Le aziende oggi operano in un contesto diverso rispetto, solo, a qualche anno fa. I tanti input che ricevono dalla rete, i tanti feed-back, le tante conversazioni sui social media, costituiscono una parte dei dati che oggi ricevono. Cambia il modo di fare Marketing e nuovi problemi si presentano, ecco perchè vi parliamo oggi di questo e-book che offre delle soluzioni vincenti.
L’era del Web, del Digitale, dei Social Media ha sicuramente inciso positivamente sulle aziende in termini di opportunità e occasioni per costruire oggi quel qualcosa in più coi i propri utenti, clienti e consumatori. Quel qualcosa in più che va sotto la voce Relazione. Il contesto in cui si muovono oggi le aziende è fatto di continui input, informazioni, feed-back, dati che costituiscono la vera novità di questa era che stiamo vivendo. Rispetto solo a qualche anno è cambiato il modo di interagire con i propri consumatori e clienti, i quali a loro volta non vivono più il rapporto con il brand in maniera passiva, ma sono oggi i veri protagonisti di questa evoluzione. Essi stessi oggi sono creatori di contenuti e portatori di valori, sono quindi, da questo punto di vista, ancora più preziosi per le aziende. Senza dimenticare che oggi i consumatori sono sempre più attivi e presenti grazie al Mobile.
Le stesse aziende devono quindi essere equipaggiate ad affrontare strategie di Marketing in grado di coltivare e portare avanti le relazioni e, al tempo stesso, in grado di ricevere e “leggere” (quindi interpretare) tutti i dati che ricevono da queste stesse relazioni.
Stiamo quindi parlando di Data Driven Marketing, una delle evoluzioni del Marketing che si basa proprio sulla capacità di sapere intuire e interpretare i dati che arrivano, e quindi essere in grado di costruire delle strategie vincenti.
Parliamo di questo interessante argomento oggi per presentarvi un e-book illuminante (e non è un’esagerazione), realizzato da SAS Italy, un’azienda che certamente non ha bisogno di presentazione, leader nel settore del business analytics, che ha evidenziato bene quale sia il momento che le aziende stanno vivendo e offrendo delle soluzioni a nuove problematiche che si presentano oggi. Ecco perchè il titolo dell’e-book è “7 Soluzioni per 7 Problemi di Marketing“.
Si parla dunque di sfide che attendono le aziende e la Data Visualization resta l’attività basilare per questa fase. Le sfide individuate da SAS Italy sono:
Aumentare la Digital Lead Generation
Migliorare la Customer Experience
Tutelare la Web Reputation e il Social Sentiment del prodotto/brand
Misurare il ROI nei Social Network in ottica Multicanale
Determinare la Geo-targetizzazione nel lancio di nuovi prodotti
Determinare e aumentare la redditività del singolo cliente
Conoscere la stagionalità del prodotto
Tutte sfide che delineano bene il momento che le aziende stanno vivendo e ovviamente sono indicate soluzioni che le aziende dovranno cominciare ad implementare per evitare di perdere per strada le opportunità di oggi.
In vista del SAS Forum, che si terrà a Milano il prossimo 22 aprile, ho intervistato Michela Guerra, Marketing Communications Manager di SAS Italy. Argomento cardine la Data Visualization e gli effetti che questa comporta nell’attività di un’azienda e l’emergere della figura del “Data Scientist”.
L’intervista con Michela Guerra, Marketing Communications Manager di SAS Italy, è un’occasione preziosa per comprendere cosa sia, effettivamente, la Data Visualization e quali siano i suoi effetti all’interno dell’azienda. Molti, anche, gli spunti di riflessione sui vantaggi che l’analisi del dato può portare alle PMI italiane, alla costante ricerca di nuove opportunità per migliorare il proprio business.
La chiacchierata con Michela Guerra è stata fondamentale, poi, per avere una visione più completa sugli scenari professionali che si stanno aprendo grazie alla Data Visualization e all’Internet Of Things e per comprendere meglio la nascita di una figura chiave come quella del Data Scientist.
