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  • Le aziende che investono in Innovazione crescono di più

    Le aziende che investono in Innovazione crescono di più

    Le aziende che investono in Innovazione crescono di più, si registra infatti un impatto positivo su crescita e fatturato. Questo risulta dalla ricerca di Accenture presentata insieme ad AIFI.

    Il titolo sembra scontato, ma in verità non lo è. E l’occasione per riaffermare questo concetto è stato il recente evento, finalmente in presenza, organizzato da Accenture e AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) “Corporate Venture Capital – Un ponte tra aziende e innovazione“, con la moderazione della giornalista de Il Sole 24 ore, Monica D’Ascenzo.

    Dall’incontro è venuto fuori il concetto che dovrebbe accompagnare tutte le aziende in questa fase, e cioè che le aziende italiane che investono in innovazione registrano un impatto positivo su crescita e fatturato.

    Sandro Bacan, Accenture Innovation Lead, ha presentato una interessante ricerca realizzata da Accenture che fotografa lo stato dell’arte delle aziende rispetto a strategie di Open Innovation.

    aziende crescita corporate venture capital

    Dalla ricerca è emersa una forte crescita generale degli investimenti. Solo nell’ultimo anno, infatti, sono stati investiti complessivamente nel CVC 169,3 miliardi di dollari, più del doppio del record annuale di 70,1 miliardi registrato nel 2020.

    E, sulla base delle interviste effettuate, sono stati definiti cinque fattori abilitanti, che si possono definire come dei pilastri chiave necessari a una gestione di successo nel CVC:

    • Definire la strategia e gli obiettivi, che in un CVC possono essere di natura strategica e/o finanziaria.
    • Scelta accurata della governance, del personale e degli investimenti.
    • Definire i metodi e i processi.
    • Generare valore per le startup del proprio portafoglio.
    • Remunerare e motivare i dirigenti e i team del CVC allo scopo di garantire una corretta struttura di incentivazione.

    A livello globale – ha affermato Sandro Bacanil ricorso al Corporate Venturing è una prassi consolidata con volumi di investimento che sono più che raddoppiati tra il 2020 e il 2021. Oggi il concetto di innovazione riguarda anche la governance delle organizzazioni, non può più essere circoscritto all’interno, ma deve aprirsi all’esterno facendo leva su architetture aperte. Un investimento di corporate venture capital di successo è quello che trova continuità nel tempo, generando un valore aggiunto e un reciproco scambio di competenze ed esperienze tra le società controllanti e le nuove imprese. È un percorso che facciamo anche in Accenture, accompagnando le imprese con cui collaboriamo in un percorso di “Continuous reinvention” per rispondere in tempi rapidi al sempre più mutevole contesto di mercato”.

  • Webtrends al Digital Marketing Partner of the Year Award 2012 di Microsoft

    Webtrends al Digital Marketing Partner of the Year Award 2012 di Microsoft

    Webtrends, leader mondiale nell’ottimizzazione del digital marketing attraverso analytics unificate in real-time e customer intelligence, è stata inserita tra i finalisti del Digital Marketing Partner of the Year Award di Microsoft

    webtrends logoWebtrends, leader nell’ottimizzazione del digital marketing attraverso analytics unificate in real-time e customer intelligence, è stata inserita tra i finalisti del Digital Marketing Partner of the Year Award di Microsoft. I riconoscimenti sono stati assegnati a diverse categorie e i vincitori scelti tra circa 3000 partner provenienti da tutto il mondo. Il Digital Marketing Partner of the Year Award riconosce l’eccellenza di un partner nello sviluppo di soluzioni Internet particolarmente all’avanguardia, caratterizzate da elevate funzionalità, scalabilità, flessibilità e sicurezza e raccolte in una piattaforma unificata per siti intranet, extranet e Internet. Le aziende che ottengono il riconoscimento hanno dimostrato di avere sviluppato soluzioni innovative capaci di aumentare il coinvolgimento, ridurre i costi e fornire strumenti e processi di authoring per i clienti.  (altro…)

