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  • F-Secure, ecco il Cyber Security Stress Test per le aziende

    F-Secure, ecco il Cyber Security Stress Test per le aziende

    F-Secure, il colosso finlandese leader nel settore dei software per la sicurezza, ha lanciato il Cyber Security Stress Test, un questionario di 20 domande per aiutare le aziende a superare le lacune aziendali in termini di sicurezza informatica.

    F-Secure, il colosso finlandese leader nel settore dei software per la sicurezza, ha lanciato il Cyber Security Stress Test, un questionario di 20 domande per aiutare le aziende a superare le lacune aziendali in termini di sicurezza informatica. Un tema quello della cyber security sempre più sentito dalle aziende anche per via di recenti e gravi incidenti che hanno coinvolto aziende come Sony e altre. Il nuovo Cyber Security Stress Test è un questionario online rapido che può aiutare le aziende e i dipendenti a conoscere meglio i punti deboli che possono esporre a costose violazioni di dati e ad altri tipi di rischi.

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    Il questionario è composto da 20 domande che possono essere utili ai professionisti IT per individuare lacune nelle loro strategie di sicurezza. Di recente, un’indagine di F-Secure (condotta tra aprile e maggio 2015 in Germania, Francia, Polonia, Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia e UK) ha rilevato che le aziende stanno facendo investimenti in soluzioni che non sono allineate con le loro priorità di sicurezza, creando una situazione paradossale e cioè si stanno esponendo proprio a quei rischi che vorrebbero e dovrebbero evitare.

    Restando sempre sulla ricerca, il 94% di chi ha risposto è d’accordo sul fatto che le aziende possono rappresentare un bersaglio per attacchi informatici, indipendentemente dal tipo di azienda o dalle dimensioni. E chi ha risposto ha classificato la protezione contro attacchi informatici in entrata come una delle priorità di sicurezza più alte. Dall’indagine è emerso che ben 4 delle 6 più alte priorità sono indirizzate alla prevenzione di attacchi informatici in entrata.  Ma solo il 31% di chi ha risposto ha dichiarato che la propria azienda aveva in essere misure di prevenzione/rilevazione delle intrusioni sugli endpoint, che sono parte integrante nella lotta contro questo tipo di attacchi.

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    Oggi è sempre più importante conoscere i propri sistemi” meglio di quanto li conoscano i tuoi avversari”, sostiene Erka Koivunen – F-Secure Cyber Security Advisor – “perché non puoi proteggere qualcosa se non sai che è esposta a pericolo. Installare solo un software di sicurezza seguendo la moda “installa e dimenticatene” sta portando a trascurare la realtà delle minacce odierne, e continuiamo a vedere aziende che ne pagano il prezzo.”

    Il Cyber Security Stress Test tocca tutta una serie di argomenti, inclusa la protezione degli endpoint, la sicurezza di rete, i ruoli e le policy in azienda. Il test intende fornire degli indicatori che il personale IT può usare per identificare aspetti problematici tuttavia risolvibili della condizione di sicurezza della propria azienda.  Presenta a chi risponde una semplice classifica su una scala da uno a cinque, con uno che indica un rischio “elevato” e cinque che indica un rischio “basso”. Fornisce anche consigli che gli IT manager possono usare per migliorare la sicurezza della loro azienda.

    A questo punto non ci resta che consigliarvi di fare il questionario e, se vi va, raccontateci la vostra esperienza.

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  • Safer Internet Day 2015, solo il 4% degli utenti si fida di Internet

    Safer Internet Day 2015, solo il 4% degli utenti si fida di Internet

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    Oggi si celebra il Safer Internet Day 2015, #SID2015, giornata dedicata alla sicurezza e alla privacy su internet dal tema “Creiamo un Internet migliore insieme”. Secondo una recente indagine di F-Secure, solo il 4% degli utenti dichiara di fidarsi di Internet. Alcuni pratici suggerimenti da Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure.

    Oggi si celebra il Safer Internet Day, ma gli attacchi malware e le violazioni della privacy riportate continuamente nelle notizie ci offrono un’immagine di Internet meno sicuro che mai. Proprio qualche giorno fa parlavamo del nuovo malware che sta terrorizzando il web, il ransomware Cryptolocker. E in un’occasione come questa torna davvero utile dare un’occhiata ad una recente indagine di F-Scure, brand che di sicurezza del web se ne intende.

    Ebbene, da questa indagine risulta che il 46% delle persone ha dichiarato di fidarsi abbastanza di Internet quando si tratta della loro privacy e sicurezza, ma ha anche affermato di prendere comunque precauzioni per la protezione dei propri dati. Il 39% non si fida molto di Internet, dicendosi di essere molto attento, e l’11% non si fida affatto, in quanto ritiene Internet “pericoloso”. Solo il 4% ha dichiarato di fidarsi di Internet e di non preoccuparsi molto della sicurezza e della privacy. Un dato che non desta certo meravigia. F-Secure riceve una media di oltre 250.000 tipi di malware per PC al giorno (principalmente rivolti a Windows), e 9.000 malware per Android al giorno. Il malware tenta di rubare i nostri soldi, i nostri contenuti e i nostri dati.

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    E se Internet sparisse oggi cosa mancherebbe di più agli utenti? Ecco cosa hanno risposto:

    • per il 46% degli utenti, ricercare informazioni;
    • per il 30% fare shopping online;
    • per il 13% condividere selfie e accedere ai social media;
    • per il 6% guardare video e giocare online;
    • per il 5% leggere le ultime notizie.

    In occasione del Safer Internet Day, Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure, analizza lo stato di Internet e condivide alcune idee su come possiamo creare un Internet migliore tutti insieme. E vediamo insieme quali sono.

