vicenda Ferragni-Balocco. Vicenda che da poco ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati di Chiara Ferragni e di Alessandra Balocco, CEO e presidente della Balocco SpA.

    La “stretta”, parola abusata dal linguaggio giornalistico, altro non è che un provvedimento, composto da linee guida, da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), per regolamentare l’attività degli influencer. In risposta a casi come quello già citato Ferragni-Balocco, dove la natura pubblicitaria di alcuni contenuti non era stata chiaramente dichiarata.

    È pur vero che si tratta di una normativa che prende atto dell’evoluzione del panorama digitale che ha portato ad una crescente presenza degli “influencer” sui social media.

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    Figure che, attraverso piattaforme come Instagram, YouTube e TikTok, hanno acquisito, nel corso del tempo, un potere significativo sulle decisioni d’acquisto dei consumatori. In più di un’occasione, sollevando questioni riguardanti la trasparenza e l’etica nella pubblicità.

    L’intento qui è quello di conoscere meglio questi provvedimenti adottai dall’Agcom, provare a dare un minimo di scenario a livello UE e provare a dare qualche risposta, nei limiti del possibile, che questo provvedimento pone in maniera indiretta.

    Le nuove regole di AGCOM rispetto agli influencer

    Le nuove linee guida di Agcom mirano a garantire che gli influencer rispettino le disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi, con un focus particolare sulla trasparenza delle comunicazioni commerciali.

    Le norme sono indirizzate agli influencer con almeno 1 milione di follower o con un engagement rate medio superiore al 2%.

    Tra le principali disposizioni:

    Trasparenza nelle comunicazioni commerciali: gli influencer devono chiaramente indicare la natura pubblicitaria dei contenuti che includono promozioni di prodotti o servizi.

    Tutela dei diritti fondamentali e dei minori: le linee guida includono misure specifiche per la protezione dei minori e il rispetto dei diritti fondamentali.

    Multe e sanzioni: in caso di violazioni, sono previste multe che variano da 10.000 a 250.000 euro per la mancata trasparenza pubblicitaria e da 30.000 a 600.000 euro per il mancato rispetto degli obblighi di tutela dei minori.

    Scenario normativo sugli influencer nell’UE

    La regolamentazione degli influencer non è un tema isolato in Italia ma si inserisce in un contesto più ampio a livello europeo.

    In Olanda, ad esempio, è stata introdotta una regolamentazione che si applica agli influencer con più di 500.000 follower, i quali devono rispettare le norme del Dutch Media Act, incluse regole specifiche sulla pubblicità e sulla protezione dei minori.

    Queste misure, che includono anche la possibilità di imporre multe significative, riflettono la volontà di garantire trasparenza e tutela dei consumatori nel digitale.

    In Francia, gli influencer che lavorano fuori dall’UE devono stipulare un’assicurazione di responsabilità civile, e sono soggetti a severe sanzioni, inclusi fino a due anni di carcere e multe fino a 300.000 euro per pubblicità ingannevoli o non dichiarate.

    Ovviamente, le misure adottate dall’Agcom hanno suscitato molta attenzione e anche qualche perplessità.

    Il limite di 1 milione di follower e i controlli

    Da quello che viene fuori dalla lettura di commenti e considerazioni, sui vari social e non, i due temi che interessano di più riguardano: il limite di 1 milione di follower e ci si chiede su quale base sia stata applicata questa scelta; chi controllerà l’operato degli influencer che rientrano in questa normativa con il potere di comminare multe così come previsto dalle linee guida.

    Allora.

    Il limite di 1 milione di follower per gli influencer in Italia è stato stabilito dall’AGCOM con l’obiettivo di concentrarsi su influencer o creator che generano reddito significativo attraverso accordi commerciali con produttori di beni e servizi o tramite la monetizzazione concessa dalle piattaforme. Questo criterio è stato adottato per distinguere tra coloro che svolgono attività di influencer in modo amatoriale e quelli che lo fanno professionalmente. La soglia di un milione di follower è stata scelta per riflettere un numero significativo di utenti in Italia, tenendo conto del contesto nazionale e della lingua italiana.

    Per quanto riguarda il controllo e l’applicazione delle sanzioni, le linee guida dell’Agcom prevedono un meccanismo di richiami e ordini volti alla rimozione o adeguamento dei contenuti non conformi.

    Inoltre, l’Agcom, in collaborazione con l’Antitrust, avrà il compito di monitorare e far rispettare queste linee guida.