  • Usare i Social Network per fare Marketing e Crescere

    Usare i Social Network per fare Marketing e Crescere

    I Social Network sono uno strumento importante per fare Marketing e Crescere. Nel nostro paese ci sono forti segnali in questo senso anche se molto resta da fare. Di questi temi si parlerà domani, 11 maggio, nel seminario organizzato dall’agenzia Directo insieme all’Associazione Industriali di Lucca

    internet_marketingUsare i Social Network come strumento per fare Marketing, Business e quindi Crescere è ormai un fatto consolidato dal quale non si può più prescindere. Sono già tanti i segnali di partecipazione e di crescita delle aziende italiane in questa direzione, anche se tanto resta ancora da fare. Lo studio SocialMediAbility” dell’Osservatorio Social Media della Iulm ce lo dimostra. La presenza delle aziende italiane nell’ultimo anno si è distinta più per quantità che per qualità, nel senso si comunica e si usano i socia network, ma lo si fa male. Allora ecco che momenti di approfondimento come il seminario di domani, 11 maggio 2012, organizzato dall’agenzia Directo in collaborazione con l’Associazione Industriali di Lucca, sono occasioni importanti per approcciare all’uso dei social network nella maniera corretta. (altro…)

  • Evoluzione Digitale, usare i Social Media per Comunicare meglio

    Evoluzione Digitale, usare i Social Media per Comunicare meglio

    Quella che stiamo vivendo è una vera e propria Evoluzione Digitale. E non ci poteva essere titolo migliore per il workshop che si terrà a Trento il prossimo 19 maggio che fornirà gli strumenti per meglio conoscere i social media e per comunicare sul web al meglio. Le istruzioni per iscrivervi e il programma completo

    Evoluzione_digitale

    Su questo blog da sempre ci occupiamo di analizzare e informare come la comunicazione e il marketing stiano mutando nell’era dei Social Media. E di come spesso di questo mutamento sia ancora poco avvertito dalle aziende, soprattutto dalle PMI. Ce lo dimostrano anche recenti studi come il SocialMediAbility, indagine condotta dall’Osservatorio Social Media della Iulm, il quale rivela che nonostante ci sia stato un aumento delle aziende che hanno cominciato ad utilizzare i Social Media passando dal 32,5% al 49,9%, nel periodo compreso tra il 2010 e il 2011, rimane comunque il fatto che questo va considerato in senso qualtitativo piuttosto che qualitativo. Cioè, le aziende usano i Social Media ma lo fanno male, come evidenzia ancora la stessa indagine definendo ancora scarso l’uso di tali strumenti. E allora come e soprattuto cosa fare?  (altro…)

  • Michela Bellini, nuovo client manager di TheBlogTv

    Michela Bellini, nuovo client manager di TheBlogTv

    E’ Michela Bellini il nuovo client manager di TheBlogTV, la prima social media company in Europa, presente in Italia, Francia, Spagna e Regno Unito specializzata nella creazione di progetti partecipativi che mirano alla valorizzazione delle communities dei propri clienti.

    Michela Bellini  - TheBlogTvMichela Bellini arriva a TheBlogTv dall’agenzia di comunicazione integrata IAKI dove ha ricoperto il ruolo di Direttore Clienti focalizzandosi in particolare su strategie di social media. Dopo aver conseguito una laurea in Architettura al Politecnico di Milano e un Master di Marketing presso la SDA Bocconi, ha cominciato a lavorare nel web fin dal 1998 con Madeinitaly.com, uno dei primi portali b2b italiani. Nel suo percorso professionale si annoverano agenzie internazionali come E-tree, Dada e Zodiak Media Group. Ad ufficializzare il nuovo incarico è Bruno Pellegrini, amministratore delegato di TheBlogTV:

  • Il profilo dello startupper in Italia, boostrappa ma non molla

    Come vi abbiamo anticipato, sono stati presentati oggi al Venture Camp di Mind the Bridge i risultati raccolti sullo stato delle startup in Italia attraverso la survey “Startups in Italy. Facts&Trends 2011“. Dati molto interessanti che tracciano il profilo tipico dello startupper in Italia