    Open Source come soluzione per la sicurezza?

    Il software open source è spesso pubblicizzato come più sicuro perché grazie alla possibilità per chiunque di vedere il codice sorgente aperto, in teoria è esposto a un maggior grado di esame. Ma Hypponen sottolinea che due dei più grandi allarmi per la sicurezza nel 2014 – Heartbleed e Shellshock – sono risultati tra le principali vulnerabilità trovate nei sistemi open source, che esistevano da molto tempo senza che nessuno lo avesse notato.

    La moneta digitale salva il sistema finanziario?

    I sistemi di pagamento digitale come il Bitcoin basati sulla crittografia potrebbero risolvere problemi fondamentali del nostro sistema monetario. Ma hanno anche portato nuovi problemi – alcuni hacker creano malware specialmente per sfruttare il sistema Bitcoin. E la corsa verso la potenza di calcolo per il Bitcoin mining ha portato ad operazioni di milioni di dollari in data center che sono poi crollati e bruciati (uno proprio letteralmente bruciato) mentre il valore del Bitcoin è diminuito.

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    In un mondo in cui oggetti di uso quotidiano, tostapane, lavatrici, auto, sono interconnessi, si creeranno incredibili opportunità. Ma “un dispositivo intelligente è un dispositivo attaccabile” spiega Hypponen. E’ già stato scoperto un tipo di malware che trasforma le telecamere di sicurezza intelligenti in dispositivi per il Bitcoin-mining. Per non citare il potenziale di violazioni alla privacy attraverso dispositivi intelligenti che usano tecnologie come il riconoscimento vocale o facciale.

    Servizi Internet “free”

    “Solo perché non state pagando per l’utilizzo di un servizio, ciò non significa che questo sia gratuito”, sottolinea Hypponen. Dovete sempre dare in cambio qualcosa, e se non è denaro, sono i vostri dati personali. Se non vi prendete il tempo per leggere i termini e le condizioni di utilizzo, cosa che la maggior parte delle persone non fa, non saprete mai realmente come questi servizi stanno usando i vostri dati.

    Lo stato di sorveglianza

    I governi sono diventati una delle principali fonti di nuovo malware. Possono spiare altri governi, e possono spiare anche i propri cittadini. “Costruendo Internet abbiamo costruito lo strumento perfetto per uno stato di sorveglianza,” afferma Hypponen. Governi ostili possono monitorare cosa facciamo, dove siamo, con chi comunichiamo, cosa pensiamo.

    Abbiamo vissuto la rivoluzione di Internet,” spiega Hypponen. “Ma se non ci prendiamo cura dei problemi che stanno emergendo, potremmo non avere più un Internet aperto e libero da passare ai nostri figli.”

    E visto il tema di oggi, “Creiamo un Internet migliore insieme”, cosa possiamo fare davvero in concreto? Ecco cosa ci suggerisce Mikko Hypponen:

    • Fare domande. Quando si acquista un nuovo dispositivo, è buona norma fare domande in negozio. Del tipo: “E’ connesso? Perché? Raccoglie informazioni su di me e di che tipo?”. Certo non ci si può attendere chissà quale risposta, ma è necessario fare domande.
    • Non far sapere troppo ai ‘giganti’. Se restate loggati a Google o a Facebook mentre navigate, questi servizi sono in grado di monitorare le vostre azioni. Se ritenete che questi giganti di Internet sappiano già abbastanza di voi, usate un browser separato solo per questi servizi, e non loggatevi ad essi mentre usate il vostro browser principale.
    • Chiedere migliori “Termini e Condizioni d’uso” e “Contratti di Licenza per gli utenti”. Solitamente si tratta di documenti molto lunghi e pieni di termini che una persona comune non capirebbe. E’ utile a questo punto chiedere documenti più comprensibili, senza dover avere per forza una laurea in legge oppure ore di tempo libero per leggerli.
    • Usare il potere del cloud. E’ importante usare soluzioni per l’Internet security che proteggano l’utente con una sicurezza basata su cloud. Con il cloud, la base utenti è come un gregge: se un membro del gregge prende una malattia, tutto il gregge viene vaccinato contro quella malattia. La sicurezza basata su cloud condivide informazioni che ci proteggono.
    • Chiedere trasparenza. E’ importante chiedere che i produttori dei vostri antivirus siano trasparenti riguardo a come vi proteggono. E’ necessario chiedere una descrizione su quale genere di dati raccolgono da voi e dal vostro computer. Fino ad oggi un solo vendor di sicurezza al mondo ha reso pubbliche le modalità con cui raccoglie i dati.

    Piccoli suggerimenti che possono sembrare scontati, ma che sono invece importanti e necessari.

    E voi vi fidate di Internet? Come proteggete la vostra Privacy? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti

     

  • F-Secure vende Younited a Synchronoss per 60 mln di dollari

    F-Secure vende Younited a Synchronoss per 60 mln di dollari

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    F-Secure ha raggiunto un importante accordo con Synchronoss per la vendita di Younited, il servizio di storage in cloud. La transazione, del valore di 60 milioni di dollari, permetterà all’azienda finlandese di focalizzarsi sul suo core business, ossia sulla sicurezza su internet e in cloud.

    Poco più di un anno fa F-Secure presentò a Slush 2013 (ad Helsinki, dove eravamo presenti) il servizio di personal cloud, Younited. Ebbene, è di oggi la notizia che l’azienda finlandese, leader globale nel suo settore, ha venduto Younited all’azienda americana Synchronoss, tra i leader nella fornitura di servizi in cloud, per la cifra di 60 milioni di dollari in contanti. L’accordo permetterà a F-Secure, in un’epoca di crescenti attacchi informatici, di rifocalizzare i propri sforzi sul suo core business, quindi su soluzioni per la sicurezza e la privacy basate su cloud.

