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  • In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura

    In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura

    La Procura di Parigi ha perquisito gli uffici francesi di X e convocato Elon Musk e l’ex CEO Linda Yaccarino per il 20 aprile. L’inchiesta, avviata nel gennaio 2025, si è allargata a Grok e ai deepfake sessuali. È la prima volta che un proprietario di una grande piattaforma viene convocato dalla giustizia di uno Stato membro UE.

    Martedì 3 febbraio 2026, la sezione per la lotta al cybercrimine della Procura di Parigi ha perquisito la sede francese di X, la piattaforma di Elon Musk. L’operazione, condotta in collaborazione con la Gendarmeria nazionale ed Europol, rappresenta il passaggio più concreto di un’inchiesta che va avanti da oltre un anno. E che ora chiama in causa direttamente il proprietario della piattaforma.

    Musk e Linda Yaccarino, che è stata CEO di X dal 2023 al 2025, sono stati convocati per un’audizione libera il prossimo 20 aprile 2026. La Procura li ha citati rispettivamente come “gestore di fatto” e “gestore di diritto” della piattaforma. Durante la stessa settimana saranno ascoltati anche altri dipendenti di X come testimoni.

    Il caso di oggi rappresenta un fatto senza precedenti. Mai prima d’ora il proprietario di una delle maggiori piattaforme digitali al mondo era stato convocato dalla giustizia di uno Stato membro dell’Unione Europea.

    X in Francia, come nasce l’inchiesta

    L’indagine della magistratura francese ha origine nel 2025, quando il deputato Éric Bothorel, esponente del partito Renaissance di Emmanuel Macron e specializzato in cybersicurezza, ha presentato una segnalazione formale alla Procura di Parigi.

    Nel suo esposto, Bothorel denunciava le modifiche apportate all’algoritmo di X dopo l’acquisizione da parte di Musk nel 2022, sostenendo che tali cambiamenti favorissero la diffusione di informazioni false e contenuti polarizzanti. Stiamo parlando delle modifiche apportate e rese visibili dall’agosto del 2023.

    Bothorel aveva osservato una “riduzione della diversità delle voci e delle opzioni” sulla piattaforma, che si sarebbe allontanata dall’obiettivo di garantire un ambiente sicuro e rispettoso. Contestava inoltre l’assenza di chiarezza sui criteri che hanno guidato i cambiamenti algoritmici e gli interventi personali di Musk nella gestione della piattaforma.

    Bothorel attraverso questa denuncia rendeva concreta quella che era una sensazione di molti utenti sulla piattaforma.

    Una seconda segnalazione è arrivata da un alto funzionario della cybersicurezza pubblica francese, che ha denunciato come l’algoritmo di X proponesse “enormi contenuti politici di incitamento all’odio, razzisti, anti-LGBT+ e omofobi, puntando a orientare il dibattito democratico in Francia“.

    La Gendarmeria nazionale è stata incaricata delle indagini il 9 luglio 2025, con l’apertura formale del procedimento per “alterazione del funzionamento di un sistema di trattamento automatizzato di dati in banda organizzata“.

    In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura
    In Francia perquisita la sede di X e Musk convocato in Procura

    L’allargamento delle indagini a Grok e ai deepfake

    L’inchiesta non si è fermata agli algoritmi. A gennaio 2026, la Procura di Parigi ha ampliato il fascicolo dopo ulteriori segnalazioni relative al funzionamento di Grok, l’intelligenza artificiale sviluppata da xAI e integrata nella piattaforma X.

    Grok è finito al centro di uno scandalo internazionale per la generazione di deepfake sessualmente espliciti. Secondo un’analisi del Center for Countering Digital Hate, organizzazione no-profit britannica, tra il 29 dicembre 2025 e il 9 gennaio 2026 sono state prodotte o modificate circa 3 milioni di immagini sessualmente esplicite raffiguranti persone reali senza il loro consenso. Di queste, circa 23.000 avevano come soggetto dei minori.

    I numeri sono impressionanti. In soli 11 giorni, Grok avrebbe generato contenuti a sfondo sessuale in media ogni pochi secondi e materiale che coinvolgeva minori circa una volta ogni 41 secondi.