    Che siano aziende già costituite (59%) o ancora progetti di impresa (41%), la formula più diffusa di finanziamento resta ancora il modello 3 F – “family, friends and foolsper il 40% delle idee presentate alla Mind the Bridge Competition di quest’anno. I giovani talenti, in prevalenza operanti al nord (39%) e al centro (34%) su imprese web based (60%) o ICT (25%), cercano finanziamenti da venture capital (69%), ma anche partner strategici (50%) che possano supportarli nei processi di sviluppo. Con un capitale medio raccolto di 71 mila euro, vince chi ha un’alta formazione e un’alta propensione alla mobilità. Ma sale la quota di chi si costituisce all’estero (9%) e si fa sempre più concreta la minaccia di un massiccio “corporate drain”. (altro…)

  • Enterprise 2.0, le aziende italiane usano poco il social networking

    Da una ricerca condotta su un campione delle principali aziende italiane, emerge un quadro eterogeneo sull’evoluzione organizzativa e tecnologica trainata dagli strumenti e dai principi dell’Enterprise 2.0. Nonostante la conquista del mondo consumer, non attecchiscono ancora gli strumenti di Social Network & Community

    Enterprise 2.0 - Social networkLe aziende italiane conoscono i nuovi strumenti dell’era 2.0 ma stentano a usarli. Iniziano a conoscerne i benefici ma non sfruttano appieno le opportunità. E, in questo modo, rischiano di fermarsi a uno stato embrionale senza riuscire a fare quel salto di qualità nelle perfomance aziendali che caratterizza alcuni casi eccellenti. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Ma non sempre è così: ci sono innovazioni reali in cui l’applicazione dei principi e degli strumenti dell’Enterprise 2.0 cambia i processi, le relazioni e i comportamenti. Con la concretezza dei loro benefici, queste iniziative testimoniano la rilevanza di un cambiamento che può e deve essere calato nei diversi processi di business. Questo quanto emerge dai dati presentati ieri al Politecnico di Milano durante il convegno “Enterprise 2.0: è il tempo del fare!” organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0. Giunto al quarto anno, l’Osservatorio Enterprise 2.0 con questa Ricerca si è posto l’obiettivo di approfondire le “best practice dell’innovazione” per identificare i fattori critici di successo che hanno contraddistinto l’eccellenza di alcune aziende nell’evoluzione verso l’Enterprise 2.0 e valutare l’impatto sui processi di business e sui modelli di servizio delle principali Line of Business.

    Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, ai pareri di 113 Chief Information Officer delle principali aziende italiane, la Ricerca ha affiancato quest’anno quelli di oltre 130 Responsabili delle Direzioni aziendali (Marketing, Commerciale, Comunicazione interna, Operations, Acquisti, Amministrazione e controllo). Allo scopo di valorizzare e diffondere i casi di eccellenza, inoltre, l’Osservatorio ha promosso gli “Enterprise 2.0 Innovation Award” per premiare e dare visibilità alle aziende che si sono maggiormente distinte nell’utilizzo degli strumenti e dei principi dell’Enterprise 2.0 per cambiare processi, relazioni e comportamenti, ottenendo benefici concreti e misurabili.

    Ma quali sono gli ambiti applicativi 2.0 più utilizzati dalle aziende italiane e quanto impattano sui processi, sui comportamenti organizzativi delle persone e sulla gestione della conoscenza e delle informazioni?

    Ambiti come la Unified Communication & Collaboration e il Mobile Workspace sono ritenuti ad esempio molto rilevanti da circa la metà del campione e registrano investimenti medi significativi e in crescita, trovando un potente fattore di stimolo nella diffusione dei device mobili come smartphone, PDA, netbook e New Tablet. Proprio lo smartphone risulta ancora il più diffuso, soprattutto per il Top e il Middle Management che lo utilizzano per accedere ad applicazioni di mobile office, di comunicazione istituzionale e a semplici servizi di collaboration e community, mentre i PDA/palmari sono i principali strumenti utilizzati dalla Field Force. L’adozione dei New Tablet risulta in netta crescita, ne parlavamo anche ieri qui su questo blog, in quanto tre aziende su quattro hanno già introdotto questi dispositivi nella propria organizzazione (47%) o hanno intenzione di farlo in futuro (27%).

