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  • Email Marketing, cosa ci attende nel 2014

    Email Marketing, cosa ci attende nel 2014

    Dopo aver visto come si è sviluppato l’Email Marketing in Italia, confermando il proprio ottimo stato di salute, proviamo a vedere con le previsioni formulate da MailUp cosa ci attende nel 2014. Tra i princiapli trends, il Mobile continuerà ad essere il terreno di sviluppo preferito dando spazio a nuovi scenari e si perfezioneranno nuove tecniche di sviluppo

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    Nel 2013 l’Email Marketing ha dimostrato di godere di un ottimo stato di salute, a differenza di chi credeva il contrario. A dirla tutta, l’Email Marketing non è stato mai male a tal punto di credere che stesse per scomparire. Molti hanno creduto che l’avvento dei Social Media, e quindi del Web 2.0, avrebbe contribuito a ridurre il fenomeno delle mail, ma nei fatti poi non è andata affatto così. E di conferme ne abbiamo avute e ve ne abbiamo dato conto in diversi casi qui sul nostro blog. Di recente abbiamo visto le statistiche e le tendenze dell’Email Marketing, a cura di MailUp ossia la piattaforma leader nel nostro paese per quanto riguarda le newsletter e l’invio di SMS. E sempre durante il 2013 abbiamo visto come il Mobile sia un “terreno” particolarmente florido per l’Email Marketing e quindi per le email in generale. Lo sarà anche nel 2014? Noi diciamo di sì, ma per essere più precisi meglio affidarsi proprio alle previsioni di MailUp che ci dice cosa ci attende per il 2014 a proposito di Email Marketing.

    In futuro la Geolocalizzazione

    Come detto, l’Email Marketing continuerà a svilupparsi e a crescere soprattutto grazie anche alla stessa diffusione del Mobile. Abbiamo avuto modo di vedere nel nostro piccolo approfondimento come la terza attività più praticata via mobile dagli italiani sia stata proprio quella di inviare email, quindi la tendenza resisterà anche nel 2014. Ma si comincia ad intravedere un nuovo scenario legato al Mobile, ossia la Geolocalizzazione legata alle email. Sappiamo non è ancora possibile attraverso le email sapere da dove l’utente sta leggendo quel messaggio, ma è altrettanto vero che ormai la Geolocalizzazione è uno standard. Quindi il futuro da questo punto di vista non potrà ignorare questo aspetto.

    Il futuro senza Spam

    E’ ormai dal 2010 che i filtri anti-Spam delle nostre caselle email sono via via sempre più performanti. Il fenomeno è infatti in diminuzione dal 2010, 89%, al 2013, 70%, e continuando di questo passo potrebbe addirittura presentarsi uno scenario in cui lo Spam dia completamente assente, così come la nostra cartella “posta indesiderata”. Uno scenario dunque non tanto lontano e che porterebbe enormi vantaggi, come quello di ricevere in effetti solo informazioni utili e con il vantaggio (enorme) di poter prestare maggiore attenzione per tutte quelle email personalizzate, di qualità e su misura. In questo caso lo stesso utente si relazionerà in maniera più fiduciosa con quel mittente, dunque azienda, e di conseguenza si verificherà un aumento dei tassi di conversione. Uno scenario anche questo non male e non lontano.

    Intanto appuntiamoci con cura anche alcuni tools che MailUp ci suggerisce per mantenere sempre pulita la nostra casella, come: Fantoo, Getboxer, Triage e Cannonball.

    Email che parlano e salutano

    Immaginate se un giorno le vostre email cominciassero anche a parlarvi! In realtà anche questo non è uno scenario del tutto lontano, infatti è da tempo che si parla di audio e video nelle email grazie all’Html5. Infatti, l’HTML5 potrebbe contribuire a cambiare gli scenari introducendo uno standard nativo per la gestione della multimedialità propria del mondo di internet. Nonostante l’HTML5 abbia già compiuto i 5 anni, in realtà non è ancora comunemente utilizzato: ma attenzione perché i client di posta si stanno attrezzando e ciò permetterà a breve di inglobare nelle email nuovi elementi media come video e audio. Se i marketers vogliono colmare il divario tra design web e design email, l’HTML5 potrebbe essere proprio quello che stanno cercando.

