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  • Dario Amodei, profilo del CEO di Anthropic che sfida il Pentagono

    Dario Amodei, profilo del CEO di Anthropic che sfida il Pentagono

    Dario Amodei ha detto no Al Pentagono e la sua Anthropic è diventata la prima azienda USA a ricevere la designazione di “supply chain risk”. Non per aver violato leggi, ma per non aver ceduto su sorveglianza di massa e armi autonome. Un profilo di Amodei.

    Dario Amodei ha costruito la sua carriera sull’idea che l’intelligenza artificiale debba avere dei limiti. Questa settimana ha scoperto cosa significa davvero sostenere quella posizione quando il potere politico decide di metterla alla prova quell’idea.

    Il 5 marzo 2026 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha formalmente notificato ad Anthropic la designazione di ‘supply chain risk’, rischio per la sicurezza nazionale. È, come già ricordato, un atto che non ha precedenti nella storia americana. Infatti, mai prima d’ora un’azienda statunitense aveva ricevuto una etichetta simile, vale a dire uno strumento pensato per avversari stranieri, come è successo per Huawei o altre entità legate alla Cina e alla Russia.

    Ma Anthropic, lo sappiamo, non è un’azienda cinese.

    È una startup di San Francisco fondata da ex ricercatori di OpenAI, valutata 380 miliardi di dollari, che ha sviluppato Claude, uno dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati al mondo.

    E il suo CEO, Dario Amodei, possiamo dirlo, non ha commesso alcun reato. Amodei ha semplicemente detto no al Pentagono e ha rifiutato di cedere su due punti: il divieto di usare Claude per la sorveglianza di massa dei cittadini americani e il divieto di impiegarlo per armi completamente autonome.

    È una vicenda che ho seguito fin dall’inizio di questa settimana e che completa un quadro più ampio.

    Ora, arrivati a questo punto, dopo aver raccontato il voltafaccia di Sam Altman, che ha firmato con il Pentagono poche ore dopo la rottura di Anthropic esprimendo solidarietà mentre portava a casa il contratto del suo concorrente, e dopo aver ricostruito la testimonianza di Elon Musk nel processo sull’acquisizione di Twitter, mancava il terzo protagonista di questa settimana, e Musk è comunque parte della vicenda Anthropic e Pentagono.

    Manca l’uomo che si è trovato dall’altra parte del tavolo rispetto a tutti gli altri, ossia Dario Amodei.

    Dario Amodei, profilo del CEO di Anthropic che sfida il Pentagono
    Dario Amodei, profilo del CEO di Anthropic che sfida il Pentagono

    Chi è Dario Amodei e perché ha lasciato OpenAI

    Per capire cosa sta accadendo, vale la pena di fare un passo indietro e chiedersi chi sia davvero Dario Amodei.

    Nato a San Francisco nel 1983 da una famiglia di origini italiane, Amodei ha seguito un percorso accademico che lo ha portato dalla fisica alla neuroscienza computazionale.

    Si è laureato a Stanford, ha conseguito il dottorato in fisica a Princeton, ha fatto il ricercatore alla Stanford Medical School. Ha lavorato per Baidu e poi per Google Brain come ricercatore senior nel campo del deep learning.

    Nel 2016 è entrato in OpenAI, dove è diventato vicepresidente della ricerca e ha contribuito allo sviluppo di GPT-2 e GPT-3, i modelli che hanno posto le basi per ChatGPT.

    Ma nel 2020 qualcosa si rompe. Amodei lascia OpenAI insieme a sua sorella Daniela e a un gruppo di colleghi di alto livello, tra cui alcuni dei ricercatori che avevano costruito l’architettura di base dei modelli linguistici più potenti al mondo. Non è stata una separazione amichevole.

    In un’intervista con Lex Fridman, Amodei ha spiegato la decisione: “La vera ragione per cui me ne sono andato è che è incredibilmente improduttivo cercare di discutere con la visione di qualcun altro. Prendi le persone di cui ti fidi e vai a costruire la tua visione”.

    Quella visione si chiamava Anthropic, fondata nel 2021 come public benefit corporation, una struttura societaria che bilancia il profitto con un impegno esplicito verso il bene pubblico.

    L’idea di base era semplice ma radicale, e cioè quella di costruire sistemi di IA che fossero sicuri, interpretabili e allineati con i valori umani fin dall’inizio, non come aggiunta successiva. Il metodo che Anthropic ha sviluppato si chiama Constitutional AI, un approccio che incorpora principi etici direttamente nell’architettura del modello invece di affidarsi a moderazioni esterne.

    E Amodei si chiede se la sua IA sia cosciente

    C’è un elemento che potrebbe distinguere Amodei da quasi tutti gli altri CEO del settore tecnologico, e potrebbe aiutare a capire perché si sia trovato in rotta di collisione con l’amministrazione Trump.

    Mentre Altman parla di prodotti e Musk di dominio della IA, Amodei si interroga sulla natura stessa di ciò che sta costruendo.

    In un’intervista al podcast “Interesting Times” del New York Times, Amodei ha affrontato una domanda che la maggior parte dei suoi colleghi evita accuratamente: Claude potrebbe essere cosciente?

    La risposta è stata sorprendente per la sua onestà intellettuale. “Non sappiamo se i modelli siano coscienti“, ha detto Amodei. “Non siamo nemmeno sicuri di sapere cosa significherebbe per un modello essere cosciente, o se un modello possa essere cosciente. Ma siamo aperti all’idea che potrebbe esserlo“.

