Tag: freedata labs

  • “Senza sicurezza non si [video]gioca!”, nuova campagna di Freedata Labs per AESVI

    “Senza sicurezza non si [video]gioca!”, nuova campagna di Freedata Labs per AESVI

    Freedata Labs si aggiudica la gara AESVI per la campagna di sensibilizzazione dei genitori sulla sicurezza dei videogiochi. Tema centrale della competizione: la promozione del PEGI, il sistema di classificazione dei videogiochi tra le famiglie italiane. 

    Iniziativa davvero interessante quella di cui vi parliamo oggi che tocca un argomento che bene o male riguarda tutti noi, e anche i nostri figli. Parliamo infatti dei videogiochi. Freedata Labs si aggiudica la gara indetta da AESVI, l’associazione di categoria dell’industria videoludica, a cui hanno partecipato alcune tra le migliori agenzie di social media marketing in Italia, per la sensibilizzazione dei genitori sulla sicurezza dei videogiochi. La campagna social ideata da Freedata Labs, si sviluppa in un concorso e in un’operazione di blogger engagement, che coinvolge le mamme blogger, tra le protagoniste più attive della rete. Dato il contesto ludico, si è deciso di mettere alla prova i genitori sulla conoscenza del PEGI (Pan European Game Information) il sistema di classificazione dei videogiochi in base all’età e al contenuto attivo in 30 paesi europei tra cui anche l’Italia, attraverso il concorso “Senza sicurezza non si gioca!” (www.videogiocasicuro.it) che propone poche semplici domande e divertimento assicurato. (altro…)

  • Social Media Marketing nel B2B? Workshop di Freedata Labs alla SMW di Torino

    Social Media Marketing nel B2B? Workshop di Freedata Labs alla SMW di Torino

    E’ una bella domanda quella che sta alla base del workshop che Freedata Labs, una delle più importanti agenzie di social media monitoring in Italia, terrà alla prossima Social Media Week a Torino il prossimo 26 settembre. Si cerca di dare una risposta presentando un caso di successo, quello che riguarda SAP Italia, uno dei più importanti player del settore IT

    Social-Media-Marketing - © franzrusso.itFare Social Media Marketing nel B2B: si può? La domanda è aperta e diretta. Con questa provocazione Freedata Labs e SAP Italia saranno presenti alla Social Media Week Torino del prossimo 26 settembre. Durante il workshop verrà presentata una delle prime case history di successo di B2B in Italia: un lavoro che è nato nel 2011 ed ora raccoglie i suoi primi risultati. A partire dalla lettura dei dati di un’attività di Web Listening condotta da Freedata Labs, agenzia specializzata nei Social Insights e nel Social Media Marketing, SAP Italia (uno tra i maggiori player B2B nel campo IT) ha scelto la via dei Social Media e delle Digital PR sviluppando e implementando una strategia interessante. L’obiettivo primario è stato quello di costruire dalle fondamenta una forte e riconoscibile identità digitale in grado di intercettare il complesso mercato di riferimento dell’azienda. (altro…)

  • Ecco 01Coupon, nuova startup italiana dell’E-couponing

    Ecco 01Coupon, nuova startup italiana dell’E-couponing

    Da poco è nata una nuova startup italiana che si lancia nel mondo dell’E-couponing, si chiama 01Coupon e si propone come nuovo attore del settore puntando sul rapporto qualità/prezzo delle loro proposte, fruibili già al momento dell’acquisto. E per gestire la propria presenza sui Social Media 01 Coupon ha deciso di affidarsi a Freedata Labs

    01CouponCome ormai sapete bene, ci interessa molto conoscere e proporvi nuove realtà italiane nascenti che si propongono sul mercato con nuove idee. Oggi,  a questo proposito vi parliamo di una nuova startup, 01Coupon, nata pochi mesi fa, nel febbraio del 2012, che si propone nel settore nell’E-couponing. Un settore non facile, ma 01Coupon si presenta nel migliore dei modi e con le carte in regola per poter diventare punto di riferimento nel panorama italiano. Premettiamo che in questo caso parliamo anche da fruitori del servizio, avendo avuto modo di saggiare l’ottima qualità del servizio e l’effettiva corrispondenza del rapporto qualità/prezzo, davvero eccellente(altro…)

  • Il Community Manager in Italia, ecco i dati del sondaggio [Infografica]

    Il Community Manager in Italia, ecco i dati del sondaggio [Infografica]