    L’Agcom può imporre multe che variano da 10.000 a 250.000 euro per mancata trasparenza pubblicitaria e da 30.000 a 600.000 euro per il mancato rispetto degli obblighi di tutela dei minori.

    Inoltre, è previsto l’avvio di un Tavolo tecnico per l’adozione di un codice di condotta, che coinvolgerà anche soggetti non tradizionali nel perimetro normativo dell’Agcom.

    Le parole di Giacomo Lasorella, presidente Agcom

    Rispetto a tutto questo, in una intervista a La Repubblica, Giacomo Lasorella, presidente di Agcom, smentisce che le normative adottate siano in risposta al caso Ferragni-Balocco, “ci lavoriamo da più di un anno”.

    E poi, rispetto al limite di 1 milione di follower risponde: “Abbiamo bisogno di monitorare costantemente gli influencer. Non possiamo soltanto dettare dei comportamenti, è nostro dovere farli rispettare per davvero. È impensabile che l’Autorità pedini decine di migliaia di persone. È giusto concentrare la nostra attenzione sui pesci più grandi“.

    E ancora: “Il tetto del milione è quello che adottiamo in questa prima fase. Si tratta di una soglia sperimentale. Siamo pronti a cambiarla in qualsiasi momento perché le Linee guida non sono un atto statico, fermo, cieco. Saranno aggiornate. Infine mi aspetto che un infuencer, anche se più piccolo, abbia il buon senso di seguire la strada virtuosa che noi indicheremo con sempre maggiore chiarezza anche aprendo un tavolo tecnico“.

    Su chi deve intervenire in caso di eventuale violazione delle regole, Lasorella specifica: “La legge attribuisce a ogni autorità delle competenze molto chiare. Quando avvisterà una pratica commerciale scorretta, sarà l’Antitrust a muoversi. Come ha fatto sul caso del pandoro di beneficenza. La pratica commerciale scorretta è sua diretta competenza“.

    Rispetto a tutto questo, è necessario riportare anche qui alcuni dati recenti sul fenomeno dell’influencer marketing in Italia.

    Lo stato dell’influencer marketing in Italia

    Come evidenziato da UPA (Utenti Pubblicità Associati) gli investimenti fatti in Italia sull’influencer marketing nel 2023 ammontano a 323 milioni di euro, con un aumento del +10% sul 2022. E, rispetto al 2022, cresce anche la percentuale delle aziende che fa ricorso all’influencer marketing, passando dall’81% al 90%.

    In Italia il 71% degli utenti attivi sui social media, vale a dire oltre 27 milioni di italiani adulti tra i 18 e i 74 anni, segue almeno un influencer o i canali social di un brand editoriale. E qui si registra aumento del 17% rispetto al 2021.

    Sempre dagli ultimi dati, che avevamo riportato qui sul nostro blog, Chiara Ferragni è la più seguita dagli italiani e che anche nel nostro paese sta prendendo piede il fenomeno dei virtual influencer, seguiti da oltre 3 milioni di utenti italiani.

    Insomma. Sembra di capire che si tratta di una impalcatura normativa in divenire e che il fenomeno abbia già dimensioni abbastanza grandi da poter essere monitorato nella sua interezza. Da qui il limite di 1 milione di follower.

    Mancano i micro e i macro influencer

    In effetti, quando si parla di influencer marketing, si parla di migliaia di figure spesso capaci di essere molto coinvolgenti pur con un bacino di follower molto ridotto. Ed è proprio lì che spesso occorre monitorare bene.

    Ad esempio, le linee guida non prendo in considerazione l’esistenza di micro e macro influencer. I macro influencer sono quelli con più di 100 mila follower. Vale a dire qualche migliaio. Poi esiste un vero arcipelago di micro influencer, quelli con qualche decina di migliaia di follower che si muovono in maniera molto dinamica. E dove spesso ci sarebbe bisogno di monitoraggio.

    Tutto questo non viene considerato dalle linee guida.

    Il 50% degli intervistati afferma che gli influencer forniscono consigli preziosi ed esperti. In particolare per quanto riguarda i settori wellness (55%) e cucina (56%). Questo per fare un minimo di contesto rispetto a quello che è il grande tema dell’influencer marketing in Italia.

    Vedremo poi come evolverà l’attività di monitoraggio e controllo, e come avverrà l’intervento da parte dell’Antitrust.

    Influencer e normative. Un passo avanti

    L’adozione di queste normative evidenzia un crescente riconoscimento del ruolo influente degli influencer nella società e della necessità di regolamentare le loro attività per proteggere i consumatori, specialmente i più vulnerabili come i minori.