    E ora arriva la nota dolente.Gli strumenti di Social Network & Community, considerati strumenti rilevanti solo da un terzo del campione, registrano investimenti e trend in crescita che tuttavia, per quanto positivi, non fanno prevedere forti accelerazioni per il prossimo futuro. Interessante notare come proprio questi ultimi, che hanno conquistato il mondo consumer cambiando la modalità di comunicazione e socializzazione di intere generazioni, trovino le maggiori resistenze alla penetrazione nelle imprese le quali faticano a sfruttarne le potenzialità e a integrarli nei loro processi di business. Sappiamo che non è una sorpresa, ma siccome è da almeno da tre anni che scriviamo di queste cose, speravamo in qualcosa in più, invece non è ancora così.

    Analogamente, pur a fronte di investimenti e trend di crescita significativi in piattaforme di Enterprise Content Management, le imprese introducono e utilizzano in modo limitato (meno di un terzo del campione) gli strumenti più innovativi di Rich Enterprise Communication come videosharing, RSS, corporate blog, web tv, etc.

    A influenzare ancora fortemente la presenza e l’entità degli investimenti, nonostante la diffusione e la relativa facilità di accesso, troviamo la dimensione dell’impresa e il settore di appartenenza. Si investe maggiormente nelle aziende con più di 500 dipendenti e nel settore Finance. Tra quelle con budget inferiori, invece, significativi trend di crescita, si osservano nei settori ICT/Telco/Media, Chimico/Farmaceutico e Tessile/Abbigliamento.

    enterprise 2.0 italiaConcentriamoci più su questo grafico. In termini di benefici, i responsabili della Comunicazione interna evidenziano impatti radicali dell’Enterprise 2.0 soprattutto sulla comunicazione informativa (29%) e operativa (27%). Oltre a utilizzare strumenti di Unified Communication and Collaboration, ci sono forum e blog, podcasting e videosharing, RSS e widget. Significativo anche l’utilizzo di device mobili, in particolare da parte del Top Management, per ricevere la comunicazione istituzionale e accedere ai cruscotti gestionali e alla documentazione operativa.

    Le Direzioni Commerciali utilizzano applicazioni 2.0 soprattutto sulla gestione della forza vendita (46%) e in alcuni servizi post vendita (8%). Maggiormente usati Unified Communication e live collaboration ma anche i device mobili e i servizi di community e collaboration.

    Le Direzioni Marketing utilizzano strumenti 2.0, prevalentemente in attività di analisi e segmentazione dei clienti (20%) attraverso il monitoraggio dei comportamenti di acquisto e dei profili personali sui Social Network, l’implementazione e la misura delle campagne commerciali (30%). Nei casi più avanzati c’è un utilizzo rilevante di strumenti di web sentiment analysis, forum e blog, videosharing e web tv. I dispositivi mobile sono usati in circa la metà del campione per accedere alla documentazione operativa.

    Nelle Direzioni Operations gli strumenti 2.0 abilitano soprattutto attività maggiormente operative come la gestione delle consegne (alto impatto nel 44% del casi), della produzione (34%), dei magazzini e trasporti. Gli strumenti di Unified Communication e live collaboration sono utilizzati per il supporto a team interfunzionali con alcuni casi interessanti di utilizzo di 3D collaborative environment, affiancato da social network interni (per evidenziare le competenze e i progetti delle diverse persone).

    Nelle Direzioni Amministrazione e controllo è preferito l’utilizzo per planning e reporting, contabilità esterna e contabilità analitica, attraverso l’utilizzo di strumenti più tradizionali di Unified Communication e Live Collaboration e accesso a cruscotti gestionali e documentazione operativa attraverso dispositivi mobile.

    Infine le Direzioni Acquisti utilizzano strumenti 2.0 in attività come la gestione degli ordini, dei documenti di trasporto e delle richieste d’acquisto dei fornitori, con benefici relativi alla riduzione dei costi e tempi del ciclo passivo. Non sono molti gli strumenti utilizzati in modo rilevante, ma fra quelli più diffusi vi sono Unified Communication e Project Centric Collaboration.

    Per quanto la rilevanza delle iniziative Enterprise 2.0 sia percepita elevata e in crescita, l’analisi di diversi livelli di maturità può essere interpretata alla luce di quattro elementi fondamentali:

    • la leadership del Top e Middle Management nel promuovere le iniziative Enterprise 2.0, nel definire una vision comune e nell’influenzare i membri dell’organizzazione a modificare il loro comportamento;
    • la strategia in termini di piani e modalità di introduzione di iniziative Enterprise 2.0 e coinvolgimento dei diversi attori aziendali alla loro definizione;
    • la governance sia di sviluppo che di gestione delle iniziative in termini di ruoli, livello di partecipazione dei membri dell’organizzazione e policy di utilizzo degli strumenti;
    • gli strumenti 2.0 adottati.