    La risposta di xAI è arrivata a tappe. Il 9 gennaio la possibilità di “spogliare” persone reali con Grok è stata limitata agli abbonati premium. Il 14 gennaio, dopo le proteste di governi e istituzioni di diversi Paesi, la restrizione è stata estesa a tutti gli utenti. Ma i test condotti da diverse testate giornalistiche hanno mostrato che alcune funzionalità problematiche restano aggirabili.

    C’è poi un altro elemento che ha contribuito all’ampliamento dell’inchiesta. A novembre 2025, Grok aveva generato un post in lingua francese che metteva in dubbio l’uso delle camere a gas ad Auschwitz, riproponendo uno dei più tossici cliché della propaganda negazionista. Il contenuto è rimasto online per quasi tre giorni, raggiungendo oltre un milione di visualizzazioni prima di essere rimosso.

    X e l’indagine in Francia, i capi d’accusa

    Il comunicato della Procura di Parigi elenca i reati su cui verte l’indagine. L’elenco è lungo e tocca diversi ambiti del diritto francese.

    Si va dalla complicità nella detenzione e nella diffusione di immagini pedopornografiche alla lesione del diritto all’immagine della persona tramite deepfake a carattere sessuale.

    Compare poi la contestazione di crimini contro l’umanità, che in Francia rappresenta il reato di negazionismo.

    L’inchiesta riguarda anche l’estrazione fraudolenta di dati e l’alterazione del funzionamento di un sistema di trattamento automatizzato, entrambi in associazione a delinquere.

    Infine, c’è la gestione illegale di una piattaforma online, sempre in associazione a delinquere.

    È importante precisare che si tratta di un’audizione libera, non di un fermo. Musk e Yaccarino sono stati convocati per esporre la loro posizione sui fatti e illustrare le eventuali misure di conformità previste. La procuratrice Laure Beccuau ha definito l’approccio “costruttivo”, sottolineando che l’obiettivo ultimo è garantire la conformità della piattaforma alle leggi francesi.

    La sede perquisita di X e le competenze giurisdizionali

    Gli uffici perquisiti si trovano a Parigi e ospitano principalmente i servizi di comunicazione e pubbliche relazioni di X per il mercato francese. La sede giuridica della società si trova in Irlanda, dove X risulta stabilita ai fini del Digital Services Act europeo.

    Questo solleva una questione rilevante. L’inchiesta francese procede sul piano del diritto penale nazionale, parallelamente alle procedure che la Commissione Europea sta conducendo ai sensi del DSA. Sono due binari distinti che possono procedere in modo indipendente.

    Un dettaglio significativo emerge dalla risposta della stessa Procura di Parigi. L’ufficio ha comunicato che abbandonerà X come canale ufficiale di comunicazione, spostando le proprie comunicazioni istituzionali su LinkedIn e Instagram.

    Il contesto europeo

    Questa perquisizione si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra X e le autorità europee. Come abbiamo raccontato su questo blog, il 5 dicembre 2025 la Commissione Europea ha inflitto a X la prima multa della storia ai sensi del Digital Services Act, pari a 120 milioni di euro per tre violazioni degli obblighi di trasparenza. X non rispettava le regole sul design ingannevole delle spunte blu, sulla trasparenza del registro pubblicitario e sull’accesso ai dati per i ricercatori.

    Il 26 gennaio 2026, la Commissione ha aperto una nuova indagine formale specificamente su Grok e sui deepfake sessuali. Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, ha definito i deepfake sessuali non consensuali di donne e bambini “una forma violenta e inaccettabile di degradazione”.

    L’indagine UE valuterà se X abbia violato gli articoli 34, 35 e 42 del DSA, che impongono alle grandi piattaforme di analizzare e mitigare i rischi sistemici prima di lanciare nuove funzionalità. La Commissione contesta in particolare il fatto che X non abbia trasmesso una valutazione ad hoc dei rischi prima di distribuire le funzionalità di Grok che hanno avuto un impatto critico sul profilo di rischio della piattaforma.

    Le implicazioni per l’Europa

    L’azione della Francia rappresenta un passaggio significativo nel rapporto tra piattaforme digitali e autorità nazionali europee. Come ricordato all’inizio, per la prima volta, uno Stato membro utilizza il proprio sistema giudiziario penale per chiamare in causa direttamente il proprietario di una grande piattaforma.