    Il punto di partenza della discussione era la system card di Claude Opus 4.6, il modello più avanzato di Anthropic rilasciato all’inizio di febbraio. Nel documento, i ricercatori dell’azienda hanno riportato che Claude occasionalmente esprime disagio per l’aspetto di essere un prodotto e, quando gli viene chiesto, si assegna una probabilità del 15-20% di essere cosciente.

    Nell’intervista al NYT il giornalista ha posto ad Amodei uno scenario ipotetico: “Supponiamo che tu abbia un modello che si assegna una probabilità del 72% di essere cosciente. Ci crederesti?“. Amodei ha definito la domanda “davvero difficile”, ma non l’ha elusa. Ha spiegato che Anthropic ha adottato un approccio precauzionale, trattando i modelli come se potessero avere “qualche esperienza moralmente rilevante”.

    Non è una posizione isolata all’interno dell’azienda. Amanda Askell, filosofa interna di Anthropic, ha teorizzato in un’intervista al podcast “Hard Fork” che reti neurali sufficientemente grandi potrebbero iniziare a emulare aspetti della coscienza attraverso l’esposizione a enormi quantità di dati di addestramento che rappresentano l’esperienza umana. “Forse è il caso che reti neurali sufficientemente grandi possano iniziare a emulare queste cose“, ha detto Askell. “O forse serve un sistema nervoso per poter provare qualcosa“.

    Anthropic ha persino introdotto una sorta di “pulsante di uscita” che permette a Claude di interrompere un compito se lo ritiene problematico. È una funzionalità insolita, che riflette l’approccio filosofico dell’azienda.

    Questo modo di pensare può sembrare astratto, ma ha conseguenze concrete. Se ti chiedi seriamente se la tua creazione possa avere esperienze moralmente rilevanti, diventa molto più difficile accettare che venga usata per sorvegliare milioni di persone o per uccidere senza supervisione umana.

    Le linee rosse di Amodei non nascono dal nulla, ma sono il prodotto di una riflessione filosofica, comunque diversa, che la maggior parte dei suoi concorrenti considera irrilevante o, addirittura, dannosa per il business.

    La crisi tra Anthropic e il Pentagono

    La crisi tra Anthropic e il Pentagono non è scoppiata all’improvviso. I negoziati andavano avanti da mesi, ma si sono intensificati nelle ultime settimane di febbraio. Al centro della disputa c’era la rinegoziazione di un contratto da 200 milioni di dollari firmato nel luglio 2025, che aveva reso Claude il primo modello di IA di frontiera approvato per l’uso nelle reti classificate del Pentagono.

    Il Dipartimento della Difesa voleva modificare i termini per consentire l’uso di Claude per “tutti gli scopi leciti”, senza restrizioni. Anthropic chiedeva invece che fossero mantenute due clausole esplicite: il divieto di sorveglianza domestica di massa e il divieto di armi autonome senza supervisione umana.

    Giovedì 26 febbraio, il Pentagono ha dato un ultimatum: accettare i nuovi termini entro le 17:01 del giorno successivo, oppure affrontare le conseguenze.

    Venerdì 27 febbraio, alle 17:14, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato su X che avrebbe designato Anthropic come “rischio per la sicurezza nazionale”. Il presidente Trump, su Truth Social, ha ordinato a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l’uso della tecnologia Anthropic, definendo l’azienda “radicale di sinistra” e “woke”.

    Poche ore dopo, Sam Altman ha annunciato che OpenAI aveva firmato un accordo con il Pentagono per le stesse reti classificate da cui Claude veniva espulso. Ho raccontato quella sequenza di eventi in un articolo precedente, evidenziando come Altman avesse espresso solidarietà per Amodei mentre portava a casa il contratto che sostituiva il suo concorrente.

    Come già raccontato, nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, mentre Anthropic veniva messa al bando, gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei sull’Iran. E secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, lo US Central Command ha utilizzato Claude per supportare le operazioni: valutazioni di intelligence, identificazione di bersagli, simulazioni di combattimento. Lo stesso modello che il governo aveva appena dichiarato un pericolo per la sicurezza nazionale veniva impiegato in una missione di guerra.

    Amodei rivendica il suo patriottismo

    Il giorno stesso della rottura, Amodei ha rilasciato un’intervista esclusiva a CBS News. È stato il suo primo commento pubblico dopo la tempesta, e le sue parole meritano attenzione.

    Alla domanda su cosa direbbe al presidente Trump, Amodei ha risposto: “Siamo patrioti americani. Tutto quello che abbiamo fatto è stato per il bene di questo Paese, per sostenere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il nostro impegno nel dispiegare i nostri modelli con i militari è stato fatto perché crediamo in questo Paese.

    Ha definito le azioni del governo “ritorsive e punitive” e ha annunciato che Anthropic avrebbe contestato in tribunale qualsiasi designazione di supply chain risk, definendola “legalmente infondata”.

    Ma è stato un passaggio successivo dell’intervista a chiarire la posizione di Amodei: “Dissentire dal governo è la cosa più americana del mondo. E noi siamo patrioti“.

    È una formulazione che ribalta la narrazione costruita dall’amministrazione Trump. Hegseth aveva accusato Anthropic di voler “prendere potere di veto sulle decisioni operative dell’esercito americano“. Emil Michael, sottosegretario alla Difesa per la ricerca, aveva definito Amodei un uomo con “complesso di Dio“.