    Younited è un servizio in cloud che permette agli utenti, e anche alle aziende, di salvare immagini, documenti, video in maniera assolutamente sicura.

    Come parte dell’accordo, F-Secure e Synchronoss collaboreranno per vendere servizi di personal cloud e security ai carrier e agli operatori di telefonia fissa. Synchronoss potrà integrare e vendere i prodotti di sicurezza di F-Secure come parte della sua offerta di personal cloud, dando a F-Secure l’opportunità di vendere i suoi prodotti di sicurezza e privacy ad ancora più operatori nel mondo. F-Secure e Synchronoss insieme offrono le loro soluzioni a quasi il 100% dei maggiori operatori nel mondo sia in Nord che Sud America, così come in Europa e nell’area Asia-Pacifico. Il mercato di consumatori raggiunti dalle due aziende va oltre i 3,5 miliardi di abbonati.

    Il nostro servizio di personal cloud ha avuto successo e rappresenta un’area affascinante. Ma dato che nel mondo si stanno verificando attacchi informatici sempre più sofisticati, e dal momento che saremo sempre più connessi col diffondersi dell’Internet of Things, sentiamo l’esigenza di raddoppiare i nostri sforzi verso la sicurezza,” così commenta Christian Fredrikson, Presidente e CEO di F-Secure. “Freedome, la nostra app per sicurezza e privacy accessibili con un solo pulsante, è il nostro prodotto consumer con il più veloce tasso di crescita e vogliamo continuare con entusiasmo a lanciare molte altre soluzioni innovative per rendere sicura la vita delle persone e delle aziende con tecnologie all’avanguardia basate su cloud.”

    La chiusura dell’accordo è prevista per la fine di febbraio.

  • Data Privacy Day, ecco alcuni consigli per difendere i dati

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    In occasione del Data Privacy Day, F-Secure ci offre alcuni preziosi consigli per difendere i nostri dati personali. E comunque c’è bisogno di più rispetto.

    Oggi le aziende conoscono gli utenti più di quanto accadeva solo qualche anno fa e spesso gli stessi clienti non sono a conoscenza di come esse trattano i loro dati. In occasione del Data Privacy Day, F-Secure vuole condividere i suoi nuovi principi sulla privacy che definiscono come la multinazionale finlandese tratta i dati degli utenti. Siamo noi stessi oggi che diamo alle aziende accesso alle nostre informazioni personali e abitudini di acquisto come mai era accaduto prima. E questo avviene sia apertamente, ad esempio quando compiliamo un modulo su un sito web, che in altri modi di cui non siamo a conoscenza. Gli inserzionisti online tracciano i nostri click nel web e ottengono informazioni sui nostri interessi e preferenze. E attraverso queste informazioni costruiscono un profilo esteso e dettagliato su ognuno di noi. Le app che installiamo raccolgono ancora più informazioni su di noi. Con il risultato che viene diffusa una massa di dati digitali personali che diventa sempre più difficile da controllare.

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    Uno studio di Adroit Digital ha rivelato che il 58% di chi ha risposto non gradisce il fatto di dover fornire molte informazioni per ottenere offerte speciali o servizi dai retailer, mentre l’82% non apprezza che gli inserzionisti online abbiano così tante informazioni personali. Secondo un’indagine condotta da SAS, più del 69% di chi ha risposto è d’accordo che gli eventi recenti abbiano aumentato le loro preoccupazioni relativamente ai dati che le aziende hanno su di loro. L’85% degli utenti in un’indagine di F-Secure afferma di fare acquisti online solo da aziende che conoscono.

    Queste statistiche sono senza dubbio influenzate dai report recenti di violazioni di dati, ma anche dallo scetticismo su cosa le aziende e le organizzazioni possono fare con i dati che vengono loro affidati. La scorsa settimana, per esempio, gli americani sono rimasti scioccati dall’apprendere che il sito di assistenza sanitaria del governo aveva silenziosamente inviato i dati personali degli utenti ad aziende pubblicitarie e di analisi.

    E allora, in virtù di quanto abbiamo detto finora, conosciamo meglio quali sono questi consigli di F-Secure:

    • Verifica prima di connetterti. Se il rapporto che si sta per stabilire con un’azienda significa che si dovrà fornire loro un sacco di dati, allora è meglio controllare la loro policy o principi sulla privacy per capire come usano i dati degli utenti.
    • Scegli la privacy. Abilitare la modalità Privato o Incognito del browser in uso così che i siti visitati non possano usare cookies per identificarti.
    • Verifica le tue impostazioni. Con questa lista si possono controllare le impostazioni sulla privacy su tutti i siti più usati, da quelli di e-commerce ai social media. E’ stata redatta dalle persone che promuovono il Data Privacy Day.
    • Effettua ricerche con attenzione. Si può usare F-Secure Search, il motore di ricerca gratuito che garantisce che la tua cronologia di ricerca non sia archiviata da alcuna parte o collegata a te.
    • Resta informato. Con F-Secure App Permissions, si ricevono informazioni sui dati che stai fornendo alle app che hai installato sul tuo telefono.
    • Tieni a bada gli inserzionisti. Con F-Secure Freedome (consigliato da chi scrive) si può impedire agli inserzionisti online di seguirti nel web. L’app è disponibile anche in prova gratuita per 14 giorni.