    Mentre l’approccio può variare tra i diversi paesi dell’UE, l’obiettivo comune è garantire che l’attività degli influencer sia esercitata in maniera responsabile e trasparente.

    Queste misure rappresentano certamente un passo verso un equilibrio tra la libertà di esprimersi con gli strumenti a disposizione grazie al digitale e la necessità di tutelare i consumatori da pratiche ingannevoli o occulte.

    In un’era caratterizzata da un rapido sviluppo tecnologico e da un cambiamento continuo nelle modalità di comunicazione, è fondamentale che anche le normative siano al passo con i tempi, assicurando che il digitale resti sempre uno spazio di opportunità, di sicurezza e fiducia per tutti gli utenti.

  • Charity washing e il caso Chiara Ferragni-Balocco

    Charity washing e il caso Chiara Ferragni-Balocco

    Il caso “Chiara Ferragni-Balocco” può essere indicato come un esempio di charity washing. E le sue ripercussioni nelle PR e nella gestione delle crisi, evidenziano l’importanza della Trasparenza e della Responsabilità.

    Ormai da qualche giorno nel nostro paese non si parla d’altro che del caso Chiara Ferragni-Balocco. E questo è dovuto al fatto che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in Italia ha inflitto una pesante multa, sia a lei che alla Balocco, per pratica commerciale scorretta. E anche perché domenica la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è scagliata contro la Ferragni additandola, sostanzialmente, come modello da non seguire.

    Questo caso ha dentro di sè tanti aspetti che vanno dalla comunicazione, alla gestione della reputazione, alla gestione della crisi che ne è generata. Un caso che ha mostrato come un caso come questo, di cui Selvaggia Lucarelli si era occupata già lo scorso anno, in realtà evidenzia un fenomeno che sta prendendo sempre più piede nell’era dei social media. Ed è il charity washing.

    E prima di passare a vedere meglio il caso “Chiara Ferragni-Balocco”, è opportuno soffermarsi sul sgnificato di charity washing.

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    Cosa significa “charity washing”

    Con il termine “charity washing” ci si riferisce a una pratica adottata da alcune aziende, organizzazioni o celebrità che consiste nell’utilizzare attività caritatevoli o donazioni a scopi benefici per deviare l’attenzione da pratiche eticamente discutibili o per migliorare la propria immagine pubblica, senza un effettivo impegno verso cause sociali o ambientali.

    Questo fenomeno è simile al più noto “greenwashing“, dove le aziende cercano di apparire più ecologiche di quanto non siano realmente.

    Nel contesto del charity washing, un’azienda potrebbe, ad esempio, donare una piccola parte dei propri profitti a enti benefici, promuovendo ampiamente queste azioni attraverso campagne di marketing, mentre contemporaneamente mantiene pratiche lavorative o di produzione dannose, come sfruttamento del lavoro, inquinamento o comportamenti non etici.

    O, ancora, un’azienda potrebbe far credere di effettuare una donazione attraverso operazioni di marketing mirate, mentre, al contrario, tiene per sè l’intero guadagno generato dalla operazione stessa, devolvendo solo una piccolissima parte in beneficenza.

    Questa pratica può essere considerata problematica perché può trarre in inganno i consumatori o il pubblico, facendo loro credere che l’azienda sia più impegnata socialmente o eticamente di quanto non sia in realtà. Inoltre, può anche distogliere l’attenzione da questioni importanti che richiedono un’azione più sostanziale e concreta.

    Il caso Chiara Ferragni-Balocco, primo grande caso di charity washing

    E, quindi, un caso emblematico di charity washing è quello che coinvolge Chiara Ferragni e l’azienda Balocco. Da notare che si tratta di fenomeni ancora molto esigui ma in grande crescita. Questo di Chiara Ferragni-Balocco diventa un caso, al momento unico per la sua risonanza e rischia, proprio perché primo grande caso, di essere ricordato negli anni a venire. Segno che ci vorranno azioni concrete e costanti per riuscire a riabilitare l’immagine della celebrità coinvolta e dell’azienda stessa.

    Per fare un esempio, anche se non si tratta di charity washing, in Italia come gestione della crisi di comunicazione nell’era dei social media resta ancora vivo il ricordo del caso “Patrizia Pepe”.

    Nel 2022, l’influencer Chiara Ferragni e l’azienda Balocco lanciarono una campagna per la vendita di un pandoro di Natale brandizzato. L’iniziativa suggeriva che parte del ricavato sarebbe stata donata a un ospedale pediatrico per la ricerca sul cancro, il Regina Margherita di Torino. Ma si è scoperto poi che nessun contributo diretto derivava dalle vendite​​​​.