    A una limitata attenzione verso questi elementi sono imputabili molti fallimenti e, soprattutto, il numero molto elevate di iniziative che, nonostante la buona volontà e l’entusiasmo iniziale restano ad un livello di sperimentazione o di utilizzo superficiale.

    L’esperienza dei casi di successo analizzati evidenza che per passare dalle sperimentazioni ai “fatti” occorre:

    • impostare la Governance di questi progetti con particolare attenzione alla partecipazione del management di business, facendo comprendere che è possibile creare valore e ottenere benefici concreti sui processi;
    • inserire e far crescere al proprio interno nuovi ruoli e professionalità che siano in grado di accompagnare e gestire il cambiamento organizzativo, e questo è un concetto molto caro non solo a noi ma a molti;
    • fornire strumenti di immediata utilità operativa, in grado di integrarsi fin da subito con i processi di business, arricchendoli di funzionalità social per migliorarne le prestazioni;
    • sfruttare il potenziale di “presa” sugli utenti dei nuovi device mobili, smartphone e tablet, per una strategia realmente multicanale in grado di raggiungere anche target non abituati o impossibilitati a utilizzare computer e notebook;
    • definire un percorso di evoluzione degli strumenti che accompagni lo sviluppo della cultura organizzativa, comprendendo quali possano essere gli elementi maggiormente motivanti per abilitare dinamiche sociali e di collaborazione presso il personale interno.

     

    Questo post è stato pubblicato anche su Cisco Idea Impresa
  • Web tv e web radio alla Social Media Week

    L’esercito delle web tv e delle web radio si confrontano e si incontrano all’e-festival. Da palestre digitali a vere e proprie start up, passando per i new corporate media. I media universitari si interrogano sul loro futuro

    In Italia si moltiplicano i progetti di media nati in ambito universitario, generati dagli stessi studenti o sostenuti dall’ateneo. Non solo semplici palestre digitali per futuri professionisti della comunicazione inseriti nell’ecosistema digitale. Questi network ambiscono a fare il grande salto e diventare start up. Nascono così nuovi giornalismi e nuovi giornalisti? Il 2.0 ha messo in fermento la categoria di professionisti e di editori ma il mondo delle università italiane e della formazione professionale è pronto a raccogliere la sfida? Il modello americano propone l’esperienza della New York University, con la sua creatura New York tv, il primo sistema di tv via cavo con sessanta canali all’interno, nato nel lontano 1993 e oggi inserito nel network OSTN. Ma ce la faranno i media d’ateneo italiani ad emulare i colleghi d’Oltreoceano e a fare il grande salto? Riusciranno da palestre del digitale a diventare start up imprenditoriali? (altro…)

  • TheBlogTV alle “Giornate della Creatività e Innovazione”

    TheBlogTV sarà al centro dell’ attenzione con i suoi progetti di value based communities. La social media company sarà  protagonista delle Giornate della Creatività e dell’Innovazione, promosse dal Dipartimento “Innovazione ed Impresa” della Provincia di Roma, che si svolgeranno dal 23 al 26 giugno al MACRO Testaccio

    Giornate della Creatività e dell'Innovazione - Roma 23-26 giugno 2011La social media company TheBlogTV, leader nella realizzazione di progetti partecipativi che creano valore attraverso la partecipazione delle communities, parteciperà alle Giornate della Creatività e dell’Innovazione, promosse dal Dipartimento “Innovazione ed Impresa” della Provincia di Roma, che si svolgeranno dal 23 al 26 giugno al MACRO Testaccio, Piazza Orazio Giustiniani 4 a Roma, con tre progetti molto innovativi realizzati per tre clienti di spicco: Wind Business Factor per Wind, Roma Provincia Creativa per la Provincia di Roma e RomaEuropa WebFactory per Fondazione RomaEuropa. (altro…)