    Allora, come vi ponete su questo tema e come lo affrontate? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

  • Nel dopo Snowden gli utenti più attenti alla Privacy

    Nel dopo Snowden gli utenti più attenti alla Privacy

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    Di recente Edward Snowden, colui che ha fatto conoscere al mondo lo scandalo della NSA, ha invitato gli utenti internet ad abbandonare Dropbox, Facebook e Google. Un’indagine di F-Secure ci dimostra infatti come molte persone siano davvero disposte a farlo per passare a servizi più sicuri

    Sulla scia dei consigli di Edward Snowden di passare da Dropbox, Facebook e Google a servizi che pongono una priorità elevata sulla sicurezza e la privacy, F-Secure sta rilasciando i risultati di un’indagine che mostrano come molta gente sia disposta a mettere in pratica questo suggerimento. L’indagine, che ha coinvolto 4800 persone in sei paesi (USA, UK, Francia, Germania, Brasile e Filippine), mostra anche che la maggior parte delle persone ha cambiato le proprie abitudini in Internet negli ultimi mesi proprio grazie alle problematiche emerse sulla privacy.

    In una recente videointervista rilasciata al “The New Yorker” l’11 ottobre scorso, Snowden ha messo in guardia gli spettatori affermando che servizi Internet come Dropbox, Facebook e Google sono pericolosi e dovrebbero essere evitati. Dall’indagine risulta infatti che il 53% degli intervistati sarebbe disposto a passare da servizi come Google verso servizi più attenti alla privacy per evitare di essere profilato mentre naviga in Internet. Il 56% ha confermato di essere diventato più attento nei confronti dei servizi Internet basati negli US nel corso dell’ultimo anno. Il 46% dichiara che sarebbe disposto a pagare per essere certo che nessun dato personale passi attraverso gli Usa. E il 70% si dice preoccupato relativamente al potenziale della sorveglianza di massa delle agenzie di intelligence nei Paesi in cui i propri dati possono passare.

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    Il 68% di chi ha risposto ha affermato che cerca di proteggere la propria privacy, almeno qualche volta, con la navigazione privata o anonima o criptando le comunicazioni. E il 57% ha dichiarato che non è d’accordo con aziende che usano i dati di profilazione in cambio dell’offerta di un servizio gratuito.

    Dall’indagine risulta anche che paesi come Germania, Brasile e le Filippine hanno mostrato alcuni dei più alti livelli di preoccupazione nei confronti della privacy. Quando è stato chiesto se avessero cambiato alcune delle loro abitudini su Internet nei mesi recenti a causa delle crescenti preoccupazioni nei confronti della privacy, una media del 56% delle persone ha risposto di sì: 45% in UK, 47% negli US, e 49% in Francia, e in misura ancora più elevata 60% in Germania e 67% in Brasile e nelle Filippine.

    Siete anche voi dello stesso parere? Raccontateci cosa ne pensate?

  • Utenti pericolosamente distratti quando usano Wi-fi pubbliche [Indagine]

    Utenti pericolosamente distratti quando usano Wi-fi pubbliche [Indagine]

    Un’indagine investigativa di F-Secure dimostra come gli utenti non facciano nulla per proteggersi da connessioni ‘Free Wi-Fi’ pubbliche. Nell’indagine indipendente supportata da Europol, i ricercatori hanno riscontrato che le persone espongono incautamente i loro dati personali tramite Wi-Fi pubblico e accettano con noncuranza termini e condizioni d’uso anche stravaganti

    Una nuova indagine investigativa di F-Secure condotta per le strade di Londra e che ha come protagonista il Wi-Fi, dimostra che le persone usano il Wi-Fi pubblico senza preoccuparsi della loro privacy. Durante l’esperimento, che ha visto la realizzazione di un hotspot Wi-Fi ‘fasullo’, utenti ignari hanno esposto il loro traffico Internet, i loro dati personali, il contenuto della posta elettronica, e hanno persino accettato una clausola incredibile che li obbligava a rinunciare al loro primo figlio in cambio dell’uso del Wi-Fi!

    Questa indagine indipendente, supportata da Europol, è stata condotta per conto di F-Secure dal Cyber Security Research Institute (UK) e dall’azienda tedesca SySS, specializzata in test di penetrazione. Per l’esperimento, SySS ha costruito un access point Wi-Fi portatile usando componenti che richiedono poco know-how tecnico per un costo totale di circa 200 euro. I ricercatori hanno posizionato il dispositivo in quartieri di spicco del mondo politico ed economico londinese. Hanno poi osservato come le persone si connettevano, ignare del fatto che la loro attività Internet veniva spiata.

    In 30 minuti, 250 dispositivi si sono connessi all’hotspot, la maggior parte di questi probabilmente in modo automatico senza che l’utente si sia accorto. 33 persone hanno generato traffico Internet effettuando ricerche sul web e inviando dati ed email. Sono stati catturati 32 MB di traffico (e subito distrutti nell’interesse della privacy degli utenti). E, scoperta sorprendente che sottolinea la necessità di tecniche di criptazione, i ricercatori hanno visto che il testo di email inviate su reti POP3 potrebbe essere letto, così come l’indirizzo del mittente e del destinatario, e anche la password del mittente.

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    Per un breve lasso di tempo, i ricercatori hanno anche introdotto una pagina di Termini e Condizioni in cui si richiedeva di ‘accettare’ quanto scritto per poter usare l’hotspot. I Termini e le Condizioni contenevano anche una clausola indecente che obbligava l’utente a rinunciare al primo figlio o all’animale domestico più caro in cambio dell’uso del Wi-Fi.  In totale, 6 persone hanno accettato i Termini e le Condizioni d’uso prima della disabilitazione di quella pagina. Questa clausola testimonia la mancanza di attenzione che le persone tipicamente prestano alla pagina dei Termini e delle Condizioni d’utilizzo, che spesso sono troppo lunghe da leggere e difficili da comprendere.