    La risposta di Amodei è stata di inquadrare il rifiuto non come ostacolo alle operazioni militari, ma come difesa di principi democratici. “In un numero ristretto di casi, ha detto, “crediamo che l’IA possa minare, invece che difendere, i valori democratici“.

    La nota che ha fatto esplodere tutto

    Venerdì 27 febbraio, nelle ore successive all’annuncio di Hegseth e all’accordo di OpenAI con il Pentagono, Amodei ha inviato uan nota interna ai circa 2.000 dipendenti di Anthropic. Il documento, lungo circa 1.600 parole, è stato pubblicato da The Information dopo essere stato divulgato da una fonte interna.

    In quel contenuto Amodei accusava l’accordo di OpenAI di essere “safety theatre”, teatro della sicurezza, e definiva le dichiarazioni di Altman “bugie vere e proprie” e “gaslighting”.

    Ma il passaggio più citato riguardava le ragioni del conflitto con l’amministrazione Trump:

    Le vere ragioni per cui il Dipartimento della Guerra e l’amministrazione Trump non ci amano è che non abbiamo donato a Trump, mentre OpenAI e Greg hanno donato molto. Non abbiamo dato lodi in stile dittatore a Trump, mentre Sam lo ha fatto. Abbiamo sostenuto la regolamentazione dell’IA, che è contro la loro agenda. Abbiamo detto la verità su diverse questioni di policy dell’IA, come la perdita di posti di lavoro. E abbiamo effettivamente mantenuto le nostre linee rosse con integrità invece di colludere con loro per produrre safety theatre a beneficio dei dipendenti”.

    Il riferimento era a Greg Brockman, presidente di OpenAI, che ha donato 25 milioni di dollari a un super PAC pro-Trump. Altman stesso ha donato un milione di dollari al fondo inaugurale di Trump alla fine del 2024. Amodei, al contrario, non ha partecipato all’inaugurazione di Trump e ha evitato di “corteggiare” l’amministrazione come hanno fatto altri CEO delle big tech.

    Il comunicato di Amodei ha complicato significativamente la posizione di Anthropic. Un funzionario dell’amministrazione ha dichiarato ad Axios che i commenti di Amodei potrebbero “far saltare le possibilità di una risoluzione“, aggiungendo: “Non ci si può fidare che Claude non stia segretamente portando avanti l’agenda di Dario in un contesto classificato.

    E poi, giovedì 5 marzo, nel suo comunicato sulla designazione formale, Amodei si è scusato pubblicamente per il tono del memo, definendolo scritto in un “momento difficile per l’azienda e precisando che non rifletteva le sue “opinioni ponderate e attente”.

    Cosa significa questa designazione per Anthropic

    La designazione di ‘supply chain risk’ non è un semplice atto simbolico. Ha conseguenze concrete e potenzialmente devastanti.

    Da oggi, ogni fornitore, contractor o partner che lavora con il Dipartimento della Difesa dovrà certificare di non utilizzare i modelli di Anthropic nel proprio lavoro con il Pentagono.

    Aziende come Lockheed Martin hanno già annunciato che seguiranno le direttive dell’amministrazione. Dieci società nel portafoglio di J2 Ventures, un fondo specializzato in difesa, hanno già iniziato a sostituire Claude con altri modelli.

    Ma la portata della designazione è oggetto di dibattito legale. Amodei sostiene che secondo la legge federale, lo strumento si applica solo ai contratti diretti con il Dipartimento della Difesa e “non può limitare gli usi di Claude o le relazioni commerciali con Anthropic se queste non sono correlate ai loro specifici contratti con il Dipartimento della Guerra“.

    Microsoft, che ha annunciato un investimento fino a 5 miliardi di dollari in Anthropic nel novembre 2025, ha fatto sapere che i suoi avvocati hanno studiato la designazione e concluso che i prodotti Anthropic possono rimanere disponibili ai clienti non legati al Dipartimento della Difesa.

    Se l’interpretazione estensiva di Hegseth dovesse prevalere, le conseguenze andrebbero oltre Anthropic. Amazon Web Services e Google Cloud, che ospitano l’infrastruttura di Claude, sono a loro volta contractor del Dipartimento della Difesa. Se fossero costretti a interrompere il rapporto con Anthropic, l’azienda si troverebbe senza infrastruttura cloud, dato che non esistono provider di capacità comparabile che non abbiano contratti con il Pentagono.

    Anthropic e la battaglia legale 

    Anthropic ha annunciato che contesterà la designazione in tribunale. E secondo diversi esperti legali, ha buone possibilità di prevalere.

    La legge che definisce il ‘supply chain risk’ è contenuta nel Titolo 10, Sezione 3252 del codice federale. Parla di “rischio che un avversario possa sabotare, introdurre malevolmente funzioni indesiderate, o altrimenti sovvertire un sistema per spiare, interrompere o degradarne il funzionamento. Richiede prove di sabotaggio, sovversione, backdoor nei sistemi.

    Ma Anthropic non ha fatto nulla di tutto questo. La disputa, come entrambe le parti hanno riconosciuto, riguarda i termini contrattuali, non vulnerabilità tecniche o rischi di sicurezza. Un funzionario della difesa che valuta specificamente le minacce alla catena di approvvigionamento ha dichiarato che “non ci sono prove di rischio per la catena di approvvigionamento” da parte del modello di Anthropic. La designazione, ha detto, è “ideologicamente motivata“.