    Il video di scuse e gli errori

    Il video di scuse pubblicato da Chiara Ferragni su Instagram – a distanza di due giorni dalla mula comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) – è stato molto criticato per il suo approccio. L’aspetto trasandato e i riferimenti alla famiglia sono stati interpretati come tentativi di guadagnare empatia e legittimazione, piuttosto che come una sincera ammissione di errore​.

    Ora, questo caso delinea alcuni elementi che val la pena citare.

    1. Mancanza di trasparenza: se non viene chiaramente comunicato quanto della somma raccolta sarà effettivamente donato alla beneficenza, il pubblico può essere indotto a credere che la maggior parte o tutti i proventi vadano a sostegno della causa.
    2. Promozione personale vs supporto effettivo alla causa: se l’iniziativa viene utilizzata principalmente come strumento di marketing o per migliorare l’immagine pubblica dell’individuo, piuttosto che per fare una differenza significativa per la causa supportata, ciò può essere visto come un esempio di charity washing.
    3. Disallineamento tra dichiarazioni e azioni: se viene promessa una certa percentuale di donazione e poi non viene rispettata, ciò solleva questioni di fiducia e integrità.

    Tutti e tre questi elementi sono presenti nel caso “Chiara Ferragni-Balocco”.

    Dal punto di vista degli errori commessi in questo caso, sicuramente è mancata la Trasparenza. Un aspetto fondamentale che deve animare sempre qualsiasi tipo di comunicazione intenda portare avanti.

    Caso Chiara Ferragni-Balocco, beneficenza e guadagni

    E poi, Balocco ha effettuato un unico pagamento di 50.000 euro all’ospedale mesi prima del lancio del pandoro Ferragni, rendendo quindi le vendite del prodotto irrilevanti per ulteriori donazioni. Balocco, come noto, ha ricevuto una multa di 420.000 euro per questa pratica ingannevole.

    Chiara Ferragni e le sue società hanno ricevuto 1 milione di euro dalla Balocco per l’iniziativa di branding e le attività promozionali, senza effettuare pagamenti personali all’ospedale.

    Il video di scuse – arrivato comunque troppo tardi – contiene in realtà diversi elementi che vanno rilevati.

    Nel video Chiara Ferragni appare con un aspetto trasandato, un chiaro tentativo di suscitare empatia, in netto contrasto con la sua immagine pubblica solitamente molto più curata.

    Inizialmente, Chiara Ferragni si era limitata a protestare contro la multa, affermando che avrebbe fatto appello. La decisione di pubblicare un video di scuse dopo alcuni giorni rappresenta un cambiamento significativo nel suo approccio, suggerendo una strategia comunicativa pianificata.

    Il tono del video ha mostrato un tentativo di posizionarsi come vittima, una tattica spesso usata per ottenere simpatia e comprensione. Ma anche questo aspetto è stato molto criticato per la sua mancanza di autenticità.

    Strategia di Crisis Management

    Ora, di fronte a questo caso, che continuerà ad animare le conversazioni sui social media e che sarà citato in molte lezioni di comunicazione per i prossimi anni, possiamo provare ad indicare alcuni accorgimenti da adottare sempre in casi come questi e non solo.

    Si parla quindi di dotarsi di una strategia di comunicazione che possa affrontare eventuali momenti di crisi, quella che viene definita come PR Crisis Management.

    • Trasparenza: essere chiari su come e in che misura le iniziative benefiche sono sostenute finanziariamente.
    • Separazione tra attività commerciale e scopo benefico: distinguere nettamente le attività commerciali da quelle benefiche.
    • Verifica delle Informazioni: Assicurarsi che le informazioni promosse siano accurate e verificabili.
    • Evitare manipolazione emotiva: non usare tattiche che possano essere percepite come manipolatorie o insincere.
    • Rispetto della Privacy: essere cauti nel coinvolgere familiari, in particolare i minori, nelle comunicazioni pubbliche.
    • Coerenza dell’Immagine: mantenere un’immagine coerente che non contrasti drasticamente con la realtà.
    • Monitoraggio dei Media e dei Social Media: monitorare attentamente i media tradizionali e i social media per comprendere la percezione pubblica e rispondere in modo appropriato.
    • Responsabilità: assumersi la responsabilità delle proprie azioni – e delle proprie parole – senza scaricarle su altri.
    • Comunicazione Tempestiva: rispondere prontamente alle critiche o ai problemi, evitando ritardi.
    • Valutazione Post-Crisi: dopo la crisi, valutare l’efficacia della risposta e apportare miglioramenti al piano di crisis management.
    • Ricostruzione della Reputazione: lavorare a lungo termine per ricostruire la reputazione attraverso azioni coerenti e comunicazioni positive.