    Qualche mese fa avevamo lanciato un sondaggio per capire quale sia la figura del Community Manager in Italia. Dai dati raccolti si evince che il guadagno medio è di 18,000 euro e che l’età media è di 31 anni. Sono stati definiti anche quattro profili cluster. L’indagine è stata fatta in collaborazione con Freedata Labs e Web In Fermento che ha curato e realizzato l’infografica

    Profilo Community Manager ItaliaFinalmente dopo un pò di tempo siamo in grado di pubblicare i dati relativi al sondaggio che avevamo lanciato qualche mese fa. L’indagine è stata condotta e resa possibile grazie alla collaborazione di Freedata Labs che ha estrapolato i dati analizzandoli e di Web In Fermento che ha realizzato e curato l’infografica che vi presentiamo oggi. Ma guardiamo subito alcuni dati. Il numero dei partecipanti al sondaggio è di 164, un numero ovviamente rappresentativo ma sufficiente per conoscere meglio la figura del Community Manager in Italia. L’età media complessiva è di 31 anni, per gli uomini è 31 mentre per le donne è 30. Il guadagno medio complessivo è di 18,000 euro e va notato che si evidenzia una regressione positiva, cioè al crescere dell’età, cresce lo stipendio. Il guadagno medio per le donne è di 17,000 euro, per gli uomini è leggermente più alto, 19,000 euro.

    Dall’analisi effettuata risulta che ad influenzare il dato dello stipendio del Community Manager sono tanto la provenienza geografica, quanto l’attività svolta. E per quest’ultima c’è da evidenziare che tra quelle indicate, le più applicate sono, in ordine di importanza, Community engagement; Content creation; Facebook engagement; Twitter engagement; Analitycs Reporting; Customer service.

    Per quanto riguarda la provenienza geografica si evince che al Nord i Community Manager sono uomini un pochino più vecchi e guadagnano di più, mentre al Sud i Community Manager sono donne un pochino più giovani e guadagnano di meno. Tra Nord e Sud in effetti la grande differenza sta appunto nel guadagno. Al Centro si registra il profilo medio del CM, sia per età che per guadagno.

    Inoltre, guadagna di più il Community Manager che lavora nel B2B perché il B2B è appunto gestito al Nord. In sostanza, quello che fa da traino è il Nord, non tanto la tipologia di lavoro.

    Se poi guardiamo alla relazione guadagno/provenienza geografica, notiamo che al Sud non si guadagna più di 20.000€: il 75% guadagna meno 10.000€, 25% tra 11/20.000€. Al Centro, tranne pochissimi casi, si guadagna più di 30.000€. Circa il 75% guadagna meno 20.000€, restante 25% tra 20/30.000€. Al Nord il 60% guadagna meno 20.000€, il 22% guadagna 20/30.000€, restante 18% si divide a metà tra 30/40.000€ e 40/50.000€.

    Interessante è anche guardare ai profili che sono stati delineati grazie alla cluster analysis realizzata da Freedata labs. Con questa modalità sono stati raggruppati tutti gli individui in base alle variabili di comportamento: tipologia di lavoro (B2B – B2C), realtà lavorativa (agenzia/azienda/freelance), tipo di attività svolta e piattaforma più utilizzata. L’intero campione è stato successivamente suddiviso in quattro gruppi, che si diversificano gli uni dagli altri, per la presenza di caratteristiche intrinseche.

    Il primo cluster (37%), quello più rappresentativo, è composto da quei Community Manager che:

    – lavorano in agenzia o come freelance

    – svolgono un tipo di lavoro rivolto al B2C

    – a livello di attività svolgono per lo più Content Creation, Analitycs e Reporting, e Customer Service

    – e come piattaforma utilizzano prevalentemente: Facebook

    Il secondo cluster (28%) è composto dai Community Manager più competenti, che :

    –  lavorano in azienda/Brand

    –  svolgono un tipo di lavoro rivolto al B2B

    –  a livello di attività svolgono in prevalenza: Community Engagement, Analitycs e Reporting, e Twitter engagement

    –  e come piattaforma si affidano a: Linkedin, Twitter e alle email

    Gli appartenenti a questa tipologia infatti sono i più anziani del campione e guadagnano di più della media.

    Il terzo cluster (12%) è composto da quei Community Manager che ricoprono il ruolo di blogger, gestiscono le comunità di lettori dei blog e collaborano con le agenzie.