    Monetizzare con le email e l’advertising dinamico

    Come forse qualcuno di voi già saprà, LiveIntent è un sistema con un enorme potenziale che dimostra come sia possibile monetizzare anche attraverso le email. Tutto reso possibile dall’inserimento di advertising di tipo dinamico all’interno delle stesse email. E se un domani, forse già in questo 2014, anche Google, Yahoo! e altri grandi dell’advertising digitale dovessero muoversi in questa direzione acquisendo LiveIntent o sviluppando soluzioni proprie? Insomma, uno scenario davvero non da poco e come potete ben immaginare non proprio così lontano.

    Queste le previsioni per quanto riguarda l’Email Marketing da parte di MailUp per il prossimo futuro, quindi anche per il 2014.

    Se volete, vi consigliamo di scaricare l’Ebook di MailUp, l’Osservatorio 2013. Per provare la console in trial potete accedere da questo link.

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  • Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

    Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

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    Per chi vende online questo è uno dei temi che più interessa e vediamo oggi quali consigli ci dà Webtrends su come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello. Intanto sono tre i fattori forte impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati e vediamo insieme quali sono

    Accade spesso che i visitatori online trascorrano del tempo su un sito, guardino diverse pagine di prodotto, scelgano gli articoli e li mettano nel carrello. Ma subito dopo spariscono. Perchè? Secondo Forrester Research, l’87% dei consumatori abbandona il carrello e il 70% lo fa subito prima del check-out. L’abbandono del carrello è una fase che lascia i retailer perplessi, in quanto questa si traduca in una perdita di opportunità di fatturato pari 18 miliardi di dollari l’anno.

    Online Shopping Customer Experience Study, un’indagine comScore del 2012, condotta da eMarketer su 2.625 acquirenti online negli Stati Uniti, rivela diverse ragioni per le quali gli utenti abbandonano il carrello. In primis:

    • l’intenzione di farsi solo un’idea dei costi (57%);
    • la volontà di salvare il carrello per un acquisto futuro (56%);
    • i costi di spedizione troppo alti (55%);
    • l’importo insufficiente per la spedizione gratuita (51%);
    • i costi di spedizione comunicati solo alla fine (40%).

    Ci sono, tra queste, anche ragioni di tipo comportamentale. I potenziali acquirenti potrebbero usare il carrello come lista della spesa, decidendo poi di acquistare nello store. Potrebbero non aver voglia di registrarsi sul sito per procedere con l’acquisto e quindi decidere per il checkout. Potrebbero anche utilizzare il carrello per confrontare i prezzi con quelli di un sito concorrente, o come wish list in attesa di eventuali offerte e ribassi. Inoltre, l’utilizzo crescente di smartphone sta determinando un aumento del tasso di abbandono: secondo eMarketer, chi riempie il carrello da smartphone spesso preferisce completare l’acquisto dal PC o dal portatile.

    L’email remarketing offre un’enorme opportunità di conversione. Tuttavia, solo il 20% delle aziende Fortune 500 fa qualcosa per coinvolgere i potenziali acquirenti e il retargeting di coloro che abbandonano il carrello conta solo per il 2% delle azioni via email.

    Ma attenzione, perchè quando gli acquirenti tornano al carrello, accade quello che non ti aspetteresti, ossia oltre la metà degli utenti spende di più. Il tasso di “add-to-cart”, la percentuale dei visitatori che aggiunge prodotti al carrello, non solo permette una maggiore comprensione del comportamento durante lo shopping, ma dovrebbe anche essere presa in considerazione come metrica importante per le azioni di remarketing.