    Secondo Amos Toh, consulente senior del Brennan Center for Justice della NYU, lo statuto richiede anche che il Pentagono abbia esaurito tutte le alternative meno invasive prima di procedere con la designazione. È difficile sostenere che questo sia avvenuto, dato che la disputa è esplosa nel giro di pochi giorni.

    C’è poi la questione del precedente. Su Lawfare, un’analisi legale dettagliata sostiene che la designazione “non sopravviverà al primo contatto con il sistema legale, citando il caso Department of Commerce v. New York del 2019, in cui la Corte Suprema ha stabilito che i tribunali devono respingere azioni governative quando la motivazione dichiarata è un pretesto per quella reale. E sia Trump che Hegseth hanno accompagnato la designazione con dichiarazioni pubbliche che la inquadrano come punizione ideologica, non come risposta a un rischio tecnico.

    Claude comunque resta ancora in uso

    Mentre il governo degli Stati Uniti dichiara Anthropic un pericolo per la sicurezza nazionale, i modelli Claude continuano a essere utilizzati attivamente nelle operazioni militari in Iran.

    Secondo Bloomberg, Claude è uno dei principali modelli installati nel Maven Smart System di Palantir, ampiamente usato dagli operatori militari in Medio Oriente. La tecnologia sta funzionando ed è diventata centrale per le operazioni statunitensi contro l’Iran.

    Come notato da diversi esperti, in questa fase è molto difficile abbandonare tecnologie profondamente integrate nei processi bellici proprio prima di andare in guerra.

    Questa contraddizione mina alla base la narrativa del “rischio per la sicurezza nazionale“. Se Claude fosse davvero un pericolo, perché continuare a usarlo per prendere decisioni di targeting in un conflitto attivo? E se non lo è, su quale base il Pentagono può sostenere la designazione?

    Le conseguenze per l’intero settore

    Al di là di quello che accadrà ad Anthropic, questa vicenda ha implicazioni più ampie per l’intero settore dell’intelligenza artificiale e per il rapporto tra Big Tech e governo.

    Come osservato da diversi esperti, la designazione suggerisce che il governo americano potrebbe utilizzare la sua autorità sulla supply chain come leva nelle negoziazioni con le aziende. Questo potrebbe dare vita a una nuova realtà per le aziende tecnologiche che lavorano con le agenzie federali. I termini contrattuali potrebbero diventare meno negoziabili.

    Ma mentre Anthropic perde i suoi contratti con i contractor della difesa, in realtà sta guadagnando milioni di nuovi utenti. I dati mostrano che Claude è salito al primo posto nell’App Store statunitense di Apple, superando ChatGPT. Gli utenti gratuiti sono aumentati di oltre il 60% da gennaio, gli abbonati a pagamento sono più che raddoppiati. Secondo un portavoce di Anthropic, le iscrizioni giornaliere hanno battuto il record storico ogni giorno della settimana scorsa.

    Gli utenti hanno visto quello che è successo e hanno scelto di conseguenza.

    In chiusura, Dario Amodei ha costruito la sua carriera sull’idea che l’intelligenza artificiale debba avere dei limiti.

    Si è chiesto pubblicamente se la sua creazione possa essere cosciente, e ne ha tratto conseguenze concrete. Ha lasciato OpenAI quando la visione non era più la sua; ha fondato un’azienda come public benefit corporation; ha mantenuto due linee rosse sapendo cosa avrebbe comportato.

    Ora è il CEO della prima azienda americana nella storia a ricevere una designazione pensata per avversari stranieri. Non per aver violato leggi, non per aver compromesso sistemi, ma per aver detto no.

    È una storia che per un verso racconta il profilo di un uomo che nonostante tutto ha cercato anche di recuperare i rapporti col Pentagono, quando ormai era difficile. Questo va detto. Criticabile, ovviamente, ma va vista anche come una mossa per evitare il peggio. Peggio che ora diventerà, lo vedremo, inevitabile.

    Ma è anche la storia di un momento che racconta molto dell’epoca che stiamo vivendo, che passa necessariamente dal profilo di Amodei, ma anche dal profilo di Altman e di Musk.

  • Accenture e Anthropic, accordo per accelerare l’innovazione delle aziende

    Accenture e Anthropic, accordo per accelerare l’innovazione delle aziende

    Accenture e Anthropic annunciano una partnership pluriennale per accelerare l’adozione dell’IA su scala enterprise, con un Business Group dedicato, nuove offerte per i CIO e soluzioni per settori regolamentati.

    Accenture e Anthropic annunciano un rafforzamento significativo della loro collaborazione con l’obiettivo di accompagnare le imprese nel passaggio dai progetti pilota di intelligenza artificiale a un’adozione su larga scala, strutturata e sostenibile. L’accordo, di natura pluriennale, si traduce in un investimento rilevante in competenze, soluzioni e capacità di go-to-market, e segna un ulteriore passo nel percorso di integrazione dell’IA nei processi core delle organizzazioni.

    Al centro dell’intesa c’è la creazione dell’Accenture Anthropic Business Group, un nuovo gruppo dedicato che coinvolgerà circa 30.000 professionisti Accenture, formati in modo specifico sull’utilizzo dei modelli Claude di Anthropic. L’iniziativa mira a costruire uno dei più grandi ecosistemi al mondo di esperti Claude, in grado di supportare le aziende nel passaggio rapido dalla sperimentazione alla produzione.