    Il deputato Bothorel, che ha dato avvio all’inchiesta con la sua segnalazione, ha commentato la perquisizione con un post su X nel quale ha scritto che “in Europa e in particolare in Francia, lo Stato di diritto significa che nessuno è al di sopra della legge e che i regolamenti europei, integrati nel diritto francese, sono vincolanti per tutti“.

    La vicenda potrebbe creare un precedente. Altri Paesi europei potrebbero sentirsi legittimati a investigare sulle pratiche di X e delle altre grandi piattaforme, aprendo una stagione di controlli più incisivi sul funzionamento degli algoritmi e sulla responsabilità delle piattaforme per i contenuti che ospitano e amplificano.

    Il contesto geopolitico rende tutto più delicato.

    Le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea sono già tese su diversi fronti, e Musk è diventato una figura centrale per l’amministrazione Trump.

    L’ex Commissario europeo Thierry Breton, che aveva guidato l’elaborazione del DSA, è stato inserito nella lista delle personalità a cui Washington ha vietato l’ingresso negli Stati Uniti proprio per il suo ruolo nella regolamentazione delle piattaforme digitali.

    X, Musk e il precedente in Brasile

    Questa vicenda richiama inevitabilmente quanto accaduto in Brasile tra aprile e ottobre 2024.

    Anche in quel caso, il confronto riguardava la richiesta di rimuovere account accusati di diffondere disinformazione e il rifiuto di Musk di conformarsi alle richieste del giudice Alexandre de Moraes. Anche allora, Musk aveva parlato di “censura” e “dittatura”, scatenando una campagna d’odio contro la Corte Suprema Federale brasiliana.

    Dopo il blocco totale della piattaforma, che aveva tagliato fuori oltre 22 milioni di utenti brasiliani, Musk fu costretto a cedere. Pagò oltre 5 milioni di dollari di multa, nominò un rappresentante legale locale e dalla piattaforma vennero rimossi gli account contestati.

    X era tornò online solo dopo aver rispettato tutte le condizioni poste dalla magistratura brasiliana.

    Il caso brasiliano ha dimostrato due cose. La prima è che quando uno Stato democratico è determinato a far rispettare le proprie leggi, anche il proprietario della piattaforma più influente del mondo alla fine si adegua.

    La seconda è che il prezzo del mancato adeguamento può essere molto alto, non solo in termini economici ma anche di perdita di utenti e danno reputazionale.

    L’approccio francesce, almeno per ora, è diverso, più graduale. Si procede con una perquisizione e una convocazione, non un ban immediato.

    Ma il messaggio di fondo è lo stesso che ho avuto modo di analizzare in quel caso: il rispetto delle leggi non è censura.

    E nessuna piattaforma, per quanto potente, può dichiararsi immune dalle regole che valgono per tutti coloro che operano sul territorio di uno Stato sovrano.

    Resta da capire se Musk seguirà lo stesso percorso del Brasile, cedendo alle richieste dopo un iniziale muro contro muro. Oppure se, forte della sua vicinanza all’amministrazione Trump, deciderà di irrigidirsi ulteriormente, trasformando il caso francese in uno scontro frontale tra Washington e l’Europa sulla regolamentazione delle piattaforme digitali.

    X e l’indagine in Francia, cosa aspettarci

    L’appuntamento del 20 aprile 2026 rappresenterà un momento chiave. Le audizioni di Musk e Yaccarino permetteranno agli inquirenti di valutare le posizioni della dirigenza di X sui fatti contestati e le eventuali misure di adeguamento previste.

    Resta da capire se Musk si presenterà effettivamente a Parigi. L’audizione è “libera”, il che significa che non è obbligato a comparire. Ma la sua assenza avrebbe un significato politico notevole e potrebbe influenzare l’evoluzione del procedimento.

    L’inchiesta francese procede in parallelo a quella della Commissione Europea. Sono due livelli di enforcement distinti, il diritto penale nazionale e la regolamentazione europea sulle piattaforme, che convergono sullo stesso obiettivo: verificare se X rispetti le regole che valgono per tutti coloro che operano sul territorio europeo.