Ecco, nello specifico, gli argomenti trattati.
La prima domanda riguarda la Data Visualization. Cos’è e a cosa serve?
La Data Visualization, ovvero la parte più importante e imprescindibile del nostro lavoro, in gergo viene definita “l’ultimo miglio“, e rappresenta l’ultima parte della catena del valore del dato. Per noi di SAS è una parte importantissima, ma rappresenta solo l’ultima parte di un processo molto più complesso. Prima di questa, infatti, è necessario passare dall’estrazione del dato, all’integrazione di esso fino alla “data quality”: è solo grazie a questo lungo processo che il dato diventa fruibile per l’utente finale.
Quanto tempo si impiega per arrivare all’ultimo miglio? E qual è l’importanza delle fasi precedenti?
È importante precisare che l’offerta di SAS Italy non è univoca bensì basata sulle esigenze del singolo cliente. Ad ogni cliente viene proposta una soluzione studiata ed ottimizzata sulla base di esigenze specifiche e la profondità di analisi del dato è diversa, di conseguenza, di caso in caso.
Il portafoglio clienti di SAS è particolarmente ricco e variegato; si passa da aziende leader nel settore delle telecomunicazioni, al Banking, alle Utility fino alla Pubblica Amministrazione, giusto per citare qualche mercato.
Accanto a questi clienti lavoriamo anche con le PMI, con logiche completamente diverse rispetto ai big.
Per quanto riguarda, invece, le tempistiche per arrivare all’ultimo miglio la risposta é duplice perché su progetti molto grandi, ogni parte della catena del valore del dato ha tempi e modalità diverse tant’è che possiamo parlare di “Big Data” vista l’enorme quantità di dati da analizzare.
Nel caso invece delle aziende medio piccole i dati non sono “big” ma relativamente più piccoli, proporzionalmente agli interessi aziendali.
In questi casi abbiamo realizzato delle soluzioni ad hoc, dei veri e propri “pacchetti” customizzati sulla base delle esigenze del singolo cliente.
Quindi anche le PMI cominciano a sentire questa esigenza?
Assolutamente sì. Quello che noi vediamo dal nostro punto di osservazione è che la domanda di soluzioni di analisi dei dati – perché banalmente di questo si tratta- è veramente in aumento anche in realtà piccole. Si inizia, infatti, ad avere coscienza che l’intuito imprenditoriale (fondamentale tra l’altro poiché il guizzo non verrà mai sostituito dal software) non basta e che senza un’analisi approfondita del dato, che include anche una re-ingegnerizzazione dei processi, è difficile in questo momento competere.
Una volta si diceva che l’analisi del dato dà “un vantaggio competitivo”, oggi dico che l’analisi del dato è fondamentale per sopravvivere.
E qui torno alla tua domanda iniziale, la visualizzazione delle informazioni del dato elaborato è fondamentale per un manager o per un imprenditore, perché gli permette di vedere, di esplorare e di analizzare i dati direttamente da un cruscotto o da un’interfaccia, in maniera semplice ed intuitiva. Anche da mobile tra l’altro perché queste informazioni posso essere fruite da qualsiasi device. E’ chiaro che quando ti rivolgi a questi imprenditori mostrando loro gli enormi vantaggi derivanti dall’analisi del dato riescono a comprendere che il loro intuito manageriale può integrarsi con l’analisi oggettiva del dato.
Ma oggi le PMI sentono davvero questa esigenza? E poi, sono effettivamente attrezzate in una società in cui gli impulsi ormai arrivano da diverse parti? Esiste davvero questa coscienza?
Per rispondere alla prima domanda ti dico sì, esiste questa esigenza ed è ben tangibile. La difficoltà maggiore per le numerose PMI che tutti i giorni lottano contro la situazione economica sta proprio nel credere e nell’adottare, poi, una soluzione di questo tipo. Alcuni imprenditori abbracciano la Data Visualization, consci degli enormi benefici che questa può garantire al loro Business, altri, invece, decidono di esplorare questo mercato con investimenti davvero minimi, rischiando che la strategia resti fine a se stessa.