    Ma vediamo allora quali sono i tre fattori che hanno un impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati:

    1. Tempistica

    Due diversi studi condotti dal Massachusetts Institute of Technology hanno dimostrato che il 90% dei lead si “raffredda” nel giro di un’ora; nell’arco di 12 ore, la maggior parte dei clienti che ha intenzione di comprare lo farà. Le azioni di remarketing hanno il maggior impatto nelle prime 12 ore; una finestra temporale che offre l’opportunità di raggiungere l’audience che ha riempito e poi abbandonato il carrello. 

    2. Frequenza

    Ugualmente importante, è la frequenza con la quale le email vengono inviate. Listrak ha condotto un’indagine su gli Internet Retailer (IR) 1000 a proposito delle azioni da loro intraprese a seguito dell’abbandono del carrello e ha rilevato una crescente tendenza da parte dei retailer a effettuare azioni di remarketing sugli acquirenti che abbandonano il carrello. Lo studio ha dimostrato che il 19% degli IR 1000 invia almeno un’email (14,6% nel 2011, con un aumento del 30%). Inoltre, un numero sempre maggiore di retailer opta per l’invio di una serie di messaggi, anziché di un’unica email.

    3. Personalizzazione

    Il remarketing non riguarda solo ciò che era nel carrello quando è stato abbandonato, ma anche tutto quello che l’acquirente ha visualizzato durante la sessione. Se, ad esempio, un cliente si sofferma su tre articoli, ne mette uno nel carrello e poi abbandona il sito, dopo pochi secondi riceverà un’email con l’offerta di spedizione gratuita per l’acquisto del prodotto nel carrello. Se nessun acquisto viene effettuato, riceverà una seconda offerta via email: uno sconto del 25% se acquista due prodotti.

    In conclusione, alla luce di queste considerazioni, è necessario tenere presente che oggi le analisi web sul comportamento dei visitatori devono soddisfare esigenze molto differenti rispetto a soli pochi anni fa. Sono gli strumenti di analisi che forniscono tutte le informazioni che servono per l’email retargeting. I nuovi scenari impongono agli strumenti di analisi un’evoluzione e richiedono la capacità di rivelare il comportamento del singolo visitatore mentre si trova sul sito o immediatamente dopo l’abbandono e di fornire informazioni dettagliate sul livello di interazione dell’utente, al fine di classificarlo come candidato per il retargeting.

    E’ necessario, quindi, non solo misurare le azioni specifiche di conversione, ma anche il coinvolgimento del visitatore durante la sessione, analizzando il comportamento nelle visite precedenti. In buona sostanza, le web analytics devono fornire dati immediatamente utilizzabili, frutto di analisi scientifiche sul comportamento dei visitatori, andando oltre la semplice attività di reporting.

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  • Email Marketing 2013, ecco statistiche e tendenze in Italia

    Email Marketing 2013, ecco statistiche e tendenze in Italia

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    Qualche giorno fa MailUp, azienda leader in Italia per l’Email Marketing, ha diffuso i dati relativi all’”Email Marketing Statistics 2013″, la ricerca annuale che fa il punto sullo stato dell’Email Marketing in Italia. Ebbene, sono 12 miliardi le email inviate in un anno a sottolinearne il buono stato di salute. Ma questi dati sono anche utili per delineare una strategia più proficua

    Se ci fosse ancora qualcuno che nutrisse dubbi sull’efficacia dell’email nel 2013, nell’era dei social media, allora è il caso di dare un’occhiata a questi dati che ogni anno MailUp, azienda leader in Italia per l’Email Marketing, pubblica per offrire uno spaccato sullo stato dell’Email Marketing in Italia. Sebbene, appunto, ci sia ancora qualcuno che ritiene l’email come quasi defunta, i dati raccolti nella ricerca, “Email Marketing Statistics 2013“, parlano di quasi 12 miliardi di email inviate in un anno, tra newsletter, DEM e transazionali, con queste pecentuali: 69% newsletter, 30,08% DEM e 0,2% transazionali. Insomma, una bella massa di email che ne delineano certamente un buono stato di salute.