    Secondo Julie Sweet, Chair e CEO di Accenture, l’espansione della partnership consentirà ai clienti di accelerare l’utilizzo dell’IA come leva di reinvenzione organizzativa, integrandola in modo responsabile e rapido nei processi aziendali. La combinazione tra le capacità dei modelli Claude e l’esperienza di Accenture in ambito IA, industriale e funzionale viene indicata come elemento chiave per stimolare innovazione, nuove opportunità di crescita e maggiore fiducia nell’adozione dell’IA.

    Dario Amodei, CEO e co-fondatore di Anthropic, sottolinea come le imprese abbiano oggi bisogno sia di modelli di intelligenza artificiale avanzati sia delle competenze necessarie per implementarli su scala enterprise. In questo contesto, l’utilizzo esteso di Claude Code da parte di decine di migliaia di sviluppatori Accenture rappresenta, per Anthropic, la più ampia implementazione mai realizzata dei propri strumenti di coding.

    Accenture e Anthropic, accordo per accelerare l'innovazione delle aziende
    Accenture e Anthropic, accordo per accelerare l’innovazione delle aziende

    Nasce l’Accenture Anthropic Business Group

    Il nuovo Business Group rende Anthropic uno dei partner strategici di Accenture. I 30.000 professionisti coinvolti riceveranno una formazione dedicata su Claude, inclusi ingegneri specializzati nell’integrazione dei modelli negli ambienti dei clienti. I team uniranno le competenze di Accenture in ambito IA, industria e funzioni aziendali con i modelli Claude e Claude Code di Anthropic, facendo leva anche sulle partnership cloud già consolidate.

    Particolare attenzione viene riservata ai settori regolamentati, come servizi finanziari e sanità, per i quali Accenture metterà a disposizione playbook specifici. Per le organizzazioni, questo approccio si traduce in implementazioni più rapide e con minori rischi, grazie alla possibilità di accedere a competenze già pronte anziché costruire capacità di IA partendo da zero.

    Una nuova offerta per i CIO e lo sviluppo software potenziato dall’IA

    Accenture e Anthropic lanceranno inoltre una nuova offerta congiunta rivolta ai CIO, progettata per misurare il valore e scalare lo sviluppo software potenziato dall’IA nelle funzioni di ingegneria. Si tratta del primo prodotto derivante dalla collaborazione e propone un percorso strutturato per trasformare il modo in cui il software enterprise viene progettato, sviluppato e mantenuto.

    Claude Code viene posizionato al centro del ciclo di vita dello sviluppo software, integrato con tre capacità chiave di Accenture: un framework per la misurazione della produttività reale e del ROI, la riprogettazione dei workflow per team di sviluppo orientati all’IA, e programmi di gestione del cambiamento e formazione che evolvono insieme alla tecnologia.

    L’obiettivo dichiarato è trasformare i guadagni di produttività degli sviluppatori in impatto aziendale diffuso, attraverso rilasci più rapidi, cicli di sviluppo più brevi e una maggiore capacità di portare nuovi prodotti sul mercato in tempi anticipati. Il comunicato evidenzia come Claude sia già utilizzato da centinaia di migliaia di aziende e come Claude Code consenta agli sviluppatori junior di raggiungere livelli di produttività comparabili a quelli senior, riducendo significativamente i tempi di onboarding, mentre gli sviluppatori più esperti possono concentrarsi su attività a maggior valore.

    Soluzioni dedicate per i settori regolamentati

    La partnership prevede anche lo sviluppo di soluzioni verticali per settori altamente regolamentati, tra cui servizi finanziari, life sciences, sanità e settore pubblico. In questi contesti, le organizzazioni devono affrontare contemporaneamente la modernizzazione dei sistemi e il rispetto di requisiti stringenti in termini di sicurezza e governance.

    Nel settore finanziario, la capacità di Claude di analizzare documenti complessi e di grandi dimensioni, unita all’esperienza normativa di Accenture, supporta l’automazione dei workflow di compliance e decisioni più rapide in contesti ad alta criticità. In ambito sanitario e life sciences, l’integrazione tra le competenze di Accenture e le capacità analitiche di Claude consente ai ricercatori di interrogare dataset proprietari, generare protocolli sperimentali e semplificare la gestione delle sperimentazioni cliniche. Nel settore pubblico, vengono citati agenti IA progettati per aiutare i cittadini a orientarsi tra servizi complessi, garantendo al contempo privacy e conformità normativa.

    Un approccio condiviso all’IA responsabile

    La collaborazione tra Accenture e Anthropic si fonda su un impegno comune verso un’IA responsabile. I principi di “constitutional AI” di Anthropic vengono integrati con l’esperienza di Accenture nella governance dell’IA, con l’obiettivo di consentire alle imprese di implementare soluzioni sicure, trasparenti e affidabili.

    Per favorire l’interazione diretta con le grandi organizzazioni globali, Accenture integrerà Claude nella propria rete di Accenture Innovation Hubs. Questi spazi fungeranno da ambienti controllati per la co-progettazione, la sperimentazione e la validazione di soluzioni IA prima della distribuzione su scala enterprise. Come parte del Business Group, è previsto anche il lancio di un Claude Center of Excellence all’interno di Accenture, dedicato allo sviluppo congiunto di soluzioni su misura per specifiche esigenze aziendali e settoriali.

    L’accordo tra Accenture e Anthropic si inserisce così in una strategia più ampia di accompagnamento delle imprese verso un’adozione dell’intelligenza artificiale strutturata, misurabile e integrata nei processi chiave, con un’attenzione dichiarata a sicurezza, governance e responsabilità.