    Amiamo tutti usare il Wi-Fi pubblico per risparmiare sul traffico di roaming o dati,” dice Sean Sullivan, Security Advisor di F-Secure, che ha preso parte all’esperimento. “Ma come mostra la nostra prova sul campo, è fin troppo facile per chiunque impostare un hotspot, dargli un nome credibile, e spiare l’attività internet delle persone.”

    Per quanto riguarda hotspot forniti da una fonte legittima, anche quelli non sono sicuri, prosegue Sullivan. Anche se non sono responsabili dell’hotspot, i criminali possono utilizzare strumenti ‘sniffer’ (capaci di raccogliere informazioni che viaggiano su una rete) per curiosare cosa stanno facendo gli altri.

    Quale sarebbe allora la soluzione? Stare lontani dal Wi-Fi pubblico o usare soluzioni di sicurezza per il Wi-Fi. Con queste soluzioni, la vostra connessione è invisibile sulla rete Wi-Fi e i vostri dati risultano illeggibili grazie alla criptazione. Così anche se qualcuno ci prova, non riuscirà ad attingere ai vostri dati.

    E tra queste soluzioni, ovviamente, c’è F-Secure Freedome, soluzione che conosciamo bene, ottimaper la sicurezza del Wi-Fi, o VPN, che crea una connessione sicura e criptata dal vostro dispositivo e vi protegge da curiosi e spie, ovunque voi andiate e qualsiasi Wi-Fi usiate.

    Anche voi siete utenti distratti di wi-fi pubbliche? Raccontateci cosa pensate della ricerca e, se volete, anche la vostra esperienza.

  • I Contenuti devono essere sempre disponibili per gli utenti, anche in vacanza

    I Contenuti devono essere sempre disponibili per gli utenti, anche in vacanza

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    Un recente sondaggio di F-Secure ha dimostrato che gli utenti vogliono accedere sempre ai loro contenuti, anche quando si trovano in vacanza. Immagazzinare e rivedere le foto scattate o ascoltare la propria musica preferita, diventa un’esigenza anche in momenti di svago e necessita quindi di strumenti adeguati

    Abbiamo spesso raccontato qui sul nostro blog di quanto e come il mobile sia sempre più parte delle nostre vite, i dispositivi mobili sono ormai una parte integrante delle nostre giornate. Non solo servono per telefonare, ma anche per scattare immagini che amiamo poi rivedere. Sappiamo bene che i dispositivi mobili non sono dotati di spazi di memoria molto grandi, anche se le dotazioni dei dispositivi di ultima generazione sono piuttosto capienti, ma sempre di più aumenta l’esigenza di avere strumenti, specie in cloud, che ci aiutano a risolvere questo problema e ci permettono quindi di rivedere le nostre foto quando vogliamo, anche in vacanza.

    Un recente sondaggio di F-Secure ha infatti dimostrato che gli utenti vogliono accedere sempre ai loro file da mobile anche quando si trovano in vacanza. E visto che ormai l’Estate è alle porte, immaginiamo che siano in tanti a porsi questo tipo di problema. Intanto nel sondaggio, il 94% di chi ha risposto ha dichiarato di fare foto digitali mentre è in viaggio. Nonostante smartphone e tablet siano formidabili per fare foto e filmati, esistono altri modi in cui questi dispositivi possono aiutarvi a rendere veramente esaltanti le vostre avventure estive, dalla pianificazione iniziale fino a quando se ne rivivono i ricordi.

    Al sondaggio hanno partecipato 224 utenti Internet nel mondo attraverso i canali social di F-Secure (Facebook, Twitter e Google Plus) e attraverso il blog Safe and Savvy; l’indagine è stata condotta tramite Surveygizmo nel mese di maggio 2014.

    L’86% degli intervistati vorrebbe accedere dai propri dispositivi a tutti i file musicali, video, documenti e altri contenuti durante le vacanze. In questo caso, un servizio di “group collaboration” accessibile da ogni dispositivo potrebbe essere la soluzione perfetta per essere certi che ognuno partecipi alla pianificazione di destinazioni e attività. Ebbene:

    • il 45% ha dichiarato di salvare o sincronizzare le proprie foto su un servizio cloud;
    • il 55% le tiene sulla propria fotocamera o smartphone e le trasferisce o carica su un altro storage successivamente;
    • il 33% ha dichiarato di aver perso foto e video che erano stati salvati sui propri dispositivi (smartphone e tablet) ma senza backup;
    • solo il 37% ha affermato di sentirsi a proprio agio nel condividerle su Facebook.

    Una soluzione potrebbe essere proprio quella di F-Secure, cioè Younited, il servizio di cloud storage che abbiamo avuto modo di conoscere in anteprima a Helsinki nel novembre scorso. Con Younited, che nel frattempo è stata migliorata ancora, potete:

    • pianificare le vostre avventure insieme agli altri. La nuova funzionalità Group Spaces di younited consente ad amici e familiari di collaborare per organizzare e pianificare viaggi o eventi. In Group Spaces si possono riunire file di qualsiasi tipo e lavorarci in modo collaborativo mentre sono archiviati in un unico posto sicuro. La funzione Group Spaces usa esclusivamente lo spazio di archiviazione dell’account host.
    • accedere ai contenuti mentre siete in vacanza. Salvare i propri contenuti digitali su younited significa potervi accedere sempre, anche quando siete via. State andando a fare una corsetta e volete ascoltare la vostra musica preferita? Con younited per accedere ai vostri contenuti come se foste a casa!
    • mantenere al sicuro le foto delle vostre vacanze qualsiasi cosa accada. Gli imprevisti accadono, specialmente quando si è in vacanza. Anche se vi dovesse capitare di perdere o subire il furto del telefono, mettete al sicuro i vostri ricordi salvandoli su younited. Suggerimento: è possibile risparmiare sulle tariffe di roaming per il backup delle foto usando il wi-fi dell’hotel di notte. Ogni contenuto salvato su younited è criptato anche durante il trasferimento, quindi il salvataggio sarà sicuro anche se il wi-fi non dovesse esserlo.
    • condividere le foto con i vostri cari, in modo sicuro. Condividete le vostre esperienze in modo sicuro solo con chi volete. younited è particolarmente utile per chi non ama condividere foto su Facebook o su altri social network in quanto i vostri contenuti sono archiviati solo su younited e ciò che viene condiviso è un link alla foto.
    • creare un evento in cui ognuno possa dare il proprio contributo. Siete a un matrimonio, a un concerto o a un altro grande evento? Con younited Events per creare uno spazio dove tutti i partecipanti possano condividere le proprie foto, così da non perdere alcun particolare.