Per migliorare la redditività è fondamentale mantenere un certo equilibrio tra avanguardia tecnologica, nuove idee di business ed, infine, innovazione di processo ed organizzativa. Se questi elementi non vanno di pari passo, si rischia di fossilizzarsi e di restare nell’ambito tattico, dando vita ad un’innovazione fine a sé stessa, di breve periodo. Il salto di qualità in termini di innovazione, di business e di ritorno degli investimenti si può vedere, invece, in quelle aziende che hanno una visione più di lungo periodo.
L’adozione, da parte delle PMI, di soluzioni basate sull’analisi dei dati presuppone, di conseguenza la volontà di aprirsi a nuovi orizzonti andando, se necessario, a modificare anche il proprio background culturale.
L’aprirsi a nuovi orizzonti, tuttavia, non è sufficiente: è fondamentale formare figure professionali consapevoli e pronte a gestire attività di questo tipo. In questo processo, è cruciale il Data Scientist: si tratta di una figura dotata di precise e specifiche competenze ma, soprattutto, di una visione strategica e lungimirante sul futuro aziendale.
Quindi l’aspetto innovativo serve da base all’approccio all’analisi del dato? Se non si approccia in questo modo, difficilmente la si considera di lungo periodo.
Michela Guerra- SAS Italia
Sì, vero ma è il valore strategico ad essere, già di per sé una strategia innovativa. Vi è un ritorno nell’investimento quando queste risorse vengono utilizzate in ottica davvero strategica, allora il ROI sì che si vede. Gli esempi di prima sono determinanti. Poter geolocalizzare con gli Analytics i movimenti di un cliente all’interno del territorio, oppure fare delle campagne estremamente profilate e basate sui suoi gusti personali, e non secondo cluster, è davvero possibile grazie alle soluzioni di Advanced Analytics di SAS. È proprio grazie agli strumenti di Advanced Analytics che è possibile aprirsi a nuovi e straordinari scenari.
Quali sono i settori che si avvantaggiano da un’inclusione strategica dell’analisi del dato?
Sono effettivamente tanti. Uno degli ambiti su cui lavoriamo di più, oltre al Marketing, è il Risk Management. Per capire l’importanza dell’analisi dei dati è sufficiente pensare all’eco che questa potrebbe avere in un’ottica di frodi, di Compliance, di adeguamento alle normative, in un’ottica di liquidità e di controllo di gestione. Tutta questa area è determinante per qualsiasi azienda che voglia essere profittevole sul suo mercato.
A trarre vantaggio dai nostri servizi anche il settore bancario, le aziende telco e, infine, le utilities. Le nostre soluzioni possono essere applicate ai settori più disparati garantendo, al contempo, un’offerta vasta ma studiata sulle specificità non solo di una specifica azienda ma anche dei singoli reparti della stessa.
I nostri esperti, in tutto il mondo, lavorano per competenze non solo di business ma anche di mercato e questo aspetto per noi è molto importante. Proprio perché il dato è tipico di ogni settore.
Un progetto che stiamo portando avanti con grande entusiasmo riguarda le Smart Cities. In Italia lavoriamo con una realtà importante come Torino ormai da anni, ma l’estero da questo punto di vista è molto più avanti. Ecco, l’Internet of Things, così come il Cloud offre delle potenzialità enormi dal punto di vista dell’analisi del dato ed è proprio questa una delle direzioni verso cui ci stiamo muovendo.
L’Internet delle Cose, in effetti, apre nuovi scenari e sicuramente di fronte ad una massa di dati che si crea c’è la necessità di strumenti per interpretarli. Come si pone un’azienda come SAS di fronte a questo scenario?
Come sai, SAS è un’azienda B2B ma buona parte del nostro lavoro riguarda anche la collaborazione con aziende che si rivolgono a noi per essere supportate nel lavorare con il cliente finale.
