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  • Ecco Buzzoole per le Aziende, la piattaforma per il Digital PR

    Ecco Buzzoole per le Aziende, la piattaforma per il Digital PR

    Buzzoole annuncia in questi giorni una novità orientata al business. Infatti da poco la startup che ha creato la piattaforma per individuare gli influencer online, lancia una nuova piattaforma questa volta per i brand: “Buzzoole per le Aziende”.

    Buzzoole è la prima piattaforma italiana per l’influence engine optimization (IEO), uno strumento che nel corso di questi ultimi due anni è cresciuto tantissimo. Qualche mese fa Buzzoole ha rappresentato l’Italia all’Intel Global Challenge 2014 a Berkeley in California, dopo aver vinto l’edizione europea.

    Ma oggi torniamo a parlarvi di Buzzoole in occasione del lancio della nuova piattaforma “Buzzoole per le Aziende“, Buzzoole for Brands di cui in alto, in copertina al post, potete vedere una video presentazione. Con Buzzoole per Aziende è possibile creare una campagna di Digital PR in pochi, semplici step. La piattaforma self-service SaaS vi guiderà ad ogni passo nel processo di creazione della campagna e avere la possibilità di risparmiare fino al 70% rispetto a una campagna di Digital PR tradizionale.

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    Come funziona Buzzoole per le Aziende?

    Una volta effettuata la registrazione, la piattaforma permetterà al brand di settare il budget, di scegliere il tipo di influencer (se blogger e/o social media addicted) e specificare quali canali su cui pianificare tutta la campagna. Quello che viene richiesto è di completare i dati scrivendo un breve brief e aggiungendo le parole chiave che la descrivono al meglio.

    Una delle cose più importanti è che tramite brands.buzzoole.com si potrà in anticipo la performance prevista per la campagna. Buzzoole selezionerà poi gli influencers più adatti a promuovere il brand sui loro blog e sui loro canali social.

    Uno strumento quindi utile per le aziende che vogliono ottenere visibilità, sapendo di poter contare su uno strumento di qualità e spendendo anche meno.

    Buzzoole è la startup lanciata dal venture incubator 56CUBE che fa parte dell’incubatore certificato milanese Digital Magics.

  • Gestire l’Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media [Formazione]

    Gestire l’Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media [Formazione]

    L’attività di Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media è cambiata, sono cambiati gli scenari. Le relazioni adesso vanno anche costruite online con bloggers, giornalisti online, influencers. Per fare questa importante attività bisogna prepararsi bene. Per questo motivo vi suggeriamo il nuovo corso di Noetica “Ufficio stampa e PR online” che si terrà a Bologna il prossimo 6 e 7 Marzo 2014

    La Comunicazione nell’era del Web 2.0 e dei Social Media è cambiata e ogni giorno qui sul nostro blog cerchiamo di raccontarvi come essa sta cambiando, come sta evolvendo. Lo scenario per come lo abbiamo sempre conosciuto è cambiato, meglio è mutato, nel senso che i paradigmi tradizionali sono tramontati, lasciando spazio a nuovi modi di comunicare che privilegiamo il dialogo aperto, la dinamicità. E in questo scenario anche l’attività di Ufficio Stampa è cambiata, si è evoluta e si è adeguata ai nuovi scenari che via via stanno prendendo forma. Adesso le relazioni vanno cercate, costruite e mantenute anche con i bloggers, con i giornalisti online e anche con influencers, ossia personalità particolarmente interessanti e competenti nella loro sfera di azione e appunto di competenza.  E non è un’attività facile questa, serve prepararsi bene, cogliere le competenze necessarie  e essere dotati di qualità particolari.

    Prima di tutto è necessario saper scrivere bene sul Web; bisogna poi essere in grado di cercare sempre nuovi contenuti e soprattutto moderare le conversazioni attraverso i social media. E come fare per attrezzarsi bene? In questo caso la Formazione è fondamentale e assume un valore dal quale non si può prescindere, in cui crediamo molto. E per questo vi suggeriamo il nuovo corso di Noetica, società di consulenza e formazione bolognese, che si terrà a Bologna il 6 e il 7 marzo 2014, “Ufficio Stampa e PR online”. Il corso si rivolge a ad addetti stampa “tradizionali”, giornalisti e responsabili della comunicazione aziendale. Durante il corso nn verrà trascurato il momento importante delle esercitazioni che riguarderanno:

    • Scrivere un comunicato stampa 2.0
    • Scrivere post efficaci per i social network
    • Individuare gli influencer attivi sulla rete
    • Organizzare un piano editoriale dei contenuti

    E non mancheranno i materiali necessari che saranno forniti come le slides del corso, la bibliografie e la sitografia.