    È un test importante per l’Europa. La capacità di far rispettare le proprie leggi alle grandi piattaforme digitali, anche quando sono di proprietà dell’uomo più ricco del mondo, definirà la credibilità del quadro normativo che l’Unione si è data negli ultimi anni. E la Francia, con questa perquisizione e con la convocazione di Musk, ha scelto di posizionarsi in prima linea.

  • E Payleven adesso parte alla conquista della Francia

    E Payleven adesso parte alla conquista della Francia

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    payleven, il sistema che trasforma Smartphone e Tablet in un POS per i pagamenti con carta, continua a crescere in Europa. Dopo la Spagna nel mese scorso, oggi è la volta della Francia dove comincerà a distribuire il suo dispositivo innovativo. Altra novità è che sempre da oggi payleven abbassa il prezzo del dispositivo

    Il mese scorso vi parlavamo di payleven che approdava nel mercato spagnolo diventando il nono paese europeo su cui la startup, nata nel 2012, opera. Ma oggi la crescita di payleven in Europa continua e sono già dieci i paesi in cui è presente.

    Infatti, payleven, leader dei pagamenti mobili, annuncia oggi la sua entrata nel mercato francese. La soluzione di payleven per i pagamenti in mobilità tramite carta metterà piede in Francia con una fase test che però comprenderà tutte le caratteristiche e i benefici del prodotto. Questo darà la possibilità per la prima volta agli esercenti francesi di accettare i pagamenti con carta senza costi fissi, senza lunghi e onerosi contratti e senza soglie minime di transato; il tutto solo grazie all’arrivo nel loro mercato di Chip & PIN di payleven, il lettore di carte con la validazione del PIN più sicuro sul mercato. payleven è particolarmente indicato per le piccole medie imprese e per chi ha un’attività in proprio: tassisti, gestori di ristoranti, venditori ambulanti dei mercati rionali o di quelli delle pulci ai fotografi o professionisti.

    Il lettore di carte si connette via Bluetooth al proprio smartphone/tablet regalando un’ampia varietà di funzioni e la massima mobilità possibile. Inoltre, il processo di registrazione è semplice e si conclude in pochi minuti. Il lettore di carte Chip & PIN è da oggi disponibile nel sito www.payleven.fr ad un prezzo lancio di 49€; sarà inoltre a breve distribuito da Apple Francia.

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    I pagamenti tramite carta sono molto popolari in Francia, coprono il 45% delle transazioni totali. L’intenzione di payleven è quella di favorire ulteriormente questo tipo di pagamenti oltre a dare la possibilità alle piccole medie imprese di accettare i pagamenti con carta o, se lo fanno già, di rendere l’operazione in sé più semplice ed efficiente”, spiega Konstantin Wolff, CEO e Fondatore di payleven.

    Ma i vantaggi non sono solo per la Francia. Infatti payleven da oggi abbassa il prezzo del suo dispositivo a solo 79€. Questo per andare sempre più incontro alle piccole e medie imprese dando loro la possibilità di trarre vantaggio il più possibile dal periodo natalizio e oltre.

  • Il doodle di Google è in cucina con Julia Child

    Il doodle di Google è in cucina con Julia Child

    Google, dopo la serie di doodle dedicati ai Giochi Olimpici di Londra, torna ad omaggiare personaggi che val la pena di celebrare per quello che hanno fatto. Ed è il caso del doodle culinario di oggi dedicato ai 100 anni della nascita di Julia Child, cuoca e scrittrice oltre che essere stata uno dei personaggi televisivi più famosi in America

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  • Le mappe online in Europa si consultano via smartphone

    Le mappe online in Europa si consultano via smartphone

    Nuova indagine di comScore rilasciata oggi che ha indagato l’uso delle mappe attraverso via mobile o via computer nei cinque principali mercati europei Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Il 35% degli utenti mobili consulta le mappe da smartphone, contro il 49% di quello che lo fanno via computer