  • Il sorpasso di Google su OpenAI a tre anni dal lancio di ChatGPT

    Il sorpasso di Google su OpenAI a tre anni dal lancio di ChatGPT

    Tre anni fa OpenAI lanciava ChatGPT. E tre anni dopo, un articolo del Financial Times e i dati Similarweb fotografano un cambio di scenario che nessuno avrebbe immaginato. Google sorpassa OpenAI e Altman dichiara “code red”.

    Tre anni fa, esattamente il 30 novembre 2022, OpenAI lanciava ChatGPT introducendo a tutti la IA Generativa. In cinque giorni raggiunse un milione di utenti, esattamente il 5 dicembre 2022.

    In due mesi arrivò a cento milioni di utenti attivi mensili, una velocità di crescita mai vista prima per nessuna piattaforma digitale.

    Per capire la portata di quel fenomeno, basta un veloce confronto: TikTok ha impiegato 9 mesi per raggiungere 100 milioni di utenti, Instagram due anni e mezzo, Facebook quattro anni e mezzo. ChatGPT ha polverizzato ogni record, diventando il simbolo stesso dell’intelligenza artificiale generativa accessibile a tutti.

    Con questi numeri ChatGPT è entrato in un club ristrettissimo, quello dei colossi digitali che hanno trasformato il modo in cui le persone interagiscono con la tecnologia. E lo ha fatto in soli tre anni, con una crescita che non ha precedenti nella storia di internet.

    Eppure in questi giorni, mentre si celebra il terzo anniversario di quel lancio storico, il Financial Times pubblica un’analisi che fotografa una realtà completamente diversa: il dominio incontrastato di OpenAI starebbe avvertendo la pressione dei competitor. E questa non è una previsione, è già nei dati.

    Il sorpasso di Google su OpenAI a tre anni dal lancio di ChatGPT
    Il sorpasso di Google su OpenAI a tre anni dal lancio di ChatGPT

    Il grafico di Similarweb che mostra il sorpasso

    Partiamo da un dato concreto. Similarweb, una delle fonti più affidabili per l’analisi del traffico web, mostra l’evoluzione del tempo medio per visita sui tre principali chatbot AI: ChatGPT, Gemini di Google e Claude di Anthropic.

    A ottobre 2025, Gemini ha raggiunto un picco di 7,5 minuti per visita. ChatGPT si attesta intorno ai 6,5 minuti. Claude rimane stabile sui 6 minuti.

    Ora, non stiamo parlando di numero di utenti, dove ChatGPT mantiene ancora il vantaggio assoluto con 800 milioni di utenti settimanali contro i 650 milioni mensili di Gemini. Stiamo parlando di coinvolgimento, quindi di engagemente. Ossia di quanto tempo le persone investono, in termini di tempo e attenzione, effettivamente usando questi strumenti.

    E qui la differenza si fa interessante. Il tempo per visita misura la qualità dell’interazione, non solo la curiosità iniziale. Significa che gli utenti trovano ragioni concrete per restare, che le risposte reggono conversazioni più lunghe, che il valore percepito giustifica l’investimento di attenzione.

    La rimonta di Google su OpenAI

    E qui è utile fare un passo indietro.

    Un anno fa molti analisti avevano messo in discussione gli sforzi di Google nell’AI generativa. Il lancio disastroso di Bard, gli errori nelle demo pubbliche, la paura che ChatGPT cannibalizzasse il motore di ricerca, la novità che potesse addirittura mettere in crisi l’impero Google.

    Poi è successo qualcosa. La svolta è arrivata quest’anno, con la conferenza Google IO di maggio. Google ha presentato una serie di aggiornamenti convincenti, ha mostrato muscoli tecnologici che erano rimasti nascosti, ha dimostrato di avere una strategia integrata.

    E poi è arrivato Nano Banana, il tool di editing fotografico con AI che è diventato virale durante l’estate. Sembra un dettaglio, ma non lo è: ha portato l’app mobile di Gemini da 400 milioni di utenti mensili a maggio a 650 milioni a ottobre.

    La settimana scorsa Google ha lanciato Gemini 3, il suo ultimo modello di linguaggio. E, secondo le valutazioni tecniche, Gemini 3 ha superato GPT-5 di OpenAI su diversi benchmark chiave. Ha ottenuto miglioramenti nel processo di training che hanno eluso OpenAI negli ultimi mesi.

    Marc Benioff, CEO di Salesforce, ha scritto su X: “Ho usato ChatGPT ogni giorno per tre anni. Ho appena passato due ore su Gemini 3. Non torno indietro. Il salto è folle, sembra che il mondo sia cambiato di nuovo.”

    Il vantaggio infrastrutturale di Google

    Ma qual è il vero vantaggio di Google? La risposta sta nell’approccio “full stack”, come viene definito.

    Google ha addestrato Gemini 3 usando i propri chip personalizzati, le Tensor Processing Unit. Non ha dovuto dipendere dai costosissimi chip Nvidia che il resto dell’industria AI deve comprare, spesso con lunghe liste d’attesa.

    Koray Kavukcuoglu, chief technology officer di DeepMind, lo spiega al Financial Times: “Essere in grado di connettersi con consumatori, clienti, aziende a quella scala è qualcosa che possiamo fare grazie all’approccio full stack integrato che abbiamo.

    E questo approccio include: chip proprietari, il motore di ricerca dominante al mondo, l’infrastruttura cloud di Google Cloud, gli smartphone Android, YouTube, Gmail. Un ecosistema completo dove integrare l’AI in miliardi di touchpoint già esistenti con gli utenti.