Quello che ti posso dire, in merito ai bisogni dei nostri clienti, è la crescente richiesta di semplicità.
L’innovazione e la conseguente adozione di nuove soluzioni tecnologiche implica, molto spesso, una certa dose di impegno e di flessibilità, soprattutto nella difficile fase di transizione da un modus operandi ad un altro.
La nostra mission sta proprio nel rendere davvero fruibili informazioni e dati sia al cliente finale sia al Consumer, nel caso in cui il nostro ruolo sia quello di intermediario tra un’azienda e l’utente finale.
Nell’era del Real Time semplificare la fruizione del dato deve essere la vera prerogativa.
Per farti capire l’importanza di quanto appena detto posso farti l’esempio di Octo Telematics, un nostro cliente leader nel settore dei servizi telematici per il settore assicurativo Automotive. Grazie al nostro software di Analytics, Octo Telematics monitora, ogni minuto, ben 100 mila chilometri percorsi da 3 milioni di clienti sparsi in 26 paesi del mondo, tutto grazie ad una scatoletta dentro all’automobile.
Questo processo permette di non considerare più l’assicurato come un semplice numero bensì di analizzarne le specificità per garantirgli, poi, un’offerta realmente customizzata.
In quest’ottica è lapalissiano come l’Internet of Things e l’analisi aumentata del dato vadano a modificare radicalmente il modello di business garantendo un’offerta altamente profilata. Si tratta di un cambio realmente epocale che vede la contrapposizione tra un’offerta basata su cluster ed un’offerta basata sulle specificità del singolo.
In questo nuovo panorama la figura del Data Scientist, come accennavo prima, risulta cruciale.
SAS da questo punto di vista è impegnata nella creazione di queste professionalità grazie alla collaborazione con le università italiane.
La creazione di queste nuove competenze avviene dando in uso gratuito agli studenti il nostro software in modo da permettere loro di acquisire una certa esperienza. Con l‘Università di Tor Vergata abbiamo attivato la seconda edizione di un master sui temi del digital e dei social legati all’analisi del dato dal quale stanno emergendo dei ragazzi straordinari. Oggi l’IT deve essere inserito in ogni attività dell’azienda ed investire in formazione è indispensabile.
Questo è, insomma, il classico momento del “farsi trovare pronti” da parte delle scuole, delle Università e anche da parte di aziende come la nostra. Noi ci impegniamo molto a contribuire alla cultura del dato e, da azienda che opera ormai da 40 anni sul mercato, sentiamo forte questa responsabilità tant’è che portiamo avanti il nostro impegno con le università davvero con costanza.
Ma davvero le aziende oggi devono includere al loro interno una Visual Organization?
È proprio nei dati che la nostra azienda vede la spinta propulsiva, non solo per competere nel marcato ma, soprattutto, per sopravvivere. Non si può negare il momento difficile, ma in alcuni casi si tratterebbe di cambiare il modello di business per provare aree nuove. Con il nostro software, grazie alla rilevazione del dato, si riesce a correlare i dati in modo semplice ed intuitivo riuscendo ad entrare in possesso di informazioni che difficilmente si otterrebbero.
La forza dei Big Data sta nel garantire alle aziende una certa lungimiranza e capacità di comprendere quali saranno gli scenari futuri: il vantaggio competitivo dei dati, se associato al guizzo creativo di cui parlavamo all’inizio, può rappresentare davvero quel quid necessario per acquisire nuove fette di mercato.
L’incrocio dei dati poi, e questo va specificato, non riguarda solo dati interni. Le nostre soluzioni incrociano dati interni e dati esterni per vedere cose che altrimenti non sarebbero visibili; siano esse positive o negative.
Il tema di fondo del prossimo SAS Forum, che si terrà il 22 aprile, è “Analytics for Everyone”, cosa succederà in quella giornata e cosa vi aspettate voi?