    Il quarto cluster (23%) è composto dai Community Manager meno esperti, che utilizzano esclusivamente Facebook e praticano il Facebook engagement. Gli appartenenti a questo profilo, lavorando all’interno delle Aziende/Brand, vengono incaricati della  gestione della pagina Facebook. Si presume che essi non siano affiancati da un Social Media Marketing Team, e che l’attività condotta in Facebook sia slegata dalle altre iniziative marketing.

    Ringraziamenti

    Nel lanciare l’idea del sondaggio abbiamo trovato e accolto subito la collaborazione di Web In Fermento che ha realizzato la sintetica e efficiente infografica. E poi anche di Freedata Labs che ha realizzato l’analisi dei risultati con grande professionalità e competenza. A loro vanno i nostri ringraziamenti. Possiamo dire che questo è stato un esempio di grande collaborazione e affiatamento nel tentativo di delineare, per la prima volta nel nostro paese, il profilo del Community Manager in Italia. Una figura importante e in forte crescita che merita di essere analizzata e monitorata. Auspicio infatti è quello di tornare fra qualche mese a raccogliere nuovi dati per verificare gli sviluppi di tale profilo professionale. Lo studio in questione è stato discusso di recente, in anteprima, da Daniela Gerosa nella sua tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Milano, Laurea Specialistica in Teoria e Metodi per la Comunicazione. E di questo ne andiamo davvero orgogliosi.

    Infografica profilo Community Manager in Italia

  • Il Vino sempre più discusso in rete, meno sui social network

    Il Vino sempre più discusso in rete, meno sui social network

    Nuova e interessante indagine di Freedata Labs per la rivista Beverage&Grocery che stavolta indaga sul vino e su come, quanto e dove si è discusso in rete della preziosa bevanda nell’ultimo anno. Ne viene fuori un quadro che interesserà tanto gli appassionati quanto gli addetti ai lavori. Ma vediamo insieme i risultati

    bicchiere vino rosso social networkLa raccolta dei contenuti pubblicati in rete (post, commenti, articoli, recensioni, discussioni) è stata effettuata grazie ad Alterian SM2 piattaforma leader nel campo del web listening. Attraverso Alterian SM2, Freedata Labs ha sviluppato questa indagine ad hoc che analizza tutti i contenuti pubblicati in rete in merito ai 70 vini DOCG prodotti nel territorio italiano ed ai 15 vini italiani più venduti in GDO nel corso del 2010 (fonte IRI). Lo studio copre un intervallo temporale che va dal 01/02/2011 al 31/01/2012. In totale, sono stati raccolti e analizzati circa 69.000 risultati. Il vino è un prodotto capace di produrre in rete un elevato livello di buzz, sei volte superiore a quello prodotto insieme da amari e aperitivi, e principalmente su tre canali: il Mainstream per il 54% del totale, i Blog, circa il 23% del totale, e i Forum circa il 9% del totale.La percentuale rimanente (circa il 14%) si ripartisce fra Microblog (caratterizzato nella sua quasi totalità da Twitter), Video e Foto Sharing e Social Network.

    Di cosa si parla?

    ricerca vino_freedata labs social networkE’ interessante notare che mentre nei Mainstream e nei Blog la presenza di siti specializzati ell’enogastronomia fa sì che gli articoli e i post pubblicati siano indirizzati principalmente a un pubblico esperto del mondo del vino, nei Forum gli utenti discutono in modo meno tecnico e professionale e sicuramente con un linguaggio diverso da quello degli addetti ai lavori. In particolare nei Mainstream gli argomenti più trattati sono quelli legati ad eventi, concorsi e premi enologici. Nei Blog vengono ripresi in parte gli argomenti prima menzionati, ma la maggior parte dei risultati sono relativi a recensioni dei vini, alle associazioni con particolari ingredienti fino ad arrivare alle ricette dove si propone il vino più adatto da abbinare.

    Nei Forum invece le conversazioni si sviluppano lungo due principali filoni: le occasioni di consumo, i consigli tra gli utenti e lo scambio di opinioni. Si discute su quale sia il vino migliore da bere o da regalare in occasioni speciali come compleanni, feste, cene o anniversari. In questo contesto sono discusse alcune caratteristiche come l’aroma e il grado alcolico del vino ma anche il miglior abbinamento con i cibi e piatti mangiati. In questo canale, in particolare, che rappresenta la vera piazza sul web per comprendere il sentiment del consumatore verso il vino sono confermate anche cinque evidenze presentate al Vinitaly 2011:

    il vino si beve principalmente in casa, marginale il ruolo di ristoranti ed enoteche;
    per gli utenti internet il vino fa bene ed esprime valori  prevalentemente positivi;
    il vino non è soltanto una bevanda, ma svolge un ruolo importante della socialità dei consumatori;
    gli utenti internet ammettono di non conoscere il vino;
    l’etichetta è chiamata in causa solo nella scelte di acquisto legate ad occasioni importanti.