    Il caso “Chiara Ferragni-Balocco” evidenzia le sfide etiche e comunicative che le aziende, così come le celebrità e gli influencer e le figure pubbliche affrontano nell’era dei social media. È un monito per tutte le organizzazioni sulla necessità di un impegno autentico nelle iniziative di beneficenza e sulla gestione chiara e onesta delle crisi.

  • Chiara Ferragni – Unposted a novembre disponibile su Amazon Prime Video

    Chiara Ferragni – Unposted a novembre disponibile su Amazon Prime Video

    Chiara Ferragni – Unposted, il documentario diretto da Elisa Amoruso approda su Amazon Prime. Il documentario sarà disponibile in più di 200 paesi nel mondo dal 29 novembre.

    Amazon Prime Video annuncia che, Chiara Ferragni – Unposted, il documentario che esplora la vita della blogger e poi imprenditrice digitale italiana, considerata la prima influencer al mondo nel campo della moda dalla rivista Forbes, sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video. Il documentario, diretto da Elisa Amoruso (Bellissime, Strane straniere), è dedicato alla vita di Chiara Ferragni, diventata un successo globale, dopo 10 anni dal lancio del suo blog “The Blonde Salad”. Dopo il successo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e nelle sale italiane, il docufilm sarà disponibile in esclusiva per tutti i clienti dal 29 novembre su Prime Video in più di 200 paesi in tutto il mondo.

    Chiara Ferragni Unposted

    Il documentario segue il percorso professionale e personale di Chiara Ferragni, scandito dal succedersi delle stagioni della moda e dalla vita frenetica della fashion blogger più influente del pianeta. Il documentario contiene interviste dirette a Chiara e alle persone che fanno parte della sua vita quotidiana, familiari e amici, e contributi di giornalisti, scrittori, sociologi e docenti universitari sul fenomeno moderno della figura dell’influencer. Chiara Ferragni-Unposted indaga come l’avvento dei social network abbia trasformato radicalmente le vite delle persone e le modalità per fare business.

    Chiara Ferragni – Unposted andrà ad arricchire le migliaia di show e film già presenti nel catalogo di Prime Video, servizio disponibile senza costi aggiuntivi per i clienti Amazon Prime, che include le serie Amazon Original Tom Clancy’s Jack Ryan, Good Omens, The Grand Tour, Homecoming e La fantastica signora Maisel.

    Chiara Ferragni Unposted

    I clienti Amazon Prime potranno guardare il docufilm ovunque e in qualsiasi momento sull’app di Prime Video per smart TV, dispositivi mobili, Fire TV, Fire TV stick, Fire tablet, Apple TV, o in streaming online. Dall’app di Prime Video, i clienti Amazon Prime possono anche scaricare i contenuti sui dispositivi mobili per guardarli offline ovunque si trovino senza costi aggiuntivi.

    Prime Video è disponibile in Italia con l’abbonamento a Prime a soli 36 euro all’anno. I nuovi clienti possono avere ulteriori informazioni su www.primevideo.com, per poter registrarsi e usufruire del periodo gratuito di 30 giorni.

  • Chiara Ferragni tra le top influencer a livello globale, secondo Lyst

    Chiara Ferragni tra le top influencer a livello globale, secondo Lyst

    Il Financial Times anticipa i risultati di una ricerca di Lyst sul mondo degli “ultra” influencer su Instagram e si scopre che al settimo posto, tra l’altro unica non americana, si piazza Chiara Ferragni. L’influencer di Cremona ha fatto aumentare del 109% le ricerche dei prodotti a marchio Dior dopo aver indossato abiti della maison francese al suo matrimonio, a fine agosto.