    Younited è disponibile gratuitamente o con abbonamenti Medium e Premium per sistemi operativi iOS, Android, Windows Phone 8, Windows e Mac, così come in versione web. Per Linux è disponibile ma non ufficialmente supportato. La versione gratuita offre tutte le funzionalità con 5 GB di spazio storage sicuro. La versione Medium espande la capacità di storage a 200 GB al costo di €74,99 all’anno, quella Premium arriva a 500GB per €120 all’anno.

    Younited Events è gratuito per tutti gli utenti. E’ disponibile come app scaricabile per iOS, Android e Windows Phone 8, e per desktop e notebook.

    Allora, se anche voi avete questo tipo do esigenza, provate younited, usatelo e poi fateci sapere cosa ne pensate.

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  • Il 43% dei lavoratori di piccole e medie imprese sono multi-screener

    Il 43% dei lavoratori di piccole e medie imprese sono multi-screener

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    Una recente indagine di F-Secure, “Digital Company Survey 2013”, rivela che quasi la metà dei lavoratori di piccole e medie imprese sono multi-screener, nel senso che utilizzano sia i Pc che i dispositivi mobili per svolgere la quotidiana attività lavorativa

    Sul nostro blog siamo soliti indagare come ci stiamo relazionando al Mobile che sempre di più interessa il nostro quotidiano. E, tra le tante conferme, da ultima abbiamo visto quanto rilevato da Audiweb evidenziando come nel 2013 29 milioni di italiani si sono connessi alla rete attraverso i propri dispositivi mobili, 22 milioni da smartphone e 7 milioni da tablet. Allora ci siamo chiesti, anche attraverso i vostri feedback e le vostre opinioni attorno a questi temi, quanto il mobile in effetti influenzi anche la nostra vita lavorativa. E per rispondere a questo quesito oggi vi proponiamo questo interessante sondaggio realizzato da F-Secure, una delle più importanti aziende a livello mondiale nella produzione di software antivirus, al quale hanno risposto 805 dipendenti di aziende con un massimo di 500 dipendenti, provenienti da Germania, Italia, Francia, UK, Svezia, Finlandia, Polonia e Stati Uniti, su argomenti come corporate security e servizi cloud. Il 67% degli intervistati erano uomini, mentre il 37% erano donne. Ma vediamo l’esito di questo sondaggio:

    • il 43% dei lavoratori di piccole-medie aziende sono multi-screener: usano un PC o un notebook così come i dispositivi mobili per lavorare quotidianamente;
    • le percentuali di multi-screener sono più elevate tra le aziende sotto i 50 dipendenti (63%), e più basse in aziende dai 50 ai 500 dipendenti (45%);
    • il 39% dei lavoratori usa dispositivi mobili forniti dall’azienda;
    • nelle realtà sotto i 50 dipendenti, l’uso di dispositivi mobili forniti dall’azienda è più elevato, 75%;
    • nelle aziende dai 50 ai 500 dipendenti la percentuale scende al 40%.
    • le aziende svedesi e finlandesi hanno le percentuali più elevate di dispositivi mobili, rispettivamente dal 50% e 47% dei lavoratori;
    • le aziende tedesche e statunitensi hanno invece il numero più basso di dispositivi mobili, 35% e 34%.
    • il 34% dei dipendenti lavora fuori ufficio o viaggia regolarmente.

    Anche in questo caso, questo numero è più elevato tra le aziende più piccole (50%), e scende al 35% per aziende dai 50 ai 500 dipendenti. Le aziende in Francia e UK hanno il numero più elevato di persone che lavorano fuori ufficio regolarmente, con il 43% e 40% rispettivamente.

    Oggi il posto di lavoro è sempre meno rappresentato da una scrivania in un ufficio, ma sempre più dalla mobilità che consente di essere ovunque e accedere e condividere informazioni in ogni momento” dice Miska Repo, Country Manager F-Secure Italia. “La produttività dipende dalla sincronizzazione e cooperazione tra le persone ovunque esse si trovino. Così come per gli utenti consumer, F-Secure fornisce sicurezza per questi ‘nuovi’ ambienti lavorativi e i loro dispositivi, oltre a servizi di ‘content collaboration’ per il frenetico mondo aziendale. Perché le idee uniche di un’azienda devono essere protette e anche accessibili”.

    F-Secure fa sapere, a questo proposito, che presto lancerà una soluzione per la condivisione dei contenuti dedicata alle PMI, che permetterà di migliorare la produttività e flessibilità aiutando così le aziende a rispondere alle esigenze del futuro.

    Allora, che ne pensate di questo sondaggio? Vi riconoscete in questi dati? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza diretta.