    La scelta giusta

    ricerca vino_freedata labs - blog social networkLa richiesta di consigli è molto diffusa tra gli utenti ed è tipica dei Forum. L’esempio che segue, estratto da salute .it capace di generare ben 50 risposte, è tipico:

    ragazze devo disobbligarmi con un’amica e sapendo che è amante del vino rosso ho pensato di regalargliene una bottiglia..c’è solo un piccolo problema che io bevo di tutto e non ho per nulla una buona conoscenza… per cui non vorrei toppare comprando qualche schifezza…..spero che voi ne sappiate più di me e possiate darmi un consiglio….”

    Da segnalare che nessun commento successivo pur chiamando in causa diverse tipologie di vino fa riferimento ad una particolare cantina o etichetta.

    I vini analizzati non presentano tuttavia tutti lo stesso livello di notorietà (buzz) in rete. Volendo stilare una classifica tra le tipologie di vino analizzate (i 70 vini DOCG e 15 più venduti in GDO nel 2010) il Chianti risulta quello che produce il maggior numero di contenuti, seguito dal Lambrusco e il Barolo. Questo ordine, soprattutto per quanto riguarda le prime posizioni, non sorprende. Estendendo infatti la nostra analisi all’universo Facebook si è osservato come Chianti, Lambrusco e Brunello di Montalcino sono anche i tre vini (tra quelli analizzati) che presentano il maggior numero di Fan nelle loro pagine attestandosi rispettivamente a 44.000, 111.000 e 20.000 “mi piace”.

    ricerca vino_freedata labs - discussioni rete social networkDa notare che mentre per Chianti e Brunello le pagine sono state create e gestite dai Consorzi di Tutela, per il Lambrusco il tutto proviene dagli utenti che di propria iniziativa, come veri e propri appassionati, hanno aperto e gestiscono la fan page.

    Come già segnalato prima, il vino in rete è più noto delle stesse cantine o etichette presenti sul mercato. Lo spazio riservato ad esse è prevalentemente limitato ai siti specializzati in eno-gastronomia rivolti ad una utenza di appassionati o di addetti ai lavori. Ne consegue che il peso (share of buzz) di contenuti che hanno per oggetto cantine ed etichette si concentri prevalentemente verso il canale Mainstream e decresca sui canali dove il contenuto generato degli utenti diventa prevalente come i Blog ma ancor più sui Forum e sui Social Network. In termini quantitativi la percentuale dei contenuti che riguarda cantine ed etichette passa da circa il 7% dei Mainstream al 6% dei Blog fino ad un “misero” 3,5% dei Forum.

    Lo studio effettuato da Freedata Labs traccia due caratteristiche fondamentali: la prima è che il vino ha una elevata talkability sulla rete, se ne discute molto e gli utenti sono sempre più interessati privilegiando un linguaggio semplice; la seconda è la quasi totale assenza del concetto di marca, sia essa cantina o etichetta. In sostanza si parla più del vino che di chi lo produce.

    Altra caratteristica da sottolineare è la scarsa presenza dei principali produttori di vino nel contesto dei social media. Non basta solo confrontarsi con gli addetti ai lavori e con gli altri operatori di mercato, è necessario andare incontro anche alle richieste di confronto e alle esigenze di informazioni che proviene dai social network. Al momento questo ruolo viene ricoperto dagli stessi utenti, quelli esperti e appassionati. Ma visto gli strumenti che mette a disposizione il web e la possibilità di operare attraverso azioni di blogger engagement, fino all’apertura di canali sui principali social network come Facebook, Twitter, Youtube o anche Pinterest, sarebbe un peccato non cogliere queste opportunità per meglio coltivare una comunicazione non più univoca ma che dia spazio al confronto e allo scambio di informazioni tra produttore e utenti finali.

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  • Chi ha vinto tra #schf12 e #soleFDMT?

    Chi ha vinto tra #schf12 e #soleFDMT?