    La ricerca offre molto spunti su cui riflettere e anche qualche utile consiglio per chi in questo momento vorrebbe ottimizzare  al meglio la propria strategia di Email Marketing, quindi se desiderate aumentare traffico sul vostro sito, far crescere il numero di iscritti nel proprio database, rafforzare la vostra brand awarness, favorire l’acquisto dei vostri prodotti/servizi e costruire una relazione con in vostri utenti/clienti, questi dati vi possono tornare davvero molto utili.

    Un dato da sottolineare subito è che in un anno aumenta la percentuale delle email recapitate, passando dall’88 al 94%, segno di una maggiore attenzione nella costruzione delle proprie liste. Altro dato che va messo in risalto, su cui abbiamo già scritto qui, è che ormai il 30% delle email viene consultato attraverso dispositivi mobili come smartphone o tablets ed è quindi necessario fare in modo che il template scelto per l’invio delle vostre email sia assolutamente responsive, se non volete perdere utenti.

    E’ interessante notare come sono rappresentati i tassi di apertura (OR) delle email e anche le percentuali di clic (CTR), il grafico in basso ci offre una panoramica per settori B2B e B2C e vediamo che il B2C è quello che più risponde positivamente sia in termini di aperture (39%) che in termini di click (5%) e in entrambi i casi, come potete notare, sono le transazionali a ricevere più attenzione, proprio perchè contengono all’interno di esse tutta una serie di informazioni personalizzate, dedicate al singolo utente.

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    Anche le newsletter fanno registrare numeri positivi, mentre le DEM (Direct Email Marketing) sono efficaci quando sono inviate a a segmenti di utenti ben profilati.

    Interessante è anche l’analisi fatta per settore merceologico, dove si nota che tra i 28 esaminati, quelli che fanno registrare coefficienti di OR più alti, nell’invio di newsletter, sono i settori delle Assicurazioni/Finanze/Banche, per il contenuto molto personalizzato e con un tasso OR del 63%; poi Commercio all’Ingrosso e Ristorazione.

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    Come saprete, ogni utente si comporta diversamente in termini di reattività nel momento in cui riceve una mail nella propria casella di posta e questo è un dato che per chi si occupa di Email Marketing, o per chi sta cercando di costruire la propria strategia, fondamentale. Da questo punto di vista, la ricerca di MailUp, “Email Marketing Statistics 2013“, ci offre qualche spunto interessante. A livello internazionale, le nazioni che risultano più reattive sono la Polonia, il Portogallo, il Niger, il Giappone e la Svezia, con percentuali del 50%. L’Italia è al 32%, l’Inghilterra al 29%, la Germania al 27% e la Francia al 26%. Gli Usa sono al 19%.

    Ma come si integra lo strumento dell’Email Marketing con i Social Media? La ricerca anche da questo punto di vista ci offre spunti interessanti. Da sottolineare che Email Marketing e Social Media non entrano in contrasto, anzi. Se integrati bene, possono essere davvero molto utili. E’ opportuno che il momento di sharing della vostra newsletter, ad esempio, possa avvenire anche attraverso Facebook, Twitter o LinkedIn, attraverso l’introduzione del link che riporti al form di iscrizione della newsletter stessa. Così facendo, avrete modo di intercettare e coinvolgere nuovi utenti. E la ricerca questo metodo ce lo descrive mettendo in evidenza che tra i vari canali, Facebook è quello che in termini di condivisioni è il più performante con condivisioni all’82%, po segue Twitter (9%) e LinkedIn (4%).

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    Rispetto alla ricerca precedente, da questo punto di vista aumenta la reattività sulle newsletter.