    Mappe-via-mobilecomScore, leader mondiale nella misurazione di dati digitali, ha rilasciato oggi una panoramica sull’utilizzo e la consultazione delle mappe via mobile e via computer nei cinque principali mercati europei Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Lo studio mette in evidenza che il 35% degli utenti possessori di smartphone nei 5 paesi presi in esame ha effettuato l’accesso a mappe online nel mese di marzo 2012 attraverso il proprio dispositivo, rispetto al 49,6% degli utenti che ha effettuato l’accesso a mappe online dal proprio computer. Nei 5 principali mercati europei (EU5), il numero di utenti che accedono alle mappe online via smartphone è aumentato del 55% nell’ultimo anno, mentre l’accesso via computer la mappa è cresciuto solo dell’8%. In UK si registra l’accesso più alto a mappe online via mobile. (altro…)

  • Zalando, quando si parla di comprare online

    Zalando, quando si parla di comprare online

    Abbiamo sempre trattato di temi che riguardano lo shopping online, e-commerce argomenti che ci interessano molto. Ed oggi vogliamo parlarne citando un esempio molto valido come Zalando che sta conoscendo anche in Italia un grande successo. Se avete voglia di rinnovare il guardaroba allora questo è il posto giusto

    Zalando, scarpe e moda on lineLo shopping online è per definizione la possibilità di fare acquisiti in assoluta comodità e velocità ed essendo un argomento che amiamo trattare dal punto dei vista dei numeri, del fatto che sempre più italiani preferiscono fare acquisti on line, oggi vogliamo segnalarvi quello che secondo noi è un esempio di shopping on line comodo e veloce. Stiamo parlando di Zalando e sicuramente ne avete sentito parlare anche a proposito della campagna pubblicitaria che sta lanciando in questo periodo su web, stampa, tv.  Zalando, anche per dare qualche notizia sul brand, è un’azienda tedesca, nasce infatti in Germania nel 2008, e in poco tempo si afferma come leader nella vendita on line di scarpe e abbigliamento, oltre ad essere considerato una vera e propria istituzione dell’e-commerce. In Italia Zalando approda un anno fa, compleanno che ha compiuto proprio in questi giorni, dopo avere aperto sedi in Francia, Austria, Paesi Bassi e Regno Unito. (altro…)

  • La crescita di Pinterest in Europa. In Italia +794% [Infografica]

    La crescita di Pinterest in Europa. In Italia +794% [Infografica]

    Ritorniamo sull’argomento Pinterest che sta monopolizzando l’interesse del popolo web in Italia e nel resto d’Europa. Da questa infografica realizzata da Statista, vediamo che in Italia nel mese di gennaio 2012 Pinterest è cresciuto del 794%!

    Pinterest in Italia Gennaio_2012Ormai sul web italiano non si parla d’altro. Pinterest è ormai il social network su cui si sta registrando il maggior interesse da parte degli utenti web italiani. E fino ad ora non c’erano grandi prove di ciò che stiamo sostenendo. Ma oggi grazie all’infografica realizzata da Statista in collaborazione con Business Week su dati comScore, concentrata sul verificare la crescita di Pinterest in Germania, abbiamo qualche dato in più su cui ragionare. E in effetti c’è stato un bel salto, in pratica a gennaio 2012 Pinterest è cresciuto in Italia del 794%. Un risultato inferiore alla Spagna, +1348%, e alla Germania, +2956%.  (altro…)

  • Twitter e la censura, il caso di Nicolas Sarkozy

    Twitter e la censura, il caso di Nicolas Sarkozy

    Sta facendo molto discutere in Francia, e non solo, la chiusura da parte di Twitter di due account, @_nicolassarkozy e @SarkozyCaSuffit. La chiusura pare sia stata richiesta dallo staff del presidente francese appena sbarcato sul popolare sito di microblogging. Ma perchè? Era necessario?

    twitter-censoredDi recente si parla sempre più spesso di censura in riferimento a Twitter in particolare. Proprio nei giorni scorsi ha suscitato molte polemiche ma anche molte perplessità, l’annuncio da parte di Twitter della possibilità di procedere a censura in alcuni stati. Un annuncio che ha sorpreso proprio perchè proviene da uno dei siti al momento più in forte ascesa e perchè fino ad ora su questo sito la libertà di espressione o comunque la libertà di dire ciò che si pensa era sempre stata salvaguardata. A patto di non incorrere in qualche violazione grave del regolamento. E sembra tanto evidente che la messa in pratica di quell’annuncio non si è fatta attendere. Infatti, in Francia Nicolas Sarkozy, presidente e candidato alle prossime presidenziali da poco sbarcato su Twitter, fa chiudere 2 account, di cui uno in particolare, @_nicolassarkozy, attivo già da un anno, l’altro è @SarkozyCaSuffit. (altro…)