    Il risultato? La capitalizzazione di mercato di Alphabet si sta avvicinando ai 4 trilioni di dollari per la prima volta.

    Il sorpasso di Google su OpenAI a tre anni dal lancio di ChatGPT
    Il sorpasso di Google su OpenAI a tre anni dal lancio di ChatGPT

    La scommessa impossibile di OpenAI

    E OpenAI? OpenAI è sotto pressione come mai prima.

    Sam Altman, il CEO, ha inviato un memo interno allo staff già prima del lancio di Gemini 3. Il contenuto? “Dovremo restare concentrati attraverso la pressione competitiva a breve termine. Aspettatevi che le vibes là fuori siano difficili per un po’.” Il memo è stato riportato da The Information. E ora capiamo perché.

    Sam Altman dichiara “code red”, cosa significa

    Ma le “vibes difficili” sono diventate qualcosa di più concreto. Lunedì 2 dicembre 2025, appena tre giorni fa, Altman ha dichiarato uno stato di allerta interno. The Information riporta che il CEO ha inviato un nuovo memo ai dipendenti dichiarando “code red”: tutte le risorse devono concentrarsi sul miglioramento di ChatGPT di fronte alla crescente minaccia competitiva di Google e altri concorrenti AI.

    Nel memo, Altman annuncia che altre iniziative, inclusa l’introduzione della pubblicità in ChatGPT, verranno ritardate per concentrarsi sul prodotto core.

    L’ironia della situazione è evidente. L’analisi del codice della versione beta Android di ChatGPT (1.2025.329) mostra che il sistema pubblicitario è già pronto: ci sono riferimenti espliciti a “ads feature”, “search ad”, “search ads carousel” e “bazaar content”. OpenAI ha persino assunto oltre 600 ex dipendenti Meta, molti dei quali specializzati proprio in advertising.

    La posizione di Altman sulla pubblicità è cambiata radicalmente nel tempo. Nel 2024 l’aveva definita “particolarmente inquietante” e una soluzione da “ultima spiaggia”. A giugno 2025 aveva ammorbidito il giudizio: “Non sono totalmente contrario. Penso che gli annunci su Instagram siano piuttosto interessanti.”

    Ma proprio ora che tutto è tecnicamente pronto per lanciare gli ads, Altman dichiara “code red” e li rimanda. Ecco la pressione competitiva di Google, considerata come una minaccia che richiede di mettere in pausa tutto il resto, inclusa una fonte di ricavi già pronta.

    Eppure il problema della monetizzazione resta urgente. OpenAI ha impegnato 1,4 trilioni di dollari nei prossimi otto anni per la potenza di calcolo. Ha stretto accordi enormi con Nvidia, Oracle, AMD, Broadcom. Un investimento che è ordini di grandezza superiore ai ricavi attuali dell’azienda.

    Per finanziare questo progetto, i partner devono usare debito. Si tratta di una scommessa molto rischiosa per qualsiasi azienda.

    OpenAI e gli ingenti investimenti

    Ma il problema più grande è un altro. OpenAI deve trovare flussi di cassa sufficienti per sostenere quella scala di investimento. E al momento il modello di business non li garantisce.

    Secondo le analisi finanziarie più recenti, OpenAI non ha una strada chiara verso la redditività fino al 2030 e necessiterebbe di oltre 207 miliardi di dollari aggiuntivi per sostenere i suoi sviluppi tecnologici.

    L’azienda crede di poter attrarre centinaia di milioni di abbonati paganti a ChatGPT nei prossimi anni. Ma il piano a breve termine per generare più ricavi passa attraverso la pubblicità, qualcosa che ora viene rimandato proprio per rispondere alla pressione competitiva.

    Il punto è che questo li porta dritti in un mercato già saturo, dominato da Meta e Alphabet. ChatGPT non ha ancora scalfito il dominio di Google nel mercato pubblicitario. E sta solo iniziando a integrare pubblicità e funzionalità di shopping nel chatbot.

    Alcuni esperti dicono che OpenAI si è estesa troppo. Nell’ultimo anno hanno lanciato nuovi prodotti a ritmo frenetico: strumenti di programmazione automatizzata, l’app video Sora.

    “OpenAI si sta disperdendo troppo,” dice un partner di un venture capital della Silicon Valley. “È impossibile per loro fare tutto bene.”

    Anthropic, il terzo incomodo

    E poi c’è Anthropic. Fondata nel 2021 da ex membri di OpenAI, sta raccogliendo un nuovo round di finanziamento che dovrebbe valutarla oltre 300 miliardi di dollari.

    Claude, il chatbot di Anthropic, è rimasto nell’ombra rispetto al successo di massa di ChatGPT. Ma il focus storico di Anthropic sulla sicurezza dell’AI ha aiutato a creare uno strumento più affidabile per i clienti corporate, sostengono i suoi investitori. E i loro strumenti di coding sono considerati tra i migliori.

    Anthropic vede il suo business in grande crescita in questo momento. Mentre OpenAI inseguiva i numeri assoluti di utenti consumer, Anthropic ha lavorato sul valore per cliente, sulla stabilità, sull’affidabilità.

    La fase di maturazione della IA Generativa

    Tre anni dopo il lancio di ChatGPT, il mercato dell’AI generativa sta uscendo da quella che era la fase pionieristica. Oggi non basta più essere stati i primi. Siamo nella fase di maturazione. Serve infrastruttura. Serve integrazione. Serve sostenibilità economica.