    Guardiamo anche la condivisione sui Social Media per settore. E qui notiamo che il settore B2C è quello che fa registrare percentuali più alte, 64%. Il 4% del B2B non deve ingannare in quanto è un dato in crescita e significa che qualcosa si muove.

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    Sempre in ottica di integrazione tra strategia di Email Marketing e quella sui Social Media è utile annotare ancora un altro dato. E cioè che se guardiamo alla newsletter, le aziende che riescono a integrare bene le due strategie ottengono in termini di coefficienti di apertura, risultati molto positivi: +96% di OR.

    Insomma, per tornare a quello che dicevamo in apertura, l’email gode davvero di ottima salute ed è capace, vista la sua flessibilità, di poter essere sempre utile e di sapersi integrare al meglio anche in presenza di strategie più complesse. La ricerca di MailUp ci evidenzia bene questi aspetti che abbiamo qui sintetizzato. Ma vi invitiamo comunque a scaricare la ricerca da questo link per consultarla al meglio.

    Allora che ne pensate di questi dati e se vi va raccontateci come vi rapportate oggi nei confronti dell’Email Marketing.

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  • Email e Mobile, connubio vincente per stringere relazioni

    Email e Mobile, connubio vincente per stringere relazioni

    E’ sempre più crescente il numero di persone che accedono alla propria casella email attraverso il proprio dispositivo mobile. E questa tendenza la conferma anche MailUp, piattaforma per l’email marketing tra le più usate in Italia, nella sua indagine sulle aperture delle email da Mobile, ben 230 milioni

    Qualche tempo fa, non tantissimo per la verità, si diceva che l’email sarebbe inesorabilmente naufragata, superata dall’avvento dell’era dei Social Media che rende la comunicazione più immediata e diretta. Per quanto fosse vero quest’ultimo assunto, da quello che vediamo periodicamente riportandovi dati, indagini, l’email non solo non è stata superata, ma vive un periodo di grande attenzione per il fatto di essersi saputa adeguare ai cambiamenti. E vale lo stesso discorso quando andiamo a considerare l’email in relazione con il mondo Mobile, anzi è proprio in questa relazione che l’email sta conoscendo un nuovo terreno su cui diffondersi. Ma se vogliamo dirla proprio tutta, mentre tutto il resto è cambiato, l’email è sempre rimasta lì, adeguandosi però.

    Ma tutto questo discorso lo facciamo, surrogando la tesi che l’email e il mobile vivono un periodo di stretta relazione, parlandovi della ricerca effettuata da MailUp, la piattaforma di email marketing più scelta in Italia per l’invio di Email, Newsletter e SMS. La ricerca, condotta in un periodo tra giugno 2012 e maggio 2013, ha indagato le aperture delle email dai dispositivi mobili e sono state analizzate ben 230 milioni aperture da mobile. Una bella cifra che conferma quello che è il dato fino a questo momento valido per il nostro paese, ossia che il 45% dei possessori di dispositivi mobili in Italia li usa per ricevere e inviare email.

    Restando sulla ricerca di MailUp, è interessante vedere da quali dispositivi avvengono le consultazioni delle proprie caselle email, un dato assolutamente interessante anche per interpretare, in parte, l’andamento di mercato. Allora, in questa ottica

    • il sistema Android è in crescita costante, +30,7% nel periodo monitorato e i device mobili conquistano la fetta di mercato persa da iPhone;
    • iPad è in crescita costante, ma del 9,6%;
    • iPhone invece è in calo del 15%;
    • BlackBerry in calo del 34,3%.