    Docente del corso sarà Sara Mariani, professionista del settore, animata da una forte passione per il Web.

    Potete trovare maggiori informazioni sul corso e sul programma delle giornate visitando su questa pagina.

    E non dimenticate che se vi iscrivete insieme ad un amico o un collega, la seconda iscrizione è automaticamente scontata del 50%, una promozione davvero interessante. Insomma, se volete davvero imparare a gestire il vostro Ufficio Stampa online e imparare al meglio i segreti del PR online, allora non potete perdere questo corso.

  • Brands & Social Media, analisi del settore Editoria [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Editoria [Infografica]

    Nuovo rapporto, diffuso oggi, dell’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, dedicato ad indagare l’uso dei Social Media. In questa nuova analisi il settore preso ad esame è quello dell’Editoria e vediamo che Feltrinelli e Mondadori leader a pari merito. Caratteristiche del settore sono: uso conversazionale di Twitter, specializzazione delle piattaforme e grande coinvolgimento attivo degli utenti

    Dopo aver visto i rapporti dedicati al mondo Fashion e al settore del Design, ecco che oggi viene diffuso il nuovo rapporto dell‘Osservatorio Brand & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, dedicato ad indagare l’uso dei Social Media. Quello che vi presentiamo oggi è dedicato ad analizzare il settore dell’Editoria e di come esso si rapporta coi Social Media. Ebbene, ad un primo sguardo emergono delle caratteristiche positive, ossia del fatto che il settore fa un uso conversazionale di Twitter, che esiste una specializzazione nell’utilizzo delle piattaforme e che si cerca sempre un coinvolgimento attivo degli utenti. Per questo terzo rapporto, sono state analizzate 20 case editrici italiane.

    Come dicevamo all’inizio, la leadership della classifica è di Feltrinelli e Mondadori, che ottengono, rispettivamente 52,90 e 52,84 punti. Nelle due edizioni della ricerca Brands & Social Media è la prima volta che la classifica presenta due leader a pari merito, aspetto che segna una crescente maturità nell’utilizzo delle piattaforme social. In generale la classifica descrive un settore in cui l’adozione dei social network è diffusa, ma avviene a più velocità, tanto che il distacco tra il primo e l’ultimo brand in graduatoria è decisamente elevato (da 52,9 a 9,8).

    Le due case editrici leader sono presenti su numerosi social network, ciascuno animato con una strategia chiara e differenziata. Sono numerose le iniziative specifiche per il proprio pubblico che risponde interagendo in modo continuativo. Pur avendo un numero molto diverso di liker su Facebook (rispettivamente 40.397 e 174.906) e di follower su Twitter (rispettivamente 93.634 e 210.350), Feltrinelli e Mondadori generano livelli di engagement degli utenti molto elevati:

    • Feltrinelli domina su YouTube dove, nel periodo di rilevazione, conta una media di 149 commenti per video, 2.607.415 visualizzazioni dei caricamenti e 3.332 iscritti;
    • Mondadori è leader su Facebook dove conta una media di 17,17 like, 109,05 commenti e 22,82 condivisioni per post.

    Fra le altre case editrici si distinguono Newton Compton, Sperling & Kupfer, Chiarelettere e Rizzoli, che sanno suscitare negli utenti un elevato livello di engagement, per esempio su spazi come YouTube dove gli utenti usano lo spazio dei commenti per discutere sui contenuti proposti anche argomentando le posizioni e non soffermandosi solo su espressioni emotive, sebbene con performance più discontinue sulle diverse piattaforme rispetto ai leader.

    Emerge come significativo anche il caso di Einaudi Editore (che si colloca a metà classifica con 24,58 punti). La casa editrice si distingue, infatti, per una strategia di utilizzo intensivo dei social network puntando ad utilizzare un numero più contenuto di social network (spicca per esempio l’assenza su Facebook) in cui però il presidio è costante e il dialogo con gli utenti continuativo.

    La presenza di Einaudi è particolarmente efficace su Twitter, un social network utilizzato nel tempo con strategie originali che hanno reso il suo profilo una best practice – non solo per il mondo dell’editoria – per la sua capacità di coinvolgimento attivo dei fan.

    Complessivamente il settore si muove in maniera differenziata, spaziando da forme di presidio circoscritte e intensive, ovvero poche piattaforme su cui si concentra una forte attività in termini di frequenza di aggiornamento e di engagement degli utenti (come fanno per esempio Einaudi o Rizzoli), a forme di presidio estensive, ovvero molte piattaforme utilizzate in modo integrato (ad esempio Mondadori e Feltrinelli).