“Analytics for Everyone” rispecchia un po’ questa nostra chiacchierata, rispecchia il fatto che l’analisi del dato non sia solo un’attività per esperti IT ma sia davvero alla portata di tutti. Chiunque può trarre vantaggio dall’uso intelligente degli Analytics.
Il SAS Forum per noi è l’evento dell’anno: coinvolgeremo tutta la nostra audience grazie alla partecipazione dei nostri numerosi Partners. Saranno presenti anche le università con una sezione dedicata proprio ai famosi Data Scientist di cui abbiamo parlato prima. Al SAS FORUM anche un’area dedicata alla stampa, aperta anche ai blogger. In generale ci attendiamo oltre 1000 persone.
I grandi protagonisti dell’evento saranno i nostri clienti che racconteranno la loro esperienza, i loro molteplici progetti e forniranno una viva testimonianza sull’importanza dei nostri strumenti nella loro realtà. Il SAS Forum, concludendo, è il palco dei nostri clienti.
Ecco, speriamo che questa nostra conversazione con Michela Guerra di SAS Italy, che ringraziamo davvero per la sua disponibilità, abbia contribuito a chiarire un po’ cosa sia la Data Visualization e quali gli scenari che ci attendono. E poi, ci vediamo il 22 aprile al SAS Forum 2015.
Ecco alcuni motivi per cui è importante conoscere la Data Visualization spiegati in un ottimo e-book, disponibile gratuitamente, realizzato da SAS, una delle più importanti in ambito di business analytics. Nell’era dei Big Data serve ottimizzare questi dati e renderli facilmente comprensibili, ecco perchè è importante questa attività
Si sente parlare molto più spesso di Big Data, di Internet delle Cose, o Internet of Things (IoT) se volete, ma si sente parlare molto meno del come rendere facilmente comprensibili i dati che sono raccolti all’interno di questa macro aree. Viviamo un’era scandita ormai da dati che riempiono le nostre vite, così come le nostre attività, e capita spesso di avere la necessità di dover “mettere mano” ad una moltitudine di dati e di trovare difficoltà per farlo. Ecco che comincia sempre più ad emergere un’attività specifica in questo senso e si parla di Data Visualization, ossia quella attività, che molti vedono come l’equivalente della Visual Communication, che risulta fondamentale conoscere e utilizzare per meglio comprendere i dati con cui si ha a che fare. Il compito della Data Visualization è, quindi,quello di trasmettere alle aziende le informazioni in modo chiaro ed efficiente attraverso grafici o tabelle. E’ quindi un’attività, ma allo stesso tempo un prezioso strumento essenziale per cercare di “vedere” meglio i dati con cui dobbiamo misurarci e soprattutto uno strumento grazie al quale possiamo ordinarli e quindi comprenderli meglio.
Attraverso la Data Visualization dunque le aziende hanno la possibilità di identificare i dati di cui dispongono e assegnare ad essi un valore che è utile per loro business. Val la pena di ricordare che la Data Visualization comporta benefici come:
ottimizzare i processi decisionali;
aumentare l’affidabilità delle analisi;
aumentare la condivisione delle informazioni;
aumentare il ROI (Return On Investment).
Ecco che oggi vi presentiamo questo interessante e-book, disponibile gratuitamente, realizzato da SAS, azienda leader nella business analytics con ormai alle spalle quasi 40 anni di attività:
[button color=”blue” size=”medium” link=”http://www.sas.com/gms/redirect.jsp?detail=GMS10756_13536 ” target=”blank” ]4 motivi per cui non puoi fare a meno della Data Visualization[/button]
Un percorso durante il quale scoprire tutti i vantaggi di questa attività che sta diventando sempre più un’esigenza.
Al link che vedete in alto cliccando il bottone, potete scaricare gratuitamente la vostra copia e cominciare da subito a comprendere come interpretare i vostri dati, perchè è vero che è necessario raccogliere tanti dati, ma è altrettanto vero sapere quali informazioni essi contengono. Quindi un buon inizio può essere la lettura di questo prezioso e-book.
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