    MailUp Aperture da Mobile_per principali device

    MailUp ha aggregato oltre 15 miliardi di email inviate dai clienti MailUp, che parlano chiaro – dice il Ceo di MailUp Nazzareno Gorni – negli ultimi 12 mesi le aperture da dispositivi mobili sono aumentate del 31,4%, passando dal 19,9% al 26,2% e l’email è una delle attività più popolari sugli smartphone, con un tasso di penetrazione del 67,4% e il tempo per persona più alto. Per questo diventa fondamentale ottimizzare i contenuti (un’offerta, un form da compilare) partendo prima di tutto dalla capacità di sintesi”.

    Insomma, da questi numeri non pare proprio che l’email conosca la parola “fine”, anzi è uno strumento che va considerato sotto una nuova luce ed è importante anche in chiave di strategie di marketing e i numeri abbiamo visto che non mancano.

    Allora, voi che ne pensate di questi numeri? Anche voi consultate spesso la vostra casella email dal vostro smartphone o tablet? Raccontateci tra i commenti le vostre esperienze.

     

     

  • Non Profit, ecco come le ONP in Italia usano l’email [Infografica]

    Non Profit, ecco come le ONP in Italia usano l’email [Infografica]

    ContactLab, azienda leader in Italia nel digital direct marketing, fotografa lo stato della comunicazione digitale via email nel Terzo Settore, analizzando milioni di invii effettuati nel 2012. L’analisi è stata effettuata sulla base delle performances ottenute attraverso l’email marketing da oltre 24 ONP

    Come si comportano i sostenitori delle Organizzazioni Non Profit davanti a una email spedita dalla loro ONP preferita? La aprono? Cliccano sui contenuti per approfondirli sul sito web, o per rispondere ad un appello di raccolta fondi? Esistono un giorno, un mese o un’ora ‘ideale’ per inviare un’email? Ancora, quali sono le performance che si ottengono, in termini di click e open rate, nell’inviare le diverse tipologie di comunicazione agli iscritti alle newsletter delle ONP? A questi interrogativi cerca di dare una risposta ContactLab, azienda leader in Italia nel digital direct marketing, che ha realizzato la prima analisi puntuale delle performance ottenute attraverso l’email marketing da oltre 24 ONP che comunicano attraverso la sua piattaforma.

    È l’Email Marketing Metrics Benchmark Report 2012 – Non Profit, una ricerca completamente nuova per il Terzo Settore che analizza le performance delle ONP appartenenti a differenti settori di attività ottenute attraverso le loro campagne di email marketing effettuate durante tutto il 2012 (qui un estratto grafico disponibile pubblicamente http://www.contactlab.com/email-marketing-metrics-benchmark-report-non-profit-2012-all). Partendo dall’analisi delle performance degli invii suddivisi per ora, giorno e mese, passando per il confronto tra le diverse tipologie di comunicazione (email informative, email di raccolta fondi, email di servizio/relazionali) attraverso lo studio dei risultati delle performance delle campagne inviate dalle ONP, il Benchmark si pone come obiettivo quello di scattare una fotografia del settore sulla base di dati reali e concretamente misurabili.

    Per realizzare l’analisi sono state analizzate quasi 43 milioni di email inviate nel 2012 attraverso la piattaforma ContactLab da 24 ONP, che hanno registrato un open rate totale del 18% e una percentuale totale del 13% di click sulle email aperte.

    Non ci sono grandi dislivelli tra le performance registrate dalle non profit appartenenti ai diversi settori di attività, tanto al livello delle aperture, quanto dei click. Questo dato in parte conferma la tendenza dei sostenitori ad aderire alle cause umanitarie che più li rappresentano e a rimanervi fedeli nel tempo (il 31% degli utenti fedeli al non profit sostiene un’Organizzazione da oltre 20 anni, il 59% da più di 10 anni, dati Non Profit Report 2012 di ContactLab). Un altro dato interessante è rappresentato da quella percentuale di sostenitori (il 38%) che riceve informazioni tramite newsletter da diverse ONP, dimostrando di essere fedeli a più di una organizzazione.