    Uso dei Social Network

    Rispetto ai social network utilizzati si conferma il dominio di Facebook (non utilizzato solo da Einaudi), seguito da Twitter (17 aziende su 20) e da YouTube (15 aziende su 20). Notevole anche la presenza su Anobii e Pinterest (rispettivamente 12/20 e 10/20 case editrici) con board dedicati a copertine e foto. E’ ancora molto limitato l’uso di Google+, dove sono presenti solo 7 aziende con profili “vetrina”. Seppur in numero limitato (7/20) sono presenti blog utilizzati in modo complementare al sito oppure attivati per supportare la promozione di autori e libri.

    Diversificazione della presenza sul Web e sui Social Media

    L’analisi ha fatto emergere una forte differenziazione funzionale degli spazi web utilizzati: al sito internet è affidata la parte informativa e commerciale con la presentazione della casa editrice e del catalogo e gli spazi di e-commerce; Facebook è dedicato all’aggiornamento costante delle uscite e all’attivazione di dinamiche di community con e tra i propri utenti; Twitter viene utilizzato per rilanciare e amplificare la diffusione delle news e YouTube è il repository dei contenuti video (interviste, booktrailer, video di eventi) rispetto ai quali gli utenti sono anche attivi commentatori.

    Una caratteristica specifica del settore è l’utilizzo conversazionale di Twitter. I profili Twitter delle case editrici analizzate sono caratterizzati da ricche dinamiche conversazionali con gli utenti attivate e potenziate dall’attività di retweet dei contenuti più interessanti e capaci di generare dibattiti e discussioni. Fra le forme di engagement degli utenti spiccano lo sharing, soprattutto delle citazioni proposte su Facebook e Twitter, e le conversazioni attivate rispetto alla propria passione per un libro, un autore, una citazione anche attraverso contest dedicati. La condivisione della passione per i libri e per gli autori attiva anche conversazioni fra le case editrici su Twitter, che si richiamano reciprocamente, ulteriore elemento di novità di questo report non riscontrato in precedenti settori.

    Aspetto promozionale

    La promozione per i libri si traduce anche in forme originali, come i booktrailer e le citazioni, spesso elaborate in formati graficamente accattivanti, su Facebook e Twitter.

    Tra le piattaforme analizzate, non poteva in questa analisi mancare Anobii, punto di riferimento importante per i lettori in rete. Le case editrici presenti utilizzano questo social network per costruire librerie dei volumi pubblicati ed entrare in contatto con i lettori del social network.

    La comunicazione 2.0 delle case editrici consente di rendere visibile il vissuto biografico e collettivo legato ai libri – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. Accanto agli spazi user generated (come i forum, i gruppi di lettura o i profili di Anobii) il social reading trova una nuova declinazione nei profili sui social network delle case editrici sotto molteplici forme: espressione della propria passione per la lettura, racconto della propria storia a partire da un libro, condivisione di recensioni, ricerca di consigli. La citazione è uno degli snodi chiave in cui si esprime questa passione e si adatta al formato breve soprattutto di Twitter prestandosi ad essere condivisa sulle bacheche degli utenti per esprimere un’emozione, uno stato d’animo, un orientamento di gusto. Le case editrici che sanno intercettare questo vissuto in relazione al proprio target sono quelle che ottengono le performance migliori e sanno suscitare elevati livelli di engagement negli utenti/lettori”

    Ancora una volta – dichiara Nicolò Michetti, Amministratore Delegato di Digital PR – i dati di ricerca consentono di rilevare all’interno di uno specifico settore grandi disomogeneità nell’utilizzo dei social media da parte delle aziende, come testimonia il divario importante tra le posizioni in classifica. Al di là dell’esistenza di una piattaforma specifica per gli appassionati di libri (Anobii), alcune case editrici hanno ben compreso l’importanza strategica della comunicazione attraverso i social media, per offrire ai lettori non solo l’opportunità del confronto ma anche valore aggiunto al prossimo libro da acquistare”.

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    La Ricerca

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico.

    Metodologia

    Per questo report sono state selezionate 20 case editrici selezionandole dalla classifica dei libri più venduti nel 2012 de “La Lettura” (Il Corriere della Sera) e “Tuttolibri” (La Stampa) e come fonte complementare la classifica dei bestseller 2012 di Amazon, saturando progressivamente il campione sulla base delle posizioni ricoperte dalle case editrici.

    La rilevazione dei dati è relativa al mese di giugno 2013.

    Brands-&-Social-Media---infografica---editoria