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  • Younited, il nuovo servizio di Personal Cloud con un occhio alla privacy

    Younited, il nuovo servizio di Personal Cloud con un occhio alla privacy

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    Younited il nuovo servizio di storage in cloud firmato F-Secure, leader mondiale per la sicurezza oggi non solo su pc, è stato presentato a Slash 2013, uno dei più importanti startup event in Europa. La forza di Younited è proprio la garanzia della sicurezza dei contenuti e massima protezione della privacy

    [Da Helsinki] – E’ stato finalmente lanciato Younited, il nuovo servizio di storage in cloud che porta la firma di F-Secure, che ha da poco compiuto 25 anni, leader mondiale per quanto riguarda la sicurezza su pc e oggi anche su tutti i dispositivi mobili. Anticipato da una presentazione dedicata a blogger e giornalisti giunti a Helsinki da ogni parte d’Europa (noi eravamo tra questi), Younited, definito un servizio di Personal Cloud, è stato presentato oggi a Slush 2013, uno dei più importanti startup event sulla scena europea che si tiene proprio qui a Helsinki, da Pirkka Palomaki, CSO, Chief Strategy Officer, in F-Secure.

    Pirkka-Palomaki-F-Secure

    Come ben sapete anche voi che leggete questo blog, Younited non si presenta come una nuova assoluta nel settore, altri competitor sono prima di tutto Dropbox e SkyDrive, per citare i due servizi più conosciuti. Ma la particolartità di Younited è quella di permettere il personal cloud storage, quindi una conservazione dei dati in cloud, in modo da avere molte più garanzie in termini di sicurezza e protezione della privacy.

    Basato in Finlandia, Paese con ristrette normative sulla privacy e con una cultura della riservatezza molto forte, è stato concepito e progettato dai professionisti della security di F-Secure. Younited permette di riunire e aggregare su un’unica piattaforma on-the-cloud tutte le immagini, i video, i documenti e i contenuti che gli utenti salvano su diversi dispositivi (PC, tablet, smartphone, notebook) e sui servizi cloud, come quelli citati prima, fungendo così da cloud service aggregator. Questo permette agli utenti di accedere ai propri contenuti con qualunque dispositivo e ovunque ci si trovi da un unico sistema cloud sicuro e di scambiare i propri file con gli amici, la famiglia e i colleghi. Younited sta continuando ad aggiungere anche altri servizi cloud, per arrivare ad offrire agli utenti uno spazio di cloud storage praticamente illimitato. Ci permettiamo di sottolineare che Younited permette di immagazzinare anche quello che viene condiviso su Facebook, mettendolo in questo modo, “in sicurezza”.

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    Younited offre anche un’esperienza visiva nuova, coinvolgente e divertente per l’accesso ai contenuti da qualsiasi device (sia in modalità online che offline) e per la loro condivisione e organizzazione. Younited è compatibile con PC Windows, Mac, e su tutti dispositivi mobili: Android, iPhone e iPad, Windows Phone 8; è inoltre possibile accedere ai propri contenuti attraverso qualsiasi web browser.

    Parlavamo di Personal Cloud, ossia la capacità di archiviare e fare il back-up di file su un servizio online, condividere questi file con amici, familiari e colleghi e sincronizzare questi stessi file tra PC, tablet, smartphone e notebook, offrendo agli utenti l’accesso ai propri contenuti in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo e con qualsiasi dispositivo. Ciò che guida questa crescente domanda, ad oggi più di 500 milioni di persone nel mondo sono registrate a un servizio di Personal Cloud, è la crescita esplosiva della mobilità, dell’uso di più dispositivi e del volume di contenuti generati dagli utenti.

    Decine di migliaia di utenti finali e di piccole aziende, alla ricerca di maggiore sicurezza e protezione della privacy nel Cloud, si sono registrati su Younited molto prima del lancio ufficiale. Ciò dimostra che esiste una chiara richiesta da parte del mercato verso un’alternativa ai servizi di Personal Cloud basati negli USA. Questi servizi si basano infatti sulla fiducia, devi cioè confidare che siano sicuri. Tuttavia, questa fiducia è andata diminuendo nel corso del 2012 a seguito dell’emergere di un grandissimo numero di segnali d’allarme: si pensi ai report che parlano di una diffusione dei malware proprio attraverso servizi di Personal Cloud e alcuni metodi discutibili utilizzati dai servizi segreti nazionali per controllare e accedere ai dati online di cittadini rispettosi della legge.

    E’ giunto il momento per il mercato di una nuova alternativa europea agli attuali colossispiega Mikko Hypponen, Chief Research Officer in F-Secure. “Ciò di cui il mondo ha bisogno è un servizio di cloud storage che non sia soggetto all’accesso senza contollo dei servizi segreti.”

    Riteniamo che i servizi di Personal Cloud esistenti siano per lo più noiosi, con utilities dall’aspetto anni ’90 che sono utilizzate solo occasionalmente. Vogliamo cambiare tutto questo,”affermaTimo Laaksonen, Vice President di F-Secure Corporation. “Quel che vedete oggi in younited è già sfidante, ma è solo l’inizio. Stiamo lavorando a una serie di nuove funzionalità che renderanno ancora più esaltante l’esperienza per l’utente. Per esempio, lanceremo presto un modo completamente nuovo, divertente e incredibilmente facile per condividere video e immagini durante eventi con amici e familiari.”

    Younited è assolutamente un servizio interessante che forse ad un primo sguardo ai più sembrerebbe non offrire nulla di diverso rispetto agli altri servizi. Ma usandolo, si intuisce immediatamente l’attenzione alla sicurezza e alla privacy, e F-Secure in questo è un’assoluta garanzia. Quindi non più un servizio basato sulla fiducia, ma sulla sicurezza. Il fatto di immagazzinare i propri dati restando sicuri che questi possano essere condivisi con un occhio alla privacy è certamente il punto di forza.