    Ciò che invece cambia sono i risultati ottenuti dalle email a seconda della tipologia di comunicazione inviata. Le email di servizio relazionale, sia quelle one-to-one che vengono automatizzate, sia ad esempio quelle inviate dalle ONP per ragguagliare i donatori sui risultati raggiunti registrano tassi più alti di open e click rispetto alla media: un’email su quattro viene aperta, tra queste una su cinque cliccata.

    Mantenere viva la relazione con il donatore è quindi di fondamentale importanza per le ONP, soprattutto se si considera una logica di invio one-to-one che di per sé è premiante e che, se viene automatizzata, massimizza l’efficacia della comunicazione con un minimo sforzo da parte di chi la imposta. Costruire una relazione personale, pertinente e duratura con l’utente può fare la differenza: una regola che vale per tutti, nel terzo settore ancora di più.

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  • Email Marketing One to One per Imaginarium, da ContactLab [Infografica]

    Email Marketing One to One per Imaginarium, da ContactLab [Infografica]

    Presentato ieri come case di ContactLab al Social Case History Forum, il progetto di Email Marketing realizzato per Imaginarium consiste in una campagna della durata di un anno che ha coinvolto 21 Paesi che parlano 12 lingue. I risultati hanno superato i già ottimi riscontri avuti in una prima tranche conclusasi a gennaio 2012, rivelando altissime percentuali di apertura e di click through unici. Il segreto del successo Personalizzazione e Pertinenza

    Email-Marketin-One-to-One-per-Imaginarium-da-ContactLabUna campagna di direct marketing dedicata a genitori e ai loro figli diffusa in 21 Paesi del mondo e in 12 lingue, tra cui il greco e l’ebraico. Due momenti del ciclo di vita distinti nel tempo, legati a due occasioni speciali: l’iscrizione al programma Loyalty Club Imaginarium e il compleanno. Un tasso di apertura che in molti casi ha superato la metà delle email inviate e un clickthrough che, nelle email di compleanno, ha raggiunto il 69% in Grecia, e si è attestato al 44% sia in Spagna sia in Portogallo. Sono i risultati della campagna ‘Email marketing one to one per Imaginarium’ realizzata da ContactLab, spiegata in un’accattivante infografica che vi mostriamo, ma che potete anche condividere,  e presentata ieri al Social Case History Forum 2012, a Milano al Palazzo delle Stelline. L’azienda guidata da Massimo Fubini ha ideato e realizzato per Imaginarium a partire da maggio 2011 una campagna ricorrente caratterizzata da un effort consulenziale, creativo e produttivo, che ha colto l’opportunità di comunicare in due momenti con il cliente, per fidelizzarlo attraverso un dialogo one to one pertinente e personalizzato. (altro…)

  • Top email crimes raccolti da ContactLab [Infografica]

    Top email crimes raccolti da ContactLab [Infografica]

    E’ proprio il caso di dire che ContactLab irrompe sulla scena del crimine e trova i colpevoli di quelli messi a segno via email. Oggi vi presentiamo l’accattivante, quanto interesssante, infografica che ci spiega come evitarli

    Top-email-crimes

    Quante volte ci è capitato in qualità di utenti di cestinare un’email considerata inutile, anche se in precedenza ci eravamo iscritti alla newsletter? La perdita di interesse del consumatore e più in generale le performance poco brillanti di alcune campagne di email marketing sono spesso conseguenza di errori banali eppure molto comuni, generati da piccole disattenzioni dovute all’inesperienza. Queste mancanze possono scatenare ‘email crimes’ a catena, dannosi tanto per i consumatori quanto per le aziende, e lasciare dietro di sé una ‘scena del crimine’ che spesso può essere facilmente evitata affidandosi a un partner competente e con un’esperienza di lungo corso.  (altro…)

  • La ricetta dell’Email Marketing, l’esempio di Illy Caffè [Infografica]

    La ricetta dell’Email Marketing, l’esempio di Illy Caffè [Infografica]