    Se qualcuno di stesse ancora chiedendo quale sia  stato l’effetto che il marchio Dior vestendo Chiara Ferragni al suo matrimonio, di fatto, sponsorizzando l’evento, allora la ricerca di Lyst (80 milioni di account e 12 mila marchi analizzati) che il Financial Times ha anticipato è la risposta. La blogger e influencer di Cremona oggi si trova al settimo posto tra le prime 10 “ultra” influencer a livello globale, unica non americana, dettaglio questo non da poco. Lyst ha rilevato che, forte dei suoi 15,5 milioni di follower su Instagram, Chiara Ferragni ha fatto aumentare le ricerche dei prodotti a marchio Dior del 109% dopo il suo matrimonio con Fedez, celebrato a fine agosto scorso. Qui potete leggere la nostra ricerca, insieme a Talkwalker, su come l’evento è stato vissuto sui social media.

    chiara ferragni

    La risposta è dunque molto “chiara”, per giocare con il nome della Ferragni. La blogger, oggi fashion blogger, garantisce un chiaro ritorno ai brand con cui collabora non solo in termini di visibilità ma anche di vendite. Un aspetto molto discusso quello delle vendite, perchè spesso, parlando di influencer, ci si sofferma, e non è sbagliato, solo all’aspetto visibilità. Bene, la ricerca di Lyst ci mostra chiaramente il riscontro sulle vendite.

    https://www.instagram.com/p/BqPlqhPBdN_/

    Ricordiamo che Chiara Ferragni oggi vanta un giro di affari di 8 milioni di dollari l’anno e che ha iniziato il suo percorso con il suo blog “The Blonde Salad“, quello che poi ha dato vita alla sua azienda. Al di là di quello che si può pensare su Chiara, resta il fatto che il fenomeno oggi non può essere sottovalutato. E per fenomeno non intendiamo solo quello della Ferragni, ma dell’Influencer Marketing in generale che anche per il 2019 sarà il fenomeno da osservare per il fatto che le aziende metteranno sempre di più in atto strategie di marketing coinvolgendo influencer, persone che con la loro capacità sono in grado di intercettare e di interagire con un pubblico più interessato.

    Ritornando sulla ricerca di Lyst, il nome della Ferragni spicca per essere l’unica non americana presente. la classifica è guidata dalle sorelle Kardashian: prima si piazza Kylie Jenner, sorellastra di Kim, e seconda proprio Kim Kardashian. Le due influencer vantano su Instagram, rispettivamente, 119 milioni e 120 milioni di followers.

  • The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    Di sicuro sarà ricordato come il matrimonio social dell’anno, nonostante tutto, ma resta il fatto che “The Ferragnez” è stato un evento che ha coinvolto più di 9 milioni di utenti sui social media. In collaborazione con Talkwalker abbiamo rilevato quelli che sono i numeri dell’evento: 336 mila contenuti condivisi e quello più condiviso non poteva essere che di Chiara Ferragni.

    E’ stato l’evento di cui più si è discusso negli ultimi giorni, un evento che sui social media è stato più volte ricordato come matrimonio dell’anno. Senza esagerazione è così, The Ferragnez è stato un evento che ha coinvolto, in maniera diretta, oltre 9 milioni di utenti, quindi, è a pieno titolo uno degli eventi più seguiti dell’anno sui social media. Questo va detto qualsiasi siano le opinioni a riguardo, in maniera del tutto oggettiva. Per questo motivo, insieme a Talkwalker, nostro partner di social analytics ormai da anni, abbiamo voluto indagare meglio. Dalla nostra indagine ne viene fuori che si tratta di numeri elevati, considerando i tre giorni dell’evento matrimonio. Si è discusso molto in questi giorni dell’evento dal punto di vista della comunicazione, del marketing, delle sponsorizzazioni (opportune o meno) che evidentemente ci sono state. Questo nostro contributo, meramente analitico, vuole fornire qualche elemento in più a queste discussioni, vuole aggiungere quel qualcosa in più, senza pretesa ovviamente, che permette di fare un’analisi più accurata di tutto quello che è stato l’evento The Ferragnez.

    the ferragnez chiara ferragni fedez social media

    A questo proposito, vogliamo segnalare due contributi che possono aiutare a fare questa analisi. Il primo è il post di Insopportabile che nel suo blog fa un’analisi dal punto di vista della comunicazione, mettendo in chiaro come questo evento dimostri che “unica differenza è che l’esclusiva la gestiscono loro, i diritti li gestiscono loro, i contratti e gli introiti li gestiscono loro. Un modello di business applicato da manuale”. Il secondo contributo che vogliamo segnalarvi è la riflessione che fa Luca La Mesa mettendo in relazione l’elevata audience delle stories di Fedez, oltre 3 milioni vi visualizzazioni, rispetto a quelli che sono i dati Auditel dei principali canali televisivi. Un raffronto interessante che abbiamo ripreso nella nostra analisi, mostrandovi un ulteriore esempio che può aiutare nella riflessione di La Mesa.

