Tag: Flipboard

  • Flipboard, dopo la violazione ripristina la password in automatico

    Flipboard, dopo la violazione ripristina la password in automatico

    Anche Flipboard è stata presa di mira dagli hacker e, dopo aver scoperto la violazione della piattaforma che conta oltre 145 milioni di utenti, ha provveduto in automatico ad impostare una nuova password. La violazione è avvenuta tra 2 giugno 2018 e il 23 marzo 2019 e tra il 21 e 22 aprile 2019. I dati rubati sono nomi e cognomi degli utenti e indirizzi e-mail.

    Anche Flipboard è finita nel mirino degli hacker. Nei giorni scorsi la società che gestisce la piattaforma di aggregazione di notizie, che permette di creare dei veri e propri magazine social, ha comunicato di aver subito una violazione da parte di criminali informatici in due diversi momenti. Il primo tra il 2 giugno 2018 e il 23 marzo 2019 e, il secondo molto più recente, tra il 21 e 22 aprile 2019. Flipboard è un aggregatore molto usato, la sua community conta oltre 145 milioni di utenti a livello globale. I dati trafugati dagli hacker sono i nomi e cognomi degli utenti e, ovviamente, gli indirizzi e-mail. La società, che ha sede a Palo Alto, in California, ha comunicato di aver allertato le autorità locali e anche un’azienda di investigazioni la quale ha riscontrato il periodo in cui sono avvenute le violazioni e il fatto che gli hacker hanno avuto accesso a database “contenenti informazioni sugli utenti“.

    L’aziena, in misura eccezionale e per adottare una prima misura contro questa violazione, ha provveduto ad impostare in modo automatico una nuova password a tutti gli utenti. In un comunicato Flipboard spiega che, tra i dati rubati, ci sono anche le “password protette cripto-graficamente”.

    flipboard violazione

    Flipboard ha sempre protetto le password cripto-graficamente usando una tecnica conosciuta da esperti della sicurezza come ‘salted hashing’. Il vantaggio di fare l’hashing delle password consiste nel non dover mai salvare le password in formato di testo. Inoltre, usare un sale esclusivo per ogni password in combinazione con gli algoritmi di hashing, rende molto difficile e richiede significative risorse informatiche per craccare le password crittate. Se avete creato o cambiato la password dopo il 14 marzo 2012, questa è stata criptata con una funzione che si chiama bcrypt. Se non è stata cambiata la password dopo tale data, era stata criptata con sale SHA-1.“.

    Il problema, in realtà, è se avete usato la piattaforma loggandovi con account di terze parti, come Facebook, ad esempio, anche se su questo Flipboard rassicura di non aver riscontrato nulla di particolare. “I database possono aver contenuto token digitali usati per connettere il proprio account Flipboard a tale account di terzi. Non abbiamo riscontrato nessuna prova che la persona non autorizzata abbia avuto accesso all’account di terzi connesso al vostro account Flipboard. Come precauzione, abbiamo sostituito e cancellato tutti i token digitali“.

    Flipboard tiene anche a precisare di non “raccogliere dagli utenti i numeri di codice previdenziale o altri mezzi di identificazione emessi dal governo, numeri di conti bancari, carte di credito, o altre informazioni finanziarie, né questi sono stati coinvolti nell’incidente“.

    Al momento la situazione è sotto controllo e una volta che effettuerete l’accesso a Flipboard vi accorgerete che la piattaforma richiederà di aggiornare la password. A questo punto, tanto per essere più sicuri, se avete effettuato l’accesso con account di terze parti, sarebbe meglio impostare una nuova password anche sulla piattaforma che avete utilizzato. Se avete effettuato l’accesso con Facebook, allora sarebbe il caso di cambiarla anche lì.

    In ogni caso, Flipboard ha approntato una pagina di supporto con tutte le informazioni del caso.

  • Addio a Google Reader, ma le alternative ci sono

    Addio a Google Reader, ma le alternative ci sono

    [dropcap]G[/dropcap]oogle, a sorpresa, ha annunciato ieri la seconda fase di quelle che ha definito le”pulizie di primavera”. In pratica l’annuncio è la chiusura di una serie di servizi,  a partire dal 1° Luglio 2013, tra cui lo storico Google Reader. Grande dispiacere tra i tanti che lo usano, ma le alternative non mancano

    Da ieri sera, da quando si è diffusa la notizia, gli utenti del web oltre a seguire l’elezione di Papa Francesco I hanno anche cominciato a manifestare il loro grande dispiacere nell’apprendere che dal 1° Luglio 2013 Google Reader non sarà più attivo. Per tanti, se non per tutti, un vero fulmine a ciel sereno, come si dice, una notizia che ha colto tutti di sorpresa. In effetti, nell’annuncio dato sul blog ufficiale di Google non si parla solo di Google Reader, ma di altri servizi che verranno cessati, facenti parte di quella che è stata definita la seconda fase delle “pulizie di primavera“. In sostanza, è in atto una rivisitazione di quei servizi che a fronte dell’evoluzione degli scenari, potrebbero non essere più indispensabili. E nell’ottica di sviluppare sempre di più Google+, forse questa politica non dovrebbe più sorprendere.

    Google Reader, tra gli altri servizi, è quello più “vecchio”, forse meglio dire “storico”. Infatti è attivo dal 2005 e milioni di utenti per ricordare, raccogliere e i propri siti preferiti, per raccogliere le notizie più interessanti, hanno sempre usato questo servizio che si è sempre dimostrato prezioso. Come scritto nel post sul blog ufficiale di Google che ne annuncia la chiusura, Google Reader ha visto via via diminuire il numero degli utenti che lo usano e , in virtù dell’integrazione fatta con Google+ nel 2011, che aveva fatto infuriare tanti utenti, adesso la chiusura è definitiva. Per consentire il passaggio dei propri dati e abbonamenti, è possibile farlo con Google Takeout e conservare tutto quello che si è costruito nel corso degli anni su un altro servizio alternativo. E qui comincia il bello.