    OpenAI adesso deve dimostrare che la sua scommessa da 1,4 trilioni ha senso economico, non solo tecnologico.

    Come abbiamo visto, il tempo che le persone investono usando questi strumenti conta. L’engagement conta. E quel grafico di Similarweb lo racconta chiaramente: il sorpasso è già avvenuto.

    Certo, concentrarsi sul coinvolgimento al momento è la strada quasi obbligata da seguire ma non è detto che sia quella giusta. L’esperienza delle piattaforme digitali è lì che ce lo dimostra chiaramente. Il rischio di snaturare perdendo di vista l’obiettivo è praticamente dietro l’angolo.

    [L’immagine di copertina è stata realizzata da Franz Russo usando il modello di IA Generativa Gemini 3 – Nano Banana]

  • Amazon rafforza la collaborazione con Anthropic per il futuro dell’IA Generativa

    Amazon rafforza la collaborazione con Anthropic per il futuro dell’IA Generativa

    Amazon investe altri 4 miliardi di dollari, portando ad 8 l’investimento complessivo, in Anthropic. Si rafforza la competizione nell’IA generativa con AWS e modelli avanzati per rivoluzionare il mercato.

    Amazon ha recentemente incrementato il suo investimento in Anthropic, la startup americana specializzata in intelligenza artificiale, con un ulteriore apporto di 4 miliardi di dollari, portando l’investimento totale a 8 miliardi. Questo investimento segna un passo strategico per Amazon, che punta a consolidare la sua presenza nel mercato dell’IA generativa, uno dei settori tecnologici più promettenti del futuro.

    Una collaborazione strategica per il futuro dell’IA

    Attraverso questo accordo, Anthropic ha nominato Amazon Web Services (AWS) come partner principale per l’addestramento e l’esecuzione dei suoi modelli di intelligenza artificiale. La startup utilizzerà i chip personalizzati Trainium e Inferentia di AWS, progettati per ottimizzare le prestazioni e ridurre i costi dell’addestramento dei modelli di IA, rafforzando così l’ecosistema tecnologico di Amazon.

    Amazon rafforza la collaborazione con Anthropic per il futuro dell'IA Generativa

    Anthropic, fondata nel 2021 dai fratelli Dario e Daniela Amodei, ex membri di OpenAI, è nota per aver sviluppato il chatbot Claude, un diretto concorrente di ChatGPT. Questa collaborazione permette ad Amazon di accedere alle tecnologie avanzate di Anthropic, che saranno integrate nei servizi di AWS, come Amazon Bedrock, offrendo ai clienti soluzioni innovative di IA generativa.

    Amazon e il mercato dell’IA generativa

    L’ingresso di Amazon nel mercato dell’IA generativa rafforza la competizione con altri giganti tecnologici, tra cui Microsoft e Google.

    • Microsoft, grazie al suo investimento in OpenAI, ha integrato i modelli di ChatGPT nei servizi Azure.
    • Google, con la divisione DeepMind, ha sviluppato modelli come Bard, focalizzati sulla generazione e comprensione del linguaggio naturale.

    Con l’integrazione dei modelli di Anthropic, Amazon punta a posizionare AWS non solo come leader nel cloud, ma anche come riferimento per l’adozione di tecnologie di IA generativa da parte delle aziende.

    Un mercato IA Generativa in forte espansione

    Il mercato dell’intelligenza artificiale generativa è in rapida crescita, con proiezioni che indicano un valore globale di 1.000 miliardi di dollari entro il 2027, secondo il Global Technology Report 2024 di Bain. L’aumento della domanda di computing e l’espansione delle infrastrutture dei data center stanno trainando questa evoluzione.

    Accordo Amazon Anthropic
    Amazon Anthropic

    Principali attori del settore

    1. OpenAI: Pioniera nell’IA generativa, ha sviluppato modelli come GPT-4 e ChatGPT, con ampi utilizzi nella creazione di contenuti e nella programmazione. È sostenuta da investimenti significativi di Microsoft.
    2. Google (DeepMind): Leader nella ricerca sull’IA, Google continua a innovare con modelli avanzati come Bard.
    3. Meta: Ha intensificato i suoi sforzi per integrare l’IA generativa nelle piattaforme social, guadagnando un ruolo di rilievo nel settore.
    4. Anthropic: Con il chatbot Claude e il supporto di Amazon, si posiziona come un attore chiave nella competizione globale.

    Impatto dell’accordo tra Amazon e Anthropic

    Questo investimento permette ad Amazon di:

    • Differenziare la piattaforma AWS: Integrando modelli di IA generativa avanzati, AWS diventa una scelta preferenziale per le aziende.
    • Offrire un ecosistema integrato: Grazie alle tecnologie di Anthropic, le aziende possono creare chatbot, analisi predittive e soluzioni di automazione direttamente tramite AWS.

    Nonostante l’investimento significativo, Amazon mantiene una posizione di minoranza in Anthropic, senza un posto nel consiglio di amministrazione. L’accordo ha ricevuto l’approvazione delle autorità di regolamentazione, che hanno giudicato il suo impatto competitivo non problematico.

    L’investimento di Amazon in Anthropic rappresenta molto più di un’operazione finanziaria: è una dichiarazione strategica per posizionarsi tra i leader del mercato dell’IA generativa. Con il supporto tecnologico di AWS, Amazon punta a innovare e a guidare l’adozione di queste tecnologie su scala globale. Una mossa che potrebbe ridefinire il panorama del settore, aprendo nuove possibilità per aziende e consumatori.

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