    Ovviamente non è una competizione ma la vicinanza dei due eventi solletica la curiosità. E quindi Freedata Labs ha realizzato questo studio dove si confrontano i due hashtag relativi al Social Case History Forum e al 2° Forum Digital Media & Technology. Ma vediamo più in dettaglio

    twitter #schf12 #soleFDMTIntanto quando due eventi così interessanti sono così vicini tra loro si è costretti a fare delle scelte proprio per il fatto di non poterli seguire entrambi. Il Social Case History Forum è stato davvero interessante per i casi presentati e per la partecipazione ma altrettanto interessante, leggendo tweets e commento sul web, è stato anche il 2° Forum Digital Media & Technology organizzato da Il Sole 24 Ore. Essendo quindi i due eventi interessanti e avendo registrato una grande partecipazione di pubblico allora nasce la curiosità di sapere quali tra i due hashtag tra #schf12, del Social Case History Forum, e #soleFDMT, del 2° Forum Digital Media & Technology, sia stato il più twittato. Ci ha pensato Freedata Labs, che si occupa proprio di social media monitoring, a dare una risposta, vediamola. (altro…)

  • Il Festival di Sanremo 2012 visto dal Web

    Il Festival di Sanremo 2012 visto dal Web

    A distanza di qualche giorno ormai dalla fine del Festival di Sanremo 2012 proviamo a vedere come l’evento è stato visto dalla rete che in questa occasione ha partecipato moltissimo. Le opinioni per la maggior parte sono neutrali, ma entrando più nel dettaglio prevalgono le opinioni positive

    Sanremo-2012_logoE’ vero, è ormai trascorso qualche giorno e ancora si parla del Festival di Sanremo 2012. Si ma oggi lo vogliamo fare guardando al fenomeno dal punto di vista che ci piace e vogliamo da oggi iniziare un nuovo filone di articoli trattando eventi o occupandoci di personaggi in genere, in maniera più analitica andando ad analizzare quel che dice la rete in proposito. E lo facciamo utilizzando la piattaforma SM2 di Alterian, di cui Freedata Labs è esclusivista in Italia e grazie alla quale possiamo intraprendere questo nuovo viaggio. Le keywords che abbiamo preso in considerazione sono state “festival 2012“, “sanremo 2012“, osservandole in un periodo di tempo che va dal 14 febbraio, giorno di inizio del Festival fino al 20 febbraio incluso, in riferimento alla sola Italia. Il totale dei risultati è di 28,797. (altro…)

  • Freedata Labs lancia il Facebook Commerce di Freddy

    Oltre all’e-commerce sta prendendo piede nel nostro paese anche il Facebook commerce e uno dei primi esempi in Italia lo realizza Freedata Labs per Freddy. Un progetto veramente innovativo per un grande marchio dell’abbigliamento sportivo

    Volete cogliere l’opportunità dei saldi estivi, ma non volete mollare il vostro social network preferito? Oggi questo è possibile. Infatti, da venerdì scorso, 1 Luglio 2011 gli utenti di Facebook hanno la possibilità di godere dei saldi direttamente dal loro social media preferito. Con i saldi estivi, Freddy, azienda leader nella produzione di abbigliamento sportivo, lancerà il proprio F-Commerce, che è stato sviluppato da Freedata Labs agenzia di comunicazione specializzata che gestisce tutte le attività di social media marketing del marchio. L’ F-Commerce è un’innovativa modalità di vendita online che integra l’E-Commerce con il potenziale virale di Facebook ed è uno dei temi più caldi su internet oggi. (altro…)

  • Italiana Talkability, i risultati della ricerca di Freedata Labs

    Sono stati presentati questa mattina i risultati della ricerca, Italiana Talkability, condotta da Freedata Labs a Milano presso l’Università Bocconi. Obiettivo di questa ricerca è mostrare con metriche nuove l’influenza dei consumatori sulla comunicazione di oltre 250 brand e l’impatto del web 2.0 sulle strategie di marketing di 13 mercati di consumo, evidenziando l’esistenza di una nuova dimensione di marketing: la Talkability.

    Italiana Talkability - Freedata LabsLa ricerca, grazie all’utilizzo della piattaforma di web listening Alterian SM2, ha rilevato le conversazioni in Italiano pubblicate sul web (tra siti mainstream di news, forum, blog, social media, microblog, wiki e photo/video sharing) nel periodo dal 1° luglio 2010 al 31 gennaio 2011 relative a una selezione dei principali mercati di consumo: pannolini per bambini, shampoo, detersivi per lavatrici, yogurt, gelati, birra, vodka, jeans, abbigliamento intimo, borse, telefonia mobile, city car e assicurazioni. (altro…)