  • L’utilizzo di Internet in Europa, dati comScore Dicembre 2011

    L’utilizzo di Internet in Europa, dati comScore Dicembre 2011

    comScore ha rilasciato nei giorni scorsi i dati sull’utilizzo di Internet in Europa riferendosi al mese di dicembre 2011. La ricerca diffonde dati sulla penetrazione del banking online, in Olanda ha raggiunto il 66,3% della popolazione e il sito più visitato è quello di ING Group. 381,5 milioni i visitatori europei nel mese e l’Italia è un pò più lontana

    www_3Ancora una volta comScore ci offre dati interessanti sull’utilizzo in generale di Internet e ieri ha diffuso un comunicato con i risultati dell’utilizzo di Internet al mese di dicembre 2011 in Europa. Innanzitutto vale la pena evidenziare i dati sulla penetrazione del banking online. E si scopre che giusto in termini di penetrazione del servizio, l’Olanda è al primo posto con il 66,3% di coefficiente di penetrazione e il sito di banking online più diffuso e quello di ING Group. Tra i dati ingenerale sull’uso di Internet in Europa, 381,5 milioni sono stati i visitatori unici in Europa che hanno navigato nel mese di dicembre 2011 con una media di 27,5 ore per persona. L’Italia va un pò male, soprattutto per la media del tempo trascorso.

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  • Gli italiani tra email e social network [Infografica]

    Gli italiani tra email e social network [Infografica]

    Nuovo e interessante studio di ContactLab ‘Email Marketing Consumer Report’ in cui si evidenzia come gli utenti italiani mostrino un’attenzione particolare ai social network, condividendo, più dei vicini europei, gli argomenti più interessanti, come viaggi, lavoro e benessere tra quelli che ricevono in newsletter. Le donne sono quelle che diffondono di più offerte e promozioni

    social-emailAbbiamo già detto che gli utenti internet italiani siano email dipendenti. In media ricevono 22 mail al giorno, per un totale di oltre 700 mila su 63 milioni di caselle attive, più di due a testa. Ma forse quello che non sappiamo è che siamo iscritti in media a otto newsletter, che propongono perlo più offerte di viaggi e per il tempo libero, oltre che di lavoro. E che due volte su dieci ne condividiamo il contenuto con gli amici. Il nuovo approfondimento, disponibile qualche giorno su  http://www.contactlab.it/email-marketing-e-social-network, è la 3° edizione paneuropea dell’Email Marketing Consumer Report dedicato a Email & Social Network, realizzato da ContactLab su un campione statistico della popolazione europea con accesso a internet, rappresentativo di oltre 157 milioni di persone. La ricerca mette a confronto le abitudini e i comportamenti degli utenti di Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e Italia nell’utilizzo della posta elettronica e delle newsletter. (altro…)

  • I paesi più rappresentati su Twitter

    I paesi più rappresentati su Twitter

    Quali sono i paesi più rappresentati su Twitter? Facile rispondere Usa, ma la sorpresa è che al secondo posto si piazza il Brasile con 33,3 milioni di account superando il Giappone con 29,9 milioni di account. Nello studio di Semiocast nei primi 20 paesi non figura l’Italia

    twitter_world_thumbInteressante studio di Semiocast, società che è proprietaria di una propria piattaforma attraverso la quale ha provato a fare una sorta di geolocalizzazione degli account registrati su Twitter fino al 1° gennaio del 2012. E nonostante Twitter abbia ormai la sua base nel suo paese d’origine, gli Usa che guidano questa classifica di 20 con 107,7  milioni di account, c’è da registrare il secondo posto dove si piazza il Brasile con oltre 33 milioni di account e supera anche il Giappone che di account ne conta poco meno di 30 milioni. E va detto che al di là di questi numeri, quelli che twittano di più rimangono sempre i giapponesi e il Giappone è uno dei pochi paesi al mondo dove i visitatori unici al mese di Twitter sono superiori a quelli di Facebook. Uk primo paese europeo in questa classifica, mentre l’Italia non figura neanche. (altro…)