    L’Email Marketing si dimostra ancora uno strumento valido per interagire con le persone. E lo dimostra il caso di cui vi parliamo oggi, realizzato da ContactLab per Illy Caffè, azienda triestina leader nella produzione di caffè. E i dati illustrati in questa infografica sembrano davvero la ricetta da seguire per ottenere un risultato di successo

    email-marketing_-contactlab-illyUn numero di email triplicato rispetto al 2010 che ha portato al raddoppio del fatturato generato dall’email marketing; un gruppo costantemente in crescita di utenti affezionati e attivi sia in Italia sia sui mercati internazionali; una maggiore fiducia e propensione all’acquisto, grazie ad un costumer care completamente dedito alla massima soddisfazione del cliente. Sono i risultati del programma di digital direct marketing Illy: l’email marketing è internazionale, ideato per Illycaffè da ContactLab e realizzato in stretta collaborazione con l’azienda triestinaper il mercato italiano, francese, spagnolo, tedesco e olandese. L’iniziativa ha portato al raddoppio nel 2011 sul 2010 del fatturato generato dall’email marketing del brand(altro…)

  • Non Profit Email Award, le più belle campagne email del settore votate dagli utenti

    Non Profit Email Award, le più belle campagne email del settore votate dagli utenti

    Al via da oggi e sino al 19 aprile il Non Profit Email Award, il concorso che premia le più belle campagne email del settore e a votarle, dal 20 aprile fino all’8 maggio, saranno gli utenti via web. La premiazione al Festival del Fundraising che si terrà a Castrocaro Terme dal  9 all’11 maggio

    Non Profit Email Award 2012Un’iniziativa per premiare le creatività e le migliori strategie di email marketing per il Non Profit, con un processo di voto che si aprirà online (il 20 aprile 2012) e si concluderà durante i tre giorni del Festival del Fundraising (9, 10 e 11 maggio) a Castrocaro Terme. È il Non Profit Email Award 2012, un progetto ideato e promosso da ContactLab nell’ambito dell’Italian Fundraising Award in collaborazione con il Festival del Fundraising, di cui quest’anno l’azienda si conferma main sponsor. L’iniziativa, quest’anno alla prima edizione, nasce con l’obiettivo di valorizzare l’email marketing come leva strategica per la costruzione di una relazione e di un dialogo costante con i propri sostenitori e donatori attraverso i canali digitali. (altro…)

  • Gli italiani tra email e social network [Infografica]

    Gli italiani tra email e social network [Infografica]

    Nuovo e interessante studio di ContactLab ‘Email Marketing Consumer Report’ in cui si evidenzia come gli utenti italiani mostrino un’attenzione particolare ai social network, condividendo, più dei vicini europei, gli argomenti più interessanti, come viaggi, lavoro e benessere tra quelli che ricevono in newsletter. Le donne sono quelle che diffondono di più offerte e promozioni

    social-emailAbbiamo già detto che gli utenti internet italiani siano email dipendenti. In media ricevono 22 mail al giorno, per un totale di oltre 700 mila su 63 milioni di caselle attive, più di due a testa. Ma forse quello che non sappiamo è che siamo iscritti in media a otto newsletter, che propongono perlo più offerte di viaggi e per il tempo libero, oltre che di lavoro. E che due volte su dieci ne condividiamo il contenuto con gli amici. Il nuovo approfondimento, disponibile qualche giorno su  http://www.contactlab.it/email-marketing-e-social-network, è la 3° edizione paneuropea dell’Email Marketing Consumer Report dedicato a Email & Social Network, realizzato da ContactLab su un campione statistico della popolazione europea con accesso a internet, rappresentativo di oltre 157 milioni di persone. La ricerca mette a confronto le abitudini e i comportamenti degli utenti di Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e Italia nell’utilizzo della posta elettronica e delle newsletter. (altro…)