    the ferragnez social media totale

    Detto questo, vediamo rapidamente i dati della nostra analisi. Nel nostro computo abbiamo considerato l’hashtag ufficiale #TheFerragnez insieme a quello che è stato poi a lungo in trending topic su Twitter, cioè #ferragnez. A questi, abbiamo poi aggiunto “Chiara Ferragni” e “Fedez“. Abbiamo quindi deciso di analizzare in maniera semplice quelli che sono stati i temi più condivisi. Da questa analisi è venuto fuori che i contenuti condiviso sono stati 336 mila, dove #TheFerragnez raccoglie il 33,4% delle condivisioni totali. Tra i due coniugi, Fedez è stato il più citato con il 27,9% rispetto al 15,2% di Chiara Ferragni. Notate, dalla grafica in alto come l’hashtag #ferragnez sia stato il più usato nella giornata di sabato 1° settembre. Gli utenti unici sono stati 69.600.

    the ferragnez social media tipi media

    Come vedete dal grafico qui sopra, Twitter è stato il canale social più utilizzato con il 92,1% dei contenuti condivisi. Instagram ha totalizzato il 4,4% dei contenuti condivisi, circa 11 mila, ma va detto, come vedremo più avanti, che la maggior parte dei contenuti più condivisi, e l’influencer in assoluto, provengano proprio da Instagram.

    The Ferragnez, il sentiment

    Il sentiment dell’evento è positivo, l’unico momento rosso rilevato dall’analisi riguarda le discussioni nate sulle sponsorizzazioni, in particolar modo su Alitalia.

    the ferragnez social media sentiment

    the ferragnez social media sentiment

    Come potete notare, in ogni caso, il 77,8% degli utenti ha espresso un sentimen prevalente sulla “gioia”.

    The Ferragnez, engagement e utenti

    Proseguendo con la nostra analisi, arriviamo forse al dato più importante, dopo quello del totale delle conversazioni. La nostra analisi ha rilevato un numero enorme di impressions, quindi il totale di tutte le persone che hanno visto i messaggi condivisi e di quelle potenzialmente raggiunte senza che abbiano espresso un’azione, che è in questo caso di 302,7 miliardi. Ma il numero davvero interessante, come diciamo sempre, è quello relativo all’engagement effettivo, al coinvolgimento netto, ossia al numero di persone che hanno espresso un’azione concreta. In questo caso gli utenti effettivamente coinvolti sono 9,3 milioni.

    the ferragnez social media engagement

    Nel solo giorno del matrimonio l’engagement è stato di 3,8 milioni.

    E questo invece è il dato riguardo a scoprire chi sono stati gli utenti che hanno seguito l’evento sui social media. Il 69,3% erano donne, mentre il 31,7% uomini. Notare come il grosso dell’audience avesse un’età compresa tra i 18 e i 34 anni; la fascia di età 18-24 anni è quella poi più presente.

    the ferragnez social media utenti

    Questi i temi più condivisi durante la tre giorni di evento:

    the ferragnez social media temi

    E questa è la “mappa di calore” delle condivisioni a livello globale, l’Europa ha partecipato molto attivamente. Ma non sono mancate condivisioni dagli Usa e dal Sud America.

    the ferragnez social media mappa di calore

    The Ferragnez, influencer e contenuti più condivisi

    Ora passiamo al tema contenuti più condivisi e infuencer dell’evento. Come già anticipato, l’influencer in assoluto è stata proprio Chiara Ferragni con il post del secondo abito del matrimonio pubblicato su Instagram domenica 2 settembre:

    https://www.instagram.com/p/BnO4Q6XHbYY/

    Oltre 1,2 milioni di like e questa è la virality map del post

    the ferragnez social media contenuto mappa viralità

    Questi poi gli altri influencer dell’evento, sempre da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BnMQ3SvlOQq/

    https://www.instagram.com/p/BnJCZCqBS3D/

    https://www.instagram.com/p/BnMWTrnAjVb/

    https://www.instagram.com/p/BnPXIDjDf7e/

    Questi invece sono gli influencer su Twitter con @supermodeldaily accoun più coinvolgente, seguito da @trash_italiano; terzo @Fedez:

    the ferragnez social media influencer twitter

    L’evento è stato molto seguito anche dai media, questa è la classifica di quelli più influenti dove si vede Vanity Fair come il più coinvolgente:

    the ferragnez influencer social media news

    The ferragnez, i tweet più condivisi

    E ora passiamo a vedere la solita nostra carrellata dei tweet più coinvolgenti relativi all’evento The Ferragnez. Quello più condiviso è proprio di @Fedez:

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1036003794356789249

    https://twitter.com/Valenteena_/status/1035513776878116865

    https://twitter.com/ElenaMTRP/status/1035442253626568705

    https://twitter.com/imdesperate91/status/1035474281516490752

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1035943850219659265

    https://twitter.com/jbowerslaugh/status/1035938438644740096

    https://twitter.com/__CrazyWoRlD__/status/1035478341392973826

    https://twitter.com/laspassosa/status/1035554119283613696

     

    Ecco, questo è il nostro resoconto dell’evento The Ferragnez, grazie al nostro partner Talkwalker. Sperando che questo possa contribuire ad arricchire le analisi che riguarderanno questo evento.