  • L’importanza del Blog aziendale

    Da un pò di tempo si dice che l’era del blog sia morta, schiacciata dall’arrivo dei social network, sempre più visitati. Ma alcuni studi dimostrano che il blog è in risalita, anche quello aziendale. Vediamo alcuni aspetti interessanti

    Corporate BlogNe abbiamo discusso qui, un pò di tempo fa, ma è sempre un argomento che interessa da vicino, ossia quello di considerare l’era dei Blog come fosse in esaurimento. Si dice che non abbiano più quella forza di attrazione degli inizi, sempre più schiacciati dalla forza dei social network, ormai capaci di offrire agli utenti, diversi strumenti, anche alternativi all’uso dei blog. Ma un recente studio, ad opera di HubSpot, dimostra che il blog è in risalita e ci concentriamo oggi sul blog aziendale, che non va considerato come strumento alternativo ai social media, nella costruzione di una strategia di comunicazione, anzi. Il blog aziendale, oggi, costituisce la base per una buona strategia che comprende anche l’uso, mirato e ragionato, dei social media. Sono due aspetti che vanno considerati nel loro insieme. Sarebbe un errore considerarrli come aspetti separati, o, peggio ancora, come antitesi l’uno rispetto all’altro.

    Crescita Blog aziendaliSecondo la recente indagine condotta da HubSpot, il blog aziendale è cresciuto fino al 65% nel 2011,  nel 2010 era al 61% e nel 2009 era al 48%. Quindi, un bel balzo in avanti, e non indietro, come ci si sarebbe aspettati. Da evidenziare il fatto che questa crescita viene rilevata in un momento in cui, come dicevamo prima, apparentemente, il blog appare in difficoltà di fronte alla crescita esponenziale dei social media. Ma perchè questo? Come è potuto succedere? In realtà, le risposte a questi interrogativi sono molto semplici. Ma proviamo ad andare per ordine.

    Prima di tutto, c’è una forte consapevolezza, in ambito aziendale, dell’importanza dei contenuti, in ottica di ottimizzare una strategia di comunicazione sui social media. E un blog che genera contenuti, ben strutturati e organizzati, non fa altro che dare una grossa mano nella gestione dell’immagine e delle attività di un’azienda su Twitter, su Facebook o su LinkedIn.

    Da considerare un altro aspetto molto importante, in ambito di blog aziendale, o corporate blog. E cioè che il blog da la possibilità di sviluppare e approfondire argomenti che sarebbe impossibile fare su Twitter o su Facebook, per ovvi motivi. Su Twitter, perchè è difficile sintetizzare un argomento esteso in 140 caratteri. Su Facebook, più o meno per lo stesso motivo.

    Altro apsetto importante è che i blog danno la possibilità di costruire conversazioni solide, lasciando la possibilità alle persone che vi partecipano di partecipare attivamente lasciando commenti, facendo domande e lasciando dei feedback. Compito dell’azienda è quello di partecipare alle conversazioni, senza mai abbandonarle a se stesse, e farlo con il massimo della trasparenza e anche credibilità. Dando ascolto alle opinioni di chi partecipa alle conversazioni che sono il vero valore che un’azienda deve preservare sempre, cercando di prendere in considerazione i consigli che questi danno, che sono sempre preziosi.

    Se poi vogliamo fare una considerazione in ottica di ottimizzare i contenuti, quindi in chiave Seo, allora non è un mistero dire che a Google i blog piacciono da impazzire. Perchè generano contenuti freschi, ed è quello che Google vuole. E se un’azienda ha la necessità di costruire e organizzare i contenuti, allora il blog divemta una scelta obbligata.

    In ultima analisi, c’è da considerare il fatto che il blog per un’azienda cosituisce, come abbiamo detto, un valore aggiunto, per la possibilità di gestirlo direttamente, quindi intervenire direttamente  e attivamente nella creazione dei contenuti. Aspetto molto apprezzato dalle aziende, in quanto questo era uno di quei limiti coi quali spesso ci si è controntati in passato, quando la gestione dei siti e dei relativi contenuti era fatta in modo statico e anche da terzi. Oggi, nell’era del web 2.0, questo limite è ampiamente superato.

    Di fronte a queste considerazioni, non si può dire che il blog sia in crisi e  il blog aziendale costituisce oggi un’importanza fondamentale per qualunque tipo di attività.