    Già perchè chi ha sempre usato Google Reader nona ha mai avuto l’esigenza di usare altro e adesso vive questa chiusura come una sorta di smarrimento. In realtà di alternative valide ce ne sono, Mashable ne ha raccolte alcune che potete trovare in questo post, anche C|Net prova a suggerire qualche alternativa.

    Se ci possiamo permettere di darvi qualche suggerimento, anche sulla base di quelle che in queste ore vengono segnalate, allora vi indichiamo anche noi Pulse, eccellente aggregatore, raccoglitore, facile da usare e con una forte propensione anche alla condivisione sui vari social network. Da poco ha attivato anche le “Highlights”, le notizie che gli utenti possono segnalate su Twitter, Facebook o Google+ e renderle visibili coi propri amici. Altra valida alternativa e certamente Flipboard e poi vi segnaliamo anche Feedly, davvero un bello strumento e anche questo facile da usare.

    Insomma, superato il momento di sconforto ci si guarda intorno e ci si accorge che le alternative ci sono e sono altrettanto valide, rimane il fatto che Google ha ormai puntato tutta la sua strategia nel cercare di rendere Google+ il centro di tutto. E voi che ne pensate?

    (image credits: thanks to fotolia.com)
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  • Pulse adesso è anche su web, con l’aiuto di Microsoft

    Pulse adesso è anche su web, con l’aiuto di Microsoft

    Pulse, la popolare mobile app, sia iOS che Android, un vero lettore di notizie, approda da oggi anche sul web, grazie anche all’aiuto di Microsoft. L’interfaccia con cui si presenta infatti somiglia molto nello stile a quello di Windows 8. Lanciata solo due anni fa, oggi conta già 15 milioni di utenti

    Pulse_webPulse, una delle più popolari mobile app, un vero e funzionale lettore di notizie, approda sul web con una versione che nello stile grafico richiama molto quello di Windows 8. E infatti nell’approdare da mobile a web, Akshay Kothari, CEO di Pulse, ha pensato di affidarsi a Microsoft per la sua esperienza, in particolare collaborando molto con i tecnici e designer di Pixel Lab. Questo passaggio, di solito accade il contrario, cioè da web a mobile, avviene nel moneto in cui Pulse conta 15 milioni di utenti, il doppio del suo diretto concorrente, Flipboard, che ne conta 8 milioni secondo fonti molto accreditate.

    L’applicazione web rimane molto simile a quella mobile, cosa molto utile è che l’utente ha la possibilità quindi di estendere e di continuare a tenersi sempre aggiornate con le proprie fonti già registrate sul proprio account. Come nella versione mobile, gli utenti hanno la possibilità di accedere ai feed già preimpostati secondo diverse categorie oppure impostarne di propri. Dal punto di vista grafico le fonti sono a sinistra e le storie sono racchiuse in un bel layout dinamico. Le notizie adesso cambiano dimensioni, allargandosi, in base alla popolarità tra gli utenti.

    E’ ovvio che la differenza con la versione mobile si vede. Adesso le notizie sono più estese, l’applicazione offre un’usabilità maggiore rispetto a quella mobile, progettata per l’efficacia e la concretezza. Nella versione web ci si è permesso qualche lusso in più avendone la possibilità, grazie proprio a Microsoft. In pratica nello sviluppare la app, Microsfot ha trovato il modo di sperimentare, nuove tecniche che saranno presenti nella nuova versione di Internet Explorer 10 e proprio Pulse ne sarà il testimone. Il video che vedete illustra proprio questo.

    Di solito come dicevamo prima, si assiste al passaggio contrario, cioè si crea una mobile app, partendo da un progetto web avviato. In questo caso accade il contrario e i rischi erano davvero tanti. Si perchè progettare applicazione mobili è relativamente più semplice, per iOS o per Android, una web app è molto più difficile proprio per il fatto di adeguarla a diversi browser e sistemi operativi.

    Comunque il risultato è davvero interessante se e non l’avete ancora usata in versione mobile, potete cominciare ad usarla adesso.

  • Twitter modifica le API. LinkedIn la prima vittima, il prossimo?

    Twitter modifica le API. LinkedIn la prima vittima, il prossimo?

    Dopo tre anni di partnership, da ieri non ci sono più aggiornamenti automatici degli account tra Twitter e LinkedIn. Per molti risultava comodo postare un messaggio su Twitter e mostrarlo anche sul proprio profilo di LinkedIn, ma ormai non sarà più possibile

    Twitter LinkedInPer qualcuno questa notizia non sarà proprio una bella notizia, infatti postare un messaggio e vederselo pubblicato automaticamente sia su Twitter che su LinkedIn era abbastanza comodo. Si condivideva in maniera appunto automatica. Per altri, invece, questa è una bella notizia, in quanto non tutti amavano questo tipo di condivisione. Per il fatto che spesso su Twitter è più facile scrivere cose che non c’entrano nulla con il proprio profilo su LinkedIn che ricordiamo essere un social business network. Insomma, dopo tre anni, tutto infatti era iniziato nel 2009, finisce questa pratica, molto diffusa sui social network. La notizia viene data da Michael Sippey sul blog per gli sviluppatori di Twitter dove afferma che “Twitter focalizzerà i suoi sforzi per un’esperienza più diretta con prodotti e strumenti più coerenti”. (altro…)