    E voi che ne pensate?

  • Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

    Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

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    Forse il dato risulterà sorprendente a molti, ma dalla ricerca condotta da Blogmeter sui 40 fashion blogger italiani più seguiti sui social media, emerge la figura di Mariano di Vaio, leader assoluto su Facebook e il più coinvolgente su Twitter. Chiara Ferragni è la fashion blogger con il maggior numero di followers

    Quando si parla di Fashion Blogger, spesso si pensa a blogger appassionate di Moda e di stile. Ma la ricerca di Blogmeter che vi proponiamo ci permette di avere un quadro più completo su questa categoria, in Italia, scoprendo quindi chi sono e come usano i Social Media nella loro attività di blogging. Dalla ricerca, realizzata tra il 1° Luglio e il 14 Settembre 2014, emerge che questi personaggi sono presenti in maniera capillare su tutti i social network più usati come Facebook, Twitter, Instagram, Google+, YouTube e Pinterest. Tendenzialmente i fashion blogger puntano sui contenuti fotografici, mentre per quanto riguarda le strategie prediligono il mix di contenuti fashion e vita quotidiana. E, sebbene la loro presenza sia molto diffusa, in realtà aggiornano più frequentemente Facebook, Instagram e Twitter postando con regolarità contenuti nuovi e originali. Di conseguenza, utilizzano meno YouTube anche per la difficoltà, reale, di montare video interessanti, mentre Google+ e Pinterest risultano per lo più canali di ri-pubblicazione di contenuti già apparsi altrove.

    La ricerca ci svela anche il fashion blogger più influente che non è, come era facile pensare, una donna.

    Il fashion blogger più influente è Mariano Di Vaio, che si conferma leader assoluto su Facebook. Di Vaio, primo sia per engagement che per numero di fan, acquisisce in due mesi e mezzo ben 500.000 fan grazie a post esclusivamente fotografici riguardanti per lo più i suoi viaggi e gli impegni lavorativi in giro per il mondo (ad es. Formentera, New York, Hong Kong).

    Da segnalare, Martina Corradetti (The Fashion Coffee) che coinvolge il suo seguito attraverso frequenti sondaggi su differenti opzioni di outfit e Veronica Ferraro (The Fashion Fruit) che pubblica frequentemente immagini delle sue colazioni e merende con le amiche. La fashion blogger più famosa, Chiara Ferragni, usa invece Facebook come un canale secondario, infatti la sua pagina contiene soprattutto foto importate dal profilo Instagram. In generale su Facebook, oltre alle immagini legate alle sfilate e alle collaborazioni con i brand, piacciono molto i sondaggi del tipo “cosa mi metto?” di The Fashion Coffee e le foto legate alla vita quotidiana di The Fashion Fruit. Su Twitter, invece, Chiara Ferragni è nettamente la blogger più seguita con più di 200.000 followers. La maggior parte dei suoi tweet contiene link al blog o a foto su Instagram o alcuni dei suoi hashtag di riferimento come #theblondesaladneverstops.

    Ma il blogger più coinvolgente, anche su Twitter, resta Mariano Di Vaio, le cui foto che lo ritraggono in vacanza o in costume da bagno sono tra i contenuti più apprezzati in assoluto. In generale, tra gli hashtag più usati dai blogger, emergono quelli legati alle vacanze, ma anche alla Settimana della Moda di New York e all’IceBucket Challenge cui hanno partecipato sia la Ferragni che Di Vaio. Tra le collaborazioni segnalate spiccano #ProjectRunway della Ferragni e #BuonaseraBellezza della Corradetti, mentre l’hashtag brand più utilizzato è #CaiaJewels, realizzato sempre dalla Ferragni, che ha disegnato per loro una collezione.

    In basso l’infografica riassuntiva della ricerca.

    Allora, sorpresi da questi dati? Raccontateci cosa ne pensate.

    fashion-blogger-infografica