    Il servizio in questi giorni è gratuito fino ad uno spazio di 10 GB, saranno poi 5 GB da gennaio 2014, quando il servizio verrà lanciato in maniera massiccia.

    Altre modalità, a pagamento, sono: Medium, 200 GB di spazio a € 74,99 all’anno e Premium, € 120,00 all’anno.

    Ovviamente continueremo a parlarvene e a monitorare gli sviluppi del servizio.

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  • F-secure, 25 anni di storia col sogno di proteggere il mondo dai virus

    F-secure, 25 anni di storia col sogno di proteggere il mondo dai virus

    F-Secure compie 25 anni e per l’occasione l’azienda, fondata nel 1988 da Risto Siilasmaa e Petri Allas, lancia una pagina dedicata per ripercorrere le tappe della storia dell’azienda e dei virus e malware contro cui ha combattuto in tutti questi anni. Sempre nella stessa pagina trovate anche il gioco esclusivo “Virus Removal Challenge Game” per divertirvi a combattere i virus

    Qual è la più grande innovazione in campo software degli ultimi 25 anni? Secondo il 61% delle persone è il Web. E per quanto riguarda l’hardware? Per il 43% è lo smartphone. Se si investiga poi sull’aspetto più seccante legato ai computer, allora il 63% indica virus e malware (dati basati su una ricerca condotta su 495 utenti di Internet, intervistati tra il 2 e il 31 dicembre 2012 via Facebook, Twitter e blog F-Secure “Safe and Savvy” attraverso Surveygizmo). F-Secure è da sempre delle continue evoluzioni tecnologiche, di Internet e dei pericoli connessi e oggi festeggia i 25 anni dalla sua fondazione. In tutti questi anni, l’azienda si è dedicata a studiare e combattere il mondo dei malware, per offrire a chiunque usi la rete, i PC e i dispositivi mobili un mondo protetto e sicuro.

    Quando è nata F-Secure, i virus informatici erano ancora qualcosa di abbastanza raro”, ha spiegato Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure che lavora presso l’azienda da oltre 22 anni. “A quei tempi, la maggior parte dei virus viaggiava ancora su floppy disk, mentre oggi questi si propagano attraverso Internet, rendendo il mercato ancora più complesso e sempre interessante”.

    Il 1988 è stato l’anno di Morris, il primo worm ad ampia diffusione via Internet. Quell’anno, in un appartamento a Helsinki in Finlandia, è nata un’azienda chiamata Data Fellows, oggi conosciuta come F-Secure, che in tutto il mondo protegge milioni di persone, le loro identità e dati sensibili dalle odierne sofisticate forme di malware.

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    I fondatori di F-Secure, Risto Siilasmaa e Petri Allas, avevano due sogni per la realtà che stavano creando: costruire una grande azienda e realizzare prodotti grandiosi capaci di sorprendere e soddisfare gli utenti. In 25 anni, F-Secure è cresciuta fino a trasformarsi in una multinazionale con 1000 dipendenti sparsi in 20 paesi e ha ottenuto di numerosi riconoscimenti per i propri prodotti, a conferma che il sogno di Risto e Petri è diventato realtà.

    I 25 anni di F-Secure sono stati pieni di innovazioni. L’azienda ha realizzato il primo sito al mondo dedicato alla sicurezza informatica, ha creato il primo antivirus ‘real-time’ per i PC portatili Windows, ha sviluppato la scansione euristica dei virus e la prima soluzione di sicurezza integrata e regolata dalle policy. Inoltre, già nel lontano 2002 ha creato una soluzione di sicurezza per mobile per un telefono Nokia. E’ stata poi la prima azienda di antivirus ad avere sviluppato una tecnologia per il rilevamento dei rootkit e ad essere pioniera nel ‘Security as a Service’ per le aziende, diventando anche leader mondiale nel mercato per i servizi di sicurezza agli operatori. Oggi F-Secure è all’avanguardia nei servizi sicuri per il content cloud.

    “Negli ultimi 25 anni abbiamo sviluppato la migliore protezione per Internet al mondo”, ha affermato Christian Fredrikson, CEO di F-Secure. “Ma siamo ancora all’inizio della nostra storia come azienda. La sicurezza si sta spostando nel cloud, dove oggi le persone archiviano i propri dati e il futuro è la mobilità. Siamo pronti per cavalcare l’onda, certi che i prossimi 25 anni saranno i migliori per la nostra storia aziendale”.

    Il successo di F-Secure risiede in parte nella passione che ha da sempre ispirato il team ad andare sempre oltre. Per esempio, Mikko Hypponen 2 anni fa ha individuato un altro 25° anniversario: quello di Brain, il primo virus per PC. L’interesse di Hypponen sulle origini del virus, l’ha portato nel 2011 a fare un viaggio in Pakistan alla ricerca dell’autore di questo virus, un viaggio raccontato nel video “Brain: alla ricerca del primo virus per PC in Pakistan”. Proprio questa passione è la stessa che ha portato F-Secure ad allargare la propria competenza in sicurezza dagli antivirus tradizionali alla protezione dei contenuti personali, del profilo Facebook e dell’online banking, fino a sviluppare una nuova funzionalità per la gestione delle patch per le aziende. La sfida è appena cominciata e F-Secure è determinata a stupirci ancora con molti altri nuovi prodotti!

    Per festeggiare i 25 anni, F-Secure ha creato una pagina dedicata all’anniversario con la cronistoria dell’azienda e dei virus e malware contro cui ha combattuto in tutti questi anni: http://campaigns.f-secure.com/happybday/. All’interno della pagina, sono disponibili alcuni video e l’esclusivo gioco online “ Virus Removal Challenge Game creati appositamente in occasione dell’anniversario F-Secure.